Mensile o bimestrale? Né l\'uno né l\'altro. AutoModélisme esce "ogni 6 o 7 settimane"

AutoModélisme, i primi due numeri
del \”nuovo corso\”

Erano già in parecchi a preoccuparsi dell\’assenza dalle edicole dell\’AutoModélisme di maggio e della mancanza di attività sulla pagina Facebook, finché, finalmente, non è arrivato un chiarimento dallo stesso editore: la rivista uscirà ogni 6-7 settimane e il prossimo numero, quello di maggio, sarà nelle edicole intorno al 20 di questo mese. Non credo che all\’inizio fosse stata prevista una simile cadenza, quantomeno atipica. E\’ vero che il numero 273, il primo dalla ripresa, portava la dizione \”febbraio 2021\” e il numero 274 era venduto come aprile 2021, ma è anche vero che nel colofone della rivista viene chiaramente indicato \”1 an – 11 numéros, 2 ans 22 numéros\”. A mio avviso l\’editore e la redazione non hanno tardato a rendersi conto che una rivista mensile rappresenta un impegno troppo gravoso – non solo economicamente – ed è stato quindi aggiustato il tiro. Non c\’è dubbio che gli abbonamenti terranno fede al numero dei fascicoli e non allo spazio temporale, ma il discorso è un altro: a questo punto potevano decidere per un\’uscita bimestrale e sarebbe stato tutto molto più chiaro e prevedibile. Passi per gli abbonati, ma gli acquirenti nelle edicole rischiano di non sapere più quando troveranno il nuovo numero. 

Alpine-Renault A110 "Tony"/De Marco Rally 333 Minuti 1974: un\'elaborazione di Luca Faggio

Tempo fa Elio Venegoni mi aveva proposto per il blog un articolo su un\’elaborazione eseguita da Luca Faggio su base Trofeu, versione Rally 333 Minuti 1974. Ho accettato di buon grado perché il lavoro riguarda una di quelle trasformazioni di sano spirito artigianale che ci riportano ad epoche forse passate… nel tempo ma mai passate di moda. Seconda poi, i rally non sono trattati spessissimo sul blog e in terzo luogo perché quello delle Alpine \”italiane\” è un tema molto vasto e di grande fascino, come un conoscitore del calibro di Ugo Celentano potrebbe confermarci. Pubblico qui l\’intervento scritto a quattro mani da Elio Venegoni e dallo stesso Luca Faggio. Come sempre, sono molto grato a chi invia contributi scritti per il blog, che aprono alla pluralità delle voci e non fanno che arricchirne i contenuti. 


ALPINE-RENAULT A110 Rally 333 Minuti 1974

di Elio Venegoni e Luca Faggio


L\’Alpine Renault A110 è un\’automobile che ha scritto pagine importanti e meravigliose della storia dei rally;

nel mondo intero conta ancora moltissimi fan ed anche in Italia gli innamorati della mitica “berlinette” sono numerosi. Tra questi vi è Luca Faggio di San Maurizio d\’Opaglio (Novara), classe 1977, appassionato rallista dal piede molto pesante ed eccellente modellista. Grazie anche ad un invidiabile archivio fotografico accumulato nel corso degli anni, Luca nei ritagli di tempo si diletta a realizzare versioni inedite dell\’A110.

Di recente ha pubblicato su Facebook un paio di immagini di uno dei suoi più recenti modelli, ovvero l\’auto con la quale il noto “Tony” Fassina (navigato da Antonio De Marco) ha vinto il Rally 333 Minuti del 1974.

Appena l\’ho vista non ho perso tempo e gli ho chiesto se avrebbe potuto realizzarmene un esemplare; il buon Luca ha accettato volentieri l\’incarico e nel giro di un paio di mesi scarsi mi ha consegnato il modello.


Devo dire sinceramente che ho avuto una splendida sorpresa: l\’A110 è montata benissimo e non sfigurerebbe accanto alle realizzazioni di assemblatori di una certa fama. Conosco Luca (solo “virtualmente”, purtroppo) come un simpaticissimo ragazzo ma non ne avevo mai constatata la bravura modellistica! Ed il prezzo al quale mi ha poi venduto l\’Alpine in scala 1/43 è stato assolutamente di favore… insomma, cosa volere di più?

Torniamo ora alla vettura reale del velocissimo pilota veneto…

Verniciata con un colore piuttosto inusuale nel mondo Alpine (il bianco), era schierata dalla Giada Auto, emanazione della Renault Italia. “Tony” la utilizzò proprio fino al 1974, in seguito sarebbe passato alla Lancia Stratos e poi a tante altre vetture ugualmente competitive.

A questo punto, però, lascio la parola a Luca, che ci aiuta ad inquadrare meglio questa A110: “negli anni ‘70 in Italia le Lancia Fulvia HF e le Fiat 124 Spider la facevano da padrone ma alcune incursioni da parte di Porsche e Alpine Renault A110 mettevano il pepe a questo ambiente fatto di grandi campioni. La mia passione per le vetture da rally degli anni ‘70, ed in particolare per l’Alpine Renault A110, mi ha portato alla ricerca di materiale per ricostruire la storia di quest’ultima nei rally italiani.

Perché quindi non cercare di riprodurre in scala questa affascinante berlinetta vincente anche in Italia? Una lunga ricerca di materiale fotografico, di difficile reperibilità vi assicuro, fatta di passaparola tra amici appassionati, contatti con piloti e navigatori che ahimè lo scorrere degl\’anni ha ridotto, e la collaborazione con le agenzie fotografiche presenti all’epoca ed ancora oggi in attività, hanno fatto sì che oggi io possa riprodurre un buon numero di Alpine \’italiane\’. 

Qui presento l’A110 con cui Tony Fassina ed Antonio De Marco vinsero l’edizione del 1974 del Rally 333 Minuti; quest\’auto era curata dalle sapienti mani della Giada Auto di Lavagna (Genova) di \’Pino\’ Giacomini, che poteva considerarsi la squadra ufficiale italiana dell\’Alpine Renault. Una particolarità del modello sono i cerchi Campagnolo simili a quelli della Stratos ma a sole 3 razze anziché 5 come su quelli della Lancia. Un tocco di grinta in più, nel loro classico color bronzo.

La base del modello è il sempreverde Trofeu in scala 1/43, di buona fattura e dalle forme rispecchianti la realtà, che ho ridipinto di bianco con la parte bassa anteriore, compresi i paraurti, in nero. Ho rifatto i contorni vetri cromati e sostituito i cerchi Gotti a 6 razze con i Campagnolo… che la \’italianizzano\’ un po’!

Le decal sapientemente disegnate dall’amico Eugenio Scarsetti fanno il resto…

Presto proporrò altre versioni ed almeno un paio saranno di \’Tony\’ Fassina, una delle quali inedita. Il mio non è un lavoro ma un divertimento: in fondo le versioni ufficiali della berlinette le ho fatte quasi tutte!

Di ogni decal disegnata posseggo poche unità che posso anche fornire a chi avesse la mia stessa \’malattia\’.

Concludendo, un grazie all’amico Elio Venegoni, grandissimo appassionato che mi ha dato la possibilità di presentarmi dinanzi ad una platea di grandi modellisti…”

Di prossima uscita un nuovo Spirit of Racing: Fiat 124 Abarth di Lele Pinto alla Ronde Cévenole 1974

Frutto di una decisione \”estemporanea\” (così l\’ha descritta il simpatico Elio Venegoni), ma non meno significativa, il prossimo modello Spirit of Racing sarà la Fiat 124 Sport Abarth Rally nella versione pilotata da Lele Pinto alla Ronde Cévenole del 1974. Sappiamo quanto Elio sia appassionato di questa corsa, tanto da avere scritto un articolo sul tema proprio per il nostro blog. 

Il modello base sarà quello dell\’edicola, su cui verranno applicate le decals specifiche e cambiata la disposizione dei fari supplementari, più alti nella vettura della Ronde. Le ruote saranno realizzate in 3D dalla KMP. Il modello (catalogo BL43003) avrà un costo di € 60,00. 

Una realizzazione \”mordi e fuggi\” (di nuovo ipse dixit…) ma sicuramente in grado di suscitare l\’interesse di varie fasce di appassionati. Serie limitata a soli cinque esemplari. Della trasformazione si occuperà Roberto Pigorini, mentre lo stesso Elio Venegoni applicherà le decals. La commercializzazione è prevista verso fine maggio.  

Rassegna stampa: Miniauto Mag\' n°80 (maggio-giugno 2021)

Se AutoModélisme di maggio latita (nessuna traccia nelle edicole e pagina Facebook morta), segnaliamo il numero 80 di Minauto Mag\’, una rivista spesso trascurata ma – sebbene appartenente a un rivenditore come Tacot – più sincera e documentata di tante brutture in giro, tipo Caramini e compagnia. Il numero 80 si presenta con una copertina molto… anni ottanta. Ma non è meglio questa grafica rispetto a tanti caotici intrugli che si sono visti negli ultimi tempi? In ogni caso, Minauto Mag\’ arriva a una foliazione di circa cento pagine, la maggior parte delle quali sono occupate da recensioni. 

Non vi troviamo modelli speciali o rari, bensì il più classico \”mainstream\”, se non altro ben trattato: Schuco, Vanguards, Silas, AutoArt, Minichamps, Trofeu, Tecnomodel, GT-Spirit e così via trovano ampio spazio in articoli documentati quanto basta e scritti da persone competenti. La rivista, in generale, è un po\’ \”ingessata\”, ma non fa l\’effetto catalogo che appesantisce altre testate del genere. 

Qualche sforzo di uscire dalle righe si apprezza, come la recensione della BMW 3.0CS di Minichamps, in cui vengono citate anche i più vecchi modelli Detailcars e Schuco. La sezione delle novità è abbastanza limitata ma in questo caso credo necessaria, visto che Minauto fa parte di un gruppo commerciale. Per concludere, siamo in presenza di una rivista gradevole, che può tornare utile per consultazione anche a distanza di parecchio tempo. 

Ancora sui transkit di Rino Robustelli: BMW 635CSi Gr.A BMW Italia-Eggenberger 24 Ore di Spa 1983 (montaggio di Umberto Cattani)

Ecco cosa intendevo quando parlavo dell\’eccellenza dei transkit Robustelli (vedi qui: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2021/05/rino-robustelli-e-i-suoi-formidabili.html). I transkit di Rino erano per gente che ci sapeva fare, e sicuramente la particolare conformazione dei modelli Heller non aiutava certo il neofita o l\’inesperto. Come ho scritto altrove, di montati decenti se ne trovano pochi se non pochissimi. 

Questo, montato da Umberto Cattani, è probabilmente il miglior esemplare che abbia mai visto. La versione è quella della 24 Ore di Spa 1983, vettura BMW Italia preparata da Eggenberger e pilotata da Umberto Grano, Helmut Kelleners e Johnny Alberto Cecotto. Un modello raffinato, da trattare con i guanti. Quando Spark attaccherà le 635CSi, pezzi come questo se la giocheranno ancora alla grande. 

Il foglio di decals del modello 
presentato sopra. Originale, e per
niente scontata all\’epoca, 
l\’idea di riprodurre i contorni 
vetro con doppia guarnizione alluminio 
e nero. 

Norev annuncia un nuovo modello esclusivo per il web: BMW 507 Cabriolet 1956 in verde chiaro

Solo duecento esemplari per questo nuovo modello Norev, venduto in esclusiva sul sito ufficiale del marchio francese. Si tratta della BMW 507 Cabriolet 1956 in verde chiaro. Prezzo: € 65,00. 

Rino Robustelli e i suoi formidabili transkit: l\'avanguardia degli anni ottanta

Transkit n.GR50, BMW 635CSI Wurth
500km Monza 1984

A distanza di due anni e mezzo dalla sua scomparsa, Rino Robustelli manca davvero tanto. Rimettendo in ordine degli scatoloni, mi sono imbattuto in alcuni suoi transkit, probabilmente tra i più celebri, quelli su base Heller che permettevano di realizzare vetture turismo da competizione come BMW 635CSi e Jaguar XJS Gruppo A. Questa non è una retrospettiva completa, ma solo un modo per ricordare una piccola parte della produzione di un modellista che si è sempre contraddistinto per l\’originalità delle scelte e la qualità dell\’esecuzione tecnica. Lo incontrai per la prima volta a una borsa di scambio a Firenze organizzata dall\’Equipe Tron, nell\’autunno del 1986. 

Dettagliatissime istruzioni: non c\’è 
solo la competenza tecnica, c\’è anche
una divorante passione. 

L\’ultimo contatto risale al 2012-2013, quando mi mandò uno dei suoi kit, accludendo un biglietto che mi fece molto piacere. I transkit di Robustelli su base Heller marcarono un\’epoca. I primi uscirono verso la fine del 1983 e l\’idea era vincente: andare a pescare quelle tante vetture che gareggiavano nell\’Europeo Turismo, un campionato che in quel periodo attraversava un periodo felice. I kit Heller, molto ben fatti come proporzioni, si adattavano bene allo scopo: la casa francese aveva in catalogo, tra le altre, la BMW 630CS e la Jaguar XJS, entrambe stradali. 

Con l\’uscita dei transkit di 
Robustelli ci fu una corsa all\’accaparramento
dei kit Heller in plastica. 

I kit Heller non erano certo facilissimi da montare. Robustelli studio tutta una serie di adattamenti, semplici e geniali, per far diventare quelle basi dei veri modelli da collezione. Le istruzioni, dettagliatissime, mostravano come trasformare gli interni di serie nelle configurazioni competizione. Un\’abbondante messe di fotoincisioni e di pezzi in metallo bianco, oltre alle sue eccezionali ruote BBS, corredavano questi transkit, impreziositi da splendide decals Cartograf. 

BMW 635CSI Eterna Monza 1983
(Stuck/Brun). 


All\’epoca acquistai il TK della BMW sponsorizzata da Eterna della gara di Monza 1983. Dovetti in quel momento accontentarmi perché i fratelli Tron erano sprovvisti delle versioni ufficiali che mi interessavano molto di più. Acquistai anche la base Heller, ma non la montai mai. Troppo complessa per le mie scarse capacità di dodicenne (non è che oggi sia migliorato più di tanto). I vari pezzi del transkit e della BMW in plastica furono utilizzati nei modi più fantasiosi. L\’inventiva non mi mancava. 
Jaguar XJS GrA Monza 1983

Devo dire che un transkit Robustelli su base Heller montato come Dio comanda l\’ho visto raramente, anzi non l\’ho mai visto. 

BMW 635CSI ufficiale, Monza 1983
(Boutsen/Giacomelli)








Il posadecals per la Jaguar XJS Gr.A
Monza 1984








Probabilmente ne esistevano, ma restavano chiusi e ben protetti dentro qualche vetrina o qualche scatola. Oggi è ancora più difficile: i pochi che riesci a reperire, sono modelli segnati dal tempo, che hanno perso pezzi, colpa anche della fragilità di base del kit d\’origine. Sarebbe forse bello montarne uno oggi, utilizzando solo i pezzi del transkit. Giusto per vedere l\’effetto che fa…

Aggiornamento del 7 maggio 2021: per apprezzare il risultato che questi transkit potevano garantire se si aveva sufficiente dimestichezza con i trucchi del modellismo, potete cliccare sul seguente link: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2021/05/ancora-sui-transkit-di-rino-robustelli.html



In programma il 23 maggio la prossima edizione di Funtoys a Torino

Dopo una lunga interruzione dovuta ai motivi sanitari che ormai ben conosciamo, gli organizzatori di Funtoys ci riprovano. E\’ stata programmata a domenica 23 maggio la prossima edizione della borsa di scambio torinese, che si svolgerà presso il CH4 Sporting Club in Via Trofarello 10. L\’entrata è libera. Per quanto riguarda gli orari, sembra abbastanza probabile una riduzione della manifestazione alla sola mattinata, prevedendo un afflusso limitato di quei visitatori meno interessati, che normalmente si muovono solo di pomeriggio. Nelle prime ore di svolgimento, invece, arrivano i veri appassionati, che poi sono quelli che comprano. Le strutture saranno semiaperte, permettendo così un\’adeguata ventilazione. Per maggiori informazioni si potrà consultare il sito www.funtoys.it

Formula 1 car by car 1990-99 di Peter Higham

Uscito da poche settimane, questo volume è un ulteriore tassello della serie di retrospettive sulla Formula 1 decennio per decennio, scritte da Peter Higham e pubblicate da Evro Publishing. Il libro sul decennio 1990-99 ripropone lo stesso schema già apprezzato nelle altre uscite, sugli anni 50, 60, 70 e 80. Anno per anno, vengono analizzate le vetture e i team, i loro sviluppi tecnici, nonché le prestazioni dei piloti. E\’ un prezioso riassunto e un compromesso riuscitissimo fra valutazioni per esperti e commenti divulgativi. Un libro, insomma, nella migliore tradizione britannica, che fa ricordare auto famose e ne fa riscoprire tante altre nascoste nei meandri della memoria. 

Eccellente l\’apparato fotografico, con immagini dei migliori specialisti del settore (Ercole Colombo, Rainer Schlegelmilch, LAT, Sutton Images…). Va comunque segnalato che non vi è alcun dettaglio meccanico nelle foto: la scelta è caduta esclusivamente su immagini di vetture in corsa. Non manca qualche bel ritratto di piloti. Complete e molto leggibili le classifiche alla fine di ogni stagione: anche se lo scopo del libro non è statistico, è sempre utile avere sotto mano un riassunto numerico, che permette oltretutto di avere l\’informazione completa del risultato di ciascun pilota, GP per GP, abbinando con un metodo semplice ma efficace la qualifica e la posizione finale di gara. 

Questa serie di volumi sui decenni delle Formula 1 è consigliata un po\’ a tutti gli appassionati dell\’automobilismo, anche a coloro che non hanno un interesse specifico. Volumi come questo sono utili a tutti, per una rapida consultazione ma anche per un approfondimento su temi che non necessariamente si trovano agevolmente altrove. Vedremo una sesta puntata sulla Formula 1 dei primi anni duemila? Lo speriamo. 

Peter Higham, Formula 1 car by car 1990-99, Evro Publishing, Holwell 2021, copertina cartonata, pagg.306 con foto interamente a colori, ISBN 978-1-910505-62-5. prezzo GBP 50,00/USD 79,99

Un blitz da Annecy Miniatures… in attesa che finiscano i lavori!

Annecy, 3 maggio 2021: grandi 
manovre nel negozio di avenue du Parmelan.

Erano anni che avevo intenzione di tornare da Annecy Miniatures. Questo negozio ha fatto la storia del modellismo speciale: quasi superfluo ricordare i kit realizzati in collaborazione con AMR e tutta l\’attività di montaggio di modelli speciali per una cerchia di clienti fedeli che costruirono la base delle loro collezioni proprio grazie all\’attività del laboratorio. Nei periodi migliori, anche tre o quattro modellisti specializzati operavano nell\’atelier di Annecy Miniatures. In tempi più recenti il negozio si è trasferito in avenue du Parmelan, mischiando modelli a prodotti per tabacco in una combinazione debbo dire molto originale e raffinata. Oggi è stata l\’occasione di scambiare due chiacchiere, molto rapide, con François Vettier, titolare. Giusto per curiosità, i locali storici di Annecy sono passati al figlio di Vettier, in un\’attività che non ha a che vedere col modellismo. Conto di tornare presto sull\’argomento con qualcosa di più interessante che queste poche righe. 

Gloriose vestigia dell\’attività anni 80
di Annecy Miniatures. 


Tra l\’altro proprio oggi sono iniziati dei lavori di rifacimento completo della boutique, che termineranno verosimilmente fra un mese circa. Di Annecy Miniatures come l\’hanno conosciuta gli appassionati è rimasto poco: da qualche parte – oggi non li abbiamo trovati, nonostante una incursione allo scantinato già privo di elettricità – ci sono alcuni esemplari del coffret AMR con le Ferrari 125C e F40, prima e seconda serie (scordatevi la litografia di Yoshida). Molti modelli montati sono stati venduti proprio in questi ultimi tempi ma per fortuna qualcosa dello stock di decals e accessori ho potuto acquisirlo. Notevoli, fra gli altri, interi pacchetti ancora sigillati di decals per i famosi kit delle Ferrari 330 P4 e 412P. Insomma, un\’incursione gradevole, anche se parzialmente guastata dall\’impossibilità di accedere a una parte del magazzino. Se ne riparla forse fra un mese.