FFORTISSIMO43: kit in metallo bianco di Shimoma

In anteprima a Retromobile era esposto il prototipo della Ferrari 315 S di Ffortissimo43 di Shimoma, kit in metallo bianco. A parte il nome un po\’ infelice (che sicuramente piacerà agli americani) speriamo che i risultati siano più convicenti della premiata Craigeria.

Retromobile: i giapponesi e altro

Scopro l\’acqua calda se scrivo che i giapponesi sono gentili. Comunque voglio scriverlo, perché sono davvero su un altro pianeta rispetto ad altre… popolazioni (guardiamoci un po\’ intorno… ehm). Sta di fatto che a Retromobile lo stand occupato da Raccoon era il più frequentato dai collezionisti, non solo per la bellezza del materiale esposto, ma anche per l\’aria di cordialità che si respirava. Veramente impagabile il proprietario di Raccoon, sempre pronto a togliere i modelli dalla vetrina per farli vedere meglio, farli fotografare, osservare e a volte anche criticare.
In mattinata è arrivato Piero Tecchio a ritirare i suoi pezzi ed è stato un peccato che l\’incontro sia durato così poco. Con Piero, tuttavia, c\’è stata la possibilità di commentare in maniera più approfondita la Dino 206 S di Shimoma, oltre alla McLaren Formula 1 di Hayakawa, della quale penso vi parlerà sul forum della Duegi e forse anche su questo blog. E\’ vero che per apprezzare questo tipo di modelli bisogna allenare in un certo senso l\’occhio, ed è vero che senza conoscere il lavoro che vi si cela dietro, difficilmente si potrà comprendere la differenza nei confronti di altri montaggi meno elaborati. Lasciando altre considerazioni a futuri articoli, vorrei invece concentrarmi su un altro aspetto che a volte viene trascurato, ossia la fedeltà storica alla vettura vera. Parlando con Piero ho avuto modo di capire più a fondo il suo interesse per la tecnica, per l\’esecuzione dei particolari, che trascende un po\’ l\’esigenza di un rigore storico.

Piero Tecchio con la Dino di Shimoma. Al suo fianco Kamimura.

Del resto la sua Dino è stata fatta seguendo le foto di una vettura restaurata di recente (è l\’esemplare fotografato nel volume di \”Cavalleria\”), mentre magari il sottoscritto avrebbe scelto una versione \”storica\”, magari quella della Targa Florio o di un\’altra celebre gara del passato. E sia. Al di là di questo, resta il gusto impagabile di imparare da una persona come lui, e certi dialoghi come quello di stamani danno un senso a tanti anni di collezionismo. Tornando un po\’ in tema (mi si perdonino questi incisi un po\’ desultori, ma mi diverto così), una cosa che mi ha fatto abbastanza arrabbiare sono stati alcuni evidenti errori storici sui montaggi per così dire \”standard\” presentati da Raccoon. Le Porsche 917K di Paddock erano uno spettacolo, purtroppo però guastate da alcune ingenuità veramente imperdonabili su modelli per i quali si chiedevano 980 euro. Prendiamo la versione di Monza \’71, che era quella che poteva interessarmi di più: su questo modello, a parte la mancanza del deflettore laterale, ho osservato la presenza della lucina rossa sul tetto, che a Monza non c\’era, e del numero in coda, diritto anziché inclinato. Ieri sera in albergo ho fatto una ricerca veloce e in due secondi ho trovato una foto della vettura in gara.

Un rappresentante di Raccoon mostra le due prime versioni della Porsche 917K di Vision. A destra, Patrick Badot di Minidelta.

D\’accordo che per i giapponesi esistono evidenti difficoltà di lingua e conseguentemente di ricerca, come dice Piero, ma qualcosa in più si poteva fare. Le altre versioni disponibili avevano forse altri errori e quindi ho rinunciato all\’acquisto, seppure a malincuore, dato che si trattava di pezzi difficili da trovare qui da noi in Europa, montati secondo un gusto giapponese che sinceramente mi attrae molto.

Sarei stato disposto a passare sopra anche alla mancanza del deflettore, perché questa omissione era in qualche modo insita nel modello d\’origine e poteva essere considerata un vezzo sul quale fare una specie di esercizio zen di sopportazione della mancanza. Ma l\’errore no: quello mi avrebbe dato fastidio e mi sarebbe balzato all\’occhio ogniqualvolta avessi osservato il modello. Mi sono quindi \”accontentato\” della 917K Le Mans \’70 di Vision-Make Up, su cui ritornerò prossimamente.

Finalmente il sito inglese di Raccoon

Dal 25 febbraio sarà on line il web-shop in lingua inglese di Raccoon, raggiungibile a questo indirizzo: http://raccoon.ocnk.net/
Ricordiamo che gli indirizzi standard di Raccoon sono www.raccoon-auto.com , http://raccoon-shop.com .

Retromobile: gallery del 2 febbraio

Lo stand Tron, a sinistra Angelo.
MEA Kits.

LP Créations.

Questa c\’è mancato poco che la prendessi.

Brooklin Models.

Alcuni modelli da Tron.

Profil 24.

Una Bugatti T59 di Boissou.

Jade.

L\’intera gamma di Chromes.

Ancora una panoramica di Tron.

L\’autobus urbano parigino Chausson di Norev.

Incontro con Jean Liatti "Nestor"

Prendere contatto con Jean Liatti non è la cosa più facile di questo mondo. Non perché il personaggio non sia disponibile (tutt\’altro) ma proprio per questioni tecniche: non ha cellulare, non risponde che raramente alle e-mail e passa molta parte del suo tempo sulla sua bici da corsa. Logico quindi che la curiosità prima di incontrarlo a Retromobile fosse molta, anche perché la fama dei suoi montaggi in questi anni è andata molto lontano. Arriva allo stand di Minidelta con una borsa nera, dopo i saluti inizia a parlare ed è un fiume in piena. Una volta AutoModélisme si era occupato di lui e della sua produzione, quell\’articolo non l\’ho presente e non ricordo se avessero scritto qualcosa di ciò che oggi mi ha raccontato. E\’ stato uno dei collaboratori della prima ora di Ruf. Ha iniziato giovanissimo, si ricorda di quando facevano le prove di stampa, di quando, ancora prima che nascesse la BAM a Parigi, si ritrovavano a parlare di modelli in una specie di club modellistico. Uno come Viranet ancora non era neanche arrivato. John Day era un pioniere, tutti cercavano di montare al meglio i suoi modelli. Era iniziata l\’epoca delle produzioni artigianali, più o meno piccole. Liatti sviluppò alcune collaborazioni con piloti come Lafosse o Guy Edwards per riprodurre le loro Lola Sport. Intanto Ruf aveva iniziato a produrre le Carrera Turbo. \”Ma quando un giorno vide la Ferrari 312 T di Conti gli venne voglia di mettersi a fare delle Formula 1.

\”Per questi due kit AMR ci vediamo a Retromobile 2013\”. Cos\’avrà voluto dire?

Gli piaceva la fusione di quel modello, ricordo che lo guardava e riguardava. Gli pareva un bel metallo, avrebbe voluto fare qualcosa di simile\”. Il progetto delle F.1 lo iniziò proprio Liatti per Ruf ma la cosa non andò in porto. Andò invece a buon fine qualche anno più tardi con Viranet. Per Liatti vennero gli anni negli Stati Uniti, della sua collaborazione con Grelley, poi i kit in resina, la nascita della GTO a partire dal modello Solido. \”Ancora oggi mi rendo conto di come lavorassero alla Solido e mi dico che è raro trovare in giro delle basi giuste come quelle. Tornano tante cose: le misure essenziali sono sempre corrette\”. Nestor è uno che lavora alla Magnette. E\’ una specie di segno del minimalismo che caratterizza i montaggi di alcuni francesi, tra i quali si potrebbe mettere anche Patrick Badot. Passano le mezzore, passano le ore al bar Paul all\’interno di uno dei padiglioni. Il discorso cade sui kit AMR, sull\’esigenza di un assetto corretto prima di tutto, e poi la prototipazione. \”Io parto dall\’interno, Ruf partiva dall\’esterno. Sono due concetti diversi ma spesso mi ci ritrovo, nella sua concezione del lavoro\”. Un lavoro che non vuole compromessi. \”La Ferrari 750 Monza l\’ho rifatta da capo; la guardavo, la riguardavo e non trovavo soluzione per alcune stranezze che la facevano sembrare sbagliata. Poi facendo un altro modello ho scoperto quasi per caso che la chiave era un piccolo particolare, ma ho voluto rifare tutto per darle davvero l\’aspetto che avevo in mente\”. Molti i ricordi, anche i modelli particolarmente fortunati come la Maserati 450S, a partire dalla quale MPH fece una bellissima serie di montati con dettagli supplementari. Se la GTO \’62 è un po\’ il simbolo della produzione di Nestor, altri modelli hanno confermato la sua bravura, come la Jaguar D-Type o la Ferrari 330 TR/LM Sperimentale (telaio 0808), venduta montata in 30 esemplari. Si trattava all\’inizio di un accordo con BAM che avrebbe dovuto assorbire la metà della produzione. Poi BAM è stata ceduta e l\’accordo è saltato. \”Nestor\” non ha avuto troppe difficoltà a piazzare i vari esemplari di questo bel modello, per di più in una versione accattivante (Bridgehampton Double-500, Pedro Rodriguez). Attualmente il numero dei montaggi è estremamente limitato. L\’idea è quella di mettere un paio di pezzi al mese su e-bay. Il prossimo modello ad apparire sul sito di aste sarà probabilmente una GTO inedita (se si eccettua qualche esemplare Remember), in una versione rally o gara in salita (pilota: Annie Soisbault De Montaigu). Liatti non appare sorpreso che i suoi modelli raggiungano quotazioni elevatissime e c\’è da star certi che questa GTO non sarà da meno. Passa il tempo e si fanno quasi le quattro. Liatti va a cercare qualche libro sulle gare americane, mentre allo stand Minidelta, Laugier, Badot e Boissou lo guardano passare mentre ci sono alcuni collezionisti giapponesi pieni di bagagli che cercano di parlare inglese. \”Per i due AMR che ti devo montare ci vediamo a Retromobile 2013\”. Cos\’avrà voluto dire?

Rara avis.

Ancora sui "giapponesi": questione aperta

L\’A.C. Cobra 427 S/C di Inaba.

La rappresentanza giapponese a Retromobile, promossa per lo più da Raccoon di Nagoya, non finisce di creare stupore ma anche opinioni contrastanti. Non è una novità. La pubblicazione dei modelli dei montatori top giapponesi ha scatenato a volte delle vere e proprie risse su alcuni forum, con persone (bisogna ammetterlo) pronte ad aprire bocca e a dare fiato senza conoscere troppo ciò di cui parlavano. Ok. Però bisogna ammettere che questi modelli non lasciano mai indifferenti. A Retromobile sono visibili opere di Shimoma, Inaba e Hayakawa. Di Shimoma sono esposte, tra le altre, delle Porsche 356A su base Bosica o la Dino 206 S Spyder (base Record), mentre di Inaba si possono osservare una Ferrari 250 GT California e una AC Cobra. Di Hayakawa, Raccoon espone due modelli provenienti dalla collezione Tecchio, l\’ormai famosa Porsche 908/3 Targa Florio 1970 e la Mercedes 300 SL Le Mans.

In queste foto, la Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di Hayakawa, ormai famosa quanto la \”sorella\” maggiore! E sicuramente avrà ormai percorso tanti chilometri quanto la vera…

Di questi modelli si è parlato tante volte anche sul forum della Duegi; in particolare resta di una qualità ammirevole il lavoro di verniciatura della Mercedes, con un argento talmente uniforme e privo di \”grana\” da lasciare incantati. Anche la 908/3 è impressionante nella sua perfezione formale, anche se personalmente non amo troppo la sua finitura troppo lucida. Va comunque ammesso che una verniciatura così uniforme e priva di ogni minimo difetto abbia quasi del miracoloso. Sentito oggi pomeriggio Piero Tecchio al telefono, gli ho spiegato la mia perplessità nei confronti di questo genere di finitura, tutto sommato poco realistica e Piero giustamente mi ha risposto che è solo questione di gusti del committente: \”se volessi un modello più satinato o più opaco, non avrebbero problemi ad accontentarti; oltretutto sarebbe anche tecnicamente più facile per loro\”. Tutto si gioca quindi sulla chiarezza degli intenti fra il committente e chi esegue il lavoro. La 908/3 era stata montata su precise indicazioni e Hayakawa è venuto incontro alle esigenze di Piero. Su questo nessuno può avere nulla da ridire. Ah, a proposito. Quelle uscite d\’aria che avevano creato stracciamenti di vesti da parte di alcuni \”esperti\” sul forum Duegi, dal vivo non solo non danno fastidio, ma sono addirittura realistiche. Se c\’è qualcosa che stona sulla 908/3 di Hayakawa non sono certo le uscite d\’aria sulla carrozzeria, ma piuttosto alcuni aspetti che concernono comunque una certa \”filosofia\” del committente, magari discutibile ma tecnicamente inattaccabile. Veniamo alla Dino di Shimoma: Piero ha voluto riprodurre una vettura nelle condizioni in cui si trova oggi, comprese le cinture moderne su entrambi i sedili. Anche qui, padrone delle sue scelte! La perplessità riguarda piuttosto la bontà della base. D\’accordo che il lavoro di revisione ha lasciato in piedi ben poco (anzi quasi nulla) del modello originario, ma la carrozzeria nella sua forma generale è quella del Record. Può piacere il grado di finitura, ma a mio modesto avviso siamo un po\’ lontani dalla \”vera\” Dino 206 S. Si poteva usare il kit Le Phoenix? Non credo piaccia molto a Piero. Altre alternative?

La Dino 206 S di Shimoma, realizzata partendo da un vecchio kit in resina della Record.
Forse uno dei pezzi più belli in esposizione questa F40 Competizione di Shimoma.

Scusate la cattiva qualità di questa foto (e di altre). Non è sempre facile con queste luci. La Mercedes 300 SL di Hayakawa e la sua spettacolare finitura alluminio.

Retromobile: altri dettagli dei modelli De Conto

Già citate ieri, le due Ferrari di De Conto sono fra i modelli più ammirati nell\’area degli artigiani a Retromobile. Per rendere un\’idea del livello di queste creazioni, pubblichiamo una serie di ulteriori dettagli:

Jade a Retromobile, presentata la Gordini T16S

La Gordini T16S GP del Belgio 1952 di Jade.

Presente a Retromobile Jean Damon di Jade, che ha portato una quantità impressionante dei suoi kit, oltre ad una selezione di montati. A Parigi, l\’artigiano del Forez ha presentato anche la Gordini T16S chassis 19GCS carenata, che prese parte al GP del Belgio 1952 con Johnny Claes. Fra le priorità di Jade resta la ricerca di modelli rari che possano interessare una certa nicchia di collezionisti. A quanto pare questi modelli hanno il loro pubblico e anche i montati hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. Oltretutto la finitura dei factory built è corretta sotto l\’aspetto della resa della verniciatura, non troppo lucida e adatta al periodo storico scelto.

Jean Damon davanti al suo stand.
Panoramica della vetrina di Jade.

Retromobile 2012: notizie sparse

  • Retromobile è anche il regno degli obsoleti. Difficile trovarne in condizioni di conservazione irreprensibili, ma qualche bel pezzo c\’è. Ecco qualche immagine:   

  • Diverse interessanti pubblicazioni per i modellisti, fra le quali un catalogo ragionato delle quotazioni della Dinky Toys, che viene sottoposto ad aggiornamento periodico. Per contro, il libro sui modelli Alpine/Alpine-Renault è abbastanza deludente, con pochissimi testi e un layout più adatto ad una lettura superficiale piuttosto che ad un\’analisi puntuale della produzione. Il libro su AMR sembra ancora lontano dalla pubblicazione. E\’ opinione di alcuni che sarebbe stato meglio farlo uscire prima, piuttosto che continuare a tenere in sospeso i collezionisti. Al limite si sarebbe potuto pubblicare un aggiornamento in un secondo tempo. La vendita all\’asta di una famosa collezione in Francia ha fatto riemergere pezzi di cui si ignorava l\’esistenza o dei quali ormai nessuno ricordava più niente. A proposito di questa collezione, si dice che appartenesse a un industriale che, scappato in Canada con la segretaria, si sarebbe visto vendere la raccolta dalla moglie; una prima parte sarebbe stata venduta a bassissimo prezzo a degli speculatori con pochi scrupoli ma indubbiamente furbi, mentre il resto, trovato in un secondo momento in cantina dall\’inviperita moglie, sarebbe appunto tutto ciò che è stato messo in asta in Francia, che fra i vari acquirenti ha trovato Bertrand Bigaudet e un noto collezionista belga. Fra i pezzi più rari, una Ferrari 365 GT/BB verde metallizzato, ma anche altre cose abbastanza strane, molte delle quali purtroppo in condizioni non perfette.
  • Come sempre gentilissima Laura Brianza, che ha annunciato la produzione di due serie di modelli in scala 1:18, la Ferrari 342 America 1953 (in 6 versioni) e la 375 MM Berlinetta Competizione 1953, sempre in 6 versioni. E siccome siamo in piena mania delle bisarche, ecco una serie di Fiat 672 (1:43) con i colori Lancia-Alitalia 1977 (verde), Lancia-Alitalia 1976 (rosso) e Lancia-Marlboro 1973 (rosso). Arriverà anche un OM150 passo corto Ferrari del 1971.
Laura Brianza nello stand di ABC la mattina dell\’apertura di Retromobile, 1° febbraio 2012.

Inside Racing: 24h Spa 2011

Marc Dantinne di Francorchamps Mini Models era presente a Retromobile, anche se solo in qualità di visitatore. Il modellista belga ha creato per una nuova attività editoriale la testata Inside Racing Magazine, insieme a Cédric Delfosse. Primo risultato di questa iniziativa, un quaderno in A4 dedicato alla 24 Ore di Spa. L\’idea è la stessa degli \”speciali\” di AutoModélisme dedicati a Le Mans, che vengono pubblicati ogni anno dal 1998. Inside Racing – 24h Spa 2011 illustra tutte le vetture che hanno preso parte alla gara belga dell\’anno scorso, per un totale di oltre 370 foto. Ad ogni auto viene dedicata un\’intera pagina, con tutte le viste e i riferimenti esatti del colore della carrozzeria e dell\’abitacolo. Dantinne ha intenzione di pubblicare ogni anno questo speciale sulla 24 Ore di Spa e pensa di produrre presto anche un\’edizione dedicata alla gara del 2010, sulla quale non esiste praticamente ancora nulla. Il prezzo di Inside Racing 24h Spa 2011 è di € 7,50. Nota finale, la prefazione della pubblicazione è del pilota Marc Duez. Inutile dire che un quaderno del genere è utilissimo per i modellisti.

Inside Racing 24h Spa 2011 riprende la falsariga degli Hors Série AutoModélisme di Le Mans pubblicati da Michel Hommel.