Ferrari al GP F.1 di Singapore 2022

photo Ferrari Media

Porsche Tennis Grand Prix: gioco, partita, incontro

Di Nicola Lettieri. Foto di Nicola Lettieri (modelli) e Porsche AG. Redazione David Tarallo

Correva l’anno 1976 quando il farmacista tedesco Dieter Fischer, appassionato di tennis, decise di costruire un centro sportivo a Filderstadt-Plattenhardt nel Baden-Württemberg, a circa 13 km a sud di Stoccarda. L’idea di Fischer, inizialmente, non fu ben accolta dai residenti, ma al vulcanico farmacista bastò promettere ad ogni sostenitore del suo progetto un set completo di attrezzatura da tennis con vestiti, racchetta e palline (al prezzo di 100 DM) più un’ora di fitto del campetto da gioco al prezzo di 10 DM, per permettergli di raccogliere oltre 7500 firme che portarono il Consiglio Comunale a votare (23 contro 19) a favore del progetto ed a rilasciargli apposita concessione per 40 anni. Tennis per tutti, quindi, non solo per una ristretta élite di facoltosi appassionati.

Quando fu inaugurato nell’ottobre 1976, il centro sportivo era composto da ben quattro campi da tennis e nella primavera del 1977 furono aggiunti un quinto campo e un campo centrale, stante l’elevato numero di partecipanti.

Nel 1977 Fischer tenne un gala nel suo nuovo centro sportivo con alcuni tennisti professionisti, tra cui il sudafricano Ray Moore, e fu allora che nacque l’idea di organizzare un torneo indoor ad alto livello che facesse convergere a Filderstadt tutti i migliori tennisti del mondo. Fischer acquistò rapidamente i diritti da Larry King, un organizzatore di tornei americano, pagando di tasca propria 100.000 USD. Alla ricerca di uno sponsor come sostegno finanziario, Fischer interpellò per prima la Mercedes-Benz, che la portò un po’ troppo per le lunghe senza dargli risposte concrete. Si rivolse quindi all’altra Casa automobilistica di Stoccarda: la Porsche.

Pam Shriver e Ferry Porsche

Il contatto fu stabilito dall’ex capo di Porsche Motorsport, Manfred Jantke, e Lars Schmidt, che allora era membro del Consiglio di amministrazione per le vendite e il marketing di Porsche AG, dopo averlo ascoltato, accettò subito la sua proposta di creare un evento sportivo di risonanza internazionale a Filderstadt, con il patrocinio della Porsche.

Il manifesto della prima edizione del 1978

Nacque così, nel 1978, il WTA Filderstadt – Porsche Tennis Grand Prix, un torneo femminile di tennis giocato sulla terra rossa indoor. Il montepremi consisteva (e tutt’ora consiste) in un premio in danaro e in una fiammante Porsche, le cui chiavi venivano consegnate alla vincitrice dai membri della Famiglia Porsche, prima, e dai dirigenti, poi.

La prima vincitrice del torneo fu la quindicenne tennista americana Tracy Austin, che dopo aver battuto in finale l’olandese Betty Stove 6-3 6-3, portò a casa una Porsche 924 bianca ed un premio in denaro di 35.000 USD.  Vincerà il torneo per quattro volte (1978, 1979, 1980 e 1981), prima di essere battuta in finale nel 1982 da Martina Navratilova che porterà a casa, oltre al titolo, anche una Porsche 911 SC Cabriolet e 125.000 USD.

Tracy Austin al PTGP del 1978. In primo piano la Porsche 924, premio del torneo

Nel 1979 si tenne per l’unica volta anche un torneo maschile e Wojciech Fibak ne fu il vincitore. Hajo Friedrichs, l’allora capo dello sport del canale televisivo statale ZDF, suggerì a Dieter Fischer di concentrare l’evento in futuro solo sulle donne. E da lì in poi così avvenne.

Tra le protagoniste del Torneo negli anni ’80 ci fu la tedesca Steffi Graf che debuttò nel 1982 a soli 13 anni ma non ebbe alcuna possibilità di spuntarla contro la quattro volte vincitrice Tracy Austin.

Tracy Austin

Nel 1984, la Graf perse in finale contro la svedese Catarina Lindqvist e non partecipò più all’evento.

Gli anni ’80 furono gli anni di Martina Navratilova, con ben sei titoli vinti (1982, 1983, 1986, 1987, 1988 e 1992), in assoluto la tennista più premiata al Porsche Tennis Grand Prix.

Finalmente nel 1991 a vincere il torneo fu una tennista tedesca, Anke Huber, in un avvincente finale contro la plurivittoriosa Navratilova. Si racconta che quella volta il centro tennis indoor di Filderstadt tremò per i festeggiamenti ed il tifo degli spettatori, che per la prima volta poterono acclamare una vincitrice tedesca al Porsche Tennis Grand Prix. In quell’occasione Anke Huber portò a casa 350.000 USD e una Porsche 968 Cabriolet.

Martina Navratilova

Nel 1993 la Porsche e Dieter Fischer estesero per altri quattro anni il loro contratto di sponsorizzazione. Non dimentichiamo che agli inizi degli anni ‘90 Porsche AG stava incontrando alcune difficoltà finanziarie tant’è che il Dott. Wendelin Wiedeking fu nominato presidente con l’incarico esplicito ed improcrastinabile di rimettere Porsche al passo. Più o meno nello stesso periodo Anton Hunger fu nominato capo del dipartimento delle pubbliche relazioni, il dipartimento che sponsorizzava il Tennis Grand Prix, sul quale pesò la responsabilità di valutare l’opportunità di spendere soldi per un torneo di tennis in un momento in cui i tagli ai posti di lavoro erano inevitabili. La decisione di continuare la sponsorizzazione del torneo, fu in parte ispirata dalla convinzione ottimistica (rivelatasi poi corretta) che l’impegno di Porsche in questa partnership avrebbe potuto avere un effetto psicologico positivo ed aumentare la motivazione della forza lavoro e del pubblico in generale.

La Porsche Arena

La tennista tedesca Anke Huber fece il bis nel 1994 (portando a casa una Porsche 911 Carrera 4 Cabriolet e 400.000 USD), anno che vide l’addio di Martina Navratilova bal palcoscenico europeo del tennis. Per i saluti finali, la Grand Dame del tennis scelse Filderstadt, il luogo dove aveva vinto sei titoli e conquistato il cuore degli spettatori. Il suo palmarès vanta 167 vittorie in tornei in singolo di cui 18 Grandi Slam e circa 20 milioni di dollari di montepremi.

Anke Huber nel 1994

Il 20° anniversario del Porsche Tennis Grand Prix, nel 1996, coincise la vittoria di una nuova Martina, la 17enne svizzera, ancora senza patente, Martina Hingis, che realizzò anche il sogno della madre vincendo la nuova Porsche Boxster e 450.000 USD. Anche per il Porsche Tennis Grand Prix ci fu un grosso riconoscimento quando la Women Tennis Association (WTA) votò l’evento come “il miglior torneo femminile del mondo”. L’anno seguente la Hingis, ormai patentata, festeggiò la sua seconda vittoria con una Porsche 911 Carrera Coupè.

Martina Hingis

La tennista svizzera vinse nuovamente il torneo nel 1999 (aggiudicandosi un’altra Porsche Boxster S) e si impose anche nel 2000, quando riuscì a battere nella finale la giovanissima 17 enne belga Kim Clijsters. Quell’anno il montepremi prevedeva 535.000 USD e l’ennesima Porsche Boxster S: la Hingis non si perse d’animo e chiese ai vetrici Porsche di cambiare la Boxster S con una 911 Carrera. Detto, fatto!

Nel 2002 Dieter Fischer cedette il proprio ruolo e tutto il pacchetto dell’intero torneo a Porsche AG che divenne organizzatore, cambiando sede nel 2006 e spostando il torneo dalla struttura di Filderstadt, diventata ormai troppo piccola, alla Porsche Arena di Stoccarda, un complesso di circa 2000 mq che può ospitare fino a 7.500 visitatori.

Finalmente, nel 2011, un’altra tennista tedesca tornò a vincere il torneo: Julia Görges, dopo un avvincente finale, riuscì a battere la numero uno del mondo Caroline Wozniacki e a portare a casa una Porsche 911 Carrera GTS Cabriolet e 721.000 USD.

Il 2012 segnò l’inizio dell’era della bellissima tennista russa Maria Sharapova che vinse il torneo anche nel 2013 e nel 2014, diventando anche Brand Ambassador di Porsche (nella foto di apertura, la Sharapova al PTGP del 2014).

Nel 2015 la tedesca Angelique Kerber divenne la nuova regina del tennis di Stoccarda, acclamata da 4.500 spettatori estasiati nella Porsche Arena, battendo la danese Caroline Wozniacki e vincendo una Porsche 911 Carrera 4 GTS Cabriolet e 731.000 USD. La Kerber bissò il successo nel 2016, aggiudicandosi una nuovissima Porsche 718 Boxster S e 759.000 USD.

Nel 2017 la giocatrice del Porsche Team Germany, Laura Siegemund, vinse il 40°Porsche Tennis Grand Prix con in palio una Porsche 911 Carrera GTS Cabriolet e 710.000 USD.

Nel 2018 e nel 2019 trionfarono due tenniste ceche, Karolina Pliskova e Petra Kvitova che portarono a casa rispettivamente una Porsche 718 Boxster GTS con 750.000 USD e una Porsche 911 Carrera 4S Cabriolet e 660.000 USD.

Nel 2020 il torneo non fu disputato a causa della Pandemia da Covid-19 mentre il 2021 vide trionfare Shleigh Barty che non solo diventò la prima australiana a vincere la finale di singolare al Porsche Tennis Grand Prix dopo aver battuto la bielorussa Aryna Sabalenka 3-6, 6-0, 6-3, ma si assicurò anche il titolo di doppio con Jennifer Brady (USA). In palio, una Porsche Taycan Turbo S Cross Turismo e 450.000 euro.

Lo scorso 24 aprile, la polacca Iga Swiatek è stata incoronata regina del tennis di Stoccarda. La ventenne numero 1 del mondo, davanti a un pubblico di 4.400 spettatori, ha avuto la meglio sulla seconda classificata dello scorso anno Aryna Sabalenka nella finale del 45° Porsche Tennis Grand Prix. La vittoria le ha assicurato una Porsche Taycan GTS Sport Turismo e 610.000 euro.

La Sviatek, vincitrice del PTGP 2022

Il Porsche Tennis Grand Prix è ormai diventato un evento chiave nel panorama tennistico mondiale e dal 2007 al 2019 ha collezionato ben 10 premi come miglior torneo di categoria. Porsche è stata lungimirante quando ha accettato la partnership con Dieter Fischer e, dopo esserne diventata organizzatrice, è stata abile a preservare la natura affascinante e lo standard di alto livello del tennis giocato al torneo, così amato da spettatori e giocatori.

Nel corso degli anni, le principali case produttrici di automodelli, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di riprodurre le vetture offerte da Porsche come premio per le vincitrici del Porsche Tennis Grand Prix. Purtroppo, l’uscita dei modelli è stata molto discontinua e, a fronte di un evento ultraquarantennale, i modelli finora usciti sono solo sette.

La prima a proporre un modellino dedicato al Porsche Tennis Grand Prix è stata Minichamps, che in occasione del 30° anniversario del PTGP nel 2007, ha riprodotto una Porsche 930 Turbo di colore blu con strisce argento che, va evidenziato, non è quella vinta dalla tennista belga Justine Henin (una 997 Turbo Cabriolet di colore giallo).

Il Minichamps commemorativo della 30ma edizione del Porsche Tennis Grand Prix (2007)

Nel 2009 Schuco ha riprodotto in serie limitata di 1000 pezzi la bianca Boxster S (987) vinta dalla tennista russa Svetlana Kuznetsova in occasione del Porsche Tennis Grand Prix 2009, seguita nel 2011 da una bellissima Porsche 997 Carrera 4S di Spark, di colore bianco con decorazioni e loghi tampografati, venduta in un cofanetto con cards pubblicitarie e con una base a simulare il terreno di gioco del Porsche Arena. Anche questa volta, però il modello non è esattamente quello vinto dalla tennista tedesca Julia Görges, una Porsche 997 Carrera GTS Cabriolet di colore argento.

Sempre Spark, nel 2016, ha fatto uscire una splendida Porsche 991 Carrera S di colore arancione con una vistosa striscia bianca longitudinale, per celebrare il PTGP del 2016. In quell’occasione, però, la macchina in palio era una 718 Boxster S di colore lava orange.

Modello Spark per l’edizione 2016

Nel 2017, in occasione del 40° anniversario del Porsche Tennis Grand Prix, la Spark ha messo in commercio uno splendido set in serie limitata di 500 pezzi con la basetta a simulare un campo da tennis con tanto di rete e due modelli a corredo: una Porsche 924 bianca e una Porsche 911 Carrera GTS Cabriolet in rosso carminio, rispettivamente il premio per la vincitrice del torneo nel 1978 e nel 2017 (photo gallery sotto).

Nel 2018 Spark ha realizzato un altro bellissimo modello, una Porsche 718 Boxster GTS arancione con striscia longitudinale bianca, poggiato su una bella basetta in tinta con un tassello del campo di gioco del Porsche Arena realizzato dalla Porplastic, una ditta specializzata in pavimenti sportivi, superfici per parchi giochi, campi da tennis e sistemi in erba sintetica.

La Boxster per l’edizione 2018, realizzata in 500 pezzi da Spark

Il modello, in serie limitata di 500 pezzi, sebbene molto valido e ben realizzato, neanche questa volta rappresentava la Boxster GTS effettivamente vinta da Karolina Pliskova, di colore rosso carminio.

L’ultimo modello realizzato, questa volta da Minichamps, è la 911 Carrera 4S Cabriolet di colore blu genziana, purtroppo dotato di cerchi differenti rispetto a quelli della C4S vinta da Petra Kvitova al PTGP del 2019.

L’ultimo modello uscito, nel 2019, è di Minichamps

Purtroppo nel 2020 la pandemia, oltre a fermare per un anno lo svolgimento del Porsche Tennis Grand Prix, ha anche fermato l’uscita dei modelli ad esso dedicati dopo quattro anni di uscite consecutive che avevano fatto ben sperare i collezionisti. Speriamo che la situazione possa cambiare e che prima o poi Spark o Minichamps possano riprendere la realizzazione di questi modelli promozionali, facendo però un piccolo sforzo ulteriore perché possano essere identici alle vetture date in premio alle vincitrici del torneo.

Svelati i calendari 2023 di Ferrari Programma XX e F.1 Clienti

Il circuito del Paul Ricard, in Francia, ha fatto da cornice alla presentazione dei calendari 2023 di Programma XX e F1 Clienti. Gli appuntamenti in pista si svilupperanno nell’arco di 8 eventi, ospitati in tre diversi continenti, dando modo ai proprietari di alcune delle più apprezzate vetture della Casa di Maranello di essere protagonisti di esclusive attività sportive.

Programma XX e F1 Clienti. La stagione sportiva toccherà tre continenti grazie agli 8 round che si dipaneranno nei primi nove mesi dell’anno, precedendo l’appuntamento conclusivo che, da tradizione, coinciderà con le Finali Mondiali Ferrari, organizzate in un impianto che sarà annunciato nelle prossime settimane.

I due atti inaugurali andranno in scena negli Emirati Arabi Uniti con le date di Dubai, dal 27 al 29 gennaio, e di Abu Dhabi, dal 3 al 5 febbraio, insieme alle 488 Challenge Evo del monomarca del Cavallino Rampante che saranno iscritte alla Winter Series. A seguire il terzo round coinciderà con il primo evento italiano, a Imola, il 21-22 marzo, che anticiperà l’esordio stagionale negli Stati Uniti, al COTA – Circuit of The Americas, il 22-24 aprile. Il 24-25 maggio sarà il Tempio della Velocità, l’autodromo di Monza, ad accogliere i clienti dei programmi sportivi, i quali si ritroveranno di nuovo al Fuji, in Giappone, dal 30 giugno al 2 luglio, e all’Estoril, in Portogallo, il 18-19 luglio. Dopo l’estate si tornerà in pista a Silverstone, in Inghilterra, dall’1 al 3 settembre, quindi alle Finali Mondiali Ferrari.

  • Dubai, 27-29 gennaio
  • Abu Dhabi, 3-5 febbraio
  • Imola, 21-22 marzo
  • COTA, 22-24 aprile
  • Monza, 24-25 maggio
  • Fuji, 30 giugno-2 luglio
  • Estoril, 18-19 luglio
  • Silverstone, 1-3 settembre

Ferrari F.1 Clienti e Programma XX al Paul Ricard

Cala il sipario sull’ottavo appuntamento stagionale di F1 Clienti e Programma XX, organizzato il 27-28 settembre sul circuito del Paul Ricard, per il penultimo evento di un’annata che terminerà in occasione delle Finali Mondiali Ferrari, a Imola dal 25 al 31 ottobre.

F1 Clienti. Sull’asfalto noto nel mondo per il fatto di ospitare il GP di Francia di F.1 si sono ritrovate tra i cordoli ben 10 monoposto prodotte tra gli anni novanta e i primi anni duemila. Tra i modelli che hanno fatto bella mostra un esemplare della Ferrari 412 T2 che fu guidata da Gerhard Berger nel 1995, una stagione che vide tale modello conquistare il GP di Canada con Jean Alesi.

Programma XX. Durante la due giorni di test privati nell’impianto motoristico transalpino erano 16 le hypercar omologate per l’utilizzo esclusivo in pista. Il modello più rappresentato era la Ferrari FXX-K Evo, col suo motore dodici cilindri da 6.262cc e 1050 cavalli.

Dome F105, un “sogno di bambino” per la F.1

Una nuova squadra di Formula 1 avrebbe potuto vedere la luce alle pendici del monte Ibuki. La città di Maibara, nella prefettura di Shiga, in Giappone, è infatti la storica sede del quartier generale della Dome, casa automobilistica del Sol Levante fondata nel 1975 dal visionario imprenditore Minoru Hayashi. Alla metà degli anni 90, dopo essersi imposta come la struttura di riferimento nella Formula 3000 giapponese grazie anche al pilota italiano Marco Apicella, tra i protagonisti della categoria nel 1992 e 1993 fino al titolo di campione arpionato nel 1994, la Dome identifica un inedito quanto ambizioso obiettivo: conquistare un posto nell’Olimpo della Formula 1 in chiave 1997 o al più tardi 1998.

Per riuscire nell’impresa di schierare un team tutto giapponese nel Circus iridato, la Dome ricorre a Tadashi Sasaki, ex manager della Minardi, al motore V10 Mugen-Honda e all’estro dell’ingegner Akiyoshi Oku. Nasce così il progetto Dome F105 che annovera nel line-up di test drivers i locali Naoki Hattori e Shinji Nakano oltre al già citato Apicella, ex alfiere della Jordan F.1 a Monza nel Mondiale 1993.

Ermanno Frassoni intervista Marco Apicella sul canale Youtube Motorphone TV

All’incirca nello stesso periodo in cui i francesi della Dams vivono il proprio sogno Formula 1 che non diventerà mai realtà con la GD-01, nel 1996 gli uomini della Dome mettono alla frusta il prototipo F105 nella speranza di realizzare il “sogno di bambino” (traduzione di Dome) del fondatore Hayashi. Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, ha chiesto a Marco Apicella, che con la Dome vinse appunto un campionato nella prestigiosa Formula 3000 nipponica, di rievocare quel tentato ingresso in Formula 1 evidenziando un po’ di curiosità legate a questa avventura incompiuta eppure molto ricca di spunti interessanti.

IMSA: doppio titolo Ferrari nell’Endurance Cup

Ferrari torna a trionfare nell’IMSA conquistando una fantastica doppietta – piloti e team – nell’Endurance Cup dove Daniel Serra e Davide Rigon si sono laureati campioni nella graduatoria della classe GTD Pro, mentre Risi Competizione si è aggiudicato l’alloro tra le squadre. Il risultato è arrivato al termine della Petit Le Mans, atto conclusivo della stagione del campionato americano, dove la 488 GT3 Evo 2020 dei neocampioni, coadiuvati nell’occasione da James Calado, aveva tagliato il traguardo in prima posizione prima di essere retrocessa in settima piazza al termine della corsa. Nella classe GTD, ottava e decima posizione per le due Ferrari di AF Corse e Cetilar Racing impegnate nella grande classica della Georgia.

GTD Pro. La Ferrari 488 GT3 Evo 2020 di Risi Competizione, che scattava dalla quarta posizione, si metteva in luce sin dalle battute iniziali grazie agli ottimi pit-stop effettuati dal team e al passo tenuto da Davide Rigon, Daniel Serra e James Calado. Il britannico, in particolare, dopo alcuni stint molto veloci cedeva il volante per le fasi finali a Serra. Il brasiliano si portava in testa alla corsa e transitava sotto la bandiera a scacchi in prima posizione ma, superando di 11 minuti il tempo massimo di guida consentito, veniva retrocesso assieme ai compagni in settima e ultima posizione di classe. Nonostante la penalizzazione, i punti ottenuti nell’arco della gara, e quelli attribuiti al termine della stessa, garantivano un doppio successo in Endurance Cup sia nella classifica piloti, sia in quella riservata ai team.

GTD. Petit Le Mans impegnativa per le 488 GT3 Evo 2020 numero 21 e 47 che terminano in ottava e decima posizione nella classe che vede al via anche i piloti gentleman. Per la vettura di AF Corse affidata a Simon Mann, Luis Perez Companc e Toni Vilander, che scattava dalla quarta fila, il risultato è stato determinato anche dalle rotazioni, con il francese e il finlandese impegnati nei primi turni di guida, lasciando a Companc, pilota con licenza Bronze, ampio spazio nelle ultime ore, quando la competizione in pista si faceva sempre più accesa e complessa considerata la presenza in pista dei piloti Pro.

La gara della vettura numero 47 di Giorgio Sernagiotto, Ulysse De Pauw e Roberto Lacorte, invece, è stata decisa da alcune imprecisioni ai box che hanno causato una perdita di tempo e una penalità che il team non è riuscito a recuperare durante la gara, conclusa in decima posizione.

Le classifiche. Grazie ai punti ottenuti in questa gara, Daniel Serra e Davide Rigon, conquistano il titolo piloti in GTD Pro della Endurance Cup, staccando di due lunghezze i secondi classificati. Un equipaggio al volante di una Ferrari torna così a primeggiare in questa graduatoria a sei anni di distanza dall’ultima occasione, che riporta le lancette dell’orologio al 2016, quando Alessandro Balzan e Christina Nielsen si laurearono campioni su una 488 GT3 di Scuderia Corsa, in classe GTD, sia nella classifica assoluta sia in quella che raggruppava le prove endurance.

La Petit Le Mans 2022, inoltre, permette a Risi Competizione di conquistare il titolo riservato ai team, rinnovando una lunga tradizione nel campionato e nella Petit Le Mans stessa, dove la squadra ha ottenuto complessivamente cinque vittoria dall’edizione inaugurale del 1998 ai nostri giorni. Nella classe GTD, AF Corse e l’equipaggio della 488 GT3 Evo 2020 numero 21 concludono in seconda posizione le rispettive graduatorie. Nella classifica Costruttori, Ferrari termina l’annata con il secondo posto sia in GTD Pro sia in GTD.

Esposizione di autostoriche al Polydome di Clermont-Ferrand

Al Salon di Vintage, che si svolge presso il Polydome di Clermont-Ferrand il 1° e il 2 ottobre, è stata approntata anche una piccola esposizione di autostoriche, con pezzi di un certo interesse.

Peruggini vince il tricolore velocità montagna GT

Un ritorno da protagonista nel Campionato Italiano Velocità Montagna per Lucio Peruggini, che conclude la stagione 2022 con il titolo assoluto nella categoria Gran Turismo. Per il pilota pugliese si tratta del sesto titolo in carriera, il quarto con una vettura della Casa di Maranello, conquistato al volante della Ferrari 488 Challenge Evo della scuderia AB Motorsport, supportata del team AF Corse.

Il pilota originario di Foggia ha festeggiato la vittoria a fine stagione grazie a un ruolino di marcia brillante, come testimoniano le 14 vittorie in 17 gare disputate su alcune delle strade più celebri della penisola. Peruggini, che rientrava dopo un anno di pausa, ha ottenuto la matematica certezza del titolo al termine della penultima prova, disputata a metà settembre in occasione della 64ma Trapani- Monte Erice.

Peruggini arricchisce così la propria bacheca che conta ora quattro titoli italiani, tutti conquistati al volante delle granturismo del Cavallino Rampante. Nel corso della stagione 2022 lo specialista delle cronoscalate ha gareggiato con una 488 Challenge Evo. In precedenza, tra il 2016 e il 2018, Peruggini si era distinto nella stessa disciplina con una 458 di classe GT3.

Inaugurato l’e.DO Learning Center presso l’IIS Fermo Corni di Modena

E’ stato inaugurato lo scorso 30 settembre l’e.DO Learning Center presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Fermo Corni” di Modena. Il laboratorio, completamente ristrutturato e dotato di nuove tecnologie e arredi grazie al sostegno di Ferrari, offrirà agli studenti e ai docenti del territorio delle esperienze didattiche innovative per la diffusione delle discipline matematiche, scientifiche e tecnologiche.

All’inaugurazione hanno preso parte l’Amministratore Delegato Benedetto Vigna e i rappresentanti delle istituzioni locali, fra i quali il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Presidente della Provincia Gian Domenico Tomei e il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli.

L’evento si è aperto con un incontro con gli insegnanti e gli studenti dell’istituto, seguito da una dimostrazione in laboratorio delle potenzialità e delle soluzioni offerte dai robot e.DO sviluppati da Comau per l’esperienza didattica.

Promuovere la formazione degli studenti è per Ferrari un tema essenziale nel rapporto con la comunità locale. Oggi, con il nuovo laboratorio, la Casa di Maranello prosegue un percorso iniziato dal fondatore e rafforzato negli ultimi anni con percorsi di orientamento e training in aula, progetti scuola-lavoro, la donazione di apparecchiature e materiale informatico, iniziative contro l’abbandono scolastico quali “Arcipelago Educativo” e la partnership con MUNER per attrarre e formare gli ingegneri di domani.

“Ferrari è da sempre impegnata sul nostro territorio per l’educazione dei giovani. Il nuovo laboratorio, che ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo della scienza e della tecnologia, è un investimento nel loro futuro – ha dichiarato Benedetto Vigna, Amministratore Delegato di Ferrari – A partire dalle collaborazioni con le scuole e le istituzioni, vogliamo creare nella Motor Valley un ambiente sempre più innovativo e foriero di opportunità”.

La didattica e la tecnologia dell’e.DO Learning Center 

La nuova aula robotica presso l’istituto Corni è uno spazio ideale per promuovere l’alta formazione tecnologica presso gli studenti della Provincia di Modena, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado nella fascia di età dagli 8 ai 19 anni.

Il laboratorio è dotato di cinque robot e.DO, bracci meccanici modulari e multi-asse con intelligenza integrata open-source, sviluppati da Comau per il mondo della formazione. Nel contesto di una didattica attenta all’apprendimento pratico e cooperativo, i robot sono strumenti di grande efficacia per insegnare e imparare in modo semplice le basi di robotica, coding e delle discipline STEM.

Nell’anno scolastico 2022-2023, le scuole dell’Emilia-Romagna possono prenotare gratuitamente all’interno del laboratorio 10 moduli di didattica innovativa, ciascuno della durata di 4 ore, seguendo le indicazioni del sito https://sites.google.com/istitutocorni.it/edo/home-page

Historic Tour a Charade

L’Historic Tour, organizzato d HVM Racing, è un contenitore di diverse serie che nell’arco della stagione sportiva visitano alcuni degli autodromi francesi più conosciuti. Dopo Magny Cours, Lédenon, Dijon e Val de Vienne, la kermesse fa tappa in questo weekend a Charade, il circuito di Clermont-Ferrand. L’Historic Tour, riconosciuto ufficialmente dalla FFSA per il campionato nazionale storico su pista, vede la partecipazione delle vetture più varie: per il Championnat de France Monoplaces Protos si sfidano, in classi separate, F.3, F.Renault, F.Ford con motore Kent 1600cc, F.Ford Kent-Zetec e Barchette Sport Prototipo; nel campionato GT/Turismo partecipano vetture Youngtimer GTI, Roadster (Mazda MX5), Lotus Seven e così via, passando per altri cinque gruppi estremamente eterogenei. Fuori campionato si disputa poi una 200km cui sono ammessi i prototipi, le GT e le turismo dell’Historic Tour, con l’eccezione del Trofeo Lotus. Questa è in sintesi la composizione delle manifestazioni, che vedono al via numerosi piloti italiani, soprattutto fra le F.3 e i Prototipi. Dopo Charade, l’Historic Tour sarà di scena ad Albi dal 21 al 23 ottobre.