Chevrolet Camaro IMSA Kelly American Challenge 1984: un montaggio di Thierry Blavette

L\’IMSA, che significa International Motor Sports Association e non International Marijuana Smugglers Association, come qualche buontempone ogni tanto suggerisce (ehm…) riunisce sotto di sé diverse categorie, per lo più ignote in Europa se si eccettua il campionato di punta che dagli anni settanta fino ad oggi ha subito le stesse evoluzioni dell\’endurance europeo, vivendo ciclicamente allontanamenti e avvicinamenti dal binomio FIA-ACO, peraltro esso stesso non sempre esente da divergenze interne che hanno portato a clamorose spaccature. A parte questo, il sottobosco dell\’IMSA è ricchissimo di storia e di storie, di personaggi la cui notorietà non avrà magari mai varcato lo spazio di qualche stato americano, ma che sono essenziali per comprendere lo spirito dell\’automobilismo sportivo di quel continente.

La Chevrolet Camaro di Craig Carter a Road America nel 1984.
Craig Carter prima della partenza a Road America nel 1984.
L\’IMSA minore, mi si passi l\’espressione, meriterebbe qualcosa di più anche a livello modellistico e non è un caso che un grande esperto dell\’automobilismo USA come il nostro Gennaro Robustelli abbia scelto soggetti di questo tipo.
Il modello montato da Thierry Blavette riproduce la
versione che corse la Twin 100 a Michigan.
Due gli esemplari montati, perfettamente identici.

Vi presentiamo qui un montaggio di uno dei kit di Gennaro, opera di Thierry Blavette, che riproduce la Chevrolet Camaro che partecipò all\’IMSA Kelly American Challenge 1984 con Craig Carter. Sono stati realizzati due esemplari, montati contemporaneamente, e le foto testimoniano la solita cura, l\’ottima verniciatura e la pulizia generale. La semplicità in questo caso è sinonimo di qualità.

Un po\' di Svizzera a Le Mans: Porsche 907 Wicky 1970 di Axel\'R

 

L\’abilità e la passione di Roger Dutemple di Axel\’R sono ben conosciute nell\’ambiente dei modelli speciali in scala 1:43. L\’artigiano di Cournonterral, nel dipartimento dell\’Hérault ha in produzione tutta una serie di sport-prototipi e di vetture di formula decisamente interessanti, con una certa predilezione per soggetti un po\’ meno conosciuti quando non inediti. La Porsche 907 corta non è fra le sue ultime creazioni, ma già la particolarità della versione – la vettura dello svizzero Wicky Racing – e il fatto che di recente siano state introdotte alcune migliorie al kit. Il modello è disponibile anche come factory built ma solo su richiesta. Gli Axel\’R montati sono rari da trovare in giro (qualcuno lo vedete sporadicamente su Grand Prix Models) e quando appaiono non c\’è da farseli scappare.

Dicevamo della 907 del Wicky Racing: alla referenza K011 (ma ne esistono altri) corrisponde la versione di Le Mans 1970, piloti lo stesso Wicky e Hanrioud. Non ci avventuriamo nella giungla dei numeri di telaio (005? 031?) perché non se ne uscirebbe più. Fatto sta che questa 907 è il caso tipico di una vettura con un po\’ di anni sul groppone che continua imperterrita la propria carriera.

Equipaggiata del classico 8 cilindri da 2,2 litri, la 907 svizzera dovette abbandonare per incidente verso le 7.30 del mattino, andando a rimpinguare ulteriormente la lunghissima lista di ritiri in un\’edizione memorabile della 24 Ore.

Su questa recentissima revisione di Axel\’R, sono stati modificati i caratteristici passaruota carenati anteriori, adottati cerchi più realistici e completate le decals, fra cui l\’abbastanza bizzarra pubblicità del Tour de France Automobile applicata in diagonale sul cofano posteriore.

Con questo tipo di soggetti non si finisce più nella costante ricerca di migliorie e di maggiore esattezza storica. In questi ultimi anni sono uscite, sui libri e sul web, diverse foto inedite di questa Porsche 907, e sarebbe stato un peccato continuare a non tenerne conto.

Da parte mia sapete come la penso: un modello come questo rappresenta una testimonianza preziosa del valore del lavoro artigianale, e un esempio di come certe realizzazioni abbiano un senso ancora oggi che Spark e tutti gli altri marchi di resincast sembrano aver saturato il mercato. Ma se siete appassionati di un certo tipo di intendere un modello, se vi piacciono le decals applicate una ad una, i cerchi nella vecchia cara resina o in metallo bianco o torniti, i kit fanno ancora per voi, pur con tutti i loro difetti e il loro costo sicuramente maggiore (ma di quanto?) rispetto ai resincast.

Ed è anche bene che gli speciali non siano per tutti: sono probabilmente per pochi, forse sempre meno, ma resistono e hanno il loro pubblico di appassionati. Gli speciali sono la testimonianza, per niente da museo, di una storia che continua.

L\'erede della Fiat 500: la 126

La Fiat 126 Laudoracing (insieme alla variante
Polski Fiat 126P) sarà presto disponibile.

Fra non molto i collezionisti potranno aggiungere alle loro raccolte la Fiat 126 di Laudoracing, preordinabile in varie colorazioni a questo link: http://www.laudoracing-models.com/it/7-fiat
La 126 prima serie venne presentata al Salone di Torino del 1972, ed è un inedito in scala 1:18. In produzione fino al 1977 (dal 1973 si aggiunse la versione tetto apribile, secondo una tradizione iniziata con la Topolino e continuata con la 500), la 126 adottava un motore leggermente più grande e potente rispetto a quello della 500, con un aumento della velocità massima di circa 10 km/h.

Un\’immagine ufficiale della Fiat 126 prima serie, uscita nel 1972.
Notare i cerchi dello stesso disegno di quelli della 500R.

A lungo trascurata dagli appassionati e dai collezionisti, la 126 è oggi al centro di una certa rivalutazione, con club e gruppi a lei dedicati. Ricordiamo che nel triennio 1972-1975 la 126 venne affiancata nel listino Fiat dall\’ultimissima versione della 500, la R, con la quale condivideva il propulsore da 594cc.

Prime foto dei prototipi delle Alfa Romeo Alfetta 1.8 Polizia e Carabinieri

 

Come anticipato qualche giorno fa, Laudoracing sta lavorando ad alcune versioni Polizia e Carabinieri dell\’Alfa Romeo Alfetta 1.8. Le prime foto postate su Facebook, che riproponiamo qui, stanno suscitando un interesse clamoroso, a riprova della presa che questi soggetti hanno sui collezionisti. I modelli saranno prenotabili a partire dalla fine di settembre. Ricordiamo che si tratta ancora di pre-serie, suscettibili di miglioramenti e modifiche, a tutto vantaggio della fedeltà storica. A differenza di altri marchi, infatti, Laudoracing interviene spesso sui pre-serie, cercando di fare in modo che il modello definitivo sia il più possibile veritiero e corrispondente alla realtà.

Abarth graffiti: la prova della OT 1000 Berlina su Auto Italiana, giugno 1965

C\’è molta attesa per l\’arrivo delle Fiat Abarth OT 850 e 1000 di Laudoracing, già preordinabili direttamente sul sito. Al momento del suo lancio, nel 1965, la versione più potente delle due vetture, la 1000 OT, fu oggetto di un\’approfondita prova su Auto Italiana (anno 46, n.22 del 3 giugno 1965), che dedicava molto spesso prove dedicate a vetture spiccatamente sportive o sportiveggianti. Un esemplare della 1000 OT venne testato sulla salita del Tuscolo, nel comune di Grottaferrata e in maniera molto estensiva e approfondita sull\’autodromo di Vallelunga, con l\’ausilio di un pilota molto esperto, Massimo Natili. Il miglior tempo sull\’anello romano fu cronometrato in 1\’16\”035, corrispondente a km/h 85,224 di media, un riscontro di tutto rispetto per una vettura comunque omologata per l\’uso stradale.

Curiosità, la OT 1000 costava allora di listino un milione e centomila lire, e l\’Abarth forniva con sovrapprezzo alcuni accessori, fra cui la strumentazione combinata Abarth, il volante speciale con corona in plastica e il volante speciale con corona in legno.

Tre anni di Laudoracing: spese di spedizione offerte fino all\'11 settembre

Ricorre il terzo anniversario di Laudoracing e su tutti gli ordini sul sito http://www.laudoracing-models.com/it/ beneficeranno della spedizione gratuita. Sulla home page del sito riceverete tutte le istruzioni per usufruire di questa offerta. Oltre a questa opportunità che i collezionisti hanno per arricchire ulteriormente le loro raccolte, questo anniversario si costituisce l\’occasione per ripercorrere un cammino fatto di passione per l\’auto e per il modellismo. In tutto questo tempo la gamma Laudoracing ha già colmato tantissime lacune in una scala come 1:18, imponendosi sul mercato come marchio-guida per la produzione Fiat, Alfa Romeo, Autobianchi, Abarth, tutti fabbricanti che hanno accordato una licenza ufficiale.

Grazie a Laudoracing tante vetture-simbolo del passato, come la Fiat 127 Sport, la Fiat Uno Turbo, l\’Alfa Romeo Alfetta, l\’Alfa Romeo 75 o l\’Autobianchi A112 Abarth sono state già riprodotte e a breve si andrà ancora più indietro nel passato con la Fiat 850 e le Abarth 850 OT e 1000 OT.

La fine del 2016 porterà ulteriori nuove uscite e altre ghiotte anteprime come la Fiat 131 Abarth, la Fiat 128 3P o il furgone Fiat 242 sono in fase di preparazione.

Verde muschio: un colore tipico della Fiat 126

Fra le varianti di colore previste per la Fiat 126 prima serie di Laudoracing (già preordinabile) vi è il verde muschio, una tinta molto in voga nella gamma Fiat degli anni settanta. Dal punto di vista modellistico, la Fiat 126 prima serie di Laudoracing è un inedito assoluto in 1:18. Volendo fare un po\’ di storia delle 126 nelle scale grandi, le prime riproduzioni furono quelle di Mattel-Mebetoys e di Polistil in 1:25 a partire dal 1973, che si affiancarono contemporaneamente a quelle in 1:43 delle stesse ditte, e il modello Pocher in scala 1:13 (dal 1972-73), che venne commercializzato in due versioni: stradale e rally.
www.laudoracing-models.com

Rassegna stampa: DTCA, The Journal issue n.62 Luglio 2016

Il DTCA (Dinky Toys Collectors\’ Association) pubblica regolarmente il proprio bollettino, sempre molto interessante perché ricco di aneddoti e di prospettive inedite. Nel numero 62, uscito a luglio, si ricorda la figura di Cala Hopkinson, deceduta recentemente, nipote di Frank Hornby.

La Hopkinson è un personaggio importante nella storia della Dinky, avendo contribuito attivamente ad alcune scelte industriali. Appassionata di meccanica e pilota automobilistica, la Hopkinson ha avuto una vita lunga e ricca di eventi, e con la sua scomparsa sparisce un\’altra testimone diretta della storia della Dinky. Altro articolo di interesse è l\’analisi completa della produzione della Nash Rambler, cui va aggiunta una bella retrospettiva sulla Serie 35.

Anteprima: Fiat 850 Special di Laudoracing 1:18

In un recente post abbiamo parlato delle future Abarth 850 OT e 1000 OT di Laudoracing, basate sulla tranquilla berlina Fiat 850, anch\’essa nei programmi del produttore e già preordinabile online a questo link: http://www.laudoracing-models.com/it/7-fiat

I pre-serie della Fiat 850 Special di Laudoracing, che sarà disponibile
in quattro colori.

La versione prescelta è la Special, che costituì la prima novità Fiat per il 1968 e apparve nel febbraio di quell\’anno. La Special nasceva dall\’abbinamento della berlina 850, presentata nel 1964, col più potente motore della 850 Coupé, introdotta al Salone di Ginevra del 1965.


Il cruscotto della 850 Special da un dépliant Fiat dell\’epoca.

Con la 850 Special, Laudoracing dimostra quanto sia ancora ricco il panorama delle vetture inedite italiane degli anni sessanta, rimaste nel cuore di molti appassionati.

Morris Marina 1.8 TC Jubilee 1973 di Corgi-Vanguards 1:43

In Italia, a parte qualche rara eccezione, la produzione di vetture stradali inglesi degli anni settanta non è né molto popolare né troppo conosciuta. I motivi sono tanti e non è il caso di cercare di rispiegarli qui. Sia come sia, Corgi prosegue nell\’attuale gamma Vanguards una linea che era stata a suo tempo propria dei Lledo – e si parla della fine anni novanta-inizio anni duemila. La Morris Marina non è certo una novità, ma ora viene proposta nella serie Vanguards (catalogo n.VA06310) in un\’inedita configurazione \”Jubilee\”. Ricordiamo che la Marina uscì alla fine del 1971 con due motorizzazioni, 1300 e 1800cc, quest\’ultima disponibile in due versioni, una più tranquilla e una più sportiveggiante, denominata appunto TC. La Jubilee venne commercializzata nel 1973 per celebrare il 60° anniversario della Morris (fondata a Cowley nel 1913), ed era basata sulla TC. Ogni concessionario British Leyland ne ricevette un solo esemplare. In totale la produzione raggiunse le 2000 unità, ma il Marina Owners Club stima che ne siano rimasti oggi non più di cinque in condizioni marcianti. La Jubilee si contraddistingueva per il tetto in vinile, il nuovo colore \”citron\”, la doppia striscia laterale nera, i sedili rivestiti in tessuto color navy blue, vetri Sundym, fendinebbia, modanatura anteriore nella calandra in tono con la carrozzeria, indicatori di direzione laterali e scritte laterali specifiche.

Dobbiamo riconoscere a Corgi un ottimo lavoro di ricerca storica, da cui è scaturito un modello gradevole che va ad aggiungersi ad altre uscite della stessa tematica, come l\’Austin Allegro, la Hillman Avenger o la Ford Cortina Mk.III.