Modelli del passato: Matra MS680 1974 di Evrat

testo e foto di Riccardo Fontana

Oggi parliamo di un classico pezzo da novanta, un modello che ben raramente si vede in giro e che ancora più raramente sarebbe logico trovare su un banchetto di un mercatino dell’antiquariato, peraltro in condizioni tali da poterlo tranquillamente definire “graziato” dalla sorte, perché come si rovina questo genere di modelli in determinati contesti è difficilmente quantificabile.

Il modello è il classico artigianale francese dei primordi: lampante derivazione Solido, un grado di parentela con quanto suggerito dalla Guide dedicata alla Matra 670 di Le Mans 1972, e un ottimo grado di iniziativa personale, che come si sa non fa mai male.

Yves Evrat, col marchio Modélisme consociato ad Eligor, produsse alla metà degli anni settanta una bellissima serie di Matra Sport-Prototipo, ad iniziare da una 650 coda lunga totalmente prototipata per arrivare alle elaborazioni su base Solido, che lasciarono poi il passo ad una serie di montati con carrozzeria in resina e fondino in metallo bianco, ma comunque chiaramente derivati dal Solido opportunamente elaborato.

La Matra 680 è stata l’ultima evoluzione delle sport Matra: corse pochissimo e solo nel 1974, e si distingueva a prima vista dalla 670C per la conformazione del muso molto diversa.

L’Eligor-Evrat è un modello che fotografa perfettamente l’auto reale, figlio dei suoi tempi e comunque molto fedele, non abbozzato come certe riproduzioni sue coeve, di stile e stampo tipicamente francese.

Bellissima la decal con nome del fabbricante e dell’auto sul fondino, in pieno stile RD-Marmande, altro tocco di un’epoca pionieristica del modellismo, ed altro punto a fortissimo connotato storico.

La Matra era in compagnia di alcune elaborazioni su base Norev e Solido, purtroppo in condizioni non ottimali: la “solita” Ferrari 312 PB della Targa Florio 1972 (che evidentemente devono essersi fatti un po’ tutti per quante ne stanno uscendo, nel tempo che fu) e una 512 M di Kyalami 1970, lasciate in quanto – appunto – un po’ troppo vissute: ciò è sintomo di un fenomeno, quello del ritorno alla luce di questo tipo di modelli dopo decenni di “copertura” che non accenna a placarsi: il fenomeno Spark ha dato una grande mano in questo senso, ma il grosso del lavoro lo sta facendo certamente il tempo che avanza inesorabile, e le collezioni che naturalmente e logicamente si disperdono arrivando sulla piazza.

Sono, come al solito, cose che vanno sapute apprezzare e conservare, anche in segno di rispetto a chi è venuto prima.

Che goduria però questi modelli…

I primi anni di MRE: un excursus fotografico

Non molti giorni fa mi sono occupato di uno dei transkit MRE (MS, Modification Solido), la Porsche 911 Carrera RS 3.0 IROC1. Letto l’articolo, JM Callegher, che ringraziamo, mi ha inviato diverso materiale interessante sulla produzione MRE. In attesa di qualcosa di ancora più completo – il marchio meriterebbe una storia ragionata esattamente come si era fatto con MRF, Record, Starter e Provence Moulage – propongo un breve viaggio fra le più vecchie realizzazioni di Michel Elkoubi. Ne ho approfittato inserendo un paio d’immagini mie, a corredo della documentazione inviata da JM Callegher, che una trentina di anni fa aveva ospitato Michel Elkoubi su iniziativa di Etienne Dhont (Renaissance).

Inizio con le foto della rara Matra 670C 1000km di Spa 1974 commissionata da JD Kit, la cui storia potete leggere in una nota dell’articolo sulla Carrera IROC. Di questo modello furono diffusi anche dei factory built, ovviamente ancora più rari.

Sicuramente più conosciute le Porsche 917 inserite nella serie MS, ricavabili dalla 917/10 di Solido. Erano all’epoca modelli molto ambiti e lo sono ancora oggi: un kit trovato intonso è da lasciare nelle condizioni originali. Con un po’ di fortuna si possono trovare dei montati d’epoca, ma in quel caso lo stato di conservazione e il pedigree del modello (magari factory built?) è un fattore molto importante nella valutazione complessiva. Tutto dipende anche da prezzo, beninteso.

Altro classico, nel catalogo MRE dei primi tempi, la Porsche 908/3 Joest coda lunga. Come si vede abbastanza bene dalle immagini, gli stampi e le fusioni erano del tutto decorose, sicuramente superiori alla produzione britannica.

Già alla metà degli anni ’70, la particolare Carrera RSR coda lunga vista del 1973-1974 aveva acceso l’immaginazione di tre o quattro produttori. MRE riprodusse tutte le versioni: Martini, Brumos, Sunoco, Viceroy. La parentela con la Carrera RS di Solido è piuttosto evidente.

La Carrera RSR Turbo, prodotta nel 1977, fu un modello molto riuscito, il cui prototipo si deve a ESDO. Nelle due foto sotto, un raro factory built fotografato a fine 2023 nella Galérie du Jouet Ancien a Parigi, proveniente dalla raccolta di un collezionista che aveva ottimi rapporti con tutti i migliori artigiani francesi fra anni ’70 e anni ’80, tanto da poter acquisire anche diversi factory built AMR e Tenariv non ufficialmente diffusi e usati solo per foto da divulgare alla stampa e alla rete commerciale.

Infine, l’ultimo MS, ossia il transkit della Mirage-Renault Le Mans 1977 presentazione, altro modello oggi particolarmente difficile da reperire.

  1. https://pitlaneitalia.com/2025/01/05/modelli-del-passato-porsche-911-carrera-rs-iroc-1974/ ↩︎

Rassegna stampa: Spirit of Le Mans n°38

Spirit of Le Mans si conferma una testata ricca di spunti e di informazioni sia per gli appassionati sia anche per gli addetti ai lavori. Il primo numero del 2025 è occupato per la maggior parte dalla guida generale del FIA-WEC, dalle Hypercar alle LMGT3. Il resto della rivista riporta i resoconti delle gare del WEC 2024 in Bahrein (incluso il rookie test), l’ELMS a Portimão e l’Asian Le Mans Series a Sepang. Chiudono la pubblicazione i calendari completi di WEC, IMSA, ELMS, ALMS, Michelin Le Mans Cup, Ligier European Series e Ligier JS Cup France.

Rétromobile 2025: l’asta Artcurial

E’ stato pubblicato ieri il catalogo ufficiale dell’asta Artcurial che si terrà in occasione di Rétromobile. Venerdì 7 febbraio alle 15 saranno vendute 112 auto da collezione dal 1899 al 2017, 47 vetture presentate senza prezzo di riserve per un totale di 14 collezioni. Sabato 8 febbraio alle 15 sarà la volta delle collezioni “Paul-Emile B.”, Umberto Panini, e di altri, con automobilia, auto e 70 moto senza riserva. Domenica 9 febbraio alle ore 14, infine, toccherà all’asta “Racing, Flying and Yachting”, con oggetti vari.

Potete scaricare il corposo catalogo dell’asta Artcurial di Rétromobile a questo link:

Rassegna stampa: 70 ans de sportives américaines 1955-2025

Esce in questi giorni il fascicolo numero 5 di Road & Track, pubblicazione della francese Angy Communication, consacrato a settant’anni di vetture sportive americane.

Quaderni di questo tipo non sono mancati in tempi recenti, ma il fascicolo di cui ci occupiamo qui merita comunque attenzione, sia per la ricchezza del materiale, sia per l’ottima grafica. In 144 pagine vengono passati in rassegna 140 modelli per 15 marchi, dagli anni ’50 fino ai giorni nostri.

Non è uno sforzo da nulla, e il risultato è davvero buono: schede molto dettagliate, dati tecnici, foto (anche dei motori di tutte le auto) e curiosità accompagnano settant’anni di automobilismo americano. Davvero niente male.

Costo della pubblicazione in Francia: € 14,90 (€ 15,90 in Italia, ammesso che lo troviate).

Inverni vecchi e nuovi in Formula 1

testo di Marco Giachi

I mesi invernali sono sempre stati, per gli appassionati, di Formula 1 i mesi delle
vetture nuove e delle rispettive presentazioni. Le anticipazioni su cosa stava
bollendo nelle pentole delle varie squadre cominciavano a girare in autunno e
alimentavano la curiosità e l’attesa, poi arrivavano i disegni del grande Giorgio Piola che aveva sempre il “naso lungo” per le novità, e poi, dopo il panettone ai primi di gennaio, arrivavano le vetture “vere”. Dico “vere”, non i loro “mock-up” di plastica colorata. Addirittura, a volte, i piloti ci facevano subito anche qualche giro di prova. Memorabili erano le presentazioni della Ferrari a Fiorano ma anche gli altri non erano da meno in quanto a sensazionalità con qualche anno eccezionale come quando arrivò la Tyrrell a 6 ruote. E c’era anche l’attesa delle squadre nuove! Roba veramente da dinosauri, vista con gli occhi di oggi. Eppure, incredibile ma vero, c’erano anche squadre nuove quasi tutti gli anni. Io, personalmente, ricordo l’ironia di noi, che stavamo lavorando alla Lambo da un anno, quando vedemmo la Reynard arrivare dal nulla a dicembre del 1990 anche se l’ironia lasciò subito il posto allo stupore e poi all’amarezza, ma questa è un‘altra storia. La settimana dopo, le squadre cominciavano a provare, generalmente al Paul Ricard o Estoril (perché al sud dell’Europa il tempo era più favorevole), magari anche insieme per poter fare qualche confronto. In tutte queste occasioni i fotografi avevano accesso alla pista e quelli più esperti coglievano i particolari più “segreti” della meccanica e del motore e, comunque, le carrozzerie (tutte diverse le une dalle altre a quei tempi) potevano essere fotografate e discusse da tutti, esperti e novizi. Il primo Gran Premio era quasi un corollario a tutto quello che era già accaduto in
inverno e chi se ne fregava se era noioso, avevamo già avuto abbastanza da
divertirci fino a quel momento, in fin dei conti si trattava solo di un’ora e mezzo di
uno spettacolo che in realtà stava andando in scena da mesi. Dico questo perché ieri ho comprato una rivista (“la” rivista storica che parla di corse) e l’ho confrontata con lo stesso numero (14-20 gennaio) del 1986 e mi sono reso conto perché ora mi addormenterò al primo Gran Premio dopo aver visto la presentazione delle auto di plastica in evento unico mondiale via Internet, come
sembra accadrà quest’anno.

Presentazione al Ruote Classiche Club Prato del libro “Mugello una storia che continua”

Dopo la presentazione ufficiale avvenuta a Scarperia all’inizio dello scorso dicembre, il libro Mugello una storia che continua (edizioni Studio Noferini) sarà al centro di una serata organizzata dal Ruote Classiche Club Prato il prossimo 17 gennaio alle ore 21.

L’evento è dedicato all’anniversario – celebrato nel 2024 – dei 50 anni del Mugello Circuit e dei 110 anni dello Stradale. Interverranno gli autori del libro, Francesco Benvenuti, Pierluigi Guasti, Francesco Parigi, Andrea Pini, Luca Raddi e David Tarallo.

L’incontro, a ingresso libero per soci e non, si svolgerà presso la sede del Ruote Classiche Club Prato, in Via Ferrucci 135, Prato.

Opel Omega V8.com: ritorno al futuro

Venticinque anni fa, al Salone Francoforte del 1999, Opel faceva sfoggio di avanguardia tecnologica equipaggiando una normale station wagon Omega-B V6 con una serie di soluzioni all’epoca tecnologicamente avanzate che ne facevano una libera interpretazione di un centro comunicazioni mobile del futuro. Questa realistica intuizione di come negli anni a venire avrebbe potuto essere l’automobile multimediale era piena di proposte rivoluzionarie e di sistemi razionalmente integrati fra loro come un accesso ad Internet tramite personal computer, un completo equipaggiamento video, un avanzato sistema di visione notturna a raggi infrarossi con “head up display” ed i più recenti sistemi audio, navigazione e telefonia mobile. La Opel Omega V8.com, come la Casa tedesca aveva battezzato questo prototipo, era stata realizzata sulla base della versione station wagon della Omega-B e celava sotto il cofano l’8 cilindri a V in alluminio di 5.700 cc da 300 CV di lì a poco avrebbe equipaggiato l’ammiraglia della Casa tedesca.

A trarre i maggiori benefici dai sistemi multimediali montati sulla Opel Omega V8.com sarebbero stati i tre passeggeri i sedili dei quali erano studiati per essere altrettanti terminali informatici. Monitor individuali a scomparsa, del tipo a cristalli liquidi da 9,5″ (formato 16:9), erano inseriti nel cruscotto davanti al passeggero anteriori e dietro gli schienali dei sedili anteriori. Pomelli ed interruttori progettati ergonomicamente ed ordinatamente inseriti nella console centrale permettevano a ciascun passeggero di accedere indipendentemente ai diversi sistemi.

Altoparlanti inseriti nei poggiatesta permettevano invece a ciascun passeggero di ascoltare i propri messaggi audio senza disturbare gli altri occupanti. L’impianto audio comprendeva sofisticati lettori di CD e di cassette ed autoradio digitale con alta qualità di riproduzione. L’attrezzatura video poteva essere utilizzata sia per vedere un programma televisivo che un video CD.

Un vero e proprio ufficio mobile

Opel Omega V8.com non poteva essere soltanto una sala da concerto in movimento ed una sala cinematografica su ruote, ma anche un ufficio mobile per tre persone. La dotazione da ufficio comprendeva un telefono mobile integrato che i passeggeri potevano utilizzare come un video-telefono. Questo voleva dire che ciascuno dei tre passeggeri non solo poteva comunicare con il modo esterno con un’attrezzatura “hands-free”, ma anche partecipare ad una video-conferenza poiché ciascun monitor era dotato di un proprio microfono e di una propria mini-telecamera.

Oltre a potersi collegare con la rete radio-mobile, i passeggeri avrebbero potuto anche navigare in Internet, inviare e ricevere messaggi e-mail oppure ascoltare musica trasmessa dal sito web o da un riproduttore MP3. Per fare ciò utilizzavano la tastiera a raggi infrarossi del computer che era parte integrante del sistema di comunicazione della Omega V8.com. Il guidatore poteva invece richiamare i messaggi elettronici in entrata tramite comandi vocali. C’erano poi altre diverse funzioni, come ad esempio, la modalità telefono mobile, che rispondevano anche a comandi vocali. La gamma di servizi multimediali era completata da un moderno sistema di navigazione e dal servizio telematico OnStar della Opel che, come alcune altre componenti, era già ottenibile nella produzione della Casa tedesca.

Collegamenti a fibre ottiche e databus

La complessa rete multimediale si avvaleva di un’avanzata tecnologia per il trasferimento dei dati. Al posto dei soliti cablaggi, per trasmettere le informazioni era utilizzato un cavo ottico. In questo modo i molti collegamenti singoli erano ridotti ad un unico circuito, un databus, attraverso il quale erano trasmessi tutti i comandi e le informazioni. Codici speciali facevano in modo che le relative componenti avrebbero potuto identificare i “loro” segnali nella moltitudine degli altri comandi.

Queste informazioni e questi comandi erano generati da diodi laser ed inviati tramite il circuito sotto forma di velocissimi impulsi luminosi. In tal modo, era possibile non solo inviare una gran quantità di informazioni attraverso la rete alla velocità della luce, ma anche garantire un’ottima compatibilità elettromagnetica.

Sistema Night Vision e regolazione variabile AFS dei fari

Opel Omega V8.com presentava anche molte moderne tecnologie di supporto alla guida. Al posto della classica plancia strumenti, proprio davanti al guidatore, c’era un display a schermo piatto, personalizzabile a piacimento, che consentiva al guidatore di leggere le informazioni di cui aveva bisogno in una certa situazione. Questi poteva inoltre variare il modo in cui le informazioni gli si presentavano, scegliendo tra diversi schemi colorati e disposizioni dei dati in essi contenuti.

Un importante passo avanti sulla strada della sicurezza nella guida notturna era rappresentato dal dispositivo AFS (Advanced Frontlighting System) che, a seconda della strada, del traffico e del tempo, regolava automaticamente il fascio luminoso dei fari allo Xenon in modo che avesse l’ampiezza ottimale. Quando, ad esempio, l’automobile affrontava una curva, non appena il guidatore girava il volante, i fari puntavano verso l’interno della strada, illuminando un tratto che altrimenti sarebbe rimasto in ombra. Ciò migliorava notevolmente la visibilità e riduceva l’abbagliamento delle vetture provenienti in direzione opposta.

L’avanzata tecnologia dei fari era integrata dal rivoluzionario dispositivo Night Vision. Immagini riprese da una telecamera all’infrarosso posta sulla mascherina della vettura erano proiettate sul parabrezza (head-up display) in modo che il guidatore potesse avere ulteriori informazioni senza distogliere gli occhi dalla strada. Quest’ultimo sistema poteva essere utilizzato anche con la luce del giorno e dare informazioni in modo ergonomico che il guidatore poteva ricevere senza essere distratto. Opel Omega V8-com disponeva anche di un occhio elettronico che facilitava le manovre di parcheggio: una telecamera miniaturizzata con obiettivo a grandangolo posta nei pressi del tergi-lunotto inviava immagini non-distorte della zona retrostante la vettura al monitor che il guidatore ha davanti a sé sul cruscotto.

Il 2024 di DS Automobiles in Italia

Sebbene il 2024 sia stato difficile per l’automotive a livello globale, DS Automobiles chiude un anno di consolidamento nel mercato italiano, con novità di prodotto e innovazioni tecnologiche. DS Automobiles si conferma tra i primi 10 marchi premium, raggiungendo una quota di mercato del 1,9%. Il modello di punta del brand, DS 7, continua a guidare con circa 3.500 unità vendute nell’anno solare, consolidando la sua posizione nel segmento C-SUV del mercato premium con una quota dell’8,5%, in crescita rispetto all’8,1% registrato nel 2023.

Ripercorriamo le principali tappe del 2024 per DS Automobiles, un anno ricco di novità, ad iniziare dalla nuova serie speciale Édit10n Limitée che rende omaggio al primo decennio di storia di DS Automobiles in Italia. Ad aprile è stata poi la volta del lancio nazionale di DS 3 HYBRID e DS 4 HYBRID.

Le novità sono poi proseguite col debutto in Italia degli allestimenti PALLAS ed ÉTOILE, per i modelli DS 3, DS 4 e DS 7, che semplificano il processo di configurazione della propria vettura offrendo livelli di dotazioni all’altezza delle aspettative. E a metà giugno, presso l’Aero Club Milano di Bresso (MI), uno dei più antichi d’Italia, è stata presentata alla stampa nazionale la nuova Collection Antoine de Saint-Exupéry, declinata sui modelli DS 3, DS 4 e DS 7, che celebra l’aviatore e romanziere francese adottando dettagli unici come la livrea “Volo di notte” e interni in pelle Nappa Criollo (sigh…).

Inoltre, nel corso del 2024 il marchio ha reso disponibile alla clientela italiana tecnologie all’avanguardia, come il sistema Geofencing per i modelli ibridi plug-in della gamma E-TENSE, che permette di attivare automaticamente la modalità elettrica nelle zone a basse emissioni (ZFE), ottimizzando l’utilizzo dell’energia e riducendo l’impatto ambientale. Questa funzione è integrata nel DS IRIS SYSTEM, che include funzionalità avanzate come la navigazione connessa e il riconoscimento vocale ChatGPT – da sottolineare che nel 2023 DS è stato il primo brand in Europa a integrare il più noto modello di AI Generativa.

Guardando al 2025, DS Automobiles si prepara a rafforzare la sua posizione in Italia con il lancio di nuovi modelli. Tra le novità più attese figura l’affascinante DSN°8, una specie di SUV Coupé che sarà prodotto nello stabilimento italiano di Melfi e che viene presentato, in anteprima mondiale, al Salone di Bruxelles in programma dal 10 al 19 gennaio. Ispirata alla concept car DS Aero Sport Lounge, DS N°8 gode di una qualità elevata, di un’autonomia estesa e di un comfort totale che la rendono la più serena delle auto elettriche. DS N°8 incarna più che mai la serenità dinamica attraverso una nuova forma di SUV Coupé. DS N°8, il primo modello di grandi dimensioni del marchio 100% elettrico, ottimizza la penetrazione aerodinamica, arrivando a toccare un’autonomia da record: fino a 750 km (nel ciclo combinato WLTP) e oltre 500 km in autostrada grazie a un Cx di solo 0,24. Con una potenza fino a 350 CV, disponibile in 2 o 4 ruote motrici, DS N°8 ridefinisce gli standard di comfort e incarna una nuova arte francese del viaggio elettrico. Infine, accanto a DS N°8, al salone belga il pubblico potrà ammirare tutta la gamma elettrificata di DS, compresa una livrea esclusiva per DS 7.

Domenica e la strana vita

testo e foto di Riccardo Fontana

La vita a volte è strana, ma sa anche rivelarsi piacevolmente leggera quando vuole: sono stato a Le Mans tre volte in vita mia, di cui due a spasso da mero turista “fuori stagione” (ovvero lontano dalla 24 Ore di Le Mans) ed una nel 2024 come spettatore della 24 Ore (si, dovrò anche finire di tediarvi col racconto di quell’esperienza).

Nel 2015 passai a maggio, e la mia… Simpaticissima fidanzata di allora, tutta presa dalla voglia di girare per chiese e cattedrali, fece in modo di non darmi il tempo di passare da Manou Auto Sport al Passage du Commerce, che da buona istituzione chiuse definitivamente i battenti meno di due mesi dopo in luglio, precludendomi del tutto di poter fare visita al negozio di Monsieur e Madame Simonet.

Merci beaucoup demoiselle, tanto sei diventata un rospo e io invece – parola della media delle mie “amiche”- mi sono abbastanza infighito, pertanto diciamo che l’hai pagata il giusto e la chiudiamo così (st***a).

Prima di partire per l’Impresa del 2024 con Luca non volevo credere a ciò che David mi ripeteva da anni sulla totale mancanza di modelli che non fossero degli Spark o, a condizione di trovarlo (cosa che nel mio caso non è successa), degli Allinand, e speravo di fare ritrovamenti incredibili, sapendo benissimo in cuor mio che David non poteva che avere ragione, da habitué della Sarthe quale è, ed infatti non ho trovato nulla, limitandomi (sigh!) alla 9X8 di Spark celebrativa dell’edizione e ad una bellissima 911 Solido-Allinand che mi ha passato David (lui l’aveva trovato, noi due poveri cialtroni è tanto se siamo sopravvissuti alla notte ed al Generale Inverno, anche se era giugno).

Al Passage du Commerce ci sono passato, ma c’era solo il contest della Cadillac con musica truzza, DJ e fiumi -letteralmente fiumi – di birra, ovviamente le tracce di Manou erano inesistenti, e dopo nove anni non poteva che essere altrimenti.

Però, a volte, quando meno te lo aspetti capitano delle giornate dritte, dove trovi delle cose che sarebbe lecito trovare altrove nei posti più inaspettati, come oggi…

Dato il freddo, la prospettiva di lavorare in garage è lestamente stata accantonata, ho optato per il solito giro per mercatini, ma visto che ultimamente è una prospettiva che mi scazza, ho cambiato lidi: l’idea era andare a Torino a fare il tanto decantato Balon, una roba gigantesca sul filo di certi brocante parigini con tanto di quartiere-rigatteria, ma strada facendo mi sono fermato anche a Casale Monferrato, che è sempre molto interessante.

E a Casale spunta una Matra 680 di Le Mans 1974 di Eligor-Evrat, un modello parente delle elaborazioni Solido fatte a partire dalle Guide Solido, ma concepito come modello integrale, bellissimo e raro, in perfette condizioni per… 10€.

C’erano altre belle elaborazioni, ma tutte imperfette per un verso o per l’altro, quindi proseguo per Torino, dove trovo – passatemi il francesismo – un puttanaio devastante: sorvolerò sulla nazionalità media dei passanti per non fare la figura dell’estremista politico (anche se ero l’unico bianco nel raggio di km e non sono nemmeno torinese, una cosa devastante) ma la calca umana rendeva arduo guardare i banchi, dove comunque non c’era molta roba degna di nota, se non…

Se non per un banchino di edicolosi che aveva una 037 Solido della serie economica, rossa, con delle strane decals: la guardo meglio, e vedo che si tratta di una versione promozionale per il ventennale di Manou Auto Sport, 1967-1987.

La prendo, e dopo che ho già pagato vedo che ce ne sono altre due: la mia è la 20 di 500 (le altre sono la 21 e la 22), e tutte hanno gli assi rossi e le decals sui fari, sono stranamente rifiniti per essere dei mezzi Cougar.

Pensa che ti ripensa, decido di prenderne un’altra da girare a David, ma nel frattempo la 21 e la 22 si sono dileguate, e c’è una 34/500…

“Ma quante ne ha questo? Le ha tutte lui”.

Ad ogni modo, prendo e riparto coi miei modelli e con un pacco di grissini artigianali, che a Torino sono di rigore.

Tornando a casa penso a tante cose, alla Classe di Jacques Simonet, che in un’epoca zeppa di Renault 4 Fourgonnette Solido promozionali si fece fare il promozionale sulla base della 037, ed al fatto che relativamente vicino a casa io abbia trovato delle cose che sarebbe stato molto più lecito trovare a Le Mans o, comunque, nel viaggio che mi ci ha portato.

Sono piccole cose, ma sono molto del sapore di queste grigie e gelide giornate invernali.

Presto seguiranno un po’ di articoli collegati sui modelli protagonisti.