Fra le pochissime manifestazioni in circuito per autostoriche scampate alla falcidia della \”pandemia\” vi sono i Classic Days a Magny Cours, in programma questo fine settimana. Rinviati da maggio, i Classic Days ce l\’hanno fatta, mentre organizzatori di manifestazioni più ampie e complesse, come la Le Mans Classic, hanno preferito rimandare tutto all\’anno prossimo. Visto che grandi alternative in questo momento non ce ne sono, ho fatto un salto al circuito di Nevers, dove mancavo dal 2002 quando ero stato inviato per il l\’Euro-STC (la settimana successiva alla gara di Superproduzione e CIVT a Binetto…). Magny Cours era ed è tutt\’ora un circuito triste nel mezzo del nulla. Artificiale e asettico, forse poteva trasmettere qualche emozione negli anni d\’oro della Formula 1. Non è neanche troppo pratico da raggiungere (dall\’uscita dell\’autostrada ci si debbono sorbire diverse decine di strade nazionali, comunque buone), ma una volta all\’interno il paddock è razionale e i servizi sono adeguati. Questi Classic Days non saranno la Le Mans Classic, ma per chi abita nel raggio di 100-200 chilometri possono costituire un buon motivo d\’interesse. Come al solito molto viva l\’attività dei vari club, che in Francia sono numerosissimi e pieni di sostenitori entusiasti. Pubblichiamo qualche foto che forse potranno mostrare il clima che si respira in eventi di questo tipo. Più immagini domani.
foto David Tarallo
Il kit Tamiya della Fiat 131 Abarth Gr4 in 1:20 di nuovo disponibile, stavolta con la livrea Olio Fiat
Ricordate il kit Tamiya in scala 1:20 della Fiat 131 Abarth Gruppo 4? Probabilmente molti di voi ne avranno montato uno in gioventù. Io ricordo di avere avuto quello con i colori Alitalia, una delle due versioni prodotte (l\’altra era la vettura del 1980, bianca con le strisce blu, azzurre e celesti). Ora Tamiya rimette mano a quella storica scatola di montaggio e la ripropone con livrea Olio Fiat, mai realizzata all\’epoca. Le decals saranno stampate da Cartograf, una garanzia di qualità, quasi inutile sottolinearlo. Questa nuova referenza (20069) resterà in produzione per un periodo limitato, e già c\’è chi annuncia l\’uscita di decals o transkit per permettere delle trasformazioni. Oltretutto Tamiya sta recuperando alla grande il tempo perduto all\’inizio di questo 2020, quando problematiche a livello dirigenziale ne avevano rallentato l\’attività.
Ferrari 500 TRC: Luca Tameo ha realizzato il master del prossimo kit Modelart111
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| I vari pezzi della Ferrari 500 TRC prototipata da Luca Taneo, pronti per la fusione. Il modello sarà in esclusiva per Modelart111. |
Disponibile il kit Tameo-This Way Up della Brabham BT33 1970
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| Col numero di catalogo TWU030 è ora in commercio nella gamma This Way Up di Tameo il kit della Brabham BT33. |
Annunciato qualche settimana fa, è ora disponibile il kit della Brabham-Ford Cosworth BT33 Formula 1 vincitrice del GP del Sud Africa 1970 con Jack Brabham. Questo kit fa parte della serie This Way Up, marchio recentemente rilevato da Luca Tameo.
DNA Collectibles ottiene i diritti per riprodurre le Mercedes
DNA Collectibles ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per riprodurre le Mercedes. Questa è sicuramente un\’ottima notizia per i collezionisti, vista la qualità del marchio svizzero, che ha lanciato a questo proposito un sondaggio per capire con quali soggetti inaugurare la serie delle Mercedes. Malgrado una concorrenza tutt\’altro che debole, nella scala 1:18 restano ancora parecchie vetture inedite.
Un\'occhiata alla Nissan R390 GT1 Le Mans 1997 #21 di Spark (S3577)
| Con il numero di catalogo S3577 è uscita la Nissan R390 GT1 di Muller/Taylor/Brundle di Le Mans 1997. Le linee e le proporzioni sembrano corrette. |
La Nissan R390 GT1 è una delle vetture più incredibili della storia dell\’endurance di fine anni novanta. Progettata dalla TWR per contrastare Porsche, McLaren e Mercedes e poi anche Toyota, la R390 GT1 si rivelò in pista un mezzo flop e la vittoria a Le Mans restò una chimera per la Nissan. Nell\’anno del debutto, il 1997, l\’unica delle tre Nissan al traguardo finì al 12° posto. Meglio andò nel 1997 con un terzo posto ma senza mai contrastare realmente le Porsche 911 GT1-98. Spark ha appena realizzato il modello della numero 21 del 1997, che pilotata da Muller/Brundle/Taylor si ritirò alla tredicesima ora per un\’uscita di pista.
Sono in programma ovviamente anche le altre due vetture (sulla numero 22 corse anche il nostro Riccardo Patrese). Modello già visto in kit (Provence Moulage, Renaissance…) e poi come diecast grazie a Tamiya e Kyosho, la R390 GT1 di Le Mans 1997 è un soggetto su cui Spark non poteva prima o poi buttarsi. Anche in questo caso commenterò il modello immagine per immagine. Tra l\’altro, nella serie per le edicole giapponesi, Spark ha già realizzato la vettura del 1998, quella con la coda lunga.
| Le uscite d\’aria posteriori mancano di profondità. D\’accordo non poterle realizzare completamente passanti, ma la piattezza dello sfondo nota parecchio. |
| Abbastanza ben riprodotto il motore ma mancano alcuni tocchi di colore. Saprk ha aggiunto solo dell\’argento ai vari elementi stampati in un sol pezzo. |
| Molto buona come al solito la verniciatura. Ottime le sfumature rosse della decal. |
| Mancano i tre rivetti su ciascun montante, che potevano essere facilmente riprodotti in decal. |
| Anche da questa vista si nota la sfumatura fra il rosso e il nero, ottenuta in decal. I supporti degli specchietti sono un po\’ troppo spessi. |
| L\’aspetto complessivo è convincente. I cerchi sono stati ben riprodotti e le gomme hanno la scritta Bridgestone in tampografia. |
| I supporti dello spoiler posteriori, così come le paratie laterali, sono in fotoincisione. |
Com\'è la Porsche 911 GT1 Le Mans 1996 di Spark (S5602)
Forse ho parlato troppo di Spark sul blog di recente, ma del resto devo fare con quello che passa il convento. Arrivano degli Spark e parlo di Spark. Non ho molti sponsor anche se i pochi che ho mi lasciano scrivere quello che voglio. Altrimenti sarei io a cacciarli a calci nel culo. Detto questo, ecco una carrellata di foto della Porsche 911 GT1 di Spark, versione Le Mans 1996. Il modello è uscito da pochissimo nella versione numero 25 (piloti Wollek/Stuck/Boutsen).
La prossima settimana arriverà anche la numero 26, quella di Dalmas/Wendlinger/Goodyear. Spark si era già dedicata alla 911 GT1, ma aveva riprodotto la versione più evoluta, quella che vinse a Le Mans nel 1998.
Ora il marchio di Ripert ricomincia dal modello primigenio e sono già previste tutte le vetture che corsero con i team privati a Le Mans nel 1997, mentre la Porsche disponeva già di un aggiornamento. In tempi abbastanza recenti è stata Make Up ad aver riprodotto la 911 GT1 ufficiale di Le Mans 1996, ma siamo in tutt\’altra fascia di prezzo.
Abbastanza lontani nel tempo altri modelli, come il Minichamps; poi andando ancora indietro si arriva ai kit in resina. Nella sua smania di riprodurre tutto, Spark non ha quindi trascurato questa vettura. Ebbene, in che modo? Direi con una correttezza formale ma con qualche superficialità. Questa non è una vera e propria recensione approfondita, come poteva esserlo quella, pubblicata nei giorni scorsi, sulla Porsche 935/L Andial di Sebring 1984.
Nondimeno, delle sviste sicuramente evitabili balzano all\’occhio anche senza mettere il modello sotto il microscopio. Vi butto lì ciò che poteva, a mio avviso, essere realizzato con maggior cura: i codolini anteriori sono il classico trabocchetto. Make-Up non ne ha trascurato lo stacco, riproducendo anche le sedi dei rivetti. Senza arrivare a tanto, Spark poteva comunque fare meglio di ciò che vedete da soli in foto.
La scritta Michelin in prossimità della piccola NACA laterale dovrebbe essere sulla stessa linea della presa stessa, e non al di sotto. Le paratie dell\’ala posteriore dovrebbero avere i tre rivetti di fissaggio, cosa facilissima da ottenere anche con una semplice decal, se proprio non si vogliono scomodare altri sistemi.
L\’antenna è, per l\’ennesima volta, troppo grossa e i tergicristalli posizionati in quel modo non mi pare trovino riscontro nella documentazione, dove appaiono sempre a riposo, ossia paralleli alla linea del parabrezza. Per il resto, tutto è trattato secondo il tradizionale stile Spark, in un modello che non porta alcuna innovazione a ciò che questo marchio ha già mostrato negli anni passati. La presa per l\’attacco del sollevatore pneumatico è probabilmente errata perché Spark l\’ha riprodotta con una specie di coperchio color alluminio a filo della carrozzeria, mentre in realtà dovrebbe esserci una sorta di scasso.
Gli interni sono sufficientemente dettagliati, pur non brillando per abbondanza di particolari. Assente il rollbar. In sintesi un modello onesto, che non delude del tutto ma neppure entusiasma. Stiamo forse pretendendo troppo da Spark?
OttOmobile annuncia la BMW M3 DTM 1989 (1:12) di Roberto Ravaglia
Il primo modello del DTM nella gamma OttOmobile sarà la BMW M3 con la quale Roberto Ravaglia vinse il campionato nel 1989. Si tratterà di un imponente malloppone nell\’ormai sempre più diffusa scala 1:12 e dalle foto diffuse oggi dal produttore questa BMW M3 non deluderà le aspettative. Mi viene in mente un orrendo modello Solido in 1:18 che ho dovuto recensire di recente, ma qui siamo parecchio lontani, sia come gamma, sia come prezzo. L\’OttOmobile, preordinabile fino al 18 settembre, costerà € 179,90. L\’uscita è prevista per dicembre.
Un\'incursione casuale nelle serie nazionali di Spark: Porsche 935/L e BMW 530 Gr.1
Inediti o già visti in 1:43, Spark continua imperterrita ad annunciare e a realizzare soggetti che sono rimasti nel cuore degli appassionati. L\’attività del marchio è quanto di più completo si possa immaginare, grazie anche alle serie nazionali, le più attive delle quali sono la francese, la tedesca, la belga, la giapponese e in tempi più recenti anche quella americana. Proprio nella serie USA è prevista per fine anno l\’uscita di un\’ulteriore versione della Porsche 935/L IMSA, quella iniziale del 1982, della gara di Riverside. E per non farsi mancare niente, si riprende anche un filone appena sfiorato finora, quello delle BMW 530 della 24 Ore di Spa: qualcuno ricorderà sicuramente i vecchi transkit GC Hobby su base Solido, ed è forse proprio su quel genere di collezionisti che Spark punta quando annuncia vetture di questo genere. La prossima sarà la macchina pilotata da Joosen / Vermeersch / Adnruet che giunse seconda nel 1981. Generalmente questi modelli sono molto accurati. Li attendiamo quindi sperando di poter pubblicarne la recensione non appena possibile.
Non nuovo ma originale: La légende des 24 heures du Mans di Gérard De Cortanze
Uscito nel 2014 e riproposto nel 2018, ne avevo assistito anche alla presentazione a Le Mans ma non mi aveva particolarmente colpito. Mi sembrava l\’ennesimo libro \”pot-boiler\”, come direbbero gli inglesi, ossia un\’accozzaglia di roba raccogliticcia per fare massa. In parte mi sbagliavo. Anzi, probabilmente mi sbagliavo e basta. Di libri sulla 24 Ore di Le Mans ne esistono a bizzeffe: eccellenti, utili, meno utili, pleonastici, brutti o addirittura dannosi. Questo, scritto da Gérard De Cortanze (parente del pilota Charlie e del progettista-pilota André) sfugge a molte delle classificazioni e questo di per sé è già un pregio.
In circa 290 pagine vengono analizzati e commentati, sovente con gustosi aneddoti, alcuni aspetti legati alla 24 Ore: alcuni piloti più famosi, alcuni costruttori, i vezzi dell\’organizzazione, le manie dei giornalisti, la tradizione popolare (ebbene sì…), i quotidiani locali, i premi, il modellismo, i regolamenti, il circuito e tanto altro ancora.
I testi sono intriganti anche per gli esperti di automobilismo, che sono quelli che a volte rischiano anche di perdere di vista il contesto in cui una manifestazione di questo genere si muove per concentrarsi sui risultati e sulla sommatoria delle partecipazioni di un pilota, di un team o di una determinata marca. Questo volume, uscito per i tipi di Albin Michel, riporta l\’attenzione su alcune sfaccettature non necessariamente legate al puro fatto agonistico, anche se ovviamente lo sfondo resta la gara, ma anche la città e la gente che la frequenta.
Una lettura piacevole per un libro che ha vinto al momento della prima pubblicazione anche il Prix du beau livre dell\’Association écrivains sportifs (per inciso è stato il terzo titolo di argomento automobilistico ad essersi aggiudicato il riconoscimento, nato nel 1991; giusto l\’anno prima Jacqueline Cévert-Beltoise e Johnny Rives avevano vinto con François Cévert, pilote de légende, edito da Autodrome e nel 2006 aveva raccolto i favori della giuria Pilotes légendaires de la Formula 1 di Bernard Cahier, Paul-Henri Cahier e Xavier Chimits, edito da Tana).
Tornando al volume di De Cortanze, non sono solo i testi a costituire una piacevole sorpresa, ma tutto un apparato iconografico costituito per gran parte da foto e documenti rari, che sicuramente interesserà i cultori della materia. La prefazione del volume è di Jean Todt. Il costo in Francia è di circa € 28.





