Sarà limitata a 200 esemplari numerati la Giulia TI 1964 1:18 messa in vendita da domani a mezzogiorno sul sito di Norev. Il modello “excluweb” (numero di catalogo 187972) è nel caratteristico blu acqua di fonte.
Altri colori seguiranno nella gamma standard. Il modello è in zamac, privo di aperture. Ricordiamo che Norev ha da pochissimo in listino anche la Giulia Ti Super (art.187970).
E se il 24 Settembre 2023 potesse accadere veramente ciò che accadde il 20 Ottobre 1991, quando Alain Prost (tre volte campione del mondo e reduce da un’annata strepitosa con la rossa nel 1990, ma un’annata altrettanto disastrosa nel 1991) disse testualmente che, durante il gran premio del Giappone, sembrava di guidare un orribile camion? Un affronto che, ricordo, lo portò al licenziamento immediato in favore del giovane Gianni Morbidelli.
E se tutto questo potesse capitare anche al pilota di punta di adesso, Charles Leclerc?
Certo, sono paragoni forti, Leclerc certamente non ha il curriculum del 4 volte campione del mondo francese né tantomeno l’esperienza, però la situazione che si presenta davanti al giovane pilota monegasco mi ricorda molto quella che toccò a Prost nel 1991.
Reduce da un’annata con una vettura stratosferica finalmente all’altezza della concorrenza, un compagno di squadra agguerrito (anche se poi nei fatti Nigel Mansell patì molto la presenza a fianco di un pilota del suo calibro, tantoché poi cambiò scuderia a fine anno, per sua fortuna aggiungerei) che sicuramente lo ha spinto a dare il meglio di sé e in cui ha potuto lottare per il mondiale, pronto per il riscatto con i migliori presagi.
Sì, ma poi che accadde?
Il Professore in una delle tante prestazioni imbarazzanti in quell’annata disastrosa: Imola, 28/04/1991
Nonostante i migliori presagi la vettura del 1991 si rivelò un fallimento totale che non portò mai Prost ad essere competitivo, né tantomeno impensierire il rivale di sempre Senna (ma anche la Williams) e il tutto degenerò fino allo sfogo e al conseguente licenziamento.
La Ferrari dei tempi recenti mi ricorda molto quella di quegli anni che vanno dall’89 al ’91: Veloce anche se inaffidabile, con piloti competitivi e agguerrita, ma anche vittima di una terribile disorganizzazione interna che, quest’anno, si sta cercando di tamponare con Vasseur che in teoria dovrebbe fare ciò che fece Jean Todt rimettendo ordine in un team allo sbando, ma su questo ho seri dubbi, anzi, la mia impressione è che questo repentino cambio abbia generato solo ulteriore confusione, in realtà Jean Todt stesso ci mise svariati anni a trovare una quadra.
Frédéric Vasseur può essere davvero lo Jean Todt di cui la Ferrari ha bisogno?
Ci sono stati anche segnali la scorsa annata di malcontenti di Charles Leclerc che però sono stati ripresi (in modo imbarazzante) da Binotto che ha pensato bene di rimettere in riga il giovane pilota come se fosse uno scolaretto capriccioso, forse il modo peggiore di approcciare a un pilota talentoso e ambizioso come lui.
Questa sarà un’annata critica: o la Ferrari finalmente torna ad essere un team serio e ambizioso con le dovute pretese mondiali o si rischia il collasso, la pazienza di molti è già stata messa a dura prova e se l’anno scorso poteva essere condonato per via dell’acerbità del progetto (e dei piloti) ora non ci sono più scuse, lo sanno sia i dirigenti che i tecnici che i piloti.
Purtroppo dai test le premesse non sono buone. Se è vero che il motore parrebbe aver raggiunto nuovi picchi di potenza e (forse) una piena affidabilità che oggigiorno è indispensabile, d’altro canto non si sono risolti i problemi di guidabilità della macchina, porpoising e consumo gomme, cose che se non possono essere risolte con l’assetto rischiano di compromettere il progetto in partenza come accadde per la Mercedes W13, il che significherebbe partire in salita, mentre la concorrenza partirebbe a fionda.
Con le limitazioni di oggi fra ore in galleria del vento e i nulli test in pista è impensabile recuperare in corsa.
“I see no difference”
Quindi tornando all’incipit, se tutto ciò dovesse accadere, se fosse un fallimento già preannunciato come accadde purtroppo più volte nella storia della casa di Maranello, perché non potrebbe anche ripetersi lo sfogo del campione?
Spero ciò non accada, ma molte cose mi riportano a quell’annata e temo che potrebbe essere l’inizio di un oblio che all’epoca portò a un lustro di prestazioni imbarazzanti e delusioni, fermato solo dalla rivoluzione di Schumacher che portò praticamente mezzo staff della Benetton con sé per risollevare il team.
Per Leclerc invece magari tutto ciò potrebbe portare a un mondiale, purtroppo non in tuta rossa. Dopotutto la passione arriva fino a un certo punto, poi quando è troppo è troppo.
E’ stata diffusa oggi la lista degli iscritti della 1000Miles of Sebring, prima prova del FIA-WEC che si svolgerà a metà mese nel weekend della 12 Ore. Sono 11 le Hypercars attese in Florida, fra cui c’è anche la Vanwall. Confermate le due Ferrari ufficiali, le due Porsche di Penske, le due Peugeot, le due Toyota, la Cadillac e una Glickenhaus. Qui di seguito la lista completa.
La notizia è di quelle a tinte forti, e merita di essere divulgata in maniera secca, perché secco è il colpo che questo avvenimento sferra al cuore dei cultori del collezionismo.
Si dissolve così, con l’annuncio della chiusura della fabbrica francese di Calais, l’ultimo lembo che ancora legava questo mondo decadente ad un’epoca in cui i ragazzini giocavano con dei supporti ben più sani e costruttivi (in tutti i sensi) di quanto non siano uno smartphone o un tablet (quest’ultimo, nulla più che la versione dedicata agli ipovedenti del primo).
Il Meccano, in quasi 115 anni di storia, ha educato alla meccanica, all’ingegno ed alla costruzione milioni di ragazzi: è stato, con tutta probabilità, il gioco più diffuso, ed anche propedeutico, che sia mai stato inventato.
Al brand Meccano sono stati legati marchi leggendari come Hornby Train e, soprattutto, Dinky Toys, che nati come meri accessori dei trenini Hornby hanno saputo farsi mito.
Serve forse dilungarsi sulla Dinky Toys e sulla sua storia?
Non lo si prenda come un mio scadimento al livello di certi dubbi giornalisti che da decenni fanno del “dire-non dire” una loro bandiera, però sulla Dinky sono stati letteralmente scritti fiumi di inchiostro, ed il sottoscritto con i suoi miseri trent’anni ben poco potrebbe aggiungere di nuovo od interessante in merito: basti dire, per chi si affacciasse per la prima volta al mondo del giocattolo “d’antan” attraverso la lettura di queste poche e scarne righe, che prima della nascita dei Dinky Toys (e parzialmente dei Tootsie Toys e dei Märklin) l’automobile in miniatura non esisteva.
Se ne va, con la Meccano, l’ultimo barlume che ancora ci ancorava al mondo degli obsoleti, e qui arriviamo dunque al gelido.
La dirigenza del gruppo proprietario del marchio assicura che il Meccano tornerà presto sugli scaffali dei negozi: francamente mi permetto di avanzare seri dubbi, ma la speranza è l’ultima a morire.
Sarebbe bello un ultimo rigurgito di intelligenza, sarebbe bellissimo rivedere i ragazzini costruire gru e macchinari da zero, sarebbe stupendo vedere di nuovo degli 1:43 con un segnalino stradale nella scatoletta, cosicché i bambini potessero di nuovo giocare imparando.
Saranno cinque gli appuntamenti per i track day Lamborghini dedicati alla Essenza SCV12, presentata nel 2020 e messa a punto per un uso non competitivo in pista. Nel corso dei weekend (2 giorni), i clienti possessori delle SCV12 sono seguiti direttamente dalla Lamborghini Squadra Corse, con la supervisione di Raffaele Giammaria e di altri piloti ufficiali del marchio.
La Lamborghini Essenza SCV12 è dotata di un V12 aspirato capace di 830cv. Particolarmente curata l’aerodinamica, con la vettura che produce circa 1200kg di deportanza a 250 km/h. Il cambio è sequenziale a 6 marce. Rinforza il telaio in carbonio un rollbar integrale da competizione. ABS, sospensioni push-rod e cerchi in magnesio completano un pacchetto concepito espressamente per i track day.
Questo il calendario 2023: 4-5 giugno Paul Ricard 29 giugno-1 luglio Spa-Francorchamps 30-31 luglio Nürburgring 1-2 ottobre Barcellona 18-19 novembre Vallelunga
La prima Porsche, ovvero la 356 del 1948, è di prossima presentazione nella gamma EMC, marchio ucraino specializzato in modelli 1:43 di alta fascia, venduti solo montati. La riproduzione sarà disponibile in due configurazioni, originale e attuale. Questi modelli fanno parte della Porsche Museum Collection, ufficialmente autorizzati dalla casa di Stoccarda. Ciascuna versione è limitata a 99 esemplari numerati.
Il marchio ucraino EMC-Models ha annunciato una novità nella sua gamma di modelli di alto pregio in 1:43. Si tratta della Bugatti tipo 57SC Atlantic telaio 57591 di proprietà dell’americano Tom Perkins. Il modello è venduto solo montato in serie limitata a 99 esemplari.
L’ottimo livello della borsa di scambio a Novegro ieri 26 febbraio è confermato anche da questa ampia gallery di Bruno Boracco, che ringraziamo per la gentilezza e la disponibilità. Anche in un’edizione come quella di febbraio che di solito è meno scintillante rispetto a quella di dicembre si sono confermate certe tendenze che fanno ben sperare per il resto dell’anno.
L’ACO ha diramato poco fa la lista ufficiale degli iscritti alla 24 Ore di Le Mans 2023, edizione del centenario. In grande spolvero la categoria maggiore, la Hypercar, che vedrà al via 16 vetture, fra Cadillac, Peugeot, Toyota, Ferrari, Porsche, Vanwall e Glickenhaus. Confermate le due Ferrari 499P, le due Toyota e le due Peugeot, fra gli elementi da rimarcare vi è la presenza di tre Porsche 963 iscritte da Penske, due in rappresentanza del WEC e una per l’IMSA, che non prenderà punti in campionato. Anche le Cadillac saranno tre: quella iscritta al FIA-WEC dal Cadillac Racing, una supplementare del team ufficiale e quella dell’Action Express Racing. E’ annunciata anche la presenza della Porsche 963 privata dell’inglese Hertz Team Jota. Sono due, per la terza volta consecutiva, le Glickenhaus.
In LMP2 sono iscritte 24 Oreca-Gibson 07, mentre in LMGTE-Am, unica classe GT quest’anno in attesa delle GT3 nel 2024, si contano 21 concorrenti. Ultima, ma non certo in termini d’interesse, la “Innovative car” che quest’anno sarà la Chevrolet Camaro ZL1 dell’Hendrick Motorsports di cui parleremo presto.
Dieci sono invece le iscrizioni di riserva, di equipaggi che sperano che in qualche modo si liberi un posto in griglia prima dell’apertura dell’evento. In prima posizione troviamo la Ferrari 488 GTE Evo del team svizzero Spirit of Race.
Qui di seguito il pdf con la lista completa degli iscritti.
Lo scorso 25 febbraio si è chiusa sotto la luce dei riflettori del Bahrain International Circuit la tre giorni di test pre-stagionali. L’ultima giornata di prove ha visto Charles Leclerc e Carlos Sainz percorrere 143 tornate pari a 774 km, che hanno portato il totale del test a 417 giri (2.257 km). La SF-23 si presenta dunque ai nastri di partenza con l’equivalente di oltre sette Gran Premi percorsi.
Mattino. A scendere in pista poco dopo le ore 10 locali il 25 febbraio mattina è stato Charles che per gran parte della sessione ha girato con mescola C3 continuando il lavoro di messa a punto della monoposto. Nella fase iniziale ha effettuato alcuni passaggi con gomme più dure (C2), provando anche una simulazione di qualifica con mescola C4, con la quale ha ottenuto il suo miglior tempo in 1’31”024. Nel complesso per lui 67 giri pari a 363 km che portano a 199 il totale della tre-giorni (1.077 km).
Pomeriggio. Nell’ora di pausa prima dell’inizio della sessione pomeridiana i meccanici hanno adattato la SF-23 alle misure di Carlos che ha lavorato simulando prima le condizioni di qualifica e poi quelle di gara. Lo spagnolo ha alternato giri con C2 e C3 prima di montare le C4, con le quali ha ottenuto il proprio miglior tempo in 1’31”036. Negli ultimi 90 minuti Sainz ha dunque completato una simulazione di gara portando il proprio numero di giri di giornata a 76 (411 km), e quello complessivo del test a 218 (1.180 km).
Charles Leclerc: “Sono stati tre giorni di test molto intensi. Nel primo abbiamo preso le misure alla SF-23 per capire la correlazione con i dati della fabbrica e abbiamo raccolto indicazioni interessanti, che ci hanno confermato le informazioni che avevamo. Nelle ultime due giornate ci siamo concentrati sulla messa a punto facendo passi avanti promettenti. Ho anche provato diversi stili di guida per verificare quale si adatta meglio a questa nuova monoposto.Saremo di nuovo qui fra una settimana per la gara inaugurale del campionato e sarà interessante comprendere finalmente quali saranno i veri valori in campo.”
Carlos Sainz: “Abbiamo concluso il test senza intoppi completando il programma previsto per questi tre giorni. Per questo voglio dire grazie a tutta la squadra, sia qui che a Maranello.Oggi ci siamo concentrati su prove di simulazione sia di qualifica che della gara per completare tutte le verifiche che avevamo pianificato.Ora analizzeremo in profondità i dati per arrivare preparati al meglio al primo Gran Premio della stagione. Non vedo l’ora di tornare in pista qui fra una settimana.”
Frédéric Vasseur, Team Principal: “Sono stati tre giorni intensi di lavoro per tutta la squadra. Abbiamo analizzato il comportamento di vari elementi sulla vettura e spuntato gran parte delle voci del nostro programma senza badare né ai tempi sul giro né agli altri intorno a noi, ma concentrandoci su noi stessi.L’obiettivo principale era accumulare più chilometri possibile e l’abbiamo raggiunto, ma è anche vero che si vorrebbe sempre fare di più e avere più tempo. Ma è così per tutti. Quando siamo riusciti a far funzionare tutto per il verso giusto le prestazioni sembravano esserci, ma chiaramente siamo ancora nella fase di conoscenza della macchina, quindi è troppo presto per esprimere qualsiasi giudizio.Il morale in squadra è perfetto e siamo in ottima forma per iniziare questo lungo campionato.”