Porsche 956 Gr.C Rothmans 1000km Nürburgring 1983 Bellof/Bell

Presentiamo qui un montaggio di Gualtiero Negri da kit Starter. Si tratta della Porsche 956 Gruppo C ufficiale pilotata da Stefan Bellof e Derek Bell alla 1000km del Nürburgring del 1983, l’ultima disputata sulla Nordschleife, mentre il GP-Kurs era già in costruzione. Nell’occasione, il percorso nella parte sud venne modificato a causa dei lavori, perdendo il tratto del “loop” fino alla Südkehre (curva sud). Nelle prove, Bellof fece segnare il tempo di 6’11″13, rimasto nella storia, seppure oggetto di stucchevoli mitizzazioni da parte dei soliti invasati. Opinioni personali. In ogni caso, l’occasione fu importante e la prestazione destinata a essere ricordata per sempre. La gara venne poi vinta dall’altra 956 ufficiale, affidata a Ickx e Mass.

Nel montaggio di Gualtiero Negri potrete ammirare come sempre la precisione e l’attenzione al particolare nel rispetto dell’equilibrio del modello. Sono, questi, kit semplici solo all’apparenza. In realtà, volendo tirarci fuori qualcosa di significativo, impongono a volte interventi magari piccoli ma numerosi non sempre di facile esecuzione. Nella gallery troverete foto di questo modello accanto ad un’altra 956 montata da Gualtiero Negri, la vettura di Silverstone 1982, di cui PLIT si è già occupato qualche settimana fa.

Copersucar-Ford Cosworth F6 F.1 GP Sudafrica 1979 di Spark (S3936)

Alla fine del 2021, Spark ha commercializzato un modello 1:43 piuttosto atteso dai collezionisti, la Copersucar F6 pilotata da Emerson Fittipaldi al GP del Sudafrica 1979 (catalogo S3936). Il modello si è fatto attendere abbastanza, essendo stato annunciato nel gennaio del 2021. La F6 non è del tutto inedita, basti ricordare infatti il modello artigianale di Pasquale Catanese, piuttosto valido. Sia come sia, Spark prosegue nella sua strategia che sembra non voler ignorare alcun risvolto della storia dell’automobilismo sportivo, ed ecco quindi la sua interpretazione della F6, a beneficio degli incondizionati del marchio e non solo.

Un po’ di storia: dopo aver schierato la F5A nel mondiale del 1978, il team di Fittipaldi commissionò a Ralph Bellamy un’innovativa vettura, caratterizzata da una scocca estremamente stretta in embraer honeycomb, con un muso altrettanto affilato e pance laterali corte. Il motore era il solito V8 Ford-Cosworth DFV abbinato al cambio Hewland FGA400. Tanto la F6 appariva futuristica quanto si rivelò un disastro alla prova dei fatti: dopo aver corso in Argentina con la F5A, Fittipaldi utilizzò una prima volta la F6 nelle prove a Interlagos, guidando però in gara vecchia monoposto. Il vero debutto della F6 avvenne a Kyalami, dove Fittipaldi, dopo essersi qualificato col 18° tempo, riuscì a terminare, seppure 13° a 4 giri dal vincitore.

La F6 si rivide, ma solo in prova, a Long Beach e a Jarama. La nuova Copersucar era carente di sviluppo e poco affidabile. Fu chiara quasi da subito la necessità di una serie di modifiche. Nell’attesa, Fittipaldi rispolverò ancora una volta la F5A, con la quale collezionò una serie impressionante di ritiri. La F6 modificata (chiamata F6A) debuttò senza troppa fortuna a Hockenheim e da lì alla fine della stagione il pilota brasiliano l’alternò con la F5A. Il miglior risultato del 1979 fu ottenuto nell’ultimo GP, a Watkins Glen, dove “Emmo” finì settimo con la F6A, dopo essersi qualificato 23°. Perso l’appoggio della Copersucar, il team Fittipaldi proseguì il proprio cammino in F.1, invero con ben poca fortuna.

Vista la sua breve carriera, è facile pensare che la F6 resterà un unicum nella produzione Spark. Forse questo è un modello destinato a subire una buona rivalutazione nel tempo, ma le variabili in campo sono talmente tante che è impossibile stabilire se fra un anno o due i collezionisti si contenderanno su eBay questa F6 a peso d’oro o se molti esemplari saranno destinati a galleggiare sul web a prezzi “popolari” nel disinteresse generale. Il mercato è capriccioso e ci ha abituato a sorprese in un senso o nell’altro.

Il modello della F6 è un classico Spark: verniciato bene, montato egregiamente (ne ho visionati sei esemplari ed erano tutti più o meno sullo stesso livello) e con le solite caratteristiche delle F.1 di questo produttore.

L’impressione generale è quindi convincente, ed è ciò che conta maggiormente quando si acquista un modello. Stavolta, però, col prezioso aiuto di Carlo Manzini, che ringrazio pubblicamente, si è voluto andare un po’ oltre, non per il gusto di criticare e distruggere ma per dimostrare come nell’ambito modellistico il compromesso sia necessario e nella maggior parte dei casi sfumi nell’ambiguità tecnica.

Tutto è nato da un’osservazione un po’ casuale delle strisce presenti sulle pance laterali, la cui altezza e disposizione variavano con una certa facilità (e osservate la differenza fra destra e sinistra). Spark sembra aver azzeccato la combinazione, evitando una buccia di banana sulla quale anche il più scafato dei capi-progetto avrebbe potuto rischiare di scivolare.

L’amico Manzini ha deciso di sottoporre la F6 a una più dettagliata disamina, che concerne forme e proporzioni. Insomma, si è divertito a fare qualche comparazione in più, tenendo sempre conto che, soprattutto in scale piccole come l’1:43, è poi – che lo si voglia o no – il colpo d’occhio a decretare la riuscita ultima di una miniatura.

E’ appena il caso di ricordare quanti modelli considerati “giusti” non somiglierebbero più di tanto all’auto vera se venissero ingranditi 43 volte e – al contrario – quanti modelli usciti dall’asettico computer di uno studio CAD diano la strana sensazione di essere “sbagliati”. Discorso interessante e filosofico, ma lasciamolo da parte, almeno stavolta, e veniamo alle rilevazioni.

E’ anche necessario premettere che le angolazioni ottenute nelle immagini non sono perfette, e quindi a loro volta rischiano di ingenerare errori di valutazione. Pur con tutti i limiti del caso, le risultanze sono comunque intriganti.

Detto della decorazione, veniamo a qualcosa di più sostanzioso. Oltre al fatto il che il pilota appare posizionato con la testa troppo in alto nell’abitacolo, la parte anteriore a prima vista sembra poco convincente: troppo tozza e larga, ma è un’impressione che tende a sparire sotto certe angolature e soprattutto osservando il modello dal vivo. Ecco comunque un confronto:

Ma ciò che lascia più perplessi è il diametro e l’ingombro dell’insieme ruota-pneumatico anteriore. Spark non è nuova a scelte che hanno fatto discutere in un senso o nell’altro: ricordiamo i “gommoni” anteriori sulla Arrows A6, tanto per fare un esempio. Qui invece è il contrario, con gomme (e cerchi?) dal diametro insufficiente.

Altra incoerenza, l’eccessiva distanza fra ruota posteriore e parte estrema della pancia laterale:

Concludiamo questa disamina con un’altra piccola gallery del modello:

Con la F6, Spark aggiunge un ulteriore tassello alla lunga lista di monoposto strane, insolite, parzialmente o completamente dimenticate che hanno segnato la “storia minore” della Formula 1. Esistono ancora tante lacune da colmare e vedremo presto se il marchio di Ripert, in procinto di cambiare radicalmente assetto societario, saprà reggere la sfida che porta avanti ormai da oltre un ventennio.

Rétromobile 2022: si pensa a un rinvio

In questi giorni gli espositori di Rétromobile, in programma a Parigi all’inizio di febbraio, hanno ricevuto una comunicazione da parte degli organizzatori su un eventuale rinvio al 16-20 marzo. Gli espositori sono stati invitati a comunicare il proprio parere, in considerazione dell’andamento attuale della “crisi sanitaria” che sembra destinata a eliminare definitivamente dall’orbe terracqueo ogni traccia di manifestazione in presenza a suon di emergenze più o meno credibili. Dal punto di vista normativo nazionale, Rétromobile può comunque beneficiare di una deroga al limite massimo delle cinquemila presenze. Sia come sia, qualora salti febbraio, ben difficilmente l’evento alla Porta di Versailles potrà essere organizzato nel 2022: una Rétromobile a metà marzo finirebbe pericolosamente vicino ad altri saloni importanti, come Reims e Avignone, ammesso che le loro date possano essere a loro volta confermate. Per Rétromobile e altre manifestazioni di questo tipo tira una brutta aria: Peugeot, Citroen e DS avevano già annunciato la loro assenza da Parigi, lasciando la loro rappresentanza alle varie associazioni e club di marca. Se Rétromobile slitterà a marzo, tornerà ad occupare, dopo una decina d’anni, il padiglione numero 7.

Rassegna stampa: Les coupés sportifs des années 70

Diciotto coupé anni settanta: il numero 4 di Echappement Collection, in edicola in questi giorni, propone un tema forse non originalissimo, ma che può – almeno in parte – diventarlo se a vetture molto conosciute si aggiungono modelli meno scontati e comunque di grande interesse. Ne viene fuori un brillante mix fatto di Alpine A110, Porsche 914/6 e Fiat 124 1800 Sport, ma anche Datsun 240Z, Audi 100S Coupé, Toyota Celica e Skoda 130 RS.

Lo stile di questi nuovi Echappement Collection – lo avevamo già scritto – è particolarmente accattivante, con una grafica semplice cui si accompagna la serietà dei contenuti. Per 12 euro (in Francia) ci si assicura un fascicolo di 146 pagine belle dense, fatte di commenti, dati, impressioni di guida e tante foto dettagliate, potenzialmente utilissime anche per i modellisti. Ricordiamo che la collana di Echappement Collection aveva esordito con un bel volumetto sulle GTI del periodo pionieristico, proseguendo poi con un ulteriore approfondimento su altre GTI rimaste fuori nel primo fascicolo e con uno speciale sulle prime berline sportive dal 1967 al 1979. Tutte letture fortemente consigliate, che PLIT aveva puntualmente recensito (trovate gli articoli facendo ricerche per parola chiave).

La “sbandata” del Manthey Grello

[Testo di Nicola Lettieri, in redazione David Tarallo]

Quando si parla di “Nürburgring-Nordschleife”, agli appassionati del marchio Porsche viene subito in mente Manthey-Racing e la sua ormai iconica 911 GT3 R giallo/verde, soprannominata “Grello”.

Porsche 911 GT3 MR vincitrice della 24h del Nürburgring 2006

La Manthey-Racing GmbH con sede a Meuspath vicino al Nürburgring-Nordschleife è stata fondata nel 1996 dal pilota automobilistico Olaf Manthey e, dopo la fusione  con Raeder Automotive GmbH e la costituzione di quattro divisioni interne, Manthey-Racing, Manthey Motors, Manthey TZN e Raeder Motorsport, avvenuta nel 2013, è attualmente detenuta per il 51% del proprio pacchetto azionario direttamente da Porsche AG.

Manthey-Racing sin dal suo debutto alla 24 Ore del Nürburgring ed a quello che una volta era il Campionato Endurance BFGoodrich (poi chiamato VLN ed oggi NLS, ossia “Nürburgring Langstrecken Serie”) si era prefissata l’obiettivo di vincere la gara “di casa”, mancandolo per un soffio per tre volte nel 2003, nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 la prima vittoria al Nürburgring con la Porsche 911 GT3-MR guidata da Lucas Luhr, Timo Bernhard, Mike Rockenfeller e Marcel Tiemann e verniciata nei colori giallo e verde.

Porsche 911 GT3 vincitrice della 24 Ore del Nürburgring 2007

Ancora Nürburgring ed ancora tre vittorie assolute di fila per Manthey-Racing nel 2007, 2008 e 2009 questa volta con la Porsche 911 GT3 RSR sopranominata “der Dicke” (“la grassa”, n.d.r.) guidata da Marc Lieb, Timo Bernhard, Romain Dumas e Marcel Tiemann. Nel 2011, la quinta vittoria per la GT3 RSR guidata da Marc Lieb, Timo Bernhard, Romain Dumas e Lucas Luhr che fece registrare anche il record sulla distanza di 156 giri o 3.958 chilometri nell’ “Inferno verde”.

24 Ore del Nürburgring 2008: ancora un successo per la Porsche 911 GT3 RSR del Manthey Racing

Dopo una serie di piazzamenti e vittorie di classe sia alla 24h che nella serie VLN conquistati negli anni dal 2012 al 2017, finalmente nel 2018 arrivò la sesta vittoria alla 24h del Nürburgring con la Porsche 911 GT3 R #912 (soprannominata “Greeno” per distinguerla dalla #911 soprannominata “Grello”) giudata da Richard Lietz, Patrick Pilet, Frédéric Makowiecki e Nick Tandy.

Passano gli anni e i fattori non cambiano: vittoria alla 24 Ore del Nürburgring 2009

Alla 24 Ore del Nürburgring del 2019 la Porsche 911 GT3 R “Greeno” #912 fu costretta al ritiro durante la notte a causa di un incidente occorso a Richard Lietz, mentre il “Grello” #911 con Estre, Christensen, Vanthoor e Makowiecki, dopo aver dominato la gara ed essere arrivato secondo a causa di una penalizzazione per eccesso di velocità in regime di bandiere gialle, fu squalificato dopo che fu riscontrato che l’auto aveva superato il limite di 494 CV stabilito col BOP.

Un altro centro: 24 Ore del Nürburgring 2011

Proprio in occasione dei festeggiamenti per il 25° anniversario della squadra, Manthey-Racing si confermò come team di maggior successo di sempre con la settima vittoria alla 24 Ore del Nürburgring del 2021 con il “Grello” #911 condotto dai piloti ufficiali Porsche Kévin Estre, Michael Christensen e Matteo Cairoli.

Non solo. Nel 2021 il “Grello” schierato da Manthey-Racing nell’NLS ottenne, con le due vittorie nel 2° e nel 7° round disputati rispettivamente il 17 aprile e l’11 settembre 2021, le vittorie n.54 e n.55 nella serie Endurance BFGoodrich/VLN/NLS nei 25 anni di attività della squadra di Meuspath.

Storico successo alla 24 Ore del ‘Ring 2021 nell’anno del venticinquesimo anniversario (foto copyright media Dr. Ing. h.c. F.  Porsche Aktiengesellschaft)

Va ricordato anche che il 25 ottobre del 2018 una rossa Porsche 911 GT2 RS MR guidata da Lars Kern ed equipaggiata con il “Manthey Performance Kit” (costituito da componenti del telaio, aerodinamici e dei freni sviluppati da Manthey appositamente per la GT2 RS) fece segnare un altro nuovo record sul Nürburgring-Nordschleife completando un giro del circuito di 20,6 chilometri in 6’40″330. Successivamente, il 14 giugno del 2021, un’altra Porsche 911 GT2 RS MR (questa volta nera), sempre con Lars Kern al volante, fece registrare un tempo di 6’43″300 minuti per l’intero giro di 20,8 chilometri, equivalenti a 6’38″835 minuti per la vecchia variante più corta di 20.6 chilometri.

Porsche 911 GT3 RSR vincitrice della 24 Ore del Nürburgring 2008. Edizione speciale di Spark (foto Nicola Lettieri)

Questo breve ma doveroso excursus storico conferma e spiega i motivi della passione e dell’hype generatosi attorno a Manthey-Racing ed in particolare alla Porsche 911 GT3 R – RSR “Dicke”/”Grello”, che annovera tra i suoi fans schiere di appassionati provenienti da ogni parte del Mondo e che ha fatto nascere numerosi gruppi social appositamente dedicati, alcuni dei quali (come il gruppo Facebook “Grello Fan Group”) particolarmente attivi anche sul fronte della beneficenza con raccolte fondi per aiutare le vittime dell’alluvione che lo scorso luglio ha colpito la regione tedesca dell’Eifel.

“Siegerpodium” (ovvero le prime tre classificate) alla 6 Ore ADAC Ruhr-Pokal, gara valida per il VLN 2010 (foto Nicola Lettieri)
911 GT3 R winner 24 Ore del Nürburgring 2011 “start-finish”. Cofanetto di Spark (foto Nicola Lettieri)
Cartima Special Edition: 911 (991) GT3R vincitrice della nona gara del VLN 2017 (foto Nicola Lettieri)

Anche i collezionisti di modellini non sono rimasti immuni al fascino delle “giallo/verdi” Porsche GT3 RSR/R di Manthey, prodotte sin dall’inizio da Spark come promozionali per il Team in scala 1/43 ed in serie più o meno limitate e successivamente anche da IXO e Minichamps. Alcuni modelli, come la GT3 MR #28 “Overall Winner 24h Nürburgring 2006” realizzata da Spark in serie limitata di 1000 pezzi in esclusiva per Manthey Racing, sono diventati veri e propri oggetti di culto e vengono scambiati / venduti (a trovarne uno!) a cifre spesso superiori a 200€.

Porsche 911R “Greeno” e “Grello” VLN 2018 CK-Modelcars special edition su base IXO-CMR (foto Nicola Lettieri)

Non sono mancati speciali cofanetti realizzati sempre da Spark in esclusiva per Manthey-Racing come quello, in 500 pezzi numerati, con la Porsche 911 RSR vincitrice della 24h del Nürburgring 2011 in versione “start” e “finish”, “pulita” e “sporca” (cod. MM997-AC-24H11S) oppure quello in serie limitata di 300 pezzi (cod. MM997-AC-6H10) raffigurante il podio della 6H ADAC Ruhr-Pokal Rennen al VLN 2010 con le tre Porsche 911 GT3 R (#88, #114 e #112) schierate da Manthey.

Finish version: 911 GT3 vincitrice della 24 Ore del Nürburgring 2018. Modello Minichamps (foto Nicola Lettieri)

Neanche i più conosciuti negozi di modellismo tedeschi sono rimasti immuni al fascino delle Porsche Manthey “Grello”. Cartima, qualche anno, fa fece realizzare in esclusiva da Minichamps in scala 1/43 una serie limitata e numerata di 300 pezzi della Porsche 911 GT3 R vincitrice del 9° Round del VLN 2017 con Lars Kern e Fred Makowiecki per celebrare la 50a vittoria assoluta di Manthey Racing al VLN (cod. CA04318002) e una serie limitata e numerata a 250 pezzi della GT3 R che corse la 24h del Nürburgring nel 2017 (cod. CA04318003).

CK Modelcars, invece, fece realizzare in esclusiva da IXO/CMR in scala 1/43 due inedite Porsche GT3 R “Greeno” e “Grello” che corsero la prima gara del VLN 2018: la #911, vincitrice con Estre, Bamber e Vanthoor (cod. CMR43013) e la #912 classificatasi al 7° posto con Lietz, Tandy e Pilet (cod.CMR43014).

Cavalcando l’onda dell’entusiasmo dei numerosissimi fan, Manthey-Racing nel 2020 decise di lanciare in esclusiva una serie di prodotti ufficiali direttamente con il marchio “Grello”, tra cui magliette, calzini, cappelli…..e ancora una volta, modellini. A dicembre 2020, fece realizzare in esclusiva da Minichamps una serie limitata di modelli (sia in 1/18 che in 1/43) racchiusi in un cofanetto con apertura a scrigno con tanto di targhetta identificativa in metallo. Furono realizzate la Porsche 911 GT3 RS vista a Goodwood nel 2018 e decorata con la livrea della GT3 R “Greeno” vincitrice della 24h del Nürburgring 2018 (cod.MG-M-911-18-4305) e la Porsche 911 GT3 R vincitrice della 24h del Nürburgring 2018 in versione “sporca” (cod. MG-M-911-18-4301), decorata con il vistoso nastro adesivo nero sulla fiancata sinistra posizionato dai meccanici nelle fasi finali della corsa.

“Demo run” Goodwood Festival of Speed 2018. Modello Minichamps (foto Nicola Lettieri)

La qualità dei modelli, direttamente proporzionale ai prezzi, riusciva ad accontentare un po’ tutti i collezionisti. I modelli Spark potevano contare su una maggiore finezza complessiva, sulla quantità e qualità di particolari riportati (antenne finissime, tergicristallo fotoinciso, prese d’aria con relative griglie fotoincise, bocchettoni per il rifornimento riportati, ganci di traino e stacca-batteria in fotoincisione,  appendici aerodinamiche splendidamente realizzate…), su una decorazione quasi interamente realizzata in tampografia e su una verniciatura brillante ed impeccabile.

I modelli Minichamps, a fronte di un prezzo simile agli Spark, sebbene privi di particolari fotoincisi (realizzati in plastica) offrivano comunque una buona qualità, come d’abitudine per il marchio di Aachen.

Gli IXO/CMR avevano, invece, un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo per modelli dal costo inferiore ai 30€. Sebbene più “grossolani” rispetto alla concorrenza, riuscivano comunque a non sfigurare in un ipotetico confronto.

Insomma, ce n’era davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche ed i collezionisti che volevano mettere in vetrina l’ultimo modello del “Grello”, non avevano che l’imbarazzo della scelta.

“Greeno” e “Grello” 24 Ore del Nürburgring 2019 (Spark). Foto Nicola Lettieri

Dopo la vittoria alla 24h del Nürburgring dello scorso giugno 2021, la Spark comunicò il codice del modello per il preordine e diede il via alle prenotazioni da parte dei collezionisti più ansiosi, nel timore, neanche troppo remoto, di non riuscire ad acquistarlo.

A fine settembre/inizio ottobre 2021, la prima doccia fredda: Spark annunciò la cancellazione del codice del “Grello” vincitore del Nürburgring 2021 e, di conseguenza, tutti i negozianti furono costretti a cancellare le prenotazioni.

Un episodio simile era già successo con le Porsche RSR del Porsche GT Team che presero parte alla 24h di Le Mans 2020, il cui codice fu cancellato e la vendita dei modelli (sempre prodotti da Spark) fu inizialmente riservata alla distribuzione ufficiale Porsche sotto forma di modelli promozionali, cui seguì la vendita attraverso la normale rete di distribuzione dopo alcuni mesi.

911 GT3 R VLN 2020 di Minichamps (foto Nicola Lettieri)

Ben presto, però, fu chiaro a tutti che questa volta la situazione era diversa, essendosi ormai sparsa la voce (poi rivelatasi fondata) della produzione e conseguente distribuzione delle nuove Porsche GT3 R Manthey “Grello”, direttamente da parte di Manthey Racing. Restava solo da capire chi tra Spark, Minichamps o Ixo avesse firmato l’accordo per produrre in esclusiva per Manthey stessa, i nuovi modelli.

Il timore di tutti, almeno per la scala 1/43, era che il produttore scelto da Manthey potesse essere IXO, che, a fronte di un prezzo di acquisto decisamente contenuto, offriva modelli soltanto discreti e non a livello degli Spark e, in misura minore, dei Minichamps.

I dubbi sono stati dissipati soltanto poche settimane fa, giusto in tempo per i regali natalizi, quando sono iniziate a circolare le  prime foto dei modelli in scala 1/43 prodotti da Minichamps e distribuiti come “official merchandise” direttamente da Manthey-Racing.

Giusto il tempo di tirare un sospiro di sollievo per aver evitato i (solo) discreti IXO/CMR, e sono subito iniziate le prime delusioni. Le nuove GT3 R Manthey “Grello” in scala 1/43 del “nuovo corso” sono offerte ad un prezzo superiore di 20€ rispetto alla normale produzione racing Minichamps (89,95€ anziché 69,95€) in confezione standard e di 30€ (99,95€) quelle con il cofanetto in serie limitata a 150 pezzi o 300 pezzi, a seconda del modello.

E fin qui potrebbe andare anche bene, se non fosse che la qualità dei modelli in scala 1/43 prodotti da Minichamps in esclusiva per Manthey è decisamente inferiore alle aspettative dei collezionisti, sia quelli più esigenti abituati alle finezze di Spark che quelli “di bocca buona”.

Intendiamoci, le proporzioni sono corrette, la decorazione completa e la verniciatura brillante. Mancano, però, particolari fotoincisi, il tergicristallo è in plastica piuttosto grossolano, idem per i ganci di traino, le griglie delle prese d’aria laterali sono soltanto verniciate in nero opaco, gli scarichi decisamente brutti e l’estrattore posteriore troppo piatto e di aspetto decisamente “economico”. Il tutto in un modello che “economico” non è assolutamente.

La cosa più grave però è un’altra: è difficilissimo, se non impossibile, trovare un modello che non abbia difetti di fabbricazione. Decals mancanti, scollate, strappate, alettone posteriore mal posizionato, pneumatici completamente “stallonati” dai cerchi, peli annegati nella vernice e, in un caso, antenna (in metallo, piuttosto doppia) conficcata nel coperchio del cofanetto perché posizionata male sul modello.

Tutto questo ha dato inizio ad una via crucis di restituzioni e richieste di sostituzione dei “Grello” (VLN 2020, Winner Nürburgring 2021, Winner NLS 7 2021) difettosi da parte dei collezionisti che, a fronte dei soldi spesi, desideravano un modello, sebbene non all’altezza delle aspettative e del prezzo, almeno privo di difetti. Praticamente il “minimo sindacale”.

Decal del bollo portanumero strappata (VLN 2020). Foto Nicola Lettieri

Questa volta però i collezionisti non si sono limitati a piangersi addosso ed a lamentarsi soltanto con gli incolpevoli venditori ma hanno segnalato il problema sui social, pubblicando foto dei modelli difettosi e inviando mail di protesta a Minichamps ed a Manthey-Racing.

Le risposte ricevute, purtroppo, sono state inconcludenti ed in alcuni casi decisamente sconfortanti. Max Lang di Minichamps, compulsato via mail da un amico collezionista che suo malgrado si è visto arrivare uno dei tanti modelli difettati, si è limitato a rispondere che “il difetto di verniciatura ovviamente non è piacevole, dato che i modelli sono al 90% lavoro manuale, questo può succedere ovviamente, nessuno è perfetto. Ovviamente abbiamo preso nota di tutto e lo inoltreremo al produttore per prestare maggiore attenzione in futuro”. Aria fritta.

Ampio pezzo di decal mancante dal bollo portanumero (foto Gauthier Jdt)

Desolante, invece, la risposta di Manthey-Racing ad un altro collezionista che si lamentava della scarsa qualità del modello: “Siamo molto dispiaciuti che questo modello prodotto da Minichamps non soddisfi le vostre aspettative e i vostri standard di qualità. Purtroppo, non possiamo condividere completamente il vostro punto di vista sul prezzo ed il confronto con Spark, ma ci sono dei motivi per questo, che tuttavia possono essere spiegati in modo diverso da quello che lei descrive nella sua mail.”. E quali sarebbero questi motivi se non l’essersi accordata con il produttore per far uscire quanti più modelli possibile prima di Natale senza badare troppo né alla qualità né all’assemblaggio? A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina.

Decal danneggiata (foto Gauthier Jdt)

E i venditori? I venditori sono esasperati, naturalmente. Devono far fronte alle legittime rimostranze degli acquirenti e procedere a sostituzioni (spesso anche per due o tre volte) e rimborsi. Il negozio tedesco Raceland, dopo aver inviato ad un altro amico collezionista due Porsche GT3 R Winner Nürburgring 2021, entrambe difettose (decals scollate e strappate), ha inviato una mail nella quale ha candidamente ammesso che “l’intero stock di modelli presenta  una mancanza di qualità. Ho controllato diversi modelli ora e nessuno è “perfetto”.  Soprattutto le parti come l’ala posteriore, i passaruota e le decalcomanie sono un problema. È impossibile trovare un modello “perfetto” poiché nessuno è davvero impeccabile.  L’invio di un terzo modello probabilmente non risolverà il problema.”. Amen.

Decal incompleta (rotta o strappata). Foto Nicola Lettieri

La situazione è questa, prendere o lasciare. Ormai i modelli sono sul mercato e la frittata è fatta e a tutti quelli che vogliono mettere in vetrina il “Grello” vincitore della 24h del Nürburgring 2021 (o uno qualsiasi degli altri modelli del VLN/NLS) non resta che affidarsi alle “Moire dei collezionisti”, sperando che siano benevole.

Manthey-Racing ha vinto tanto sulle piste con vetture e piloti fortissimi ma purtroppo, duole ammetterlo, ha tagliato sì per prima il traguardo delle festività natalizie, ma lo ha fatto con una serie di modellini scalcinati che offuscano un po’ la brillante livrea “giallo/verde” del Grello.

Alcune novità Spark per gennaio 2022

Fra le novità annunciate da Spark per le prossime 2-3 settimane vi sono alcune monoposto particolarmente rare, come la Protos di F.2 del 1967 o la March utilizzata da Vittorio Brambilla nell’International Trophy del 1976, non valido per il mondiale. Sono in arrivo anche l’Alpine Hypercar un po’ di LMP2 di Le Mans 2021. Le due Porsche 917 di Le Mans 1970 sono degli economici “Sparky” in scala 1:64.

Y144 Porsche 917 K No.20 24H Le Mans 1970 B. Redman – J. Siffert  
Y145 Porsche 917 K No.22 24H Le Mans 1970 M. Hailwood – D. Hobbs  
43AC016 Set Lotus 72D 1972 Emerson Fittipaldi 
S6588 TOYOTA Yaris WRC No.1 Winner Rally Croatia 2021  Sébastien Ogier – Julien Ingrassia 
S6589 TOYOTA Yaris WRC No.33 2nd Rally Croatia 2021 Elfyn Evans – Scott Martin 
S7268 March 761 No.9 2nd International Trophy 1976 Vittorio Brambilla 
S7567 Protos 16 No.12 Hockenheim F2 1967 Eric Offenstadt 
S7571 Iso IR No.26 French GP 1973 Henri Pescarolo 
S7680 Aston Martin AMR21 No.5 Aston Martin Cognizant F1 Team 2nd Azerbaijan GP 2021 Sebastian Vettel With Pit Board 
S7681 Mercedes-AMG Petronas Formula One Team No.77 W12 E Performance Winner Turkish GP 2021 Valtteri Bottas With Pit Board 
S7683 Mercedes-AMG Petronas Formula One Team No.44 F1 W12 E Performance Winner British GP 2021 Lewis Hamilton (Figurine holding British flag) 
S7685 Alpine A521 No.14 Alpine F1 Team Hungarian GP 2021 Fernando Alonso  
S8232 Alpine A480 – Gibson No.36 Alpine Elf Matmut 3rd 24H Le Mans 2021 A. Negrão – N. Lapierre – M. Vaxivière 
S8255 Oreca 07 – Gibson No.65 Panis Racing 3rd LMP2 class 24H Le Mans 2021 J. Canal – W. Stevens – J. Allen 
S8260 Chevrolet Corvette C8.R No.64 Corvette Racing 24H Le Mans 2021 T. Milner – N. Tandy – A. Sims 
S9604 Lamborghini Murciélago R-SV LM No.69 JLOC 24H Le Mans 2010 A. Yogo – H. Iiri – K. Yamanishi 
SB289 Lamborghini Huracán GT3 No.38 Antonelli Motorsport 24H Spa 2016 M. Cerruti – L. Spinelli – C. Sbirazzuoli – G. Vannelet Limited 300 
LSF1037 Scuderia Ferrari SF21 No.55 Scuderia Ferrari 2nd Monaco GP 2021 Carlos Sainz Jr. 
S7678 McLaren MCL35M No.3 McLaren Monaco GP 2021 Daniel Ricciardo  
S8241 Aurus 01 – Gibson No.25 G-Drive Racing 24H Le Mans 2021 J. Falb – R. Merhi – R. Andrade 
S8253 Oreca 07 – Gibson No.48 IDEC Sport 24H Le Mans 2021 P. Lafargue – P-L. Chatin – P. Pilet 
SG709 BMW M6 GT3 No.100 Walkenhorst Motorsport 24H Nürburgring 2020 H. Walkenhorst – A. Ziegler – F. von Bohlen – M. von Bohlen Limited 300 

Due nuovi kit Ciemme43

La serie delle Porsche 917 di Ciemme43 è sempre molto apprezzata e richiesta, nonostante le uscite di resincast come gli Spark, che non stemperano però l’interesse di collezionisti alla ricerca di qualcosa di più esclusivo. Ben venga quindi anche l’idea di introdurre una linea di kit, che permettono un buon margine di elaborazione a chi voglia una fedeltà ancora maggiore e che solo un montaggio di un certo livello può garantire. Sono disponibili da poco due nuovi kit che si aggiungono a quelli già usciti qualche tempo fa: Porsche 917LH Ginevra/Test Le Mans 1969 (Fast 3-7) e 917LH Gulf-Wyer 1969 (Fast 8).

I kit Ciemme43 della Porsche 917 sono disponibili a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=Ciemme43+kit

E’ mancato Alberto Sarti

Lo scorso 27 dicembre ci ha lasciati Alberto Sarti. I collezionisti e i modellisti non solo del territorio toscano ma di tutta Italia lo conoscevano bene. Alberto, pratese doc (e chi è di queste parti sa di cosa parlo) apparteneva a quella vecchia scuola di appassionati che si era formata su modelli di ogni tipo, in tempi in cui bisognava arrangiarsi con quel che c’era. Sarti era un personaggio schietto ma gentile, sempre disposto a dare qualche prezioso consiglio a chi glielo domandava. In un recente passato aveva anche realizzato piccole serie di modelli 1:43 praticamente autocostruiti e frequentava quasi quotidianamente il forum di Modelli Auto. E’ grazie al forum che la maggior parte dei più giovani lo aveva conosciuto. Le sue competenze spaziavano dai kit in plastica agli speciali in 1:43. Non si tirava indietro davanti a nulla, gli piacevano le sfide da affrontare con la sua manualità e il suo bagaglio tecnico acquisito in tanti decenni di pratica. Ricordo qualche bella chiacchierata con lui, su una panchina al Parco delle Cascine a Firenze davanti alla facoltà di Agraria. Ci eravamo incontrati poi diverse volte a Novegro e a Calenzano. Proprio a Novegro avevo potuto ammirare la Ferrari 365 GTB/4 Daytona di Titan in 1:12 che Alberto aveva preparato per il nostro comune amico Francesco Cicogna. Momenti di relax e divertimento passati insieme alla sua ironia e alle sue battute che forse qualcuno nato e cresciuto troppo lontano da qui a volte non capiva. Alberto era uno che sapeva prendere la vita con un certo spirito, lontano da quelle estremizzazioni e da quelle isterie che troppo spesso caratterizzano la condotta dei collezionisti. Era felice di ricevere il kit della Lancia Delta Integrale di Italeri in 1:12, e l’aveva annunciato sul forum. Purtroppo non ha fatto in tempo a montarla. In 2021 si chiude con un altro lutto nel nostro settore. E’ stato un anno di dolorose partenze.

Foto in alto: Alberto Sarti con la Ferrari 365 GTB/4 “Daytona” Le Mans 1974 di Titan in 1:12 a Novegro, 27 marzo 2011.

Porsche 956 Gr.C Rothmans Silverstone 1982

Saltata la 1000km di Monza, la Porsche 956 Gruppo C debuttò alla 6 Ore di Silverstone, il 16 maggio 1982. Pilotata da Jacky Ickx e Derek Bell, la nuova vettura terminò al secondo posto, dietro alla Lancia Gruppo 6 di Michele Alboreto e Riccardo Patrese. Pubblichiamo le foto di un montaggio di Gualtiero Negri su base kit Starter (Record) 1:43.

Personalmente, osservando queste immagini, mi viene in mente quanto difficile sia partire da questi kit di inizi anni ottanta – peraltro riuscitissimi nelle forme – e ricavarne dei modelli equilibrati, senza prendere le fratte di certi montatori che si sa dove iniziano ma non si sa dove vogliano andare a finire. E anche senza andare a toccare i budget necessari per permettersi un montaggio nipponico. Cose così richiedono coraggio per intervenire a volte in maniera abbastanza pesante, ma anche senso della misura per non stravolgere lo spirito del kit.

Le novità Spark 1:43 per la settimana 52 del 2021

Ecco le uscite Spark 1:43 che concludono il 2021:

  • S5858 Mercedes Benz 300 SLR GP Kristianstad 1955 #1 Fangio
  • S6036 Renault 5 Alpine Gr2 Rally Monte Carlo 1979 #28 Saby/Guégan
  • S8062 Cooper T53 F.1 GP Germania 1961 #30 Ian Burgess
  • SB340 Citroen SM 24h Spa 1971 #26 Jambelinne/”Bagrit” (500 ex.)
  • SG510 Porsche 911 Carrera RSR Gr.5 1000km Nurburgring #16 Schimpf/Fischhaber (750 ex.)
  • US062 Renault Alliance Laguna Seca 1984 #33 Tommy Archer (500 ex.)