Lo storico marchio Airfix che, ricordiamo, è stato acquistato nel 2006 da Hornby insieme ad un altro brand classico britannico, Humbrol, è oggetto di un\’interessante operazione di rilancio, che prevede l\’uscita di nuovi modelli e numerose riedizioni di alcuni kit del passato, riveduti e corretti. Tale operazione ha previsto una rinnovata comunicazione, con un bel sito interattivo (www.airfix.com) dove vi è anche la possibilità di iscriversi al club, beneficiando di tutta una serie di sconti, oltre all\’abbonamento ad Airfix Magazine. Su Airfix in generale e su qualcuno dei loro prodotti torneremo presto. Stavolta, però, focalizziamo l\’attenzione sull\’annuario 2016, col quale Airfix inizia l\’anno: non si tratta del solito catalogo, peraltro oggetto di culto fra gli appassionati del produttore inglese, ma di una pubblicazione molto più articolata, che ospita approfondimenti storici, consigli di montaggio, curiosità e storia dei kit Airfix. Chiude l\’annuario (di complessive 132 pagine) una panoramica completa dei prodotti Humbrol. In lingua inglese, l\’Airfix 2016 Yearbook, costituisce una lettura molto piacevole, ed è qualcosa di più di un mero house organ. Il costo sul sito è di 7,99 sterline inglesi.
Previsto per fine febbraio il kit della Porsche 917K 1970 di Model Factory Hiro in 1:12
MFH prosegue l\’impressionante produzione di kit in scala 1:12, annunciando stavolta un classico dell\’automobilismo di tutti i tempi, la Porsche 917 K del 1970. L\’uscita è prevista per la fine di febbraio. Per il momento sono quattro le referenze in arrivo, ma non c\’è dubbio che presto si aggiungeranno altre varianti e verosimilmente anche la configurazione 1971:
K511 24 Ore di Daytona 1970 vetture nn.1/2 (Gulf Wyer)
K512 24 Ore di Le Mans 1970 vetture nn.20/21 (Gulf Wyer)
K513 24 Ore di Le Mans 1970 vettura n.23 e 6 Ore di Watkins Glen, vetture nn.31/32 (Salzburg Racing).
Focus su: Cisitalia 202 Berlinetta 1947 Special Cars by Pininfarina di Mini Miniera (1:43)
Malgrado le notizie non proprio rassicuranti sulla continuazione regolare della collezione Special Cars by Pininfarina, complici i noti problemi incontrati dal leggendario marchio italiano, Mini Miniera ha presentato in questi giorni un nuovo pezzo della serie, la Cisitalia 202. In questo caso non si tratta di un modello raro oppure inedito come lo sono stati i precedenti, ma è comunque una pietra miliare nella storia del carrozziere e come tale andava inserito di diritto nella lista. E così, dopo la Cambiano, la 2uettottanta, la Birdcage 75th e la Modulo, la quinta referenza della collezione è la celeberrima vettura che è anche esposta dal 1960 al MoMA di New York come esempio di armonia e di eleganza di forme e proporzioni. Come si diceva, la Cisitalia in scala 1:43 non è certo un inedito: a partire dall\’indimenticabile Dugu fino ai nostri giorni, di 202 in miniatura ce ne sono state tante; più o meno raffinate, più o meno care. Fra le più recenti ricordo anche una realizzazione di Mike Craig che a dir la verità è forse una delle creazioni meno improbabili dell\’artigiano britannico. Questo di Mini Miniera è un classico resincast di fascia alta, con un ottimo livello di finiture, che occupa degnamente un posto nella collezione Special Cars by Pininfarina. Prossima uscita, la Sintesi del 2008, prevista abbastanza a breve. Diamo ora la parola alle immagini, aggiungendo qualche commento.
| La versione prescelta è una 202 del 1947, in configurazione stradale, quindi con paraurti e cerchi lusso. |
| Le linee sembrano azzeccate e la vettura è verniciata nel tipico rosso scuro delle vetture sportive italiane di fine anni quaranta – anni cinquanta. |
| I cerchi sembrano un po\’ poco definiti in foto, ma nella realtà risaltano molto di più i giochi d\’ombra che rendono l\’insieme assolutamente accettabile. |
| Molte parti cromate, stemmini e scritte riportate, fotoincisioni applicate con cura estrema. Questa gamma Mini Miniera si conferma al vertice della qualità nel settore dei resincast in 1:43. |
| Molto realistico l\’effetto trompe l\’oeil della calandra. La parte superiore e inferiore dei paraurti è verniciata in un rosso leggermente trasparente che forse non rende al meglio l\’effetto reale. |
| La combinazione fra il colore della carrozzeria, le tinte degli interni e l\’applicazione delle fotoincisioni è di grande pulizia. |
| Impeccabile la verniciatura, lucida il giusto e senza il minimo difetto. |
Letture consigliate: il blog dell\'Auto Jaune di Parigi
L\’Auto Jaune è uno dei più conosciuti negozi parigini di automodelli, con specializzazione negli obsoleti. Dall\’aprile 2010 è attivo anche un blog, che tratta in modo professionale gli argomenti più vari. Scritto con stile, humor e competenza, è una lettura estremamente gradevole e un\’ottima occasione per approfondire la conoscenza di argomenti che spaziano dai modelli anteguerra ai Solido, dai Corgi ai Dinky ai Tekno, fino ad alcuni gustosissimi pezzi di \”costume\”. Il link del blog dell\’Auto Jaune è il seguente: http://autojauneblog.fr/ .
Imperdibile l\’articolo in cui si racconta la storia di alcuni prototipi in legno, fra cui alcuni inediti della serie Super Champion.
Rassegna stampa: Auto Modélisme 219
Rispetto al numero di dicembre 2015, abbastanza incolore, questa prima uscita del 2016 propone una buona scelta di contenuti interessanti. Il 2016 segna il trentennale dell\’ultima stagione degli impressionanti gruppi B nei rally, e per Auto Modélisme è l\’occasione di parlare soprattutto di uno dei modelli più rappresentativi di quel periodo, la Lancia Delta S4. Una delle cover story si occupa appunto delle S4 di Toivonen e Bia
sion, riprodotte in 1:18 da AutoArt, mentre un secondo articolo separato recensisce la versione stradale rossa, sempre di AutoArt. Le due fiches di documentazione ricordano il Rally Montecarlo 1986, con la Delta S4 vincente di Toivonen/Cresto e l\’Audi Sport Quattro E2 di Mikkola/Hertz e Roehrl/Geistdorfer. La seconda cover story era per così dire inevitabile, vale a dire la Ferrari 250 GTO di CMC in 1:18. Pubblicate anche le prime foto di un nuovo lavoro quasi ex-novo, opera di Erland Elkaim, la Brabham-BMW BT52 in scala 1:12. Seguiamo con grande curiosità lo sviluppo di questo progetto che si preannuncia di grande interesse. Tralasciamo la prima parte di un insipido articolo sulle Jaguar dal 1927 al 1958 per rimarcare invece l\’ottimo livello tecnico del settore slot: accolto con scetticismo nei primi numeri di Auto Modélisme, lo slot è divenuto un argomento stabile, segno evidente che i lettori ci sono e apprezzano l\’iniziativa. Si parla stavolta della serie \”Race tuned\” di Scalextric, con tanto di prova pratica e consigli di manutenzione.
Rassegna stampa: Passion43ème n.51 (gennaio-febbraio 2016)
L\’anno inizia bene per la rivista francese, che propone un interessantissimo mix di veicoli commerciali e di obsoleti. Direi che quanto a contenuti, Passion43ème ricorda un po\’ la gloriosa Argus de la Miniature. Come al solito non mancano alcuni resoconti di recenti borse di scambio – troviamo anche un intervento del nostro Bruno Libero Boracco sulla rassegna Auto e Moto d\’Epoca a Padova dello scorso ottobre. Bella la retrospettiva sui veicoli commerciali Shell della CIJ, mentre nella sua sempre apprezzatissima rubrica, Jean-Marie Gianni si occupa con la consueta erudizione di un modello Dinky: stavolta tocca al \”Triporteur\”, uscito nel 1935 e riapparso nella produzione del dopoguerra. Prosegue la rassegna dei caratteristici bus della svizzera PTT, mentre Pierre Ferrer si occupa di tutte le miniature d\’epoca della Renault Etoile Filante. Questa rivista meriterebbe maggiore attenzione nel nostro paese, per la qualità e la competenza degli articoli e per il modo in cui sa miscelare sempre l\’antico col moderno.
Diecast e resincast: alcune prospettive per i prossimi mesi
La fine dell\’anno e l\’inizio della nuova stagione costituiscono sempre per i produttori l\’occasione di diffondere lunghe liste di modelli \”prossimi all\’uscita\”. Sarà abbastanza interessante confrontare la teoria con la realtà dei fatti. Negli ultimi anni programmi faraonici sono stati via via ridotti, tornando a livelli più verosimili e abbordabili. Un paio di marchi che ancora producono novità a pieno ritmo sono Greenlight e Oxford.
Gli altri, soprattutto quello che hanno in catalogo riproduzioni da 80-90 euro, sono scesi a più miti consigli. Case che fino a poco tempo fa non risentivano ancora di una certa saturazione di mercato, come AutoWorld, hanno dovuto rivedere in parte i loro programmi, e nel frattempo è arrivata un\’altra fascia di prodotto, quella rappresentata dai vari RBA e Whitebox che poggiano sulla riedizione low-cost di modelli che in un recente passato occupavano i cataloghi di produttori di fascia più alta.
Ovviamente si tratta di una strategia mordi e fuggi, che funzionerà a breve-medio termine, finché il mercato non si saturerà del tutto. Parzialmente in quest\’ottica si colloca il ritorno di Solido, la cui intenzione sarebbe quella di colmare delle lacune lasciate qua e là dai vari produttori (soprattutto in 1:18, visto che per ora la gamma 1:43 è decisamente banale): ma gran parte dei modelli già annunciati è già disponibile presso altri fabbricanti e su eBay si trovano centinaia di questi prodotti – che peraltro nessuno compra – a prezzi irrisori, inferiori alle stesse spese di spedizione.
Quanto alle produzioni in resina, non si può dire che il 2015 sia stato avaro di nuovi marchi, di soggetti inediti e di uscite talvolta sorprendenti, come Auto Cult – e mettiamoci pure Donngguan o Mini Miniera con le due ottime raccolte di concept car Pininfarina e Bertone.
Alcuni marchi si sono buttati su soggetti di estrema nicchia, arrivando a fare cose che fino a qualche anno fa sarebbero state impensabili. Ma dal riflusso di centinaia di resincast in scala 1:43 e 1:87 su mercati alternativi testimonia come nella maggior parte dei casi i numeri di produzione corrente (300-400 esemplari) sono eccessivi per le reali capacità di assorbimento di modelli a prezzo pieno. Probabilmente i produttori si orienteranno su numeri ancora più bassi (150-200?), visto che i rivenditori costretti a svendere articoli giacenti invenduti da mesi se non da anni, saranno costretti a tagliare abbastanza drasticamente le loro ordinazioni future. Per quanto riguarda l\’1:18, che nel biennio 2014-2015 ha vissuto un vero e proprio boom, andando a disturbare alcune produzioni artigianali di bassa qualità e prezzo eccessivo, esistono ancora buoni margini di crescita, ma personalmente dubito che la tendenza continuerà sul livello degli anni passati, anche per raggiunti limiti di… spazio da parte dei collezionisti.
Chi pensa che l\’1:18 possa costituire una seria risposta alla crisi del mercato commette un errore di valutazione, a meno di non essere in grado di proporre modelli ai prezzi di OttOmobile. In alternativa, alcuni, come Norev e Modelcarworld, hanno tentato la strada del diecast curbside. E\’ ancora presto per capire se questa nuova sub-categoria avrà un convincente futuro.
L\’impatto della situazione economico-finanziaria cinese sul mercato degli automodelli (una situazione peraltro perfettamente spiegabile e prevedibile, che alcuni economisti hanno definito \”febbre da crescita\”) è ancora abbastanza difficile da valutare nella sua effettiva portata. Se certe tendenze di confermeranno, in Cina resteranno probabilmente le produzioni più economiche, con i produttori costretti a spostare le loro risorse in continenti dove la manodopera costa meno. Già alcuni come Solido producono i modelli in Bangladesh, altri ancora stanno valutando l\’opportunità di puntare sull\’India, non sempre seguiti dall\’entusiasmo dei collezionisti che temono un generale calo della qualità di realizzazione e/o di montaggio (Airfix, ad esempio, ha annunciato che l\’attesa riedizione dei propri leggendari kit sarebbe stata dirottata in India, cosa che ha significativamente raffreddato l\’entusiasmo di tanti collezionisti che avevano accolto la notizia con grande interesse).
In questo clima di trasformazione, è forse troppo attendersi delle risposte a breve termine, tantomeno dall\’imminente Salone di Norimberga, che molti hanno ormai scelto di disertare e che non rappresenta più un termometro attendibile della situazione generale.
Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International 243 (Gennaio 2016)
Il TMMI inizia il 2016 con un bel numero dove tornano anche gli automodelli: oltre ai servizi sugli altri mezzi, altamente istruttivi, segnalo quindi l\’anteprima del kit Tamiya in 1:24 della Mazda MX-5 IV generazione (pubblicizzato anche in quarta di copertina) e le prime impressioni sulla Lancia 037 Gr.B di Model Factory Hiro in 1:12. Molto interessante l\’articolo di Martin Bobek sull\’applicazione dei rivetti in decals sugli aerei, una tecnica che potrebbe tornare utile anche in altri settori, dai treni alle auto. Ancora una volta, il Tamiya Model Magazine International si conferma una pubblicazione di grande utilità e una piacevole lettura.
Fine d\'anno, qualche riflessione e un augurio
Si conclude questo 2015 con giusto il centesimo post annuale del blog; più numerosi gli interventi rispetto al 2014, e ciò è a priori positivo. Il 2014 aveva visto una brusca caduta del numero di articoli dopo due anni decisamente \”pieni\”. Varie vicissitudini avevano impedito nel 2014 un soddisfacente sviluppo del sito, mentre quest\’anno spero di avere almeno in parte rimediato. Certo, non è necessariamente in rapporto al numero degli articoli che si giudica la qualità di un blog, ma è anche vero che trovare raramente nuovi testi delude i lettori e li porta verso altri lidi. Di già che la tendenza di internet sembra orientarsi per lo più verso i social network, che sono forse lo sviluppo ulteriore dei blog.
Oggi come oggi, per un\’azienda, un artigiano, un marchio o un semplice privato \”comunicatore\” se non sei social non sei nessuno. E in questo senso il blog non si è sviluppato abbastanza, anche se sinceramente per il momento non credo di avere il tempo di andarmi a cercare lettori sui social. Se qualcuno ha la compiacenza di taggare uno degli articoli su Facebook, su Twitter o su Google+, gli effetti si vedono subito, belli evidenti. Altrimenti a volte il numero di visite ristagna, per poi magari impennarsi quando si individua un argomento \”caldo\”, magari aggiornato più volte nell\’arco della sue storia mediatica. Così va il web: deontologia professionale invariata rispetto alla carta stampata ma tempi e metodologie radicalmente diverse, per quanto questo blog si sia sempre posto l\’obiettivo di avvicinarsi per certi versi a un\’informazione molto specifica, direi specialistica. Se il fine ultimo non è il numero dei like su Facebook o i \”re-twittaggi\” (chissà come si dice), certo che quando dal web arrivano chiari segni di gradimento, tutto ciò è indubbia fonte di soddisfazione. E il blog di soddisfazioni se n\’è tolte, da quell\’ormai lontano gennaio del 2012 in cui comparve il primo post.
D\’altra parte mi auguro che anche i lettori ne abbiano tratto giovamento, magari a volte divertimento, con le recensioni, le interviste, talvolta le provocazioni mai gratuite che sistematicamente sono state pubblicate in questo spazio. Un grazie quindi, e un caloroso augurio di buon anno, va a tutti i lettori, con la speranza che continuino le loro visite periodiche ai contenuti del sito, e che magari possano lasciare più spesso qualche intervento, per alimentare discussioni su vari argomenti. Internet, come ho detto, va veloce, si muove di continuo e cambia con la rapidità del lampo. Il blog costituisce per me un passatempo, ma un passatempo \”serio\” che è un dialogo forse troppo spesso a senso unico, ma pur sempre un dialogo, con gli internauti.
Ancora auguri per un sereno 2016.
Focus su: Citroën Dyane 6 di Solido (1:18)
Dopo la gallery sulla Volkswagen Golf L 5 porte, di cui leggete qui, pubblichiamo alcune foto di un altro modello della rinnovata gamma Solido in 1:18, la Citroën Dyane 6 (millesimo 1967 secondo il fabbricante). Insieme alla Renault 4 GTL Clan (la cui recensione leggete su Modelli Auto numero 122) si completa il trio di nuovi stampi con i quali la casa francese ha ripreso la produzione. Un investimento non da poco, anche se si è cercato di semplificare il più possibile le aperture – solo le porte anteriori sono apribili – risparmiando anche su certe raffinatezze che su modelli di questo tipo non è possibile pretendere. Si tratta nondimeno di prodotti più che decorosi, venduti a una quarantina di euro, piuttosto ben rifiniti e dotati del minimo indispensabile, e a volte anche di più, quel minimo indispensabile che distingue un modello da collezione da un normale giocattolo. La Dyane 6 di Solido è disponibile in beige (art. S1800303) e in blu (art. S1800301), ma nel catalogo Solido 2015 appare in copertina anche un color celeste chiarissimo, che ancora non è comparso, così come si nota una Renault 4 GTL Clan in avorio. Si tratta probabilmente di colori che vedranno la produzione nel corso del 2016, insieme ad altri modelli inediti e a riprese di stampi già conosciuti.






