…visto alla Le Mans Classic, col modello della 917LH che fece le prove di aprile del 1971 in una configurazione inedita, intermedia fra le carrozzerie 1970 e 1971. Un modello interessante, presentato a Retromobile lo scorso inverno e proposto montato con portiera aperta. Ottenwaelder ha confermato una certa ripresa delle vendite dei kit, dovuta sia ai crescenti costi dei resincast sia al ritorno del piacere di montarsi per conto proprio i modelli, almeno da parte di una fascia di collezionisti, soprattutto francesi.
Le Mans Classic: gallery del villaggio
Ecco una miscellanea di quello che offre Le Mans Classic, che non sarà Retromobile per qualità e varietà dei venditori, ma che vale sempre la pena di essere visitata. Le foto delle auto in gara saranno pubblicate in parte qui (forse) e in parte altrove (ancora forse), ma intanto vi presento una carrellata di curiosità varie. Dal punto di vista modellistico arriverà un commento nelle prossime ore. Foto David Tarallo (potete anche copiarle, tanto chi copia è sempre un passo indietro).
Le Mans è sempre Le Mans
Il blog alla Le Mans Classic
Nei prossimi giorni troverete alcune immagini, notizie e curiosità relative alla Le Mans Classic, manifestazione biennale dedicata alle autostoriche che si svolge sul circuito della 24 ore. Si tratta di un evento che ormai può contare su un\’affluenza eccezionale, a riprova che certe iniziative funzionano e anche bene. Leggete ad esempio il comunicato più recente dell\’organizzazione (che tra l\’altro fa capo a Philippe Peter, uno che queste cose le sa mettere su eccome). 2000 biglietti richiesti in più solo per accontenare i ritardatari, quando un totale di 2000 spettatori i nostri circuiti non li raggiungono nemmeno nell\’arco di un\’intera stagione di corse.
DES ENTREES PADDOCK SUPPLEMENTAIRES |
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Face à l’importante demande d’accès au paddock du Mans Classic, les organisateurs ont décidé d’ouvrir à la vente près de 2000 pass paddock supplémentaires afin de satisfaire les visiteurs n’ayant pas pris la précaution d’acquérir ce supplément en avance.
Ce nombre restreint de pass supplémentaires sera vendu uniquement le samedi à l’entrée des paddocks au prix unique de 35,00 euros (pour les journées de samedi & dimanche).
A l’occasion des prochaines éditions, les organisateurs encouragent les spectateurs qui souhaitent accéder au paddock à réserver leur sésame longtemps à l’avance.
Nous vous rappelons que la plupart des billets émis en pré-vente permettent de bénéficier de tarifs plus avantageux.
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Alcune recenti realizzazioni di Juergen Renardy
Juergen Renardy, di cui il blog si è già occupato in un\’ampia intervista, prosegue la propria attività con realizzazioni di versioni inedite o elaborazioni di kit esistenti. Spesso con un po\’ di inventiva si possono ottenere risultati interessanti, come nel caso di questa Porsche 908/4 Turbo, in versione DRM 1982 (Zolder n°5 e Most n°2); si è partiti dalla base Tokoloshe (versione Liqui Moly) con decals stampate specificamente e verniciatura tricolore, modifica delle prese NACA posteriori e altri leggeri ritocchi per ottenere la versione 1982 della 908/4 Turbo:
Da un altro modello Remember, la Lotus Europa Gr.5 Minolta, è stato realizzato un montaggio più accurato del solito, elaborando specialmente gli interni con roll bar e simulando la scocca con bare metal, partendo da documentazione dell\’epoca:
Autodelta l\'Alfa Romeo e le corse 1963-1983
Maurizio Tabucchi, Autodelta. L\’Alfa Romeo e le corse 1963-1983, Giorgio Nada editore, Vimodrone (MI) 2012, pagg.308, euro 48,00.
Maurizio Tabucchi era probabilmente la persona più adatta a scrivere una storia dell\’Autodelta, argomento sul quale esistevano fino all\’uscita di questo libro ancora diverse lacune. Mancava infatti un\’opera organica sulla nascita e sullo sviluppo della struttura che per vent\’anni è stata sinonimo di Alfa Romeo nelle corse. Tabucchi è certamente uno degli storici dell\’auto italiani più apprezzati al giorno d\’oggi, vera autorità in materia di Alfa Romeo e profondo conoscitore della realtà automobilistica nostrana. Lo scopo del libro (uscito in questi giorni) è stato raggiunto? La domanda si impone, magari un po\’ troppo brusca ma motivata: il rischio era quello di scivolare nella semplice storia sportiva dell\’Alfa, mentre l\’intento era quello di tracciare sì le vicende agonistiche del Biscione, ma nell\’ottica di ricostruire la storia della struttura diretta da Carlo Chiti, che ha condotto l\’Alfa Romeo fino ai primi anni ottanta.
Se i due temi sembrano esattamente gli stessi, in realtà il taglio necessario è leggermente diverso, ed è proprio in questo nodo che risiede il maggior difetto del libro: per diverse pagine si ha la sensazione di trovarsi di fronte all\’ennesima storia sportiva dell\’Alfa. Non che ci sia nulla di male in tutto questo, e d\’altra parte \”reggere\” il tema principale spesso in assenza di fonti certe o sufficienti a sostenere un\’opera di tale ampiezza non è cosa semplicissima. Certo, il libro presenta in appendice diverse testimonianze dirette, riportate a mo\’ di intervista, con le alcune delle personalità che hanno reso celebre l\’Autodelta (piloti, tecnici, progettisti, collaudatori), ma è come se si deviasse sempre di qualche grado dall\’obiettivo posto.
Il volume si apre con un breve riassunto dell\’eredità sportiva dell\’Alfa Romeo prima della nascita della struttura satellite, per poi entrare in medias res con gli anni delle varie GTA, TZ, 33 e così via. Soprattutto per la GTA la sensazione è che si sia usato molto del materiale già pubblicato in altre opere (non ultima la storia di questo modello, opera dello stesso Tabucchi) e paradossalmente la parte più nuova e interessante è quella dedicata al periodo compreso fra la metà degli anni settanta e l\’inizio degli anni ottanta, quando si interruppe la fallimentare esperienza in Formula 1.
Vi sono tuttavia troppi pochi retroscena e troppa storia \”annalistica\” com\’è uso di una certa tradizione britannica (in primis Anthony Pritchard) che tende a inzeppare i capitoli di descrizioni di risultati e mezze cronache di gare, poco interessanti perché o risapute o tranquillamente riassumibili in un\’appendice dedicata al palmares (appendice tra l\’altro presente nel libro), a meno che non servano a spiegare un particolare aspetto delle vicende.
Si ha – come dire? – la sensazione di qualcosa di incompleto, pur se ben scritto e ben confezionato, come ci si attende da uno come Tabucchi. Forse, ripensandoci bene, lo scopo del libro era davvero solo quello di raccontare la storia sportiva dell\’Alfa nel ventennio dell\’Autodelta, e allora in questa prospettiva la collocazione di questo volume può essere riconsiderata sotto un aspetto più neutro, recuperando una maggiore coerenza rispetto agli intenti.
Resta però l\’impressione di un libro che non è riuscito a raggiungere del tutto gli obiettivi che si poneva, pur costituendo comunque un titolo che nella biblioteca di uno storico o di un appassionato dell\’auto non dovrebbe mancare.
L\'isolamento a volte fa bene
A volte isolarsi è necessario. Alcuni commenti sul forum Duegi si domandano della necessità di \”chiudersi\” in spazi privati, a scapito dell\’interesse del sito principale, da cui – va riconosciuto – sono nate tante idee e tante iniziative da dieci anni a questa parte. E\’ vero. Ma è anche vero che esistono periodi in cui si cercano forse maggiori certezze o ci si sente demotivati o poco inclini al confronto. Un confronto che sullo spazio messo a disposizione dalla Duegi è sempre stato scevro da quella censura ipocrita (e interessata) che caratterizza altri forum. Non è quindi certo per spirito distruttivo che è stato creato questo blog, né per amore della divisione e dello spezzettamento. Si tratta piuttosto – mi pare di averlo scritto anche altre volte – di un\’esigenza di maggior raccoglimento, in un\’ottica che il nostro Cico ha definito in modo calzante: un posto dove gli altri possono venire in visita, dove sono ben accetti, ma che tutto sommato prescinde da una partecipazione di massa. Insomma, lo spirito di un blog non è quello di raccogliere consensi, né probabilmente quello di condividere sempre e comunque opinioni. Proprio sotto questo punto di vista mi ero un po\’ stufato di una condivisione continua e indiscriminata, come ovviamente ci si deve aspettare quando si scrive in modo costante su un forum. So di avere opinioni che non sempre sono condivise. Ho i miei gusti, le mie predilezioni e anche le mie idiosincrasie che comunque cerco nei limiti del possibile di motivare. A volte un forum è un luogo troppo vasto.
Ci vogliono spazi più ristretti per poi – chissà – tornare a frequentare certi ambienti con rinnovato interesse ed energia. Da qualche mese questo spazio è quello che fa per me, anche se non mi sono certo isolato del tutto, continuando a leggere e a intervenire, anche se con meno energie, sul forum Duegi e mantenendo un rapporto molto vivo con tutti coloro che decidono di intervenire su questo blog, e continuano a essere in parecchi. C\’è stata poi l\’esigenza di riallacciare contatti meno virtuali, che in questi ultimi tempi si erano fatti un po\’ troppo radi, per continuare a parlare di modelli in modo forse più autentico e/o tradizionale. Confesso anche che non me la sentivo più di esporre alcuni pezzi cui tenevo particolarmente alla critica gratuita quando non alla malcelata invidia. Insomma, c\’era bisogno di un po\’ di silenzio o di calma, e mi sono ritirato qui, dove ognuno, anche se virtualmente, può venire a trovarmi. E che non si confonda tutto ciò come un gesto di superiorità. E\’ semmai un tentativo di riacquistare un equilibrio nella comunicazione che a partire dalla fine dell\’estate dell\’anno scorso avevo un po\’ perso nel nostro caro forum Duegi.
Gallery: Audi da turismo del passato
Rassegna stampa: Passion 43ème n°30
Rivista bimestrale con sede a Bordeaux, Passion 43ème, diretta da Didier Beaujardin (autore tra l\’altro di alcuni libri del settore, fra cui una ricerca completa su Norev), Passion43ème ha ormai raggiunto i 30 numeri, seppur con alcune difficoltà, che al momento sembrano essere superate. Per chi non la conoscesse, la rivista si pone più o meno sulla falsariga di Argus de la Miniature, anche se con alcune aperture in più verso l\’attualità. Rispetto ad Auto Modélisme l\’interesse principale è incentrato sul modello obsoleto, ma vi sono interessanti rassegne sulle principali borse di scambio con uno spazio dedicato ai pezzi più rari.
Il numero 30 di giugno-luglio 2012 si apre con dei resoconti sulla borsa di Dorlisheim, per poi proseguire con Vagney, Funtoys a Torino e l\’Hobby Model Expo a Novegro, oltre ad un altro paio di eventi. Fra gli articoli, una bella retrospettiva sui Norev motorizzati, un confronto fra autobus Chausson APH52 (Ixo per Altaya) e APH53 (Norev).
Anticipazione in esclusiva per quella che sarà la futura gamma Minialuxe, marchio resuscitato proprio a cura del fondatore di Passion 43ème, Marc Faujanet, che si è assicurato l\’utilizzazione del marchio per 20 anni.
I primi prototipi (Simca 1000, Citroen DS19 e 2CV, Peugeot 104, Renault 5) sono già pronti per una produzione che dovrebbe avviarsi a fine 2012. Si prosegue poi con un curioso articolo sulla collaborazione, tutt\’oggi poco nota, fra Mebetoys e Solido, che dette vita ad una serie di modelli Mebetoys (Ferrari 330 P4, Chevrolet Rondine) commercializzati in Francia con base in plastica Solido e colori inediti, guarda caso molto vicini a certe tonalità utilizzate nella gamma della casa francese.
Che Solido fosse all\’inizio degli anni settanta importatore dei Mebetoys per la Francia era un fatto abbastanza noto, ma l\’esistenza di questi Mebetoys \”solidizzati\” è molto meno conosciuta per non dire quasi completamente ignorata. Belle le 8 pagine di miscellanea Norev, una carrellata di stranezze della casa lionese: colori rari, versioni pubblicitarie quasi mai viste, prove di colore, promozionali, errori di produzione e quant\’altro, il tutto senza le tipiche ossessioni per la bella foto a tutti i costi di certe altre riviste.
Lo spazio dedicato all\’approfondimento dei modelli singoli è stavolta per due Dinky, la Mercedes 230 SL e la Chevrolet Corvair. Questo e molto altro ancora si può trovare in una rivista che speriamo possa continuare a svilupparsi, in un ambiente editoriale sempre più ristretto e difficile.
Note sparse
In Francia per una \”missione speciale modellistica\” di cui non posso rivelare gli estremi. Mi tengo comunque in contatto col blog per una serie di brevi notizie:
**) Molto presto dovrebbero arrivare in Europa i primi kit della Ferrari 315S di Ffortissimo43, il cui prototipo fu esposto a Retromobile lo scorso inverno.
**) E\’ uscito in questi giorni l\’atteso libro sull\’Autodelta di Maurizio Tabucchi. Una copia mi è arrivata proprio la mattina della partenza; al mio ritorno ne scriverò una recensione per il blog.
**) Ho appreso che il montatore svizzero Jean-Marc Rebetez (JMR43) ha purtroppo ridotto parecchio l\’attività, continuando solo per 2-3 clienti di fiducia.
**) Il testo della lista ufficiale della produzione Le Phoenix è praticamente completato; fra qualche giorno riceverò da Bertrand Bigaudet un CD-ROM con diverse foto dell\’epoca, scansionate, che andranno a occupare la II e la III pagina di copertina. Se il numero e l\’interesse delle immagini dovessero essere eccezionali, potrò considerare di aggiungere anche un paio di pagine di foto. Ricordo che questa lista della produzione Le Phoenix non comprenderà solo la gamma ufficiale, ma anche i montaggi singoli su basi di altri produttori. Ulteriori dettagli molto presto.
**) Il blog si evolverà diventando un sito vero e proprio, ma lascerà la possibilità ai lettori di intervenire in calce ai vari thread esattamente come possono fare oggi.
