Abarth 695 Club Italia

Stellantis Heritage e Club Italia presentano Abarth 695 Club Italia, una serie esclusiva limitata a soli otto esemplari, riservata ai membri della prestigiosa associazione, che coltiva il culto per i prodotti della creatività italiana, con un’attenzione particolare per lo stile, la tecnica, il design, i contenuti artigianali e i valori sportivi.  La stessa missione di Heritage, il dipartimento che tutela e valorizza l’immenso patrimonio storico dei marchi italiani del Gruppo, attraverso la collezione esposta all’Heritage Hub di Torino, la partecipazione ad eventi internazionali e una lunga serie di servizi esclusivi, tra cui le certificazioni di autenticità e origine, restauri completi e la creazione di esemplari unici del programma “Reloaded by Creators”, che riporta alla bellezza originaria le vetture classiche dei brand Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth e realizza vetture da collezione in esemplare unico o piccola serie.

Anche le otto Abarth 695 Club Italia fanno parte del programma “Reloaded by Creators” di Stellantis Heritage, ma con una sostanziale differenza: sono il risultato della trasformazione di auto nuove, la cui produzione è terminata. Inoltre, Alessandro Ravera, Special Vehicles Manager di Stellantis Heritage, sottolinea che, nello sviluppo della nuova edizione speciale, si è instaurata una grande sintonia con il Club Italia, realizzando insieme una vettura immediatamente identificabile con lo stile del Club, a partire dalla livrea, suggerita dai bozzetti grafici creati dal presidente del Club Italia Stefano Macaluso.

Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage per i marchi italiani del Gruppo, dichiara: «Quando passione, cultura e competenze si incontrano, nascono creazioni capaci di sfidare il tempo. La Abarth 695 Club Italia è un manifesto d’amore per l’automobilismo italiano, una dichiarazione di appartenenza a un mondo fatto di emozioni autentiche. È stato davvero straordinario vedere come la sinergia con il Club Italia abbia dato vita a questa interpretazione unica dello Scorpione. E di certo Stellantis Heritage continuerà a sviluppare altre iniziative esclusive come questa, realizzando vetture uniche o in tiratura limitata che perpetuano l’identità ed i valori dei nostri Brand, mantenendo sempre viva la tradizione di eccellenza e passione automobilistica italiana.

La serie speciale Club Italia si distingue per una livrea bicolore unica, con la parte superiore in blu e quella inferiore in verde, separate da una sottile linea di bellezza rossa: una combinazione cromatica raffinata che richiama i colori simbolo del Club Italia. Completano un’estetica elegante e inconfondibile i cerchi in lega da 17″ in color bronzo, le calotte specchi in tinta e i badge Club Italia. Gli interni, autentico capolavoro di customizzazione, presentano sedili sportivi a guscio rivestiti in una pelle color tabacco dedicata, volante in pelle e Alcantara con inserti in carbonio con “mirino” personalizzato. Inoltre, il tasto Sport sulla plancia è stato impreziosito dal logo Club Italia, lo stesso emblema ricamato in rilievo sui sedili, a testimonianza dell’esclusività di questa creazione firmata Abarth Classiche.

Le vetture appartengono all’ultimo lotto di 695 a motore termico e conservano le caratteristiche tecniche e dinamiche del modello. Prestazioni esaltanti – 0-100 km/h in 6,7 secondi e 225 km/h di velocità massima – amplificate dal sistema di scarico Record Monza sovrapposto, dalle sospensioni Koni FSD e dall’impianto frenante Brembo con pinze rosse e dischi flottanti.

Ogni Abarth 695 Club Italia sarà accompagnata da un Certificato di Autenticità Abarth Classiche con targa metallica, un book di certificazione e due specifiche targhette identificative – una interna e una nel vano motore – con inciso il nome del proprietario e il numero progressivo della serie limitata.

Fondato nel 1985, il Club Italia ha consolidato, nel corso della sua storia, codici estetici molto precisi associati al proprio marchio, in particolare l’uso calibrato dei colori blu, verde e rosso che identificano e rendono riconoscibili tutti i prodotti realizzati per il Club. Inoltre, dai primi anni ’90, la prestigiosa associazione collabora con i migliori marchi italiani per realizzare serie speciali di auto, motociclette, biciclette e orologi dedicate e limitate esclusivamente ai propri soci. Tra gli esemplari più ammirati la mitica Lancia Delta Integrale Club Italia del 1992, la Fiat Barchetta Club Italia del 1996 e le più recenti Alfa Romeo 4C Club Italia e Maserati MC20 Club Italia.

Fiat Grande Panda 4×4 concept

Fiat ha presentato il concept della Grande Panda in versione 4×4, che nelle intenzioni del marketing vuole reinterpretare in chiave moderna le versioni integrali del passato.

Lanciata per la prima volta nel 1983, la Panda 4×4 conquistò in breve tempo generazioni di appassionati grazie a una combinazione unica di praticità, comfort ed eleganza, racchiusi in un formato compatto capace di affrontare qualsiasi tipo di terreno. Piccola fuori, sapientemente spaziosa dentro, offriva una guida adatta all’uso quotidiano abbinata a una notevole capacità off-road, incarnando il perfetto equilibrio tra city car e fuoristrada.

Svelato al pubblico in occasione del Media Drive della Grande Panda Hybrid, il progetto della diretta discendente della Panda 4×4 ricorda che tradizione e innovazione sono ingredienti fondamentali per costruire un’eredità significativa.

Da un punto di vista tecnico, il prototipo della Grande Panda 4×4 è stato pensato con un innovativo asse posteriore elettrificato. Questa soluzione consentirebbe al veicolo prestazioni sorprendenti sia in contesti urbani che su terreni più impegnativi.

Il design è stato ripensato, con dettagli audaci e distintivi. La scelta dei materiali e dei colori si ispira ai concetti di libertà, avventura e dal desiderio di riconciliarsi con la natura. Il rosso scuro viene reinterpretato in chiave moderna sulla carrozzeria, con un Bordeaux profondo e avvolgente, mentre i dettagli in beige vestono il modello con un tocco di nostalgia per l’iconica 4×4. Il potenziale prossimo veicolo a trazione integrale presenta due fari aggiuntivi sul portapacchi, che si aggiungono a quelli anteriori, con la possibilità di essere equipaggiato di ulteriori accessori in futuro.

Le novità Cult Models, resincast 1:18

Annunciate per fine giugno-inizio luglio due novità di Cult Models, resincast scala 1:18, l’Austin Allegro 1973, che sarà disponibile in glacier white (CML145-1), harvest gold (CML145-2) e marrone metallizzato (CML145-3), e l’Alfa Romeo 1900 Berlina Super 1958, in celeste/bianco (CML162-1), rosso/bianco (CML162-2) e bianco/verde (CML162-3).

Ferrari al GP dell’Emilia Romagna di F.1

photo Ferrari media

Circuito di Le Mans, iniziano i lavori per il nuovo museo

Si svolgerà il prossimo 28 maggio dalle ore 11.30 alle 12.30 la cerimonia della posa della prima pietra della struttura M24 – Musée International du Sport Automobile presso il circuito di Le Mans.

Questo avvenimento segnerà l’inizio dei lavori, il cui termine è previsto per il maggio 2026. L’M24 sostituirà il museo attuale, ormai obsoleto.

Il Legacy Tour ha celebrato i trent’anni della Ferrari F50

Si è concluso lo scorso weekend l’F50 Legacy Tour 2025, esclusivo evento Ferrari dedicato ai possessori di una F50, la terza supercar del Cavallino Rampante presentata al Salone di Ginevra del 1995 per celebrare i 50 anni della Casa di Maranello. Quella dedicata alla F50 è stata la terza edizione del Legacy Tour, dopo la prima esperienza a tema F40 svoltasi nel 2023, seguita nel 2024 da quella dedicata alla 288 GTO, prima supercar della Casa di Maranello.

Gli oltre venti equipaggi partecipanti al raduno – provenienti da dieci nazioni diverse – hanno percorso 675 chilometri ciascuno, suddivisi lungo le tre giornate di guida che si sono dipanate tra Toscana ed Emilia Romagna in alcuni dei borghi più belli d’Italia. In tutto le F50 hanno quindi percorso quasi 15.000 km, dato che testimonia la passione dei possessori di queste leggendarie supercar come pure la loro immutata affidabilità a trent’anni dall’uscita delle stesse dalla linea di produzione.

Il Legacy Tour, partito dalle terme di Saturnia, ha attraversato lungo il suo percorso alcuni incantevoli città e località come Grosseto, Porto Santo Stefano e Siena, prima di arrivare a Maranello venerdì 9 maggio. Tra le tante attività organizzate, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di partecipare a un momento con Paolo Martinelli, ingegnere responsabile dello sviluppo del V12 portante che equipaggia la F50, a tutt’oggi il trasferimento tecnologico più diretto realizzato in epoca recente di un propulsore Formula 1 su una vettura Ferrari omologata per uso stradale.

L’evento si è concluso con una parata delle vetture e un giro d’onore del leggendario circuito di Fiorano, dove tutte le Ferrari – compresa naturalmente la F50 – vengono sviluppate e vedono la luce sin dal 1972, anno di costruzione del tracciato.

F50

La F50, presentata al Salone di Ginevra del 1995 per celebrare con due anni di anticipo il cinquantenario della Casa di Maranello, incarna l’anima della Ferrari più estrema degli anni Novanta. Fu la prima supercar del Cavallino Rampante a montare un motore V12 aspirato, mutuato direttamente dalla Formula 1, montato in posizione centrale-longitudinale direttamente sul telaio monoscocca in carbonio. La vettura rappresenta l’apice dello scambio di tecnologia con la massima serie delle competizioni per l’epoca. Il propulsore è dotato di cinque valvole per cilindro e funzioni portanti; la vettura fa largo impiego dell’aerodinamica ed è dotata di sospensioni con ammortizzatori di tipo push-rod montati orizzontalmente. La F50 è inoltre dotata di un tettuccio asportabile in stile ‘Targa’ che avvicina l’esperienza di guida a quella delle vetture da corsa, peculiarità messa in risalto anche dall’assenza dell’ABS e della servoassistenza. Ne furono prodotti 349 esemplari, solo “uno in meno della richiesta di mercato prevista”.

P ZERO CORSA SYSTEM

Per le F50 protagoniste del Legacy Tour 2025 Pirelli ha realizzato una versione dedicata del P Zero Corsa System con il logo “Ferrari F50 – Legacy Tour 2025” impresso sul fianco, personalizzazione mai stata realizzata prima su altri pneumatici della P Lunga. Lo pneumatico, disponibile nelle misure 245/35 R18 all’anteriore e 335/30 R18 al posteriore, fa parte della gamma Collezione, linea che equipaggia le auto d’epoca e youngtimer più iconiche della storia. Progettato nei primi anni Duemila per essere il più sportivo della gamma stradale, il P Zero Corsa System ha una specifica struttura che gli conferisce massima stabilità ad alte velocità e in curva, consentendone l’uso anche in pista. I due differenti disegni battistrada, direzionale per l’anteriore e asimmetrico per il posteriore, permettono inoltre di contribuire a contrastare il fenomeno dell’aquaplaning. Tale pneumatico garantisce la stessa sportività dell’epoca, ma è ancora più sicuro e affidabile grazie all’impiego di mescole moderne.

SCHEDA TECNICA

MOTOPROPULSORE

Tipo V12 – 65° – Posteriore – Longitudinale

Cilindrata totale 4698,50 cm3

Alesaggio e corsa 85 mm x 69 mm

Potenza massima 382 kW (520 cv) a 8500 giri/min.

Coppia massima 471 Nm a 6500 giri/min.

Rapporto di compressione 11,3:1

Potenza specifica 111 cv/l

DIMENSIONI E PESI

Lunghezza 4480 mm

Larghezza 1986 mm

Altezza 1120 mm

Passo 2580 mm

Carreggiata anteriore 1620 mm

Carreggiata posteriore 1602 mm

Peso a vuoto 1230 kg

Capacità serbatoio 105 litri

PNEUMATICI E CERCHI

Anteriore 245/35 ZR 18

Posteriore 335/30 ZR 18

TRASMISSIONE E CAMBIO

Cambio manuale a 6 rapporti con frizione bi-disco

PRESTAZIONI

Velocità massima 325 km/h

0-100 km/h 3,87 s

0-1000 m 21,7 s

foto di apertura: la F50 a Fiorano nel 1995 accanto alla 412 T2 Formula 1

Ferrari alla 24 Ore di Le Mans 2025

Saranno 62 vetture e 186 i piloti a sfidarsi nel quarto appuntamento del FIA World Endurance Championship, la 24 Ore di Le Mans in programma il 14 e 15 giugno prossimi. Sul Circuit de la Sarthe saranno otto le Ferrari al via, tre nella classe Hypercar e cinque in LMGT3, dove alle due che partecipano all’intera stagione del mondiale Endurance se ne uniscono per l’occasione altre tre.

Dopo le vittorie nella storica edizione del Centenario nel 2023 con la numero 51 affidata a James Calado, Alessandro Pier Guidi ed Antonio Giovinazzi e il bis nel 2024 con la numero 50, con al volante Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, le due 499P del team ufficiale Ferrari AF Corse si presentano in Francia forti anche dei successi ottenuti nelle prime tre prove del FIA WEC 2025, in Qatar, ad Imola e a Spa Francorchamps. La terza 499P in gara sarà quella in livrea gialla di AF Corse, con il numero 83, che schiera l’ufficiale Yifei Ye insieme a Phil Hanson e Robert Kubica.

Nella classe LMGT3 scenderanno in pista le due 296 LMGT3 del team Vista AF Corse, protagoniste del FIA WEC e reduci dal primo e terzo posto nella prova di Spa Francorchamps. Sulla numero 21, vincitrice in Belgio, ci saranno l’ufficiale Alessio Rovera insieme a Simon Mann e François Hériau, mentre sulla 54 saliranno come sempre l’altro pilota Ferrari Davide Rigon, Francesco Castellacci e Thomas Flohr, sul terzo gradino del podio nelle Ardenne. Alle due vetture di Vista AF Corse iscritte all’intera stagione, si uniscono alla sfida sugli oltre 13 chilometri del circuito francese altre tre 296 LMGT3. In qualità di vincitore della Bronze Cup del GT World Challenge Europe 2024 sarà al via con il numero 193 il team Ziggo Sport Tempesta che schiera Jonathan Hui, Chris Froggatt ed Eddie Cheever III. Le altre due vetture del Cavallino Rampante ufficializzate al via sono la numero 150 di Richard Mille AF Corse su cui si alterneranno Lilou Wadoux, pilota ufficiale e una delle cinque donne in pista quest’anno a Le Mans, Riccardo Agostini e Custodio Toledo, e la numero 57 di Kessel Racing. Sulla Ferrari del team svizzero ci saranno un altro ufficiale Ferrari, il brasiliano Daniel Serra affiancato a Takeshi Kimura e Casper Stevenson.

La 24 Ore di Le Mans prevede i test collettivi domenica 8 giugno mentre il via della prova è in programma sabato 14 giugno alle 16.00 ora locale.

Nelle foto, alcune immagini delle Ferrari alla 24 Ore di Le Mans 2024

URD-Porsche e altro: alcune recenti realizzazioni di Massimo Martini

Presentare su PLIT i lavori di Massimo Martini è sempre piacevole, non solo per la qualità delle realizzazioni ma anche per l’interesse dei soggetti, originali e ricchi di fascino. Come sapete, Massimo è un grande appassionato e collezionista di Porsche in 1:43 e le sue capacità modellistiche gli permettono di autocostruirsi dei pezzi che probabilmente nessun marchio – artigianale o industriale che sia – proporrà mai sul mercato. E poi vuoi mettere la soddisfazione di fare tutto da solo? Con l’aiuto recente delle decals realizzate da Fabrizio De Gennaro, Massimo ha fatto ulteriori progressi, potendo ora dotare i suoi modelli di decorazioni complete e realistiche.

Tra le recenti autocostruzioni vi è la URD-Porsche 676 Gruppo 6 del 1976, che prosegue la serie dei piccoli prototipi motorizzati Porsche di cui abbiamo già parlato1. E così, dopo vetture come KMW ed EBS, è il turno della URD, che prima dei successi in Gruppo C con i 6 cilindri BMW, negli anni ’70 produsse alcune sport a motore Porsche 3000. Una di queste auto, preparata dal team ufficiale e pilotata da Hubert Schmidt, venne iscritta nell’aprile del 1976 alla 300km del Nürburgring, gara inaugurale del Mondiale Sport, in una stagione in cui la FIA aveva deciso di operare uno sdoppiamento: da una parte il Mondiale Marche riservato alle nuove Silhouette Gruppo 5 con le GT e le Turismo a fare da contorno, dall’altra il Mondiale Sport, appunto, con le barchette, rinominate Gruppo 6; le gare del Mondiale Sport erano più corte, con una durata di massimo 4 ore2. Al Nürburgring la URD-Porsche non riuscì a qualificarsi per la gara, segnando un tempo molto alto (10’22″07), segno evidente di problemi di scarsa preparazione.

In queste foto potete apprezzare il lavoro meticoloso di costruzione della URD-Porsche 1:43, che segue gli stessi criteri degli altri modelli già presentati: molto plasticard, stucco, motore in metallo bianco derivato dalla vecchia produzione F&M, e poi vari particolari acquistati o fatti da zero.

Ne approfittiamo per pubblicare anche alcune foto di qualche altro recente lavoro di elaborazione di Massimo Martini, come un’interessante variante della 917/10 Can-Am del Brumos Racing (quella col musetto stondato) o la 911T Chiquita 1000km del Nürburgring 1969. Su alcuni modelli mancano ancora dei dettagli.

  1. Si vedano ad esempio https://pitlaneitalia.com/2022/01/27/kmw-porsche-sp30-gr5-interserie-imola-1973/ e https://pitlaneitalia.com/2025/03/16/ebs-porsche-2-8-prototipo/. ↩︎
  2. La decisione di scindere il Mondiale Marche si spiega essenzialmente col fatto che le Sport Gruppo 6 da 3 litri avevano in genere prestazioni superiori rispetto alle nuove Silhouette, pubblicizzate dalla FIA come il futuro dell’endurance. Si pensò quindi di relegare le Gruppo 6 in un campionato apposito, destinato a sparire nel più completo disinteresse già alla fine del 1977. ↩︎

Confronto: Ferrari 312 T F.1 1975 in 1:43

[Nota di David Tarallo] Ricorrono nel 2025 i cinquant’anni dalla vittoria di Niki Lauda nel Campionato Piloti di Formula 1, che interruppe quello che i giornalisti, non si sa se con più fantasia o banalità, avevano battezzato il “grande digiuno”. Un digiuno le cui origini – lo ricordiamo – risalivano all’anno di Surtees (il 1964) e che poi sarebbe parso poca cosa a confronto con i diciott’anni d’intervallo tra la vittoria di Scheckter nel ’79 e il primo titolo di Schumacher col Cavallino, nel 2000. I ferraristi contemporanei saranno contenti di trovarsi nel bel mezzo di un terzo grande digiuno, che non ha nulla da invidiare ai primi due. Ma si sa che il titolo più importante è quello dei Costruttori. Battute a parte, mi fa particolarmente piacere che nell’articolo sia stato incluso uno dei kit di Marcello Giorgetti, del cui marchio fiorentino Hobby Tecnica ci siamo occupati più volte su PLIT1.

CONFRONTO: FERRARI 312T FORMULA 1 1975

testo e foto di Marco Nolasco

Riprendo il tema dei confronti tra modelli di formula 1 con tre modellini della Ferrari 312 T del 1975, tutti in versione Niki Lauda. Spero che possa interessare. Il più vecchio è un kit in metallo bianco, il n.5 della Hobby Tecnica che fu il più tempestivo, se ricordo bene, e uscì nel 1975. Era confezionato nella tipica ed elegante scatola piatta nera e rossa, con all’interno un pre-formato chiuso da un plexiglass sagomato e diviso in vari scomparti che dividevano le varie parti del kit. Un dettagliato foglio con istruzioni e storia della vettura vera arricchiva la confezione. Il contenitore interno è ricoperto da un “vellutino” simile agli interni di certi modelli Politoys M, Un foglietto con le famigerate decals a secco completava il tutto. Che dire del modello? Direi buono per quei tempi, a parer mio, ma penalizzato da dimensioni troppo generose, soprattutto la larghezza, ma non solo, come si vede nella tabella allegata. Di seguito alcune foto del mio montaggio dell’epoca.

Come forse si legge nel foglietto, la versione riprodotta è quella che vinse il Gran Premio di Monaco del 1975, ovviamente con Niki Lauda, telaio 023. L’anno dopo, nel 1976, uscì il primo modellino industriale, un die cast della Safir Super Champion n.80. E’ ovviamente più semplice dell’Hobby Tecnica (costo 3000 lire contro 9800), ma la resa è molto buona, la scala è decisamente più vicina all’1/43 e la decorazione, anche se non completa, è di effetto. Troppo piccole le ruote anteriori. Presenta alcune differenze rispetto al kit toscano che potrebbero giustificare una classificazione del modello in un’altra versione. Infatti le paratie dell’alettone posteriore sono diverse rispetto all’Hobby Tecnica e mi sembrano molto simili a quelle che la vera sfoggiava al vittorioso Gran Premio di Francia sul circuito di Le Castellet, sempre nel 1975. Anche la striscia di decals sui fianchi è
diversa, ma non giurerei sulla sua fedeltà al vero. La confezione è un semplice ma pratico cofanetto in plexiglass con basetta in plastica bianca. Al mio manca il cartoncino blu.

La terza e ultima interpretazione della 312T è un ben più moderno Quartzo, precisamente il n.2 della serie “La Storia” dedicata alle formula 1 del Cavallino. Uscì nel 1998. Qui siamo nel campo dei modelli industriali per collezionisti di livello medio alto, almeno per l’epoca. Anche questo riproduce la vettura vittoriosa a Montecarlo e, piaccia o meno, è dotato di pilotino. E’ quello dei tre che rende meglio le proporzioni della vera grazie soprattutto alle dimensioni del corpo vettura e a quelle delle ruote. Eccessiva la lunghezza, come del resto negli altri due, forse a causa di un eccessivo sbalzo dell’alettone posteriore. La tinta è un rosso intenso, più convincente di quello del Safir tendente all’arancio. La confezione è il solito ed elegante cofanetto nero di quella serie, che non ho a portata di mano. Dei tre il Safir è quello che presenta una migliore definizione dei particolari della
carrozzeria. Di seguito qualche foto del modellino e delle due versioni Monaco e
Francia per illustrare la diversa forma delle paratie dell’alettone posteriore.

Ecco le dimensioni in forma di tabella. Le misure sono in millimetri. Non conosco la larghezza del corpo vettura reale, quindi ho inserito le misure dei modellini a titolo di confronto.

Dimensione realeScala 1/43Hobby TecnicaSafirQuartzo
Lunghezza414096,31029898
Larghezza203047,250(*)45(**)50(**)
Passo251058,457,55858
Corpo vettura383234

(*) misurata all’avantreno / (**) misurata al retrotreno

Infine, le foto del confronto diretto tra i modellini. Nelle ultime due si dovrebbe notare la differenza tra la paratia tipo Monaco e quella tipo Francia.

  1. Si veda ad esempio il seguente link, ma ci sono altri articoli sparsi qua e là sul sito: https://pitlaneitalia.com/2017/12/25/una-marca-del-passato-la-hobby-tecnica-di-firenze/ ↩︎

Ford Mustang V8 Hardtop 1965

Con le vetture americane in 1:12, OttOmobile ci ha preso gusto. Stamani è stata annunciata la vendita flash di un nuovo modello, la Mustang V8 Hardtop 1965 in silver blue pony. Edizione numerata e limitata a 999 pezzi, referenza di catalogo G089. Il modello – che ha un prezzo di € 129,90 – sarà spedito agli acquirenti a partire dal 21 maggio.