Livree inedite per la 24 Ore di Le Mans 2024

La 24 Ore di Le Mans 2024 vedrà al via la BMW art car numero 20 (https://pitlaneitalia.com/2024/05/22/la-bmw-art-car-di-julie-mehretu-presentata-al-centre-pompidou-di-parigi/) ma altre vetture esibiranno decorazioni specifiche più o meno convincenti, ma l’importante è far parlare di sé. Anche se probabilmente la 24 Ore di quest’anno sarà meno ispirata per questo aspetto a confronto con quella del centenario, ci sono da segnalare almeno un paio di altre vetture particolari: l’Oreca-Gibson 07 LMP2 numero 14 della AO by TF, pilotata da Louis Delétraz, Alex Quinn e P.J. Hyett, confermerà l’abitudine di questa squadra per le livree fantasiose. L’anno scorso, in IMSA e a Le Mans, le Porsche dell’AO riscossero molta simpatia con il buffo dinosauro Rexy (https://pitlaneitalia.com/?s=Rexy). Quest’anno, Rexy lascia il posto a un drago violetto, battezzato Spike, già visto sull’Oreca americana nella serie IMSA (foto di apertura).

Annuncia una decorazione inedita anche la Lamborghini delle Iron Dames, che abbandonerà l’abituale rosa fluo per una nuova e più estrosa idea. Staremo a vedere.

Modelli del passato: Solido 57 Alpine-Renault A442 Mugello 1975

Questo articoletto avrebbe potuto anche rientrare nelle “Storie di Modelli”, tanti sono i legami e le implicazioni col passato collezionistico e non di questo tipo di oggetto. Più semplicemente, lo inserisco nella serie “Modelli del passato”, che non ha né una numerazione né una sottosezione specifica, e ormai è tardi per raggrupparli.

Su Solido anche noi di PLIT abbiamo scritto tanto. Su modelli apparentemente banali, su altri meno conosciuti, sulle stranezze e sulle mosche bianche. In questa pagina vi presentiamo una rara confezione ancora sigillata, contenente sei Alpine A442 numero 57 (quelle della 1000km del Mugello 1975) così come veniva inviata ai rivenditori. Ai tempi della Serie 10, e probabilmente anche prima, almeno da quando furono introdotte le scatoline con la vetrina trasparente, Solido imballava i modelli a gruppi di sei, quattro paralleli e due rovesciati.

Non c’erano etichette né segni di riconoscimento particolari: i lotti di modelli venivano poi inseriti negli scatoloni che ne avranno contenuti diversi. Nel caso di vetture stradali disponibili in più colori, di solito si imballavano tre esemplari in una tinta e tre in un’altra. Ricordo di aver acquistato, ormai quasi una ventina di anni fa, da un noto commerciante italiano, un pacco di Ford Fiesta, e questi pensò bene di spedirmele in un… plico col pluriball! Vi lascio immaginare il mio disappunto (eufemismo) alla ricezione del “collo”, con tanto di protezione originale in cellophane completamente rovinata – già si sbrindella solo a guardarla – e due scatole su sei seriamente ammaccate stile organetto. Risultato, in collezione ho una serie di Ford Fiesta in scatole intonse che hanno perso gran parte del loro interesse e che alla mia dipartita i pupazzoni del futuro potranno allegramente utilizzare come antistress intenti a guardare le figure dei libri sul bancone di qualche negozietto sopravvissuto alla mannaia del web.

Questo set di Alpine, scovato in Lorena, ha avuto per fortuna sorte migliore (il venditore delle Fiesta tra l’altro incolpò il figlio principiante o distratto facendomi imbufalire ancora di più) e testimonia, nel suo piccolo, il modo in cui in Solido si chiudevano e si spedivano i modelli.

Un set di questo tipo, è quasi inutile rimarcarlo, ha un senso se i modelli sono assolutamente perfetti e se le scatole non mostrano alcuna traccia di apertura: acquistare sei Solido Serie 10 e incellofanarli non sarebbe neanche troppo complicato ma ottenere un effetto finale di luccicante uniformità sarebbe in pratica impossibile. E’ lo stesso criterio col quale si possono valutare le scatole da sei dei vecchi Dinky, tanto per fare un esempio che tutti conoscono.

Quanto può valere un “coso” come questo? Non un’enormità. Diciamo che se vi chiedono tra i 70 e i 100 euro siamo nei limiti della ragionevolezza. I Serie 10 non sono rari e a meno che non vi capiti un set di colori strani, siamo parecchio lontani da certe quotazioni da capogiro cui ci hanno abituato altri marchi. E l’importante è resistere alla tentazione di aprire tutto per vedere l’effetto che fa.

La Venturi… col buco

Fra le dieci novità Solido 1:43 per il mese di maggio compare anche la Venturi 400 in rosso. Su questa versione Solido ha corretto un difetto abbastanza evidente, aggiungendo in tampografia l’apertura di aerazione posta nell’incavo delle fiancate, che mancava nei primi due modelli (vedi foto di apertura e la recensione su PLIT del primo modello: https://pitlaneitalia.com/2023/06/01/venturi-400gt-o-400-trophy/).

Il prossimo weekend la 24 Ore del Nürburgring

Si svolgerà il prossimo weekend la 24 Ore del Nürburgring, con circa 130 vetture al via e un programma denso di iniziative e gare di contorno. Qui di seguito gli orari completi, l’elenco dei vincitori dal 1970 al 2023 e alcune statistiche.

Foto di apertura, la Ferrari 296 GT3 Frikadelli nel corso della 24h Qualifiers.

Alpine Esprit Tricolore: la nuova esposizione tematica al Museo di Le Mans

A partire da domani sabato 25 maggio, il Museo della 24 Ore di Le Mans accoglierà una nuova esposizione temporanea, denominata Alpine Esprit Tricolore. Saranno affrontate diverse tematiche, con alcune vetture di grande valore:
 
Rédélé : pilote et constructeur

La barchetta Charles Deutsch, realizzata sulla base di una 4CV, è una vettura pilotata da Jean Rédélé, che partecipò a due edizioni della 24 Ore, nel 1952 e nel 1953.

La victoire au général !

Nel 1978 la A442B conquista finalmente la vittoria assoluta, con due piloti francesi, Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud.
 
Des Jeux Olympiques aux 24 Heures du Mans

L’Alpine A210 presentata nella mostra ha partecipato tre volte alla 24 Ore di Le Mans. Nel 1969 la A210 pilotata da Jean-Claude Killy, campione del mondo di sci e tre volte campione olimpico, ha permesso di creare un legame fra le Olimpiadi e la 24 Ore.


Alpine A110, l’icône

La A110 è senza alcun dubbio il modello più emblematico dell’Alpine. Presentata al Salone di Parigi del 1962, essa si costruì rapidamente una solida carriera nei rally e nelle gare in salita. La berlinette diviene nel 1967 il veicolo ufficiale della Brigade Rapide d’Intervention. Presente nella cultura popolare attraverso le sue apparizioni al cinema (Johnny Banco), alla televisione (Le avventure di Michel Vaillant) e nei videogiochi (Gran Turismo, Forza), la A110 è ormai un simbolo dell’automobilismo sportivo.

Tameo: disponibile il kit della Ferrari 512M Tour Auto 1971

E’ disponibile il kit Montegrosso (catalogo MTG010) della Ferrari 512M Escuderia Montjuich che partecipò al Tour Auto 1971 con Juncadella / Guénard / Jabouille. Il kit, in metallo bianco scala 1:43, dispone di cofano apribile e riproduzione della meccanica.

Rassegna stampa: Renault 125 ans d’innovation

Riassumere in cento pagine di rivista un secolo e un quarto di storia della Renault con le sue innovazioni tecniche, attività sportiva ed extra-automobilistica compresa, sfiora l’impossibile. Eppure quelli della Vie de l’Auto ci sono riusciti, con questo Hors-Série che è uno dei migliori prodotti che questo editore francese abbia tirato fuori negli ultimi due-tre anni.

Cronologia, curiosità storiche, foto d’epoca documenti, vicende economiche e societarie: c’è tutto e scritto con garbo e ricchezza di particolari, senza esagerare.

Cosa non trascurabile, è stato evitato il caos, difetto in cui è facilissimo incorrere quando si confezionano pubblicazioni di questo genere. E invece, anche per merito di una veste grafica chiarissima, semplice ma anche elegante, ogni cosa è andata al suo posto, rendendo la consultazione agevole e divertente.

Davvero un ottimo acquisto anche per chi non necessariamente ami la Renault alla follia.

Prezzo di copertina in Francia: € 8. Non è prevista la distribuzione in Italia.

Atalanta, con la vittoria in Europa League è un cerchio che si chiude

Ho sempre pensato che nelle coppe europee si debba parteggiare per le squadre italiane in generale, a prescindere dalla propria fede o dalla propria simpatia calcistica. Tale convinzione risale ai tempi in cui da ragazzino mi sdraiavo sulla moquette di camera mia ad ascoltare i mercoledì di coppa su Radio2, magari continuando anche dopo mezzanotte cercando di intercettare le partite – quelle portoghesi per esempio – che erano iniziate alle 21 e oltre.

Con la vittoria dell’Atalanta in Europa League contro il Bayer Leverkusen si è chiuso un cerchio. Non solo per quanto riguarda Gasperini e la sua eccezionale squadra, meritevole finalmente di un titolo dopo tanti successi “di tappa”, ma anche per qualcosa di più antico, una storia che si era interrotta nel lontano 1988 e che continuava a lasciare un sapore di incompiuto, quel sapore amaro delle occasioni sfiorate e non colte.

Ancora oggi, quando si parla di Atalanta, penso a quella squadra allenata da Emiliano Mondonico che arrivò a sfiorare la finale di Coppa delle Coppe nella stagione 1987/88. Nel 1986/87, l’Atalanta disputò un campionato disastroso che l’avrebbe portata in Serie B, ma arrivò fino in finale di Coppa Italia, perdendo sia all’andata sia al ritorno col Napoli. Accadde però che il Napoli, campione d’Italia, ebbe diritto alla Coppa dei Campioni, lasciando all’Atalanta il posto in Coppa delle Coppe, probabilmente la più stramba e pittoresca delle tre competizioni europee, quella dove finivano le vincitrici delle coppe nazionali. A edizioni abbastanza abbordabili si alternavano anni assolutamente proibitivi, con magari cinque o sei squadre diventate fortissime e in testa ai loro campionati. Come d’abitudine, un ruolo lo giocava anche la semplice fortuna, con dei sorteggi a volte assolutamente crudeli. All’inizio l’Atalanta, in Serie B, sembrava destinata a fare la figura dell’allegra brigata in gita premio, e invece le cose andarono diversamente.

Di quella stagione, vide la Dea arrivare in semifinale contro il Malines (che poi vinse in finale contro l’Ajax) molti ricordano la sorpresa di trovare ogni turno l’Atalanta, data per morta e invece sempre presente nella schiera di squadre sopravvissute che si dimezzava di mese in mese. Con tanto di sfide ai limiti dell’improbabile come quel primo turno giocato a settembre contro il Merthyr Tydfil, squadra gallese, in un campo strettissimo perso fra i cottage con gli spettatori che si divertivano a lanciare dalle loro precarie tribunette rotoli di carta igienica.

Poi gli ottavi a Creta contro l’Ofi e i quarti con lo Sporting Lisbona: il gioco si faceva più serio e l’Atalanta restava in piedi. Strömberg, Prandelli, Progna, Garlini, Incocciati erano fra gli attori di un film che teneva la gente incollata alla tv. Arrivò la semifinale con i belgi del Malines, società sconosciuta quasi a tutti ma non a me che l’avevo fra le squadre del Subbuteo, smagliante nel suo giallo-rosso.

Lo sbiadito schermo della RAI trasmette la partita di andata dei sedicesimi di finale Merthyr Tydfil-Atalanta, settembre 1987. Bucolico scenario della provincia britannica col pubblico attaccato al campo. Adorabile

Dopo la prima semifinale persa per 2-1 in Belgio, l’Atalanta pareva potersela giocare a Bergamo. La domenica successiva la squadra di Mondonico strapazzò in Serie B l’Arezzo (3-1) e al nostro quotidiano La Nazione non restò che titolare così il resoconto della partita: “Arezzo, ma questa è Europa”. Fu un titolo che mi rimase stampato nella memoria perché raccontava di come ci si potesse staccare da certe dimensioni deprimenti e provinciali senza accontentarsi di viaggiare solo con la fantasia. Aveva molto di simbolico, quel titolo.

La telecronaca del ritorno, Atalanta-Malines a Bergamo, la fece Bruno Pizzul. Mia mamma mi chiese: “Ma gioca l’Italia stasera?”. La portata dell’evento era così ampia che molti profani pensavano che c’entrasse la nazionale. L’Atalanta andò in vantaggio, segnò Garlini su rigore; vigeva la regola dei gol segnati in trasferta e quindi la qualificazione era in mano ai nerazzurri. Giocava bene, la squadra di Mondonico, veloce e precisa. “Grande, Atalanta!”, si lasciò scappare a un certo punto Pizzul. Però il Malines non si perse d’animo, pareggiò e vinse ancora 2-1. Fine del sogno. Le italiane in coppa avrebbero vissuto un periodo d’oro, ma l’Atalanta la sua occasione l’aveva perduta.

La vittoria di ieri in Europa League ha avuto quindi un sapore particolare. E quell’impresa di 36 anni fa acquista per chi è tifoso e per chi semplicemente ama le belle storie una luce più brillante, dando un senso compiuto alla ruota che gira. Congratulazioni Atalanta. Ieri abbiamo tifato tutti per la Dea.

GP di Monaco di Formula 1, appuntamento con la storia

Quello dell’A.C. Monaco è stato certamente uno sforzo notevole: a pochi giorni dal GP dell’Emilia Romagna a Imola, accogliere e sistemare team e addetti ai lavori nel paddock di Principato non è stato certo semplice, dal punto di vista logistico e organizzativo.

Da oggi prende il via il programma di uno dei weekend più attesi del calendario della Formula 1.

Il pubblico potrà frequentare anche la Fan Zone in Place d’Armes, incontrando i piloti secondo questo programma:

Questo il programma sportivo del fine settimana monegasco con l’ubicazione di accessi e servizi:

Borsa di Scambio a Novegro del 9 giugno, aperta la prevendita dei biglietti

E’ aperta la prevendita online di Novegro Borsa Scambio, la fiera per collezionisti e appassionati di giocattoli, videogiochi, modellismo e bambole d’epoca.

Link per la prevendita: https://www.parcoesposizioninovegro.it/biglietti/novegro-borsa-scambio-biglietto-1-giorno-235099/?mc_cid=8b657be0fb&mc_eid=7ad3f070c6

Appuntamento domenica 9 giugno presso il padiglione C.

Orario di apertura:
– domenica 9 giugno 9:30 – 16:30

Giornaliero online: 6,70 euro + 1,30 euro

Giornaliero alla cassa: 8 euro

*Ridotto: 5 euro – militari (muniti di tesserino) *Gratuito: persone con disabilità (previa esibizione del certificato di invalidità) e ragazzi fino ai 18 anni non compiuti

*I biglietti Ridotti e Gratuiti sono solo acquistabili in loco alla Biglietteria del Parco Esposizioni Novegro.

Accompagnatori: Nei casi in cui è previsto il biglietto gratuito per disabili con invalidità dall’80% al 100% (vedi casi sopra riportati) verrà concesso l’ingresso gratuito agli accompagnatori.

Il nome dell’acquirente viene riportato sui biglietti per ragioni formali ma i ticket non sono nominativi.

La prevendita online rimarrà aperta fino alle 21:00 di sabato 8 giugno. In ogni caso, sarà sempre possibile acquistare i ticket direttamente in fiera.