Prossima alla presentazione la Porsche 911 (992) GT3 RS

Per la Porsche 911 GT3 è in arrivo una sorella maggiore. Si tratta della 911 GT3 RS, la nuova vettura di punta della gamma 911, in termini di prestazioni, che sarà presentata in anteprima mondiale il prossimo 17 agosto. Il progetto di questa sportiva altamente prestazionale è stato ispirato dai modelli da competizione 911 RSR e 911 GT3 R.

“La nuova 911 GT3 RS risulta ancora più ottimizzata per l’utilizzo in pista rispetto ai modelli precedenti. Il potente sei cilindri boxer da quattro litri, con potenza di circa 500 CV, si è dimostrato particolarmente adatto per essere utilizzato durante i track day e gli eventi sportivi dei club”, ha dichiarato Andreas Preuninger, responsabile della gamma di modelli GT. “È per questo che per lo sviluppo della nuova 911 GT3 RS ci siamo concentrati soprattutto sull’aerodinamica e sul telaio”.

Diretta il 17 agosto alle ore 17:00 CEST
L’anteprima mondiale in formato digitale della nuova Porsche 911 GT3 RS sarà trasmessa su newstv.porsche.com il 17 agosto alle ore 17:00 CEST. Il video sarà disponibile anche dopo l’evento.

Gran Turismo & Monza

Fin dagli anni cinquanta e sessanta, la storia dell’autodromo di Monza si è legata a doppio filo alla categoria GT. Basti pensare alle edizioni della Coppa Intereuropa, per arrivare poi ai passaggi del Giro d’Italia. Negli anni novanta, con la rinascita della categoria grazie al BPR ma anche al Campionato nazionale, che vedeva al via anche le Ferrari F40. La presenza delle GT fu naturalmente una costante anche nelle edizioni della 1000km, valida per il Mondiale Marche. Una fortissima ripresa delle GT si è avuta subito dopo il declinare del Superturismo e nel giro di un paio di decenni i vari campionati più o meno ufficiali si sono moltiplicati, grazie anche all’adozione del regolamento GT3.

Questo libro di Ugo Vicenzi, fotografo, appassionato di automobilismo e pilota egli stesso, ripercorre svariati decenni di gare GT a Monza. Avvalendosi di numerosi archivi fotografici (Giorgio Nada, Massimo Campi, Enrico Mapelli, Ugo Vicenzi, SRO Organization), il volume, in quasi duecento pagine riesce a dare un’eccezionale panoramica dagli anni cinquanta fino all’epoca contemporanea in cui le GT a Monza corrono spessissimo, essendo il tracciato brianzolo (che quest’anno festeggia il secolo di vita) teatro di numerosi campionati nazionali e internazionali. Le immagini la fanno da protagoniste, ma sono sempre accompagnate da didascalie puntuali e molto dettagliate, che raccontano aneddoti su auto, team e piloti. Ogni capitolo su ciascun campionato, all’interno del quale si procede in ordine cronologico, è arricchito da schede sui regolamenti, dalla descrizione più approfondita di alcune delle vetture protagoniste e dalla cronologia delle gare monzesi con i vari vincitori di classe. La documentazione fornita da questo libro è preziosa, e lo sarà ancor di più negli anni a venire. Vi troverete di tutto: WEC ed ELMS, ma anche GT Open, DTM, Creventic 24h-Series, Blancpain GT, e naturalmente le bellissime stagioni del BPR e del FIA-GT, giusto per restare in tempi abbastanza recenti. Alcune immagini a colori anni settanta e ottanta valgono da sole… il prezzo del biglietto. Salutiamo quindi con favore l’iniziativa di Giorgio Nada Editore, che vuole dedicare alla storia dei circuiti alcuni volumi che si preannunciano molto interessanti, come quello sui cinquant’anni di Misano Adriatico, in corso di preparazione.

Ugo Vicenzi, Gran Turismo & Monza, Giorgio Nada Editore, Iolo (PO), 2022, pagg.194, in brossura, € 44,00 [ISBN 978-88-7911-852-1]

La Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di Starter

Sì, lo so non è gran che ma non è questo il punto. La rubrica si chiama “Storie di modelli” e non “Modelli da concorso”. Sono modelli sul filo dei ricordi.

Un paio di settimane fa ho ritirato tre Porsche 908/3 montate di Starter, provenienti da una collezione privata orribilmente dispersa a prezzi da discount (anche questo argomento meriterebbe una trattazione a parte, e lo farò). Arrivato a casa, i tre modelli, presi insieme ad altri tre che non rientrano nel tema, sono stati svitati dalle basi, i fondini ristuccati e ho aggiunto un paio di dettagli.

I montaggi sono verosimilmente degli anni ottanta, ossia coevi all’uscita dei kit. Realizzati molto bene (tutti e tre dalla stessa mano? Verosimile), non sono però esenti dai tanti errori storici che si facevano a suo tempo, per mancanza di una documentazione completa. Li ho presi lo stesso, perché mi hanno ricordato un modello simile (ma di una versione differente, quella del team Salzburg) che montai a sedici anni, nel 1987. L’uscita di queste Porsche 908/3 della Targa Florio 1970 di Starter fu importante. Un modello valido della “3” ancora mancava e successivamente Starter avrebbe fatto anche le versioni del 1971. Prototipato da Perche, il modello se la gioca tranquillamente con la concorrenza più recente per il titolo di miglior Porsche 908/3. Lo Spark lo lasciamo volentieri ai ricercatori moderni di Santi Graal.

Verniciata con la classica bomboletta Duplicolor, la mia Porsche 908/3 numero 20 ebbe una carriera abbastanza interessante. Partecipò fra l’altro alla mostra di modellismo che si tenne da Luciano Rocchi nell’aprile del 1987, per poi finire, nel luglio del 2007, nella collezione di neanche ricordo chi, dopo una vendita su eBay. Di questa 908/3 si sono perse quindi le tracce e restano per fortuna diverse foto, fra cui un paio scattate in occasione della mostra di Rocchi.

La vedete nell’immagine in basso, in buona compagnia: Lancia Beta Montecarlo Turbo Brands Hatch 1980 di Bam-X, Ferrari 250 GTO Sebring 1962 di X-Nostalgia, Porsche 935 K3 IMSA di Starter, Ferrari 250 LM David Piper di M.G., Ferrari 512S di MPA, Porsche 934 Turbo Puerto Rico Le Mans 1980 di Solido con transkit Automany e… Jim Clark della Omen.

Ho messo temporaneamente le Porsche acquisite di recente in una scatola, nell’attesa di sistemarle meglio. Quando apro, l’odore di resina si sprigiona dal fondo. A distanza di quasi quarant’anni non accenna a diminuire. In un recente passato avevo avuto un altro di questi modelli, proprio il numero 12, montato magistralmente da Renardy e poi venduto (ogni volta che lo ricordo me ne pento). Se volete vederlo, ecco il link, merita: https://pitlaneitalia.com/2012/08/28/porsche-908-3-targa-florio-1970-starter-montaggio-renardy/

I tre modelli della collezione smembrata raccontano di una passione durata anni e anni: vi erano Starter, Provence Moulage, Record, MRE, Graphyland, Madyero, Barnini, Remember, Ciemme43, Carrara e via di seguito, alcuni dei quali sicuramente provenienti dalla mia attività commerciale e forse qualcuno dalla mia collezione privata. Impossibile correggere alcuni svarioni come il colore nero prevalente all’interno della numero 12; curiosamente anch’io, sulla mia numero 20, abbondai con il nero. Del resto il nero era il colore che all’epoca risolveva a suo modo ogni dubbio documentario. Interni? Nero opaco. E amen.

E’ come se questi tre modelli avessero un po’ rimpiazzato il vecchio kit montato nella primavera del 1987. Ricordo che la decorazione rossa mi dette parecchio filo da torcere e alla fine me la cavai sufficientemente bene raccordando i tanti “buchi” col classico rosso Humbrol numero 19. Dettagliai in qualche modo anche il posteriore, aggiungendo alcuni cavetti, tubicini e un paio di elementi del telaio, al limite della casualità. Oggi, dicevo, mi restano questi altri tre modelli: della numero 12 ho già parlato, gli altri sono la numero 7 della Targa Florio 1971 e la vettura di Joest della 1000km di Monza 1972. Sulle due della Targa, il montatore aveva scambiato un elemento centrale circolare del motore per un faretto unico, tipo Formula 1! In realtà queste vetture avevano due luci circolari, assenti nel kit, se non ricordo male.

Corretto questo errore piuttosto grossolano ed eliminate le scritte Goodyear dalla 12 (c’erano le Firestone), ho operato qualche altro piccolo restauro, come la rincollatura del nolder sulla macchina del ’70 e la rimessa in asse dei fondini in plastica, piegati dalla frettolosa avvitatura sulle basette, fatta sicuramente per facilitare il trasporto al momento della vendita. Sulla numero 12 il montatore ha scartato in modo mirabile le gomme, che hanno un aspetto consumato estremamente realistico. Le decals Goodyear erano state applicate talmente bene che sembravano tampografate e per toglierne le tracce c’è voluto dell’olio di gomito. A proposito, chi sia questo montatore non è dato sapere. Unico indizio, un gatto (?) dipinto a pennello sul fondino della numero 12. Forse è uno di quei montatori di cui si avvaleva Milano43 in quegli anni.

A nuova vita restituite, le tre 908/3 di Starter non occuperanno certo un posto primario nella mia collezione ma sicuramente avranno il loro perché nelle strane logiche della memoria.

Spark, le prime uscite della serie Michel Vaillant

Stavolta lo stucchevole fumetto non ha nulla a che vedere con i veicoli apparsi nei vari albi. La serie di Spark, annunciata qualche mese fa, è composta infatti da vetture sponsorizzate Michel Vaillant che hanno effettivamente corso, ed è quindi molto interessante, dato che comprende un po’ di tutto: turismo, GT, prototipi. Le prime uscite, previste nei prossimi giorni, saranno la BMW M6 GT3 Boutsen Ginion della 24 Ore di Spa 2021 pilotata da Liebhauser/Ojjeh/Zimmer/Klingmann (MV04), la BMW Z4 GT3 della 24 Ore di Spa 2015 di Glock/Zanardi/Spengler (MV05) e la Volkswagen Fun Cup della 25 Ore di Spa 2022 (MV07). Tutti e tre i modelli sono in serie numerata e limitata a 500 esemplari. Spark ha già annunciato che non tutte le richieste dei rivenditori potranno essere soddisfatte. Ricordiamo che serie speciali come queste hanno un prezzo di vendita minimo “consigliato” di € 74,95.

Spark 1:43, circolare n°79/2022

Una circolare bella densa, di ben nove pagine, di modelli della serie standard, che usciranno quasi tutti a breve: Spark è più forte che mai nella produzione di soggetti di ogni tipo e in questi ultimi tempi la parte del leone l’ha fatta la Porsche. In questa circolare troviamo tutte le 917 di Le Mans 1969, una bella serie di 904 della Targa Florio 1965, un paio di 911 strette di Le Mans, due 962C di Le Mans 1990 e così via. Ce n’è – come al solito – per tutti i gusti. Certo, il clima non è dei migliori: molti collezionisti sono scontenti per i tanti errori dovuti alla fretta, così come alcuni rivenditori, che per varie ragioni hanno avviato controversie non destinate a risolversi a breve. La situazione per molti versi non è né bella né facile. In ogni caso, ecco il dettaglio di questa circolare, che conferma la vitalità del marchio, almeno dal punto di vista delle idee.

Focus: Lancia Stratos Gr.5 Pirelli Giro d’Italia 1978

Nell’ancora scarna serie italiana (scarna almeno a confronto con altre serie nazionali, come quella francese, quella tedesca o quella belga) Spark fa uscire la riproduzione in 1:43 della Stratos Gruppo 5 che vinse il Giro d’Italia del 1978 con Alen/Pianta/Kivimaki. Un’ottima idea, anche se il modello è tutt’altro che inedito. Il modello, in serie limitata a 500 esemplari numerati, esce proprio in questi giorni. La scatola è caratterizzata dai colori italiani, ed il modello fa (per fortuna) parte della produzione cinese. Una rapidissima nota storica, tanto la stragrande maggioranza dei nostri lettori conosce benissimo risvolti di questo tipo: la sesta edizione del Giro fu la prima che ammetteva al via due piloti più navigatore.

Sulla Stratos Pirelli, inizialmente destinata a Sandro Munari, salì invece all’ultimo momento Giorgio Pianta. Markku Alen fu il secondo pilota, col suo abituale navigatore Kivimaki. Il trio ottenne una bella vittoria, battendo la Porsche 935 Gr.5 di Facetti/Finotto/De Antoni. Al terzo posto, e primo di Gr.4, concluse un’altra Stratos, quella di Pittoni/Magnani/Cresto. La vittoria del Gr.2 andò a Patrese/Pozzetto/Sodano con la debuttante Ritmo (quinti assoluti); primi del gruppo 3 furono Regis/Perotto/Cena (Porsche 911 Carrera, sesti assoluti) e Enjalbert/Machoir con l’Alfa GTV si aggiudicarono il Gr.1 (quindicesimi assoluti).

La classica livrea Pirelli del 1978 fa sempre il suo effetto: del resto già Solido l’aveva scelta per una delle tre versioni del suo kit! Qui però si tratta della Gruppo 5, caratterizzata da una carrozzeria diversa, più adatta all’impiego in pista. La linea della Stratos di Spark è stata talvolta criticata, io non sono ancora riuscito a farmi un’idea definitiva. In ogni caso il modello è ben verniciato, montato correttamente e con una finitura a livello del marchio.

Veniamo, in modo più chiaro possibile, alle notazioni su questa uscita specifica:

  • Spark ha scelto di riprodurre i cerchi in rosso fluorescente, una mossa che su vetture di questo genere costituisce sempre una specie di azzardo. Forse la tonalità è troppo chiara.
  • La targa posteriore è tornata in decal, ed è un peccato perché la targa fotoincisa con le cifre in rilievo su altre Stratos (tra l’altro anche la vincente del Tour de Corse 1981 uscita contemporaneamente a questa) aveva il suo fascino. I caratteri sono troppo grandi e manca la stella della Repubblica.
  • I supporti degli specchietti retrovisori dovrebbero essere in color alluminio e non nero.
  • Qualcuno ha criticato l’insufficiente lunghezza dei terminali di scarico. Non sono troppo d’accordo.
  • I sedili hanno una forma errata: in realtà su questa Stratos avevano un poggiatesta trapezoidale, vuoto al centro. Spark ha invece correttamente riprodotto la parte alle spalle dei sedili in colore rosso.
  • Anche quando la batteria dei quattro fari supplementari non era montata, sulla carrozzeria erano presenti due attacchi, tralasciati da Spark.
  • Nota di merito per i font dei numeri di gara, non facili da azzeccare, soprattutto quando si ha una fretta del diavolo, come capita a Spark.
  • A mio parere le scritte bianche “Pirelli” e “Alitalia” sull’anteriore sono troppo piccole.
  • Spark non ha omesso i piccoli indicatori di direzione anteriori. Non si vedono molto ma ci sono.
  • I ganci fermacofano anteriori sono piazzati troppo vicino agli specchietti: in realtà dovrebbero occupare l’angolo in prossimità con la battuta della porta.
  • Anche quando la batteria dei quattro fari supplementari non era montata, sulla carrozzeria erano presenti due attacchi, tralasciati da Spark.
  • Nota di merito per i font dei numeri di gara, non facili da azzeccare, soprattutto quando si ha una fretta del diavolo, come capita a Spark.
  • A mio parere le scritte bianche “Pirelli” e “Alitalia” sull’anteriore sono troppo piccole.
  • Spark non ha omesso i piccoli indicatori di direzione anteriori. Non si vedono molto ma ci sono.
  • I ganci fermacofano anteriori sono piazzati troppo vicino agli specchietti: in realtà dovrebbero occupare l’angolo in prossimità con la battuta della porta.
  • “Kivimaki limited”…? La fretta gioca brutti scherzi. Vedere basetta per credere.

Riassumendo, siamo in presenza di un modello più che buono, che rappresenta bene gli standard di Spark quando il marchio di Ripert lavora con sufficiente diligenza. Il Giro d’Italia resta una tematica intrigante, ancora poco conosciuta all’estero, forse è per questo che Spark ha optato per un’edizione limitata nazionale.

Si tratta come sempre di fare una valutazione soggettiva: gli Spark, in generale, sono per collezionisti che badano più alla quantità che alla qualità (dico in generale, poi ci sono le riverite eccezioni per quanto riguarda singoli modelli e anche per quanto riguarda singoli collezionisti). Per molti la discriminante è il prezzo: a settanta euro, non troverete di meglio e non vi scoccerete più di tanto. Se invece ambite a qualcosa di unico, che solo voi avrete in collezione, non vi resta che cercare un kit e montarlo, oppure farvelo montare da qualche modellista scrupoloso. Non vi costerà settanta euro, ma alla fine – forse – sarete parecchio più contenti.

Spark 1:43, le novità della circolare 78/2022

Piuttosto corposa la circolare 78/2022, nella quale Spark annuncia diverse novità 1:43 in varie serie nazionali. Prosegue la serie delle Porsche 917 Spyder con, tra l’altro, la vettura a ruote posteriori gemellate che fece alcuni test a Hockenheim nel 1972 con Willi Kauhsen. Ulteriori 908/3 e 906 Carrera 6 completano il quadro. Fra i modelli non-Porsche, segnaliamo una bella serie di turismo della 24 Ore di Spa, tre Mazda del 1969 e la R8 Gordini di Wollek/Serpaggi dell’edizione 1968.

Trovate qui sotto i dettagli complete della circolare.

Lancia Stratos Tour Auto 1976 Saby/Fauchille

Presentiamo una gallery di foto di un montaggio di Gualtiero Negri su base kit Arena (resina, 1:43), la Stratos del Tour de France Auto 1976, equipaggio Saby/Fauchille.

Ferrari Challenge Europe al giro di boa della stagione a Hockenheim

Con il quarto round, in programma durante i Ferrari Racing Days nel fine settimana sul circuito di Hockenheim, in Germania, la trentesima edizione del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe supera la sua metà stagione. Quarantasette le 488 Challenge Evo annunciate al via sullo storico e affascinante circuito tedesco, dove i protagonisti del monomarca del Cavallino si sfidano per la vittoria e per migliorare le posizioni in classifica generale in vista del rush finale.

Trofeo Pirelli. La giovane Doriane Pin (Scuderia Niki – Iron Lynx), protagonista della stagione, giunge in Germania forte anche dei due successi ottenuti nell’ultimo round di Budapest, lo scorso mese di giugno, che le hanno permesso di consolidare la prima posizione in graduatoria, dove precede di 15 punti John Wartique (FML – D2P). Con ancora velleità di titolo, non mancherà di mostrare tutta la sua classe anche sul circuito tedesco il campione del Mondo in carica Luka Nurmi (Formula Racing), terzo in classifica generale. Tra i protagonisti del fine settimana si annuncia anche l’ex pilota di Formula 1, Adrian Sutil (Gohm Motorsport), che rientra dopo l’ottimo debutto con vittoria al Paul Ricard. Esordio assoluto, invece, per il giovanissimo e promettente danese Conrad Laursen (Formula Racing), figlio di Johnny in gara nella Coppa Shell. Al rientro in Germania anche Thomas Neubauer (Charles Pozzi – Courage), con all’attivo 3 vittorie in 26 partecipazioni. La sua ultima apparizione risale alle Finali Mondiali al Mugello del 2020.

La classifica della Am ha per il momento un dominatore: Ange Barde (SF Côte d’Azur Cannes – IB FAST), grazie alle 5 vittorie su 6 gare disputate, ha saputo infatti scavare un solco di 31 punti tra sé e il suo più diretto inseguitore, l’italiano Marco Pulcini (Al Tayer Motors). Proverà ad approfittare dell’assenza in Germania di Christian Brunsborg (Formula Racing), con cui divide il terzo gradino in graduatoria generale, il sempre positivo Nicolò Rosi (Kessel Racing), reduce dal suo primo successo nel monomarca ottenuto in Gara 2 a Budapest.

Coppa Shell. Ancora più avvincente la sfida nella Coppa Shell, che vede i primi tre della classifica generale racchiusi in soli sei punti. A guidare la graduatoria è il pilota tedesco Franz Engstler (Scuderia GT), al debutto nella serie ma capace già di ottenere la vittoria nella prima gara stagionale di Portimão, il quale precede di soli due punti il connazionale Axel Sartingen (Lueg Sportivo – Herter Racing) e di sei Roman Ziemian (FML – D2P) che, con la doppietta di Budapest, si è decisamente rilanciato nella corsa al titolo. Non esclusa dalla bagarre per la vittoria finale, una combattiva Manuela Gostner (CDP – MP Racing) che segue a 15 punti dalla vetta. Favori del pronostico per il momento nella Am per Alexander Nussbaumer (Gohm Motorsport – Herter Racing), che guida la classifica con 14 punti di vantaggio su Joakim Olander (Scuderia Autoropa). Il pilota svedese precede, a sua volta, il gruppo dei più immediati inseguitori, che comprende il campione del Mondo in carica Peter Christensen (Formula Racing), Martinus Richter (MERTEL – Motorsport Racing) e Tommy Lindroth (Baron Motorsport).

30 anni. Proseguono anche in Germania le celebrazioni del trentennale del monomarca del Cavallino attraverso le vetture che hanno fatto la sua prestigiosa storia. Sul circuito di Hockenheim andrà in scena la F430 Challenge, basata sull’omonima berlinetta 8 cilindri stradale di cui ha mantenuto il motore V8 da 490 cavalli, unendo l’anima sportiva con quella gran turismo, che da sempre convivono nelle vetture della Casa di Maranello. La F430, protagonista del Ferrari Challenge dal 2006 al 2011, farà anche da apripista ai piloti del Trofeo Pirelli prima di Gara 1, guidata da Andrea Belluzzi, il pilota sammarinese capace, tra i vari successi ottenuti in carriera, di conquistare, con quella vettura, nel 2011, sia il titolo italiano sia il titolo mondiale nel Trofeo Pirelli.

Programma. Il quarto round del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe, che si corre nell’ambito dei Ferrari Racing Days, avrà inizio venerdì 22 luglio con le sessioni di prove libere, mentre sabato 23 sarà la volta delle qualifiche: alle 9.05 la Coppa Shell, con a seguire (ore 9.35) la Coppa Shell Am, e alle 11.55 il Trofeo Pirelli.  Nel pomeriggio, alle 14.20 prenderà il via Gara 1 di Coppa Shell, mentre alle 17.20 quella del Trofeo Pirelli. Programma in fotocopia per la domenica. Le qualifiche e le gare saranno trasmesse in diretta con commento in lingua inglese sul canale YouTube di Ferrari, mentre in Italia le corse potranno essere viste sulla piattaforma Sky. Sabato Gara 1 della Coppa Shell andrà in onda in differita alle ore 15.30 su Sport Action (canale 206) mentre la prima prova del Trofeo Pirelli sarà in diretta alle 17.05 su Sport Arena, canale 204. Domenica le due corse saranno trasmesse su Sport Action: Trofeo Pirelli in diretta dalle 17.05, mentre Coppa Shell in differita a partire dalle 18.00.

Disponibile ad agosto il kit Ferrari 512M Sunoco Le Mans 1971 di Montegrosso

Sarà commercializzato a partire da agosto il nuovo kit Montegrosso (Tameo) MTG008, che riproduce la Ferrari 512M Penske-Sunoco di Le Mans 1971. Il kit, in metallo bianco scala 1:43, avrà il cofano posteriore amovibile con riproduzione della meccanica.