Dopo Toyota, è la Peugeot ad essere oggetto di una sezione temporanea visibile al museo della 24 Ore a Le Mans. Dal 21 maggio scorso, infatti, la struttura espositiva posta alle porte del circuito ospita una selezione di vetture Peugeot legate alla corsa. La selezione comprende anche vetture meno note, come la 174S del 1926 e una Darl’mat. Interessante la CD motorizzata Peugeot degli anni sessanta. Si arriva poi alle vittorie assolute, conquistate dalla 905 Gruppo C (è visibile la vettura del 1992, pilotata da Derek Warwich, Yannick Dalmas e Mark Blundell) e dalla 908 di classe LMP1, che ottenne il successo nel 2009 con Marc Gené, Alexander Wurz e David Brabham. Esposta anche la maquette della nuova 9X8 Hypercar, presentata nell’estate dell’anno scorso. La 9X8 “vera” farà il proprio debutto in gara nella 6 Ore di Monza, il prossimo luglio.
Le settimane che precedono la 24 Ore di Le Mans sono all’origine, in Francia, di molteplici pubblicazioni spesso molto interessanti. E’ la testimonianza che oltralpe l’interesse per l’automobilismo, in termini concreti, è superiore a quella che si registra in Italia e che il mercato editoriale è indubbiamente migliore, in termini di quantità e qualità, rispetto a ciò che si trova da noi.
AutoHebdo collector è un hors-série della storia rivista, consacrato a personaggi, marchi e gare che hanno fatto la storia dell’automobilismo sportivo. Le precedenti monografie sono state dedicate ad Ayrton Senna, ai 1000 GP di F.1 della Ferrari, a Niki Lauda, a Michael Schumacher, a Gilles Villeneuve e a Sébastien Loeb. Arriva in questi giorni il settimo volume, sulla partecipazione a Le Mans della Ferrari. Non è certo un caso, visto che dal 2023 il Cavallino sarà di nuovo impegnato ufficialmente nella categoria prototipi dopo un’assenza che dura dal 1973 (il modello 333SP non è mai stato schierato direttamente dalla Casa). A partire dal prossimo anno, la Ferrari Hypercar affronterà Toyota, Acura, Porsche, Glickenhaus, Peugeot e Cadillac a Le Mans e sulle altre piste dell’endurance.
Questo quaderno di cento pagine non si propone certo di sostituire la già corposa bibliografia esistente sulla Ferrari a Le Mans, ma si contraddistingue per la competenza dei testi nonché per la capacità di affrontare i vari argomenti in modo tutto sommato originale, con un buon livello di approfondimento.
Ogni capitolo si focalizza su un modello o un gruppo particolarmente significativo, sia GT sia Sport: si va dalla 166MM alla 250 GTO, dalla 330 P3 e P4 alle 512S/512M, dalla 312PB fino alle 512BB/LM, F40LM, 333SP, 550 Maranello e alle GT con motore V8 protagoniste oggi. Due pagine se le aggiudica anche la 288 GTO Evoluzione pensata per il Gruppo B e che a Le Mans non si vide mai. Testimonianze importanti marcano la storia di questi modelli, e potremmo forse dire che la parte più originale è proprio quella relativa alle vetture più recenti, la cui traiettoria non è ancora troppo frequentemente inquadrata dal punto di vista storico. La prefazione del volume è di John Elkann, e non mancano gli interventi di Antonello Coletta e Giancarlo Fisichella. Interessante l’intervista a Jean-Michel Bouresche, fondatore di JMB Racing, protagonista del mondo endurance con le Ferrari tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila.
L’apparato iconografico è piuttosto buono. Per il passato le foto inedite non sono frequentissime: personalmente avevo già visto la maggior parte delle immagini dagli anni cinquanta agli anni settanta (qualche perla, comunque c’è), ma questo non toglie nulla alla qualità grafica della pubblicazione.
Chiudono questo Hors-Série due fitte pagine con la lista di tutte le Ferrari che hanno preso parte alla 24 Ore di Le Mans dal 1949 al 2021.
Il prezzo competitivo (€ 9,90) rende questa pubblicazione particolarmente appetibile.
Se per la giornata test svoltasi ieri alcune delle boutique ufficiali nel circuito erano già aperte (in primis ovviamente i punti dell’ACO), il negozio Spark nella piazzetta era ancora inaccessibile al pubblico ed erano assenti anche tutti vari altri stand dislocati nei punti strategici. Sono in corso i preparativi in vista dell’apertura che avverrà domani. Di materiale ne sta arrivando. Non abbiamo però trovato nessuno che abbia potuto anticipare se sia prevista la vendita di serie speciali come avvenuto in un recente passato. Nel caso vi terremo aggiornati.
La mattina del 14 giugno 2020 ricevo un messaggio Whatsapp dai proprietari dell’appartamento dove alloggio a Le Mans: “hai visto? E’ fantastico”. Lì per lì non capisco. “Ma sì, la 24 Ore virtuale. Ce la stiamo guardando alla televisione. Non è incredibile dove possa arrivare la tecnologia e bla bla bla”. L’avevo rimossa. Anzi, quasi non sapevo che ci sarebbe stata una 24 Ore virtuale nel weekend precedentemente assegnato alla gara umana, come sempre un fine settimana di metà giugno. Tutto stravolto, tutto cambiato. I padroni di casa volevano essere gentili, ma finirono per scatenare le mie rimostranze complottistiche e educatamente mi lasciarono alla mia squallida domenica. Logorato com’ero da settimane e settimane di terrorismo mediatico non avevo alcuna voglia di produrmi in entusiastici gridolini per una specie di versione evoluta della playstation. Non finii però più di rimuginare un futuro distopico governato dal covid o magari da altre derive emergenziali in cui le gare, ammesso si fossero svolte ancora secondo i canoni tradizionali, avrebbero escluso definitivamente il pubblico. E non solo: anche i giornalisti e i fotografi, che avrebbero potuto ottenere un accredito stampa per seguire la gara da casa dal divano col pigiamone, con tanto di conferenze esclusive su Zoom e copertura virtuale. Addio contatti. Troppo complicati, sporchi e costosi. Via al nuovo che avanza, e del resto lo facciamo per “sauver des vies”, come dicevano in Francia al momento del bombardamento psicologico inscenato da Macron e i suoi scagnozzi. Non che quello italiano fosse migliore, anzi, ma visto che si parla di Le Mans, spostiamo lo scenario oltralpe.
Seguirono a quella eccitantissima gara virtuale, la 24 Ore a porte chiuse di settembre. Saltò la giornata test, saltò anche la sessione delle verifiche tecniche nel centro di Le Mans. Andò meglio nel 2021, ma la gara dovette ancora rinunciare alla sua collocazione tardo-primaverile per slittare alla fine di agosto. Sono state due edizioni tristi, non tanto per la monotonia del dominio Toyota (la 24 Ore di Le Mans è stata sempre bella, con venti equipaggi in lizza per la vittoria come con due) quanto per il clima irreale che si respirava intorno. Nel mezzo, sportivamente, si sono vissute altre esperienze bizzarre, basti ricordare la fase finale delle Coppe europee 2019-2020 giocata in una bolla sanitaria d’estate. Comunque la si pensi, quella del 2022 è da salutare come un’edizione normale della 24 Ore di Le Mans, e la gente ha risposto alla chiamata di giugno in massa e con entusiasmo. Fa piacere, e forse tale reazione (che si legge anche dai numeri degli appassionati che partecipano un po’ a tutto: fiere, esposizioni, borse di scambio, raduni) è dettata anche dalla consapevolezza che nei prossimi mesi potremo benissimo scivolare indietro nel tempo rivivendo il tempo delle grida manzoniane ad opera di politici incapaci, in malafede o manipolati. Ripeto: comunque la si pensi.
Accettiamo quindi con grande sollievo ciò che l’estate del 2022 ci porta, ben coscienti che il quadro è molto probabilmente destinato a cambiare di nuovo non appena la situazione lo richiederà. I morti di covid, lo sapete, li rispetto tantissimo, insieme ai loro familiari. Ma conosco personalmente più gente che si è ammazzata o che non recupererà più un tenore di vita accettabile a causa di due anni di promesse al vento dei nostri governanti. Tanto a chi ha una pensione magari sostanziosa e vive sicuro cosa importa. Peccato che molti facciano fatica ad accorgersi che siamo tutti seduti sullo stesso ramo. Tra la gente comune, i più forti di oggi – parlo di quelli che non contano nulla politicamente e che non hanno agganci con massoneria, criminalità organizzata e roba varia – saranno i più deboli di domani. Tornando alla nostra gara, avrà provocato un tuffo al cuore all’ipocondriaco di turno il tanto entusiasmo percepito già venerdì e sabato durante la pesa in place de la République.
Era lo stesso entusiasmo di chi ha partecipato al concerto di Vasco Rossi nella nostra amata Firenze. Panem et circenses, direbbe qualcuno. Ma mai come in questi mesi sono stato felice di vedere tanta gente.
Si cita correntemente il carpe diem oraziano, eppure la maggior parte ignora cosa aggiunge il poeta subito dopo quell’ormai proverbiale sentenza: quam minimum credula postero. Appunto.
Alle nove di stamani l’Oreca-Gibson 07 numero 37 dell’Inter Europol Competition è stata la prima vettura a prendere ufficialmente la pista nella 24 Ore di Le Mans 2022. Nella foto di apertura, il momento esatto in cui l’Oreca lascia la corsia box per affrontare la salita che porta al ponte Dunlop.
La giornata test si è svolta fino alle ore 18, con una sola interruzione per il pranzo fra le 13 e le 14.
Questo momento importante per le squadre lo è stato ugualmente per gli esordienti e per chi non ha disputato da 24 Ore da almeno cinque anni: i rookies hanno dovuto coprire infatti un minimo di dieci giri, di cui cinque cronometrati. Sébastien Ogier, il rookie più atteso, ha accumulato esperienza mentre l’United Autosports ha segnato il miglior tempo della categoria con un eccellente 3’32″099 alla fine della sessione.
Fra le Hypercar, la Toyota ha dominato le prove, con un tempo, siglato nel pomeriggio, di 3’29″896 per la numero 7, davanti alla Glickenhaus numero 708.
Emerge la Corvette n.64 in LMGTE Pro, con un crono di 3’54″001. In LMGTE Am, la Ferrari numero 57 del Kessel Racing ha terminato col miglior tempo.
Si tornerà in pista mercoledì prossimo, a partire dalle 14, con la prima sessione di prove libere.
Ancora tempo per essere rilassati e cordiali prima che si inizi a fare sul serio: le verifiche tecniche sono a Le Mans l’occasione per incontrare in maniera informale piloti, team manager, sponsor e personaggi vari prima che inizino a celarsi dietro le conferenze stampa (a dire il vero c’è sempre verso di scovarli nelle varie hospitality ma ogni giornalista ha le proprie “entrature” che non vi sveleremo). Quanto al pubblico, pur restando lontani dalle vette di stranezza di altre gare, ci sarebbe ampio lavoro per uno psichiatra. D’altra parte, se non ci fossero certi personaggi ci si annoierebbe molto di più. La foto di Jim Glickenhaus, sempre cordiale e disponibile, mi ricorda un ritratto di Jim Hall che da bambino guardavo affascinato per ore nell’Enciclopedia dell’Auto della Fabbri. Per certi versi i due hanno lo stesso spirito. Nella zona mista, una sorta di hospitality per team e media, i piloti possono conversare con i giornalisti. Ci ha anche parecchio allietato la presenza di Sophia Flörsch. Che abbia la testa dura è dire poco. Gallery del 4 giugno, place de la République.
La pesa e le verifiche tecniche aperte al pubblico prima della 24 Ore di Le Mans sono ormai una tradizione nella tradizione, che meriterebbe forse un approfondimento. Place de la République ha sostituito place des Jacobins, che nel 2012 fu impraticabile per degli importanti lavori e che successivamente è stata giudicata meno pratica. Da place des Jacobins partirà comunque la Parade des pilotes venerdì prossimo. Pubblichiamo una gallery della seconda giornata di oggi, in cui sono transitate alcune delle vetture più importanti, come le due Toyota, le Ferrari 488 GTE Evo di AF Corse e le Porsche 911 RSR-19 ufficiali.
Oggi e domani sono in programma le verifiche tecniche e la pesa delle vetture in place de la République a Le Mans. La giornata test si svolgerà domenica 5 giugno. Nel documento pdf scaricabile qui sotto trovate tutte le informazioni pratiche sulla prossima 24 Ore di Le Mans.
Alleghiamo il presskit diffuso da Oreca in occasione della 24 Ore di Le Mans 2022. Un documento utile per storici, modellisti e appassionati in genere.
Dopo due anni di assenza, si è svolta oggi a Roma la Festa Nazionale della Repubblica, una giornata celebrativa che ricorda la nascita della Repubblica Italiana nel 1946, un omaggio ai suoi valori e a quei simboli della storia, della bellezza e della cultura che rendono l’Italia famosa ovunque nel mondo.
Come da tradizione, la Lancia Flaminia Presidenziale ha accompagnato il Presidente della Repubblica nel percorso di apertura della parata militare, attraverso alcuni dei luoghi simbolo di Roma Capitale e lungo Via dei Fori Imperiali.
È dal 1961 che la Lancia Flaminia Presidenzialeè la vettura ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana, diventando ambasciatrice dell’italianità nel mondo in occasioni istituzionali come la Festa della Repubblica del 2 giugno e l’insediamento del Presidente al Quirinale, oltre ad aver accompagnato politici, capi di Stato e sovrani, quali la regina Elisabetta II d’Inghilterra o il Presidente John Fitzgerald Kennedy.
Presentata al Salone di Ginevra del 1957 e dotata di motore V6 da 2,5 litri, la Lancia Flaminia aveva il compito di sostituire la Lancia Aurelia e in breve tempo vennero realizzate diverse versioni speciali della vettura, tra cui quella prodotta nel 1961 da Pinin Farina e chiamata “335”, sigla che indicava la misura del passo in centimetri. Si trattava di una decappottabile a passo lungo che, l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi scelse come vettura di rappresentanza. Ne vennero realizzati quattro esemplari, a cui furono assegnati, seguendo una consolidata tradizione, i nomi propri di cavalli purosangue delle scuderie del Quirinale: Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito.
Verniciate nel caratteristico blu notte, tutte le vetture dispongono di una selleria in pelle Connolly nera, interfono per comunicare con l’autista, cinque sedute posteriori con ampio divano e due strapuntini. Sottoposti a restauro nel 2001, attualmente due degli esemplari, Belfiore e Belvedere, sono affidati alle Scuderie del Quirinale. La Belsito è invece visionabile presso il museo storico della Motorizzazione Militare di Roma, mentre la Belmonte è esposta dal 2001 al Museo dell’Automobile di Torino.
foto Media Stellantis
Foto Roberto Monaldo / LaPresse
20-11-2021 Roma
Nella foto Lancia Flaminia presidenzialeFoto Roberto Monaldo / LaPresse
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Nella foto Lancia Flaminia presidenzialeFoto Roberto Monaldo / LaPresse
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Nella foto Lancia Flaminia presidenzialeFoto Roberto Monaldo / LaPresse
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Nella foto Lancia Flaminia presidenzialeFoto Roberto Monaldo / LaPresse
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Nella foto Lancia Flaminia presidenzialeFoto Roberto Monaldo / LaPresse
20-11-2021 Roma
Nella foto Lancia Flaminia presidenziale