Murray Walker è stato la voce della Formula 1 e con uno stile veloce ed esilarante rese intellegibili le gare di automobilismo a milioni di telespettatori. Commentò la sua prima corsa per la BBC a Silverstone nel 1949. Ma il suo lo stile diretto e l’entusiasmo contagioso non dovevano trarre in inganno: Walker era uno che l’automobilismo lo conosceva in modo profondo. La sua carriera televisiva è durata oltre mezzo secolo. Murray Walker è scomparso nel marzo di quest’anno e con lui se n’è andato un personaggio indimenticabile.
Maurice Hamilton, uno dei migliori giornalisti di F.1 in circolazione, gli ha dedicato una biografia, che raccoglierà testimonianze, storie e aneddoti raccontati da chi l’aveva frequentato durante una così lunga carriera.
Il libro è previsto in uscita per la metà di novembre. Una lettura che si preannuncia avvincente ed esilarante. Murray ha creato uno stile inconfondibile, sapiente e spontaneo allo stesso tempo, esplosivo e infarcito di quelli che gli inglesi chiamavano “murrayisms”.
Se amate la Formula 1 di un tempo e magari avete anche apprezzato Unless I am very much mistaken, irresistibile autobiografia scritta da Murray Walker nel 2002, Incredible! farà per voi.
Insieme a nuove serie di furgoni, Francesco Ostuni (Ostunimodels) sta preparando una serie di accessori in resina (1:43), di cui vi proponiamo alcune immagini. Li riconoscete?
In occasione dell’inizio del salone IAA MOBILITY 2021 in programma a Monaco di Baviera dal 7 al 12 settembre, Porsche presenta la concept car Mission R che vorrebbe coniugare tecnologie d’avanguardia e materiali sostenibili, come la plastica rinforzata con fibre naturali con la passione per le competizioni.
Oltre a un design futuristico, il prototipo da competizione a trazione completamente elettrica e dal profilo estremamente ribassato, presenta i tratti caratteristici delle sportive di Stoccarda-Zuffenhausen. I due motori elettrici di nuova concezione della Porsche Mission R erogano fino a 800 kW (1.088 CV) nella cosiddetta “modalità di qualificazione”. La batteria con capacità di circa 80 kWh e l’innovativo sistema di recupero consentono di effettuare gare di velocità (Sprint Race) senza perdita di potenza.
Gli sport motoristici riservati ai clienti godono di grande considerazione in Porsche. Da quando è nata la Porsche Carrera Cup Deutschland, 31 anni fa, la Casa ha prodotto e spedito da Weissach più di 4.400 vetture in versione Cup. Nel mondo si svolgono complessivamente 30 campionati monomarca basati su queste vetture da corsa affidabili e ad alte prestazioni. L’ultima versione della 911 GT3 Cup è stata introdotta solo all’inizio della stagione 2021 e si basa sulla generazione di modelli 992. La Porsche Mission R offre un’indicazione di quello che potrebbe essere il futuro delle serie monomarca con vetture a trazione completamente elettriche.
La sportiva a trazione integrale, in grado di sviluppare poco meno di 1.100 CV in “modalità di qualificazione”, accelera da zero a 100 km/h in meno di 2,5 secondi. La velocità massima è di oltre 300 km/h. In pista, il prototipo elettrico ha registrato lo stesso tempo sul giro dell’attuale Porsche 911 GT3 Cup. Grazie a motori elettrici e celle della batteria di nuova concezione – tutti dotati di un innovativo raffreddamento diretto dell’olio – la concept Porsche Mission R eroga una potenza costante di 500 kW (680 CV) in “modalità gara”. Il cosiddetto derating, cioè la riduzione della potenza della batteria dovuta a condizioni termiche, è stato eliminato. Un motore elettrico con una potenza fino a 320 kW (435 CV) alimenta l’asse anteriore, mentre al posteriore vengono trasferiti al massimo 480 kW (653 CV). L’avanzata tecnologia a 900 volt e il sistema Porsche Turbo Charging consentono di caricare la batteria dal 5 all’80% di SoC (stato di carica) semplicemente con una pausa di soli 15 minuti durante le corse. La ricarica può essere effettuata fino a 340 kW. La Mission R vanta anche un aggiornamento del sistema Porsche Active Aerodynamics (PAA) con sistema di riduzione della deportanza DRS sul frontale e sull’alettone posteriore. Questo comprende tre feritoie su ciascuna delle due prese d’aria laterali del muso e un’ala posteriore regolabile composta da due sezioni.
Oltre a sfruttare un innovativo concetto di propulsione elettrica a batteria, la concept car si distingue per una carrozzeria orientata alla riduzione di anidride carbonica e alla sostenibilità: è in gran parte realizzata in plastica rinforzata con fibre naturali (NFRP), in cui il materiale di base è costituito da fibre di lino provenienti dalla produzione agricola. Questo materiale ecologico è stato utilizzato anche per il bordo dello spoiler anteriore, il diffusore e le minigonne laterali. L’NFRP è stato ampiamente impiegato per la realizzazione degli interni della Mission R, fra cui i pannelli interni delle portiere, la paratia posteriore e i sedili.
La progettazione degli interni risulta focalizzata sul guidatore in tutti gli aspetti. Un display posizionato ergonomicamente tra i comandi sul volante visualizza i dati essenziali durante la corsa. Il monitor sopra la colonna dello sterzo fornisce le immagini riprese dalle telecamere degli specchietti laterali e dalla telecamera dello specchietto retrovisore centrale. Un display a sfioramento a destra del sedile può essere utilizzato, ad esempio, per richiamare i dati biometrici del conducente. All’interno dell’abitacolo vi sono numerose altre telecamere che possono essere usate per fornire sequenze per una trasmissione in diretta.
Col progetto Mission R, Porsche porta le corse reali più vicino che mai a quelle virtuali. Il modulo di guida monoscocca funge anche da simulatore di Esports e ne riproduce esattamente la forma. La struttura di sicurezza in materiale composito in fibra di carbonio unisce un elevato potenziale di protezione per il pilota a un peso ridotto e a una linea inconfondibile. Gli ingegneri e i designer di Porsche hanno ribattezzato “esoscheletro” la struttura del tetto in carbonio di nuova concezione, che integra la gabbia di sicurezza e la superficie del tetto. Con i suoi 4.326 millimetri di lunghezza, la Porsche Mission R è leggermente più corta dell’attuale 718 Cayman; in compenso è notevolmente più larga con i suoi 1.990 millimetri e decisamente più bassa, avendo un’altezza esterna di 1.190 millimetri.
Negli ultimi anni, attraverso gli studi Mission E (2015) e Mission E Cross Turismo (2018), Porsche ha fornito un’anteprima della sua prima serie di futuri modelli sportivi a trazione completamente elettrica. La Taycan (2019) e la Taycan Cross Turismo (2021) ricordano da vicino le due concept car in termini di estetica e tecnologia. Con la Mission R, Porsche lascia intendere ora la sua visione di come sarà in futuro il mondo delle competizioni automobilistiche riservate ai clienti. Il prototipo ha debuttato oggi in anteprima mondiale all’IAA MOBILITY di Monaco di Baviera.
Ho sempre pensato che il bimestrale Tamiya Model Magazine costituisca un’ottima lettura anche per chi si occupi esclusivamente di automodellismo. I montaggi di vetture restano limitati (anche se in lieve crescita in questi ultimi mesi) ma in generale la validità della pubblicazione consiste nel saper dare informazioni dettagliate su delle tecniche che possono essere applicate con risultati validi non solo in ambito militare ma anche nel modellismo “civile”.
I due numeri più recenti, il 172 di luglio-agosto e il 173 di settembre-ottobre, danno in ogni caso soddisfazione all’appassionato di automobili, con i montaggi della Jaguar E-Type di Revell in 1:24, la Peugeot 306 Maxi 1996 di NuNu (1:24), la presentazione dettagliata della Nissan Fairlady 240ZG (Tamiya, 1:24) e un’eccezionale trasformazione a cura di Alessandro Prini – e non Pini come riportato nell’articolo e nell’indice – di una Peugeot 207 S2000 in versione Trento-Bondone 2019 a partire da un Belkits 1:24, tema già apparso nel numero 142 di Modelli Auto (quarto trimestre 2020) ma con foto e un’impostazione generale diverse, quindi ben venga.
Con una foliazione di 68 pagine e un prezzo di € 7,45 in Francia (€ 8,40 in Italia), il TMMI, edito da T2M Editions, è una pubblicazione estremamente istruttiva, mai banale e oltretutto ricca di news sull’attività di tanti piccoli marchi meno conosciuti.
Con due vittorie su due gare, Liam Lawson e la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 di Red Bull AF Corse hanno chiuso nel migliore dei modi il quinto round del DTM disputato sul tracciato di Spielberg, in Austria. Un risultato che ripropone al secondo posto nella classifica il pilota neozelandese, ora a soli 12 punti dal leader.
Gara 1. Scattato dalla pole position, Lawson è stato autore di una gara senza sbavature e in controllo dagli attacchi della Mercedes di Götz durante tutta la durata della corsa, nonostante i ripetuti tentativi del pilota tedesco di superare il leader della classifica Junior. La 488 GT3 Evo 2020 di Red Bull AF Corse ha ottenuto così il suo secondo successo stagionale dopo quello del round inaugurale a Monza. La Ferrari con i colori AlphaTauri guidata da Alex Albon, vincitore in Gara 2 nel precedente round al Nürburgring, è stata invece protagonista di una splendida rimonta fino al quarto posto. Il thailandese, scattato dall’ottava casella in griglia di partenza, ha sfiorato il podio a suon di sorpassi e solo un contatto con il leader della graduatoria provvisoria, Kelvin Van der Linde, ha impedito un ultimo assalto a Ellis, terzo sotto la bandiera a scacchi con la Mercedes.
Gara 2. Copione simile nell’appuntamento conclusivo del weekend austriaco, con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 numero 30, nonostante i 25kg di zavorra aggiuntiva, scattata dalla prima fila e autrice di un’altra prova perfetta. Lawson, nella scia del poleman Marco Wittmann nelle tornate iniziali, attendeva un giro in più rispetto al rivale per effettuare la sosta obbligatoria, rientrando in pista davanti all’alfiere della BMW. Da quel momento il neozelandese gestiva un vantaggio oscillante tra i cinque e gli otto decimi, dimostrando ancora una volta di saper reggere la pressione portata dagli avversari. Albon, invece, dopo essersi prodotto in una bella rimonta dopo la nona posizione ottenuta in qualifica, subiva una foratura che non gli consentiva di puntare al podio, un risultato che sembrava essere alla sua portata. Il pilota di AlphaTauri AF Corse completava la gara in diciassettesima posizione.
Classifiche. Con questo risultato la classifica piloti si accorcia sensibilmente, complice anche il sesto posto in Gara 2 di Kelvin Van der Linde, sempre leader con 147 punti. Con il doppio trionfo del weekend, Lawson si ripropone in seconda posizione a 12 lunghezze dal sudafricano, mentre Albon è sesto con 94 punti al suo attivo. Tra i team, Red Bull AlphaTauri AF Corse è al comando con 229 punti contro i 208 del team ABT.
Le guide di Auto Forever sono molto apprezzate per la loro precisione e completezza. Il nono volume della collana sarà la terza parte della storia consacrata alla BMW. In questo nuovo libro saranno analizzati i modelli 1500-2002, 2500-2800-3.0S e 3.0CS, incluse le versioni speciali e da competizione. L’uscita di “Le guide de toutes les BMW vol.3” è prevista alla fine di ottobre. Pubblichiamo un estratto del libro e l’indice.
Al Model Expo Italy di Verona, in corso questo weekend, Real Dream Models ha presentato l’intera produzione, che comprende anche il nuovo Fiat 418 Sofer nelle livree di Napoli e Salerno. Sono state presentate inoltre le anteprime dei prossimi modelli, il Fiat 410 e il 418 con carrozzeria Pistoiesi. Le prime versioni saranno quelle romane che per anni sono state, insieme ai 418AC e ai 421, la spina dorsale del trasporto pubblico dell’Urbe, poi via via sostituiti negli anni ottanta dagli Inbus 210 e dagli Effeuno. Ricordiamo che il primo modello realizzato da Real Dream Models è stato il 314 Menarini. Tutti modelli sono stampati con la tecnica 3D.
Paolo Bendinelli è uno dei maggiori esperti di modelli italiani in scala 1:24 e la sua raccolta in tema non ha probabilmente eguali. Il blog grandiepiccoleauto gli aveva dedicato un articolo nel 2021, che potete rileggere a questo link: https://pitlaneitalia.com/2012/05/14/paolo-bendinelli-e-gli-124/
Dopo tanti anni di ricerche e di lavoro certosino, sta per essere pubblicato il suo libro che elencherà la totalità della produzione degli 1:24 italiani, con storia delle marche, dettaglio di ogni versione, quotazioni, indici di rarità e tanto altro ancora.
Il volume sarà disponibile nel corso del 2022. Trenta copie saranno disponibili anche abbinate a un modello celebrativo (un’Alfa Romeo 75 della Burago opportunamente trasformata) che dovrebbe essere pronto entro fine 2021.
L’anteprima del modello è stata presentata in occasione della borsa di Novegro oggi 5 settembre (foto sotto, lo stand di Paolo).
AutoModélisme continua a non discostarsi da una mediocrità tutt’altro che aurea con questo numero di settembre che vede in copertina un modello CCC che potrei aver montato io, con le decals rotte e varie altre magagne. Forse un giorno la redazione si accorgerà che gli 1:43, anche quelli buoni, figuriamoci quelli scadenti, non vanno sparati in copertina. CCC è l’oggetto di una specie di marchetta che passa in rassegna i modelli francesi di Le Mans prodotti dal marchio che fu di Georges Pont e che da qualche anno è stato rilevato da Nils Hévia. Sulle insipide pagine dello spazio lettori con le quali AM riempie gratuitamente sei pagine si è già detto in passato e non è il caso di tornarci sopra. La sezione delle novità è piena di modelli Spark, Norev, Minichamps e Ixo, ossia quelle uscite che chiunque può trovare – complete – su Internet. E’ l’ennesima riprova che la rubrica delle novità su un mensile (e a maggior ragione su un bimestrale o su un trimestrale) dovrebbe essere qualcosa di diverso da come appare AutoModélisme. Per il resto, alcuni articoli tematici: le auto di Stefan Bellof, quelle di papi/celebrità/capi di stato e i carri funebri (eh beh, quelli ci mancavano). Credo che di una rivista così si possa tranquillamente fare a meno.