Considerata l’erede delle Carrera RS, la GT3, versione più sportiva della 911, ha festeggiato i 25 anni nel 2024. A Rétromobile, lo stand della Porsche espone alcune GT3 storiche, insieme alla più recente versione, la 992-II, svelata nell’ottobre dello scorso anno. Le altre auto visibili a Rétromobile sono la 996, la 997 e la 991 nella loro configurazione II. E’ presente anche una rara Carrera RSR 2.8, che disputò quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans, la prima delle quali nel 1973 con Hervé Bayard e René Ligonnet. La vettura, restaurata da Porsche Classic, è stata ripristinata nella livrea di quella sua prima Le Mans ed è esposta insieme a una 964 Carrera RS ancora in fase di lavorazione.
Come di consueto, Rétromobile è anche terreno ideale per i venditori tedeschi, che portano sempre cose notevoli. Quest’anno, accanto ad altre auto poco usuali come una BMW M1 Gruppo 5, troviamo anche un’Audi 200 quattro utilizzata dal team ufficiale nella Trans-Am del 1988, prima del passaggio nell’IMSA con la 90 quattro di classe GTO.
Una vettura con un alto livello di originalità, interessante e storicamente di rilievo, di cui proponiamo una gallery ricca di particolari, a beneficio dei modellisti. Non scordiamoci, in fondo, che il vecchio blog era nato – nell’ormai lontano gennaio del 2012 – anche con intenti… documentaristici.
Si concluderà domenica prossima l’asta organizzata dalla parigina Drouot, che ha messo in vendita una parte della collezione di Ferdinand de Vazeilles, fondatore nel 1932 di Solido, passata poi ai suoi successori. Tra i lotti figurano modelli magari non rari ma in condizioni eccezionali. Notevole un blister per rivenditori mai aperto, contenente sei Ligier JS2 numero 195 (nella foto di apertura). Questo il link con tutti i dettagli della vendita: https://drouot.com/fr/v/162102-solido-collection-du-fondateur-ferdinand-de-vazeilles-swatch#dsi-row-lot-28016878
Attraverso una selezione di monoposto, il produttore di orologi, partner della Casa di Maranello, si concentra quest’anno a Rétromobile sull’impegno della Ferrari in Formula 1 dal 1970. Sono esposte alcune delle più significative vetture: 312 B (1970, telaio 003), 312 T (1975, telaio 024), 126 C4 (1984, telaio 074), 642 (1991, telaio 130), F187/88C (1988, telaio 102), F399 (1999, telaio 196), F2002 (2002, telaio 221), F2007 (2007, telaio 259).
Dopo la Parigi-Dakar, quest’anno è la volta dei veicoli cingolati di Adolphe Kégresse a occupare la passerella di Rétromobile, il percorso che unisce due dei padiglioni che ospitano la rassegna parigina.
La vita di Adolphe Kégresse merita di essere riassunta qui su PLIT. Essa ha degli accenti decisamente romanzeschi. Adolphe era il figlio di Gustave Adolphe Kégreisz, direttore di una filanda a Héricourt, e di Sophie Emilie Buchter, titolare di una rivendita di stoffe. Un errore nel certificato di nascita il 2 giugno 1879 presso il comune di Héricourt (tra Montbéliard e Belfort) fece prendere al bambino il cognome di Kégresse. Adolphe crebbe sviluppando una forte passione per la meccanica, studiando all’istituto tecnico di Montbéliard. Durante il suo servizio miliare installò un motore sulla sua bicicletta, inventando così di fatto un nuovo veicolo destinato a un largo impiego a livello popolare. Ma Adolphe sognava solo cose nuove, ma anche mondi nuovi. Su consiglio di un amico, nel 1903 decise di partire per la Russia, iniziando a lavorare nelle ferrovie. Un mattino, mentre lavorava ai binari, il treno imperiale, al bordo del quale viaggiava lo zar Nicola II, si arrestò su una piattaforma bloccata dal gelo. Adolphe Kégresse riuscì a ripristinare il movimento e la sua bravura venne ricompensata dallo zar, che lo assunse come meccanico nei garage imperiali. La qualità del suo lavoro ma anche l’originalità di certe sue idee gli valsero nel 1905 la promozione a direttore tecnico del parco veicoli di Nicola II, a capo di una ventina di tecnici. La prossimità alla famiglia dello zar si rafforzò ulteriormente quando lo stesso Nicola II gli fece conoscere Helena Moniakoff, vedova di un ufficiale dell’esercito russo. Adolphe e Helena si sposarono e dal matrimonio nacquero Sonia nel 1904, Elisabeth nel 1906 e Valentin Adolphe nel 1908.
Le funzioni professionali di Adolphe Kégresse si svilupparono ancora, quando Nicola II gli parlò dell’esigenza di poter continuare anche in inverno la caccia al lupo. Per evitare l’affondamento dei veicoli nella neve, Adolphe ebbe l’idea di fissare degli sci sull’avantreno e di installare una cinghia sulle ruote motrici. Via via perfezionato, questo sistema venne brevettato nel 1913, quando già adottava cingoli morbidi. Ma un evento storico di portata drammatica finì per stravolgere la vita in Russia di Adolphe Kégresse: obbligato a fuggire dopo la rivoluzione bolscevica, il tecnico tornò in Francia, nella regione natia. Fu in quel periodo che Géorges Schwob d’Héricourt, che era stato presidente della Societé des engranages Citroën, gli presentò Jacques Hinstin, concessionario esclusivo Citroën per la Seine et Oise e socio di André Citroën nello sviluppo e nella produzione di ruote dentate e altri ingranaggi.
Fu in una fresca mattinata dell’ottobre 1920 che André Citroën assisté su un terreno accidentato di Saint-Denis a una dimostrazione di tre Type-A equipaggiate da Hinstin con cingoli Kégresse. Immediatamente conquistato dalla soluzione tecnica, André Citroën dichiarò: “questa invenzione la voglio io” e se ne assicurò l’esclusività depositando un brevetto sotto i nomi di Citroën-Kégresse-Hinstin. Un dipartimento “Autochenilles” venne approntato per garantire uno sviluppo tecnico che andasse di pari passo con la progettazione delle meccaniche Citroën. Il sistema delle ruote cingolate permise alla Citroën di guadagnare enorme notorietà a tutti i livelli, con operazioni promozionali fino a quel momento mai viste. Alla traversata del Sahara del dicembre 1923 con le “Autochenilles” seguirono la Crociera nera dal 1924 al 1926 e la Crociera gialla dal 1931 al 1932.
Nel 1935, allo scioglimento del dipartimento specifico di Citroën, Kégresse lasciò quai de Javel e fondò con i suoi meccanici la Societé d’Exploitation Kégresse (SEK), che moltiplicò ben presto i progetti: sviluppo di una trasmissione automatica e vendita di brevetti applicabili alle Autochenilles negli Stati Uniti per dar vita alla serie degli Half Track. Nel giugno del 1940, in piena occupazione, Kégresse è costretto a fuggire a Saint-Jean-de-Luz. Sulle rive dell’Atlantico, getta in mare tutti i foglio coi suoi progetti per impedire che cadano nelle mani dei tedeschi. Finì poi per recuperare l’uso del suo padiglione a Croissy-sur-Seine ma l’11 febbraio del 1943 venne stroncato da un aneurisma.
Nel corso della sua vita, Adolphe Kégresse depositò non meno di duecento brevetti. Quest’anno Rétromobile lo commemora con una decina di veicoli civili e militari rigorosamente autentici, molti dei quali in stato originale di conservazione. Alcuni di questi mezzi, magnificamente presentati in ambientazioni d’epoca, si ritrovano riuniti in questi giorni dopo circa un secolo.
Sedici vetture a rappresentare un arco di tempo in cui la Francia si è affermata definitivamente ai vertici della Formula 1. A Rétromobile è esposta una serie di vetture rare, conservate in ottime condizioni (spesso originali, cosa inusuale), dalla Matra, protagonista del ritorno della Francia in F.1 dopo un’assenza di dodici anni dalla partecipazione della Gordini, fino alla Toro Rosso del 2008.
Telai, team, motorizzazioni e piloti francesi per esemplari talvolta unici come l’Alpine utilizzata come vettura test in vista del debutto della Régie col marchio Renault nel 1977.
Insieme alle auto, preziosi cimeli come motori, caschi e tute.
Tutto prima o poi torna in vendita. E’ quello che viene in mente scorrendo il catalogo che il dipartimento Motorcars della casa d’aste parigina Artcurial ha preparato in occasione di Rétromobile 2025. Anche quest’anno, Matthieu Lamoure, direttore della divisione, e Pierre Novikoff, suo collaboratore, hanno riunito una selezione di primo piano, in cui spiccano le Ferrari della Silver collection; si è spesso parlato della 275 GTB, della Daytona o della 250 GT Lusso di questa raccolta, ma non va dimenticata una straordinaria 550 Maranello Spider, prodotta in 448 esemplari e presentata a Ginevra nel 2000. L’esemplare dell’asta ha percorso solo 950km.
Citiamo ancora i lotti provenienti dalla successione André Cadiou, appassionato di motori e partecipante come pilota alla Parigi-Dakar, deceduto nel 2012: in questo gruppo troviamo una Porsche 911 Carrera RS 2.7 Touring nel raro colore rosso arancio, una Ferrari 365 GT4/BB recentemente restaurata o il penultimo esemplare delle cento Alpine V6 Turbo Mille Miles, con equipaggiamenti e decorazioni specifiche.
E poi altre rarità, come una Mercedes 280 W123 in configurazione ufficiale raid o una 300 SL nera con interni rossi, venduta nuova nella Carolina del Sud, completa di due valigie nere realizzate appositamente per inserirsi esattamente nel vano posteriore.
Accanto alle auto, come sempre, moto e memorabili, fra cui un’imponente collezione di modelli in scala 1:12, molti dei quali realizzati da MG Model ormai diversi anni anni fa.
Le aste Artcurial si svolgeranno da venerdì 7 a domenica 9 febbraio.
Riordinate un po’ le idee (Rétromobile può spiazzare anche se si ha una lunga esperienza di questo tipo di eventi), ecco una seconda gallery generica sull’anteprima di stasera, con l’apertura alla stampa dalle 18 alle 22. Ci sarà tempo per approfondimenti specifici, intanto sarà interessante avere un minimo di idea del colpo d’occhio generale.
Appena messo piede nei padiglioni della Porte de Versailles, diventa sempre molto complicato riuscire a dare un’idea, in un numero limitato di parole e di immagini, di ciò che Rétromobile propone. Direi che in linea di massima, l’edizione 2025 si preannuncia della stessa qualità, o anche leggermente migliore, rispetto a quella dello scorso anno. L’offerta si è da tempo polarizzata verso l’alto, con operatori specializzati in grado di portare l’eccellenza assoluta a livello mondiale. Alcuni costruttori, poi, da tempo guardano a Rétromobile come una vetrina significativa per partecipare direttamente coi loro prodotti del passato ma anche del presente.
A livello modellistico, poi, l’offerta è eccellente, con rarità di grande interesse. Ottima anche la partecipazione dei nostri marchi, con Arena e Tron che hanno portato diverse cose degne di attenzione, di cui riparleremo nel dettaglio nei prossimi giorni. Stasera basterà una prima gallery relativa all’anteprima stampa di stasera a confermare la bellezza di una manifestazione che ormai è un classico difficilmente imitabile.
Quando fu presentata giovedì 6 ottobre 1955, sotto il maestoso soffitto a volta del Grand Palais al Salone dell’Auto di Parigi, la Citroën DS divenne immediatamente un cult. Progettata da Flaminio Bertoni, talentuoso designer, scultore e pittore assistito da una squadra di progettisti, la DS è tanto rivoluzionaria quanto elegante con le sue linee avanguardistiche e innovazioni. Anche la sua tecnologia affascina, grazie al talento di due uomini. Il primo, André Lefèbvre, ingegnere aeronautico di formazione, è un fervente sostenitore della trazione anteriore, ma anche dell’aerodinamica, della leggerezza e della centratura dei pesi. Il secondo, Paul Magès, ingegnere autodidatta, è il creatore dell’idraulica. È lui che ha inventato le famose sospensioni idropneumatiche, l’assistenza idraulica dello sterzo, la frizione e il sistema di frenata della DS. La DS è stata rivoluzionaria e si è rapidamente affermata come punto di riferimento nel mondo automobilistico e ha accompagnato diversi Presidenti della Repubblica francese.
In occasione del 70° compleanno della sua antenata della Citroën DS, DS Automobiles si unisce con la Zecca francese per emettere una moneta da collezione.
Questa prima moneta commemorativa in argento da 10 euro rappresenta una DS23, i cui caratteristici fari orientabili, un’altra innovazione di questa vettura, illuminano la parte anteriore della moneta. La luce è resa con un raffinato colore oro per creare contrasto. Sotto, come un riflesso, appare la DS originale del 1955. Entrambe le versioni simboleggiano l’evoluzione del design della DS. Sul lato del testo troviamo il nome “DS” e “1955”, anno del primo modello, accompagnato dalla sigla “RF” – République Française, e dall’anno di emissione della moneta “2025”. In modo originale, il disegno evoca il volante a forma di X della DS N°8, l’ammiraglia di DS Automobiles presentata il 12 dicembre.
Questa moneta da collezione è presentata in un cofanetto che ripercorre la storia della DS attraverso le immagini.
Tema autentico nelle collezioni della Zecca francese, le monete da 10 euro in argento presentano un disegno uniforme sul rovescio: il valore nominale della moneta è circondato da un ramo di quercia e alloro. Evocando l’abbreviazione dell’euro, il tutto è circondato da un insieme di linee che rappresentano la Francia. Come una pietra angolare, questo rovescio comune consente di creare una collezione di monete che abbraccia diversi temi.
ARGENTO 10 EURO – Prezzo di vendita: 15€ – Caratteristiche: 333/1000 Argento – ø31mm – 13g – 5.000 esemplari