Riportiamo qui il calendario delle manifestazioni a Novegro di fine 2022-prima metà 2023 che possono essere d’interesse per i collezionisti del settore automodellistico.
4-6 novembre 2022 Mostra Scambio di auto, moto, ciclo, ricambi e accessori d’epoca
27 novembre 2022 Borsa di Scambio
17-19 febbraio 2023 Mostra Scambio di auto, moto, ciclo, ricambi e accessori d’epoca
26 febbraio 2023 Borsa di Scambio
1-2 aprile 2023 Novegro Model Contest: concorso di modellismo statico aperto a tutte le categorie
Profil24 ha commercializzato da poco i kit 1:24 della Porsche 944 LM GTP di Le Mans 1981 (Barth/Roehrl) e della Toyota GR010 Hybrid Hypercar di Le Mans 2021 (entrambe le versioni). In un prossimo futuro usciranno, sempre come kit 1:24, la Cunningham C4RK di Le Mans 1953 (Moran/Bennett) e le Glickenhaus 007 LMH nelle versioni 24 Ore di Le Mans e 6 Ore di Monza 2022.
È stata presentata il 28 settembre scorso l’ultima nata della serie One-Off appartenente al programma Progetti Speciali, la Ferrari SP51. Questa vettura si inserisce nel segmento più esclusivo della gamma Ferrari, che racchiude auto uniche, tratteggiate prima e realizzate poi a partire dalle richieste di un cliente, che raggiunge così l’apice delle possibilità di personalizzazione offerte.
La SP51, disegnata dal Centro Stile Ferrari sotto la direzione di Flavio Manzoni, è una spider V12 a motore anteriore che si basa sulla 812 GTS da cui eredita impostazione, telaio e motorizzazione. La sua particolarità principale, identificabile sin dal primo sguardo, risiede nella totale assenza di tetto che la rende in tutto e per tutto una roadster, accentuandone quindi il carattere sportivo e la capacità di emozionare sia alla vista che durante la guida. Si è di conseguenza resa necessaria una grande opera di affinamento aerodinamico tramite simulazioni CFD, test in galleria del vento e prove dinamiche.
Lo stile della vettura risulta potente e armonico grazie alle sue superfici ondulate e muscolose, prive di elementi di discontinuità. I modellati sono sinuosi, moderni e sensuali, grazie anche all’ampio uso di elementi in fibra di carbonio a vista su esterni e interni. Tra di essi, di particolare impatto la finizione sul cofano motore che inquadra in modo dinamico i due sfoghi di calore.
Uno degli elementi che catturerà l’attenzione di chi si avvicina alla SP51 è il Rosso Passionale, nuovo colore triplo strato sviluppato appositamente per questa vettura. Tale tonalità dona infatti all’auto un carattere elegante e autorevole, la cui personalità viene ulteriormente esaltata dalla livrea longitudinale bianca e blu ispirata a una Ferrari 410 S del 1955 ma che, in questa interpretazione, attraversa la vettura fino a penetrarvi all’interno.
Sull’anteriore, da segnalare i proiettori riprogettati che forniscono un’identità decisa e inconfondibile allo sguardo della SP51. Di notevole interesse anche i cerchi, specifici per questa vettura e dotati di alette in fibra di carbonio su tutte le razze, impreziosite tra l’altro da una raffinata diamantatura tono su tono nella parte anteriore.
La vista posteriore è dominata da un tema ad arco che vede i fanali incastonati al di sotto dello spoiler. Immediatamente dietro l’abitacolo si sviluppano due elementi a gobba la cui percezione visiva viene ingentilita da altrettante profonde sgusciate realizzate in fibra di carbonio. In mezzo a questi due elementi si poggia un profilo alare trasversale, anch’esso in fibra di carbonio, ripiegato sui modellati come ad accarezzarli. L’effetto a ponte così ottenuto ricorda vagamente quello di una vettura di tipo ‘Targa’ in cui il flying bridge nasconde con eleganza le strutture della barra antirollio, in un ammiccamento a soluzioni utilizzate nelle Sport Prototipo Ferrari dei primi anni 60.
Ma è sugli interni che il laborioso processo di messa a punto, seguito passo dopo passo dal cliente, ha raggiunto vette imparagonabili. La personalizzazione dell’abitacolo si è basata sulla scelta del colore dominante dell’Alcantara che lo riveste, vale a dire quello stesso Rosso Passionale realizzato ad hoc per gli esterni della SP51, e sull’efficace idea di dare continuità alla livrea longitudinale degli esterni. I colori bianco e blu compaiono infatti anche sul tunnel centrale e sulla fascia compresa tra i sedili nella parete posteriore della cabina, oltre che sulle cuciture del volante, generando una continuità totale tra interni ed esterni resa possibile soltanto dall’architettura roadster della vettura.
Di grande impatto anche la finitura speciale prevista per i pannelli porta, la parte inferiore della plancia e i fianchetti dei sedili, composta da un inserto in Kvadrat blu con cuciture a ‘X’ bianche che riprende la livrea. Il generoso utilizzo di finiture in fibra di carbonio a effetto lucido ben si armonizza con le finizioni di color Nero Momo Opaco. Alcuni dettagli ricamati in bianco (tra cui i cavallini e il logo della vettura, presente peraltro anche sull’arco inferiore del volante) completano un insieme di grande eleganza e prestigio.
La One-Off Ferrari SP51, progettata per un affezionato cliente di Taiwan nonché collezionista di spicco del Cavallino Rampante, rappresenta quindi una reinterpretazione in chiave roadster della prima V12 spider a motore anteriore della Casa di Maranello dopo 50 anni.
PROGETTI SPECIALI
Il programma Progetti Speciali è volto alla creazione di vetture Ferrari uniche (one-off) caratterizzate da un design esclusivo elaborato sulla base delle richieste del cliente. Ciascun progetto parte dall’idea del committente, sviluppata insieme a un team di designer del Centro Stile Ferrari; dopo aver definito gli aspetti estetici si passa alla realizzazione di dettagliati disegni tecnici e di un modello in scala, prima di iniziare la costruzione della vettura unica. Il processo richiede un paio d’anni circa, durante il quale il cliente viene coinvolto in tutte le fasi di sviluppo e verifica progettuale.
Le due Porsche 963 Penske ufficiali che correranno nell’IMSA l’anno prossimo porteranno il numero 6 e il 7. Non è un caso, dato che i due numeri richiamano quelli del periodo delle gialle RS Spyder, che nell’ALMS conquistarono numerosi successi, fra cui la vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring 2008. Fu col numero 6 che la RS Spyder ottenne il suo primo successo nell’ALMS, in occasione della gara di Laguna Seca 2005, con Lucas Luhr e Sascha Maassen.
Pur senza toccare chissà quali vette di eccellenza, la serie speciale “Collector” di AutoHebdo, arrivata al numero 8, costituisce comunque una buona fonte di informazione, soprattutto per chi non possiede materiale d’epoca o libri ben più costosi. Con poco più di dieci euro si ha accesso a agili volumi che raccontano vicende e personaggi dello sport motoristico con articoli ben scritti (non sempre inediti) e foto interessanti. E’ uscito da pochi giorni questo speciale su Jacky Ickx, che ripercorre in cento pagine la biografia e la carriera del campione belga. Vengono riproposti articoli usciti in passato su AutoHebdo, ma anche contributi inediti, sotto forma di interviste-testimonianze raccolte da chi con Ickx ha lavorato fianco a fianco per anni in qualità di compagno di squadra, team manager, direttore tecnico. La vicenda di Jacky Ickx è divisa in cinque parti: 1945-1965 (infanzia e gioventù), 1966-1967 (Formula 2), 1967-1979 (Formula 1), 1966-1985 (Endurance), 1981-2000 (Rallye-Raid). Pur senza mettere in discussione i successi in F.1, è nell’endurance che Ickx ha costruito buona parte del suo mito, soprattutto al volante delle Porsche. Riassumendo, un prodotto editoriale onesto e di gradevole lettura. Giudizio finale, stavolta salomonico: potreste tranquillamente farne a meno ma potrebbe anche tornarvi utile. Se vi capita a tiro compratelo ma non fate i salti mortali per procurarvelo.
E’ nelle edicole francesi in questi giorni il sesto volume di Echappement Collection, ottobre-dicembre 2022. La collezione, iniziata nella primavera 2021, è una delle più interessanti collane di “Hors Série” stampate in Francia. L’ultima uscita è dedicata alle Renault sportive dal 1980 e segue la falsariga delle precedenti uscite, con una serie di articoli, redatti con foto e testi inediti, su modelli classici e altri meno conosciuti, in una vivace alternanza. Si inizia, diremmo inevitabilmente, con la 5 Turbo, proseguendo con la 5 Alpine Turbo fino alla Mégane IV RS Trophy. Originale qualche scelta di soggetti più particolari, come la 9 Turbo, la Safrane Biturbo o la 19 16S Cabriolet. Fra le sempreverdi troviamo la 5 GT Turbo, la Clio Williams e la Clio V6. In 146 pagine belle dense sono sedici i modelli recensiti, ognuno dei quali viene trattato storicamente e tecnicamente, con impressioni di guida e curiosità. Ottime, anche per i modellisti, le immagini a corredo. Questo Hors Série di Echappement ha un prezzo in Francia di € 12.00. Vivamente consigliato insieme ai precedenti cinque volumi di cui trovate tutte le recensioni nel nostro sito.
E’ stato reso noto stamane il calendario del FIA WEC 2023. Si aprirà con Sebring (prologo e 1000 miglia nel weekend della 12 Ore) per poi proseguire con Portimão, che va a inserirsi in aprile prima di Spa. Ricordiamo che il Circuito dell’Algarve era stato incluso nel calendario 2021 per rimpiazzare la gara di Sebring, annullata. Dopo Spa, arriverà l’attesissimo appuntamento con la 24 Ore di Le Mans che celebra il centenario. Confermata (almeno per il momento) la 6 Ore di Monza, che si terrà a luglio, com’è accaduto nel 2021 e nel 2022. Fine stagione col Fuji e la 8 Ore del Bahrein, come d’abitudine.
Uscita per la prima volta nel 1983, la guida Ramsay è ormai un punto di riferimento nell’ambito dei modelli obsoleti. La diciottesima edizione, uscita in questi giorni, arriva a due anni di distanza dall’ultimo aggiornamento. Anche stavolta sono stati operati sostanziali miglioramenti, con l’aggiunta di numerosi modelli pre-serie e rari apparsi sul mercato di recente. In 350 pagine e circa 19.000 referenze, la Ramsay’s Guide fornisce al collezionista una quotazione di massima, in base ai risultati di vendita nei principali negozi e siti.
L’apparato fotografico è stato completamente rinnovato. La guida, come da tradizione, copre un notevole numero di fabbricanti: non solo Dinky (anche France) e Corgi, ma anche Matchbox, Spot-On, per arrivare a realtà più piccole quali Brimtoy, Charbens o Cherilea. Uno strumento indispensabile per avere un quadro realistico della produzione d’epoca e del suo impatto economico nel momento attuale.
“A definitive history of Ferrari’s most beautiful V-12 sportscar”. Questo il sottotitolo del volume Ferrari 365 GTB/4 Daytona che gli americani Pat Braden (1934-2002) e Gerald Roush (1941-2010) pubblicarono per i tipi di Osprey nel 1982. “A (oppure the) definitive history” era un’espressione che quarant’anni fa poteva significare qualcosa di ben diverso da ciò che ci si attenderebbe da un libro oggi. Eppure, tutti i volumi che vantavano nel titolo o nel sottotitolo quelle tre magiche paroline, generalmente mantenevano ciò che promettevano e sono rimasti sulla breccia per decenni. Nell’era pre-Internet, un libro poteva costituire un avvenimento quasi epocale nel mondo del motorismo e del modellismo, atteso dagli appassionati che già a volte rischiavano di penare solo per trovarne una copia. Quei libri accompagnavano le giornate di storici, modellisti e collezionisti che li imparavano letteralmente a memoria. Potremmo citare i volumi di Jess Pourret e Antoine Prunet nell’ambito Ferrari, quelli di Andrew Whyte per la Jaguar o Porsche – Excellence was expected di Karl Ludvigsen.
Gerry Roush, storico di professione, era all’epoca conosciuto per la sua Ferrari Market Letter, una rivista che spesso era la prima a riportare certe notizie relative al mondo del Cavallino, di cui il curatore era uno dei massimi esperti. Pat Braden, per la verità più appassionato di Alfa Romeo che di Ferrari, si era fatto apprezzare per diverse opere e articoli su vari marchi, fra cui anche Abarth. Dalla fattiva collaborazione dei due autori uscì un volume abbastanza corposo (cm 27,5×22 rilegato, 160 pagine) che segnò nuovi standard nella letteratura Ferrari. Ancora oggi questo titolo costituisce una delle fonti principali per la Daytona, ricco com’è di notizie e di foto in bianco e nero e a colori che non si trovano altrove.
Ciò che colpisce è il rigore e la sistematicità della trattazione dell’argomento: da una breve storia introduttiva sulle berlinette Ferrari e sullo sviluppo del bialbero si passa alle fasi della progettazione della Daytona, la sua ingegnerizzazione, la produzione e lo studio delle principali particolarità e caratteristiche. I capitoli centrali sono dedicati alle competizioni, e questi basterebbero per giustificare l’acquisto del libro. Tutta la carriera agonistica della Daytona è narrata con apprezzabile chiarezza, raggruppando i vari numeri di telaio secondo le serie e fornendo dettagli più che sufficienti all’inquadramento delle vicende tecniche e sportive. Come tradizione dei libri inglesi, la parte finale è occupata da capitoli pratici, che danno consigli sull’acquisto, sulla manutenzione e sull’uso della vettura. Non mancano approfondimenti sulle carrozzerie speciali e sulle serie Spyder. Chiudono il libro riproduzioni delle brochure ufficiali pubblicate dalla casa madre. A parte il suo valore collezionistico (per un esemplare in condizioni perfette mettete in conto cento o centocinquanta euro), il libro di Braden e Roush è un’opera ben concepita e documentata con dovizia di particolari, ancora oggi assolutamente gradevole da leggere anche per puro divertimento. Il libro venne distribuito dalla californiana The Newport Press.
Ferrari ha ottenuto la certificazione Equal Salary per il terzo anno consecutivo sia in Italia che in Nord America. Il riconoscimento conferma l’impegno costante dell’azienda per un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, che garantisca il primato del merito e che continui ad attrarre, trattenere e sviluppare i talenti che accelerano l’innovazione.
La certificazione è stata confermata dalla fondazione svizzera Equal Salary a seguito di una monitoring visit realizzata da PwC, nel rispetto di una metodologia approvata dalla Commissione Europea. Oggetto dell’analisi della società di revisione non è stata solo la parità retributiva di genere, già esaminata nel corso dei precedenti due audit, ma anche le azioni intraprese nel corso degli ultimi 12 mesi per valorizzare in modo crescente le diversità di genere.
La parità retributiva è infatti solo uno degli aspetti di un percorso articolato, finalizzato a garantire a tutti i lavoratori della Casa di Maranello le migliori condizioni per perseguire il loro percorso professionale. Corsi di formazione, dibattiti e focus group sono fra le iniziative messe in atto da Ferrari per promuovere una cultura aziendale sempre più aperta.