In volume gli articoli del blog dell’Autojaune

Dal 2013, il blog dell’Autojaune di Vincent Espinasse è una continua fonte di sorprese. L’enorme esperienza maturata dalla famiglia Espinasse ha portato alla formazione di una collezione di livello mondiale, ricchissima di pezzi unici. Nel corso di questi anni, sul blog del sito Autojaune, Vincent Espinasse ha affrontato argomenti di estremo interesse, a volte per la prima volta in assoluto.

Ne sono venuti fuori articoli destinati a restare nella storiografia modellistica. Proprio perché nulla vada perduto, l’Autojaune ha deciso di stampare tutti gli interventi in un’opera omnia che consta di ben sei tomi di circa 300 pagine l’uno, in edizione limitata a 50 esemplari numerati. Il costo dell’opera è di € 210, ovvero € 35 a volume. Qui di seguito trovate il video Youtube che spiega la genesi e le ragioni di quest’opera davvero particolare.

I Solido non finiscono mai

testo e foto di Riccardo Fontana

Di Tiny Cars – celebre negozio milanese ormai da anni sulla cresta dell’onda – si potrebbero dire molte cose, certo però è che chi sappia e voglia avere la pazienza di spulciare negli angoli più nascosti del negozio possa trovare dei modelli estremamente particolari ed interessanti, forse non mainstream, ma comunque assai gustosi.

È il caso, ad esempio, di una recente infornata di Solido elaborate risalenti all’inizio degli anni ’80, quasi tutte ben conservate, veramente in grado di riportare un appassionato ad un’epoca bella – se non addirittura luminosa – per il modellismo: quella dei modelli semplici e relativamente a buon mercato, ma allo stesso tempo fedeli e propedeutici, capaci di permettere ai modellisti di esprimere al meglio la loro passione e la loro manualità.

Di quell’infornata di modelli, ho potuto prendere una Porsche 917/10 transkittata (magnificamente eseguita seppur estremamente difficoltosa nel ritaglio del cofano posteriore in zamak), una meravigliosa Ford Escort RS 1.8 ottenuta mediante un transkit dell’Equipe Tron, relativa al vittorioso Rally di Svezia 1978, una Opel Kadett GTE dell’Acropolis 1978 (una delle tre versioni del kit Solido), una celeberrima Porsche 934 Meccarillos di Le Mans 1977, e una BMW M1 BASF partecipante al DRM, rivisitazione di un Solido 2.

Più un paio di modelli per David, una BMW 528 Gruppo 1 Kinley e una Peugeot 505 Dinin, entrambe Top 43.

Un fattore che personalmente trovo incredibile è lo stato di conservazione – praticamente perfetto – di modelli che, per loro stessa natura, dovrebbero tendere ad un facile deperimento, sospesi come sono a metà tra un die-cast ed un vero e proprio modello speciale, e ciò ad ulteriore riprova del fatto che, davvero, “con i Solido ci fai tutto”, come dice sempre un amico.

Sono modelli che di ingenuo non hanno nulla neppure se guardati con gli occhi di oggi, e che denotano una competenza ed una passione estreme da parte di chi – a suo tempo – le ha così sapientemente elaborate: non so per quale ragione siano arrivate in vendita tutte insieme ed ordinatamente come le ho trovate sul bancone di Enrico, posso fare mille supposizioni, credo che nessuna di queste contempli la loro sostituzione con modelli più recenti da parte del proprietario, ma a questo punto preferisco non dilungarmi pensando a morti ed eredità, godendomi invece questi modelli e la loro storia.

Che si può toccare, e respirare.

Ad ognuno il suo, come si suol dire: a noi dunque questo, e ne siamo fieri. 

Valentino Rossi. L’importante è divertirsi! Un libro di Nico Cereghini presentato domani a Modena

Sarà presentato domani 4 maggio 2023 alle ore 18 presso il BER Store (Via Emilia Ovest 1127A, Modena) il libro di Nico Cereghini, dal titolo Valentino Rossi. L’importante è divertirsi!, pubblicato da Giorgio Nada Editore.

Interverranno l’autore (giornalista, scrittore ed ex pilota 500cc), Claudio Lusuardi, direttore tecnico sviluppo e team manager Cagiva Lucky Explorer, e Luca Cadalora, campione del mondo classe 125 (1986) e 250 (1991, 1992), nonché coach di Valentino nel triennio 2016-2018. L’ingresso è libero. Per partecipare, scrivere a comunicazione@berracing.it .

Museo di Le Mans: l’esposizione del centenario

Sono stati resi noti stamani dall’ACO alcuni dettagli in più sull’esposizione del centenario della 24 Ore di Le Mans, in programma presso il museo del circuito.

La rassegna raggrupperà 86 vetture autentiche, fra cui 65 vincitrici e altre 21 comunque importanti per la storia della corsa, dal 1923 ai giorni nostri.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con Peter Auto, sarà visibile tutti i giorni, dal 1° giugno al 2 luglio, con orario continuato 10-19. I visitatori potranno pertanto usufruire della mostra anche in occasione della Le Mans Classic di fine giugno.

Sono tra l’altro previste due visite guidate al giorno, dal 1° al 6 giugno e dal 12 al 30 giugno, alle ore 10.30 e 14.30. Le prenotazioni vanno effettuate da questo link: https://ticket.lemans-musee24h.com

Il prossimo 18 maggio la 27ma edizione di Rétromobil’ en Boudeville a Dompierre-sur-Besbre

Avrà luogo giovedì 18 maggio prossimo (giorno dell’Ascensione, festivo in Francia) la 27ma edizione di Rétromobil’ en Boudeville, organizzata a Dompierre-sur-Besbre, dipartimento dell’Allier. Sono attesi, per un raduno, oltre 600 veicoli d’epoca e in loco verrà organizzata anche una borsa di scambio modellistica. Per maggiori informazioni: http://www.retromobiledompierre.sitew.fr/

Brooklin Models lascia la sede di Paulton per essere accorpata allo stabilimento SMTS di Hastings

Il sito di Modelauto Review ha annunciato delle pessime novità per Brooklin Models (ecco il link alla notizia originale: https://www.maronline.org.uk/stop-press-brooklin-on-the-move-again/ ). In pratica, lo stabilimento Brooklin a Paulton, dove lo storico marchio britannico si era spostato nel 2022, sarà presto chiuso e la maggior parte del personale licenziato. Ciò che resterà della Brooklin sarà accorpato allo stabilimento SMTS a Hastings. Ricordiamo che i marchi Brooklin e SMTS fanno da qualche anno parte di una joint venture italo-inglese. Una piccola parte del personale resterà nei pressi di Bristol per continuare il lavoro di sviluppo su alcuni modelli. Durante il trasferimento da Paulton a Hastings ci sarà una pausa per la produzione Brooklin ma sono comunque previste nuove uscite nel corso nel 2023.

Per Brooklin la situazione non era rosea già da tempo. Diversi tentativi di promozione e collaborazione con marchi e istituzioni erano stati portati avanti, evidentemente con risultati non del tutto positivi, a quanto si può giudicare dalle prossime mosse.

Il problema riguarda l’essenza stessa di modelli di questo tipo: qui ci troviamo in un settore ricchissimo di tradizione – lo speciale inglese in metallo bianco – con determinate caratteristiche risalenti direttamente agli anni settanta-ottanta, che le generazioni più giovani stentano ad apprezzare. Del resto far capire lo spirito di un Western, di un Brookin, di un Somerville o di un Pathfinder ad un fan boy di Spark è cosa ardua. D’altra parte questi modelli, quando apparvero sul mercato trenta o quarant’anni fa erano “di attualità”. Potevano magari avere certe caratteristiche tipicamente britanniche che altrove erano meno apprezzate, ma erano più o meno in linea con ciò che si produceva nel resto dell’Europa e del mondo. Tali caratteristiche, però, per quanto affascinanti, sono incompatibili con uno sviluppo che ne stravolgerebbe del tutto lo spirito. Tanto per fare un esempio concreto, un Brooklin pieno di fotoincisioni non avrebbe senso e apparirebbe goffo e poco equilibrato. Un Brooklin è un Brooklin e non può mettersi a far concorrenza a un Matrix. Quindi, concettualmente, se il mercato cambia, è spacciato, al netto dei tanti appassionati che continueranno a comprarlo sul mercato dell’usato. Del resto, sui gruppi Facebook dei tifosi di BBR o Make-Up è pieno di bimbiminchia cinesi che si fanno beffe degli AMR, ritenendoli grossolani. Che gli fai? Non puoi neanche insultarli, che Zuckerberg ti banna dopo due secondi. Quindi taci aspettando che cambino balocchino e si mettano a collezionare manga o piatti del buon ricordo per non avere più a leggere – neanche sbattendoci casualmente il naso – le loro asinerie.

La maggior parte dei marchi che operavano nello stesso settore di Brooklin, basti pensare alla Western Models, ha chiuso i battenti da tempo, e la sopravvivenza di una realtà come SMTS è da considerarsi oggi come oggi un’eccezione. Questi artigiani, che hanno fatto dello stampaggio in metallo bianco conto terzi una parte importante della loro attività, oggi trovano sempre maggiori difficoltà in un mondo dominato dai resincast fatti in Cina o in Madagascar.

Al contrario di altre realtà, nel periodo del Covid, la gamma Brooklin è apparsa in grave difficoltà, confermando un trend negativo già in atto da tempo. Nel corso di una riunione su Zoom con il Coventry Diecast Club, i dirigenti di SMTS avevano confermato che la produzione di automodelli costituiva ormai una frazione del fatturato. Nel dopo-Covid, le cose per Brooklin non sono migliorate e probabilmente a poco sono servite alcune iniziative come le edizioni speciali o le scatole più accattivanti.

Nel caso di Brooklin, la concorrenza di produttori quali Goldvarg Collection, Stamp Models, Matrix, Esval e altri, che si sono concentrati sui soggetti americani, ha finito per incidere sul calo di vendite, almeno per quanto riguarda gli acquirenti che non fanno alcuna distinzione fra un tipo di prodotto e l’altro e si concentrano soltanto sul modello in sé (e sono la maggioranza). A ciò si è aggiunta la scelta di eliminare i tradizionali rivenditori per puntare esclusivamente sul commercio online, cosa che potrebbe aver fatto desistere i clienti più anziani.

In un contesto di questo tipo, che coincide anche con un calo d’interesse generale verso le auto americane anni trenta-quaranta, la cosa che pare più probabile è che il ridimensionamento di Brooklin non costituisca tanto la premessa di una rinascita quanto piuttosto l’anticamera di una definitiva sparizione.

FIA-WEC, 6 Ore di Spa: i commenti del team Ferrari Hypercar nel post-gara

Ferrari conclude il terzo appuntamento del FIA World Endurance Championship con il primo podio dell’anno ottenuto dalla 499P di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, mentre l’altra Hypercar di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen è costretta al ritiro. Ecco i commenti al termine della 6 Ore di Spa-Francorchamps.

Miguel Molina, 499P #50: “La gara non è terminata come speravamo. Stiamo migliorando, lavorando tantissimo, e qui a Spa abbiamo dimostrato di avere un ottimo passo, pur dovendo continuare a maturare esperienza in questa categoria. Antonio non poteva fare nulla per evitare la situazione che si è verificata al suo rientro in pista: con le gomme fredde, in condizioni meteorologiche come quelle di oggi a Spa, è davvero molto difficile gestire la vettura. Antonio deve stare tranquillo e insieme guarderemo avanti pensando già alla 24 Ore di Le Mans, che è la gara più attesa dell’anno, dove sono certo che potremo ottenere un buon risultato”.

Alessandro Pier Guidi, 499P #51: “Finalmente è arrivato un podio dopo tanta sfortuna nelle prime due gare, ci voleva anche per il morale. La gara è stata positiva. Purtroppo due volte la Safety Car è uscita nel momento in cui avremmo dovuto effettuare il pit-stop, e per altrettante abbiamo dovuto effettuare un ‘emergency pit-stop’, che ci sono costati del tempo. Poi James ha fatto un ottimo stint nel finale, ha chiuso il gap con la Porsche e siamo saliti sul podio. La 24 Ore di Le Mans? Sappiamo che Toyota sarà favorita, ma noi cercheremo di fare il miglior lavoro possibile e ci giocheremo tutte le nostre carte. La gara è lunga e tanti fattori, a partire dalla affidabilità, possono risultare essenziali. Il desiderio è quello di fare un grande risultato”.

James Calado, 499P #51: “Sono davvero molto contento per il risultato, il primo podio con la nostra Le Mans Hypercar, che rappresenta un passo avanti nella giusta direzione. Abbiamo lavorato molto prima di questa gara per migliorare e farci trovare pronti a Spa. Siamo stati un po’ sfortunati durante la corsa, ma ci siamo rialzati, continuando a spingere e a ridurre lo svantaggio con chi ci precedeva. Mi dispiace per i compagni della 499P numero 50 perché come squadra avremmo potuto ottenere un risultato ancora migliore”.

Antonio Giovinazzi, 499P #51: “Tornare sul podio dopo parecchio tempo è una grandissima emozione. È stata una corsa complicata, ma alla fine sia James sia Alessandro hanno fatto un lavoro eccezionale: sono molto felice per tutta la squadra”.

Antonello Coletta, capo di Attività Sportive GT: “Partendo dal presupposto che le regole sono uguali per tutti e che le rispettiamo, credo sia necessario riflettere sul divieto di utilizzare le termocoperte. È opinione comune nel paddock e tra gli addetti ai lavori, per non parlare dei piloti, che questa situazione sia diventata pericolosa. A Spa ci sono stati molti incidenti ed episodi al limite, agevolati dalle temperature rigide e dalla variabilità meteo, ed è il momento di fare una riflessione molto seria sul tema, perché ha implicazioni importanti sul fronte della sicurezza. Siamo alla vigilia di una gara decisiva come la 24 Ore di Le Mans dove, durante la notte, le temperature sono basse e le velocità raggiunte molto alte. Non è un tema che riguarda solo noi, gli incidenti hanno coinvolto vetture diverse, di classi diverse, guidate in quel momento da piloti professionisti così come da gentleman drivers e questa situazione era stata già ipotizzata in tempi non sospetti.”

Ferdinando Cannizzo, capo di Endurance Race Cars: “Termina una gara a due ‘facce’ per noi, che ci lascia un po’ di amaro in bocca per il risultato finale, considerati gli ottimi riscontri sulle prestazioni delle vetture. La corsa è stata condizionata dalla nostra scelta iniziale di partire con un approccio conservativo, con le gomme ‘rain’, e dagli eventi in gara, che ci hanno penalizzati in diverse occasioni. La squadra, tuttavia, non ha perso la concentrazione, cercando di guadagnare una posizione dopo l’altra. Aver raggiunto il podio dimostra che stiamo facendo notevoli passi in avanti nella comprensione della vettura e nell’ottimizzazione delle prestazioni. Certamente dispiace per non aver raccolto punti con la numero 50. Al riguardo, quanto accaduto durante la gara, sia a noi sia a tante altre vetture, deve far riflettere tutti sulla opportunità di rivedere il regolamento, considerato l’impatto che può avere in ottica di sicurezza. Lasciamo Spa con insegnamenti utili per il futuro: da domani riprenderemo a lavorare per preparare la gara più importante e difficile della stagione”.

Nella foto di apertura, Antonello Coletta insieme a Claudio Berro poco prima della partenza della 6 Ore di Spa, 29 aprile 2023

FIA-WEC, 6 Ore di Spa: doppietta Toyota

E’ finita con una doppietta della Toyota la 6 Ore di Spa, terza prova del FIA-WEC 2023. Conway/Kobayashi/Lopez hanno preceduto di 16″637 l’altro equipaggio del team Gazoo, composto da Buemi/Hartley/Hirakawa, che – senza tempo – erano partiti dal fondo dello schieramento a causa di un’uscita di pista di Hartley nel suo primo giro di qualifica ieri pomeriggio. Il terzo posto, conteso fra Ferrari è Porsche, è stato alla fine appannaggio della 499P di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi. L’altra Ferrari 499P è stata eliminata da un incidente quando era al volante Antonio Fuoco, che ha perso il controllo dell’auto sul rettifilo in discesa verso il Raidillon a causa delle gomme non entrate in temperatura. Quarto posto per la Porsche 963 di Cameron/Christensen/Makowiecki, che hanno preceduto la Cadillac di Bamber/Lynn/Westbrook. L’altra Cadillac è stata invece eliminata da un violento urto contro le barriere all’Eau Rouge con Van der Zande. Ancora una volta opaca la prova delle Peugeot 9X8, che hanno concluso al 13° e al 17° posto assoluto, senza essere mai state in grado di impensierire le vetture più competitive della classe. A parziale consolazione per il team francese, l’affidabilità apparsa in miglioramento.

In LMP2 vittoria per l’Oreca-Gibson 07 del Team WRT, condotta da Andrade/Kubica/Delétraz, settimi assoluti. In LMGTE-Am hanno concluso primi Perez-Companc/Wadoux/Rovera con la Ferrari 488 GTE Evo di Richard Mille-AF Corse.