Al via la Ferrari Academy 2022

È iniziato l’11 gennaio mattina con il ritrovo a Maranello il tredicesimo anno di attività della Ferrari Driver Academy, il programma del Cavallino Rampante istituito nel 2009 che ha come obiettivo preparare i giovani di maggior talento a rappresentare la Scuderia Ferrari in Formula 1.

Sette ragazzi e due ragazze. In questa stagione i piloti che la Ferrari Driver Academy seguirà e formerà saranno nove, anche se questa mattina a Maranello ne erano presenti sette. Assenti giustificati Mick Schumacher e Robert Shwartzman, i due più esperti, impegnati con le rispettive squadre di Formula 1, Haas F1 Team per il tedesco – con la quale si appresta a disputare la seconda stagione da titolare – e Scuderia Ferrari per il russo che nel 2022 ricoprirà il ruolo di Test Driver. A pochi minuti dall’inizio del primo dei workshop nei quali i piloti sono stati coinvolti, i compagni di appartamento in Casa FDA nel 2021 – Arthur Leclerc, Dino Beganovic, Maya Weug e James Wharton – hanno aiutato le matricole – Oliver Bearman e Rafael Camara, selezionati nella seconda edizione delle FDA Scouting World Finals, e Laura Camps Torras, la seconda ragazza ad essere entrata a far parte dell’Academy Ferrari dopo aver vinto il programma FIA Girls on Track – Rising Stars –, inizialmente un po’ più timide e sulle proprie, a sentirsi a loro agio all’interno della Gestione Sportiva.

Giornate intense. A dare il benvenuto agli allievi Marco Matassa, Direttore FDA, il Team Principal della Scuderia Ferrari, Mattia Binotto, e il Racing Director, Laurent Mekies. Durante questa settimana i piloti affronteranno il tradizionale Camp di inizio anno, basato su quattro impegnative giornate che prevedono workshop su vari argomenti – dall’ingegneria di gara alla nutrizione, dalla gestione delle decisioni sotto stress alle ultime novità legate al regolamento sportivo FIA – nonché svariati test psicofisici, diverse attività sportive e una giornata sui kart al Franciacorta Karting insieme a Tony Kart, storico partner che supporta FDA anche nel suo programma di scouting.

Programmi. La stagione 2022 vedrà i nove piloti della Ferrari Driver Academy impegnati su diversi fronti. Detto di Schumacher e Shwartzman e dei relativi impegni in Formula 1, in questa stagione non ci saranno piloti di Maranello in Formula 2, dal momento che è stato deciso di non proseguire il rapporto con Marcus Armstrong. A Callum Ilott è stata invece concessa una “licenza annuale” per permettergli di vivere l’avventura nella serie americana IndyCar, una categoria nella quale sarebbe stato troppo difficile per FDA continuare a seguire il pilota britannico con gli standard della Academy.

Formula 3. I piloti impegnati in Formula 3 saranno due: Arthur Leclerc è alla seconda stagione nella categoria e dopo il buon debutto dello scorso anno – nel quale ha conquistato due vittorie, un podio e una pole position – in questa stagione è atteso tra i contendenti per il titolo. Nel team Prema gli farà compagnia Oliver Bearman, che nel 2021 è stato il dominatore della Formula 4, nella quale ha vinto sia il titolo italiano che quello tedesco – le due serie di più alto livello nel mondo – portando a casa un totale di 17 vittorie e dieci pole position. Proprio alla luce di questi risultati con il britannico classe 2005 si è deciso di saltare la Formula Regional e provare a gareggiare in una delle serie più competitive al mondo.

Formula Regional. Il campionato europeo di Formula Regional vedrà anche nel 2022 Dino Beganovic tra i protagonisti. Lo svedese, confermato nel team Prema, nel corso del 2021 è stato autore di una crescita evidente che nelle ultime gare lo ha visto regolarmente in lotta per una vittoria che sarebbe anche arrivata, a Monza, se non fosse stato per la scellerata manovra di un altro concorrente a due giri dal termine. Dino quest’anno vuole essere tra i pretendenti al titolo e per questo subito dopo l’ultima giornata con la Academy partirà alla volta di Abu Dhabi dove nel weekend del 22 e 23 gennaio sarà in gara nella Formula Regional Asia. Lo svedese disputerà l’intero campionato – che terminerà a metà febbraio – in preparazione alla più competitiva serie europea. A fargli compagnia ci saranno anche Leclerc e, negli ultimi due round, Bearman.

Formula 4. La Ferrari Driver Academy sarà rappresentata da tre piloti in Formula 4. Tutti gareggeranno principalmente nella serie italiana, la più competitiva in assoluto, con alcune incursioni in gare selezionate di quello tedesco. Si tratta di Maya Weug, al secondo anno nella categoria, di James Wharton – l’australiano vincitore della prima edizione delle FDA Scouting World Finals – e di Rafael Cȃmara – selezionato nell’edizione 2022. Laura Camps Torras, che si è aggiudicata la seconda edizione del programma FIA Girls on Track – Rising Stars, sarà invece impegnata sui kart e, proprio come Wharton lo scorso anno, inizierà a prendere confidenza con la monoposto di Formula 4, tradizionalmente la categoria d’esordio in monoposto. Buon anno a tutti ragazzi!

Mattia BinottoScuderia Ferrari Team Principal & Managing Director

“La classe 2022 della Ferrari Driver Academy ha iniziato oggi il suo cammino. Questo è sempre un giorno importante, per i ragazzi e le ragazze che ne sono protagonisti ma anche per la Scuderia Ferrari, perché questo programma è una parte importante di ciò che vuol dire #essereFerrari. Dalla FDA non vogliamo soltanto tirare fuori i migliori talenti per portarli a correre con le nostre monoposto in Formula 1 ma desideriamo formare delle persone e dei piloti che sappiano interpretare al meglio i valori che contraddistinguono la Scuderia Ferrari.
Quest’anno abbiamo sette ragazzi e due ragazze che proseguiranno il loro percorso verso quell’obiettivo finale che è la Formula 1, un campionato in cui nel 2022 il 20% dei piloti iscritti è stato o è ancora parte della FDA. Il sogno – loro ma anche nostro – è di imitare Charles Leclerc, che inizia ora la sua quarta stagione da pilota ufficiale della Scuderia. Ad ognuno di loro va il mio personale in bocca al lupo per una nuova stagione di crescita, da affrontare con tanta voglia di imparare e, soprattutto, sempre col sorriso perché quello del pilota è uno dei mestieri più belli del mondo.”

Marco MatassaHead of Ferrari Driver Academy

“L’avvio di una nuova stagione per la Ferrari Driver Academy è un momento solenne, ancor di più quest’anno: in tempo di perdurante pandemia, è splendido poter tornare ad aprire le porte della Gestione Sportiva ai nostri ragazzi. Avremo nove allievi da seguire e ad ognuno di loro daremo tutta la nostra esperienza, aiutandoli a farsi strada in un ambiente ultra competitivo come quello delle corse in monoposto.
Il 2021 è stato un anno di semina, nel quale molti dei nostri talenti hanno esordito in categorie nuove: mi aspetto che in questa stagione si inizino a raccoglierne i frutti. Vogliamo più vittorie e vedere i nostri ragazzi in lizza per i titoli in almeno due campionati.
Voglio anche fare un grosso in bocca al lupo alle nostre matricole, Oliver, Rafael e Laura, che oltre ad essere piloti di sicura prospettiva confermano il successo del nostro schema di selezione dei talenti, basato sulle partnership con ACI, Tony Kart, Escuderia Telmex e Motorsport Australia, nonché con la FIA Women in Motorsport Commission per il programma Girls on Track – Rising Stars nel quale crediamo fortemente.”

Focus su: Citroën GS 1220 Basalte (1978)

Evidentemente la scala 1:24 è di moda in questo momento, una scala peraltro ricca di storia e tradizione, a differenza della 1:18 che continuo a considerare abbastanza plebea. Dopo qualche settimana di pausa presentiamo nuovamente un’uscita della Collection Citroën, la GS Basalte del 1978.

Alla fine degli anni settanta, la GS iniziava a mostrare i primi segni di stanchezza. Nel 1979 sarebbe uscita la GSA, ma nel frattempo la Citroën cercò di arrangiarsi con quello che aveva in casa, proponendo una versione speciale della GS, denominata Basalte. La Basalte seguiva una moda nascente che sarebbe esplosa negli anni ottanta, quella delle serie speciali e/o limitate. Nell’aprile del 1976 la Citroën aveva lanciato la 2CV Spot, i cui 1800 esemplari erano andati esauriti nel giro di cinque giorni, e nel 1977 era stata la volta della Dyane Caban, anch’essa accolta benissimo da un pubblico affamato di prodotti “esclusivi”, in grado di elevarti (illusoriamente) dalla massa.

La GS Basalte, commercializzata nel 1978, era dotata del 4 cilindri da 1222cc con carburatore doppio corpo Solex 28CIC, che dava una potenza di 59 cavalli. Con una massa di kg 905 (oggi ridicola, all’epoca il peso limitato era ancora un valore), la GS 1220 era capace di una velocità massima di 151 km/h. La vettura presentava già qualche tratto stilistico che avrebbe caratterizzato la GSA del ’79, come la placca in alluminio spazzolato posta al di sopra delle luci posteriori, la cui punta era stata troncata. La livrea della Basalte non passava inosservata: sulla carrozzeria nera erano applicate vistose bande rosse a sfumare dal longherone fin sotto la linea di cintura. Le dotazioni erano particolarmente ricche, a compensare una meccanica standard. I cinquemila esemplari della GS Basalte (milleottocento destinati al mercato interno francese) trovarono subito un acquirente.

L’uscita numero 57 della Citroën Collection di Hachette in 1:24 (13 gennaio 2022) è proprio una bella GS Basalte, riprodotta con la consueta cura cui questa serie ci ha abituato. Del resto, la GS era già apparsa in altre versioni nella collezione, e con la Basalte si aggiunge un soggetto poco conosciuto dalla maggior parte del pubblico. In scala, la Basalte non è inedita: ricordiamo l’1:43 della Universal Hobbies e l’1:18 di Norev.

La prossima uscita Citroën Collection, nelle edicole fra due settimane, prevede la Rosalie NH.

Come di consueto in questa serie di recensionI della Citroën Collection, lasciamo la parola alle immagini e alle relative didascalie “allungate”.

Ford Escort RS 1600 Rally: Ixo vs Belkits

Testo e foto di Riccardo Fontana. In redazione David Tarallo

L’articolo sulla 131 Abarth in scala 1:24 della Ixo Models ha sollevato un interrogativo interessante, cui vale la pena di soffermarsi con qualche riflessione: vale ancora la pena “sbattersi” a montare un kit in scala 1:24 con l’arrivo sul mercato di modelli come questi? Argomento molto spinoso, la cui risposta più corretta da dare è la risposta universale che qualunque buon ingegnere darebbe ad ogni domanda: dipende. E davvero “dipende”, da molte cose, da ciò che si vuole ottenere, da quanto si è disposti a spendere, dalle proprie capacità modellistiche, dalla “fretta” di avere un oggetto (ri)finito al meglio da ammirare in vetrina. Sia come sia, il mercato lo fa la maggioranza dei suoi fruitori, e la “massa” degli appassionati di auto reali ha poche skills modellistiche (tradotto: non ha nessuna esperienza, e si “vive” il montaggio un kit con lo stesso spirito con cui affronterebbe un puzzle col figlioletto il pomeriggio dopo il pranzo di Natale, coi risultati che ben si possono immaginare).

Una foto che dice più di mille parole sulla parentela tra Ixo e Belkits…

Detto ciò, il meglio che possiamo fare è un confronto tra modelli della stessa auto, tra una Ford Escort RS 1600 Belkits, nella versione vincitrice al RAC 1972 con Roger Clark, e l’Escort di Timo Mäkinen prima al RAC 1974, proposta da Ixo. L’Auto (la “A” maiuscola è veramente d’uopo) prescelta è di quelle Leggendarie: l’Escort è stata una pietra miliare, robustissima, semplice, di fatto l’RS 1600 non differiva in nulla da una normale Escort 1.0 due porte, compreso il ponte rigido Atlas (lo stesso del Transit) e le balestre, però aveva sotto il cofano quel Cosworth BDA 2000 che stradominava l’Europeo di Formula 2 montato sulla Surtees di Hailwood o sulla March di Ronnie Peterson, e un ottimo cambio 5 marce. Un missile da 260 CV travestito da utilitaria, più potente di lei non c’era neanche la 911S, solo la Stratos lo era. Ad un primo sguardo neanche troppo approfondito, l’apparentamento tra il Belkits e l’Ixo appare già evidente: con le ovvie differenze dovute ai diversi metodi e materiali costruttivi, il modello è praticamente uguale, inutile girarci attorno. La cosa non deve scandalizzare: si pensi ai “rinomati” modelli Exoto delle F1 in scala 1:18, tutti palesi copie ridotte dei corrispondenti kit Tamiya 1:12 (di cui condividevano anche i difetti, vedasi le ruote larghissime della 312…

Cerchi di disegno assolutamente identico, ma giustamente più grandi nel modello Ixo

Le proporzioni e le forme (perfettamente azzeccate su entrambe) sono uguali, i dettagli fondamentali sono uguali (il traversino delle porte, in entrambi i casi stampato col vetro e non con la carrozzeria), il livello e l’esecuzione degli interni sono assolutamente uguali (cinture di sicurezza a parte, decals sulla Ixo, nobilmente in stoffa sul kit belga-cinese), i cerchi sono assolutamente identici, ma solo nel disegno: nel 1974, sulle Escort ufficiali debuttavano i Minilite da 14 pollici in luogo dei 13 pollici adottati in precedenza, e Ixo pur mantenendo lo stesso identico disegno del Belkits ha leggermente ingrandito i cerchi, con un ottimo effetto. Ancora una volta dunque, Ixo dimostra un’ottima cura dei dettagli, e i cerchi (pur non perfetti nel disegno) sono solo uno dei tanti esempi che si possono fare al riguardo: la fanaleria, stupenda, i paraspruzzi in gomma (tutti, e sull’auto originale erano molti), la guida a sinistra (non banale per un’Escort RS, il kit Belkits prevedeva la doppia scelta, molto intelligentemente), il tappo della benzina solo a sinistra ma l’imbocco del serbatoio presente anche sull’altro lato, tutte le caratteristiche insomma – e sono decisamente molte – che rendevano molto particolare l’Escort marrone del RAC 1974 sono state catturate con una precisione che, per un “modesto” modello industriale da meno di trenta euro, lascia interdetti, ma sicuramente stupisce molto in positivo.

Certo, i dettagli “economici” ci sono: la solita antennaccia in plastica “grossa”, e le placche del RAC giustamente in rilievo ma un po’ troppo spesse e “finte”, ma parliamo di davvero poca cosa. Il sottoscocca è decisamente semplificato e brutto rispetto a quello del Belkits: un blocco nero con gli organi meccanici appena abbozzati, figlio della semplificazione imposta dalla produzione industriale, cui però fa da contraltare un assetto perfetto. I ganci fermacofano sull’anteriore sono stampati in blocco con la scocca; nonostante ciò sono molto fini e fedeli e ben verniciati, senza sbavature: più economici di una fotoincisione, ma neanche così tanto più brutti. D’altro lato, quelli sul cofano posteriore, in plastica, sono decisamente brutti e grossolani: in questo caso vale l’idem che per la 131 Alitalia, nulla che un comune appassionato non possa rimediare divertendosi anche nel farlo. Di contro: quanti modellisti amatori sarebbero in grado di ottenere una verniciatura così bella dopo aver approcciato un Belkits? Assai pochi, fidatevi. Di Luca Cavicchi ce ne sono pochi, quasi tutti gli altri tirano a campare con dubbi risultati e tanti pasticci. Per altre considerazioni, si lascia spazio alle foto.

La nascita di “buoni” modelli diecast è sempre una pessima cosa per i kit, lo è stata la nascita di Vitesse e Minichamps per gli artigiani quasi trent’anni fa, e lo è quella di questi Ixo per i kit “da rally” in plastica. Ciononostante, ci sono ancora parecchi auto per i quali i kit, come fedeltà (o per il semplice fatto di esistere) surclassano l’equivalente (o inesistente) diecast, ed è per questo che la risposta alla domanda se ne vale la pena è: dipende.

Dettaglio del bellissimo stacca-batterie del modello Ixo, totalmente assente sul kit (che costa il doppio). Anche i fari più piccoli sono corretti. Il colore dei tergi Ixo è sbagliato, sarebbero stati da fare grigi

Appendice

Misure basilari:

Lunghezza: Ixo: mm 164.8 / Belkits: mm 164.6

Altezza: Ixo: mm 53.7 / Belkits: mm 54.0 (la Ixo ha le ruotone, ma ha meno luce tra gomma e parafango, che è giusto viste le foto)

Larghezza: Ixo: mm 67,5 / Belkits: mm 67.8

Cancellata l’edizione 2022 del Salone di Norimberga

Ufficialmente a causa della variante omicron del covid-19, il Salone di Norimberga 2022 è stato cancellato poche settimane prima dell’apertura. In realtà, virus o non virus, la lista dei partecipanti a questa edizione era tristemente corta, con l’assenza ormai definitiva di parecchi marchi di primo livello. Le ragioni sono note e non sono certo legate esclusivamente al covid. Per il secondo anno consecutivo, quindi, il Salone di Norimberga non avrà luogo. L’anno scorso la manifestazione era stata in un primo tempo rinviata in estate, ma non se ne fece di nulla. Nel 2020, invece, il Salone se la cavò per il rotto della cuffia, insieme a Rétromobile, giusto qualche giorno prima dell’esplosione della crisi sanitaria e delle chiusure a raffica.

Modelli Auto: quasi un capolinea

Duegi Editrice ha deciso di non continuare le pubblicazioni di Modelli Auto. Direi che noi redattori questa notizia ce l’aspettavamo. Dopo la scomparsa di Gianfranco Berto si era intuito che la presenza della testata all’interno dell’azienda era sentita più come un peso che come un’opportunità. Del resto, quasi tutti lo sapevano, Modelli Auto era una creatura di Gianfranco, voluta e gestita con orgoglio quasi solo da lui. Ovviamente la redazione si occupava di molta parte della scelta dei temi. Senza che questa suoni come un’esagerazione, probabilmente molti all’interno della Duegi non avevano la minima idea di cosa facessimo noi di Modelli Auto.

Nel corso degli anni non si era neanche creato un indotto, con pubblicazioni simili di argomento automobilistico/modellistico, quando invece il settore ferroviario e fermodellistico poteva contare su libri, numeri speciali e uscite varie. La gestione della Duegi si è trovata in mano la classica patata bollente: Modelli Auto era un elemento tutto sommato estraneo e problematico da gestire senza una buona dose di motivazione. Umberto Cattani e il sottoscritto abbiamo fatto letteralmente miracoli (per una volta ci sia consentito di auto-celebrarci!) per portare in darsena la nave: i due rimanenti numeri del 2021 – quello di settembre e quello di dicembre – sono stati approntati con grande entusiasmo e volontà, in mezzo a incertezze di ogni tipo, col tempo che stringeva e anche senza grandi incitamenti da chi di dovere. Abbiamo fatto comunque un lavoro che i lettori hanno dimostrato di apprezzare. Il problema è che in Duegi non c’è nessuno di grado di seguire specificamente Modelli Auto, in pratica di fare quello che faceva Gianfranco. Non c’è neanche la volontà di pagare qualcuno per farlo, quindi la decisione di tagliare un ramo che non era neanche in perdita è stata quasi automatica.

Modelli Auto proseguirà il proprio cammino con un altro editore? Duegi riuscirà a cedere i diritti della testata? Questo è quanto la dirigenza degli eredi di Gianfranco spera. A cosa condurranno tali propositi è presto per dirlo.

Porsche chiude il 2021 con oltre 300.000 vetture consegnate

Il risultato migliore nella storia della Casa Automobilistica in termini di consegne: nell’esercizio 2021 Porsche ha venduto ai clienti di tutto il mondo 301.915 veicoli, registrando un aumento dell’11% rispetto al 2020. Tutte le aree di vendita nel mondo hanno contribuito al risultato, sebbene i maggiori incrementi siano stati registrati nel continente americano. La Cina continua ad essere il mercato singolo più importante per Porsche.

“Nonostante le sfide poste dalla carenza di semiconduttori e le difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19, abbiamo lavorato intensamente per consentire al maggior numero di clienti di realizzare il sogno di possedere una Porsche”, ha dichiarato Detlev von Platen, membro del Consiglio di Amministrazione responsabile per le Vendite e il Marketing di Porsche AG. “La domanda rimane elevata e il nostro portafoglio ordini è consistente, quindi iniziamo il 2022 pieni di entusiasmo e fiducia in tutte le regioni del mondo”.

Più che raddoppiate le consegne della Taycan
I modelli più richiesti nel 2021 sono stati ancora una volta i SUV della gamma Porsche, con la Macan in testa. Ben 88.362 clienti hanno acquistato una Macan, mentre la Cayenne segue al secondo posto con 83.071 consegne. La Porsche Taycan, l’elettrica al 100%, ha registrato un aumento eccezionale, classificandosi al secondo posto con un totale di 41.296 esemplari venduti, vale a dire più del doppio rispetto all’anno precedente. Anche per l’icona delle auto sportive, la 911, le consegne hanno subito un aumento senza precedenti, attestandosi a 38.464 unità, equivalenti a più del doppio rispetto al 2020. La Panamera è stata consegnata in 30.220 esemplari, mentre sono stati 20.502 i clienti che hanno acquistato la 718 Boxster e la 718 Cayman.

Resta forte la domanda a livello mondiale
Porsche ha incrementato le consegne in tutte le aree di vendita del mondo. Una crescita particolarmente forte è stata registrata negli Stati Uniti, dove le vetture consegnate sono state il 22% in più rispetto all’anno precedente. Complessivamente, sono stati 70.025 i clienti statunitensi che hanno acquistato un modello della vasta gamma di prodotti della Casa. In tutto il continente americano, Porsche ha effettuato 84.657 consegne, che rappresentano anch’esse un aumento del 22%. La Cina si conferma il mercato singolo più importante per la Casa costruttrice di auto sportive, che qui ha registrato un eccellente risultato globale nel 2021, in aumento dell’8% rispetto a un anno già da record come il 2020. In totale, ai clienti cinesi sono state consegnate 95.671 vetture nonostante le difficoltà dovute alla carenza di forniture. Globalmente, nella regione Asia-Pacifico, Africa e Medio Oriente sono state effettuate 131.098 consegne, ovvero l’8% in più rispetto al 2020.

La domanda è aumentata anche in Germania, il mercato nazionale di Porsche, in cui sono stati consegnati 28.565 veicoli, pari a un aumento del 9%. In totale, sono 86.160 le vetture consegnate ai clienti in Europa, il 7% in più rispetto al 2020. Degna di nota è l’elevata quota di auto sportive con trazione elettrica. Circa il 40% dei modelli Porsche consegnati in Europa nel 2021 è elettrico, che si tratti di ibridi plug-in o vetture completamente elettriche. “Il risultato complessivo è decisamente promettente e indica che la strategia intesa a elettrificare ulteriormente la nostra flotta sta funzionando ed è in linea con la domanda e le preferenze dei nostri clienti. Allo stesso tempo, le vendite unitarie non costituiscono un fattore decisivo per noi. Piuttosto, ci teniamo a distinguerci per le esperienze esclusive e uniche che offriamo ai clienti e che vogliamo continuare ad espandere in tutto il mondo”, conclude Detlev von Platen.

    PORSCHE AG

    Vetture consegnate
gennaio- dicembre
20202021Variazione
    Mondo272,162301,915+11%
    Europa80,89286,160+7%
        Germania26,15228,565+9%
    America69,62984,657+22%
        USA57,29470,025+22%
    Asia-Pacifico, Africa e Medio Oriente121,641131,098+8%
        Cina88,96895,671+8%

WEC 2022: l’ACO ha diramato la lista degli iscritti. Presenti due Peugeot 9X8 Hypercar

FIA WEC reveals record-breaking grid ahead of tenth anniversary year 

Season 10 of the FIA World Endurance Championship will see championship’s biggest ever grid as the WEC enters new golden era.

The entry list for the 2022 FIA WEC includes 39 full-season entrants from 12 different countries plus a record number of teams competing in Hypercar and LMP2 and categories.

Click HERE for the entry list.

  • Hypercar category comprises of six entries (Toyota, Peugeot, Alpine and Glickenhaus)
  • Strongest ever LMP2 entry in WEC history (15 entries)
  • Chevrolet joins Ferrari and Porsche to make it a three-way manufacturer showdown in LMGTE Pro
  • Two female represented line-ups plus youngest-ever WEC competitor at just 16-years-old
  • Joint biggest-ever LMGTE Am class (13 entries)

In what will be the FIA WEC’s tenth anniversary year, the world’s premier international sportscar championship continues to go from strength to strength.

The introduction of the Hypercar category last season has seen an influx of manufacturers commit to the WEC with Peugeot set to join Toyota, Alpine and Glickenhaus on the grid in 2022. Audi, Porsche and Ferrari plus others will follow in the very near future.

Until then, the 2022 entry list looks extremely promising with strong manufacturer representation, world-class teams and an impressive line-up of drivers from various motorsport disciplines.

The WEC will also adopt a renewable fuel for 2022: TotalEnergies’ Excellium Racing 100. This will allow for greenhouse gas (GHG) emissions savings of at least 65% compared with traditional fossil fuels.

The quality and diversity of entries across all four categories will provide non-stop action throughout the six-round season which will visit North America, Europe, Middle East and Asia.

Key Facts and Figures, 2022 FIA WEC Entry List:

  • Thirty-nine entries representing 12 nations: Italy (8), Germany (6), Great Britain (5), USA (5), France (5), Japan (3), Switzerland (2), Poland (1), Canada (1), Belgium (1), Slovakia (1), RAF (1)
  • Six entries in Hypercar, 15 in LMP2, five in LMGTE Pro and 13 in LMGTE Am 

  • Prestigious marques including Toyota, Peugeot, Chevrolet, Ferrari, Porsche, Alpine and Glickenhaus
  • Two female represented line-ups: Richard Mille Racing in LMP2 and Iron Dames in LMGTE Am

Hypercar


  • Reigning World Champions Toyota Gazoo Racing to field two Toyota GR010 Hybrids with Japan’s Ryo Hirakawa replacing Kazuki Nakajima in the No. 8 car. The remainder of the team’s line-up is unchanged
  • Peugeot TotalEnergies submit two Peugeot 9×8 Hybrid Hypercars as French manufacturer will challenge Toyota as they are set to join the grid during the season in the WEC’s top-tier category
  • Glickenhaus Racing enters one Glickenhaus 007 LMH entry with Olivier Pla listed to drive for the American squad
  • Alpine ELF Team to return to WEC’s top-tier category with its non-Hybrid LMP1 (Alpine A480 Gibson), using 2022 as further preparation for its LMDh campaign in 2024
  • The likes of Audi, Ferrari and Porsche will continue with respective development programmes for Hypercar throughout the 2022 season

LMP2


  • Largest ever LMP2 field in WEC history with a total of 15 entries (up from 11 in 2021) from nine different nations (Belgium, France, Great Britain, Italy, Poland, RAF, Slovakia, Switzerland and USA)

  • Four new teams: Team Penske, Prema Orlen Team, Vector Sport and Ultimate
  • Star-studded names from motorsport set to compete in LMP2 including former F1 drivers Robert Kubica, Felipe Nasr, Will Stevens, Esteban Gutierrez and Sebastien Bourdais. F2’s Louis Deletraz plus DTM star Nico Muller also feature on the entry list, alongside several other successful endurance racing names such as Antonio Felix da Costa, Filipe Albuquerque, Alex Brundle, Oliver Jarvis, Phil Hanson, Mathias Beche and Alex Lynn
  • Reigning LMP2 Champions WRT list Sean Gelael in its 2022 line-up, who transitions from JOTA
  • British-based teams United Autosports and JOTA both enter two-car campaigns. Will Stevens replaces Anthony Davidson in the No. 38 JOTA car
  • United Autosports fields youngest-ever WEC competitor: 16-year-old Josh Pierson
  • Richard Mille Racing Team returns with female drivers represented. Confirmed so far is French driver Lilou Wadoux
  • US-motorsport powerhouse Team Penske make WEC debut with Dane Cameron, Emmanuel Collard and Felipe Nasr. Team using LMP2 to prepare for its collaboration with Porsche in Hypercar
  • Successful Italian outfit Prema Orlen also join the WEC with strong line-up of Robert Kubica, Louis Deletraz and Lorenzo Colombo
  • No. 83 LMGTE Am category winning AF Corse Ferrari transition from LMGTE Am to LMP2 with François Perrodo, Nicklas Nielsen and Alessio Rovera

LMGTE Pro


  • Chevrolet join Ferrari and Porsche as all three marques go head-to-head in LMGTE Pro manufacturer battle

  • Ferrari remains most successful GTE manufacturer in WEC history, with the marque now having claimed seven titles
  • 2018/2019 World GT Champions Porsche return with Porsche 911 RSR – 19. Only change to 2022 line-up is Michael Christensen who replaces Neel Jani in the No. 92 car
  • US-based team Corvette Racing list Tommy Milner (USA) and Nick Tandy (UK) to drive the Chevrolet Corvette C8.R
  • Corvette Racing’s first full-time entry in the WEC despite being a regular at Le Mans

LMGTE Am


  • Multi-marque LMGTE Am field comprising of 13 entries (5 Ferrari, 5 Porsche and 3 Aston Martin cars)
  • Spirit of Race (Ferrari) return to the category
  • All-female line-up with No. 85 Iron Dames entry fronted by Rahel Frey
  • Popular Dane Nicki Thiim returns to the WEC with No. 98 Northwest AMR team alongside Paul Dalla Lana and David Pittard
  • Return of several familiar teams such as AF Corse, Dempsey-Proton Racing, Team Project 1, Iron Lynx, D’Station Racing and GR Racing

Mohammed Ben Sulayem, FIA President: “The announcement of the FIA World Endurance Championship’s entry list is always an eagerly-anticipated moment. The championship continues to grow in strength and the 2022 entry list reflects this fact perfectly. The numbers are even better than last year, with top teams and world-class drivers represented across all four classes and contributing to the overall quality of the grid. In the meantime, the Hypercar category enters its second year, well-establishing as the championship’s top class and providing an excellent platform for the manufacturers. Exciting times lie ahead for the championship, both this season and in the years to come and this is something very encouraging.”

Pierre Fillon, President of the Automobile Club de l’Ouest: “The FIA World Endurance Championship has certainly come of age! To celebrate 10 years of the WEC, the starting grid boasts an unprecedented number of competitors. The stakes are high this year, and there are some key developments, both in sporting terms and in keeping with our CSR strategy. We are particularly proud, for example, to see the introduction of a 100% renewable biofuel, Excellium Racing 100, developed by our partner TotalEnergies. I’d like to wish all the competitors in the Hypercar, LMP2 and GTE classes an excellent season and I look forward to seeing them on 18 March for the 1000 Miles of Sebring.”

Frédéric Lequien, CEO of the FIA World Endurance Championship: “What better way to celebrate the WEC’s tenth anniversary than with a record-breaking number of cars on the grid. Not only do we have a strong and varied field in Hypercar and LMGTE Pro, we also see record numbers in LMP2 and LMGTE Am, which is testament to the continued growth of our championship. The future of the WEC is looking extremely bright and we’re looking forward to seeing everyone in Sebring for the start of what promises to be another memorable season.”

For full media assets from the entry list launch, click HERE.

Luigi, une vie pour la course

Una monografia sul preparatore belga di origine italiana Luigi Cimarosti mancava. La lacuna è stata colmata alla fine dello scorso anno con un corposo volume scritto da Eric Faure, con bei disegni di Benoît Deliège, cui si deve ovviamente anche la bella copertina, sicuramente più originale di un collage di foto. In 240 densissime pagine, si racconta la storia di Luigi, dall’arrivo in Belgio della famiglia di origine friulana alle prime esperienze nel mondo dell’automobilismo sportivo, fino ai successi internazionali prima con BMW poi con Alfa Romeo.

Personaggio socievole, senza troppe sovrastrutture ma molto scrupoloso nel proprio lavoro, Luigi Cimarosti ha legato per lungo tempo il proprio nome al marchio BMW, soprattutto in pista ma anche nei rally. Accompagnato dalle figlie Liliana e Silvia, dal fratello Francesco e dal cognato, il pilota Jean Xhenceval, Luigi seppe guadagnarsi un posto di prestigio nel campionato europeo turismo e anche in gare endurance come la 24 Ore di Spa. Fra i piloti più importanti che hanno corso con le sue macchine, si possono citare Hans Stuck, Gunnar Nilsson, Bruno Giacomelli, Lella Lombardi o Reine Wisell. Nel “clan dei belgi” potremmo nominare Pierre Dieudonné, Claude Dewael o ancora Hugues De Fierlant. Fra i rallysti, come non dimenticare Yves Loubet o Patrick Snijers.

Il racconto è appassionante e allo stesso tempo dettagliato, avendo potuto Eric Faure contare sulla collaborazione della famiglia Cimarosti e su altre preziose fonti di prima mano. Meraviglioso il corredo iconografico, con centinaia di foto, molte delle quali a colori e assolutamente inedite, provenienti, oltre che dalla famiglia, dagli archivi di Gérard T’Serstevens, Jacques Breuer, Ralph Robinson e Pascal Verheuge. Conclude l’opera un’appendice con la lista di tutte le gare disputate dalle vetture preparate da Luigi.

Questo volume costituisce una delle più belle sorprese bibliografiche di fine 2021 ed è assolutamente consigliato a tutti gli appassionati di storia dell’auto. Se poi vi piacciono le storie raccontate come si deve, le corse turismo e i personaggi di cuore, allora dovete assolutamente procurarvelo.

Eric Faure – Benoît Deliège, Luigi, une vie pour la course, Benoît Deliège Editions, Vottem 2021, ISBN 9-782960-101997, copertina cartonata, pagg.240, € 49,00.

Fiat 131 Abarth Gr4 Rally Akropolis 1978 di Ixo (1:24)

Testo e foto di Riccardo Fontana. In redazione David Tarallo

La Fiat 131 Abarth Rally è un’auto che ha bisogno di poche presentazioni: è stata l’antitesi “popolare” della bête-à-gagner, la meravigliosa Stratos, vincendo tre campionati del mondo e facendo la storia della specialità. Non era la macchina più potente, neanche tra le auto convenzionali: la magnifica Ford Escort RS 1.8, coi suoi motori presi direttamente dalle March e dalle Lotus di Formula 2, era molto più potente, ed anche più robusta e maneggevole, ma la 131 era più raffinata tecnicamente, tecnologicamente avanzata, e portata in corsa da grandissimi piloti, oltreché “curata” da quel crogiolo di fenomeni che è sempre stata l’organizzazione Fiat-Abarth.

Ixo negli ultimi tempi sta puntando decisamente sulla tematica Rally, proponendo prodotti di qualità più che buona ed esplorando scale come l’1:24, una realtà finora relegata quasi esclusivamente al mondo degli speciali o dei kit in plastica, ma che per chi scrive rappresenta un bellissimo compromesso tra dettagli, ingombri, e gradevolezza del modello. Dopo essere apparsa a giugno 2020 nelle edicole italiane in versione Montecarlo 1980, la 131 Abarth è ora disponibile anche a marchio Ixo, per il momento solo in versione Acropolis 1978, nelle due versioni di Walter Röhrl, vincitore, e Markku Alen, secondo classificato. Il modello presenta alcune differenze rispetto a quello del Montecarlo 1980: innanzitutto, cambia la parte posteriore, in cui le luci passano dall’essere quelle grosse della versione Supermirafiori, a quelle piccole della 131 prima serie. Ixo ha dimostrato di aver operato una scelta intelligentissima nell’ingegnerizzazione di questi modelli: la scocca è uguale, ma tutto il pannello verticale di coda è stampato separatamente, in modo tale che sostituendolo si possono ottenere le due versioni senza implementare due stampi completi differenti. Decisamente un ottimo compromesso tra contenimento dei costi e fedeltà di riproduzione. Il modello appare molto curato, e nonostante la fascia di prezzo piuttosto contenuta (è reperibile, nei giusti canali, a meno di 30€) presenta dettagli rimarchevoli, come la placchetta col codice Abarth dell’esemplare impiegato in corsa (Gxx), G31 nel caso dell’auto di Rohrl in esame, che risulta oltretutto storicamente corretto, e i ganci di traino anteriori e posteriori, molto belli e curati. Certo, ci sono anche dettagli decisamente “economici”, come l’antenna, piuttosto brutta e tozza, e le cinture di sicurezza in decals.

Dettagli difficili da accettare al 100% su dei (bei) modelli in scala media, ma che sono facilmente ovviabili da chiunque, regalando anche divertimento e un certo gusto per l’elaborazione ormai perduto, che fa quasi tornare ai tempi dei vecchi Solido del tempo che fu. I sedili di pilota e navigatore sono giustamente diversi, come diverso è il loro posizionamento, e l’assetto è buono, forse solo leggermente basso data la gara su sterrato “brutto” (si fa notare che l’assetto da asfalto della versione edicolosa del Monte 1980 era perfetto). Ruote: ottime, e giustamente differenziate tra avantreno e retrotreno, pur con un grosso “ma”: è pur vero che in questa gara i 31 ufficiali montavano ruote posteriori più larghe e con una foggia diversa, ma le ruote anteriori hanno un disegno decisamente sbagliato. In pratica, Ixo ha prodotto dei bellissimi cerchi, molto ben definiti e proporzionati, ma perfetti per la “vecchia” 124 Abarth, e non per la 131. Ok le ruote posteriori, come anche il disegno del battistrada, e la relativa spalla de

gli pneumatici. La carrozzeria ha proporzioni molto buone, e restituisce benissimo l’idea dell’auto reale. Personalmente, ho un unico dubbio riguardante lo sviluppo dello spoiler anteriore, ma onestamente non so decidere se di vero errore di interpretazione si tratti, o piuttosto di mia abitudine decennale alle forme della 131 Esci/Italeri, che è abbastanza diversa in quella zona. La decorazione è molto buona, anche se i font utilizzati per le targhe sono palesemente errati, come d’abitudine degli ultimi tempi, anche per prodotti molto più “aristocratici”.

Ultimo neo che mi sento di segnalare: a volte, può capitare che tergicristalli e chiusure del cofano posteriore non vadano a contatto con le superfici di vetro e cofano, ma sono diretti facilmente ovviabili (e spesso riscontrabili anche su Spark in scala 1:43 dal costo più che doppio).

Un modello da comprare? Mi sentirei di rispondere di sì: il fatto che la scala 1:24 a livello di modelli “pronti” sia un terreno quasi del tutto vergine da un fascino particolare a questi modelli, e bisogna dire che la cura che Ixo mette nella ricerca dell’esattezza storica di questi modelli a seconda della gara è assai rimarchevole: è una cosa che si è vista molto di rado tra i produttori di diecast (e, per i Rally, anche tra i colossi del resincast… A buon intenditore…), e vedere impegno nell’esecuzione dei modelli, soprattutto se apparentemente senza troppe pretese, fa sempre estremamente piacere. Ixo ha evidentemente dei capi progetto per il settore Rally molto appassionati e competenti, e i risultati si vedono anche in questa nuova scala 1:24. Se il livello è questo e verrà ricalcato quanto già proposto negli anni in scala 1:43 e, parzialmente, 1:18, si prospettano tempi foschi per i produttori “di massa” di kit in plastica e resina.

Rassegna stampa: AutoModélisme n.180

L’ultimo numero del 2021 di AutoModélisme conferma la sostanziale mediocrità di questa rivista che non riesce a proporre contenuti che si discostino da una trattazione superficiale e trita di argomenti di scarso interesse. Nell’editoriale la redazione si vanta di spedire ai quattro angoli del mondo copie di una rivista ormai lanciatissima verso magnifiche sorti e progressive. Resta da vedere se riescono a venderle, queste copie, ma proverò a credere a ciò che viene dichiarato in toni trionfalistici e autocelebrativi per i quali ho sempre provato una radicata diffidenza. Niente m’impedisce di pensare che l’attuale AM sia un lontano parente della rivista che avevo conosciuto e apprezzato e che aveva dovuto essere venduta non già per proprie carenze, ma perché coinvolta nella cessione di tutte le testate del gruppo Hommell.

In questo numero 180 c’è ben poco di eccitante: passando oltre i montaggi dei lettori, che interessano forse solo qualche genitore o fidanzata, troviamo un brutto riassunto sull’Aston Martin in competizione, con foto enormi di robaccia genere Top Model, Gamma o Altaya, un pezzo sulle auto di Loeb (con un primo piano sparato di una… Ixo) e altre cose poco leggibili come una retrospettiva sulle safety car o una sulla Panhard & Levassor Dynamic. Tutto sommato l’articolo migliore è ancora una volta quello della rubrica “Mémoires de petites autos”, che descrive il restauro di una vecchia Aston Corgi di James Bond. Se qui da noi le poche riviste di automodellismo rimaste (non facciamo nomi) rischiano di chiudere per motivi vari, l’Auto Modélisme belga non pare destinato a una strada tanto più lunga.