Dei 70 anni della Citroën DS celebrati a Rétromobile si era già data l’anteprima qualche settimana fa su PLIT. Ecco una gallery – ci auguriamo più completa possibile – di tutte le vetture esposte nello stand DS a Rétromobile fino a domani sera.
Photo gallery copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com
In questi reportage su Rétromobile, Arena merita uno spazio tutto per sé, tanta è la varietà dei soggetti e la qualità di certi modelli portati quest’anno a Parigi. Valerio Comuzzi è ormai un veterano di Rétromobile. Il suo stand è sempre una grande attrazione per gli appassionati di 1:43 (ma non solo), con una fantasmagoria di colori e livree in grado di far fermare anche il più distratto dei visitatori.
A parte la prosecuzione di temi ormai classici (come la Porsche 911, ma anche la Stratos, la Corvette o la Daytona), quest’anno è arrivato un altro modello non certo inedito, ma in grado sempre di assicurare un certo volume di vendite, la Ferrari 512 BB-LM. L’Arena è frutto di un accordo diretto con BBR, che ha fornito gli stampi del vecchio Gasoline. Nell’occasione sono stati rinnovati parecchi dettagli, dagli interni alla meccanica (cavi, tubi ecc), dalle cornici dei vetri alla griglia posteriore che ora riporta la sigla 512BB in stampa e non in semplice decal. A completare il rinnovamento, sono state scelte versioni che Gasoline non aveva mai fatto, soprattutto di Le Mans 1979-1982, includendo anche vetture meno note, come la NART numero 74, non qualificata nel 1980 (questo modello l’aveva fatto per la prima volta Remember col marchio Tavarco nel 1994). Anche la Bellancauto ha ricevuto particolare attenzione, con l’uscita della versione 1000km Monza 1980.
Notevoli le Clio 16S e Williams da Rally in 1:24 con cofano apribile, sviluppate da Luca Cavicchi.
Presente in forze a Rétromobile il marchio catalano Velasor, specializzato in slot cars 1:32 di straordinaria qualità, sicuramente destinate più all’esposizione statica che non a correre sui circuiti elettrici. Insieme ai modelli della produzione attuale, è esposto un diorama della linea di arrivo del GP di Germania 1927, disputato al Nürburg-Ring (scritto ancora con due parole distinte, unite dal trattino). Io che non sono un amante dei diorami – tutt’altro – devo dire che stavolta sono rimasto affascinato dal realismo: niente donnine coi capelli gialli, niente effetto presepe, una patina che dona all’insieme un emozionante effetto di suggestione, come lo si avrebbe osservando una foto o un filmato dell’epoca.
Il 1958 fu stato un anno rivoluzionario per il Campionato del Mondo di Formula 1. Per la prima volta non solo i piloti ma anche le squadre, si sarebbero viste assegnare un titolo iridato, il Campionato Costruttori.
L’obiettivo era quello di premiare e valorizzare le prestazioni dei team e delle monoposto, il miglior sviluppo tecnico e la costanza di rendimento nel corso di una stagione. Oltre che riconoscere la sagacia nel saper sfruttare in maniera ingegnosa, quanto concedevano i regolamenti esistenti.
Tra i team in lizza per questo nuovo prestigioso titolo iridato, vi erano squadre blasonate come Ferrari, Cooper, BRM e Maserati. E mentre Stirling Moss mancò la corona piloti per un solo punto a causa delle terribili circostanze dell’ultimo Gran Premio della stagione in Marocco, il primo titolo costruttori del Campionato del Mondo di F1 andò al team britannico Vanwall, grazie agli sforzi di Stirling Moss, Tony Brooks (che vinse a Monza) e Stuart Lewis-Evans. Il titolo significava non solo prestigio per il marchio fondato dall’industriale britannico Tony Vandervell, ma anche benefici finanziari.
25 gennaio 2025: Bernie Ecclestone alla gara sciistica dell’Hahnenkamm a Kitzbühel (foto di apertura), è salito sulla Vanwall Vanderwell N-GT: “Nel 1958 – dice Ecclestone – ci fu un’aspra battaglia per il primo titolo costruttori nel Campionato del Mondo di Formula 1, tra Vanwall e Ferrari. Vanwall vinse perché all’epoca scelse di fare le cose in modo diverso: più moderno, più avveniristico, attraverso tecnologia all’avanguardia. Come questa nuova macchina davanti a me ora, che raccoglie l’eredità del marchio. Se Tony Vanderwell fosse ancora vivo, sarebbe molto orgoglioso, come lo sono io”.
Sfortunatamente l’ora del grande trionfo per Vanwall, si trasformò in una tragedia. Nel corso dell’ultima gara della stagione 1958, in Marocco, Lewis-Evans ebbe un grave incidente e morì sei giorni dopo. Per l’industriale britannico Tony Vanderwell, eccentrico fondatore e proprietario della squadra, lo shock fu profondo, perse la gioia del successo e sciolse la squadra nel 1960.
Vanwall è tornata. Colin Kolles, che in passato è stato amministratore delegato e team principal di diversi team di Formula 1, ha dato nuova vita al marchio Vanwall.
La reincarnazione in chiave moderna della Vanwall è rappresentata da un esclusivo modello stradale disponibile in tre versioni: Vanwall Vanderwell H-GT, Vanwall Vandervell N-GT e Vanwall Vanderwell Thin Wall Special.
Il nome del modello delle auto è un chiaro omaggio a Tony Vandervell, geniale creatore del marchio Vanwall.
Tutte le tre versioni sono basate sulla piattaforma E-GMP, la più avanzata piattaforma EV disponibile oggi. Questo le rende le più efficienti in assoluto.
La carrozzeria interamente in carbonio, garantisce un’ottimizzazione dei pesi senza precedenti per questa categoria di vetture. L’aerodinamica molto curata in ogni dettaglio, il telaio con assetto sportivo e il peso contenuto possono aumentare l’arco di utilizzo e consentire prestazioni elevate.
Vanwall Vandervell H-GT 325 CV, 4 ruote motrici
N-GT Thin Wall special 650 CV, 4 ruote motrici ed un peso inferiore ai 2000 kg
Vanwall Vandervell N-GT 650 CV, 4 ruote motrici
Tutte le versioni sono dotate di cerchi da 22 pollici; per gli interni vengono utilizzati solo materiali di altissima qualità come la pelle Connolly e il velluto. Ogni esemplare viene personalizzato su richiesta del proprietario.
Il cliente che ama il lusso e desidera provare un’esperienza di guida indimenticabile, ora può scegliere tra Vanwall Vanderwell H-GT e Vanwall Vanderwell N-GT.
Dichiara Colin Kolles: “Sono sempre stato un grandissimo appassionato di motori grazie al mio coinvolgimento in F.1 e alle mie attività in altre categorie nel mondo del motorsport, e quindi inizialmente ero critico nei confronti dei veicoli elettrici. Tuttavia, ora devo dire che mi sono “convertito”. Volevamo creare qualcosa di nuovo ed estremo per ottenere emozioni e piacere di guida più intensi. Lo sviluppo di queste auto elettriche mi ha aperto un nuovo mondo. Le reazioni delle persone che hanno visto la Vanwall Vandervell sono travolgenti. La gente si ferma stupita quando vede questa vettura. Quindi so che abbiamo creato qualcosa di veramente unico, non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma anche in termini di stile. Un’auto che può essere guidata allo stesso tempo come una limousine di lusso, o come una macchina da corsa. Abbiamo qualcosa di paragonabile sul mercato in questo segmento di prezzo? Io dico di no. Quali sono gli svantaggi percepiti con le auto elettriche? L’autonomia e il peso della batteria. Oggi ci sono sviluppi costanti nel settore delle batterie, che implementeremo anche nei nostri veicoli nel corso delle attività di sviluppo. Tuttavia, nonostante questi attuali progressi, il peso deve essere sempre ridotto al massimo, ove possibile, per aumentare l’autonomia. Abbiamo quindi deciso di costruire un’auto con una carrozzeria completamente in fibra di carbonio. È efficiente e rappresenta un enorme risparmio di peso. Nessun concorrente nel segmento di lusso di fascia alta può eguagliare questo aspetto. Ecco perché siamo leader in questo segmento. Dico in questo segmento, perché ci sono auto realizzate interamente in carbonio, ma solo in fasce di prezzo molto più alte. Grazie a decenni di esperienza in F1 e in altre categorie in ambito racing, abbiamo un’esperienza nell’utilizzo del carbonio che nessun concorrente può offrire. La carrozzeria in carbonio e la piattaforma E-GMP, la più avanzata nella categoria EV, sono una combinazione imbattibile, sinonimo di emozioni di guida, prestazioni e ingegneria all’avanguardia. Ad ogni modo da parte di Vanwall c‘è molto altro in arrivo, oltre alle vetture FIA-WEC Vanwall LM Hypercar e alla versione LM Hypercar per i track day. Sono in fase avanzata di sviluppo la versione stradale della LM Hypercar da 1000 CV e 1000 kg e una hyperbike. L’obiettivo è quello di posizionare Vanwall come un‘azienda ed un brand autorevole, altamente specializzato in prodotti estremamente performanti, con l’efficienza ed i più alti standard ingegneristici nel settore del lusso ad alte prestazioni, nel mondo dei motori”.
Le grandi scale del modellismo speciale sono sempre molto apprezzate a Rétromobile. Un certo tipo di pubblico, facoltoso anche se non necessariamente competente, le ama molto. Sono di grande effetto scenico e attirano l’attenzione. La presenza di modelli montati in 1:12 e anche in scale ancora più grandi è cresciuta in questi ultimi anni. Suber Factory ha portato un’ampia selezione di questi modelli, e stupisce sempre la grande discrepanza che c’è fra queste realizzazioni – alcune davvero belle – e la scarsa qualità dei montaggi 1:43 che continuano a vedersi in giro. E’ anche vero che alcuni di questi modelli, visti da vicino, porgano il fianco a qualche critica, presentando soluzioni affrettate quando non raffazzonate. In più, GTO nelle foto ha i quattro gallettoni montati alla rovescia: non sappiamo se siano svitabili; in tal caso si tratterebbe di una semplice svista. Fra gli specialisti delle grandi scale c’è anche Profil24, che ha portato pochi pezzi selezionati ma belli, come una spettacolare Matra con tanto di figurino di François Cévert che si allaccia il casco. Infine, nella classica 1:43, i modelli di Pierre Laugier, alcuni dei quali, come la Ferrari 512BB su base AMR, si sono venduti praticamente in tempo zero. Rétromobile sarà anche cara per gli espositori (circa 250 euro a metro quadro) ma garantisce una visibilità senza pari nel corso della settimana scarsa di esposizione.
Marchio pioniere nello sviluppo della mobilità individuale, il costruttore ceco Skoda si racconta a Rétromobile in occasione del 130° anniversario dalla nascita. Nello spazio di Porte de Versailles, Skoda espone un modello per ogni decennio di storia, tirando fuori veicoli rari e particolari, civili, commerciali, di servizio e da competizione. Un bell’insieme, capace di rendere l’idea di tanti anni di evoluzione tecnica e di stile.
Questa è un’epoca strana: sul mercato, stiamo assistendo ad un’invasione di modelli di pregio senza precedenti, con pezzi eccezionali che escono da tutti i pertugi, come non si vedeva da un sacco di tempo.
Tutto ciò, quasi naturalmente, porta anche allo sviluppo di realtà stranissime per i nostri tempi, ma che una volta sarebbero risultate tutt’altro che pellegrine, come ad esempio la nascita di negozi specializzati – magari in modelli obsoleti – che sono veramente delle sorte di unifauni, soprattutto per l’Italia.
Tiny Cars, in via Cenisio a Milano, è stato forse il primo esempio – ormai oltre un decennio fa – di rinascita “vera” di un fenomeno che, nonostante il pienissimo successo commerciale, è forse ancor più aggregativo e sociale, un ritorno al contatto umano, importantissimo anche e soprattutto nel mondo disastrato da questo punto di vista che il post-covid ci ha lasciato in eredità, e molte altre realtà hanno seguito, una delle quali è un bel negozietto a Piacenza, in via Romagnosi al civico 82, che si chiama Arredamenti Fornari, gestito dal signor Gian Paolo Fornari.
Arredamenti, già, perché il negozio nasce e vive, originariamente, come negozio di arredamenti d’epoca, ubicato in un civico vicino a quello dove si trova attualmente, per quanto una certa presenza modellistica – seppur ridotta rispetto ad oggi – c’è sempre stata: chi scrive anni fa si ricorda di aver visto delle F1 Mebetoys in scala 1:28 esposte accanto a mobili e luminarie, in numero certamente esiguo rispetto a quanto si può vedere ora, ma comunque presenti.
Vedere un negozietto del genere in Italia è sicuramente molto bello: sembra un panorama francese, il classico esercizio specializzato in obsoleti di cui l’area parigina (e in realtà anche un po’ tutta la provincia dell’esagono) pullula.
C’è un po’ di tutto, dai militari ai kit, dai Mercury ai Corgi, ai Mebetoys, Politoys, modelli scatolati e non, in generale tutti di qualità molto buona, a prezzi adeguati al livello ma comunque assolutamente abbordabili per tutte le tasche.
Vale certamente la pena di farci un giro essendo in zona ed essendo appassionati, come i lettori di PLIT si presumono essere, anche se secondo il proprietario questo è un anno critico per il negozio: il signor Fornari afferma infatti che le giovani generazioni siano assai meno appassionate di quelle passate, e questo può anche essere vero da un certo punto di vista, resta però il fatto che la ressa in appuntamenti come le principali borse del settore sia sempre più forte (così come le contrattazioni e gli scambi), così come in certe realtà commerciali quali, appunto, Tiny Cars: la chiave di tutto, tanto per cambiare, sta nello sviluppo della corretta esposizione mediatica, stando sempre attenti a trovare il giusto compromesso tra pubblicità ed eccesso.
Non c’è ragione di essere pessimisti, e la nascita o la trasformazione di negozi come Arredamenti Fornari in realtà se non meramente esclusive comunque più sbilanciate verso il collezionismo di automodelli, lo dimostra in pieno.
Iniziamo a parlare un po’ di modellismo, che è uno dei centri d’interesse dei lettori di PLIT. L’edizione 2025 di Rétromobile non delude: protagonista assoluta la Galérie du Jouet Ancien di M. Nikolay, che gioca in casa e che ha quindi portato la solita valanga di Dinky Toys (soprattutto francesi), che vale la pena osservare uno per uno, alla ricerca della variante più rara di colore, di scatola e di altri dettagli che occorre conoscere almeno in modo generale se si vuole affrontare una tematica collezionistica di questo tipo. Molto buona anche l’offerta Norev, alla Galérie e altrove, con venditori più piccoli ma comunque ben forniti di modelli di eccellente qualità. Nel settore più propriamente antiquario, sempre favoloso l’assortimento di Bertrand Bigaudet. Rétromobile resta anche con i mercati che inevitabilmente cambiano, si evolvono ma offrono sempre prospettive a chi le sa cogliere. Gli eventi ormai sono tanti, probabilmente troppi: solo un paio di settimane fa, una borsa come Orléans ha attirato centinaia di venditori e un pubblico forse mai visto. L’offerta è abbondante, forse i compratori sono gli stessi ma il ricambio generazionale c’è: basta osservare la gente a Rétromobile in questi giorni. Come è sempre accaduto, le tendenze cambiano col succedersi delle generazioni. Del resto già negli anni ’80 alcuni si lamentavano della sparizione dei “veri” appassionati degli anni ’50 e ’60! E lo sentivo di persona frequentando – ragazzino – quelle borse in cui certi parlavano come se il mondo collezionistico fosse destinato a finire di lì a pochi anni. Tornando a Rétromobile 2025, è difficile visitare tutto in modo un minimo approfondito in una sola giornata: ce ne vogliono almeno due, quando non tre. E, visto l’aumento continuo dell’offerta, c’è sempre spazio per una qualche trattativa.