Qualche lettore del blog ha chiesto delle foto del nuovo diorama di Jean-Claude Baudier, di cui Auto Modélisme aveva fornito un\’anteprima nei numeri scorsi. Stavolta il tema prescelto era il paddock della 24 Ore di Le Mans del 1967. Devo dire che a parte la mole notevole (si tratta di 1:43, ma la superficie è notevole!), il diorama non mi ha particolarmente impressionato. I perché sono forse legati alla non perfetta integrazione fra i vari elementi. Modelli speciali montati (più o meno bene, spesso malino) convivono con modelli diecast di produttori come Norev, che contrastano abbastanza con le altre miniature, specialmente perché non sono stati oggetto di invecchiamento o di sporcatura. Anche i modelli industriali elaborati non sono di grande livello.
In generale l\’impressione che si ricava dall\’intera composizione è quella di un affastellamento di macchinine e di omini, senza che se ne ricavi un\’idea sufficiente di realismo. Non ho scattato molte foto al diorama di quest\’anno, e forse non è un caso.
Svelati i programmi 2014 di Spark con due nuove scale, la 1:8 e la 1:64
Gli 1:8 saranno disponibili direttamente da Spark o presso alcuni centri selezionati (vedere testo dell\’immagine in alto).
Accanto all\’1:8, arriva anche la 1:64, che in alcuni paesi, soprattutto orientali, riscuote un discreto successo, con marchi come Tomica, che ne hanno fatto una scala di riferimento, realizzando miniature – in zamac – di buona precisione, poco conosciute in Europa. Con l\’1:64, che è una scala che istintivamente si lega più al giocattolo che non al modello per collezionisti, si era cimentata anche Minichamps, con risultati non so quanto positivi. Ora ci prova anche Spark, magari per attirare tutta una fascia di giovani collezionisti che forse non era riuscita ad affascinare con la più classica 1:87.
Agli articoli annunciati, se ne aggiungeranno naturalmente altri nel corso dell\’anno, oltre alle sempre più numerose serie speciali ad hoc, realizzate per conto di importatori, negozi, team, sponsor e organizzatori.
Auto Modélisme Hors Série n°1: La compil\' des nouveautés
L\’idea è semplice ma utile: raccogliere in ordine alfabetico tutte le recensioni modellistiche apparse nel 2013 su AutoModélisme. Nelle edicole francesi a partire dal 7 febbraio, il fascicolo è disponibile in anteprima presso lo stand Michel Hommell a Rétromobile. Uno strumento di consultazione rapido ed efficace, che piacerà agli addetti ai lavori, anche se a rigore ognuno – a costo zero – potrebbe crearsi un indice personale facile a consultarsi man mano che la rivista esce nel corso dell\’anno. Per chi non ha avuto la pazienza o il tempo per fare un lavoro simile, ecco la possibilità di riparare alla mancanza. Costo: 14,90 euro in Francia.
Rassegna stampa: Auto Modélisme 198
E\’ un numero molto ricco quello che esce praticamente in contemporanea col Salone di Norimberga e con Rétromobile. E infatti i riferimenti ai due eventi di inizio stagione non mancano certo, a cominciare dall\’anteprima del diorama di Le Mans 1967, opera di Jean-Claude Baudier, che viene presentato proprio a Parigi in questi giorni. Un bell\’articolo che dettaglia il gran lavoro di preparazione sulla messa in scena del paddock della 24 Ore, da parte di un modellista di cui il mesile francese si è occupato spesso. Per il resto, come dicevo, un numero ricco di spunti: si va dalla recensione dell\’Audi Quattro Sport S1 Rally Sanremo 1985 di OttOmobile in scala 1:18 ad una bella retrospettiva sugli Scalextric degli anni 70-90 (eh beh, sì…), passando per un secondo articolo sui modelli autocostruiti di Gilbert Le Cleac\’h (una prima parte era uscita nel numero 190) e una interessantissima retrospettiva (anche originale, peraltro) sulla partecipazione delle Morgan e delle Panther… al Rally di Montecarlo, terreno tutt\’altro che ideale per questo tipo di vettura. Insomma, c\’è questo e molto altro, in una rivista dietro la quale – non pensate diversamente – vi è sempre il fondamentale apporto di Jean-Marc Teissedre, che proprio domani dovrebbe visitare Retromobile.
Retromobile 2014: alcuni appunti sui modelli speciali
Retromobile si trasforma. Più razionalità nel padiglione 1, forse più case presenti in forma veramente ufficiale (fra stand Mercedes, Porsche e Renault confinanti o quasi sembrava d\’essere al Salone di Ginevra), meno club di marca e modellismo probabilmente in tono minore… o leggermente più dimesso. Delle prime impressioni generali ho già dato conto nel thread precedente. I modelli speciali sono racchiusi nell\’area degli artigiani, meglio concepita e più fruibile. Ci sono i soliti espositori storici, fra i quali i nostri italiani, che non mancano mai (Tron, Atelier Car Model, ABC, ecc), oltre a presenze ormai istituzionali per Retromobile, come Jean Damon (Jade 43) o gli 1:87isti di SAI e l\’irrinunciabile stand di Minidelta (Patrick Badot) che ospita i vari Bouissou, Pierre Laugier, MEA kits, mentre manca la presenza giapponese che aveva caratterizzato le edizioni del 2012 e del 2013. Poi c\’è quell\’enigmatico stand belga di Berlinetta Modelcars, che ha tra l\’altro in vendita le Aston di MF43. Sentito Bigaudet oggi al telefono, si può immaginare come non fosse del tutto entusiasta dell\’idea. Il Paperino anni trenta al posto della fenice aggiunge al danno la beffa. Beh, danno… Neanche poi tanto, visto che ormai Le Phoenix non esiste più da una vita. Magari si potrebbe parlare di danno nei confronti di collezionisti che per anni avevano custodito le DB4 GT Zagato. Del resto che Suber avesse una certa… \”confidenza\” con la DB4 Zagato lo si capiva già qualche anno fa con i numerosissimi montaggi in \”serie limitata\” che aveva di volta in volta immesso sul mercato, seguiti da quantità abbastanza industriali di Lamborghini Miura. E vuoi vedere che il secondo modello di MF43 sarà proprio la Miura? Lasciando la domanda a chi abbia voglia di darle una risposta (ed evitando di aprire ulteriori orizzonti su questo fenomeno), posso dire che dal punto di vista modellistico, Retromobile 2014 non offre gran ché di nuovo. Cose belle, indubbiamente, a cominciare dalle magnifiche realizzazioni di Da Conto. Per il resto, una bella serie di Marsh Models factory built offerti da Badot e alcuni Renaissance, anch\’essi factory built costituiscono una delle attrattive dello stand Minidelta. Troppo poco? O ormai abbiamo visto tutto?
| Sic transit… (e in questo caso la Ford non c\’entra niente, ma casomai l\’Aston Martin…): il Paperino anni trenta fa il suo glorioso ingresso nel mondo dell\’1:43. |
| L\’\’Aston Martin DB4 GT Zagato fresca fresca di (ri)stampa. La qualità della fusione non mi è sembrata eccezionale. Il prezzo? 174 euro. |
| Ancora una panoramica di una parte dello stand Berlinetta. |
| Un vecchio AMR, in condizioni accettabili. Il prezzo è in linea col crollo di mercato che modelli di questo genere hanno subito. |
| Built Up Models aggiungeva un po\’ di freschezza all\’ambiente, con le sue creazioni orgininali. |
| Ancora Built Up… |
| …idem… |
| Sempre molto brillante e simpatico Jean Damon, che arriva dalle montagne del Forez con la sua produzione di kit e montati. |
| Alcune delle più recenti realizzazioni di Jade 43. |
| Chiudiamo questa gallery con altre due foto della 275 GTB/C di Minerva (factory built): la versione Le Mans dell\’Ecurie Francorchamps… |
Retromobile: una prima impressione modellistica
Le foto della Retromobile più conosciuta le troverete ovviamente in giro per Internet, anche se spero di pubblicarne qualcuna sul blog. Ciò che più conta, in questa sede, è la parte modellistica. Ebbene, Retromobile edizione 2014 mi pare che non abbia detto molto di più rispetto alle edizioni del recente passato, al contrario della Retromobile più prettamente automobilistica, che peraltro sta prendendo la china di una sempre maggiore qualità, il che significa anche sempre maggiore esclusività, con conseguenze facilmente intuibili per gli espositori \”piccoli\”, quelli che spesso fanno la fortuna di eventi di questo tipo. Sempre più numerose le case rappresentate ufficialmente (le francesi, certo, ma anche Porsche, Mercedes, Skoda, Caterham e chiunque altro possa vantare un passato automobilistico degno di questo nome). Tutta la manifestazione è ora ospitata nel padiglione 1, il che assicura una praticità maggiore – permettendo di avere sotto mano la situazione e di valutare con un certo criterio tutto ciò che è esposto con sufficiente rapidità. Il 2013 aveva portato la novità della rinascita di Minialuxe, presente anche quest\’anno con un bello stand e diverse novità promozionali. La capacità di comunicazione non manca; sarebbe interessante se a fronte di investimenti abbastanza rilevanti siano arrivati risultati commerciali adeguati. Meno obsoleti del solito, con la presenza – di qualità – della Galérie du Jouet Ancien di Parigi, che nella settimana di Rétromobile sposta armi e bagagli al Palais des Expositions. Direi che la novità maggiore è la presenza dei belgi di Berlinetta Modelcars, che hanno portato quanto si produce da quelle parti in tema di speciali 1:43 e 1:18. Non solo Minerva, quindi, ma anche alcune Daytona montate su base Masta, alcuni Francorchamps Mini Models e poi i primi esemplari del kit Aston Martin marchiato MF43. Devo dire che quel Paperino anni trenta al posto della conosciuta fenice è qualcosa che grida vendetta al cielo. Ritorneremo sull\’argomento.
Ecco intanto una panoramica di ciò che si può trovare in questi giorni al padiglione 1.
Parigi, Retromobile: vigilia dell\'apertura
Arrivato oggi a Parigi, in tempo per assistere agli ultimi preparativi prima dell\’apertura di Retromobile. Per le strade che collegano il centro delle esposizioni con l\’abitato di Issy-les-Moulineaux, alcuni carrelli con auto che saranno esposte da domani (una Porsche 356 rossa, una Mercedes 190 SL ecc.). Qui Retromobile, per quanto grande, è solo una delle tante rassegne ospitate contemporaneamente dal Palais des Expositions. L\’ambiente è grande, ma ben organizzato. Oltre il ponte alle spalle del padiglione 1, è già Issy, una specie di sobborgo che una volta doveva essere aperta campagna. Al padiglione potrò arrivarci a piedi, il che è già parecchio. Anche quest\’anno ho preferito Retromobile al salone di Norimberga, e penso che lo farò ancora finché non sarò costretto da cause di forza maggiore. Retromobile, come si è detto altre volte, dà un po\’ idea dell\’ambiente degli artigiani, tanto per confinarci nel settore dell\’automodellismo. E con l\’enorme bonus di tutto ciò che sta intorno. Come qualità degli espositori e varietà dell\’offerta, Retromobile è ai vertici mondiali. E in questo contesto, il modellismo ha la sua parte, che comunque non è la principale. Malgrado questo, i nomi più noti del settore si danno appuntamento sempre qui, all\’inizio di febbraio. A domani.
\'34 Ford Hot Rod affair: parte 2
First rough filing and sanding of the initial application of JB Weld Epoxy to fill in the roof cuts. Note, the curved body line at the roof to door edge will require additional filling and sanding to make a smooth body line contour. Blow holes will require a second application of JB Weld Epoxy. The rear window has been filed to a rough opening contour.
You can see the unchopped Host door sitting in the unchopped top opening, You can see how much additional height had to be added to the door to make it conform to the opening. In this picture, front axle height has been modified to stock height and 1940 Ford wheels and tires from an ERTL model have been installed. Wheels will roll and front wheel will steer properly. You can see one of the chopped top bodies in the background.
The door has been drilled and pinned and a cut made to obtain the proper door profile.
The pieces of the door needed to obtain stock roof height. All pieces were drilled, pinned and epoxied in place.
One expoxied together, a wire reinforcement was JB Welded in place for added strength.
With door panel filed to fit and the wire strengthening piece in place, the door is ready for final filling and body work.
One photo shows both doors at stock window height with door panels modified and installed.
A Ford Motor Company archive photo shows the stock wind shield frame and windshield wiper. Deluxe 34 Ford Three Window Coupes had two windshield wipers as Roy\’s model will have, donated from a 37 Ford Road Signatures model. The stock height windshield frame needs to be hand fabricated. After consultation between Jerry and myself, we decided to use a piece of \”N\” scale railroad track rail, which is an alloy brass material that can be easily bent and soldered. The frame was made out of two pieces of N gauge train track.
One of the photos shows the two piece construction of the windshield frame soldered together. After polishing, it will resemble a chrome plated frame and it fit the opening perfectly.
The molded plastic hood had to be filled with plastic filler, since it had a hole in it for a blower scoop. It had to be filled at the bottom also, since headers came though the side of it.
2 mm plastic molding was used to simulate the center hood hinge. Automotive spot putty was used to fill in minor imperfections.
Since the ERTL model had a filled roof and Roy\’s hot rod had a vinyl roof insert, 1 mm plastic half round material was heated and carefully bent and glued into place to simulate the roof insert. The molding will be precision masked and the insert painted flat black, after final paint has been applied. Note the final contour and smoothness of the roof body line at the door edge.
Finish primed body, doors and fenders with 40 Ford tires and wheels installed. Rear spare tire mount will be added in the next phase of the work with motor installed and front and rear bumpers added.
\'34 Ford Hot-Rod affair: parte 2
Ecco qualche dettaglio in più sul lavoro che Joe Rybicki e Jerry Poniatowski stanno portando avanti su un Ford Hot-Rod di Ertl. Una breve presentazione la trovate in un post pubblicato ieri.
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PARTS CARS USED IN MODEL CONSTRUCTION : Note: No stock height topped 34 Ford has been made in 1:18th scale.
Purchased from Ebay, two 1:18th scale ERTL 34 Ford chopped top hot rod bodies with complete interiors. Cost approximately $20 US and one built ERTL 34 three window coupe model with blown big block and dropped front axle for the use of fenders, hood and grille. This model cost about $30 US and was complete in the box. Also, purchased one Sollido 34 Ford Roadster for front and rear bumpers; cost approximately $25 dollars US. Other detail parts in 1:18th scale needed to complete the model such as a battery, master cylinder, jack , etc., purchased from various suppliers found on Ebay. Purchased one complete Chevrolet V-8 engine in 1/18th scale from Arizona Die Cast, with resin cast dual quad four barrel carburetors and two chrome air cleaners; cost about $10 dollars US. Purchased one ERTL 1940 Ford coupe model on Ebay for $30 dollars US for tires and wheels. Purchased one 1937 Ford Cabriolet by Road Signatures for windshield wipers and side mirrors. That model will be used to build a 1937 Ford Slant Back Sedan, which is Jerry\’s present street rod.
_________________________________________________________________________________This is a photograph from the Henry Ford Museum archives of a stock 34 Ford three window coupe that was scaled to obtain the proper top height and top profile.
In this photo, the chopped top ERTL model sitting on 34 Ford fenders and the mag wheels that came from the blown ERTL hot rod model. Note, the blown model\’s frame was used and it had a dropped front. Since Roy\’s car was stock height, ride height had to be modified on the axle with a spacer to stock height. Also, the blown model had a plastic hood with blower protruding out the top of it and headers coming out the sides of the hood. The hood was modified and used for this build (see later photo).
These are the two donor model bodies. One has already been stripped of its light blue paint, using chemical stripper.
Both bodies have had their paint removed and have started to be marked with felt pen as to where cuts would have to be made to obtain a stock top height. Note the bodies are marked \”Host\” and \”Donor\” to avoid confusion as to where the different roof parts need to go.
The bodies were clamped to a work table and the appropriate cuts made with a hand saw and powered Dremel Tool.
Sixth Picture : This picture shows felt pen markings on both bodies of cuts needed to obtain enough material out of one, the one on the Donor roof on the left to be added to the Host body on the right hand side of this photo.
With one top removed, pie shaped cuts were made to begin to obtain the proper top profile. These are the same techniques that would be used on a real car to unchop a top. This is the most difficult part of the unchopping process. An error here would ruin the body being used or would require much more body filler to correct. The corner of the top was bent backward to the right profile.
Note how the thickness of the die cast body varies, depending on location. This makes the cutting effort more difficult.
One of the pictures shows the slit cut in the top necessary to obtain the correct profile.
A partial horizontal cut was made, after the vertical slit cut and the die cast metal very carefully bent backward to the desired profile of the back of the roof. A pin has been drilled and installed in the rear roof portion.
In the corner of the front windshield pillar, a partial, very shallow cut was made and the pillar heated with a hair dryer to carefully bend the pillar backward. The pillar will then be drilled and a brass pin epoxied into it for the top to be pinned to the cowl at final assembly.
The front windshield pillar has been drilled and a brass pin epoxied in place for structural rigidity and to make a good bond to the top.
Fortunately, the rear portion of the body metal was thick enough to drill and install a pin. This was done on both sides of the top.
Carefully placing the Donor roof onto the cuts in the Host body, you can see the puzzle of cuts necessary to obtain the correct top profile and height. The Donor roof is pinned and epoxied in place in this picture. The next step in the process is to mix JB Weld and fill in the cuts to eventually obtain a smooth body. Any voids or holes will require another application of JB Weld epoxy. It can be filed and sanded and accepts automotive type lacquer primer surfacer.
A rear roof photo shows the filling and filing that will be necessary to obtain the required rear window opening.
One picture shows the application of JB Weld and the cuts made in the door frame to obtain the proper height to match the now unchopped top. Looking closely, you can see that the door has been drilled and pinned for structural rigidity, since the hinged opening door will be the most delicate part of the model. Additional photos will show door reinforcing details.
Rassegna stampa: Four Small Wheels 10/2013
Colpevole ritardo nella recensione! Proprio mentre il primo numero del 2014 di FSW è in fase di spedizione agli abbonati di tutto il mondo, cerco di recuperare il tempo perduto parlando dell\’ultimo fascicolo del 2013. Non so a voi, ma per me FSW resta la rivista più interessante. Old style quanto basta, tutta sostanza e con un\’onestà intellettuale apprezzabile per quello che comunque è un bollettino di un negozio. Ma quelli di GPM, prima Brian Harvey, poi André Marot, Mark Chitty e compagnia, sono quasi sempre riusciti a mantenere separata l\’esigenza di recensire un modello con le sacrosante esigenze commerciali della loro attività principale.
Le editor\’s choices di pagine 3 consigliano il kit MFH in scala 1:12 della McLaren M4/4 F.1 del 1988 (versioni GP Monaco o Detroit). Dalle poche linee di commento e dalle quattro foto accluse si capisce che deve trattarsi di qualcosa di notevole. Per l\’1:24 la palma di modello del mese va alla Skoda Fabia S2000 Evo IRC 2012 di Belkits, mentre l\’1:43 vede la new entry dell\’ennesimo marchio di resincast cinese, Century Dragon (giustamente…), che esce con una Jaguar C-X75 la cui finitura ricorda la premiata ditta Spark e tutti i suoi accoliti. Non poteva mancare fra le novità librarie l\’annuario 2013 della 24 Ore di Le Mans, a cura dell\’ormai leggendaria triade Teissedre, Moity e Bienvenu. Tante le novità recensite nella parte principale della rivista (en passant viene da notare come Renaissance abbia trovato un valido modus vivendi nella produzione e vendita di decals, transkit e accessori vari, anche e soprattutto nelle scale più grandi come l\’1:24).
Nella pagina delle recensioni, direi che la novità principale (e comunque novità non è visto che era uscito diverso tempo prima) è il volume 5 della serie Joe Honda Sportscar, dedicato alla Ferrari 512S nella stagione 1970. Stagione non completa, visto che questo quaderno occupa 7 gare su 10 del Mondiale Marche, ossia Daytona, Monza, Brands Hatch, Targa Florio, Le Mans, Spa e Watkins Glen. Chiude come al solito la rivista, il pezzo storico di David Blumlein, che ispirandosi al modello Minichamps, traccia la storia sportiva della Delahaye 145 (foto sotto).































