Un “plaid” alla conquista dell’IMSA

di Nicola Lettieri. In redazione David Tarallo

Così come la Porsche 911 GT3 R “Grello” di Manthey Racing è diventata un’icona della 24h del Nürburgring e della Nürburgring Endurance Series, nel campionato IMSA WeatherTech che si corre tra gli Stati Uniti ed il Canada un posto di primo piano è occupato dalla Porsche 911 GT3 R #9 di Pfaff Motorsport, conosciuta dai fans come “Plaid Porsche”.

Pfaff Auto fu fondata nel 1964 dal tedesco Hans J. Pfaff, trasferitosi in Canada negli anni ’50 ed impiegato nell’autolavaggio presso una concessionaria Volkswagen a Yonge-St. Clair, un quartiere di Toronto.

Ben presto Hans Pfaff, grazie alle sue ottime doti comunicative, passò al reparto vendite e nel 1964, riuscito a convincere la Volkswagen a concedergli un franchising, aprì la sua prima concessionaria a Newmarket, in Ontario. Hans iniziò a curare personalmente l’attività di vendita delle sue automobili, in particolare delle VW Kafer – Beetle, acquisendo rapidamente una ottima reputazione per l’eccellente servizio clienti, che, specialmente nel caso di auto importate, era fondamentale in quanto i potenziali acquirenti non avevano quasi mai informazioni sufficienti.

La Pfaff Auto nel corso degli anni, grazie ai servizi offerti ed alle partnership ottenute, divenne una delle aziende più floride del Nord America con oltre 1.200 dipendenti e concessionarie a Vancouver, Calgary, Toronto, Londra, Guelph e Montreal, vendendo auto di lusso come Audi, Porsche, BMW, Mini, Mercedes-Benz, McLaren, Pagani e Harley Davidson. Attualmente Pfaff Automotive Partners, con a capo il figlio di Hans, Chris, gestisce anche Pfaff Tuning, Pfaff Leasing, Pfaff Autoworks e la divisione sportiva per le competizioni, Pfaff Motorsport.

Pfaff Motorsports è stata una delle squadre di corse di auto sportive di maggior successo in Nord America. Ha gareggiato con le Porsche 911 GT3 Cup nell’Ultra 94 Porsche GT3 Cup Challenge Canada, assicurandosi un doppio  titolo nel 2015 con Chris Green nella Platinum Cup (riservata alle vetture prodotte nel 2014 e 2015) e con Orey Fidani nella Gold Cup (riservata alle vetture dal 2010 al 2013) e nel 2017 con Scott Hargrove, per poi passare al Pirelli World Challenge (PWC) nel 2018, vincendo il campionato della classe GT Sprint con Hargrove alla giuda della 911 GT3 R #96.

Per la stagione 2019, con il supporto di Porsche Motorsport, il team canadese ha preso parte all’IMSA WeatherTech Championship con una Porsche 911 GT3 R affidata a Scott Hargrove, Dennis Olsen, Lars Kern e Zach Robichon, a cui si è poi aggiunto anche Matt Campbell per le gare di resistenza. In quel campionato, disputato nella categoria GTD, la squadra ha vinto due volte, al Lime Rock Park ed alla Road Race Showcase a Road America (la foto di apertura si riferisce alla 24 Ore di Daytona, n.d.r.).

911 GT3 Pirelli World Challenge 2018 S.Hargrove

L’IMSA WeatherTech Championship 2020 è stato, invece, caratterizzato da rinvii, cancellazioni e posticipazioni a causa della pandemia da Covid 19 e Pfaff Motorsport con la sua Porsche 911 GT3 R, affidata a Dennis Olsen, Lars Kern, Zach Robichon e Patrick Pilet, ha preso parte soltanto alla 24h di Daytona (con un 13° posto) ed alla 10h Petit Le Mans (5° posto).

GT3 R ROAR Daytona 2019 in cardinal red

Finalmente, nel 2021, il team canadese è stato premiato per i suoi sforzi con il titolo costruttori ed il titolo piloti all’IMSA GTD Class Championship, facendo registrare quattro vittorie a Sebring, a Road America, a Laguna Seca e al Virginia International Raceway, con la Porsche 911 GT3 R guidata da Laurens Vanthoor, Lars Kern , Zach Robichon e Matt Campbell.

#9 PFAFF Motorsports Porsche 911 GT3 R, GTD: Dennis Olsen, Zacharie Robichon, Lars Kern, Patrick Pilet

Pfaff Motorsports, lo scorso dicembre ha annunciato la propria partecipazione all’intera stagione IMSA 2022 nella categoria GTD Pro, schierando la Porsche 911 GT3 R con i piloti ufficiali Porsche Matt Campbell  e Mathieu Jaminet , coadiuvati dal due volte campione IMSA DPi Felipe Nasr per i quattro round di resistenza della Michelin Endurance Cup a Daytona, Sebring, Watkins Glen e Road Atlanta.

Il team Pfaff è già al lavoro per prepararsi alla stagione IMSA WeatherTech 2022, che inizierà con il Roar Before the Rolex 24 al Daytona International Speedway il 23 gennaio 2022 che funge da preludio a quella che è la prima e più importante gara della stagione: la Rolex 24H a Daytona che prenderà il via il 29 gennaio 2022.

Dopo aver ripercorso la storia ed i successi del team canadese, passiamo ad analizzare quella che è diventata a tutti gli effetti l’icona di Pfaff Motorsport: la “Plaid Porsche 911 GT3 R”

La maggior parte delle attuali livree delle auto da corsa riflettono i colori ed i loghi degli sponsor e dei vari finanziatori. Infatti, nel freddo ambiente economico del Motorsport, gli interessi degli sponsor vengono sempre prima di quelli dei singoli membri dei team, dei piloti e dei tifosi. Ma, qualche volta, può capitare che una squadra possa ritrovarsi, in modo del tutto casuale ed inaspettato, con una livrea diventata in pochissimo tempo un’icona per i fan, non solo locali ma di tutto il mondo.

Prima dell’inizio della stagione IMSA WeatherTech 2019, le Porsche 911 GT3 Cup ed R di Pfaff Motorsports correvano con livree abbastanza anonime, più o meno attraenti, alcune delle quali richiamavano esplicitamente lo sponsor principale “Castrol”, come ad esempio la GT3 Cup bianca, rossa e verde di Chris Green vincitrice nella Platinum Cup del Campionato monomarca canadese nel 2015.

Nel 2019, Pfaff Motorsport ed il suo partner Castrol organizzarono un concorso di livree in cui i fan potevano presentare progetti per la livrea da gara della 911 GT3 R. Purtuttavia, nessuno dei progetti fin lì presentati apparve meritevole di sviluppo, tant’è che la GT3 R partecipò al Roar Before The Rolex 24 a Daytona, dipinta in un vistoso (ed abbastanza patriottico) Cardinal Red.

A questo punto si impone una breve digressione. Per il resto del mondo, l’identità culturale del Canada è dominata dalla sempre iconica foglia d’acero, dalle catene di fast food “Tim Hortons”, dai piatti di “poutine” (patate fritte, formaggio e salsa gravy, una salsa composta dal fondo di cottura della carne), dalle rock band come Nickelback e da cantanti come Justin Bieber (….). Passando al settore moda/abbigliamento, quello canadese è noto per pochissime cose: per i  “toques” (berretti di lana lavorati a maglia), per il “Canadian Tuxedo” (una giacca di jeans abbinata a dei jeans) e per la tipica “giacca da boscaiolo canadese”, che altro non è che un cappotto invernale di lana, molto pesante, di colore rosso a quadri neri. Anche molti membri di Pfaff Motorsports spesso indossavano questa giacca, sia durante le attività della squadra che durante lo svolgimento  di altre mansioni.

GT3 R vincitrice della classe GTD, IMSA 2021

E fu proprio osservando alcuni membri del team che lavoravano indossando questa giacca per difendersi dal freddo di fine dicembre del 2018 che a Laurance Yap, direttore creativo di Pfaff Automotive Partners, venne l’idea di decorare la Porsche 911 GT3 R che avrebbe preso parte al Campionato IMSA 2019 con i colori della giacca da boscaiolo canadese.

Yap mostrò un’immagine photoshoppata della vettura con la livrea rossa a quadri neri a Steve Bortolotti, General Manager di Pfaff Motorsport, che ne fu entusiasta ed inviò il mockup al suo contatto in Castrol che si mostrò subito d’accordo con il tema interessante della nuova livrea.

L’approvazione finale spettò a Chris Pfaff, Presidente e CEO di Pfaff Automotive Partners, che non tardò ad arrivare.

Le immagini dell’auto rossa a quadri neri furono rilasciate prima della 24h di Daytona del 2019 suscitando immediatamente la ammirazione dei fans canadesi al punto che in occasione della gara di fine gennaio molti di essi indossarono giacche rosse a quadri neri per supportare l’intero team di Pfaff Motorsport.

Da allora la livrea rossa a quadri neri della giacca da boscaiolo canadese fu utilizzata per la decorazione della vettura in ogni gara del Campionato IMSA dal 2019 ad oggi e contribuì a far diventare la Porsche GT3 R di Pfaff un’icona del Motorsport, sia dentro che fuori le piste.

Non si trattò soltanto di un successo di marketing, ma di un vero e proprio fenomeno culturale. Tant’è che alla 24h di Daytona del 2020 Steve Bortolotti sorprese tutti abbigliando i suoi piloti con tute da gara personalizzate che sembravano proprio giacche da boscaiolo abbinate ad un paio di jeans.

Neanche i produttori ed i collezionisti di automodelli sono rimasti immuni al fascino del “Plaid Porsche” di Pfaff Motorsport.

La Spark, in un primo momento, realizzò per conto del team canadese le Porsche 911 GT3 Cup di Orey Fidani (cod. WAX 02020035) e Chris Green (cod. WAX 02020016) vincitrici del Campionato monomarca canadese nel 2015, la GT3 Cup del 2017 (WAX 02020062) e la GT3 R vincitrice del PWC nel 2018 con Scott Hargrove (cod. WAX 02020082). Questi modelli sono attualmente piuttosto difficili da trovare, essendo destinati in gran parte ad essere distribuiti direttamente da Pfaff Motorsport in occasione delle varie gare cui prendevano parte le vetture.

GT3 Cup 2015 Chris Green

Con il supporto di Porsche Motorsport, quindi a partire dalla Porsche GT3 R che corse la 24h di Daytona del 2019 (cod. MAP 02097719) con la livrea rossa a quadri neri, i modelli, sempre realizzati da Spark, furono contrassegnati dal codice MAP, riservato ai modelli promozionali distribuiti dallo shop del Museo Porsche di Zuffenhausen. Il modello, splendido, esaurito nel giro di pochissimi mesi è attualmente molto ricercato dai collezionisti e non è difficile trovarlo in vendita a prezzi che sfiorano i 200€.

La GT3 Cup di Orey Fidani vincitrice nel 2015
2017: GT3 Cup Scott Hargrove

Nel 2020, in occasione del suo decimo anniversario di attività, il negozio tedesco Frank’s Modellautoecke di Frank Finkel commissionò a Spark la realizzazione di due modelli davvero speciali: la GT3 R di Zacharie Robichon GTD Sprint Champion 2019 in serie limitata a 150 pezzi (cod. FF002), decorata con la tradizionale livrea rossa a quadri neri, e la splendida GT3 R arrivata 3° alla Petit Le Mans del 2019 in serie limitata a 250 pezzi (cod. FF003), decorata con un tartan blu e giallo personalizzato con i colori di Life Storage.

GT3 R Hargrove 2018

Il modello della GT3 R che corse la 24h di Daytona 2020 (MAP 02085020), realizzato sempre da Spark, fu distribuito anch’esso come promozionale dal Museo Porsche e, di poi, venduto (a prezzi gonfiati) da altri negozianti.

A settembre scorso, Pfaff Motorsport annunciò di aver commissionato a Spark la realizzazione della GT3 R vincitrice della 12h di Sebring 2021 in due versioni, “Race Start Condition” e “Race Win Condition” (ovvero “pulita” e “sporca”). I modelli, venduti anche dal Museo Porsche (cod. MAP 02085221 e MAP 02085321) ad un prezzo di gran lunga inferiore a quello proposto dallo shop di Pfaff Motorsport e dai soliti venditori, sono stati splendidamente realizzati, ricchi di particolari fotoincisi e con la tipica decorazione fedelmente riprodotta.

A voler essere pignoli, qualche appunto andrebbe mosso alla versione “Race Win” che dovrebbe riprodurre la GT3 R nelle esatte condizioni in cui ha tagliato  il traguardo alla 12h di Sebring dello scorso anno. La “sporcatura”,  purtroppo, non è esattamente uguale a quella della controparte reale che, tra l’altro, nel corso della gara aveva anche perso lo specchietto retrovisore destro, erroneamente ancora presente sul modello. Va comunque sottolineato che la “sporcatura” è stata eseguita a mano dalle maestranze di Spark e che, di conseguenza, ogni modello risulta essere diverso dall’altro. Avete già fatto spazio nelle vostre vetrine?

Ferrari 4 litri Fantuzzi 1965 kit André-Marie Ruf

La Ferrari Berlinetta 4 litri Fantuzzi fa parte di quei soggetti piuttosto originali che André-Marie Ruf realizzò nella seconda metà degli anni novanta. Oggi ci sono marchi come Kess o Matrix che si occupano di certe Ferrari dalla carrozzeria speciale, oggi piuttosto popolari anche perché magari nell’ambito delle vetture più conosciute è stato fatto e rifatto tutto. All’epoca, però, si trattava di una scelta originale e tutto sommato coraggiosa, visti gli investimenti necessari per un kit in metallo bianco. La 4 litri Fantuzzi uscì nel giugno del 1998 col numero di catalogo 29, contemporaneamente alla Mini Gruppo A Monte Carlo 1997 marchiata Piranha.

E’ un kit non molto raro oggi, che non raggiunge certo le quotazioni di certi altri modelli di Ruf. Nondimeno, costituisce un’ottima base per montaggi di alto livello, come quello che illustriamo in questo articolo, opera di Gualtiero Negri.

Ufficializzati gli equipaggi Ferrari per difendere i titoli mondiali nel FIA WEC

Foto copyright David Tarallo pitlaneitalia.com

A poco meno di due mesi dalla 1000 Miles of Sebring, prova di apertura della decima stagione del FIA World Endurance Championship, Ferrari ufficializza gli equipaggi che saranno al via della serie con le 488 GTE di AF Corse nella classe LMGTE Pro. Dopo aver iscritto per la sesta volta il proprio nome nell’albo d’oro dei campioni del mondo Costruttori, Ferrari cercherà di bissare il titolo in quella che sarà l’ultima stagione delle LMGTE Pro nel mondiale.
Sulla vettura numero 51 i campioni del mondo in carica, Alessandro Pier Guidi e James Calado, daranno la caccia al tris iridato, impresa mai riuscita nella classe LMGTE Pro. Per il quinto anno consecutivo, il duo anglo-italiano affronterà la stagione alternandosi al volante della 488 GTE. “Il 2021 è stato fantastico e abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere”, ha dichiarato Pier Guidi, “ma alla fine, nel motorsport, bisogna girare pagina molto velocemente. Ripartiamo tutti da zero punti e ancora una volta dovremo dimostrare di essere i migliori e, per riuscirci, metteremo tutto il nostro impegno. Questa stagione sarà molto complicata per Ferrari perché oltre all’impegno nelle gare dovrà dividersi nello sviluppo di due nuove vetture e questo renderà il tutto ancora più difficile, ma in queste situazioni sappiamo trovare motivazioni e grinta supplementari. È l’ultimo anno per la GTE Pro nel WEC, e personalmente mi dispiace molto perché è una categoria che amo. Vogliamo fare bene e avere un ulteriore bel ricordo della 488 GTE che ci ha permesso di ottenere moltissime soddisfazioni e successi”.

Essendoci laureati campioni mondiali le aspettative sono molto alte, per il team, per Ferrari e per tutti i nostri tifosi”, gli ha fatto eco Calado. “Ovviamente io e Alessandro faremo tutto il possibile per ottenere il terzo titolo. Penso che dovremo lavorare ancora più duramente rispetto a quanto fatto quest’anno perché sono sicuro che i nostri avversari avranno migliorato le loro performance. Ci sarà anche la Corvette e sappiamo quanto siano competitivi, ma daremo tutto, cercando di sfruttare al meglio l’esperienza che abbiamo nel mondiale”.

L’equipaggio della 488 GTE numero 52, invece, sarà composto da Miguel Molina e Antonio Fuoco. Il pilota spagnolo, alla sua terza stagione completa nel FIA WEC, dividerà con il giovane italiano l’abitacolo della Ferrari di AF Corse. “Sono molto contento di essere nuovamente al via del mondiale che affronterò con un nuovo compagno di squadra”, ha commentato lo spagnolo. “Antonio lo scorso anno ha fatto un lavoro eccellente in classe LMGTE Am dimostrando di essere un pilota molto forte. Noi siamo pronti per lottare per la vittoria, in un periodo che è importante per il futuro. Le prestazioni dimostrate nel finale della scorsa stagione mi rendono molto ottimista e non vedo l’ora di iniziare a Sebring. Vorrei ringraziare Daniel per quanto fatto la scorsa stagione, è stato un compagno di squadra esemplare, sempre molto veloce”.

Dopo i titoli nel Campionato Italiano GT e l’ottimo esordio nel mondiale endurance nella classe LMGTE Am con Cetilar Racing, Antonio Fuoco salirà sulla Ferrari in classe LMGTE Pro per la prima volta. “Onestamente sono molto contento per questa opportunità”, ha affermato l’italiano, “perché giunge al termine di un percorso di crescita nel mondo delle ruote coperte dal 2019 fino ad oggi. Sono felice di avere questa chance e spero di dare il mio contributo alla squadra e a Ferrari nel 2022”.

24 Heures du Mans, un siècle d’affiches

Dalla prima edizione del 1923, l’Automobile Club de l’Ouest ricorre ad artisti e a celebri agenzie per produrre, ogni anno, il poster ufficiale della 24 Ore di Le Mans. Oggetto promozionale, di comunicazione oppure articolo da collezionare, il poster rappresenta ogni anno la magia, l’ambizione e l’intensità di una delle competizioni automobilistiche più importanti del mondo.

Questo libro, appena uscito, raggruppa tutte le locandine dal 1923 al 2022: curiosità artistica, testimonianza di moda e di tendenza, ogni pezzo viene commentato e spiegato per scoprire o riscoprire le vicende di ciascuna edizione della 24 Ore.

Il libro ha un costo di € 36,00 (€ 34,20 per i soci dell’ACO).

Spark: prime novità serie nazionali in 1:43

Mix Diffusion ha annunciato oggi alcune interessanti novità 1:43 previste nel terzo trimestre 2022 nelle serie nazionali belga, francese, tedesca e americana. In calce trovate il documento completo in pdf. Fra le referenze degne di nota vi è la SG672, ossia la Porsche 917/20 Martini pilotata da Herber Mueller nell’Interserie 1974 (edizione limitata a 750 pezzi). Non male neanche l’idea di riprodurre l’Alpine A110 Turbo vincitrice del Critérium des Cévennes 1972 con Jean-Luc Thérier (SF228, 500 esemplari).

La stagione GT 2021 in esposizione al Museo Ferrari

Il Museo Ferrari di Maranello ospiterà fino al 31 marzo 2022 la mostra “GT 2021, a memorable year” che celebra l’anno più vincente della storia di Ferrari nelle competizioni GT. Una stagione che ha visto le Ferrari impegnate nei principali campionati distribuiti sul pianeta, al termine della quale l’albo d’oro del Cavallino Rampante si è arricchito di 23 titoli. Tra questi spiccano gli allori di Campione del Mondo piloti e Costruttori nel FIA World Endurance Championship con la 488 GTE e il successo nelle classi Pro e Pro-Am nel GT World Challenge Europe Endurance Cup con la 488 GT3 Evo 2020, in quella che è la serie più difficile per le vetture di classe GT3.

Il percorso realizzato per i visitatori propone una panoramica delle vittorie e dei titoli ottenuti dalla Casa del Cavallino Rampante attraverso immagini e filmati e offre la possibilità di vedere da vicino le 488 GTE di AF Corse che si sono imposte nel FIA World Endurance Championship. La numero 51, impegnata in classe LMGTE Pro con Alessandro Pier Guidi e James Calado, nel 2021 si è imposta in tre occasioni, tra cui la 24 Ore di Le Mans, permettendo al duo italo-inglese di essere il primo equipaggio ad aggiudicarsi due titoli mondiali nella classe dall’istituzione del WEC. Per Ferrari, quello ottenuto al termine della Season 9 del WEC è il sesto alloro mondiale dopo quelli del 2012, 2013, 2014, 2016 e 2017.

La numero 83, portata in gara da François Perrodo, Nicklas Nielsen e Alessio Rovera, si è assicurata quattro successi, inclusa la 24 Ore di Le Mans, dimostrandosi la vera mattatrice della classe LMGTE Am aggiudicandosi il FIA Endurance Trophy per i piloti e per i team, bissando il risultato dello scorso anno.

Durante la durata della mostra, all’interno della mostra dedicata alla storia della Scuderia, è anche esposta la berlinetta protagonista della leggendaria edizione della 24 Ore di Daytona del 1967, con l’arrivo in parata delle tre vetture di Maranello.

I musei Ferrari, quello di Maranello e quello di Modena dedicata al fondatore Enzo Ferrari, hanno chiuso il 2021 con grande positività. La riapertura dei musei dopo i periodi di chiusura forzata rappresentano un forte segnale di ripresa del settore turistico che vede, in modo particolare, una grande crescita del pubblico italiano (+70%) che si dimostra sempre più vicino ai luoghi di interesse del nostro Paese.

La Porsche… canadese: 935 IMSA Heimrath 24h Daytona 1978

In IMSA e in Trans-Am le Porsche cambiavano spesso faccia, mutando talvolta anche radicalmente. Il team canadese Heimrath era una presenza abbastanza nelle gare nordamericane di fine anni settanta. La sua Porsche telaio 930 770 0958 aveva debuttato nella Trans-Am del ’77 in configurazione 934/5, per poi trasformarsi in 935 per la stagione 1978. La nuova veste, con carrozzeria gialla, debuttò alla 24 Ore di Daytona, dove Ludwig Heimrath, Jacques Bienvenue e Norm Ridgely (equipaggio tutto canadese) ottennero un buon 11° tempo in qualifica dovendo però abbandonare per un incidente. La vettura venne utilizzata intensivamente nel 1978, sia in Trans-Am sia in IMSA. Nel ’79 la 935 Heimrath divenne bianca, arrivando anche a ricevere una carrozzeria simil-K3 nel 1980-81. Gli ultimi anni (1983 e 1984) furono buoni per un’ulteriore metamorfosi, con una carrozzeria che poteva ricordare quella della “Big orange” vincitrice alla 12 Ore di Sebring nel 1983.

Madyero ha realizzato in questi giorni una serie limitata della Porsche Heimrath in versione 24 Ore di Daytona 1978. Il modello, disponibile solo montato, dispone di tutti gli ultimi aggiornamenti delle edizioni Madyero ed è fissato a una base in legno, che ne mette in evidenza le tante caratteristiche raffinate.

Questo modello è disponibile al seguente link:

https://www.geminimodelcars.com/listing/1148699188/porsche-935-turbo-imsa-24h-daytona-1978

Da Autocult il Volvo C-303 della Paris-Dakar 1983

Autocult non finisce mai di stupire. La scelta dei soggetti è sempre incredibilmente originale, con un’alternanza continua fra passato prossimo e passato remoto. Segnaliamo una delle ultimissime novità, numero di catalogo 07022. Si tratta di un camion Volvo C-303 che partecipò alla Parigi-Dakar del 1983. Il C-303 era un veicolo due assi a trazione integrale, della famiglia C-300, le cui origini risalivano alla fine degli anni ’60. La produzione in serie iniziò nel 1974 e terminò nel 1980, dopo quasi 8000 esemplari costruiti.

Il 20 gennaio del 1983, le agenzie di stampa di tutto il mondo riferirono che il team svedese ufficiale Volvo, capitanato dal pilota Hasse Henriksson, il copilota Sture Bernharsson e il meccanico John Granang erano arrivati primi alla Parigi-Dakar nella classe Camion fino a 10 tonnellate. Nella classifica finale il veicolo si era piazzato al ventesimo posto e tra tutti i camion partecipanti aveva concluso addirittura secondo assoluto. Un risultato simile non era per nulla scontato perché la quinta edizione della Parigi-Dakar attraversava tra l’altro il quasi infinito e insidioso deserto del Ténéré, tra il Niger e il Ciad. Il veicolo vincente corrispondeva in gran parte alla produzione in serie terminata tre anni prima. I meccanici Volvo avevano aggiunto solo un serbatoio di carburante da 300 litri, un rollbar saldato all’esterno della carrozzeria e dei fari supplementari. Il motore era stato modificato per funzionare con benzina a basso numero di ottani e strumenti aggiuntivi furono aggiunti alla cabina di pilotaggio senza modifiche di grande rilevanza.

ORECA sviluppa il suo primo banco per motori a idrogeno

ORECA Magny-Cours développe son premier banc à moteurs hydrogène. Dans un souci perpétuel de modernité et dans sa quête de projets innovants, ORECA Magny-Cours, acteur majeur dans le domaine de la préparation moteur, s’est appliqué à faire évoluer l’un de ses bancs d’essais afin d’accueillir, dès la fin du premier trimestre 2022, des moteurs à technologie hydrogène pour le compte de constructeurs, de promoteurs ou d’équipes privées.

« À partir du mois de mars 2022, ORECA sera en mesure de passer au banc des moteurs à technologie hydrogène sur une machine BORGHI de capacité 800 CH et 1000 N.m. Grâce à une synergie entre nos outils d’analyse de combustion de dernière génération, notre Bureau d’Études et nos partenaires de simulation combustion, toute l’équipe est enthousiaste à l’idée de développer les moteurs de demain. » Vincent Garreau, Directeur de Projet d’ORECA Magny-Cours

Si ce banc hydrogène permettra aux équipes d’ORECA Magny-Cours de donner une nouvelle dimension à leurs projets, il sera également mis à disposition des principaux partenaires et clients de l’entreprise afin de les accompagner dans leurs réalisations liées à cette nouvelle technologie.

En parallèle de ce projet et afin de répondre au programme « Dakar Future », le plan de transition énergétique lancé par le rallye-raid en 2021, ORECA Magny-Cours travaille d’ores et déjà sur une future motorisation à technologie hydrogène qui pourra équiper les véhicules des concurrents du Dakar dans les années à venir.

« À l’aube de 2022, il est primordial pour les secteurs de l’automobile et du sport automobile de développer des projets d’avenir visant à une mobilité raisonnée et durable. Depuis toujours, la compétition constitue un formidable laboratoire de recherche. C’est dans cette optique et animé par l’envie d’être acteur du futur de tous qu’ORECA va s’investir dans ces nouvelles technologies qui propulseront les véhicules de demain. » Serge Meyer, Directeur d’ORECA Magny-Cours.

Porsche 917 PA telaio 028 Can-Am 1971 Milt Minter

Massimo Martini ci ha gentilmente passato le immagini della sua più recente elaborazione, la Porsche 917 PA Vasek Polak telaio 028, pilotata da Milton “Milt” Minter nella stagione 1971 della Can-Am. Dovrebbe trattarsi della stessa vettura che Jo Siffert aveva portato in gara due anni prima. La base da cui Massimo è partito è un… Politoys, ma a dire il vero del modello d’origine è rimasto ben poco. In queste foto documentiamo un po’ anche alcune fasi dell’elaborazione, che comprende l’autocostruzione di tutto il telaio e della meccanica.

Particolarmente dettagliato l’abitacolo. In foto non sono sempre ben visibili i tanti cablaggi aggiunti a completare la riproduzione di motore e interni. Con questo modello, Martini ha terminato la storia dello sviluppo di tutte le Porsche 917 sperimentali, in totale nove pezzi.

Presentiamo anche alcune immagini dove la vettura Vasek Polak, cui mancano ancora alcune scritte presenti in una decal che arriverà presto, compare insieme alle altre due “sorelle”, la Gesipa e la Georg Loos, anch’esse ricavate da basi Politoys.

Dulcis in fundo, un’altra elaborazione recente di Massimo, la 917/10 sperimentale di George Follmer, realizzata su base Solido.