L\'Aston Martin AMR1 Gruppo C Le Mans 1989 di Profil24 (kit 1:24) in uscita a luglio

E\’ prevista per luglio la commercializzazione del prossimo kit 1:24 di Profil24, l\’Aston Martin AMR1 Gruppo C di Le Mans 1989 (numero di catalogo P24122). Da questa referenza sarà possibile ottenere entrambe le versioni: la numero 18 Roe/Los/Redman e la numero 19 di Mallock/Leslie/Sears. 

Il Museo Michelin a Clermont-Ferrand: una gallery



Fra i musei del settore automobilistico, l\’Aventure Michelin a Clermont-Ferrand è una delle strutture più moderne e istruttive. Situato giusto dietro lo stadio Marcel Michelin, il museo consacrato alla Michelin presenta un percorso di un\’ora e mezzo-due ore (dipende da quanto si approfondiscono i numerosi contenuti multimediali) che ripercorre tutta la storia tecnica, economica e umana dell\’azienda fondata da André e Edouard Michelin nel 1886. Il museo si estende su due livelli per un totale di circa 2000mq, nei quali sono esposti automobili, documenti e un migliaio di oggetti da collezione. Presentiamo una breve gallery del museo, attualmente aperto al pubblico dopo le lunghe restrizioni dovute alla pseudo-pandemia. 


Michelin, matricule F276710: un memoriale di Jean-Michel Frixon

L’industria, la “fabbrica”, ha generato nei decenni una copiosa produzione letteraria. Per limitarsi all’Italia, basti pensare a certi scritti di Paolo Volponi (Memoriale, col suo indimenticabile Albino Saluggia), ma anche di Ottiero Ottieri o Romano Bilenchi. C’è stata, in questi autori, un’evidente elaborazione artistica che ha comunque conservato, e consegnato alla storia, le problematiche tutt’altro che letterarie di una vasta classe sociale emersa nel corso degli anni cinquanta e sessanta, al centro di laceranti conflitti politici ed economici. 

La memorialistica della fabbrica si è sviluppata anche in resoconti e diari più lontani dalla fiction, con un’onda lunga ancora oggi abbastanza diffusa nell\’Europa deindustrializzata del secolo XXI, un’epoca che sembra essere pervasa esclusivamente dall’eterea leggerezza del byte (ricordate il Calvino delle Lezioni americane?), protagonista oggi più che mai delle transazioni commerciali e finanziarie con le quali si creano immense fortune… virtuali

Giusto una settimana fa osservavo un po’ distratto l’enorme quartier generale di Michelin nel paddock di Portimao, con gli imponenti camion, i macchinari, i percorsi per gli addetti, un vero villaggio nel villaggio. 

Oggi mi sono imbattuto, in una libreria di Clermont-Ferrand, in un autore che in Francia sta diventando una specie di caso. Jean-Michel Frixon fu assunto da Michelin nel 1976. Aveva diciassette anni. La Michelin per Clermont-Ferrand è stata (e in parte lo è tutt’oggi) ciò che la Fiat è stata per Torino, la Olivetti per Ivrea, la Solvay per Rosignano e gli esempi potrebbero continuare per pagine e pagine. 

Quello scritto da Frixon, che oggi è in pensione, è un libro di memorie, composte nel breve giro di un paio di mesi. Una vita alla Michelin, rievocata – dice lui – soprattutto per lasciare una testimonianza ai suoi due figli. 

Inizialmente doveva essere giusto un testo da far circolare in famiglia, poi suo fratello, dopo averlo letto, lo ha spronato a cercare un editore. E’ stata anche abbastanza curiosa e divertente la ricerca, un po’ casuale, di una casa editrice. 

Le risposte, anche positive, non hanno tardato ad arrivare e alla fine il libro (di poco più di 200 pagine) è stato pubblicato lo scorso aprile da una piccola casa di Nîmes, Nombre7 Editions. 

Michelin, matricule F276710 è un viaggio attraverso i decenni in una realtà a volte straniante, a volte incomprensibile, altre volte accogliente e intrigante. Un rapporto con una grande azienda come quella non può essere mai banale. Non è un libro di accusa contro certe ingiustizie o certe assurdità, ma non è neanche un libro di incondizionata ammirazione. Ricordate il monologo del pensionato Novello Novelli nel film A ovest di Paperino sui quarant’anni alla Sip? Ecco, lo spirito di chi esce da realtà di questo genere deve essere un po’ questo: un cosciente stordimento che è allo stesso tempo una stanca consapevolezza e uno sguardo necessariamente distaccato su tutto. 

Jean-Michel Frixon allo spazio
culturale Leclerc di Clermont-Ferrand,
19 giugno 2021.

 

Eppure di emozioni nel libro ne passano. Ma sono emozioni pacate, filtrate già da una riflessione tutt’altro che immatura. Lo stile è semplice ma non semplicistico. Fino a pagina 40, le cose si svolgono in una quasi pacata normalità. Poi si fanno più complesse, con i personaggi ora umani, ora grotteschi che fatalmente trovi ovunque esista una gerarchia. Non una parola di troppo in questa scrittura che non vuole sorprendere o condizionare col pedale della solennità o della retorica. La capacità iconica trova il proprio compimento in un periodare breve, incisivo, mai sovraccarico. I cascami di una certa retorica memorialistica restano fortunatamente a debita distanza.  

E a livello umano, al di là della valenza documentaria del libro, quello che nell’esistenza dell’autore poteva degenerare in un avvelenato percorso di alienazione si è evoluto invece – chissà quanto sorprendentemente – in una liberatoria riconciliazione del corpo con l’anima, mediante la pratica sportiva e il contatto con la montagna. 

I camion Michelin di Portimão mi avevano annunciato che il vecchio Bib aveva in serbo per me una sorpresa letteraria. Se potete, procuratevi questo libro e leggetelo tutto d’un fiato. Ne sarà valsa la pena.

Tameo al lavoro sulla Ferrari 512M destinata alla gamma Montegrosso



Luca Tameo sta lavorando al master della Ferrari 512M del 1971, naturale evoluzione della 512S, già presente nella gamma Montegrosso. La 512M (catalogo MTG006) sarà proposta inizialmente nella versione numero 16 Le Mans 1971 (Craft/Weir, David Piper Autoracing) e avrà, come la 512S, la riproduzione del motore-cambio con cofano posteriore amovibile. Non c\’è dubbio che seguiranno numerose altre versioni. Se la 512S è stata riprodotta piuttosto bene anche recentemente, la 512M è rimasta un po\’ più nell\’ombra. In ogni caso questi kit, anche se di soggetti tutt\’altro che inediti, restano interessanti per il dettaglio supplementare che offrono rispetto a quanto si è visto in passato. 

Porsche 917 Bino-Motoradio di Wilson Fittipaldi: un\'elaborazione di Massimo Martini



La Porsche 917 di Ortiz Patino (Zitro Racing) continuò la propria carriera in Brasile con Wilson Fittipaldi, fratello di Emerson. La carrozzeria, da bianca e blu diventò gialla e vennero aggiunte varie appendici aerodinamiche. 



Questa particolare versione non sfuggi a suo tempo a DVA e a qualche appassionato di slot, ma la 917 brasiliana resta comunque poco conosciuta. Presentiamo qui un\’elaborazione realizzata da Massimo Martini, sulla base del classico kit Provence Moulage. 



Porsche: il pacchetto Touring disponibile per la nuova 911 GT3

La settima edizione della GT da 375 kW (510 CV) può essere ora ordinata con il pacchetto Touring di dotazioni che ha riscosso molto successo già con il modello precedente. Questa 911 GT3 puristica, dal peso di soli 1418 chilogrammi, viene consegnata con un cambio sportivo GT a sei marce di serie. Per la prima volta, il pacchetto Touring può anche essere abbinato al cambio a doppia frizione PDK a sette rapporti senza costi aggiuntivi.

La differenza più evidente all\’esterno è la mancanza dell\’ala posteriore fissa della 911 GT3. In questo caso è uno spoiler posteriore ad estensione automatica che garantisce la deportanza necessaria alle alte velocità e contribuisce ulteriormente alla sobrietà della vettura. 



Le rifiniture color argento in alluminio anodizzato lucido sui finestrini laterali sono un altro tratto distintivo che sottolinea l\’aspetto discreto della nuova arrivata. Il frontale è interamente verniciato nel colore della carrozzeria. Gli interni con ampie sezioni in pelle nera risultano particolarmente eleganti e sono disponibili esclusivamente per la GT3 con pacchetto Touring. La parte anteriore del cruscotto e le sezioni laterali superiori dei pannelli di rivestimento delle porte sono caratterizzate da una speciale goffratura superficiale.


Il nome \”pacchetto Touring\” risale a una variante di equipaggiamento della 911 Carrera RS del 1973. Già allora, l\’attenzione si concentrava sul design puristico della 911 e sui dettagli degli interni classici. Porsche ha rilanciato l\’idea nel 2017, riproponendo per la prima volta un pacchetto Touring per la precedente generazione della 911 GT3, la 991. Da allora, questa variante viene apprezzata in particolare dagli amanti delle auto sportive di fascia alta con una spiccata passione per la sobrietà e un piacere di guida più classico.



Sopra il potente motore spicca la griglia del cofano posteriore con il logo \”GT3 Touring\” dal design esclusivo. Le strisce di rifinitura dei finestrini laterali e i terminali dell\’impianto di scarico sportivo sono color argento. Questi elementi presentano una finitura in nero satinato nel pacchetto opzionale Touring Nero per gli esterni; in questo caso, i moduli dei fari anteriori sono oscurati.

La 911 GT3 con il pacchetto Touring ripropone anche all\’interno l\’atmosfera di un\’auto sportiva classica. La corona del volante, la leva del cambio, la calotta della console centrale, i braccioli nei pannelli delle portiere e le maniglie delle porte sono rivestiti in pelle nera. I rivestimenti parzialmente in pelle sono rifiniti con cuciture nere. Le sezioni centrali dei sedili sono rivestite di tessuto nero, così come è nero anche il rivestimento del tetto. Sui poggiatesta spiccano gli stemmi Porsche in rilievo. I battitacco e i profili decorativi del cruscotto e della console centrale sono in alluminio nero spazzolato.


Con il pacchetto Touring, Porsche offre anche la maggior parte degli equipaggiamenti opzionali della 911 GT3. Ciò include tutti i colori della carrozzeria e dei cerchi, i fari a LED con Porsche Dynamic Light System e Porsche Dynamic Light System Plus, vari sistemi di assistenza, i freni carboceramici PCCB, il sistema di sollevamento dell\’asse anteriore, tutte le varianti di sedili, il pacchetto Chrono e i sistemi audio.

Porsche Design propone inoltre per i clienti della 911 GT3 con pacchetto Touring un particolare cronografo dotato di un movimento con funzione flyback. 


Il rotore di carica richiama il design delle ruote della vettura ed è disponibile in sei diverse versioni a seconda della configurazione dell\’auto. La lunetta del quadrante grigio agata metallizzato si rifà alla finitura della carrozzeria. Il quadrante stesso ha una finitura nera opaca, mentre le lancette luminose del cronografo gialle sono in tinta con il contagiri. 



Il cronografo della 911 GT3 con pacchetto Touring avvolge il polso grazie a un cinturino in pelle realizzato con lo stesso materiale utilizzato per le auto Porsche, su cui spicca il logo \”GT3\” goffrato. Le cuciture nere con filo Porsche conferiscono al cinturino un ulteriore tocco finale. Il cronografo è prodotto dalla fabbrica svizzera di orologi dell\’azienda ed è riservato esclusivamente ai proprietari della vettura.

Nel caso della settima edizione di questa vettura sportiva ad alte prestazioni, Porsche ha trasferito la tecnologia da corsa in un modello di produzione in modo più sistematico che mai: la sospensione anteriore a doppio braccio oscillante così come l\’impeccabile schema aerodinamico con alettone posteriore a collo di cigno – escluso dal pacchetto Touring – e il singolare diffusore derivano dalla fortunatissima 911 RSR GT da corsa, mentre il motore boxer a sei cilindri da 4,0 litri con potenza di 375 kW (510 CV) è stato realizzato sulla base dell\’unità di trazione della 911 GT3 R provata e collaudata nelle gare di durata.

Nonostante la carrozzeria più larga, le ruote più grandi e caratteristiche tecniche aggiuntive, il peso della nuova GT3 è pari a quello del suo predecessore. 


Pesa 1.418 kg con il cambio manuale e 1.435 kg con il cambio a doppia frizione Porsche (PDK). Il cofano in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP), i vetri leggeri e i cerchi in lega forgiati testimoniano l\’attenzione al contenimento del peso e lo stesso vale per l\’impianto di scarico sportivo leggero.

I geni da competizione si manifestano praticamente in tutti i dettagli della nuova 911 GT3. L\’abitacolo è dotato per la prima volta di uno schermo da pista: premendo un pulsante, i display digitali a sinistra e a destra del contagiri centrale si riducono alle informazioni essenziali sulla pressione degli pneumatici e dell\’olio, sulla temperatura dell\’olio e del liquido di raffreddamento e sul livello del serbatoio del carburante. La 911 GT3 ha un selettore di modalità facilmente accessibile, posto sul volante, che facilita il passaggio veloce tra le impostazioni normali e le modalità Sport e Track personalizzabili.

Porsche propone la 911 GT3 a un prezzo base di 176.855 euro, compresa IVA e dotazioni specifiche. Il pacchetto Touring può ora essere ordinato come opzione senza costi aggiuntivi.

La seconda Ferrari 512S di Montegrosso commercializzata da fine giugno

La seconda Ferrari 512S del marchio Montegrosso (Tameo) sarà disponibile da fine giugno. Si tratterà della versione dell\’Ecurie Francorchamps della 1000km di Spa 1970 (Bell/de Fierlant). Il kit avrà il numero di catalogo MTG-005 e sarà caratterizzato dalla riproduzione del gruppo motore-cambio, esattamente come la prima 512S di Montegrosso, la vincente della 12 Ore di Sebring 1970, uscita l\’anno scorso. 

Disponibile a fine luglio il kit Tameo SLK131 Ferrari 312 F1-68 GP Sudafrica 1968


Tameo ha comunicato che sarà disponibile a fine luglio il kit SLK131, la Ferrari 312 F1-68 del GP del Sudafrica 1968. Il kit permetterà la realizzazione di tutte le tre vetture partecipanti, la numero 8 di Chris Amon, la 9 di Jacky Ickx e la 10 di Andrea de Adamich. 

In occasione del WEC a luglio torna il pubblico a Monza (comunicato stampa ufficiale)

 

Press Release                                                                                                                   16/06/2021

FIA WEC welcomes back limited number of fans for Monza 

The first event open to the public at the Autodromo Nazionale Monza will be the 6 Hours of Monza, round three of the 2021 FIA World Endurance Championship. The Italian round of the FIA WEC will be held at Monza, Italy, next month (16 – 18 July).

Built in 1922, the Autodromo Nazionale Monza is the true temple of speed – unmatched around the globe for its history and passion, as well as the legendary Tifosi. The championship staged the WEC Prologue at Monza back in April 2017 but Season 9 will mark the first time that a full WEC race has been held at this truly spectacular racetrack.

A total of 38 cars will battle it out in their respective classes that this year features all all-new category: Hypercars. A six-hour race in the Italian summer sunshine will provide a fascinating insight into the new-for-2021 Hypercars, as negotiating the slower GT traffic on the narrow stretches of road will be a real challenge for the drivers. Twelve LMP2, four LMGTE Pro and 17 LMGTE Am will also be on track, with 11 Ferraris in the latter two categories.

Next month’s 6 Hours of Monza will be the first race this year where Autodromo Nazionale Monza will host a limited number of fans – all in accordance with COVID-19 regulations.

The circuit will welcome spectators on Sunday 18 July, appropriately spaced and on the right grandstand of the starting straight. The seats will be assigned at the time of ticket purchase, which must be done only through authorised online retailers. Together with the ticket, a parking space inside the circuit will also be guaranteed.

Until Wednesday 30 June, tickets will be on sale at a discounted price via www.monzanet.it and www.ticketone.it. Entry costs 60 euros, while it will be free for children up to six-years-old and will cost 1 euro for those between seven and 11. Those aged between 12 and 17 plus the over 75s will be charged 30 euros. From Thursday 1 July, the prices will increase.

Fans can book their seats online ahead of the event but will not be permitted to purchase in person at the doors. It will be necessary to complete a check-in procedure which will allow tracking of spectators for the protection of their health.

If regulations change, tickets already booked will be refunded for the full face value of the price. Any updates will be promptly communicated on the website www.monzanet.it.

FIA WEC CEO Frédéric Lequien: “We are extremely pleased to be able to welcome some of our loyal fans back to the WEC. I would like to thank everyone at the Autodromo Nazionale Monza and the Italian authorities for making this possible. I’d also like to thank our fans for their patience and continued support.”

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Logo ACO

All stories are available online on the official FIAWEC website at  www.fiawec.com

Una veloce occhiata all\'Alfa Romeo 6C 3000 CM Le Mans 1953 di Spark (S4702)



Annunciata da tantissimo tempo, l\’Alfa Romeo 6C 3000 CM di Le Mans 1953 è stata ufficialmente confermata da Spark nel luglio del 2020. Il lavoro di documentazione su questo modello riflette la competenza dei capi-progetto in vetture di questo tipo e il modello che ne è venuto fuori è di ottima fattura, provvisto di quei piccoli dettagli cui Spark ci ha abituato. Su quest\’Alfa, se ci si mette a cercare i particolari, si ha l\’imbarazzo della scelta, tanto la vettura era piena di piccole aperture, bocchettoni, rivetti, sportellini, lucine, tiranti e deflettori. 



Tutto appare ben curato, dal colore della carrozzeria alle forme e dimensioni. Certi Spark possono essere scambiati per piccoli BBR; prendete questa affermazione con le pinze, è per rendere una certa idea. Spark appare aver fatto passi in avanti anche nella riproduzione delle ruote a raggi, messe in particolare evidenza dall\’ottima fattura delle gomme, marchiate Pirelli Corsa. 



I gallettoni sono oltretutto orientati correttamente sia a destra sia a sinistra. Peccato che su certi esemplari chi li monta si sia sbagliato, scegliendo a volte il pezzo che andava dall\’altra parte, col risultato di avere un gallettone su tre in posizione errata, come nell\’esemplare delle nostre foto (ma ne abbiamo visti diversi altri non del tutto corretti). Sarebbe poi stato opportuno verniciare la parte interna dei passaruota in nero, specialmente di quelli anteriori, vista la notevole \”luce\” che c\’è fra il cerchio e la carrozzeria. Dopo la numero 21 di Carini/Sanesi, aspettiamo le altre due versioni di Le Mans \’53 (Fangio/Marimon e Kling/Riess), sperando che Spark si orienti magari sulla Mille Miglia.