Con ritardo, includo anche il numero 280 di Quattroruotine (aprile-giugno 2012) nella rassegna stampa. Devo dire la verità: era molto tempo che non sfogliavo la rivista dell\’Editoriale Domus, un po\’ per mancanza di occasioni, un po\’ perché influenzato dai commenti sempre negativi sentiti in giro. Per curiorità l\’ho presa nei giorni scorsi e tutto sommato mi è sembrata dignitosa, pur con tutti i limiti che condivide con l\’altra rivista italiana del settore, Modelli Auto.
| Norimberga… |
| …e Parigi (Retromobile) |
In generale, Quattroruotine ha un carattere più storico e \”collezionistico\”, mentre Modelli Auto avrebbe una vocazione più tecnica e d\’attualità, anche se attribuire a ciascuna di queste riviste un ruolo concreto legato a quei termini significa essere abbastanza generosi. In ogni caso questo è ciò che passa il convento. Puntualmente il numero 280 di Quattroruotine dedica un ampio servizio al Salone di Norimberga, focalizzandosi anche su un altro evento che ha avuto luogo in quei giorni invernali, Retromobile a Parigi.
Fra gli articoli speciali si segnala quello sulla collezione di Giordano Negri (modelli Brooklin) e quello sui Corgi con le ruote veloci, una tematica abbastanza trascurata a vantaggio dei modelli più classici e più antichi. I Corgi con le Whizzwheels rappresentano comunque un\’epoca ed è bene ricordarli di tanto in tanto, soprattutto via via che ci si allontana da quegli anni abbastanza contraddittori per il modellismo in scala 1:43.
C\’è anche un articolo sulle Formula 1 di Michele Alboreto, ma sinceramente si sarebbe potuto fare di più; simpatico il garage Alfa Romeo in 1:24 realizzato da Luca Dieni di Genova e il pezzo che chiude la rivista, sulla Maserati Quattroporte della Politoys, un po\’ corto ma tutto sommato completo.
Tutto il resto merita una scorsa più o meno rapida. Ma, ripeto, mi ero preparato al peggio e devo dire di non essere del tutto d\’accordo su chi critica per partito preso Quattroruotine. Non sarà il massimo ma si ha l\’impressione che continui a fare il proprio onesto compitino, nulla più. Ma è già qualcosa. O no?




