Porsche 962 CK6 Gr.C Kremer-Kenwood Le Mans 1990 n.10

I primi montaggi 1:43 di Gualtiero Negri pubblicati su PLIT hanno riscosso un ottimo successo, con molte visite e interazioni. Andiamo quindi avanti proponendo stavolta la Porsche 962 CK6 Gruppo C Kremer-Kenwood di Le Mans 1990. La vettura fu pilotata da Kunimitsu Takahashi, Sarel van der Merwe e Hideki Okada, che conclusero al 24° posto assoluto. La base è un kit Starter.

Lancia Appia Zagato GTE

Pochi fortunati hanno potuto inserire nella loro collezione la Lancia Appia Zagato GTE in 1:18, modello artigianale realizzato alcuni anni fa da Mario Carafa, che si occupa principalmente di 1:43 ma non disdegna qualche escursione nelle scale più grandi.

Il modello, dalla tiratura limitatissima, è in resina. Molti i particolari autocostruiti, come i paraurti montati su alcuni esemplari stradali, o certi dettagli della carrozzeria e degli interni, particolarmente curati.

Questa raffinata Appia Zagato 1:18 è stata pensata per quei collezionisti capaci di apprezzare finiture a mano in uno stile che non rinnega, anzi esalta, l’eredità tipicamente artigianale, elemento ormai quasi del tutto perduto nella maggioranza della produzione modellistica contemporanea.

Porsche 962 CK6 Gr.C Le Mans 1990 n.11

Proseguiamo nella serie delle gallery dedicate ad alcuni montaggi di Gualtiero Negri. Nella sequenza di questo articolo trovate documentato il non facile lavoro su un kit Starter della Porsche 962 CK6 Gruppo C che concluse al 16° posto alla 24 Ore di Le Mans 1990 con Gonin/Alliot/De Dryver.

Un salto nel passato: due elaborazioni di Ciemme43

In un numero abbastanza recente della rivista Modelli Auto ho raccontato la storia di Paolo Mazzoni, conosciuto oggi per le sue realizzazioni “Fast by Ciemme43”. Il marchio – come molti sapranno – affonda le proprie radici nel contesto fiorentino di fine anni ottanta, un’epoca in cui il modellismo speciale aveva ormai lasciato la fase pionieristica ma conservava ancora una spiccata natura underground. I negozi di modellismo spesso realizzavano serie limitate, difficili da reperire se non conoscevi i canali giusti e che oggi meritano di essere ricordate e commentate perché testimonianze di un periodo interessante e creativo.

A Scandicci il negozio Crazy Model è stato un punto di riferimento per gli appassionati fino a pochi anni fa, quando il titolare, Patrizio Mazzoni, ha chiuso l’attività andando in pensione. Già agli inizi degli anni novanta, suo fratello Paolo realizzava alcune serie destinate alla vendita nel negozio o in occasione delle borse di scambio, per la verità piuttosto rare a Firenze.

L’uscita del transkit Equipe Tron pensato per la Ferrari F40 1:43 di Burago fu un avvenimento piuttosto importante. La F40 della ditta italiana, pur con le inevitabili semplificazioni tipiche di quello che era pur sempre un giocattolo, presentava linee e proporzioni decisamente buone, anche superiori ai molti speciali che erano usciti in massa all’indomani dell’apparizione della vettura reale, nel 1987.

Paolo Mazzoni decise di proporre una serie di F40 Burago rifinite col transkit Tron, che comprendeva parecchi pezzi in metallo bianco (ruote, elementi dell’abitacolo, specchietti…) e altri dettagli che permettevano di trasformare il diecast di qualcosa di abbastanza vicino a un modello artigianale. Naturalmente le carrozzerie venivano sverniciate e riverniciate professionalmente, nel classico rosso Ferrari. L’esemplare delle foto di questo articolo è un montato dell’epoca.

Altra realizzazione di quel periodo – probabilmente un po’ più recente – è la Ferrari 348 Challenge presentazione. Il Ferrari Challenge, nato nel 1993 per le 348 TB e TS, segnò il ritorno – anche se timido – del Cavallino alle gare GT, dopo anni di ostracismo da parte dei vertici aziendali. Si capì che un monomarca poteva costituire una buona fonte di promozione e ovviamente di guadagno, con la partecipazione di tanti clienti sportivi che non aspettavano altro. Ricorderete che la Bang uscì con la serie completa dei concorrenti della stagione 1993 (edizioni standard e limitate, secondo le versioni), proseguendo negli anni successivi con modelli che incontravano sempre i favori dei collezionisti, e il discorso continuò con le F355. Paolo Mazzoni anticipò Bang con una serie di 348 TB Challenge “presentazione” basate sul kit Western Models, in metallo bianco. La decorazione era realizzata a mano, con elementi di recupero. La trasformazione riguardava gli interni e altri particolari specifici della versione monomarca.

Chevrolet Corvette FNCB Le Mans 1974 X-AMR

Pubblicheremo su PLIT alcune gallery di montaggi a cura di Gualtiero Negri. Si tratta di modelli particolarmente accurati, realizzati a partire da kit in resina o in metallo bianco. Iniziamo da un classico nella storia degli speciali 1:43, la Chevrolet Corvette C3 di X-AMR, nella versione FNCB di Le Mans 1974 (piloti Greder/Beaumont).

Rassegna stampa: Modelli Auto n.146

Modelli Auto chiude il 2021 col numero 146, che arriva agli abbonati proprio in questi giorni. Senza falsa modestia essere arrivati a confezionare due numeri dopo la scomparsa di Gianfranco Berto, conservando oltretutto la puntualità d’uscita, è una vittoria. Una vittoria amara, certo, che testimonia comunque l’impegno e la volontà della redazione.

In nuovo Modelli Auto propone moltissimi contenuti, tecnici, storici e di attualità. Spicca l’approfondimento sulla collezione di Andrea Pizzola, che comprende le 110 vetture vincenti della 500 Miglia d’Indianapolis. I contributi speciali continuano con un focus su alcune delle più belle elaborazioni eseguite da Fabrizio De Gennaro. Piero Tecchio, per parte sua, descrive una Ferrari 365 California montata da Shimoma. Torna Giovanni Ingrao con la prima parte di un assemblaggio della Porsche 917K di Ixo in scala 1:8. Bruno Boracco, nella sua sezione consacrata alla disamina dei modelli di un particolare tipo di auto, parla stavolta della Fiat 1300/1500 con la sua consueta completezza. Troverete poi qualcosa su Epoqu’Auto a Lione, oltre alle tante recensioni e descrizioni di elaborazioni sempre molto intriganti.

A questo punto speriamo di potervi presto dare degli aggiornamenti positivi sul futuro della rivista.

“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione”

L’atto II di Amici Miei, film di Mario Monicelli, uscì nel 1982. A parere di molti resta il migliore episodio della trilogia, una pellicola ormai diventata un classico nella storia del cinema italiano, con le straordinarie interpretazioni di Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Philippe Noiret, Paolo Stoppa e Milena Vukotic.

Ispirandosi al celebre episodio della torre di Pisa, Fabrizio De Gennaro ha realizzato una bella elaborazione su base Old Cars, ottenendo il camioncino Fiat Daily protagonista della clamorosa farsa, una delle più scoppiettanti del film. Questo modello non era ancora pronto mentre completavo l’articolo sulle elaborazioni di Fabrizio, appena pubblicato nel numero 146 di Modelli Auto. Integro molto volentieri la serie di quelle trasformazioni con questo spiritoso mezzo, riprodotto partendo dalla immagini del film. Niente è stato trascurato, dal colore alle condizioni della carrozzeria, dagli equipaggiamenti al corretto font delle scritte “Servizio Torri”.

La gamma Schuco seguirà i canali distributivi di Spark

L’integrazione del marchio Schuco nell’universo Minimax, capitanato da Hugues Ripert è l’argomento del mio editoriale pubblicato sul numero 146 di Modelli Auto in uscita in questi giorni.

Non è più di tanto sorprendente che alla notizia dell’entrata dello storico brand tedesco nel gruppo Minimax si aggiunga la comunicazione che i modelli Schuco verranno distribuiti attraverso i canali del gruppo di Ripert.

Gli Schuco, che verranno prodotti negli stabilimenti Spark saranno quindi gestiti commercialmente da Mix Diffusion, il distributore ufficiale del gruppo Minimax. Questa decisione ha inevitabilmente portato all’esclusione di alcuni collaboratori di lunga data, ma non penso sia difficile immaginare come il controllo su un nuovo marchio implichi l’acquisizione di benefici in merito di distribuzione e commercializzazione.

Speriamo anche che, grazie a questo nuovo assetto, i prodotti Schuco possano beneficiare di un maggior controllo di qualità dei materiali, decisamente scadenti in questi ultimi dieci-venti anni, soprattutto per quanto riguarda la stabilità della zamac e la tenuta delle verniciature.

Il comunicato ufficiale di Schuco ai suoi distributori ufficiali.

Finalmente una Art Car vincente

di Nicola Lettieri (foto di Nicola Lettieri e David Tarallo)

Dopo due precedenti interventi sulle “Art Car”, in cui mi sono soffermato sulla Porsche 911 T del 1973 dipinta in occasione della mostra per i 70 anni della Porsche al Museo Autoworld di Bruxelles il 13 dicembre del 2018, da due “streetartists” del Louves, Cathy Gagalis Vega e Clarisse Jeghers, e sulla Porsche 911 2.0 del 1966 dipinta con il volto di un’affascinante donna bionda dallo sguardo intenso ed ammiccante, dal pittore e artista di Anversa, Bart Verheyen, ritorno sull’argomento proponendo un approfondimento sulla Porsche 911 RSR del Team Project 1 vincitrice nella LMGTE AM alla 24h di Le Mans 2019.  

La Porsche 911 RSR #56 schierata dalla squadra tedesca di Lohne aveva inizialmente tagliato il traguardo della gara francese al secondo posto, dietro la Ford GT di Keating Motorsport. L’auto vincitrice, però, a causa di un’infrazione tecnica (serbatoio più capiente di quanto previsto dal regolamento) emersa in seguito alle verifiche post gara, è stata squalificata. Di conseguenza, la RSR guidata dal pilota ufficiale Porsche Jörg Bergmeister, da Egidio Perfetti e da Patrick Lindsey ha scalato la classifica fino al primo posto della classe LMGTE AM, consentendo al Team tedesco, al suo debutto nel FIA World Endurance Championship (WEC), di aggiudicarsi la vittoria ed il titolo mondiale.

Non solo. La RSR del Team Project 1 è stata anche la prima “Art Car” in assoluto a vincere la 24h di Le Mans, a meno che non si voglia, errando, a mio avviso, considerare una “art car” la Porsche RSR ufficiale decorata con la livrea “Pink Pig” che ha vinto la LMGTE PRO nel 2018 con Estre, Christensen e Vanthoor.

Fu proprio Jörg Bergmeister, in un’intervista rilasciata dopo la vittoria a Le Mans nel 2019, a confessare di aver scaramanticamente taciuto le sue preoccupazioni di guidare una “Art Car” in quanto “…la storia delle Art Car a Le Mans non è eccezionale per non dire altro. Non volevo dirlo a Richard fino a dopo la gara, ma nessuna Art Car aveva mai vinto Le Mans prima”.

“Richard” altri non è che  Richard Phillips, classe 1962, un artista americano, nato a Marblehead, nel Massachusetts, residente a New York City, che dipinge in uno stile “fotorealistico” o “iperrealistico” tipico della “pop-art”. Phillips ha sempre avuto un intenso legame con Porsche in quanto membro del Porsche Club of America ed ex pilota dilettante con le vetture di Zuffenhausen. Ultimamente ha decorato una Porsche Taycan con una speciale livrea floreale, battuta all’asta nell’aprile 2021 da RM Sotheby’s per 200.000 Dollari ed il cui ricavato è stato  devoluto in beneficenza all’organizzazione svizzera no profit “Suisseculture Sociale” che aiuta gli artisti elvetici colpiti dalla crisi economica riflesso della pandemia da coronavirus.

Phillips e Bergmeister si conobbero nel 2012, quando l’artista americano fu invitato dal pilota tedesco ad una gara ALMS a Lime Rock dopo che questi lesse un lusinghiero articolo in cui Phillips lo definiva “un artista della guida”. I due strinsero presto una solida amicizia, tant’è che Bergmeister, ammirando molto l’arte di Phillips, nel 2013 lo invitò a disegnare il suo casco per la 24h di Le Mans di quell’anno.

In quell’occasione i due gettarono le basi per la realizzazione di una Art Car che avrebbe dovuto correre una 24h a Le Mans e, finalmente, nell’autunno del 2018, arrivò il via libera alla realizzazione da parte di Bergmeister.

Phillips, da bravo artista ed appassionato di motorsport, era già a conoscenza della lunga ed illustre lista di Art Cars che avevano corso a Le Mans, ma era determinato a seguire la sua strada usando le idee del casco di Bergmeister come base di partenza.

A differenza di quanto realizzato fino ad allora per le livree delle Art Cars del passato, caratterizzate da una combinazione astratta di strisce, punti e grafiche, Phillips optò per una serie di immagini con dettagli sovradimensionati che consentissero alle persone di apprezzarne il motivo non solo da vicino, a vettura ferma, ma anche dalla distanza da cui la maggior parte degli spettatori vedrebbe la vettura durante la corsa.

Phillips lavorò al layout con l’artista di origini russe Alisa Baremboym, utilizzando una selezione dei suoi dipinti per la realizzazione della livrea 2D che fu implementata in collaborazione con Porsche Digital ed il programma “Second Skin” lanciato nel giugno 2019 per consentire ai clienti Porsche di applicare alle proprie vetture livree personalizzate.

La livrea 2D fu stampata in grandezza naturale e poi applicata all’auto utilizzando pellicole viniliche e pistole termiche grazie all’abilità degli esperti in “carwrapping” di Signal Design (che hanno realizzato anche la pellicola della livrea per la Taycan “floreale”). L’involucro che componeva la livrea era diviso in 9 sezioni e doveva essere messo in ordine, cosa non facile, considerando i rigonfiamenti, gli intagli e le curvature della Porsche 911 RSR GTE che costrinsero i tecnici di Signal Design ad apportare molte modifiche, allungamenti e inclinazioni per consentire alla pellicola di adattarsi alle linee della vettura.

Richard Phillips fu coinvolto anche nel design delle tute dei piloti, sviluppando un disegno che fu poi convertito in immagine vettoriale ad alta definizione per consentire a Sparco di stamparlo sulle sue tute da gara.

Il progetto, pronto appena in tempo, fu presentato all’Automobile Club de l’Ouest in vista della sua presentazione ufficiale prima della gara di giugno 2019 e la vettura fu poi svelata ai media ed al pubblico tra gli applausi generali.

La Spark, come sempre, non si è lasciata sfuggire l’occasione di realizzare questa splendida Art Car in scala ridotta, tirando fuori ben tre diverse versioni della vettura in scala 1/43. Accanto al modello di normale produzione riproducente la RSR vincente della LMGTE AM alla 24h di Le Mans 2019 (ref.S7942), è stato realizzato anche un modello identico con attaccato alla basetta il prestigioso trofeo (ref.S7942S) realizzato in esclusiva per il negozio parigino BAM.

Entrambi i modelli sono stati preceduti da un modello promozionale in zamak (ref.SP276) in serie limitata di 100 pezzi (stimati) venduto nel giugno del 2019 negli stand Spark sul circuito in occasione della gara e subito andato esaurito (foto a sinistra).

Mentre i due modelli di normale produzione fanno riferimento alla vettura in configurazione da gara, il modello promozionale riproduce la vettura allestita ed opportunamente “wrappata” dalla Signal Design prima della presentazione alla stampa.

Il modello, oltre che per la livrea, differisce dagli altri due anche per materiali, dettagli e qualità di realizzazione. Non è in resina ma in zamak ed è assimilabile, quanto al livello di dettaglio, alla serie dei modelli da edicola realizzati da Spark. Basta metterli l’uno accanto all’altro per notare come la RSR promozionale sia priva delle griglie laterali fotoincise (sono in plastica nera), del tergicristallo fotoinciso (è in plastica), delle decals che simulano il carbonio e di tutta una serie di dettagli, specie nella parte posteriore, che conferiscono al modello un aspetto alquanto dismesso.

Curiosamente, il modello promozionale, a dispetto della qualità più scarsa, era venduto nella boutique Spark sul circuito a 75€, contro i 65€ della versione da gara ed i 69€ della versione con il trofeo. Il modello promozionale divenne subito ricercatissimo dai collezionisti, che in alcuni casi sborsarono anche più del doppio per averne una copia in collezione.

Ed io? Beh, io avevo quello che a Napoli chiamiamo “il Santo in Paradiso” (David Tarallo) che si trovava nel posto giusto al momento giusto e riuscì a prendermene uno prima che andassero esauriti nel giro di pochissime ore.

La De Sanctis Sport nei piani di Mario Carafa

Mario Carafa sta preparando un altro dei suoi modelli 1:43 per specialisti dell’automobilismo italiano. E’ in corso d’opera la De Sanctis Sport, un soggetto rimasto completamente inedito fino ad oggi, e che occupa un posto importante nella storia dei prototipi degli anni sessanta. Siamo in grado di presentarvi alcune immagini del master non ancora definitivo, quindi suscettibile di sviluppi e miglioramenti. La prima configurazione prevista è quella equipaggiata col motore Ford Cosworth 105E ridotto a 997cc, che sviluppava inizialmente una potenza di circa 95 cavalli a 9000 giri. Non è escluso che in un secondo momento possano uscire anche le versioni con i motori ATS e OSCA da 2 litri. Ne riparleremo quanto prima. Ricordiamo che, in tema di De Sanctis, Mario Carafa ha già realizzato la Formula Junior e la Formula 3.