Dal 18 febbraio è aperta al pubblico “The Greatest Hits – Music legends and their Ferraris.”, la nuova mostra in apertura al Museo Enzo Ferrari di Modena dal 18 febbraio 2026.
La mostra racconta il rapporto tra Ferrari e la musica, esplorando il legame profondo tra le sue vetture e alcuni dei più grandi protagonisti della scena musicale internazionale. Attraverso un percorso tra auto appartenute o guidate da musicisti celebri, fotografie evocative e contenuti audio esclusivi, “The Greatest Hits” racconta storie, aneddoti e connessioni inedite tra artisti e Ferrari, offrendo un’esperienza multisensoriale unica.
La mostra racconta i percorsi di artisti che hanno scelto Ferrari come simbolo della propria identità creativa, come strumento di ispirazione o come compagna di viaggio. Le vetture esposte non sono semplici oggetti, ma tracce concrete di una relazione autentica, fatta di scelte personali, desideri e visioni condivise.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso immagini iconiche e contenuti originali, pensati per accompagnare il visitatore in un’inedita esperienza. Una serie di podcast, realizzati in esclusiva per la mostra da Chora Media con la partecipazione straordinaria del giornalista Federico Buffa, danno voce ad aneddoti e connessioni profonde tra artisti e automobili, offrendo uno sguardo intimo e inedito sul dialogo tra musica e Ferrari.
Tra le auto esposte, i visitatori potranno ammirare una serie di vetture leggendarie immergendosi nei racconti sonori dei celebri proprietari: la 250 GTO di Nick Mason, la 250 GT Lusso di Herbert von Karajan, la one-off SP12 fatta realizzare da Eric Clapton e, tra gli artisti più recenti, la 512 TR della star internazionale J Balvin e la SF90 XX di proprietà di Swizz Beatz.
La mostra sarà visitabile fino al 16 Febbraio 2027 presso il Museo Enzo Ferrari di Modena.
I Musei Ferrari, che hanno chiuso il 2025 con un nuovo record di visite che supera gli 890.000 visitatori, sono da sempre impegnati in iniziative volte a promuovere lo sviluppo del territorio.
In continuità con questo approccio, il Museo Enzo Ferrari di Modena sarà premium sponsor della prima edizione di Jazz Open Modena rimarcando ancora una volta il forte legame tra Ferrari il mondo della musica.
Jazz Open Modena nasce dallo storico festival di Stoccarda che per la prima volta arriva in Italia, a Modena, con una prima edizione che si terrà dal 13 al 18 luglio 2026 e che animerà i luoghi simbolo della città emiliana con artisti internazionali come Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone, Jean-Michel Jarre, Luca Carboni, Parov Stelar e Meute.
“Il Bagagliaio” torna domenica 22 marzo presso il Parco Esposizioni Novegro. Si tratta di un evento dedicato principalmente agli espositori privati che propongono mobili, oggetti di arredo, abbigliamento e altri articoli di occasione, permettendo lo scambio o la vendita di prodotti di seconda mano secondo le disposizioni di legge. L’iniziativa, come nelle altre edizioni, è pensata per favorire la vendita diretta di oggetti usati da parte di privati e si svolge all’aperto nell’area esterna compresa tra i Padiglioni A e B, con estensione verso la zona circostante la cupola fieristica.
La manifestazione di domenica 23 marzo è programmata con orario di apertura dalle 8:30 alle 16:00 e prevede ingresso gratuito per i visitatori. I partecipanti possono visitare le numerose proposte espositive di articoli di seconda mano, spaziando tra diverse categorie merceologiche portate direttamente dagli espositori.
L’evento è pensato come occasione regolare nel calendario delle manifestazioni del Parco Esposizioni Novegro e rappresenta uno dei principali appuntamenti dedicati alla compravendita di oggetti d’occasione all’esterno dei padiglioni fieristici.
OttOmobile amplia la propria serie di “Project Cars” in scala 1:18 con la Mercedes-Benz C124 AMG “Stance” del 2022 (catalogo OT1241), proposta nella colorazione Anthracite Grey. Il modello, resincast, è parte della stessa vendita speciale che comprende anche altre interpretazioni moderne di classiche coupé tedesche.
La vettura riprodotta deriva dalla Mercedes-Benz della serie 124, base tecnica della prima generazione della futura Classe E. La gamma W124 debuttò a metà degli anni ’80 come modello di fascia media della casa di Stoccarda, diventando nel tempo uno dei progetti più diffusi e longevi del marchio.
Nel caso di questa trasformazione, l’auto è stata reinterpretata secondo lo stile “stance”, una corrente della personalizzazione automobilistica che privilegia assetti molto ribassati e cerchi di grande diametro, talvolta con ruote di forte camber negativo per accentuare l’effetto estetico. Questo approccio, nato negli anni ’70, è tornato popolare negli ultimi anni soprattutto nell’ambito del tuning.
La scala è 1:18 e la produzione è limitata a 999 esemplari numerati. Il prezzo è di 74,90 euro. Le prenotazioni restano aperte fino al 27 marzo, con spedizioni previste a partire da agosto nell’ambito del programma di vendita del Club OttO.
OttOmobile amplia la propria gamma di modelli in tema tuning con la BMW 635 CSi (E24) Widebody by Coutner, proposta in scala 1:18 (codice OT1184). La miniatura riproduce una reinterpretazione contemporanea della coupé bavarese realizzata dal preparatore giapponese Coutner.
Il progetto prende come base la BMW Serie 6 E24, modello prodotto negli anni Ottanta e noto per la sua configurazione da grande coupé a motore anteriore. Nel caso della versione firmata Coutner, la vettura è stata rivista con un kit carrozzeria a carreggiate allargate ispirato alle vetture da competizione del decennio, con passaruota maggiorati e assetto visivamente più basso.
Il preparatore, con sede a Kyoto, è relativamente recente nel panorama delle elaborazioni automobilistiche e ha scelto proprio la 635 CSi come primo progetto per presentarsi al pubblico. L’interpretazione punta su una linea pulita e su un’estetica che richiama il linguaggio delle auto da gara degli anni Ottanta, pur mantenendo l’impostazione della coupé originale.
La replica OttOmobile (numero di catalogo OT1184) riproduce questa versione nel colore Deep Blue Metallic. Il modello è realizzato come sempre in resina e non prevede parti apribili.
La scala è 1:18 e la produzione è limitata a 2000 esemplari numerati. Il modello viene distribuito tramite il Club OttO, con prezzo di € 74,90. Le prenotazioni restano aperte fino al 27 marzo, mentre le spedizioni sono previste a partire da agosto dello stesso anno.
Sono disponibili tre nuove edizioni limitate Norev in scala 1:18 nella serie Excluweb, ossia venduta solo tramite il sito ufficiale.
Alpine A110 Tour de Corse 75 2023 (catalogo 185422, edizione limitata a 150 pezzi numerati)
L’Alpine A110 Tour de Corse 75 2023 è proposta in una serie limitata e numerata di 150 esemplari e rende omaggio alla berlinetta numero 7 schierata al Tour de Corse 1975, il celebre rally soprannominato “dei 10.000 tornanti”.
All’epoca la vettura francese dovette confrontarsi con rivali molto più potenti, tra cui la Lancia Stratos ma riuscì comunque a distinguersi sulle strade corse con una rimonta rimasta nella memoria degli appassionati. Nel 2022 Alpine ha reinterpretato quella storica livrea gialla, nera e bianca su una A110 moderna da 300 CV prodotta in soli 150 esemplari, riprodotta ora anche in scala 1:18 per i collezionisti.
Alpine A110 GT Racing Heritage 2023 Bleu Abysse (catalogo 185428, edizione limitata a 110 pezzi numerati)
La Alpine A110 GT Racing Heritage 2023 in tinta Bleu Abysse celebra il 1955, anno di fondazione della casa di Dieppe da parte di Jean Rédélé.
La livrea riprende elementi tipici della tradizione sportiva Alpine: una doppia banda bianca che attraversa cofano e tetto fino al posteriore e il numero 55 inserito in un bollo bianco, richiamo diretto all’anno di nascita del marchio. Cerchi bianchi a contrasto e abitacolo sportivo nero.
Alpine A110 S Kit Aéro French Signature 2023 (catalogo 185426, edizione limitata a 110 pezzi limitati)
Completa la serie la Alpine A110 S Kit Aéro French Signature 2023, proposta anch’essa in 110 esemplari numerati nella classica tinta Bleu Alpine.
Questa configurazione richiama lo spirito sportivo della fabbrica di Dieppe attraverso la livrea “French Signature”, caratterizzata da una linea tricolore che attraversa cofano e tetto, ispirata al motivo “Snowflakes” utilizzato nelle competizioni. I cerchi specifici combinano razze nere e superfici diamantate, mentre all’interno è presente una selleria sportiva nera con finiture dettagliate.
Le tre riproduzioni ampliano così l’offerta di modelli dedicati alla più recente generazione della A110, con versioni che puntano soprattutto su livree celebrative e su tirature limitate pensate per il mercato collezionistico.
Il calendario 2026 del Campionato del Mondo Endurance FIA è stato aggiornato con la definizione delle nuove date per la 1812km in Qatar 1812 km e per il tradizionale test collettivo pre-stagionale.
La gara del Qatar avrebbe dovuto aprire la quattordicesima stagione del FIA-WEC alla fine di questo mese, ma l’attuale instabilità geopolitica in Medio Oriente ha reso necessario rinviare l’evento. Dopo una serie di confronti tra l’organizzazione del campionato, la Qatar Motor & Motorcycle Federation, il Lusail International Circuit e la Fédération Internationale de l’Automobile, è stato stabilito una nuova collocazione in calendario.
La 1812 km del Qatar si disputerà dal 22 al 24 ottobre 2026, diventando il penultimo appuntamento della stagione del FIA World Endurance Championship.
Gli organizzatori hanno sottolineato che la sicurezza di concorrenti, personale e pubblico resta la priorità assoluta per la federazione qatariota, per il circuito di Lusail, per la FIA e per la struttura organizzativa del campionato, che continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione nella regione.
La stagione 2026 prenderà quindi il via in Italia, con la 6 Ore di Imola, in programma dal 17 al 19 aprile presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Lo stesso impianto dell’Emilia-Romagna ospiterà anche il Prologo, il test collettivo che precede l’inizio del campionato, fissato per martedì 14 aprile, occasione in cui i team potranno tornare in pista per i primi chilometri stagionali e completare la messa a punto delle vetture in vista del weekend di gara.
Ferrari ha presentato ieri 12 marzo 2026 la Amalfi Spider, versione scoperta della Amalfi e nuova proposta tra le spider 2+ con motore V8 anteriore della casa di Maranello. Il modello riprende l’impostazione tecnica e stilistica della coupé da cui deriva, mantenendo proporzioni e architettura anche con l’adozione del tetto in tela.
La capote è realizzata in tessuto multistrato e può essere aperta o chiusa in 13,5 secondi anche durante la marcia, fino a 60 km/h. Una volta ripiegato, il tetto occupa uno spazio contenuto – circa 220 millimetri di spessore – permettendo di mantenere una buona capacità di carico: il bagagliaio offre 255 litri con il tetto chiuso e 172 litri con la capote aperta. Il tessuto acustico a cinque strati è progettato per migliorare isolamento termico e insonorizzazione rispetto alle tradizionali soluzioni in tela.
Lo stile della Amalfi Spider è stato sviluppato dal Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni. La carrozzeria mantiene superfici pulite e volumi compatti, con cofano anteriore allungato e coda corta. Il frontale è caratterizzato da una presa d’aria ampia che alimenta il sistema di raffreddamento del motore V8, mentre al posteriore è integrato uno spoiler attivo. L’ala mobile può assumere tre configurazioni – Low Drag, Medium Downforce e High Downforce – regolate automaticamente in funzione delle condizioni di guida. In configurazione di massima deportanza l’elemento genera fino a 110 kg di carico aerodinamico a 250 km/h. Tra le nuove tinte disponibili debutta il Rosso Tramonto, affiancato da diverse varianti per la capote, disponibili sia in tessuto “sartoriale” sia in tessuto tecnico.
L’abitacolo riprende l’architettura a doppio cockpit già vista sulla coupé, con due aree distinte per guidatore e passeggero. La configurazione 2+ consente l’utilizzo dei sedili posteriori come piccoli posti supplementari oppure come spazio aggiuntivo per i bagagli. Il sistema di interfaccia è organizzato attorno a tre schermi: il quadro strumenti digitale da 15,6 pollici, il display centrale da 10,25″ per l’infotainment e funzioni di bordo e lo schermo passeggero da 8,8″ che mostra informazioni come regime motore o forze G. Il volante introduce nuovamente pulsanti fisici e integra il pulsante di avviamento. La vettura è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e dispone di ricarica wireless per smartphone. Per migliorare il comfort nella guida a tetto aperto è presente un wind deflector integrato nello schienale della panchetta posteriore, attivabile elettricamente.
La Amalfi Spider utilizza il V8 biturbo da 3.855 cm³ appartenente alla famiglia F154. In questa configurazione eroga 640 CV a 7.500 giri/min con limitatore a 7.600 giri/min. L’evoluzione del motore comprende una gestione indipendente della velocità dei due turbocompressori, che possono raggiungere fino a 171.000 giri/min, oltre a nuovi sensori di pressione per ciascuna bancata. Tra gli interventi di alleggerimento figurano nuovi alberi a camme e una revisione del basamento, mentre l’introduzione di un olio motore a bassa viscosità contribuisce a ridurre le perdite meccaniche nelle fasi di avviamento. Il propulsore è abbinato al cambio a doppia frizione a otto rapporti già adottato su altri modelli Ferrari recenti.
Lo sviluppo aerodinamico è stato adattato alla configurazione spider con tetto in tessuto. All’anteriore un bypass sopra i proiettori collega il frontale al vano motore per ridurre le sovrappressioni e migliorare la gestione termica, mentre generatori di vortici e diffusori nel fondo contribuiscono alla generazione di carico. Il diffusore posteriore è stato ottimizzato per mantenere un equilibrio tra deportanza e resistenza aerodinamica. Il sistema di raffreddamento integra il radiatore dell’acqua motore e il condensatore del climatizzatore nella zona centrale del telaio, mentre le prese laterali alimentano gli intercooler del sistema di sovralimentazione.
Per quanto riguarda la dinamica di guida, la Amalfi Spider introduce il sistema di frenata brake-by-wire e utilizza l’ABS Evo, già impiegato su altri modelli Ferrari, che sfrutta un sensore dinamico a sei dimensioni per stimare con maggiore precisione velocità e livello di aderenza delle ruote. Tutti i controlli dinamici sono coordinati dal sistema Side Slip Control 6.1, che integra la gestione di sterzo, coppia motore e sospensioni. Il manettino sul volante offre cinque modalità di guida: Wet, Comfort, Sport, Race ed ESC-Off.
La vettura monta cerchi da 20″ con pneumatici 245/35 R20 all’anteriore e 285/35 R20 al posteriore. Gli pneumatici sono stati sviluppati in collaborazione con tre fornitori – Pirelli, Goodyear e Bridgestone – con le rispettive gamme P Zero, Eagle F1 SuperSport e Potenza Sport.
Come gli altri modelli Ferrari, anche la Amalfi Spider rientra nel programma di manutenzione Genuine Maintenance, che copre i primi sette anni di manutenzione ordinaria con controlli programmati ogni 20.000 chilometri o una volta all’anno presso la rete ufficiale del marchio.
FERRARI AMALFI SPIDER – SCHEDA TECNICA
MOTOPROPULSORE
Tipo V8 Turbo – 90°
Cilindrata totale 3855 cm³
Alesaggio e corsa 86,5 x 82 mm
Potenza massima* 640 cv a 7500 giri/min
Coppia massima 760 Nm a 3000-5750 giri/min
Regime massimo 7600 giri/min
Rapporto di compressione 9,4:1
Potenza specifica 166 cv/l
DIMENSIONI E PESI
Lunghezza 4660 mm
Larghezza 1974 mm
Altezza 1305 mm
Passo 2670 mm
Carreggiata anteriore 1652 mm
Carreggiata posteriore 1679 mm
Peso a secco* 1556 kg
Distribuzione dei pesi 48% ant. / 52% post.
Capacità serbatoio benzina 80 l
Volume bagagliaio 255 l (tetto chiuso) / 172 l (tetto aperto)
PNEUMATICI E CERCHI
Anteriore 245/35 R20 J8.0
Posteriore 285/35 R20 J10.0
FRENI
Anteriore 390 x 223 x 34 mm
Posteriore 360 x 233 x 32 mm
TRASMISSIONE E CAMBIO
Cambio F1 a doppia frizione e 8 rapporti
CONTROLLI ELETTRONICI
EPS, VDC, ABS con EBD, F1-TCS, E-Diff3, SSC 6.1, FDE 2.0, SCM-E Frs, ABS Evo in tutte le posizioni del Manettino
La stagione 2026 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship prosegue con la seconda tappa della tradizionale “36 Hours of Florida”, la 74ª Mobil-1 Twelve Hours of Sebring, in programma dal 18 al 21 marzo. Dopo la 24 Ore di Daytona, il campionato arriva quindi sull’ex aeroporto, dove sono attese 55 vetture suddivise in quattro classi: 11 GTP, 12 LMP2, 13 GTD PRO e 19 GTD. L’avvio di stagione ha visto affermarsi tre costruttori tedeschi, con Porsche vincitrice assoluta nella classe GTP, BMW nella GTD PRO e Mercedes-AMG nella GTD, mentre a Sebring Porsche arriva con l’obiettivo di confermare il successo dello scorso anno, quando ottenne la vittoria sia nella categoria principale sia nella GTD PRO. In GTD, invece, il Winward Racing cercherà il terzo successo consecutivo con la Mercedes-AMG GT3 numero 57. Tra le novità dell’appuntamento spicca il debutto in gara della Lamborghini Temerario GT3, schierata da Pfaff Motorsports con Andrea Caldarelli e Sandy Mitchell affiancati da Franck Perera. Alcuni cambiamenti riguardano anche JDC-Miller MotorSports, che porta in pista la Porsche 963 con il numero 5 per Tijmen van der Helm, Nico Pino e Kaylen Frederick e riporta in gara la propria LMP2 con Gerry Kraut, Josh Burdon e Sennan Fielding. Nella stessa categoria rientra anche Tristan Vautier, vincitore assoluto a Sebring nel 2021, al volante della ORECA LMP2 07 del team Tower Motorsports. La gara si inserisce in una fase iniziale di stagione che ha già visto imporsi sette costruttori diversi nelle varie serie legate all’universo IMSA, mentre per il campionato endurance Michelin Endurance Cup a Sebring saranno assegnati punti intermedi dopo quattro, otto e dodici ore di gara. Tra i protagonisti più attesi figurano anche Felipe Nasr, vincitore delle ultime tre edizioni della 24 Ore di Daytona e a caccia di un nuovo successo, e il team Winward Racing, reduce da una nuova vittoria a Daytona e determinato a confermare il proprio rendimento nella classe GTD. Sul piano storico, Sebring rimane un circuito favorevole soprattutto alla Porsche, che nel corso degli anni ha raccolto oltre cento successi complessivi su questa pista e che cercherà di confermare il risultato ottenuto nel 2025. Tra i piloti con il miglior palmarès a Sebring figurano Antonio Garcia e Nick Tandy, entrambi con quattro vittorie, mentre Jordan Taylor e Colin Braun puntano al quarto successo personale su questo tracciato.
Oggi Emanuele Cappellano, COO Stellantis Enlarged Europe, ha visitato il Centro Sicurezza di Orbassano che celebra i primi 50 anni di attività. Nato nel 1976, Il Centro è cresciuto fino a diventare una delle strutture per la sicurezza automobilistica più accreditate e complete al mondo, grazie alla ricerca ingegneristica avanzata, all’innovazione tecnologica e al continuo sviluppo di nuove capacità di test.
Il Centro si sviluppa su una superficie complessiva di 110.000 mq ed è innanzitutto caratterizzato dalla presenza di 4 percorsi di prova con 4 punti di impatto per crash test, integrati da attrezzature di prova statiche e dinamiche. Queste dotazioni consentono un’analisi approfondita degli scenari critici di sicurezza, tra cui l’impatto con i pedoni, la resistenza del tetto e il comportamento in caso di ribaltamento, coprendo sia le condizioni previste dalle normative sia quelle del mondo reale.
Una dotazione strutturale che ha pochi uguali nel mondo, recentemente integrata da un sistema di posizionamento computerizzato delle telecamere con 13 obiettivi mobili, diretti verso il punto d’impatto. Inoltre, queste piste consentono di effettuare riprese video ad alta velocità del sottoscocca e di montare fino a cinque telecamere a bordo dei veicoli di prova, consentendo un livello di analisi delle dinamiche di crash mai raggiunto prima.
Questa combinazione di test fisici e processi di ingegneria digitale integrata consente al Centro di analizzare praticamente qualsiasi scenario di incidente e riprodurlo con precisione in ambiente virtuale. Il risultato è un livello di efficienza leader nel settore, sia in termini di tempi di sviluppo sia di utilizzo delle risorse, mantenendo al contempo i più elevati standard di accuratezza tecnica e qualità della validazione.
Di conseguenza i modelli esaminati a Orbassano possono essere certificati come conformi a oltre 175 standard tecnologici e di sicurezza internazionali, inclusi anche i mercati che operano in regime di autocertificazione, dove sono indispensabili una profonda competenza tecnica e il rigoroso rispetto delle procedure di prova.
Inoltre il Centro Sicurezza di Orbassano è attrezzato per prove sui sistemi di ritenuta come cinture e airbag, e sui singoli componenti della vettura, come scocca, porte, sedili, plance, ecc. I risultati di questi test, oltre che in termini di sicurezza, generano indicazioni certificate e preziose anche per i fornitori, a supporto di sviluppo e miglioramento prodotto.
Come ha dichiarato Emanuele Cappellano: ”Oggi ci troviamo a celebrare i primi 50 anni di attività di una struttura che ha dedicato la propria missione alla salvaguardia e al miglioramento della sicurezza dell’auto e della protezione delle persone. Un esempio di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione, che continua a definire gli standard all’interno di Stellantis e nell’intero settore”.
Il Centro Sicurezza di Orbassano fa parte di un sistema integrato e globale di ingegneria e testing che include gli altri centri di sicurezza presenti a Belchamps (Francia), Chelsea, (Michigan) e Betim (Brasile).
Audi celebrerà nel 2026 il cinquantesimo anniversario del motore a cinque cilindri. Il marchio dei quattro anelli introdusse questa architettura nel 1976 sulla seconda generazione dell’Audi 100. Da allora il progetto è stato sviluppato con numerose evoluzioni, tra cui turbocompressori, sistemi di depurazione dei gas di scarico, distribuzione a quattro valvole, versioni da competizione e varianti diesel. Oggi questa tradizione prosegue con il 2.5 TFSI montato sull’Audi RS 3.
1978: five-cylinder carbureted engine: In April 1978, the five-cylinder carbureted version with an output of 85 kW (115 hp) replaces the basic twoliter four-cylinder version in the Audi 100 (C2). The new 1.9-liter unit produces maximum power at 5,400 revs and delivers 154 newton meters (113.58 lb-ft) of torque to the crankshaft at 3,700 rpm. The engine is used in the Audi 100 5 (C2), the Audi 80 CD (B2), the Audi Coupé GT 5S (B2) and in the Audi 100 (C3).1989: most powerful five-cylinder works engine in motorsport: At the 1989 IMSA GTO in the USA, the Audi 90 quattro competes in its races with the most powerful fivecylinder works engine. The turbocharged aluminum engine is a 2.2-liter high-performance unit specially designed for racing. It develops 530 kW (720 hp) at 7,500 revolutions per minute and delivers 720 newton meters (531.04 lb-ft) of torque at 6,000 rpm. Overall, the Audi 90 quattro IMSA GTO wins seven races in the American touring car series in the 1989 season.1978: first five-cylinder diesel: In 1978, Audi presents its first diesel model for the Audi 100 (C2). The five-cylinder naturally aspirated engine with a displacement of two liters develops 51 kW (70 hp) and 123 newton meters (90.72 lb-ft) of torque. It also powers the next-generation C3, propelling both the sedans and the Avant versions. From 1984, there is a turbocharged engine with an output of 64 kW (87 hp) and 172 newton meters (126.86 lb-ft) of torque.1976: first five-cylinder gasoline engine in the automotive industry: In August 1976, Audi introduces the second-generation Audi 100 (C2) in Luxembourg. For the first time, power is provided by a five-cylinder gasoline engine in a model from the brand with the four rings. The fuel-injected engine with a displacement of 2,144 cc develops 110 kW (136 hp) at 5,700 revolutions per minute. The maximum torque of 185 newton meters (136.45 lb-ft) is available at 4,200 rpm. The market launch of the Audi 100 (C2) follows in March 1977. From September 1979, the five-cylinder engine is also available in the Audi 200; from August 1982, it is fitted in the successor to the C2, the Audi 100 C3.1989: first five-cylinder turbocharged direct-injection diesel engine in a production car: Audi presents another milestone in the automotive history in 1989 at the International Motor Show in Frankfurt am Main: the Audi 100 TDI. The first fivecylinder turbocharged diesel with direct injection for a production car produces 88 kW (120 hp) from a displacement of 2.5 liters and delivers 265 newton meters (195.45 lb-ft) of torque to the crankshaft. It is used in the C3 and in the C4 – from 1994 with an output of 103 kW (140 hp) and 290 newton meters (213.89 lb-ft) of torque.1980: five-cylinder gasoline engine with turbocharger: In 1980, the Audi 200 5T (C2) comes on to the market, which is powered by the first turbocharged gasoline engine from the brand with the four rings. From a displacement of 2,144 cc, the five-cylinder unit produces 125 kW (170 hp) at 5,300 revolutions per minute and 265 newton meters (195.45 lb-ft) of torque at 3,300 rpm. The Audi 200 5T (C2) is the first Audi in the luxury class and features the lavish equipment of the Audi 100 CD as standard.
Il primo cinque cilindri debuttò sull’Audi 100 (C2), conosciuta internamente come Tipo 43. Il modello doveva collocarsi più in alto sul mercato rispetto al predecessore e i motori quattro cilindri disponibili all’epoca non erano considerati sufficienti. Gli ingegneri valutarono quindi l’adozione di motori a cinque o sei cilindri in linea, ma questi ultimi furono scartati per ragioni di ingombro e distribuzione dei pesi. Si scelse quindi il cinque cilindri derivato dal progetto EA 827, con cilindrata di 2.144 cm³ e potenza di 136 CV. Le consegne dell’Audi 100 5E iniziarono nel marzo 1977.
Nel 1978 arrivò anche una versione diesel aspirata da due litri e 70 CV. L’anno successivo Audi presentò il primo cinque cilindri benzina turbocompresso, montato sull’Audi 200 5T, con 170 CV e 265 Nm di coppia.
1988: five-cylinder gasoline engine with four-valve technology, turbocharger and catalytic converter (S engine): With two catalytic converters, four-valve technology, a closed tank venting system and a diagnostic system, this powerplant offers a very high standard of emissions control and technology. It is first available in the Audi 200 quattro 20V (C3), then in the Audi quattro 20V (B2) a year later and in the Audi S2 Coupe (B3) in 1990. The five-cylinder turbocharged engine has a displacement of 2,226 cc and delivers 162 kW (220 hp) at 5,700 revolutions per minute and 309 newton meters (227.91 lb-ft) of torque at 1,950 rpm.1994: first five-cylinder RS engine: In 1994, the most powerful five-cylinder production engine built by Audi to date goes into action in the Audi Avant RS 2 (B4). With turbocharging, fuel injection and standard-fit emissions control, it produces 232 kW (315 hp) at 6,500 revolutions per minute from a displacement of 2,226 cc and delivers 410 newton meters (302.40 lb-ft) of torque at 3,000 rpm.1984: map-controlled five-cylinder gasoline engine with emissions control as standard: In 1984, a completely new development appears. Audi is the first manufacturer to optimize the five-cylinder engine with a fully electronic map-controlled ignition system and a catalytic converter as standard. From 2,309 cc, it produces 100 kW (136 hp) at 5,600 rpm and 188 newton meters (138.66 lb-ft) of torque at 3,500 revolutions per minute. The most widely used five-cylinder engine from Audi is found in the Audi 100 2.3E (C3), the Audi Coupe 2.3E (B3) and in the Audi 90 2.3 E (B3). From 1990, it also powers the Audi 100 2.3E (C4) and a year later the Audi 80 2.3E (B4) and the Audi Cabriolet 2.3E. Here, it delivers 98 kW (133 hp) at 5,600 revolutions per minute and 186 newton meters (137.19 lb-ft) at 4,000 rpm.1980: five-cylinder gasoline engine with turbocharger and intercooler: In 1980 at the Geneva Motor Show, Audi unveils the Audi quattro (B2), known as the “Ur-quattro” from the mid-1990s. It uses the powerplant from the Audi 200 5T (C2), but features an intercooler. As a result, the turbocharged engine achieves a higher output of 147 kW (200 hp) at 5,500 revolutions per minute and 285 newton meters (210.21 lb-ft) of torque at 3,500 rpm. The body of the Audi quattro is based on the Audi Coupe (B2), which in turn is based on the Audi 80. Flared fenders, bulkier bumpers and sills as well as a larger rear spoiler distinguish the Audi quattro from the Coupe.1983: five-cylinder engine triumphant in rallying: In the 1983 Corsica Rally, Audi competes for the first time with the Audi quattro A2, Group B. Its 2.1-liter turbocharged five-cylinder inline engine produces 265 kW (360 hp) at 6,500 revolutions per minute and delivers 450 newton meters (331.90 lb-ft) of torque at 4,000 rpm. At the end of the season, the Finn Hannu Mikkola wins the drivers’ title in this car. One year later, the Swede Stig Blomqvist replicates this success: he becomes world rally champion, while Audi wins the manufacturers’ world rally championship for the second time after 1982.2009: 2.5 TFSI with gasoline direct injection, turbocharger and intercooler: 30 years after the first five-cylinder turbocharged gasoline engine was presented, Audi once again introduces a model with a five-cylinder gasoline engine and turbocharger at the Geneva Motor Show: the TT RS. The powerplant delivers 250 kW (340 hp) at 6,500 revolutions per minute from 2,480 cc and 450 newton meters (331.90 lb-ft) at 5,300 rpm. From 2011, this engine is also used in the RS 3 Sportback and from 2014 in the updated RS Q3. In the 2012 TT RS plus, the engine produces 265 kW (360 hp) at 6,700 revolutions per minute and develops 465 newton meters (342.97 lb-ft) of torque at 5,400 rpm.2015: 2.5 TFSI with gasoline direct injection, turbocharger and intercooler: In the summer of 2015, the second-generation RS 3 Sportback* appears – the most powerful car in the premium compact segment with an output of 270 kW (367 hp). The combination of turbocharging and direct injection permits a high compression ratio of 10:1 and correspondingly good efficiency. The five-cylinder inline engine delivers a maximum of 465 newton meters (342.97 lb-ft) to the crankshaft. This torque is available from as low as 1,625 revolutions per minute and remains constant up to 5,550 rpm. Since spring 2016, Audi has been using the optimized version of the powerplant in the Audi RS Q3 performance* too.2015: 2.5 TFSI with gasoline direct injection, turbocharger and intercooler: In the summer of 2015, the second-generation RS 3 Sportback* appears – the most powerful car in the premium compact segment with an output of 270 kW (367 hp). The combination of turbocharging and direct injection permits a high compression ratio of 10:1 and correspondingly good efficiency. The five-cylinder inline engine delivers a maximum of 465 newton meters (342.97 lb-ft) to the crankshaft. This torque is available from as low as 1,625 revolutions per minute and remains constant up to 5,550 rpm. Since spring 2016, Audi has been using the optimized version of the powerplant in the Audi RS Q3 performance* too.1991: performance-enhanced five-cylinder S engine with overboost control: In the 1991 Audi S4, the Sport version of the Audi 100 (C4), a turbocharged 2.2-liter 20-valve five-cylinder inline engine is at work. It develops 169 kW (230 hp) at 5,900 rpm. Thanks to a brief increase in boost pressure, a peak torque of 350 newton meters (258.15) is achieved at 1,950 revolutions per minute. The engine also powers the Audi S2 Avant (B4) and the Audi S2 Coupé (B3). In 1994, the Audi S4 becomes known as the Audi S6.1983: five-cylinder gasoline engine with four-valve technology, turbocharger and intercooler: In September 1983, Audi presents the Audi Sport quattro (B2) at the International Motor Show in Frankfurt am Main. It is powered by a 2.1-liter highperformance engine with four-valve technology that produces 225 kW (306 hp) at 6,700 revolutions per minute. The maximum torque of 350 newton meters (258.15 lb-ft) is available at 3,700 rpm. Delivery commences in May 1984. The Audi Sport quattro (B2) is a special series limited to 214 vehicles, produced to meet homologation requirements for rallying. The rules stipulate that displacement must be limited to a maximum of 2,133 cc.
Il motore cinque cilindri divenne poi parte integrante della tecnologia dell’Audi quattro presentata nel 1980. Dotata di turbocompressore e trazione integrale permanente, la vettura erogava inizialmente 200 CV. Con questo modello Audi conquistò il titolo mondiale costruttori nel Campionato del Mondo Rally 1982, mentre nel 1983 il finlandese Hannu Mikkola vinse il titolo piloti.
Sempre nel 1983 venne presentata la Sport quattro, accorciata di 24 centimetri e con carreggiate più larghe. Era equipaggiata con un motore cinque cilindri a quattro valvole da 306 CV. Il modello costituì la base per la vettura da rally di Gruppo B, nella quale il motore arrivò a circa 450 CV. Nel 1984 Stig Blomqvist vinse il titolo mondiale piloti con l’Audi quattro A2 Gruppo B da 360 CV, mentre Audi conquistò nuovamente il campionato costruttori.
1987: world record at Pikes Peak with the Audi Sport quattro S1 (E2): In 1987, Walter Röhrl wins the legendary Pikes Peak Hill Climb (USA) in the Audi Sport quattro S1 (E2), setting a new record. In 10 minutes and 47.85 seconds he conquers the almost 20-kilometer-long (12.43 mi) course with 156 bends and a difference in altitude of 1,439 meters (4721.13 ft). The 2.1-liter five-cylinder engine in the Audi Sport quattro S1 (E2) delivers 440 kW (598 hp) at 8,000 revolutions per minute and produces 590 newton meters (435.16 lb-ft) of torque at 5,500 rpm.2016: 2.5 TFSI with gasoline direct injection, turbocharger and intercooler: At the Beijing Motor Show in 2016, Audi presents the new TT RS Coupe* and the new TT RS Roadster*. The five-cylinder unit has been enhanced in every area – with lightweight construction measures, reduced internal friction, increased power delivery. From an unchanged displacement of 2,480 cc, the turbocharged engine gains a good 17 percent increase in performance. With an output of 294 kW (400 hp) it is more potent than ever before. The maximum torque of 480 newton meters (354.03 lb-ft) is available between 1,700 and 5,850 revolutions per minute. It ensures outstanding pulling power, which accompanies the unmistakable five-cylinder sound.2010: Audi TT RS in races: In 2010, Audi starts its motorsport activities with the TT RS. The racing car developed for endurance racing is powered by the five-cylinder engine from the production model. Following improvements to the intercooler and exhaust system, the powerplant delivers 280 kW (380 hp) at 5,800 revolutions per minute. The maximum torque of 500 newton meters (368.78 lb-ft) develops at 2,500 rpm. In the VLN Endurance Championship of 2010 and 2011, the frontwheel-drive racing car notches up several victories in the SP4T class up to 2.5 liters’ capacity. In August 2011, it clinches overall victory in the 6-hour race on the Nürburgring. Audi achieves further success with the TT RS in the 24-hour race in the Eifel in 2011, where it takes class victory.2009: 2.5 TFSI with gasoline direct injection, turbocharger and intercooler: 30 years after the first five-cylinder turbocharged gasoline engine was presented, Audi once again introduces a model with a five-cylinder gasoline engine and turbocharger at the Geneva Motor Show: the TT RS. The powerplant delivers 250 kW (340 hp) at 6,500 revolutions per minute from 2,480 cc and 450 newton meters (331.90 lb-ft) at 5,300 rpm. From 2011, this engine is also used in the RS 3 Sportback and from 2014 in the updated RS Q3. In the 2012 TT RS plus, the engine produces 265 kW (360 hp) at 6,700 revolutions per minute and develops 465 newton meters (342.97 lb-ft) of torque at 5,400 rpm.Audi TT RS Roadster, model year 2019Audi TT RS Coupé iconic edition, model year 2022
Dopo l’uscita di scena del Gruppo B nel 1986, il cinque cilindri continuò a essere utilizzato in altre competizioni. Nel 1987 Walter Röhrl vinse la cronoscalata di Pikes Peak con l’Audi Sport quattro S1 E2 da circa 598 CV. Negli Stati Uniti il motore venne impiegato anche nella serie Trans-Am e nel campionato IMSA GTO, con potenze che arrivavano fino a circa 720 CV.
Nel 1989 Audi presentò al Salone di Francoforte l’Audi 100 TDI, dotata di un cinque cilindri turbodiesel a iniezione diretta da 2,5 litri e 120 CV con gestione elettronica del motore. Negli anni successivi la casa continuò a sviluppare i cinque cilindri benzina, fino all’arrivo nel 1994 dell’Avant RS2 da 315 CV.
50 years of five-cylinder engines at Audi: unmistakable sound, thrilling performance, and numerous motorsport successes50 years of five-cylinder engines at Audi: unmistakable sound, thrilling performance, and numerous motorsport successes50 years of five-cylinder engines at Audi: unmistakable sound, thrilling performance, and numerous motorsport successesThe legendary 2.5 TFSI five-cylinder with 294 kW (400 PS) and 500 Nm of torque – compact power for dynamic drivingValve cover with Audi logo and TFSI lettering: Technical aesthetics meet outstanding designSection view of the valve train: Precise control for optimal gas exchange.Piston movement inside the cylinder visualized: Core element of the five-cylinder’s power deliveryClose-up of the piston inside the cylinder: Precision for efficient combustion and high outputHigh-temperature resistant materials in the exhaust manifold and turbocharger for high performance demandsCompressor wheel inside the turbocharger in section – optimized geometry for maximum efficiencyPrecisely engineered components of the 2.5 TFSI five-cylinderComplex exhaust routing with turbocharger: Maximum performance in a compact designVisualization of piston movement in section – precise mechanics for maximum efficiency, complemented by the visible belt drive for auxiliary componentsFull view of the five-cylinder with intake system and auxiliary componentsSection view of the timing drive with chain guide – precise design for reliable power transmissionDetail of the intake ports: Flow-optimized geometry for maximum efficiencyHigh-strength bolts secure the engine components – ensuring stability even under high loads.
Con l’introduzione dell’Audi A4 (B5) nel 1994 i motori cinque cilindri iniziarono progressivamente a uscire di scena nella gamma. I nuovi V6 li sostituirono gradualmente nella seconda metà degli anni Novanta. Gli ultimi cinque cilindri furono il 2.5 TDI dell’Audi A6 e il 2.2 turbo 20V dell’Audi S6, usciti di produzione nel 1997.
Il ritorno del cinque cilindri arrivò nel 2009 con l’Audi TT RS. Il motore 2.5 TFSI turbocompresso con iniezione diretta erogava 340 CV e venne adottato anche sulla RS 3 Sportback. Nel 2012 la TT RS plus raggiunse i 360 CV. Nel 2013 il cinque cilindri equipaggiò anche la RS Q3. Una nuova evoluzione del motore arrivò nel 2016: grazie a soluzioni di alleggerimento e alla riduzione degli attriti interni, la potenza salì a 400 CV con 480 Nm di coppia.
Audi RS Q3 Sportback, model year 2019
Dal 2021 l’Audi RS 3 utilizza una versione ulteriormente aggiornata del 2.5 TFSI. La compatta sportiva accelera da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h, che può arrivare a 290 km/h con il pacchetto RS Dynamic e i freni carboceramici. Il motore eroga 400 CV e 500 Nm di coppia disponibili tra 2.250 e 5.600 giri/min.
Una delle caratteristiche distintive del cinque cilindri è il suono. L’ordine di accensione 1-2-4-5-3 e l’intervallo di 144 gradi tra le accensioni determinano una sequenza irregolare che genera una sonorità inconfondibile. Anche la geometria del collettore di scarico contribuisce al risultato acustico.
Il 2.5 TFSI attuale utilizza turbocompressore e iniezione diretta con un sistema di doppia iniezione, nel collettore di aspirazione e direttamente nella camera di combustione. Il carburante viene iniettato a 250 bar e il turbocompressore può raggiungere una pressione di sovralimentazione di circa 1,5 bar relativa. Il sistema Audi valvelift regola l’apertura delle valvole di scarico per migliorare efficienza e risposta del motore.
La struttura del motore utilizza numerosi componenti leggeri. Il basamento è in alluminio, l’albero motore è alleggerito mediante foratura interna e alcune parti, come la sezione superiore della coppa dell’olio, sono realizzate in magnesio. Il peso complessivo del motore è di circa 160 kg e la lunghezza inferiore a 50 centimetri consente l’installazione trasversale.
Tra le soluzioni tecniche figurano rivestimenti al plasma per i cilindri, canali di raffreddamento nei pistoni e un sistema di gestione termica con pompa dell’acqua commutabile, che permette al motore di raggiungere più rapidamente la temperatura di esercizio dopo l’avviamento.
Il cinque cilindri viene prodotto nello stabilimento Audi di Győr, in Ungheria. L’assemblaggio avviene manualmente su una linea di oltre 1.000 metri quadrati. Il motore viene montato in 21 stazioni da tecnici specializzati. Dopo i controlli finali, tra cui test a freddo e a caldo, i motori vengono trasportati a Ingolstadt, dove vengono installati sull’Audi RS 3 durante la fase finale della produzione.