Anche l’edizione di febbraio della borsa di Novegro va dunque in archivio, confermando più che mai una tendenza al rialzo dell’offerta che sembra non conoscere limiti.
Si è trattato di un’edizione stupenda, con un’offerta addirittura superiore a quanto solitamente riscontrabile nella più florida data di dicembre, da sempre quella più ricca delle tre che si dipanano durante l’anno, con una quantità di modelli eccezionali che ben poco lascia alla facoltà di commentare, se non per un laconico “largo alla gallery”, che davvero non si può negare agli amici lettori.
Che dire di non banale e di per nulla scontato di quest’edizione, quindi? Principalmente, che gli atteggiamenti di certuni espositori sono tali da lasciare quantomeno basiti, e mi riferisco ai divieti posti in maniera estremamente scortese al fotografare ai banchi utili alla realizzazione del servizio che state leggendo, sempre accompagnate – quando lo sono state – da scuse idiote, come l’autorizzazione da richiedere per fotografare i modelli (in base a quale legge? Suggerirebbero forse lorsignori che un giocattolo in latta sia una loro personale proprietà intellettuale? Ma come potrebbe esserlo poi, dal momento che costoro di intellettuale non hanno nulla? Non c’è nessunissima legge da infrangere a tal proposito, ed è bene sottolinearlo).
Ora, siamo in un paese libero: è diritto di questi signori fare certe affermazioni, è parimenti mio diritto invitarli ad accomodarsi al più vicino bagno pubblico per espletare i loro bisogni fisiologici più reconditi (cosa che è stata fatta e non nel più conciliante dei modi, ci tengo a dirlo), ma la questione a questo punto cambia, ed il focus diventa un altro: come mai qualcuno sente il bisogno di fare tante storie per due foto a dei modelli?
Forse che qualcuno abbia qualcosa da nascondere? Lascio ai più solleciti tra i lettori ed alla loro certamente pronta immaginazione la formulazione degli scenari che si riterranno più verosimili date le circostanze, certo è che simili atteggiamenti siano veramente molto strani ed assai poco giustificabili, in un’ottica di piena correttezza e, soprattutto, di piena trasparenza.
Detto questo, largo alla foto: la stragrande maggioranza degli espositori è stata comunque estremamente gentile e piacevole, come sempre, e quello che state per vedere ne è il giusto risultato.
Si è svolta oggi la 54ma edizione della Borsa di scambio a Brignais (nei pressi di Lione), organizzata dal Miniatures Club Rhône-Alpes nei locali del centro sportivo Pierre Minssieux. Se la borsa dello scorso anno aveva confermato un invidiabile stato di salute, nel 2025 il livello qualitativo è ancora aumentato. Nelle due sale approntate dal MCRA hanno trovato spazio decine e decine di banchi, a conferma dell’eccezionale periodo che le borse di scambio stanno attraversando dalla fine della cosiddetta emergenza sanitaria.
Con tutto il rispetto, una borsa come quella di Brignais può essere considerata tranquillamente una manifestazione di seconda fascia, abbastanza lontana da una Orléans o anche da una Mulhouse. Eppure, in una giornata come quella di oggi, il materiale presentato era così vario, così abbondante e così interessante da far pensare che davvero stiamo vivendo un periodo paragonabile a quello dei primi anni 2000. Anzi, per certi versi è ancora meglio, soprattutto per quanto riguarda certi marchi (Solido in primis) o anche certe categorie (montati speciali “storici”, documentazione, giocattoli del periodo post-latta.
La zona dei parcheggi tutt’intorno all’area sportiva che accoglie la borsa si presentava strapiena fin dall’ora di apertura. Del resto si sa che i collezionisti seri arrivano presto. Tradizionalmente, la zona di Lione è ricca di Norev e Dinky “continentali”, e così è stato anche stavolta, con alcuni banchi ricchi di pezzi di eccezionale interesse, fra cui una confezione di sei Simca 1100 Police Dinky Spain ancora sigillate nel loro cellophane. Chissà se ci sarà mai chi avrà il coraggio di aprirle. Speriamo di no. Presenza significativa anche per il negozio Miniatures Lyon, che presentava alcune delle novità della propria produzione diecast (fra cui il coffret Bugatti di cui avevamo parlato su PLIT ormai diverso tempo fa, con i modelli nelle loro livree giuste, complete di tutti i numeri di gara) e anche un’ottima scelta di Mercury, Dinky e altri obsoleti.
Fra gli speciali, abbastanza massiccia – almeno confrontata a quanto si vede mediamente in giro – l’offerta di kit e montati vari, più o meno interessanti.
Come di consueto, il Club Autos Miniatures Peugeot (CAMP) di Seloncourt, affiliato all’Aventure Peugeot Citroën DS, ha partecipato alla borsa di Brignais con una propria area espositiva all’ingresso.
Con L’evento di lancio F1 75 andato in scena il 18 febbraio a Londra, la stagione di Formula 1 2025 è ufficialmente incominciata. Alla O2 Arena la Scuderia Ferrari HP ha presentato la livrea della nuova monoposto alla presenza del CEO Benedetto Vigna, del Team Principal, Fred Vasseur, dei piloti Charles Leclerc e Lewis Hamilton e dei rappresentanti dei partner. Il giorno successivo è avvenuto il debutto in pista della SF-25 che ha girato a Fiorano, a porte chiuse, per uno shakedown da 200 km che ha costituito il primo collaudo della vettura che partirà per il Bahrain dove è prevista l’unica sessione di test pre-stagionale, dal 26 al 28 febbraio.
Continuità e cambiamenti. La SF-25, nome in continuità con quello degli ultimi due anni a sottolineare la stabilità regolamentare, è la settantunesima monoposto di Formula 1 realizzata dalla Ferrari, la quarta della seconda generazione di auto ad effetto suolo introdotta nel 2022, ma è una vettura del tutto nuova, con soluzioni tecniche in discontinuità con il passato. La modifica più evidente messa in atto dal team tecnico diretto da Loic Serra è senz’altro la sospensione anteriore, che passa dallo schema push rod a quello pull rod. A guidare questo cambio di architettura la necessità di rendere più pulito il flusso d’aria che investe la vettura e ampliare i margini per lo sviluppo aerodinamico, che con la precedente soluzione erano ormai stati sfruttati appieno. La vettura rappresenta un’evoluzione sotto ogni aspetto della monoposto dello scorso anno, che ne è stata buona base di partenza. È stata realizzata con lo scopo di massimizzare il potenziale del pacchetto in un campionato che, con un regolamento ormai maturo e giunto alla sua ultima stagione, vedrà valori estremamente ravvicinati e in cui anche i millesimi potranno fare la differenza.
Ottimizzazione. Dal punto di vista della power unit, la 066/15 non prevede innovazioni tecniche dal momento che l’architettura del propulsore è congelata per regolamento dal 2022. Ciò non significa, tuttavia, che non ci sia stato margine per lavorare allo scopo di migliorare ancora. La stabilità dei regolamenti ha infatti permesso di spostare l’attenzione verso un’ulteriore ottimizzazione della strategia di utilizzo dei propulsori, nel tentativo di adattarla ad ogni singola condizione del fine settimana di gara e di estrarre il massimo potenziale dalle sue prestazioni nominali. L’affidabilità è un lavoro senza fine e durante l’inverno, nonostante un’ulteriore riduzione delle ore consentite di funzionamento al banco prova motore, si è lavorato per analizzare e rivedere ogni processo e lezione appresa dalla stagione 2024, con l’obiettivo di continuare a migliorare ogni singola area sul fronte dell’affidabilità.
Colori e dettagli. Come si è potuto vedere a Londra, anche la livrea è cambiata in maniera significativa e presenta un’ideale fusione tra passato, presente e futuro che nel contempo vuole essere una dichiarazione di stile, potenza e tradizione. Il Racing Red 2025 è di tonalità più scura e con finitura opaca. Su di esso si staglia una fascia bianca inclinata. Un tratto distintivo che attraversa la monoposto simboleggiando il dinamismo e la visione proiettata al futuro. A intervallare i volumi, una fascia in rosso lucido e una bianca. Riflessi e contrasti tra bianco e rosso sono un tributo alla storia e all’identità del marchio, ma anche alla continua evoluzione dello stile Ferrari. Il dettaglio lucido sulla carrozzeria, inoltre, trova la sua diretta corrispondenza inversa – dettaglio opaco su vernice lucida – sulla 499P Hypercar impegnata nel FIA-WEC. Interamente in rosso sono stati verniciati anche i cerchi, mentre i numeri di Charles e Lewis saranno in bianco nel font ufficiale Ferrari, il Ferrari Sans.
Test e poi in pista. Come detto, dopo lo shakedown di Fiorano, la SF-25 partirà per il Bahrain dove sarà impegnata nell’unico test ufficiale in vista del via della stagione, previsto in Australia il prossimo 16 marzo.
Fred Vasseur, Team Principal
“Il lancio della nuova monoposto è un momento di grande emozione e orgoglio per tutto il team. La SF-25 è il risultato di mesi di lavoro intenso che tutta la squadra ha portato avanti con grande dedizione a Maranello e siamo entusiasti di vedere il frutto dei nostri sforzi concretizzarsi ed essere ormai pronto a scendere in pista. La scorsa stagione ci ha visto lottare fino all’ultima curva per il titolo Costruttori, e siamo determinati a costruire partendo da quella solida base, con l’obiettivo di puntare alla conquista di entrambe le classifiche. Abbiamo una nuova line-up, con Lewis che è arrivato ad affiancare Charles in squadra e ci sentiamo pronti a compiere come squadra quel passo avanti che ci manca per essere i migliori. Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono, ma siamo pronti a dare il meglio per competere ai massimi livelli forti anche della passione e dell’entusiasmo dei nostri tifosi che sono una fonte inesauribile di ispirazione. Ora è il momento di iniziare a concentrarsi e di lasciare parlare la pista. Non vedo l’ora di incominciare la stagione”.
Loic Serra, Technical Director Chassis
“La SF-25 è un’evoluzione della SF-24, che è stata una eccellente base di partenza. Detto questo, abbiamo lavorato duramente, cambiando il 99% della monoposto, evolvendone l’architettura in maniera di massimizzarne le prestazioni. La sospensione anteriore pull rod è solo il più evidente dei tanti cambiamenti significativi che abbiamo apportato. La stagione che ci attende proporrà una sfida serratissima, nella quale ogni millesimo potrà contare. Siamo dunque pronti a fare del nostro meglio per trovare quei guadagni, anche marginali, che potranno fare la differenza. Non vediamo l’ora di scendere in pista”.
Enrico Gualtieri, Technical Director PU
“Questo momento è il culmine di settimane di duro lavoro e passione, e siamo pronti a iniziare la nuova stagione con grande entusiasmo. La power unit del 2025 è stata sviluppata in un contesto di regolamenti congelati ormai dal 2022, ma il nostro impegno a estrarre il massimo potenziale da ogni componente non è mai cambiato. Abbiamo lavorato intensamente su tutte le strategie di controllo e sulle procedure per garantire che ogni singolo componente possa esprimere il meglio su ogni circuito ed evento. L’affidabilità rimane una priorità assoluta, e continuiamo a concentrarci su preparazione, qualità e coerenza degli elementi per poterci esprimere al massimo livello in pista. La stagione 2025 presenta sfide uniche, ma siamo pronti ad affrontarle con attenzione maniacale a ogni dettaglio. Siamo fiduciosi che la SF-25 ci permetterà di giocarci le nostre carte per raggiungere i nostri obiettivi”.
Charles Leclerc
“Sono estremamente carico per il lancio della SF-25. Ogni anno ce la mettiamo tutta per migliorare e so che la squadra ha lavorato senza sosta per mesi. La scorsa stagione è stata molto combattuta e siamo arrivati vicinissimi al titolo. Quest’anno, il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo vincere il campionato Costruttori e, personalmente, desidero fortemente il titolo Piloti. In squadra è arrivato Lewis con il quale abbiamo già iniziato a lavorare in maniera molto affiatata e credo che la sua esperienza e il suo approccio differente saranno per me fonte di ispirazione. Mi sento fisicamente e mentalmente molto pronto per affrontare la nuova stagione e non vedo l’ora di calarmi in abitacolo con l’obiettivo di riportare la Scuderia Ferrari HP al vertice.”
Lewis Hamilton
“Le mie prime settimane come pilota della Scuderia Ferrari HP sono state assolutamente incredibili ed è stato fantastico poter toccare con mano la passione e la dedizione di tutto il team. Per questo l’evento di questa sera con la presentazione della mia prima Ferrari è stato davvero emozionante. È stato fatto un lavoro enorme per essere pronti alla stagione che ci attende e non potremmo essere più determinati nel raggiungere i risultati che vogliamo. Ho iniziato l’anno con tanta aspettativa per questo nuovo capitolo che si apre. Non potrei essere più orgoglioso di essere parte di questa avventura insieme a loro. Non vedo l’ora di scendere in pista con Charles, spingerci a vicenda e fare tutto il possibile per portare il team al vertice”.
In Qatar entra nel vivo il fine settimana del Prologo che nell’arco di due giornate include quattro sessioni di test. Sul tracciato di Lusail, sede del primo round del FIA WEC 2025, la squadra Ferrari – AF Corse torna sotto i riflettori con le 499P numero 50 e 51 condivise, rispettivamente, da Fuoco-Molina-Nielsen e Pier Guidi-Calado-Giovinazzi. Per la seconda volta consecutiva il Lusail International Circuit ospita l’atto inaugurale del Mondiale Endurance. In un video dedicato il danese Nicklas Nielsen – vincitore della 24 Ore di Le Mans 2024 – analizza l’impegnativo tracciato che sorge non distante da Doha.
La pista. Il Lusail International Circuit è situato a nord di Doha, capitale del Qatar, misura 5,419 chilometri e include 16 curve. “La pista di Lusail è molto bella – spiega Nicklas Nielsen – e per fare un buon tempo sul giro devi essere molto scorrevole. Rispetto ad altri circuiti si caratterizza per l’alto grip e per il fatto di essere molto piatta, priva di cambi di pendenza, quindi è essenziale identificare i riferimenti migliori per le frenate”. Il pilota danese classe 1997 prosegue: “Il secondo e il terzo settore, dal punto di vista del pilota, sono i più interessanti perché alternano una combinazione di curve da media e medio-alta velocità”. In particolare “nel terzo settore è essenziale gestire al meglio gli pneumatici e fare attenzione ai track limits, che in Qatar, specialmente in questa frazione del circuito, sono una variabile da tenere in considerazione”.
La storia. La pista è stata inaugurata nel 2004. La storia di Lusail, che si lega a doppio filo alle competizioni riservate alle due ruote, negli anni più recenti si è arricchita grazie all’organizzazione di prove automobilistiche dall’elevato peso specifico. Tra queste, a partire dal 2024, la 1812km del Qatar, round d’apertura del Mondiale Endurance, una corsa – sulla distanza delle 10 ore – che si sviluppa in buona parte oltre il tramonto, con le vetture che si sfidano tra i cordoli sotto i riflettori accesi.
Il programma. Il Prologo rappresenta per tutti i team la prima occasione per scendere in pista in occasione dei test collettivi che danno inizio alla stagione. Le prime due sessioni sono in programma venerdì 21 febbraio dalle 13.00 alle 16.00 e, in notturna, dalle 18.00 alle 22.00; sabato 22 febbraio altrettanti turni: dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 17.00 alle 21.00.
La prossima settimana le vetture torneranno in pista mercoledì 26 febbraio con le prime due sessioni di prove libere, dalle 11.30 alle 13.00 e dalle 16.50 alle 18.20; giovedì 27 dopo le Prove Libere 3, dalle 12.00 alle 13.00, sono in programma le Qualifiche, dalle 17.40, e l’Hyperpole riservata alla classe Hypercar, dalle 18. La 1812 KM del Qatar scatterà venerdì 28 febbraio alle 14.00 e terminerà dieci ore più tardi (orari locali).
Propongo un confronto tutto giapponese tra due interpretazioni lontane nel tempo e nella tecnica impiegata della Honda RA 273 di formula 1 del 1966, ovviamente in scala 1/43. Si tratta della Kanda in ottone del 1968 e della riproduzione di Ebbro n. 44262, un die cast del 2011.
Entrambe le confezioni sono piuttosto eleganti e adatte ad un modello da collezione, ma sicuramente colpisce di più quella della Kanda considerando l’epoca. L’Ebbro è fissato alla basetta con le solite viti e i distanziali che permettono di non comprimere le gomme, mentre il Kanda è fissato con un elastico, ovviamente non più quello originale. Passando ai modellini colpisce subito la maggiore larghezza del più recente, che a prima vista pare eccessiva, più convincente quella del Kanda. Il passo invece è simile. La seguente tabella delle misure conferma l’impressione per l’anteriore mentre entrambi i modelli sono eccedono al posteriore e nel passo:
EBBRO
KANDA
VERA
1:43
Passo (mm)
58,5
59
2390
55,6
Carreggiata anteriore (mm)
41
33
1460
34
Carreggiata posteriore (mm)
41
39
1440
33,5
Le linee generali appaiono diverse, forse anche per le diverse tecniche impiegate. Anche qui il più vecchio, a parer mio, è più fedele, forse per il fatto che è in lamierino che però è causa dell’antiestetico taglio nella parte inferiore del muso. Il motore del Kanda è invece fuso e le sospensioni in filo di ottone. Come si vede dalle foto l’assetto è improbabile, in questo meglio l’Ebbro. Ho provato a sistemarlo abbassando il muso, ma come forse si vede nella foto dei frontali ha ceduto il braccio inferiore della sospensione di destra. Nel frattempo l’ho risistemato, ma preferisco evitare ulteriori danni, pertanto l’assetto rimane così, pazienza se il muso punta verso l’alto.
Le finiture sono ovviamente superiori nel più recente, che riproduce la versione che arrivò quarta al Gran Premio del Messico del 1966 con Richie Ginther, nona e ultima prova del Campionato del Mondo Piloti, dopo un terzo posto in griglia. Fu il miglior risultato di quell’anno per la scuderia giapponese. Pilotino a parte, che può piacere o meno (a me non piace molto, ma lo lascio tranquillo dov’è), dovrebbero essere sbagliati i retrovisori, che credo fossero bianchi.
Il Kanda non è nelle condizioni originali, ne avevo già parlato anche su PLIT1. E’ stato verniciato dal sottoscritto seguendo le due foto allegate in versione presentazione. In origine era in ottone naturale e il motore poteva essere o no verniciato in nero opaco. Il mio lo era. Non escludo che fosse disponibile anche una versione verniciata, comunque non dovrebbe essere troppo difficile riportarlo com’era.
Torno alle confezioni per notare che la scatola dell’Ebbro sembra richiamare, nel colore e nella trama del cartoncino, proprio quella della Kanda, ma della Brabham, l’altro modello di questa firma. Inoltre Ebbro ha realizzato delle formula 1 in ottone in scala 1/20, non so se anche in 1/43, quindi non è da escludere che il più vecchio abbia in qualche misura ispirato il modello più recente. D’altronde mi risulta che in Giappone l’ottone sia un materiale apprezzato per le riproduzioni anche in ambito fermodellistico. Spero che tutto ciò possa interessare i lettori di PLIT.
La 312 PB della Norev, fonte inesauribile di idee!
Mi è piaciuto molto leggere gli articoli precedenti su questo modello perché mi hanno confermato che la scelta del Norev per completare la mia tematica delle 312 PB non è stata né temeraria né impropria. Così ho pensato che non potevo esimermi dal partecipare alla riunione dei “manipolatori” della 312 P della Norev… Come è stato in parte già detto, la Ferrari prototipo del 1972 è una delle vetture più vincenti e nel contempo tra le meno considerate dalle case di modellismo. Non voglio però entrare in questo discorso ma solo aggiungere, alle belle elaborazioni già presentate, un piccolo contributo che, dalla sua, ha il pregio dell’originalità. Una sola premessa è d’obbligo: il modello Norev, ancorché bruttino da vedere, è forse quello più rispettoso delle dimensioni di passo e larghezza in scala! In fondo, per renderla più simile alla vettura vera, mi è bastato:
modificare l’assetto (perché l’altezza da terra era decisamente da SUV)
montare un motore (anche se poco visibile… ma la soddisfazione di montare il motore della EMME*, opportunamente modificato, non la potevo perdere!)
fare un accenno meccanica visibile posteriormente
modificare il roll-bar
rifare il parabrezza (completamente sbagliato nel modellino)
cambiare le ruote
realizzare lo specchietto retrovisore esterno
ritoccare gli interni
Dice: “Ma dov’è allora l’originalità?”.
L’originalità è nello scegliere una versione caratterizzata da una coda particolare, usata solo a Brands Hatch.
Nel 1972 infatti, a partire dalla gara inglese, per motivi regolamentari era stato stabilito che vi fosse una “carenatura” completa delle ruote posteriori. La soluzione della Ferrari aveva un aspetto che definirei “estemporaneo”: qualcosa simile ad una lamiera ripiegata, aperta lateralmente, senza altre modifiche al cofano posteriore, che rimaneva quello corto delle versioni che avevano corso in America. Ho quindi:
modificato il posteriore accorciandolo,
ho ridotto la dimensione delle le “paratie” dietro le ruote posteriori,
le ho aperto lateralmente,
ho eliminato l’alettone ed i suoi sostegni,
ho aggiunto i due spoiler verticali,
ho rifinito con riverniciatura e decalcomanie.
Dalla successiva gara di Monza la vettura avrebbe avuto il cofano più lungo e le paratie “chiuse”, con un aspetto complessivo più filante.
Forse il modello non è così bello e lucente come quelli dei modellisti bravi ma sono soddisfatto di avere ancora una volta completato, con i miei modelli, il “racconto” dell’evoluzione tecnica di una vettura importantissima nella storia della casa modenese.
*nota 1) il motore EMME Un ricordo di anni passati, realizzato nel 1975. Riproduceva il motore della 312 F1 del 1970 per cui ho fatto alcune modifiche per adeguarlo a quello del prototipo e utilizzarlo sia sul modello Norev che nel piccolo diorama con la 312 PB di Merzario e Munari!
Postilla: l’unico modello che riproduce la versione di Brands Hatch, trovato sul Web, è di Tameo, complessivamente molto bello ma con le paratie laterali posteriori chiuse (nota di D.Tarallo: esiste anche il Marsh Models, catalogo MM260, con le paratie giuste, foto sotto a destra).
La 24 Ore di Le Mans si appresta ad accogliere altri grandi nomi della musica per i concerti programmati nel corso della settima della gara. Dopo Eddy de Pretto e Pascal Obispo, sono stati annunciati tutti gli altri artisti che si esibiranno venerdì e sabato. Venerdì 13 giugno è previsto il concerto dei Kungs (dalle 20 alle 23). Sabato 14 giugno dalle ore 20 alle 23 sarà invece la volta di Kool & the Gang. Dalle 23 a mezzanotte arriverà invece The Avener.
Domenica 16, presso la hall del centro commerciale Le Giraffe a Paderno Dugnano, si è tenuta una mostra scambio dedicata al modellismo ed al giocattolo d’epoca, secondo una sana consuetudine consolidante ma volta all’espansione che ormai da qualche tempo accompagna la rinascita degli eventi in presenza, che si credevano ormai inesorabilmente in declino.
Che dire di questo appuntamento? Pochi banchi, “molti” dei quali dedicati al fermodellismo, ma la possibilità di accaparrarsi qualche buon pezzo ad ottimo prezzo c’era: spiccavano degli Spark relativi a soggetti Endurance in scala 1:43 ed 1:18 a prezzi veramente stracciati, ed altre notevoli curiosità come Tamiya Masterwork e degli ottimi Solido militari, come un bel carro Tigre in versione color sabbia ed un carro sovietico SU-100, noto tra la truppa staliniana come “fotti tutto” (era un cacciacarri, esattamente come il Jadgpanther altresì riprodotto da Solido, fine intermezzo Alessandro Barbero, chiedo venia ai lettori ma la Storia è un’altra delle passioni brucianti di chi scrive).
Non possiamo, da parte nostra, che fare gli auguri di buona crescita a questo appuntamento, che presenta degli spunti di interesse non trascurabili.
Si svolgerà il 14 settembre la terza edizione della Borsa di scambio a Gueugnon (dipartimento Saône-et-Loire), organizzata dal Mini Auto Club 71. La borsa si terrà presso il Foyer Municipal, con orario 9-16.30.
E’ destinata ad andare esaurita nello spazio di pochissimo la nuova proposta di OttOmobile, disponibile in vendita flash. Si tratta di una Chevrolet Camaro Z28 RS in Daytona yellow, scala 1:12, limitata a 999 esemplari numerati (referenza di catalogo G085). Le spedizioni inizieranno il 19 febbraio.