FIA-WEC: Buemi/Hartley/Hirakawa vincono la 6 Ore di Portimão

Dopo la 1000 Miglia di Sebring, la Toyota fa il bis nel FIA-WEC, aggiudicandosi la 6 Ore di Portimão con Buemi/Hartley/Hirakawa (sul podio, nella foto di apertura). Al secondo posto ha concluso la Ferrari 499P di Fuoco/Molina/Nielsen, che non hanno mai realmente infastidito la Toyota vincente ma che sono stati nondimeno autori di una gara consistente. La Ferrari ottiene così un altro risultato di ottimo livello, confermando la bontà del progetto 499P. Terzo posto per la Porsche 963 di Estre/Lotterer/Vanthoor, che sono stati in lizza per il secondo posto quasi fino alla fine.

In classe LMP2 vittoria per Pearson/Van der Garde/Jarvis (Oreca-Gibson 07 United Autosports), che hanno preceduto i compagni di team Lubon/Hanson/Hanley.

In LMGTE-Am successo per la Corvette C8 di Keating/Varrone/Catsburg davanti alla Ferrari 488 GT Evo di Perez-Companc/Wadoux/Rovera e alla Porsche 911 RSR-19 delle Iron Dames Bovy/Gatting/Frey.

FIA-WEC, 6 Ore di Portimão: pole position della Toyota

Brendon Hartley ha piazzato la Toyota GR010 Hybrid in pole position alla 6 Ore di Portimão, col tempo di 1’30″171. Secondo tempo per l’altra Toyota. Terza la Ferrari 499P di Fuoco/Molina/Nielsen, che ha preceduto la vettura gemella di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi.

In LMP2 pole position per l’Oreca-Gibson 07 della Prema Racing (Pin/Bortolotti/Kvyat), mentre in LMGTE-Am il miglior tempo è stato quello della Corvette di Keating/Varrone/Catsburg.

Qui di seguito i pdf con i tempi completi di ciascuna classe.

FIA-WEC, 6 Ore di Portimão: Toyota e Ferrari in evidenza nel terzo turno di libere

E’ stata ancora una volta la Toyota la più veloce a Portimão. Nel terzo e ultimo turno di libere, la GR010 di Buemi/Hartley/Hirakawa ha girato in 1’31″795, distanziando di 0″189 la Ferrari 499P di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi. Le vetture di Maranello stanno mostrando ulteriori progressi. Terzo tempo per l’altra Toyota, quella di Conway/Kobayashi/Lopez, a 0″278. Oggi pomeriggio le qualifiche, mentre la gara partirà domani a mezzogiorno ora locale (le 13 per l’Italia).

La Tecno PA2 Formula 2 1970 di Clay Regazzoni

Ci siamo già occupati del lavoro di Claudio Villa (https://pitlaneitalia.com/2022/12/03/focus-tecno-pa2-f-2-thruxton-1971-francois-cevert/), e molto probabilmente ancora, ed ancor più diffusamente, lo faremo nel prossimo futuro: che dire di nuovo delle creazioni di questo affabile signore milanese? Nulla più di ciò che abbiamo già detto e di ciò che – parimenti – costituisce il comune sentire di tutti coloro che si siano imbattuti nel suo lavoro nel corso della loro storia modellistica: si respira una passione incredibile ammirando un Villa Model, ed il fascino che ne scaturisce è sempre ai massimi livelli, con un livello ed un grado di esecuzione assolutamente in linea (anche ideale) con il retroterra delle auto riprodotte, che sono poi o delle formule minori, o addirittura delle formula uno minori.

Una monoposto di un piccolo costruttore artigianale, per motivi se vogliamo anche impalpabili, acquista “un perché” ancora maggiore quando è un piccolo artigiano a carpirla in scala, o almeno questo è ciò che vale per chi scrive.

Dopo la prima Tecno di Formula 2 di François Cévert, è finalmente arrivata in collezione anche quella che è un po’ la summa, nonché lo zenith sportivo, di tutta la produzione di monoposto dei fratelli Pederzani, una monoposto che, per quanto molto simile alla precedente, cercavo da molto tempo: la Formula 2 del 1970, campionessa europea della serie cadetta con Clay Regazzoni nella stessa stagione.

Differenze col precedente modello? Poche, in realtà le due Tecno sono praticamente identiche al netto di dettagli minori come il serbatoio dell’olio presente alla destra del Cosworth FVA in quella del 1970 ed assente in quella del ’71 di Cévert, ma comunque l’idea di trovarsi di fronte ad un modello d’eccezione resta ben salda.

Sono modelli, questi Villa, che vanno “gustati” forse assieme ad un buon libro, che magari parli delle gesta e della storia sia dell’auto reale che dei piloti che l’hanno resa grande.

Il Campionato Europeo di Formula 2, che oltreché della Tecno costituisce anche l’unico sigillo in un campionato importante del buon Clay (mai, purtroppo, iridato nella massima formula pur essendoci andato vicinissimo sia nella stagione del debutto che, soprattutto, nel 1974) è stata come spesso succedeva per la F2 di quegli anni una serie ricchissima di spunti di assoluto interesse, a cominciare dell’eterno confronto tra i piloti di F1 già affermati che spesso “scendevano” a misurarsi coi giovani: non prendevano punti ai fini del campionato anche se, spesso, vincevano, ma la loro presenza era utilissima ad accelerare la crescita degli assi di domani.

Clay Regazzoni non era giovane, era un allegro trentunenne, ma avrebbe debuttato in F1 solo nel corso di quella stagione (con l’indimenticabile vittoria di Monza e con un terzo posto finale a soli dieci punti da Jochen Rindt, campione alla memoria) e così si trovò nella condizione di struttura una buona Tecno per fare suo il campionato cadetto.

Era appunto una buona auto la Tecno, semplice, quasi kartistica in molti suoi accorgimenti e dettami tecnici, come il passo cortissimo ed il telaio puramente tubolare in un’epoca in cui anche il tubolare pannellato (“tubi e pelle collaborante”, questa è la corretta definizione) tipico di Maranello cominciava ad essere visto da taluni come una sorta di anacronismo.

Non era una vettura facilissima da guidare, ma aveva degli spunti di assoluto interesse: fu la prima, ad esempio, ad introdurre i musetti carenati alla moda degli Sport Prototipi di quegli anni, stilema che avrebbe poi spopolato fino almeno alla metà degli anni settanta anche nella massima formula.

C’è un non so che di autocostruzione di ancestrale memoria in un modello come questo, di quel lavoro pieno di passione che il comune appassionato poteva fare per passare le domeniche quando non era sufficiente aprire internet alle due del mattino per poter acquistare riproduzioni perfette di praticamente qualsiasi auto sulla faccia della terra.

Costume, in poche parole: un concetto diverso e, forse, più profondo rispetto alla mera pulsione accumulatoria.

I programmi di Cadillac in vista della 24 Ore di Le Mans

Col completamento della base tecnologica a Stoccarda previsto per la prossima settimana, il Cadillac Racing di Chip Ganassi (nella foto di apertura la V-Series.R LMDH) mette ulteriormente a punto i propri programmi in vista della 24 Ore di Le Mans.

A Portimão è presente il telaio già utilizzato da Lynn/Westbrook/Bamber alla 24 Ore di Daytona (gara inaugurale dell’IMSA) e alla 1000 Miles of Sebring, più un secondo chassis – costruito da Dallara, lo ricordiamo – che in questo weekend non viene messo in pista ma che a Le Mans sarà destinato a Sébastien Bourdais, Renger Van der Zande e Scott Dixon. Questi ultimi avranno pertanto a disposizione una scocca nuova, diversa da quella impiegata dal team Ganassi nell’IMSA e che ha disputato già la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring. Tutto ciò per evitare di dover convertire in continuazione le vetture da specifiche WEC a specifiche IMSA-GTP e viceversa: si tratta infatti di interventi minimi ma necessari, numerosi e non sempre rapidi da completare. Un carico di lavoro in più nel corso di una stagione già piena di impegni e difficoltà logistiche.

In pit lane a Portimão la Cadillac del team Ganassi, pilotata da Alex Lynn, Richard Westbrook e Earl Bamber

Il team Ganassi si avvia così a disporre complessivamente di quattro telai: due negli Stati Uniti per l’IMSA e due nella sede tedesca per il FIA-WEC. Dopo la 6 Ore di Spa in programma a fine aprile, la squadra tornerà per alcuni giorni a Portimão con tutti i sei piloti ufficiali. Verrà anche eseguito un test di 24 ore, ritenuto probante per valutare meglio lo stato globale tecnico e sportivo prima del mese di Le Mans.

Il secondo team con una Cadillac V-Serie.R iscritto alla 24 Ore di Le Mans è l’Action Express Racing, normalmente impegnato solo nell’IMSA. Sulla Sarthe anche l’Action Express utilizzerà un nuovo telaio, già di partenza in configurazione WEC, per le stesse ragioni che abbiamo esposto a proposito del team Ganassi.

ELMS: doppia gara in finale di stagione a Portimão per sostituire Imola

Dopo l’annuncio dell’impossibilità di ospitare la seconda prova dell’ELMS a Imola a causa dei lavori presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, il calendario 2023 dell’European Le Mans Series è stato aggiornato con una doppia prova che si correrà in ottobre a Portimão. Per questa stagione la 4 Ore di Imola è stata definitivamente cancellata ma tornerà nel 2024.

Dopo un confronto con team e sponsor, Le Mans Endurance Management, organizzatore della ELMS, ha annunciato che in Portogallo si terranno due gare, con la 4 Ore di Portimão seguita dalla 4 Ore dell’Algarve nell’ambito di un unico weekend dal 19 al 22 ottobre. Sono quindi cadute subito le voci secondo le quali la gara di Imola avrebbe potuto essere recuperata a Monza.

La Peugeot 9X8 Hypercar in versione… Lego

Dopo aver presentato la Hypercar 9X8 nel 2021, il Team Peugeot TotalEnergies ha affrontato una nuova sfida ingegneristica: replicare la vettura in formato Lego Technic.

I team di progettazione del Gruppo Lego e di Peugeot Sport hanno creato una versione in scala 1:10 dell’innovativa Hypercar 9X8.

La trasmissione 7 rapporti della Hypercar è stata riprodotta fedelmente in scala in questo nuovo modello Lego, dotato anche delle caratteristiche porte dell’auto reale, così come il powertrain ibrido, le sospensioni e la silhouette innovativa. Gli elementi di illuminazione sono fosforescenti.

Il modello è composto da 1775 pezzi e misura oltre 13 cm di altezza, 22 cm di larghezza e 50 cm di lunghezza.

La versione Lego dell’auto da corsa del Leone è stata svelata in occasione della prima gara europea del Campionato del Mondo FIA WEC in Portogallo ed esposta in sala stampa.

Il set Lego Technic Peugeot 9X8 24h Le Mans Hybrid Hypercar sarà disponibile nei Lego Store e sul sito www.lego.com, oltre che presso la rete di concessionari PEUGEOT europei, a partire dal 1° maggio.

FIA-WEC a Portimão: le Toyota hanno i migliori tempi dopo due sessioni di libere

Il FIA-WEC prosegue a Portimão com’era finito a Sebring, ossia con le Toyota davanti a tutti e le Ferrari a inseguire. Nelle due sessioni di prove libere disputate oggi, le vetture giapponesi hanno conquistato i migliori tempi, ma le 499P hanno confermato il loro ruolo di seconda forza del campionato. Qui di seguito i risultati dei due turni.