Prima novità 2021 di "nonomologati": Fiat 691/180 con semirimorchio Bartoletti a volta corretta

Pubblichiamo le foto ufficiali della prima novità 2021 di \”nonomologati\” (1:87): utilizzando una cabina 691/180 è stata ottenuta una configurazione semirimorchio Bartoletti a volta corretta. Il cassone è interamente in fotoincisione, il carrello posteriore sterzante è costruito, come il telaio, in plastica e componentistica Herpa. Il rivestimento interno è in legno. Le ultime foto ritraggono un esemplare un po\’… taroccato. 

Hervé Poulain compie ottant\'anni: una Porsche 935, la BMW di Calder e qualche valigia

Hervé Poulain (foto D.Tarallo)

Lo scorso 10 dicembre Hervé Poulain ha compiuto ottant\’anni. E\’ un personaggio che ha dato molto all\’automobilismo, prima come pilota, poi come mecenate, poi come banditore d\’aste per Artcurial. La sua lunga vicenda nel mondo dell\’auto lo associa naturalmente alle art car di Le Mans, la prima delle quali fu la BMW decorata da Alexander Calder nel 1975. Inutile ripercorrere la sua lunga carriera, tanti sono gli articoli che è possibile leggere sulla stampa e su internet – l\’ultimo dei quali una bella intervista uscita di recente su Rétroviseur. Hervé Poulain ha saputo adattarsi ai tempi, anzi li ha anticipati: negli anni settanta fu uno tra i primi, se non il primo, a intuire che le aste di memorabilia a soggetto automobilistico erano destinate a un brillante futuro. Lo capì addirittura prima degli inglesi, che in queste cose sono maestri. Con una formazione giuridica, Poulain ha una cultura artistica e umanistica di ottimo livello, oltre ad una competenza fuori dal comune dal punto di vista tecnico. 

Nel suo ambiente naturale, con
una Ferrari 250 GT SWB (foto D.Tarallo)

L\’ho incontrato diverse volte in questi ultimi anni, e alla Le Mans Classic ci fu il tempo di fare una chiacchierata abbastanza lunga, mentre il personale di Artcurial approntava gli ultimi dettagli prima dell\’asta che si sarebbe svolta in una delle serate del weekend. Caso volle che una delle auto in vendita quel giorno fosse la Porsche 935 telaio 0904 che Poulain aveva pilotato a Le Mans nel 1980 insieme a Snobeck e Destic, e che qualche settimana prima – nemmeno decenne – avevo visto correre alla 6 Ore del Mugello. Glielo dissi e mi rispose che di quella vettura conservava un ricordo particolare, in una delle edizioni maggiormente condizionate dalla pioggia. \”Ma questa 935 – mi disse scherzando – non è una art-car, vale meno\”. 

L\’interno della 935 telaio 0904… 36 anni dopo!
(foto David Tarallo)

Venne comunque venduta per 1.268.000 euro, non male. Poco dopo potemmo vederlo esibirsi in veste di \”commissaire-priseur\”, che è uno spettacolo di equilibrio, competenza e capacità di unire le parole ai gesti. Ricordo che giunti al lotto di una serie di valigie Sghedoni per una Ferrari, un giovincello ben vestito e certamente figlio di padre alquanto facoltoso, si stava lasciando prendere la mano battagliando con qualche altro riccone collegato telefonicamente. 

La decorazione originale della BMW del 
1975 Alexander Calder la stese su un 
giocattolo in plastica (foto David Tarallo)

Raggiunta una cifra ragguardevole per quello che erano tutto sommato tre borse e due sacchi, Poulain fece appena un cenno con la mano all\’esuberante ragazzotto, e poi: \”Ora basta sennò spendi troppo\”. Poulain stesso afferma che la differenza fra un banditore mediocre e uno buono può fare un venti per cento di differenza sul prezzo finale di un\’asta. Alcuni si sorprendono dei risultati che vengono fuori dagli eventi Artcurial. Si sorprendono perché non hanno mai visto Poulain all\’opera. Tanti auguri Monsieur Poulain e a presto. 




Focus su: Spice-Cosworth SE88C GrC2 Chamberlain Racing Le Mans 1988 di Spark (S4768)

Volendo recensire qualche novità Spark avevo la possibilità di scegliere fra diversi soggetti, inclusa la Porsche 935 M16 IMSA di Daytona 1983 che su certi forum tipo Caradisiac è diventata quasi un mito tribale, al pari di quelle Corvette taroccate che sembrano ferri da stiro. Ho deciso di lasciar perdere anche perché già la mutanda di film trasparente sul tetto, a unire le due scritte dei piloti, mi aveva mal disposto. Escluse per il momento anche un paio di Porsche 911 GT1 private di Le Mans 1997 e la BMW M1 Marlboro di Le Mans 1980, ho optato stavolta per qualcosa di più conservativo anche se piuttosto originale, la Spice SE88C Gruppo C2 di Le Mans 1988. Non che la vettura sia inedita, visto che Spark ha già riprodotto le due auto ufficiali, ma mi pareva un qualcosa in linea con un certo spirito cui la casa di Ripert ci ha abituato negli anni. Insomma, posso dire già da ora che questo modello sa di speciale ben montato, come se ci si trovasse davanti un Automany, uno Starter o un Provence Moulage fatto come si deve ai tempi dei tempi. 

Questa a mio avviso è la parte emozionale più importante della produzione Spark, non finirò mai di ripeterlo, anche se per fortuna loro c\’è tutto un pubblico di acquirenti che di queste considerazioni fa tranquillamente a meno: sono quelli che comprano le GT3 della 24 Ore di Spa e del Nurburgring o le Formula 1 di oggi. Io mi trastullo ancora con l\’odore della resina e della colla che emana dalla vetrinetta una volta che stacchi i fermi in adesivo trasparente. Ho anche voluto scegliere un modello che mi (ci) riconciliasse con Spark. Mi dispiace enormemente dover osservare e registrare i tanti, troppi errori fatti in quest\’ultimo periodo. 

Dover produrre e produrre è una condanna sicura allo sbaglio. Scelgo la Spice perché Gordon Spice l\’ho incrociato spesso nel corso della mia vita, prima come spettatore al Mugello (ho ancora un suo autografo fatto nel 1983 o giù di lì), poi come giornalista. Ero alla presentazione della sua autobiografia The life of Spice (uscita nel 2009), e fu uno degli incontri più divertenti di quel genere, che un giorno forse racconterò a parte. Gordon Spice è stato un personaggio importante, che incarna bene lo spirito britannico dell\’automobilismo. Come costruttore si è tolto anche diverse soddisfazioni, 

Con mezzi tecnici tutto sommato limitati riuscì ad arrivare ai vertici della classe minore del Gruppo C, vincendo il titolo costruttori per ben quattro volte, dal 1985 al 1988. Una delle più grandi soddisfazioni fu un sesto posto assoluto a Le Mans nel 1987, con una macchinina, la SE87, capace di raggiungere i 350 km/h prima della staccata di Mulsanne. Nel 1988, dopo il ritiro del suo principale concorrente in Gruppo C2, ossia la Ecurie Ecosse, il team Spice Engineering aggiunse una seconda vettura ufficiale nel programma del mondiale endurance e fornì il team privato Chamberlain Racing prima con una SE87, poi con la nuova SE88; affiancò il team di Chamberlain anche il GP Motorsport con la 87 ex-ufficiale di proprietà di Costas Los. La SE88 per la stagione 1988 derivava sostanzialmente dalla SE87, ma il motore Hart era stato rimpiazzato dal Ford Cosworth DFL da 3,3 litri. 

Il regolamento in vigore dal 1988 prevedeva inoltre un fondo più ampio e una riduzione dell\’efficienza aerodinamica con l\’abbassamento dei tunnel venturi. La SE88, con l\’aerodinamica progettata dalla Humphrys, fu sviluppata nella galleria del vento dell\’università di Southampton. Rispetto alla SE87 la sezione del frontale venne ridotta per portare più aria fino all\’ala posteriore a sbalzo. Fu potenziato anche l\’impianto frenante AP. Spark ha fatto un gran lavoro per riprodurre al meglio la complessa livrea tricolore della vettura numero 107 di Le Mans 1988, pilotata da Jean-Louis Ricci, Jean-Claude Andruet e Claude Ballot-Lena: un trio di piloti di grande esperienza, che non restò però a lungo in pista. La verniciatura è a tre colori, ma decals bianche sono state utilizzate per riprodurre le varie chiazze irregolari che debordano sul blu e sul rosso. Come Spark riesca ad applicare decals con questa precisione (e con questo potere coprente) è e rimane un mistero. 

Molto ben riprodotti i supporti dell\’ala posteriore e anche quel poco di meccanica visibile dallo specchio di coda è realistico e preciso. I vetri sono dotati di oblò di ventilazione passanti e tutto è al suo posto: ganci traino, staccabatteria, bavette anteriori, cornici delle uscite degli scarichi e bocchettoni serbatoio in fotoincisione e così via. Nei cerchi la parte alluminio è trattata con una finitura semilucida. In alcune immagini i cerchi appaiono bianchi, ma è altresì documentato l\’uso di ruote con la parte centrare oro, come sul modello. Piuttosto fine l\’antenna, realizzata col materiale che Spark impiegava già dieci o quindici anni fa e che va benissimo. 

In conclusione si può parlare di rapporto qualità-prezzo difficilmente battibile. Vedremo se e come Spark riuscirà a conciliare l\’esigenza di esattezza con la necessità di produrre qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore. Non facciamoci illusioni che Spark modifichi a breve o medio termine i propri criteri produttivi: a molti collezionisti va bene così e quindi la questione non si pone neanche. Ne riparleremo presto. 

With Italy, for Italy: il progetto fotografico di Lamborghini diventa un libro

With Italy, for Italy”, il progetto culturale di Automobili Lamborghini lanciato lo scorso settembre sui propri canali social e pensato per valorizzare e supportare l’Italia in un momento di sfide come quello attuale, diventa un libro fotografico.

Il volume “With Italy for Italy – 21 visioni per una nuova guida”, edito da Skira, rappresenta l’atto d’amore di un’azienda per il proprio paese e si traduce in un affresco di ventun narrazioni per immagini di un patrimonio unico, impregnato di arte, storia, bellezze naturali e architettoniche, ma non solo. 

Un’Italia che è anche terra di tradizioni, eccellenze, estro, ricerca estetica e innovazioni, caratteristiche profondamente insite nel DNA del marchio del Toro.

Sono stati coinvolti venti talenti italiani della fotografia contemporanea, chiamati a interpretare una delle venti regioni insieme a venti Lamborghini del passato e del presente, ognuno secondo il proprio stile autorale. A questi artisti si è unita la grande fotografa Letizia Battaglia, a cui è stata affidata una speciale interpretazione della sua amata Palermo.

Un volume di 240 pagine che conferisce alla cultura e all’arte della fotografia il loro valore più alto e profondo, quello di trasformazione della società, attraverso la rottura dei linguaggi espressivi precedenti e la capacità di immaginare ed ispirare il futuro. 

Le immagini del libro, nella loro costante ricerca di armonia tra territori, persone e supersportive Lamborghini, accompagnano il lettore nell’esplorazione di un paese unico al mondo e nella contemplazione della sua bellezza. 

E, per confermare il valore culturale del volume, la prefazione è stata affidata a Davide Rampello, regista e direttore artistico, che coglie nel suo intervento il senso profondo del progetto di Automobili Lamborghini. 

Oltre a lui, nella prefazione, anche Stefano Guindani, art director di “With Italy, for Italy” e tra i più noti esponenti italiani della fotografia di moda e lifestyle.

Gli artisti coinvolti sono: Letizia Battaglia (Palermo), Stefano Guindani (Sicilia), Davide De Martis (Sardegna), Guido Taroni (Calabria), Gabriele Micalizzi (Puglia), Camilla Ferrari (Basilicata), Marco Casino (Campania), Roselena Ramistella (Molise), Valentina Sommariva (Abruzzo), 

Anna Di Prospero (Lazio), Wolfango Spaccarelli (Marche), Alessandro Cinque (Umbria), Gabriele Galimberti (Toscana), Piero Gemelli (Emilia-Romagna), Marco Valmarana (Veneto), Mattia Balsamini (Friuli Venezia Giulia), Simone Bramante (Trentino Alto Adige), Vincenzo Grillo (Lombardia), Chiara Mirelli (Piemonte), Alberto Selvestrel (Liguria), Fulvio Bugani (Valle d’Aosta).

Il volume è in vendita dal 10 dicembre al prezzo di €60 nelle librerie, sullo store on-line di Lamborghini (http://www.lamborghinistore.com/newsletter/locate.php?product=16032), su quello dell’editore (www.skira.net) e sulle principali piattaforme e-commerce. 

Ferrari 250 GTO 3909GT Rallye de Bourgogne 1966, una novità di Spirit of Racing Models

Spirit of Racing Models prosegue coll filone delle versioni meno conosciute della Ferrari 250 GTO proponendo la 3909GT che disputò il Rallye de Bourgogne del 1966 con l\’equipaggio Bourillot/David, conquistando un secondo posto in GT. Dopo essere stata venduta a Bourillot dalla Scuderia Filipinetti all\’indomani del Tour Auto del 1964, la 3909GT corse alcuni rally e gare in salita fra il 1965 e il 1966, prima di passare ancora di mano. La base del modello è quella dell\’edicola, le ruote sono Remember e il montaggio è a cura di Roberto Pigorini. Sono in vendita anche le sole decals, oltre alla decorazione della stessa auto al Rallye de Bourgogne dell\’anno prima. Tutta la produzione Spirit of Racing è disponibile a questo link: https://www.spiritofracingmodels.com/ . 



Porsche al Mugello e… in America: alcune trasformazioni di Massimo Martini

Abbiamo spesso presentato nel blog le elaborazioni di Massimo Martini, sempre su tema Porsche. E\’ la volta oggi di alcune vetture che hanno partecipato al Circuito Stradale del Mugello, dove la casa di Stoccarda è stata una delle protagoniste assolute, a partire dalla metà degli anni sessanta. Partendo da basi varie diecast, Martini ha realizzato le tre vincitrici del Mugello: la 904 Carrera GTS del 1964, la 906 Carrera 6 del 1966 e la 910 del 1967. A queste si è aggiunta la 910 di Steinemann e Siffert 

del 1968, anno in cui la Porsche fu battuta dall\’Alfa Romeo 33 2 litri in una gara memorabile. 

A fianco dei vincitori, una più piccola 911, quella preparata da Wicky di Jean Sage (1968). Sempre in tema 911, una vettura di Brumos pilotata dal grande Peter Gregg non ci sta male. Pubblichiamo anche qualche immagine di Porsche 914 americane, sullo stile che sarebbe piaciuto molto al povero Fabrizio Pitondo. La vettura rossa è ancora priva dei cerchi. Un \”bravo\” a Massimo per questi modelli pieni di fascino e realizzati con cura, cercando documentazione che non sempre è facile da reperire. 


Auto Modélisme continua il proprio cammino con l\'editore belga Caira

Auto Modélisme, testata del Gruppo Hommell in liquidazione, ha trovato un acquirente che proseguirà la pubblicazione. Si tratta della belga Caira Editions. Lo ha annunciato l\’ex direttore della rivista, Alan Geslin. Le uscite riprenderanno tra febbraio e marzo – troppo tardiva l\’operazione di acquisizione per assicurare un numero a partire già da gennaio. Ancora non è chiaro come si presenterà il nuovo Auto Modélisme, né con quale cadenza. Caira pubblica tra l\’altro varie testate sportive fra cui Speed Magazine, mensile automobilistico molto noto in Belgio. Secondo alcuni, Auto Modélisme potrebbe continuare come semplice allegato, una prospettiva davvero poco entusiasmante che non funziona quasi mai. Non sono note neanche le linee editoriali, che a quanto pare rischia di discostarsi non poco dall\’Auto Modélisme che abbiamo imparato a conoscere. Verosimilmente se ne saprà qualcosa in più verso fine dicembre. 

L\'Astra BM21 benna 3 assi di "nonomologati" (scala 1:87)

Nel thread precedente (leggibile a questo link) abbiamo presentato due versioni del Samecar Elefante 4×4 in due versioni di \”nonomologati\”. Contemporaneamente all\’uscita del Samecar, il marchio laziale ha presentato anche l\’Astra BM21 benna a tre assi. Mezzo concepito per i cantieri ma omologato anche per circolare senza problemi su strada, il BM21 fu una presenza familiare nel panorama italiano tra gli anni settanta e gli anni ottanta. Il modello di \”nonomologati\” è come sempre in resina, con numerosi dettagli, anche in fotoincisione. Prototipato in 3D, questo BM21 colma una notevole lacuna nella scala 1:87. Venduto solo montato, il modello ha una verniciatura uniforme e perfetta, con la corretta finitura opaca. 



Una volta che sono riuscito a liberarmi dalle migliaia di micropallini in polistirolo con i quali \”nonomologati\” usa imballare i propri modelli (metodo peraltro efficacissimo, che ha sempre evitato il minimo danno), ho potuto ammirare la pulizia di montaggio e la ricerca maniacale del piccolo dettaglio. 

Oltretutto l\’applicazione dei particolari è esente da critiche. Basterà osservare l\’alloggiamento dei fari con le due minuscole ottiche perfettamente centrate e spaziate fra loro o la sistemazione del tergicristallo fotoinciso. Tutto è equilibrato e ben concepito, in modo che anche la finitura generale non risente di eccessive tolleranze o scompensi a livello di stampaggio. Vetri e cornici sono applicati dall\’esterno, con un effetto di grande realismo. La produzione di \”nonomologati\” è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati


Il Same Samecar Elefante 4×4 benna e zavorrato di "nonomologati" in scala 1:87

\”nonomologati\” continua ad essere un marchio attivissimo nel settore dei modelli speciali in scala 1:87. Al produttore romano le idee non mancano di certo, e d\’altra parte sono ancora innumerevoli i soggetti inediti italiani. Alcuni collezionisti continuano a pensare che esistano solo i Fiat baffone (quelli del baffone sono un po\’ il corrispondente di quelli della Delta Integrale nel settore degli automodelli). Battute a parte, il Samecar Elefante 4×4 appena realizzato da \”nonomologati\” conferma quanto di originale si possa fare in questa scala. Si tratta di un aggeggino minuscolo, ma può essere considerato una delle sintesi più sorprendenti del livello tecnico raggiunto da \”nonomologati\”. 

Tecnologicamente avanzato, l\’Elefante non ebbe forse il successo che meritava, ma è passato alla storia per la sua concezione raffinata e per alcune caratteristiche che avrebbero fatto scuola. Il modello di \”nonomologati\” è in resina e si fa subito apprezzare per l\’eccezionale livello di verniciatura, correttamente opaca. Impeccabile il livello di montaggio, con le varie fotoincisioni e parti aggiuntive applicate senza la minima sbavatura. Vetri e cornici fanno tutt\’uno e sono sistemate con grande precisione. Fare di meglio in questa scala mi pare obiettivamente molto difficile. 

Disponibile in versione benna e zavorrata, il Same Elefante può trovare un posto privilegiato in ogni plastico dinamico ma anche in ogni collezione di mezzi pesanti, indipendentemente da un contesto ferroviario. Il Same di \”nonomologati\” è uno di quei modelli che non ci si stanca mai di guardare e che ogni volta ti mostrano un dettaglio che fino a quel momento non avevi notato: ganci, supporti, fregi, fanalini, paraspruzzi… tutto è al suo posto in un prodotto che testimonia ancora una volta la vitalità e l\’eccellenza dell\’artigianato italiano. Un tocco di originalità lo aggiunge la riproduzione della copertina di un catalogo ufficiale dell\’Elefante, incollata sulla scatola. I Same Elefante e tutti i modelli di \”nonomologati\” si possono acquistare a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati


Due serie montate di Luca Lucini: Ferrari F40 Supercar GT 1993 e Maserati MC12 [articolo di Elio Venegoni]

Oggi Elio Venegoni ci ha inviato un testo e alcune foto su due recenti montaggi di Luca Lucini (base BBR). Le serie limitate e i montaggi singoli di Luca sono sempre degni di nota, e i modelli presentati in questo articolo non fanno eccezione. 

Luca Lucini è un modellista che non ha bisogno di molte presentazioni, nell\’ambiente delle “quattro ruotine” è infatti piuttosto conosciuto. L\’assemblatore di Saronno ha iniziato a lavorare dapprima per le più importanti ditte automodellistiche di Saronno, poi è diventato montatore ufficiale di Arena Modelli e tuttora prosegue su questa strada. E\’ stato anche un rallista in quanto navigatore di diversi piloti, per cui si può senz\’altro dire che la sua passione per le automobili sia davvero a trecentosessanta gradi!

All\’attività per il marchio di Valerio Comuzzi di tanto in tanto ne affianca una più autonoma, che lo vede artefice di piccole serie di automodelli realizzati in tiratura limitata e contraddistinti dalla consueta, elevatissima qualità. E\’ il caso, per esempio, di una abbastanza recente produzione, in scala 1/43, della Ferrari F40 guidata da Vittorio Colombo nel Campionato Italiano Supercar GT del 1993. Essendo un grande appassionato di questa vettura, quando ho saputo che Luca ne aveva realizzati alcuni esemplari non ho potuto fare a meno di acquistarne uno ed è proprio questo che andrò ad esaminare.

Montata sulla base del kit BBR – ormai pressoché introvabile – , questo modello è stato oggetto di un montaggio davvero superlativo! Al kit di partenza sono stati aggiunti degli specchietti retrovisori esterni concepiti ex novo e delle ruote anch\’esse realizzate ad hoc, che riproducono i cerchi Speedline neri montati sulla vettura di Colombo. Le decals della livrea “L\’Indipendente – Segafredo” sono state realizzate su misura.

Tutto è di alto livello, su questa F40: la verniciatura è eccellente, lucida ma non lucidissima come si usava negli anni Novanta, le decals sono applicate con cura, l\’assetto è perfetto (e sappiamo tutti quanto non sia semplice ottenerne uno esente da pecche), gli interni sono stati rifatti sostituendo il sedile di serie con uno Sparco anatomico ed aggiungendo l\’estintore, dotato di staffe di fissaggio. Anche il montaggio del motore è stato eseguito a regola d\’arte e questo era essenziale in quanto il propulsore stesso è ben visibile attraverso l\’ampia vetratura del cofano posteriore. 

Questo è forse il particolare che colpisce di più: non ha quell\’aspetto un po\’ grezzo tipico di tanti altri modelli ma sembra vero, sia pure miniaturizzato! Chissà? Forse con una goccia di benzina si metterebbe addirittura in moto!

Tutto, lo ripeto, denota assoluta maestria ed il prezzo è concorrenziale. Gli acquirenti di questo modellino sono persone esigenti che non si accontentano di qualcosa realizzato in grande serie ma chiedono quella cura, quelle attenzioni che solo un montaggio eseguito quasi su misura può regalare…

Luca ha poi messo in produzione – recentissimamente – una serie di cinque Maserati MC12 Corsa liberamente ispirate all\’esemplare di proprietà del noto collezionista Max Girardo, del quale pubblichiamo alcune immagini (ne è disponibile ancora solo una).



Anche in questo caso il montaggio è di alto livello, come sempre direi… concludendo? Luca Lucini, un nome una garanzia!