Ancora sulla Porsche 917LH Le Mans 1970 di Spark: un confronto col modello Provence Moulage

Lo scorso 26 giugno avevamo pubblicato la recensione della Porsche 917LH di Spark e le conclusioni erano state condizionate dal giudizio sulla linea del muso che aveva qualche cosa di strano (l\’articolo è visibile a questo link: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/06/porsche-917lh-martini-le-mans-1970.html ). Ora, grazie alla collaborazione di Massimo Martini, è possibile pubblicare una serie d\’immagini di confronto fra l\’odierno Spark e un modello che è sempre stato il punto di riferimento per la 917LH, vale a dire il Provence Moulage, venduto in kit negli anni ottanta. Il confronto delle foto mostra probabilmente la soluzione della questione: lo Spark sembra tozzo non per una insufficienza nella lunghezza del muso, ma per l\’andamento eccessivamente \”pesante\” della linea dei passaruota e in generale di un po\’ tutta la sezione frontale.

Vista dall\’alto del Provence Moulage. 
Dal confronto fra i due modelli si nota come il
Provence Moulage abbia i due \”dentelli\”
a fianco della presa d\’aria anteriore, che sullo Spark
sono stati del tutto levigati. 

Nei prossimi giorni pubblicheremo la recensione dell\’altra versione di Le Mans 1970, la Salzburg in uscita proprio ora, ma verosimilmente le conclusioni non cambieranno.

Vista da questa prospettiva, la Spark non pare
troppo critica nelle proporzioni e nelle forme. 

Questo il Provence Moulage, classico kit degli
anni ottanta. 

E\’ nella sezione del raccordo fra il passaruota
e la parte anteriore che lo Spark si \”appesantisce\”. 

A confronto il Provence Moulage appare più
equilibrato e proporzionato. 

Rétro Viseur Hors Série giugno-luglio 2020: 50 ans d\'amour à l\'Anglaise

Dei molti Hors-Série usciti in Francia in questi ultimi tempi, forse questo di Rétro Viseur dedicato ad una selezione delle più iconiche-importanti-strane-vincenti-perdenti auto inglesi non è né il più completo né il più utile per gli appassionati di motori ma è sicuramente una lettura gradevole, resa ancora più intrigante dall\’ottima documentazione fotografica fornita in 130 pagine piene d\’informazioni. Edita da LVA, Rétro Viseur non è mai a corto di materiale, e lo conferma con questo Hors-Série, piuttosto ben fatto. Decennio per decennio, dagli anni cinquanta agli anni novanta, vengono passate in rassegna parecchie delle più tipiche vetture inglesi, dalla Mini alle varie Triumph, MG, Austin sportive, dalle Jaguar berline alle Aston Martin, dalle Rolls alle Bentley. 

Come detto, nulla di trascendentale, ma comunque una bella composizione che entrerà con profitto anche nelle biblioteche ben fornite degli appassionati del genere, oltre a rivelarsi un semplice manuale per chi desideri costruirsi un\’infarinatura sull\’argomento. Insomma, questo tipo di pubblicazione, come molti Hors-Série, è capace di fare da bosco e da riviera. Il prezzo, poi (€ 6,90 in Francia) è particolarmente competitivo: gli articoli sono ben scritti, con aneddoti e curiosità tratte dalla stampa specializzata dell\’epoca, piccole guide sulle varie versioni, consigli all\’acquisto, alcuni dati tecnici e molto altro. 

Un\’ulteriore conferma che l\’editoria francese si sta muovendo ancora bene, a dispetto della situazione generale che sembra tutt\’altro che favorevole alla sopravvivenza della carta stampata. Ma – si sa – la carta stampata muore anche quando dilagano gli analfabeti. 

Esce a settembre la nuova edizione del Ramsay\'s \'British Diecast Model Toys Catalogue\'

Dopo due anni, arriva un aggiornamento del Ramsay\’s British Diecast Model Toys Catalogue, una delle guide più complete e attendibili del settore. Sarà questa la diciassettesima edizione, che comprende una lista con le quotazioni raggiunte di recente non solo da Dinky Toys e Corgi Toys, ma anche Lesney Matchbox, Tri-Ang Spot-On, Budgie Toys, Morestone, Lone Star, Britains, Crescent e altre marche. Quest\’ultima edizione è stata completamente aggiornata con nuove varianti, nuove foto e quotazioni riviste. Le quasi 400 pagine copriranno non meno di 3000 referenze. Pubblicheremo una recensione approfondita non appena la guida sarà disponibile. 

Same Elefante di "nonomologati" in scala 1:87, alcune immagini prese al plastico delle Ferrovie Abruzzesi di Pescara

Stanno per essere commercializzate le varie versioni del Same Elefante in scala 1:87 di \”nonomologati\”. Presentiamo alcune immagini scattate ieri 11 luglio a Pescara sul plastico delle Ferrovie Abruzzesi. Il modello, molto accurato, sarà commercializzato nelle configurazioni che vedete nelle foto. Presenti fotoincisioni, vetri a filo con cornici in rilievo e tanti altri dettali. La versione zavorra viene venduta senza rimorchio coccodrillo. 

La stagione degli allarmi e il pessimo ruolo dei media in questa specie di mascherata da Covid-19

I lettori perdoneranno la digressione extra-modellistica ed extra-automobilistica, ma anche in altre occasioni il blog ha ospitato commenti su temi non necessariamente legati al mondo dei motori. Il pessimo comportamento che i media italiani hanno tenuto nel corso di questi mesi di \”crisi sanitaria\” non avrà forse scandalizzato troppi addetti ai lavori, che si saranno fatti magari influenzare dal continuo bombardamento psicologico iniziato a febbraio e che va avanti tutt\’ora a pieno ritmo. 


Le nostre testate sono in crisi e per loro l\’avvento del coronavirus ha rappresentato un\’autentica manna dal cielo. In particolare siti come Corriere.it e Repubblica.it hanno fatto a gara a diffondere notizie allarmanti dai titoli spesso fuorvianti con il neanche troppo celato intento di acchiappare qualche click in più. E questo mentre i cosiddetti professionisti dell\’informazione, in possesso della verità giornalistica, criticavano senza tregua altri canali alternativi che avevano addirittura problemi a sopravvivere su Youtube se intervistavano qualche personaggio scomodo all\’ordine sanitario imperante. La storia è nota, ma evidentemente funziona se c\’è ancora oggi chi casca in questi tranelli. In Italia è stato facile far presa sull\’opinione pubblica, visto che abbiamo avuto la sfortuna di avere una delle aree più colpite al mondo dal Covid-19. Ma proprio per questo c\’è chi ne ha approfittato. I media, in parte spinti dal potere, in parte dalla loro sete di clamore, durante questi mesi hanno raggiunto nuove vette di banalità e di cialtroneria quotidiana. Quando i contagi sono diminuiti hanno iniziato con la storia della seconda ondata, i professionisti dell\’informazione, che dovrebbero sapere che la deontologia professionale impone di prendere le distanze da ogni esagerazione che non sia ampiamente documentata e nel caso si dovrebbero ascoltare le opinioni contrastanti dei vari scienziati. Ma non c\’è più tempo per fare inchieste serie, e d\’altronde nessuno nelle redazioni si cura più del pericolo di un procurato allarme. Anzi, ci si sente investiti di un ruolo educativo, pedagogico a terrorizzare la gente. Così imparano a fare \”assembramenti\” che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza del paese. 


Ci si mettono poi organizzazioni più o meno disoneste a gettare benzina sul fuoco, con dichiarazioni che non fanno che disorientare l\’opinione pubblica. E anche quando queste dichiarazioni fossero chiare o totalmente credibili, ci penserà il sito di turno a piazzare un bel titolo a effetto, magari basato su un paio di parole estrapolate da un discorso più ampio. Proprio oggi ho trovato su un paio di siti \”ufficiali\”, vale a dire quello dell\’Ansa e quello del Corriere, alcuni esempi di questo scempio mediatico. Un due dei tre ritagli che trovate, campeggia la parola \”allarme\”. Quante volte l\’avrete udita o letta, in questi mesi? Allarme di qua, allarme di là. Allarme aumentano i contagi; allarme, in autunno le terapie intensive pulluleranno di Covid-19. Allarme è ormai una condizione dello spirito. Da giornalista assisto a queste infrazioni (perché tali sono) del codice deontologico senza che all\’ordine nazionale neanche passi per l\’anticamera del cervello di ammonire, di riprendere, di censurare comportamenti apertamente scorretti da parte delle redazioni. C\’è una notizia sul Covid-19 e si pubblica insieme a una generica foto di un infermiere bardato come un apicoltore. Giusto per ricordare che la situazione è di emergenza, eh, casomai che qualcuno osasse pensare ad altro. Lo stato terapeutico che approfitta del virus per privare giorno dopo giorno l\’Italia delle sue libertà costituzionali ha avuto gioco facile. Quando si tratta della salute, tutti sono disposti a rinunciare a quote di diritti pur di vedersi garantita la propria sicurezza sanitaria, in un rapporto dare-avere le cui logiche sono diventate ormai acquisite. Inconsciamente acquisite, in maniera radicata. Un altro ritaglio che pubblico è stato per diverse ore la notizia di apertura di Corriere.it: un infermiere di Cremona ha postato su Facebook un intervento in cui mette in guardia i cittadini sul fatto che il coronavirus non è finito. 


I giornali nostrani (non solo il Corriere, ma anche Repubblica e altri) ci si sono buttati a pesce. \”Ecco, vedete, italiani amanti degli assembramenti, delle cene, delle feste e delle rimpatriate fra compagni di classe? Voi ridete e scherzate, ma fuori c\’è il virus pronto a portarvi al creatore\”. Il messaggio fa leva sul senso di colpa o sulle paure recondite della gente. Del resto, quando prima o poi ci rimetteranno agli arresti domiciliari (perché state sicuri che lo faranno), la motivazione che ne daranno sarà legata ai comportamenti \”irresponsabili\” dei cittadini che non avranno seguito alla lettera le indicazioni delle istituzioni. E così saremo – come si suol dire – cornuti e mazziati. L\’infermiere qualsiasi che posta su Facebook le sue osservazioni diventa degno della prima pagina del sito del Corriere della Sera. E allora perché non pubblicare anche qualche intervento di altri che la pensano in modo radicalmente opposto? Perché sui nostri media trovano accoglienza solo notizie negative o allarmanti riguardo al coronavirus? Stasera vi chiedo davvero di farvi due domande. Poi ci occuperemo di nuovo di modelli e automobili, promesso.   

Rassegna stampa: Modelli Auto numero 140 (secondo trimestre 2020)

Queste rassegne stampa sono volutamente soggettive, molto di parte, direi. Però è così. Questo numero 140 di Modelli Auto lo ricorderò a lungo. Esso è nato nel periodo in parte drammatico in parte ridicolo degli arresti domiciliari collettivi. Una mistione di sentimenti contrastanti, accomunati dall\’estrema difficoltà del periodo, in cui ti chiedevi (e in parte te lo chiedi ancora) se quello che consideravi fino a quel momento familiare o addirittura scontato avrebbe retto all\’ondata del virus e delle sue bizzose conseguenze. Momenti di incredulità passati al telefono con Gianfranco, l\’editore, con tante cose dette e tante anche non dette ma nettamente percepite. La paura del nulla, la speranza di una nuova stagione, la volontà di non gettare al vento quanto fatto negli anni precedenti. Il numero 140 di Modelli Auto sintetizza tutte queste componenti e invece di uscire in una forma dimessa (della serie: ne siamo usciti, ma malconci), esce in grande spolvero, all\’insegna del \”ne siamo usciti e anche bene\”. Io credo che Modelli Auto sia una rivista che ha ancora del margine, e questo può sembrare paradossale per una testata che esiste da un sacco di anni. Eppure lo spirito è quello.

Abbiamo (mi ci metto anch\’io) le risorse per migliorare ancora, perché le idee non mancano e ciascuno – l\’ho già scritto – prova sempre a dare il meglio di sé, : Umberto Cattani, Stefano Adami, Bruno Boracco, Valerio Comuzzi li conoscete bene. La libertà è il segno di questa rivista. La capacità di dire ciò che si pensa, ovviamente in modo professionale e documentato, fornendo anche giudizi di valore giornalistico a fianco dell\’informazione pura e semplice. Se si deve affrontare un argomento delicato lo si affronta. Del resto, a differenza di altre testate concorrenti, Modelli Auto non si è tirata indietro quando si è dovuto scegliere fra un servizio reso ai lettori e la piaggeria nei confronti di un importatore o un distributore. Perché gli inserzionisti – non è una bestemmia – possono anche andare e venire, i lettori restano e vogliono la credibilità. Un numero come il 140 è un numero della maturità e dell\’equilibrio.

Gli argomenti sono tanti: la tecnica di Stefano Adami, la collezione delle Ferrari che hanno corso a Monza, le interviste (BBR e Racing43, recentemente rinata), e poi le recensioni, gli approfondimenti storici (le Corvette in scala), le piccole curiosità. La redazione è già al lavoro per definire le linee guida del numero 141 che uscirà a settembre. Sarà un settembre un po\’ atipico (non dico diverso per non contribuire, neanche volontariamente, alla litania acefala della \”nuova diversità\”), forse senza le borse di scambio, forse senza i tanti contatti nei negozi dopo le vacanze – ma speriamo di no – e in ogni caso ci sarà tanto da ricostruire. Modelli Auto sarà lì con l\’entusiasmo che in questi anni l\’ha contraddistinto.

Due nuove serie montate Madyero: Porsche 935 e Ferrari 612 CanAm 1969

Appena uscite due serie montate Madyero (modelli montati scala 1:43). Questo marchio artigianale prosegue la tematica Porsche 935 con tre versioni della vettura del Jolly Club pilotata in tante occasioni soprattutto da Carlo Facetti e Martino Finotto. Disponibili la vettura del Giro d\’Italia 1977, quella della 24 Ore di Daytona 1978 e quella della 6 Ore di Silverstone dello stesso anno. E\’ ripresa anche la produzione della Ferrari 612 Can-Am 1969 di Chris Amon, un modello che a suo tempo era stato poco sfruttato. Anche in questo caso tre le varianti: Mid-Ohio, Watkins Glen e Michigan. I modelli possono essere acquistati a questo link: https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models  

Presto disponibile una serie di Fiat 690 autobotte in varie livree di "nonomologati" (1:87)


Saranno disponibili a breve i Fiat 690 autobotte di \”nonomologati\” in scala 1:87 (H0). Come sempre, si tratta di modelli realizzati solo montati. Particolare cura è stata dedicata all\’esattezza della forma della cisterna. La cabina deriva dal modello Brekina, ma è completata e ulteriormente arricchita di dettagli, quali il caratteristico baffo fotoinciso; il telaio, in resina, è di Tommasoner Art mentre la cisterna è nuova, realizzata da \”nonomologati\”. Numerose le fotoincisioni, utilizzate sempre in modo opportuno e mai smodato come si vede in altre gamme. Sono previste diverse versioni, nelle più conosciute livree italiane: AGIP-Supercortemaggiore, API-Apisprint e Shell. Dedicheremo appena possibile una disamina più dettagliata a questi modelli veramente pregevoli. 


DNA Collectibles ripropone la Volvo P1800 (1:18), stavolta in rosso

La Volvo P1800 in scala 1:18 è stato forse il modello di DNA Collectibles che ha riscosso il successo maggiore. Premiata anche dalla stampa specializzata – per quanto poco voglia dire, è comunque il segno di una certa distinzione – la P1800 viene ora riproposta in un\’attraente variante di colore, rosso con interni beige chiaro. Questa combinazione è stata scelta dagli iscritti alla community di Facebook di DNA Collectibles, che ora hanno la possibilità di acquistare la P1800 rossa a € 199,99. 


Scatta a Imola il Ferrari Challenge Europe

Il Ferrari Challenge Europe Trofeo Pirelli prenderà ufficialmente il via questo fine settimana all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, dove andranno in scena le prime due gare della stagione 2020, segnando la ripresa dell’attività motoristica in Italia dopo la pausa forzata dovuta alla diffusione del Covid-19. L’appuntamento si svolgerà a porte chiuse e seguendo un rigido protocollo che, partendo dal “Back on track” di Ferrari, si integra con le disposizioni previste dalle autorità nazionali e motoristiche al fine di garantire la sicurezza dei partecipanti e del personale coinvolto nell’evento.

Trofeo Pirelli. La sfida per determinare chi saranno i successori di Louis Prette e Emanuele Maria Tabacchi (Rossocorsa) nell’albo d’oro si preannuncia interessante nonostante l’annunciata assenza in questo round di Sam Smeeth (Baron Motorsport), già campione nel 2016 del Trofeo Pirelli Am, uno dei piloti più attesi della vigilia. Occhi puntati su Thomas Neubauer (Charles Pozzi), già protagonista nella scorsa stagione, e sul campione in carica del Trofeo Pirelli Am, Tabacchi, promosso nella classe regina. Tutto da seguire il confronto femminile tra Fabienne Wohlwend (Octane 126), che proprio su questo tracciato nel 2017 conquistò il primo successo per una donna nel Ferrari Challenge, e Michelle Gatting (Niki Hasler), lo scorso anno al volante della 488 GTE nella European Le Mans Series. Tre i volti nuovi nel Trofeo Pirelli Am, “AC” (Rossocorsa), Frederik Paulsen (Formula Racing) e Robert Ziemian (Octane 126), per una categoria che storicamente è garanzia di spettacolo.

Coppa Shell. Nella Coppa Shell, la caccia ai titoli conquistati nel 2019 da Tani Hanna e Henrik Jansen vedrà impegnati oltre ventun piloti, anche se tre di questi saranno assenti ad Imola, incluso il campione in carica della Coppa Shell Am, Jansen (Formula Racing). In gare sempre molto combattute avranno modo di confrontarsi volti noti del monomarca come Fons Scheltema (Kessel Racing),  Thomas e Corinna Gostner (CDP – MR Racing) ed Ernst Kirchmayr (Baron Motorsport), quest’ultimo già al volante della 488 Challenge Evo in occasione del round inaugurale del Ferrari Challenge Asia Pacific. Nella stessa classe curiosità per vedere all’opera Paolo Scudieri (Sa.Mo.Car) e il rientrante Claudio Schiavoni (Niki Hasler). Nella Coppa Shell Am Laurent De Meeus (HR Owen) darà l’assalto al titolo sfiorato lo scorso anno, confrontandosi con rivali conosciuti come Giuseppe Ramelli (Rossocorsa-Pellin Racing), “Boris Gideon” (Formula Racing) e Miroslav Vyboh (Scuderia Praha) ma anche con avversari al debutto nella serie, come Willem Van der Vorm (Scuderia Montecarlo).

Nuova arma. Dopo essere scesa in pista nel round inaugurale del Ferrari Challenge Asia Pacific e nella seconda gara del Ferrari Challenge North America, la 488 Challenge Evo debutterà anche nella serie continentale. La vettura, presentata alle Finali Mondiali 2019, migliora le performance assolute, la guidabilità e la ripetitività della prestazione, per offrire ai piloti sempre maggior piacere e divertimento al volante.

Calendario. Come annunciato nelle scorse settimane, il calendario è stato completamente rivisto per garantire lo svolgimento del numero di gare previste originariamente. Dopo Imola, il Challenge Europe farà tappa a Barcellona, quindi Portimao, Mugello, Spa-Francorchamps e Misano, prima delle Finali Mondiali di Abu Dhabi.

Programma. Venerdì le vetture scenderanno in pista per le prime sessioni di prove libere, dalle 9:10 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:50. Sabato, invece, dopo le libere del mattino, verranno assegnati i primi punti in classifica con le qualifiche che determineranno la griglia di partenza per la Gara 1 che si svolgerà nel pomeriggio. Semaforo verde alle 16:00 per i piloti del Trofeo Pirelli, mentre alle 17:20 sarà la volta dei protagonisti della Coppa Shell. Domenica programma invariato, anche se il via delle due gare sarà anticipato di un’ora rispetto all’orario di sabato. Tutti i round del Ferrari Challenge Europe saranno trasmessi in diretta in esclusiva sui canali Sky Sport: sabato sarà possibile seguire lo spettacolo del Cavallino Rampante su Sky Sport Collection (canale 205), mentre domenica su Sky Sport Arena (canale 204). Sarà inoltre possibile seguire lo streaming della corsa, in lingua inglese, sul sito Ferrari Races.