Modelauto Review Online ha chiuso

Quando, ormai diversi anni fa, la versione cartacea di Modelauto Review venne definitivamente interrotta, la testata proseguì le proprie pubblicazioni on line con un sito (MAR online) che nel tempo avrebbe saputo guadagnarsi l’interesse e l’apprezzamento dei collezionisti. A Modelauto sono molto legato e ancora oggi possiedo quasi tutti i numeri di una rivista sulla quale alla fine degli anni ’80 – poco più che diciottenne – pubblicavo lettere e articoletti vari, che Rod Ward con molta gentilezza pubblicava e commentava.

MAR online non aveva certo la qualità del periodico cartaceo ma con un’invidiabile continuità ha saputo tenere acceso il motore offrendo spesso articoli di ottima qualità, recensioni, commenti, editoriali e retrospettive che valeva quasi sempre la pena di leggere con attenzione.

Ieri la notizia della chiusura del sito, che già da stamani non è più on line. Riportiamo per intero il testo del comunicato ufficiale, per poi commentarlo brevemente.

MAR Online will be closed down. A Lawyer from France has stated that he intends to take the site to court for infringing copyright on a photo that was used on the site several years ago and which was removed the moment we were told that it was copyright. The threat of court action follows demands for thousands of Euros in compensation. 
Readers will know this site has no income or commercial operations so there is no money available to pay for any payment demanded. Nor are there any assets as the copyright of all the material published remained with their Author. This has been explained to the Lawyer, but his Client intends to carry on pursuing the claim. In the circumstances we have no option but to close the site down. Once the site is closed, MAR Online ceases to exist. The closure is imminent.
We apologise to our readers and loyal contributors for this abrupt ending to this shared project.  
We were very grateful that we could carry on the tradition of the print magazine, Model Auto Review, for thirteen years after it ceased hardcopy publication. We enjoyed the interactions with all the authors and thank them for their contributions over the years. We built up a strong online readership providing free access to 1,300 subscribers and even more Facebook followers from around the world. For these many years, the online Editors donated 10’s of hours every week to publish articles, but it is time to move on. We hope our readers and writers will continue to collect and share your knowledge about model cars.

Quindi, stando a quanto è scritto nella nota, dopo diversi anni il titolare francese del copyright di una foto minaccia di far causa alla redazione inglese, con un’azione legale dal presunto valore di svariate migliaia di euro. Il tutto è quantomeno bizzarro perché: primo, si decidono ora dopo several years a fare causa? Secondo: d’accordo che devi difenderti se questo accade, ma una procedura come questa, anche se non siamo in Italia dove la giustizia può avere tempi biblici, richiederà tempo, diverso tempo. La redazione non ha i soldi per sostenere un urto di questo tipo. Terzo: chiudere il sito, che probabilmente costa poche centinaia di euro all’anno, cosa risolve? Con questi dubbi, destinati a restare senza risposta, auguriamo a MAR di poter tornare preso online. Così com’è stata presentata, la questione convince assai poco. Non è ovviamente dovere dei promotori di MAR online fornire qualsivoglia genere di spiegazione ma una volta che ti imbarchi in un tentativo di chiarimento, almeno dovresti essere meno criptico possibile, altrimenti è preferibile liquidare la compagnia con una frase del tipo “MAR online non è più sostenibile / non abbiamo più la voglia di portarlo avanti / non riesce più a finanziarsi e quindi lo chiudiamo”. Vedremo se ci saranno sviluppi.

Lugduni

Di Lugdunum ce ne sono due, chissà perché. Questa è quella francese e ogni tanto posso capitarci per lavoro. Città moderna e antica allo stesso tempo, Lione non ti mette in difficoltà con le sue manie di grandezza. Che sia a misura d’uomo, tutto sommato, l’hanno detto in molti.

In rue de l’Ancienne Préfecture si trova ancora Miniatures Lyon, storico negozio che ha conservato una sua specificità, inglobando lo stock di libri della Librairie Méchanique (foto sopra). Miniatures Lyon è una realtà vivace, che partecipa alle borse di scambio e ha una collaborazione attiva con alcuni marchi diecast per la realizzazione di versioni particolari di bus, camion e auto. In una stanza è ospitata la scelta di obsoleti, per i quali occorre richiedere l’accesso. Gli addetti sono sempre gentili e disponibili. La tradizione modellistica lionese è bella consistente e non si esaurisce certo alla storia di Norev ma prosegue con una nutrita storia di marchi più piccoli – industriali o artigianali, negozi e montatori. Qualcosa di questa ricca eredità s’intuisce ancora, non solo alle borse di scambio – frequenti nel dipartimento, fino alla zona di Saint Etienne, che è nel dipartimento confinante.

Lione è anche una città di cultura e un giro per librerie e musei è sempre consigliabile. In particolare, il Museo del cinema e della miniatura conserva qualcosa che potrebbe rivestire un interesse particolare per gli appassionati di modellismo: all’ultimo piano è visibile una serie di diorami in scala 1:12 che dimostrano il vero potenziale di questa tecnica quando applicata correttamente a concetti di illuminazione e di effetto scenico. Lo specialista che realizzò queste opere – che è anche il fondatore del museo – ha pensato a rappresentare diversi ambienti in varie epoche, con oggetti tipici di mondi che a volte non esistono neanche più. La carica evocativa di queste scene mi ha fatto pensare al nostro settore automodellistico, dove la stragrande maggioranza dei diorami ha una piattezza e una mancanza di forza “poetica” che ogni volta mi fanno girare pagina, chiudere il link di un sito o passare oltre dopo aver letto il thread su un forum. La povertà dei presepi con le donnine dai capelli gialli, la staticità senz’anima di un Mike Hawthorn ridotto a una brutta copia di Braccio di Ferro, le auto che sembrano uscite dalle vetrine del solito collezionista compulsivo fanno pensare ad altro. Un paio di esempi basteranno per spiegare il concetto.

FIA-WEC a Spa, BMW torna al successo dopo 27 anni con una doppietta

Il marchio bavarese conquista la vittoria nella classe maggiore dell’endurance mondiale a Spa-Francorchamps, regalando al Team WRT un trionfo casalingo nel FIA WEC.

Il 31 maggio il Salon Vintage et Rallye Old Timer

Si svolgerà il 31 maggio presso il castello di Tancremont (Belgio) il Salon Vintage et Rallye Old Timer, con oltre cento vetture esposte e borsa di pezzi e memorabilia. Entrata gratuita.

Indirizzo della manifestazione: route de Tancremont 107 – 4860 Pepinster

FIA-WEC a Spa-Francorchamps: pole position della Peugeot

Il danese Malthe Jakobsen (foto in apertura) ha conquistato la pole position alla 6 Ore di Spa-Francorchamps al volante della Peugeot 9X8 Hypercar, fermando il cronometro sul 2’00”653.

Nel finale della Hyperpole, Will Stevens è andato vicinissimo al miglior tempo con un 2’00”696 sulla sua vettura, restando a soli 0”043 dalla Peugeot.

Nella sessione di qualifica che precedeva la Hyperpole era stato invece Charles Milesi a siglare il miglior riferimento grazie al 2’00”808 ottenuto con la #35 Alpine Endurance Team.

Eliminazione già in qualifica per entrambe le Toyota e per le Ferrari 499P #51 e #83, che non sono riuscite ad accedere alla Hyperpole.

Nella classe LMGT3, Hadrien David ha ottenuto la pole position con un eccellente 2’16”612 al volante della Lexus LMGT3.

L’attuale campione della Le Mans Cup in classe LMP3 ha preceduto di 0”194 la Aston Martin Vantage del team Heart of Racing guidata da Zacharie Robichon.

Il compagno di squadra Tom Van Rompuy aveva conquistato l’accesso alla Hyperpole per appena 0”067.

Prima della sessione decisiva era stato invece Petru Umbrărescu a portarsi in vetta ai tempi con l’altra Lexus, grazie a un miglior giro in 2’17”225 che ha consentito al marchio giapponese di qualificare entrambe le vetture alla Hyperpole.

FIA-WEC, seconda livrea “storica” per la BMW M4 LMGT3 del team WRT

Seconda livrea speciale per la BMW M4 LMGT3 Evo n.69 del team WRT, impegnata nel FIA-WEC a Spa.

Dopo l’esordio con i colori “pseudo-Tic Tac” a Imola, per la gara di casa la squadra belga ha scelto una veste grafica celebrativa che richiama la BMW M635CSi Gruppo A vincitrice della 24 Ore di Spa del 1986, reinterpretando in chiave moderna la celebre decorazione “Genuine BMW Parts”.

A conquistare quel successo quarant’anni fa furono Thierry Tassin – oggi responsabile sportivo del programma Hypercar WRT – insieme ad Altfrid Heger e Dieter Quester, al volante della vettura schierata da Schnitzer Motorsport.

Il programma delle livree speciali prevede un design dedicato per ciascuna delle otto gare del mondiale endurance, accompagnato anche da tute e merchandising coordinati.

A Imola, Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper avevano conquistato la vittoria nella classe LMGT3 con la livrea ispirata alla BMW M3 del 1991, presentandosi così a Spa al comando della classifica piloti di categoria.