Foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com























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Sarà la Toyota numero 8 a partire domenica pomeriggio in pole position, grazie al miglior tempo fatto segnare da Brandon Hartley stasera nella superpole, disputatasi dalle 20 alle 20.30. Secondo miglior tempo per l’altra Toyota. Questi i tempi delle singole classi:
HYPERCAR
LMGTE Pro
LMP2
LMGTE Am

Testo e foto di Riccardo Fontana. In redazione David Tarallo
Tra le molte e multiformi vite sportive della Porsche 911, la prima è sicuramente quella che l’ha vista essere un’ottima rallysta, proprio all’inizio dei suoi giorni: in un’epoca in cui i Rally non erano neanche lontani parenti di ciò che sarebbero diventati solo pochi anni dopo, è stata la prima macchina “potente e veloce” ad imporsi, facendolo sulle superfici più disparate, dalla neve della Svezia, alle terribili pietraie della Grecia, fino a quelle che, secondo chi scrive, sono le “Cattedrali del Rallysmo”, ovvero Tour de Corse e, naturalmente, Rallye di Montecarlo, vinto per tre anni di seguito tra la fine degli anni sessanta e l’inizio del decennio successivo. Macchine che erano molto simili a quelle di serie quelle 911 bianche e rosse, figlie predilette, insieme a Mini, Fulvia HF, Alpine A110 e Ford Escort, di un’epoca bella in cui i normali appassionati, a condizione di avere il portafoglio abbastanza profondo, il lunedì potevano comprare un mezzo vicinissimo per caratteristiche e allestimento a quelli dei vari Waldegård, Clark, Munari e Andruet. Mi dispiace, so di dare dispiacere a qualcuno e, forse, anche di attirarmi delle antipatie, ma per me quella è e rimarrà per sempre l’era d’oro dei Rally, seguita a ruota dall’altrettanto entusiasmante e “sognabile” era del Gruppo A. Tornando al nostro Mito, la 911 dei primordi, il modello forse più evocativo, è la vettura numero 6 di Bjorn Waldegård e Lars Helmer, vincitori del Montecarlo 1970, in un’edizione quasi completamente asciutta ed estremamente entusiasmante per l’epica battaglia con le Alpine ufficiali, all’epoca ancora 1300 di cilindrata. Ciò ci è di spunto per passare ai raggi-x il bel modello in scala 1:24 proposto in questi giorni in edicola, in corrispondenza dell’uscita numero 57 della WRC Official Collection, edita da Hachette. Che dire in particolare? Principalmente, che Ixo ancora una volta ha lavorato egregiamente, con una cura per il dettaglio e un’esattezza storica che, per modelli in scala media che non arrivano ai 30€ di costo, non ci si aspetta. È pur vero che, di per lei, quella 911 S era la semplicità fatta livrea, e di dettagli ne aveva abbastanza pochi, ma quel poco che c’era, dagli sponsor (tutti molto tedeschi, vedasi le acciaierie Krupp) alla fanaleria, ai dettagli riportati, ci sono tutti. I ganci fermacofano, come d’abitudine per questi modelli, sono ricavati in rilievo nella fusione della scocca: ottima soluzione all’atto pratico, specie se ben curata (si legge: specie se i ganci sono ben dipinti senza sbavature) come in questo caso, che lascia però un interrogativo per quanto riguarda la possibilità di diversificazione delle varianti: qualora si volesse provvedere, in futuro, a realizzare altre varianti sprovviste di ganci, si sarebbe costretti a modificare lo stampo, ma direi proprio che, questi, sono conti di pertinenza di Ixo, che se ha adottato determinate soluzioni avrà le sue ragioni e avrà certamente considerato questi “problemi”. Un dettaglio che, almeno a chi scrive, è sembrato superlativo, sono le due piccole strisce di nastro aeronautico rosso-fluo sui fari anteriori, effettivamente presenti sull’auto reale e mirabilmente realizzati tramite due minuscole decals ottimamente piazzate.




Questi sono dettagli degni dei migliori Spark, c’è poco da fare. Le targhe sono spessorate in maniera finissima, a loro volta finissime ed estremamente realistiche. Unica nota leggermente economica nella realizzazione, le cinture di sicurezza realizzate in decals, ma francamente, per la fascia di prezzo del prodotto, è una critica che non ci sentiamo di portare avanti oltremodo, anche perché il modello è estremamente solido, ed un’eventuale sua modifica risulta veloce e divertente. A tal proposito, per ottenere un risultato super, un consiglio che mi sento di dare è quello di dipingere in nero opaco la rosa centrale dei cerchi Fuchs (ottimamente riprodotti, sia per disegno che per proporzioni). In definitiva, si tratta di un modello estremamente riuscito, che in questa scala rappresenta un inedito assoluto, e proposto ad un prezzo più che decoroso.



Questi Ixo in scala media possono essere vissuti in due, anzi tre modi diversi: l’appassionato normale, soprattutto di scala 1:24, li vede come una manna dal cielo perché da soli gli hanno colmato fior di lacune in collezione, e l’artigiano può vederli come il fumo negli occhi perché, solo per il fatto di esistere, mettono in discussione i kit. Ma, sempre l’artigiano, può anche vederli come un’opportunità incredibile di business, perché se affrontati con piglio intelligente potrebbero portare ad una rinascita più che florida del settore dei transkit, e in tanti auspicano questo ritorno alle origini, alla personalizzazione dei modelli e non al mero accumulo seriale. Come sempre, la vita è solo questione di prospettive.



Ed eccola dopo una semplicissima modifica, veramente alla portata di tutti, eseguita in ben… 3 minuti di orologio: il classico “centro” nero opaco dei cerchi Fuchs, fatto con quattro gocce di XF-1 Tamiya. Il modello, già ottimo, diventa splendido
Foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com
































Da questo mercoledì 8 giugno, la nuova Hypercar Peugeoit 9X8 viene esposta alla 24 Ore di Le Mans per tutta la settimana di gara. Inoltre, il Team Peugeot TotalEnergies ha confermato la composizione dei due equipaggi che condivideranno l’auto il prossimo 10 luglio a Monza, per il suo debutto in gara.
IL DEBUTTO IN GARA A MONZA
Il 10 luglio prossimo, alla 6 Ore di Monza, le Peugeot 9X8 faranno il loro debutto ufficiale nel Campionato del Mondo Endurance FIA 2022. Alla gara italiana parteciperanno due Hypercar 9X8 ibride, ognuna delle quali sarà guidata da un equipaggio di tre piloti:
#93: Paul DI RESTA – Mikkel JENSEN – Jean-Eric VERGNE
#94: James ROSSITER – Gustavo MENEZES – Loïc DUVAL
Olivier Jansonnie, Direttore tecnico del Programma Endurance di Peugeot Sport:
“La formazione di questi equipaggi per la prima gara a Monza è il risultato di molteplici sessioni di test, analisi dei dati, guida e affinità individuali. Durante la progettazione e lo sviluppo di 9X8, ognuno di loro ha portato la sua esperienza, sensibilità tecnica e spirito di squadra che sono essenziali per il programma.”
UN’ESPERIENZA DI CONDIVISIONE A LE MANS
La 90ª edizione della 24 Ore di Le Mans si svolge questo sabato 11 e domenica 12 giugno, con il ritorno della grande folla di pubblico degli anni pre-Covid. Prima di affrontare la grande sfida dell’edizione del centenario nel 2023, Peugeot, con l’approvazione dell’ACO (Automobile Club de l’Ouest), invita gli appassionati del brand del Leone e delle corse automobilistiche in generale a partecipare all’evento di quest’anno:
Innanzitutto, con una mostra inedita al Museo del circuito delle 24 Ore che celebra i momenti più belli di Peugeot nella leggendaria gara di Le Mans. La mostra, intitolata “Allure – Le Mans”, riunisce per la prima volta sette vetture sotto lo stesso tetto. La mostra è stata inaugurata ufficialmente ieri, 7 giugno, e si potrà visitare sino alla fine di settembre.
Peugeot offre inoltre agli spettatori della corsa l’opportunità di incontrarsi nel suo spazio dedicato alla competizione e alla convivialità nel cuore del Fan Village, in cui è stata allestita una zona speciale per esporre la sua radicale e innovativa Hypercar, la nuova Peugeot 9X8. Il pubblico potrà incontrare i membri del team in un ambiente rilassato e informale, sorseggiare un cocktail in compagnia di altri appassionati e, a volte, godersi il suono dell’amplificatore di un DJ che si sovrappone a quello delle auto in pista. In programma c’è anche una sessione di autografi, con il pilota americano-brasiliano di 9X8 Gustavo Menezes, sabato 11 giugno alle 18.45.
Phil York, Direttore Marketing & Comunicazione di Peugeot:
“Volevamo essere vicini ai nostri tifosi già in questa edizione, prima di tornare a correre a Le Mans nel 2023. Volevamo offrire loro un’esperienza inedita, in un allestimento pieno di stile, aperto e accogliente, davvero innovativo per celebrare la passione che tutti condividiamo. La mostra Peugeot al Museo della 24 Ore di Le Mans e il nostro spazio nel Fan Village raggiungeranno questo obiettivo. Gli appassionati potranno vedere per la prima volta la Peugeot 9X8 Hypercar e scoprire anche un piccolo tributo della Peugeot 508 Peugeot Sport Engineered alla 9X8. Sarà un grande piacere accoglierli.”





In una classe LMP2 composta esclusivamente dalle Oreca-Gibson 07, l’unica eccezione è la Ligier JS P217, schierata dalla CD Sport, un team del Périgord, diretto da Claude Dégremont e Laurent Cazenave. La vettura, affidata a Michael Jensen, Christophe Cresp e Steven Palette, è iscritta nella categoria Pro-Am.


Tutti e tre i piloti hanno partecipato quest’anno all’Asian Le Mans Series al volante di una Ligier JS P320 dello stesso team CD Sport. Il team ha fatto il proprio debutto in LMP3 nel 2018 e ha iniziato la collaborazione con Ligier nel 2020. All’inizio del 2022, la Ligier JS P320 di Steven Palette, Antoine Doquin e Christophe Crisp ha vinto il titolo LMP3 nell’Asian Le Mans Series, cosa che ha aperto al team le porte della 24 Ore di Le Mans, grazie all’invito riservato ai vincitori della serie asiatica. L’altra Ligier JS P320 del team è finita seconda con Michael Jensen.

Foto di Actualfoto (Raul Zacchè) e di Massimo Campi




























































Hugues Ripert ama venire a Le Mans. Le corse sono il suo ambiente. Sarà purtroppo una Le Mans, la prima, senza Luigi Reni le cui battute in italiano gallicizzato forse non le capivano tutti, ma chi le capiva aveva abbondantemente di che riflettere. Ripert ha parecchio da fare. Non sono certo gite, le sue. Oltre che per affari nostri, abbiamo scambiato alcune battute, per allietare (speriamo) la serata dei lettori di PLIT.


E’ stressante la settimana di Le Mans?
No, perché? E’ sempre bello essere qui.
Sono previste serie speciali per Le Mans quest’anno, come avvenuto in altri anni?
No, quest’anno non è stato previsto nulla di particolare, a parte la produzione standard.



Ci può parlare dell’acquisizione del 49% delle quote di Spark da parte di Simba-Dickie?
Intanto è corretto dire Simba-Dickie e non Schuco, come molti hanno scritto, che è soltanto uno dei marchi afferenti al gruppo tedesco, magari quello più conosciuto nel nostro ambiente. Simba-Dickie ha iniziato questa collaborazione con Spark, sotto il cui marchio usciranno da ora in poi solo vetture da competizione. Dei resincast stradali si occuperà invece Schuco. Abbiamo diverse idee originali, su soggetti anche italiani, del tutto o in parte inediti.
Di solito dopo cessioni del 49%, ne arriva una seconda a completare totalmente l’operazione. Sarà il caso di Spark col gruppo Simba-Dickie?
No, no, chi l’ha detto? No. [Ma si vede che non dobbiamo aver detto una castroneria, almeno a livello generale. Questa, diciamo, è una prassi consolidata].
Di solito si seguono passaggi come questo, gradualmente ma con decisione. Bene. Ripert resterà quindi ancora alla guida di Spark. Venendo a Schuco, lei probabilmente saprà bene che il marchio non gode di una reputazione particolarmente buona, soprattutto per i troppi casi di deterioramento della zamac e per i problemi di verniciatura.
I modelli saranno in resina, ma staremo molto attenti alla qualità dei materiali.
Lei sa che i collezionisti più attenti imputano agli Spark alcuni problemi di corrispondenza storica? La Fiat Abarth X1/9, ad esempio, è uscita con il colore dei passaruota sbagliato, giallo anziché verde acido.
E’ sicuro di questo? Da alcune foto sembra giallo.
Assolutamente sicuro. Era verde.
[Va nella zona retrostante della boutique a prendere appunti. Il suo atteggiamento molto sbrigativo non indica disattenzione ma semplicemente un concetto del tempo da imprenditore di successo].
Ho scritto un pro-memoria. Bien bien [come per dire, se non ha altro da dirmi, io ora potrei anche pensare ad altro].
Un’ultima cosa. Potrei farle un paio di foto per aggiornare l’archivio?
Ma con tutte le belle ragazze che ci sono qui in giro viene a fare le foto a me?
Le ho già fatte, le foto alle ragazze. Ora me ne serve qualcuna sua. Sono un giornalista.
Si mette gentilmente e rapidamente in posa. Prima era passato Jean-Marc Teissedre con cui spero di parlare un po’ compiutamente quanto prima.

La settimana di Le Mans sta entrando nel vivo, con le sessioni di prove libere e di qualificazione. Gallery del pomeriggio, foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com



































Un intrigo internazionale. Si potrebbe definire così, forse esagerando un po’, la vicenda del mancato ritorno della Tecno di Bologna in Formula 1 prevista per la seconda metà degli anni 70 dopo la breve esperienza del 1972 e del 1973 con la PA123 e la E731. A guidare la vettura nei Gran Premi in quel biennio furono Nanni Galli, Derek Bell e Chris Amon. Una scuderia gloriosa, la Tecno, che aveva trovato nella competenza e nella passione dei fratelli Pederzani la propria linfa vitale fino a quando la politica dello sport e il disimpegno dello sponsor Martini Racing non li convinse ad abbandonare il sogno iridato. Dal karting alla Formula 1 e tanti saluti a un mondo che non era più il loro.

È il 1977 quando Mario Zodiaco, già costruttore di dune buggies tramite la sua Autozodiaco e patron del leggendario Motor Show di Bologna, concepisce l’idea: riportare la Tecno in Formula 1 visto che i Pederzani dispongono di un propulsore dodici cilindri praticamente pronto per la massima serie automobilistica. Nell’operazione vengono coinvolti nientemeno che Giacomo Agostini, 15 titoli mondiali nel motociclismo e una gran voglia di iniziare una nuova carriera da pilota con le quattro ruote, e la compagnia aerea Alitalia.

Purtroppo l’ardito ma affascinante progetto non andrà in porto per le ragioni che Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, ha esaminato con Zodiaco, dal 1976 al 1980 vulcanico deus ex machina del Motor Show da tempo residente in Centro America, più precisamente a Panama, nella quiete della campagna tropicale.