Ricordate il vecchio kit 1:43 della Chevrolet Corvette Greenwood Braun di Leader Models? Fu un modello che per molti versi fece storia negli anni ottanta. In questa gallery vi presentiamo un recente montaggio di Gualtiero Negri, che ha realizzato le varie tonalità di colore ad aerografo. Il risultato è davvero pregevole.
Circa un anno e mezzo fa Green Korp Connection, il cui presidente e direttore sono rispettivamente Guerlain Chicherit e Eric Boudot, hanno preso in carico le attività del Circuito di Charade. Visto che le energie “pulite” sono all’ordine del giorno, la storica struttura nei pressi di Clermont-Ferrand ha preso decisamente la piega dell’elettrico, senza però per fortuna dimenticare la preziosa eredità del passato.
Si è svolta oggi la prima edizione di Charade Super Show, che ha visto la partecipazione di personaggi importanti che si sono esibiti su una parte del tracciato al volante di veicoli elettrici e di monoposto storiche. Gli appassionati hanno ritrovato Ari Vatanen, Didier Auriol, Philippe Alliot, Romain Dumas, Stéphane Ortelli e Jean-Marc Gounon, tanto per citare i più celebri. Presente anche Hugues de Chaunac, patron di Oreca. Nei box sono state esposte vetture di eccezionale valore, come la Peugeot 905 Gruppo C vincitrice a Le Mans nel 1992, la Peugeot 405 Grand Raid di Vatanen o la Ligier JS31 F.1 di René Arnoux del 1988. Fra le vetture più interessanti, la Lancia Integrale 16v portata alla vittoria al Sanremo 1991 da Auriol. Una giornata decisamente simpatica e a dimensione del pubblico, che ha potuto divertirsi anche con simulatori di guida, karting elettrico e giochi vari.
Prima giornata di gare al Paul Ricard per il secondo round del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe, giunto alla trentesima edizione, celebrata anche dalla presenza in pista della storica F355 Challenge, seconda protagonista in ordine di tempo nella storia del monomarca del Cavallino Rampante. A conquistare la vittoria nel Trofeo Pirelli è l’ex pilota di Formula 1 Adrian Sutil (Gohm Motorsport), al suo debutto nella serie, mentre il francese Ange Barde (SF Côte d’Azur Cannes – IB FAST) ha la meglio nella classe Am. Nella Coppa Shell, prima vittoria nel campionato europeo per Roman Ziemian (FML – D2P), con Joakim Olander (Scuderia Autoropa) vincitore nella classe Am.
Trofeo Pirelli. Dopo trenta minuti ricchi di colpi di scena è Adrian Sutil a conquistare la vittoria in Gara 1, resistendo nel finale ai tentativi di sorpasso di un combattivo John Wartique, che si ferma a soli 391 millesimi di secondo dal primo posto. Il momento decisivo della gara arriva a 5 minuti dalla fine, quando Doriane Pin (Scuderia Niki – Iron Lynx), fino a quel momento brava a resistere all’aggressiva partenza dell’esperto ex pilota di Formula 1 e a prendere progressivamente il largo in testa alla corsa, è costretta al ritiro per la foratura di uno pneumatico. Per la Pin la parziale consolazione del giro più veloce con il tempo 2:05.249. Sul terzo gradino del podio sale il finlandese Luka Nurmi (Formula Racing).
Sfide avvincenti anche nella classe Am, con Christian Brunsborg (Formula Racing) che prova a sorprendere Ange Barde al via. Il transalpino mantiene comunque la testa della corsa e conquista, insieme al giro più veloce, la terza vittoria consecutiva di questo suo straordinario inizio di stagione. Il giovane pilota danese riesce a respingere gli assalti di un combattivo Arno Dahlmeyer (Scuderia Niki – Iron Lynx), che lascia giù dal podio per soli 543 millesimi l’italiano Nicolò Rosi (Kessel Racing).
Coppa Shell. Dopo una gara palpitante e combattuta, Roman Ziemian conquista la sua prima vittoria stagionale. Il pilota polacco, partito dalla pole position, si difende con determinazione ed abilità dagli attacchi degli inseguitori e, dopo un ultimo giro carico di adrenalina, riesce a precedere sul traguardo di soli 258 millesimi Franz Engstler (Scuderia GT). Non meno avvincente la sfida per il terzo gradino del podio che vede alla fine prevalere Axel Sartingen (Lueg Sportivo – Herter Racing), capace di contenere la grande rimonta di Manuela Gostner (CDP – MP Racing), autrice di alcuni sorpassi spettacolari, prima su Johnny Laursen (Formula Racing) e poi su Ernst Kirchmayr (Baron Motorsport) e del giro più veloce in gara con il tempo di 2:07.729.
Solo in apparenza più tranquilla la prova nella Coppa Shell Am, che vede l’autoritaria e vittoriosa prestazione di Joakim Olander. Il portacolori di Scuderia Autoropa, autore anche del giro veloce, mantiene la prima posizione al via, insediato nelle fasi centrali della gara dal tentativo di recupero di Alexander Nussbaumer (Gohm Motorsport), che si deve accontentare di una comunque ottima seconda posizione. Con una progressione iniziata già in partenza, Martinus Richter (MERTEL Motorsport Racing) guadagna nove posizioni e ottiene un prezioso terzo posto finale.
Programma. Domani, domenica 15 maggio, si replica sul circuito del Paul Ricard, con le prove cronometrate dalle ore 9.00 e la partenza della seconda prova di Coppa Shell alle ore 13.30 e del Trofeo Pirelli alle ore 16.00.
Sono 138 gli equipaggi iscritti alla 24 Ore del Nürburgring 2022, in programma il 26-29 maggio. Le classi di punta, la SP9 (FIA GT3) e la SP-X avranno al via ben 36 vetture. Quest’anno si celebra la cinquantesima edizione di una gara che ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel calendario sportivo mondiale.
I programmi di Madyero per la seconda parte del 2022 sono particolarmente nutriti. Fra i modelli già usciti vi è la Porsche 935 Gr.5 Kremer-Vaillant pilotata da Bob Wollek nel DRM 1978. La versione 300km del Nürburgring era già stata prodotta in serie limitata tempo fa e ora sono di nuovo disponibili pochissimi esemplari. La novità è la versione Zolder, con una livrea leggermente diversa e soprattutto senza i “marciapiedi” lungo le fiancate. Entrambi i modelli possono essere acquistati al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=Vaillant
Grazie a Carmodel abbiamo a disposizione i pre-serie dell’Alfa Romeo 1750/2000 Berlina della gamma Mitica, scala 1:18. Come avevamo già annunciato, si tratta dei primi diecast, dopo che Mitica aveva esordito con dei resincast, peraltro ben accolti dal pubblico. Ma questi nuovi modelli arrivano con una più solida carrozzeria in zamac, provvisti oltretutto di ruote sterzanti, porte anteriori apribili e sospensioni.
Il mercato dell’1:18 ha delle logiche ben precise che a volte possono risultare incomprensibili agli specialisti dell’1:43. I collezionisti di questi modelli più grandi spesso non vogliono rinunciare ad alcune parti apribili e possono essere molto affezionati al metallo. Potremmo commentare queste scelte all’infinito ma sta di fatto che un produttore che si accinga a fare investimenti in questo settore debba necessariamente tenere conto di certe istanze (argomento a mio avviso degno di essere approfondito in altra sede).
La 1750/2000 Berlina è un modello già presente nella gamma Laudoracing (resina) ma Mitica, oltre alle caratteristiche costruttive differenti, propone anche la II serie della 1750, versione che per il momento la marca italo-francese (definiamola così) non ha toccato.
Ma com’è fatta davvero la 1750/2000 che sarà verosimilmente disponibile a partire dalla seconda metà di maggio? Pubblichiamo una serie di foto che non vogliono certo essere esteticamente ineccepibili ma solo utili per farsi un’idea precisa del modello, ad uso dei collezionisti.
Le forme della Berlina non sono facili da catturare. Fra i punti forti vi sono i gruppi ottici. Ampio uso di tampografie. Le tipiche ruote Alfa. Su alcuni esemplari sono montati i millerighe. Molto ben riprodotti gli pneumatici. La prima serie della 1750 era priva degli indicatori di direzione laterali. Mitica offre l’intero sviluppo della Berlina, con 1750 I-II Serie e 2000.I vetri, in plastica di buona qualità, incorporano la cornice, in tampografia.La chiusura della porta apribile è piuttosto precisa e non inficia le linee del modello.Buono il dettaglio degli interni. La cerniera delle porte è a vista.Il modello è privo di parti fotoincise, ma la plastica fa egregiamente il proprio lavoro, come nel caso dei tergicristalli.Lo stemma Alfa è tampografato.Ogni colore ha la propria targa specifica. Corretti i font dei numeri (anteriore e posteriore). Manca purtroppo il simbolo della Repubblica.Ruote sterzanti e portiere apribili (insieme alle sospensioni) sono un plus rispetto ai resincast.Ogni colore sarà prodotto in serie limitata a 500 esemplari.Il modello è commercializzato in confezioni simili a quelle di case come Norev, con una protezione integrale in plastica.Di buona qualità il montaggio dei cristalli e soddisfacente l’allineamento delle portiere.Sui nostri esemplari le verniciature sono irreprensibili: nessun difetto in particolare, lucentezza e uniformità sono di rigore.Ottima la cromatura dei paraurti.La concorrenza nel settore è agguerrita ma i modelli Mitica hanno tutte le carte in regola per farsi apprezzare.Inevitabili alcuni compromessi, come l’omissione delle pannellature interne del tetto e dei montanti.Viene fornita una coppia di specchi retrovisori, destro e sinistro, da fissare sulla portiera, già forata. In realtà in Italia gli specchietti retrovisori esterni erano qualcosa di abbastanza esotico tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta. La sistemazione del parabrezza, tipica di produzioni di questo genere.La 2000 in blu pervinca metallizzato (Alfa Romeo 349).Ogni colore di questa serie di 1750/2000 Berlina sarà commercializzato in 500 esemplari non numerati.Anche le verniciature metallizzate si fanno apprezzare per la loro alta qualità.Chi ama il cerchio Millerighe avrà modo di essere soddisfatto!Non manca la targhetta che accredita Bertone del disegno della carrozzeria.Il colore blu (pervinca metallizzato e cobalto) risulta essere il preferito al momento dei pre-ordini.Ben riprodotta la calandra col classico scudo Alfa.Un modello di notevole realismo, sotto ogni angolazione.
Quando, agli inizi di agosto del 2021, Spark annunciò l’uscita della Lancia LC2 della 1000km di Spa 1985, i collezionisti iniziarono a pregustare una versione importante di un’auto sempre molto amata. La gara di Spa – lo sappiamo – è passata alla storia per l’incidente che costò la vita a Stefan Bellof, ma fu anche l’ultima vittoria della LC2 Gruppo C, con Riccardo Patrese, Bob Wollek e Mauro Baldi. La seconda LC2 ufficiale iscritta finì quarta con Patrese, Sandro Nannini e Baldi (Baldi e Patrese si erano alternati su entrambe le vetture). Spark aveva già realizzato la LC2 in versione 1985 e in una serie limitata era uscita anche la vettura con la strana livrea del Fuji, fatta per i giapponesi di KidBox. Proprio questo modello presentava un errore a livello dei vetri dell’abitacolo, che per ragioni misteriose si è trasmesso fino alle nostre LC2 Martini uscite in questi giorni.
Il modello Spark in 1:18, correttoLa LC2 di KidBox con l’errore ripetutosi sulla vettura di Spa
Nel frattempo Spark aveva anche riprodotto, correttamente, la stessa vettura di Spa in 1:18.
Qual è l’oggetto del contendere? E’ presto detto: l’assenza del piccolo finestrino trapezoidale fra il parabrezza e il vetro laterale.
Evidenziato in questa immagine l’elemento trapezoidale mancante sul modello di SparkLa LC2 Spark di Spa in 1:43 senza il terzo vetro. La scritta Martini Racing si allarga esageratamente per coprire tutto il parabrezza
In compenso, la fascia parasole con la scritta Martini Racing è ovviamente troppo larga, arrivando al montante laterale.
Pensavamo di scrivere una recensione approfondita su questo doppio modello, uscito nella serie belga, in edizione limitata a 1000 esemplari per la vincente (SB231) e a 500 per la quarta classificata (SB228). Vista l’entità del difetto, si capirà come ogni altra considerazione perda di significato. All’origine di simili abbagli c’è sempre e comunque la fretta, cui si aggiunge sovente una comunicazione carente fra gli esperti di documentazione, europei, e il personale tecnico, probabilmente cinese.
Abbiamo ricevuto oggi da Carmodel i campioni delle Alfa Romeo 1750/2000 di Mitica, diecast 1:18. PLIT sarà quindi il primo a recensire in modo approfondito questo modello molto atteso. Restate connessi!
Ecco un nuovo nome nella lista delle squadre iscritte al Mondiale di Formula 1 del 1988. Vicino alle new entries Rial e BMS Scuderia Italia, che all’esordio nel Circus iridato schierano però una sola vettura a testa, compare l’EuroBrun dei soci Walter Brun, un passato da imprenditore nel comparto delle slot machine, Giampaolo Pavanello, titolare di Euroracing che gestì il programma Alfa Romeo F1 a metà anni 80, e Mino Torazzi, anch’egli manager di provenienza Euroracing. Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, ha indagato con Mino Torazzi, da anni residente in Brasile a Rio de Janeiro, sulle origini del team italo-svizzero che nel 1988 fece scendere in pista il promettente Stefano Modena e l’argentino Oscar Larrauri.
L’occasione ideale per capire meglio come nacque la sinergia tra italiani e svizzeri, quale fosse la “visione” del progetto Formula 1 per il trio Brun-Pavanello-Torazzi e qualcosa di più sui piloti, i rapporti con gli sponsor e l’atmosfera che si respirava nel team con sede a Senago, nel Milanese, dove sorgeva la pluridecorata divisione Euroracing.
Un percorso, quello della EuroBrun ER188, prima vettura prodotta dalla compagine che chiuderà i battenti con due Gran Premi d’anticipo sulla conclusione del campionato del mondo di Formula 1 1990, che sulla carta avrebbe potuto portare buoni frutti se non fosse stato per il budget risicato capace di indurre uno dei soci, Mino Torazzi per l’appunto, a lasciare il team già alla fine del 1988.