Novità Madyero di marzo: Porsche 935 Vaillant-Kremer e 934 Tebernum-Loos

Madyero ha appena realizzato quattro nuove edizioni speciali, disponibili solo montate: la Porsche 935 Gr5 Vaillant-Kremer pilotata da Bob Wollek al Norisring (DRM) nell\’aprile del 1978 e tre Porsche 934 Gr4 in livrea Tebernum-Loos nelle versioni Le Mans, Norisring e 300km del Nurburgring 1976. Come sempre, la realizzazione di questi modelli è particolarmente accurata, con cerchi torniti, cinture di sicurezza riportate e con particolari fotoincisi, rollbar completo e tutte le altre caratteristiche che contraddistinguono da anni le serie speciali montate di Madyero. Questi modelli stanno riscuotendo un interesse sempre crescente, da collezionisti che vogliano qualcosa di più particolare rispetto alle produzioni di massa dei resincast. I modelli sono disponibili a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=Madyero+factory

La bolla speculativa dei Make-Up: alcuni esempi recenti

Nell\’ambiente dei modelli le bolle speculative sono normali e ricorrenti come in qualsiasi altro settore. Anche fra gli speciali esistono mode, tendenze che spesso conoscono traiettorie abbastanza prevedibili. Si crea, a volte artificialmente, una domanda, un bisogno: le quotazioni salgono, se ne parla magari in certi gruppi, gli speculatori riescono a muoversi bene e poi a un certo punto entra il parco buoi. Le dinamiche sono molto simili a quelle della borsa. Una volta innescatasi la bolla, le ragioni che portano alla rincorsa parossistica possono essere le più varie: fascino stesso dell\’oggetto (\”ciò che è molto desiderato dagli altri è necessariamente buono\”), desiderio di investire nell\’illusione di un\’illimitata ascesa dei prezzi, voglia di accaparrarsi uno status symbol, brama di visibilità sui social. 

Quotazione pazzesca per questa GTO
argento di Make-Up. 

Fra i produttori di speciali che di recente sono diventati l\’oggetto di queste speculazioni vi sono i Make-Up. Make-Up è un marchio assolutamente serio e valido nel mondo dell\’1:43 speciale, anche se certi modelli possono non convincere (la 330 P4 ad esempio, è completamente sbagliata, e non è questione di colpo d\’occhio: in questo caso è sbagliata e basta). I Make-Up hanno seguito il loro percorso, una traiettoria piuttosto tranquilla, fatta di prezzi di vendita alti, giustificati dall\’indubbia qualità di finitura e di montaggio, dalle presentazioni lussuose e da una reputazione solida, costruita in tanti anni di presenza sul mercato. Senonché, da qualche tempo, si è innescato un fenomeno simile a quello che si attivò una quindicina di anni fa con gli AMR e i Le Phoenix: sempre maggior richiesta, l\’arrivo di collezionisti nuovi, magari molto facoltosi, insomma quello che in inglese si definisce un \”hype\”. L\’enorme popolarità di Facebook contribuisce oggi a moltiplicare certi fenomeni che anni fa si propagavano solo attraverso qualche sporadico forum, e sembrava già tanto. Si creano su Facebook delle pagine di \”fanboy\”, di gruppi che parlano di un unico marchio, che agli occhi di qualche sprovveduto diventa una sorta di punto di riferimento assoluto. Gli speculatori, quelli di alto livello, gettano ulteriore benzina sul fuoco commissionando al produttore serie limitate di cinque, dieci, venti esemplari: l\’esclusività dell\’ \”high ticket\”, come avrebbe detto il Big Luca di Youtube. E oggi, rispetto ai tempi della bolla-AMR, è anche più facile visto che Make-Up è pienamente operativa, mentre Ruf era già morto.  

La versione rossa è meno ricercata
ma i risultati sono sempre alti. 

In misura minore è quello che accade con certi Spark, salvo il fatto che Spark una serie di venti modelli non te li fa. Un modello come la Ferrari 250 GTO 1962 di Make Up, altro pezzo oggettivamente mal riuscito, è il caso tipico della speculazione che in questi giorni sembra non conoscere battute di arresto. Accanto ci metterei anche le Porsche Singer, che i nuovi collezionisti sembrano gradire particolarmente. Una Porsche 911 Singer di Make-Up in serie limitata è oggi quello che nel 2005 era una 911 Yellow Bird di AMR: un oggetto di un desiderio sfrenato, capace di suscitare emozioni viscerali in barba a ogni più elementare razionalità. Fra coloro che stanno festeggiando, si riconoscono vecchie volpi che già all\’epoca della febbre-AMR si erano date da fare. Questa non è una critica nei loro confronti. Penso che chiunque, se avesse per le mani un paio di GTO di Make Up, non si lascerebbe sfuggire l\’occasione di metter su qualche migliaio di euro in pochi click. Piuttosto, alla base di tutto, vi è probabilmente solo l\’incompetenza degli acquirenti. Il cinese di vent\’anni (senza offesa) che ostenta l\’acquisto di una GTO a 800 euro su Facebook ridicolizzando chi cerca di spiegargli che forse (forse…) non è quella la via più sana a costruirsi una propria collezione è l\’indice che anche nel settore modellistico, ad una base stabile, che acquista in modo oculato e responsabile (consapevole) si contrappone un altro genere di clientela, molto più volatile e plebea nell\’animo, che è quella che bisogna allevare se si vogliono fare soldi in modo rapido. Un mordi e fuggi fino alla prossima bolla. 

In margine a Spark: qualche nota sparsa (Chevron B16, Porsche 914/4, Renault 5 LS)

Tempo per fare recensioni approfondite delle ultime novità Spark non ce n\’è. I lettori dovranno quindi accontentarsi di qualche nota abbastanza casuale, che la dice lunga però sulla vitalità del marchio. Dopo il capodanno cinese stanno arrivando a getto continuo i modelli annunciati fra l\’estate e l\’inverno 2020. Un\’interessante integrazione è la Chevron B16 motorizzata Mazda di Le Mans 1970, che segue a breve tempo di distanza la vettura motorizzata BMW dello stesso anno. A questo punto lo schieramento Spark è per due terzi completo, mancando solo la macchina col Ford, quella verde inglese. Com\’era accaduto con la Chevron-BMW, Spark ha apportato modifiche e affinamenti sulla Chevron-Mazda, che era uscita come Bizarre in una linea speciale consacrata all\’attività sportiva Mazda. 

Sempre in tema di gare in pista, gli appassionati dell\’IMSA non si saranno lasciati sfuggire la Porsche 914 di Wayne Baker, famosa per il suo colore giallo bus. Del resto il giallo era il colore caratteristico delle Porsche di Baker e non a caso la Porsche 934 (o quello che era) che vinse parecchio a sorpresa la 12 Ore di Sebring del 1983 era stata soprannominata \”The big orange\”. Nota bene: in Florida le arance sono gialle, non arancioni. Un terzo modello degno di nota riprende la saga Rally Monte Carlo, che Spark segue fedelmente da anni. 



Si tratta di un concorrente minore, di quelli che piacciono molto a tutta una schiera di collezionisti fra cui anche il sottoscritto. 

La Renault 5LS (!) di Alain Follin e Pierre Bertrand, che partecipò all\’edizione del 1975 colma una lacuna nella storia delle R5 da competizione, e speriamo davvero che prima o poi sia la volta buona per Spark di iniziare a mettere sotto qualche versione Coppa, dalle primissime configurazioni fino alle 5 Alpine Turbo. 

Rinviata al 2022 la Le Mans Classic. Ci sarà poi un\'edizione speciale per il centenario nel 2023

Pubblichiamo il comunicato stampa diramato oggi da Peter Auto, organizzatore della Le Mans Classic. 

PRESS RELEASE
Wednesday March 24th 2021

SECOND PART OF THE 2021 PETER AUTO CALENDAR


Le Mans Classic postponed to 2022, but …
                            a Le Mans Classic \”Centenary\” edition in 2023
                                             and a consolation prize on 3 & 4 July 2021 on the Bugatti circuit


Paris – Early July is tomorrow! It was therefore necessary to fix the calendar so as not to take anyone by surprise. Due to the more than capricious changes in the constraints applied to large-scale events, Peter Auto and the Automobile Club de l\’Ouest were forced to postpone once again the tenth edition of Le Mans Classic to the first or second weekend of July 2022 (the date will be confirmed in September). Indeed, it is totally impossible to organize a miniature of the event which normally welcomes 200,000 spectators who, moreover, will have to participate seated: no more clubs, no more villages, no more activities… In summary, a Le Mans Classic which would not be anymore the celebration of the automobile it has become in twenty years and ten editions of existence. Unthinkable!

But being deprived for two editions of the retrospective of the biggest race in the world deserves an exceptional catch-up session. The centenary celebrations of the 24 Hours of Le Mans will therefore be an opportunity for Le Mans Classic to also take place in July 2023.

We will communicate at the latest on the 5th of July 2021 with all the relevant information regarding the ticket orders, for the spectators who already have their tickets but are unable to attend the rescheduled dates.

\”The maximum figures of people imposed by the government do not allow us to maintain this event on the initial dates (July 1 to 4, 2021). Moreover, even if it has been considered, a closed session would not do justice to this. event and would considerably reduce the beautiful tribute to the great history of endurance. Le Mans Classic without public, without exhibitors and without clubs it is not Le Mans Classic. We will nevertheless meet again in August during the 24 Hours Le Mans with the presence of Endurance Racing Legends cars as the support race. Enthusiasts will have two successive years of Mans Classic since we will do another edition in 2023 which will be an opportunity to reinforce the tribute to the centenary of creation of the 24 Hours of Le Mans race.\”
Patrick Peter, Peter Auto

\”Organizing Le Mans Classic behind closed doors would not make any sense. This event is made for the public, and the lack of visibility on the current situation generates this logical decision. This event loved by all enthusiasts will be held in 2022, before a return in 2023 for a centenary edition of the 24 Hours of Le Mans which promises to be exceptional. The Endurance Racing Legends, support race for the 24 Hours of Le Mans this year, will allow the automobile to be celebrated as it should be.\”

Pierre Fillon, President of the Automobile Club de l\’Ouest

Historic Racing by Peter Auto a consolation prize, and not the least, for the pilots
To nevertheless continue keeping the passion alive around the magical name of Le Mans, the competitors will have the opportunity to ride the Bugatti circuit at a new meeting: Historic Racing by Peter Auto to be held on the week-end scheduled for Le Mans Classic, on July 3 & 4, 2021; bringing together all Series by Peter Auto\’s grids: Classic Endurance Racing I & II, Fifties \’Endurance, Sixties\’ Endurance, Heritage Touring Cup, 2.0L Cup, The Greatest\’s Trophy, Endurance Racing Legends and Group C.

Rassegna stampa: Collectionneur & Chineur Hors-Série mars-avril-mai 2021, 75 ans de jouets Norev

Norev festeggia 75 anni anni! A sinistra, l\’Hors
Série di Collectionneur & Chineur. Questa
settimana il gruppo LVA ha riservato un 
articolo celebrativo anche sulla Vie de l\’auto. 

Nel 2021 Norev celebra i settantacinque anni di attività e la rivista Collectionneur & Chineur del gruppo La vie de l\’Auto dedica al marchio lionese un bel fascicolo nella serie degli Hors-Série. Già cinque anni fa, in occasione del 70mo anniversario, Collectionneur & Chineur aveva pubblicato uno speciale consacrato alla storia di Norev. Ora la rivista torna sull\’argomento con una bella edizione di 124 pagine riccamente illustrate e documentate, a cura di Jean-Pierre Hossann, collaboratore di lunga data, da sempre attratto dal mondo dell\’auto e in particolare dei modelli Norev. Per soli € 7,90 (prezzo in Francia), il lettore ha a disposizione un abbondante materiale, in un quaderno che ripercorre cronologicamente la storia di Norev, dai tempi del dopoguerra col giovane e intraprendente Joseph Véron fino ai nostri giorni. Ben presto la Norev si sarebbe identificata con le auto in miniatura, ritagliandosi il proprio ruolo in una competizione che diveniva sempre più agguerrita. I Norev non furono mai i migliori modelli in assoluto, ma erano economici e spesso innovativi dal punto di vista tecnico. 

La pubblicazione di Collectionneur & Chineur è un\’ottima fonte di informazioni anche inedite, presentando documenti che fino ad oggi erano rimasti sconosciuti. Si rievocano inoltre temi essenziali per comprendere la vita dell\’azienda, come le scente produttive e le strategie pubblicitarie. L\’evoluzione dei modelli è sempre ben contestualizzata, con frequenti riferimenti alla collaborazione tra Norev e i costruttori di auto (molto interessante, ad esempio, la riproduzione dei carteggi con la De Tomaso per la commercializzazione della Pantera in 1:43). 

Diverse pagine sono consacrate ai modelli mai usciti, e anche in questo caso l\’autore non si limita a una semplice enumerazione ma cerca di fornire spiegazioni plausibili sui perché dell\’abbandono di certi soggetti che a priori sarebbero stati interessanti, come la Ferrari 330 P4 o la 512S Pininfarina. Il tutto mentre la storia di Joseph Véron e della sua famiglia attraversa i decenni di boom , fino all\’attuale gestione di Axel Fischer, amministratore delegato dal 1998. 

Simpatici anche i capitoli in cui si spiega come scegliere e come restaurare un Norev d\’epoca, con preziosi consigli sullo smontaggio di plastiche… del tempo che fu. Plastiche, che col tempo si sono ben deformate in tanti casi – ma in altri i modelli hanno conservato le loro forme originarie senza fare una piega. A metà anni ottanta la metamorfosi: la produzione di modelli-giocattolo non resse alla crisi che già da qualche tempo attanagliava tutti i produttori del settore, e il marchio fondato da Véron dovette reinventare la propria collocazione sul mercato. 

Lo fece in modo tutto sommato originale, grazie alle idee di Marc Fischer, nipote acquisito di Joseph Véron che dal 1986 fece di Norev un marchio per collezionisti adulti. In attesa della nuova edizione del libro di Alain Vavro, previsto per l\’estate, questo Hors-Série è senza dubbio un eccellente modo per ricordare l\’attività di un marchio oggi più attivo che mai. Sarebbe stata forse anche l\’occasione buona – ma in questa pubblicazione non è stato fatto – per rassicurare i collezionisti dei modelli attuali sul superamento dei problemi di tenuta della zamac che in tempi anche recenti hanno afflitto la produzione Norev. 

Parlarne, magari in un\’intervista con lo stesso Axel Fischer, non avrebbe certo offuscato l\’immagine del marchio (ormai le foto di alcuni modelli che si sono autodistrutti breve volgere di qualche stagione circolano liberamente in rete) ma anzi avrebbe dimostrato un\’apprezzabile volontà di chiarezza e avrebbe probabilmente contribuito a recuperare una parte di clientela delusa di buttar via i propri soldi in modelli che si sgretolano come un biscotto secco. 

Già pronta la Porsche 911 (992) GT3 in scala 1:43 di Minichamps

La versione GT3 della Porsche 911 serie 992 è stata appena presentata e già Minichamps ha pronto il modello diecast in scala 1:43. Per il momento si tratta di un\’edizione per i concessionari Porsche, in blu chiaro (codice WAP0201490M005) ma lo stampo è destinato ovviamente ad essere declinato come sempre in una serie infinita di varianti di colore, sia come promozionale sia come modello della gamma standard Minichamps. 



Le prossime novità di Marsh Models: Ford MkII Daytona 1967 e altro

John e Pam Simons (Marsh Models) hanno annunciato che sono disponibili i kit della Ford Mk.II della 24 ore di Daytona 1967 e della Chaparral-McLaren M12. Con una sola referenza (MM307K), grazie all\’intelligente progettazione del master, sarà possibile realizzare una delle sei vetture iscritte alla gara, le tre di Holman & Moody e le tre di Shelby. L\’altro kit (MM309K) riproduce l\’auto pilotata da John Surtees a Bridgehampton nel 1969

. Prosegue anche il lavoro sulla Jaguar XJR5, i cui stampi saranno pronti prossimamente, mentre è quasi in dirittura di arrivo il master della Corvette GTP. 



Pronto il primo kit di Spirit of Racing Models: Mitsubishi Starion Gr.A (1:43)

E\’ finalmente disponibile il primo kit di Spirit of Racing Models, il marchio di Elio Venegoni che fino a ora si era occupato solo di edizioni montati. Come annunciato a suo tempo, si tratta della Mitsubishi Starion Gruppo A, un modello realizzato e stampato da Alfonso Marchetta partendo dal vecchio ma sempre valido Jemmpy. 

Il kit, che ha un costo di € 60,00 più spese di spedizione, per il momento sarà venduto senza decals ma esistono già sul mercato dei foglietti stampati a cura di Carlo Rovatti per ottenere le versioni del Circuit of Ireland 1988 (Airikkala/McNamee e MacHale/Farrell). Il numero di catalogo di questo modello è KI43001. 



Ora disponibile l\'Alfa Romeo AR51 Matta di ZetaKit in 1:35

Pubblichiamo alcune immagini del kit dell\’Alfa Romeo AR51 \”Matta\”, realizzata in scala 1:35 da ZetaKit con la tecnica della stampa 3D. Come molti già sapranno, ZetaKit è una realtà molto dinamica e dalle numerose sfaccettature, specializzata nella progettazione e nella realizzazione di modelli in tutte le scale. Questa AR51 è un esempio del loro livello di qualità e precisione. Nel kit sono fornite le fotoincisioni, gli acetati e le decals per diverse versioni delle forze dell\’ordine. 


Un confronto veloce: BMW 3.0 CS 1971 (1:43) Minichamps vs Detail Cars

L\’idea di questo confronto fotografico nasce da una conversazione con Alessio Casalini, che mi ha inviato ieri alcune immagini della BMW 3.0 CS di Minichamps 1:43 recentemente acquistata, fotografata accanto a un modello analogo di una trentina di anni fa, il Detail Cars. Ricordate Detail Cars? Facevano diecast di tutto rispetto, con una qualità paragonabile o addirittura a volte superiore ai Minichamps dell\’epoca. Qualcuno ricorderà la Giulietta Sprint, l\’Alfa GT o l\’Opel Kadett C Coupé. 

Alcuni stampi sono stati poi riciclati nella gamma Solido. La BMW 3.0 CS Minichamps, proposta in \”Granadarot\” è in serie limitata a 504 esemplari non numerati. La scelta è abbastanza originale, visto che la 3.0 CS a carburatori è forse il modello meno conosciuto della serie dei coupé BMW anni 70. 


Prodotta dal 1971 al 1975, la 3000 CS aveva il classico 6 cilindri in linea da 2985cc con 180 cavalli (l\’omologa versione iniezione aveva una ventina di cavalli in più). 

Le foto mostrano l\’evoluzione dei diecast classici in questi ultimi decenni. All\’epoca il Detail Cars era un bel modello, considerato al top della categoria. Per contro, Minichamps non si è troppo evoluta e i diecast proposti oggi assomigliano alquanto a quelli di 10-15 anni fa, inclusi i tergicristalli in plastica (per la verità neanche troppo antiestetici). Confronto proponibile? Sicuramente curioso e istruttivo. Foto di Alessio Casalini.