Borsa di Scambio di Novegro il prossimo 8 settembre

Si svolgerà domenica 8 settembre la prossima edizione – la terza dell’anno – della Borsa di Scambio di Novegro (orario 9.30-16.30). Da sempre uno degli appuntamenti più attesi dopo la pausa estiva, la Borsa di Novegro precederà di tre settimane un altro evento di grande interesse, l’Hobby Model Expo, in programma dal 27 al 29 settembre.

Modelli del passato: BMW 530i Bastos 24 Ore di Spa 1981

Della 24 Ore di Spa e delle sue suggestioni, PLIT si occupò nel maggio del 2023 con un articolo su un transkit Playtoy (https://pitlaneitalia.com/2023/05/08/la-mazda-rx-7-e-la-24-ore-di-spa/). Per certi versi possiamo chiudere oggi il cerchio con un altro classico di quel periodo, un transkit Faster43 per la BMW 530i di Solido, realizzato da Umberto Cattani.

Trovato nella zona di Metz qualche settimana fa, questo è un modello che ha delle storie da raccontare e quale miglior modo per tornare indietro nel tempo se non con l’aiuto di Umberto, che ringraziamo per la collaborazione offerta.

Nei primissimi anni ’80, Umberto Cattani sfruttava con soddisfazione le possibilità che la produzione di transkit offriva, con i modelli Solido facilmente reperibili un po’ dappertutto.

La lista dei transkit Faster43 è piuttosto lunga e ve la riportiamo qui di seguito per intero:

D01 Opel Kadett GTE Gr.2 Rally 4 Regioni Conrero 1979
D02 Porsche 934 Boss Zolder 1979
D03 Porsche 930 Meccarillos Montecarlo 1980
D04 Porsche 911 SC Belga Boucles de Spa 1980
D05 Lancia Stratos Vs Olio Fiat Colline di Romagna 1980
D06 Fiat 131 Abarth Vs Olio Fiat Colline di Romagna Sanremo 1981
D07 mai uscito; doveva essere la Ford Fiesta Gr.2 Cunico Rally Sanremo 1981
D08 BMW 530 Bastos Spa 1981
D09 BMW 530 Gitanes Spa 1981
D10 Porsche 935 Sportwagen Giro d’Italia 1979
D11 BMW 528 Bastos Spa 1982
D12 Porsche 935 Spot Oil Daytona 1981
D13 BMW 528 Enny Spa 1982
D14 BMW M1 Maurer Mugello 1980
D15 BMW 528 Lucky Strike Spa 1982
D16 BMW M1 Pooh Procar 1980
D17 BMW 635 X-Ray Spa o Mugello 1983
D18 BMW 323 BP Production 1983
D19 Porsche 924 Almeras Production 1983
D20 BMW 528 Gitanes Spa 1982
D21 BMW 528 Lucky Strike Mugello 1983
D22 Porsche 934 Eminence Le Mans 1980
D23 Porsche 934 Schiller Le Mans 1976
D24 BMW M1 Maurer Norimberga 1984

Tutti i transkit utilizzavano basi Solido, ad eccezione delle BMW 528 e della BMW 323 (Gama), delle due 935 (Burago) e della BMW 635 (Heller). I numeri di catalogo possono non coincidere con quelli riportati nei vari foglietti di istruzioni.

Questa è una “sorella” del modello ritrovato in Francia. Foto originale di Umberto Cattani, mostra penso in modo alquanto evidente la precisione del montaggio ma anche la complessità della
trasformazione

La BMW 530i di Solido – un modello ottimamente realizzato, commercializzato alla fine del 1979 – dette l’idea a Umberto Cattani di ricavare un transkit per riprodurre le vetture della 24 Ore di Spa, le due Bastos dello Joosen Racing e le due Gitanes della Waterloo Motors. I transkit contenevano dettagli in metallo bianco per gli interni (fra cui ovviamente un rollbar completo) e decals di Cartograf, stampate con la consueta maestria tecnica.

Le istruzioni del transkit, scansionate di recente, mostrano gli effetti dell’alluvione che nel 2023 colpì la Romagna. Le indicazioni, sui transkit Faster43, erano sempre molto dettagliate e precise

Dello spoiler anteriore venne ricavato un master da far stampare a Riva in metallo bianco ma un… incidente di percorso impedì la realizzazione nei tempi previsti. Le decals erano pronte, i modelli dovevano uscire e non si poteva aspettare più di tanto. A Cattani non restò altro che fabbricare gli spoiler a mano, uno a uno, con del lamierino, finché la parte non fu finalmente disponibile. C’è da dire che i quei pezzi “estemporanei” uscirono più realistici rispetto allo spoiler in metallo bianco, che alla fine comunque arrivò, permettendo di risparmiare un bel po’ di ore di lavoro nell’allestimento dei transkit.

Veniamo al modello delle foto. Si tratta di uno dei rari factory built che Faster43 preparava ogni volta che usciva con un nuovo transkit.

La 24 Ore di Spa era una gara che “tirava” particolarmente nel nord Europa e negozi belgi come Playtoy o Hobby 2000 ne chiedevano ogni volta circa venticinque esemplari montati. I transkit, poi, raggiungevano tirature di tutto rispetto, nell’ordine dei 200 esemplari.

Altra documentazione d’epoca di Faster43, il modello nelle sue due versioni della 24 Ore di Spa 1981: vettura numero 10 Joosen/Vermeersch/Andruet, numero 11 Grano/Xhenceval/Herregods. La numero 10 arrivò seconda assoluta dietro la sorprendente Mazda RX7 del Tom Walkinshaw Racing, mentre la 11 giunse quarta

Il montaggio di questa BMW risale al 1982. Il transkit era privo di ruote tornite con inserto centrale fotoinciso, che sarebbero state invece inserite nelle confezioni delle BMW 528 su base Gama, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo più avanti, e tutto si giocava sulla corretta decorazione in nero e alluminio dei cerchi originali del Solido, peraltro più che accettabili.

I factory built erano straordinariamente precisi e ricordano molto da vicino lo stile dei Robustelli, cui Umberto si era ispirato come esempio di semplicità e ma anche di realismo. E’ l’ennesima riprova che non serve imbottire un modello di chissà quanti dettagli: se la base è buona, bastano pochi ma mirati interventi e si riescono a fare miracoli.

Le lucine di riconoscimento del tetto erano di produzione ABC, mentre il tergicristallo era in metallo bianco (a proposito, nell’esemplare delle foto è stato in seguito orientato sul lato giusto, essendosi mosso nel corso degli anni).

Il resto era un sapiente gioco di equilibrio fra tecnica e inventiva: i ganci fermacofano di sottile filo metallico, le luci posteriori dipinte con cura, gli interni arricchiti da estintore, cinture e strumentazione, e quella retina laterale fatta di tulle, molto più realistica di quelle griglie a maglia grossa che si trovavano ad esempio in tanti kit AMR.

La firma di Umberto Cattani, scritta a pennello!

Quanti di questi modelli si saranno salvati in condizioni perfette e con tanto di scatola originale? Impossibile ricostruire il percorso di questo esemplare dal 1982 a oggi ma ciò che pare certo è che abbia trascorso la maggior parte della sua esistenza protetto nella sua confezione. Il compito del collezionista – lungi dall’identificarsi con l’accumulo esibizionistico da social – è quello di scoprire, valorizzare e proteggere le testimonianze di un percorso tecnico e umano, per non lasciare che l’oblio scenda per sempre su questi oggetti.

Atelier Alpine, un concept store sperimentale apre oggi a Barcellona

Alpine investe nei centri urbani delle metropoli europee con gli Atelier Alpine. Molto più di un concept store, Atelier Alpine offre ai suoi fan e clienti l’opportunità di vivere esperienze legate allo sport motoristico e ai valori del marchio

Con una superficie dai 300 ai 600 mq, un Atelier Alpine si distingue per un design raffinato e uno stile elegante. Dispone di un bar ristorante e di un’area lounge attrezzata con maxischermi e un sistema audio tecnologicamente avanzato, fornito da Devialet.

L’Atelier Alpina dispone anche di un punto vendita che permette di ordinare un’Alpine e personalizzarla in loco. Vi è anche l’opportunità anche di provare a guidare un’A110 in un simulatore. Il primo Alpine Workshop apre i battenti a Barcellona oggi 21 giugno, vicino alle Ramblas e alla famosa Plaça de Catalunya (C/ de la Diputació, 303), in occasione del Gran Premio di Spagna di Formula 1. I prossimi due lanci sono previsti a Parigi e Londra entro la fine del 2024.

Le Mans, echi da place de la République

Oggi place de la République è un posto caro anche a chi non abita a Le Mans perché è là che si svolgono le due giornate di verifiche tecniche e amministrative, note come pesage. Quante volte fotografi e giornalisti hanno percorso questa ampia piazza, macinando chilometri su chilometri dal venerdì mattina a sabato pomeriggio, prima della giornata test di domenica.

Come l’altra piazza popolare nella storia della 24 Ore, la place des Jacobins, la piazza della Repubblica ha subito notevoli trasformazioni nell’ultimo secolo. Non è che sia un luogo di grande valore architettonico, ma racconta alcune curiosità che forse non sono note a tutti.

Intanto, quella chiesa che compare sullo sfondo di ogni foto di gruppo fatte ai team dalla tribunetta nel paddock riservato ai media. Si tratta della Chapelle de la Visitation, costruita nel XVIII secolo, bell’esempio di stile Régence.

Veniamo poi a quello che c’era una volta e che ora non c’è più. Place de la République andò incontro a radicali cambiamenti tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70. Nel febbraio del 1970 il celebre monumento del generale Chanzy che commemorava la battaglia di Le Mans del gennaio 1871, venne spostato in place Washington.

Il parcheggio République è una mano santa – insieme a quello des Halles – per chi voglia assistere al pesage senza lasciare l’auto a distanze poco pratiche. Ebbene, quel parcheggio venne inaugurato l’11 giugno 1971, proprio alla vigilia della 24 Ore. Fu quella una profonda trasformazione della celebre piazza, che si accompagnò all’eliminazione o alla ricostruzione di diversi edifici che avevano rivestito un ruolo importante nella vita economica e sociale della città.

A sinistra, l’entrata per i pedoni del parcheggio di place de la République

Nel passato, guardando la chiesa, sulla sinistra si trovava il palazzo che ospitava l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) e la DAS, vale a dire la Défense Automobile et Sportive, entrambe le associazioni fondate da Georges Durand. L’immobile fu demolito e rimpiazzato da un altro, praticamente identico, che ospitò inizialmente la Galérie Bérangère. Nel periodo della costruzione del parcheggio vennero eliminati anche gli edifici della Banque Nationale de Paris e dell’emporio Hiret. Nei primi anni settanta, il palazzo accanto alla sede ACO/DAS era occupato dalla catena Mobilier de France – Courtin, dopo che negli anni della guerra vi era il caffè Gruber, frequentato dagli ufficiali tedeschi. Adiacente all’altro lato della facciata del palazzo dell’ACO/DAS vi era un cinema Pathé, che restò in piedi fino al 1979. Oggi al suo posto c’è il ristorante La Réserve, al cui interno si trovano ancora le colonne della hall del cinema.

Cambiamo lato. Accanto alla chiesa, la facciata del Crédit Lyonnais (oggi LCL) non è mutata molto nel corso dei decenni. Proseguendo ancora verso sinistra per chi guarda dal centro della piazza, oggi c’è un McDonald’s; in passato questo edificio era occupato dal Café du Commerce, prima di essere convertito nel negozio Le meuble pour tous, e poi in un punto vendita Soifilaine; ancora a sinistra vi è un curioso edificio d’ispirazione modernista conservatosi piuttosto bene, che oggi ospita la catena Monoprix. Questa struttura era stata aperta nel maggio 1936 per il primo negozio popolare, Printania, prima di diventare Prisunic, poi Prisu 2000 e infine Monoprix. Curiosamente, nel periodo di Prisu 2000, le finestre erano state nascoste da una facciata posticcia, oggi rimossa.

Nella storia della 24 Ore di Le Mans, place de la République non è forse il luogo di maggiore tradizione, ma è quello che in questi ultimi anni ha segnato alcuni dei più suggestivi momenti forti nell’attesa della gara.

Le Mans, nos années 1970, le temps des changements

Penso che chi ha a che fare con la 24 Ore di Le Mans – almeno dal punto di vista giornalistico – abbia il dovere di capire un minimo la città che ospita da oltre cent’anni questa gara; una classica città media della Francia profonda, che dal dopoguerra ad oggi ha vissuto stravolgimenti urbanistici difficili da riassumere in due righe.

Serge Bertin, nato a Le Mans nel 1941, è un ricercatore storico. Specializzato in etnologia, ha condotto studi sul territorio, e in periodi recenti ha pubblicato due volumi fotografici sull’evoluzione di Le Mans: il primo, uscito nel 2022, ripercorreva le trasformazioni e il carattere della città negli anni ’60.

Alla fine del 2023 è stato pubblicato il volume sugli anni ’70, significativamente sottotitolato “Le temps des changements”. Dopo l’euforia degli anni ’60 e delle folli ambizioni, venne anche per Le Mans il periodo del confronto con una realtà molto meno esaltante. Una doppia crisi energetica – nel 1973 e nel 1979 – mise in discussione un’idea di sviluppo continuo e nello stesso tempo, magari in maniera confusa, iniziarono ad affermarsi dei nuovi valori. Le menti più lucide videro in quel periodo il termine di un’epoca e la gestazione di una nuova. Le Mans non fece eccezione, vivendo il suo periodo di crisi, ossia di passaggio dal sogno di divenire un grande centro d’avanguardia all’esigenza pratica di restare una città “media”, con tutte le limitazioni e gli inevitabili compromessi.

Questo volume è una raccolta di foto, per lo più inedite, provenienti da diversi archivi cittadini e di zona, che testimoniano un decennio in cui alcune delle grandi opere progettate negli anni ’60 furono portate a compimento, ma in cui si dovette appunto rinunciare all’illusione dello sviluppo indefinito. La vita sociale non ne risentì, anzi, si arricchì di nuove istanze politiche e a volte ideologiche. La foto documentano non solo i grandi lavori di aggiornamento (place de la République, la zona di place des Jacobins…) ma anche la vita di tutti i giorni: il traffico, le manifestazioni, il trasporto pubblico, gli eventi – ce ne sono stati sempre tanti, a cominciare dai Quatre jours du Mans -, i mercati, il commercio, l’amministrazione.

Attraverso queste immagini, anche l’appassionato della gara potrà rendersi conto almeno in parte dello “spirito del tempo” che dominava in quegli anni. Per chi scrive, gli anni ’70 sono stati quelli della prima infanzia e certe suggestioni, spesso indescrivibili perché ancestrali, riemergono da questi scatti in bianco e nero, pieni di veicoli parcheggiati selvaggiamente (fu il periodo dell’ “auto reine”, come lo chiama Serge Bertin), di progresso senza elettronica, di insegne gigantesche, di parcheggi sotterranei e di grandi tangenziali. Saltano fuori reminiscenze della Journée de l’Enfance organizzata all’interno del parcheggio di place de la République, i bibliobus e le giornate di giochi del Centre Scolaire du Sud. Una Francia sociale, lontana da certe problematiche che agitavano l’Italia in quegli stessi anni, ma che col nostro paese aveva in comune la necessità di integrare le periferie urbane dove il disagio sociale assumeva forme non differenti rispetto a quello delle nostre città. Erano, queste, ancora le città alla Buzzati, dei grandi uffici nascosti dietro enormi finestroni – simbolo di tecnologia o tecnocrazia – in cui il modello di sviluppo anni ’50 e ’60 non reggeva più nei confronti di sfide che divenivano sempre più complesse e difficili da interpretare.

Credo che un volume come questo possa entrare di diritto nella biblioteca di ogni appassionato della 24 Ore perché pur non parlando praticamente mai della gara (una scelta voluta?) è uno strumento utilissimo se non indispensabile per capire il contesto economico e sociale in cui l’avvenimento che tanto amiamo riuscì a crescere ancora e a diventare ciò che è oggi, sfuggendo alle trappole di chi già all’epoca lo vedeva con scetticismo.

Serge Bertin, Le Mans nos années 1970 – Le temps des changements, edizioni L’Etrave, Igé 2023, ISBN 978-2-35992-094-9, pagg.168, copertina cartonata, € 29,50

Disponibile il kit della Lotus 95T di Tameo

E’ disponibile il nuovo kit Tameo (TMK446) della Lotus-Renault 95T che disputò il Gran Premio di Olanda nel 1984. Questa monoposto, guidata da Nigel Mansell e da Elio De Angelis, conquistò il terzo e quarto posto sul circuito olandese di Zandvoort.

La Lotus 95T si distingueva per le linee pulite e dall’aerodinamica sofisticata, progenitrice della vincente 97T schierata l’anno successivo.

Si tratta di un kit semplice ma molto dettagliato, pensato per i modellisti esperti ma anche per i neofiti. Essendo un modello della gamma TMK, due fogli di decals sono inclusi nel kit.

Borsa di Scambio a Novegro, 9 giugno 2024

Ringraziamo Bruno Libero Boracco per quest’ampia serie di foto relative alla borsa di scambio di Novegro, svoltasi lo scorso 9 giugno. Bruno ci ha inviato davvero tante immagini e per non sbagliare abbiamo scelto di… pubblicarle tutte.

Hobby Model Expo a Novegro, aperta la vendita dei biglietti on line

I biglietti di Hobby Model Expo (27-28-29 settembre) sono online al seguente link:
https://www.parcoesposizioninovegro.it/ticket/?mc_cid=b095d81148&mc_eid=7ad3f070c6

PREZZARIO

Giornaliero online: 8,70 euro + 1,30 euro (commissione di servizio)

Abbonamento 2 giorni online: 14,70 + 1,30 euro (commissione di servizio)

Giornaliero in cassa: 12 euro

Abbonamento 2 giorni in cassa: 20 euro

Ridotto: 7 euro (militari muniti di tesserino e disabili con invalidità tra 40% e 79%)

* Ingresso gratuito: ragazzi fino ai 18 anni non compiuti (che non hanno bisogno di un biglietto apposito) e disabili con invalidità tra 80% e 100%*
*I biglietti Ridotti e Gratuiti sono solo acquistabili in loco alla Biglietteria del Parco Esposizioni Novegro

Ferrari a Le Mans, storico bis per la 499P

Un anno dopo aver vinto l’edizione del Centenario, Ferrari ottiene un nuovo successo alla 24 Ore di Le Mans 2024, la gara endurance più famosa e blasonata al mondo, firmando un’impresa destinata a rimanere indelebile nella storia del motorsport.

A transitare per prima sotto la bandiera a scacchi, dopo aver completato 311 giri e raccogliendo l’applauso dei 329 mila spettatori che hanno assistito all’evento (record di sempre per la 24 Ore di La Mans), è la 499P numero 50 del team ufficiale Ferrari – AF Corse condotta al traguardo da Nicklas Nielsen, che ha condiviso la vettura con Miguel Molina e Antonio Fuoco.

Se la 499P numero 50 è stata la principale protagonista della 24 Ore, che ha condotto da leader per ben 72 giri, a completare una giornata destinata a rimanere nella memoria dei tifosi è la terza posizione al traguardo della Le Mans Hypercar “gemella”, la numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi – vincitori lo scorso anno sul circuito de La Sarthe – staccata di soli 36’’ rispetto ai compagni di squadra.

Squadra. Il risultato è stato il frutto di un lavoro di squadra impeccabile che ha permesso alle 499P ufficiali del Cavallino Rampante di rimanere in lotta per la leadership nell’intero arco della corsa, ottimizzando le prestazioni delle Hypercar e diversificando le strategie in particolare nella scelta degli pneumatici, nell’arco di una gara caratterizzata dalla pioggia che ha determinato quasi sette ore di Safety Car, in particolare nella notte.

Numeri. Per Il Cavallino Rampante si tratta dell’11esima vittoria assoluta nella classica maratona endurance francese, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta l’11 giugno 2023 con la 499P numero 51: i precedenti risalgono al 1949, 1954, 1958, e agli anni compresi tra il 1960 e il 1965. Nell’albo d’oro della Casa di Maranello a Le Mans figurano, inoltre, 29 successi di classe: le vittorie complessive, quindi, raggiungono quota 40.

Trionfando alla 92esima edizione della 24 Ore di Le Mans e al GP di Monaco di Formula 1, Ferrari è il primo costruttore a salire sul gradino più alto del podio di due delle più prestigiose gare al mondo, nel medesimo anno, dal 1934. Assieme alla 500 Miglia di Indianapolis, queste due manifestazioni sportive costituiscono la “Triple Crown of Motorsport”.

83. La gara, valida come quarto round del FIA WEC 2024, ha visto la 499P numero 83 del team AF Corse, al debutto questa stagione nel Mondiale endurance. La Hypercar in livrea Giallo Modena, affidata ai piloti ufficiali della Casa di Maranello Yifei Ye (che ha festeggiato il 24esimo compleanno nella giornata odierna) e Robert Shwartzman, insieme a Robert Kubica, è stata a lungo sotto i riflettori, avendo occupato la prima posizione per 83 giri complessivi, ma è stata costretta al ritiro dopo aver concluso 248 tornate.

Campionato. Con i 50 punti ottenuti per la vittoria Ferrari è ora seconda nella classifica iridata Costruttori, a 9 lunghezze da Porsche; nella graduatoria Piloti Fuoco-Molina-Nielsen sono secondi (a 9 punti dai leader), Pier Guidi-Calado-Giovinazzi sono sesti.

Nicklas Nielsen 499P #50: “Fantastico! È veramente un sogno che si sta realizzando. La vittoria sembrava molto difficile per una parte della gara, anche alla fine, quando abbiamo avuto un problema alla portiera. Ma poi tutto è andato per il meglio. Sono senza parole: sono molto orgoglioso di tutti. L’ultimo giro è stato lunghissimo, impossibile da immaginare, dove mi sono preoccupato di evitare qualsiasi rischio e di arrivare al traguardo il prima possibile. Dovevo solo gestire il vantaggio”.

Antonio Fuoco 499P #50: “Per tutto il weekend siamo stati perfetti quindi penso che questo successo sia meritato. È stata una lunga attesa dall’anno scorso, quindi avremo modo di gustarcela a fondo. Il risultato è ancora più bello perché siamo saliti sul podio insieme alla #51. L’atmosfera che si respira qui è sempre incredibile, a cominciare dal giorno delle prove, quando incontri i tifosi con la bandiera della Ferrari. Anche questi aspetti ti danno una motivazione in più per dare il massimo. Anche durante la gara, di notte, con la pioggia, è stato bello vedere che lungo la pista, sulle tribune c’era sempre tanto pubblico. È incredibile quanta passione si respira. Credo che non ci siano parole per spiegare questo momento”.

Miguel Molina 499P #50: “Abbiamo lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo. Da tanto tempo volevamo questa vittoria. Abbiamo capito che c’era la possibilità per lottare per il successo e abbiamo dato tutto. Sono davvero molto felice perché è il giorno più bello della mia carriera sportiva!”.

Alessandro Pier Guidi 499P #51: “Ancora una volta Ferrari è stata la vettura migliore a Le Mans. Ogni volta che siamo venuti qui abbiamo mostrato quanto sia straordinaria. Voglio congratularmi con i miei compagni di squadra: hanno svolto un lavoro straordinario. La nostra gara è stata difficile ma alla fine siamo riusciti a salire sul podio; quindi, è fantastico avere due Ferrari nei primi tre. Allo stesso modo è straordinario vincere per due anni di fila”.

James Calado 499P #51: “Sono estremamente felice per la Ferrari perché ha ottenuto un’altra vittoria a Le Mans, per il secondo anno consecutivo. È un grande risultato per la squadra. Sono molto orgoglioso di tutto il team e ovviamente dei ragazzi della #50: hanno meritato questo successo, in quanto sono stati performanti e concentrati durante tutta questa settimana. Dal nostro punto di vista, è stata una gara difficile. Comunque stiamo parlando di un podio e resta un ottimo risultato. Un primo e un terzo posto per Ferrari non sono un brutto modo per concludere una giornata a Le Mans”.

Antonio Giovinazzi 499P #51: “I complimenti più importanti devo rivolgerli a Ferrari per essere riuscita a vincere a Le Mans per due anni di seguito. Siamo una squadra fantastica che merita tutto quello che stiamo avendo in questo momento. Peccato per noi della 51 perché potevamo fare meglio, però va benissimo così: abbiamo conquistato ancora un altro podio dopo l’anno scorso. Salire su quel podio è sempre una sensazione bellissima, soprattutto dopo una gara così lunga e così difficile come questa, con il meteo e con la pioggia che continuavano a cambiare. Grazie a questo risultato abbiamo l’opportunità di tornare in lotta per il campionato, che in questo momento rappresenta la cosa più importante a cui pensare. E ora occhi puntati sulla prossima gara”.

John Elkann, Presidente Ferrari: “Il nostro primo e terzo posto a Le Mans sono la testimonianza di come il lavoro di squadra possa rendere possibili traguardi straordinari. Per questo desidero ringraziare tutti coloro che, durante queste durissime 24 ore, hanno dato prova di coraggio e di grande tenacia. Sono felice che, tra l’anno scorso e quest’anno, tutti i nostri piloti hanno vinto a Le Mans – e con loro tutta la Ferrari. Solo una squadra così unita e determinata poteva realizzare questo storico traguardo

Antonello Coletta, Global Head of Endurance e Corse Clienti: “Antonello Coletta, Global Head of Endurance e Corse Clienti: “Tornare a Le Mans e confermarci vincitori, ottenendo l’undicesimo successo assoluto nella storia del Cavallino Rampante, è qualcosa di straordinario, frutto di un grande lavoro di squadra che testimonia come la vittoria dello scorso anno non fosse affatto casuale. Finalmente al quarto appuntamento di una stagione 2024 dove, sinora, non eravamo riusciti a salire sul gradino più alto del podio siamo tornati alla vittoria nella prova più importante dell’anno: un risultato che ci riempie d’orgoglio. Voglio ringraziare e fare i complimenti a tutta la squadra, i piloti, e ogni persona che supporta questo progetto: ognuno di loro svolge un lavoro fondamentale, basato sulla competenza e la passione”.

Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: “Umiltà, passione e determinazione sono stati alla base di questa vittoria. Siamo arrivati a Le Mans sapendo di non avere la vettura in assoluto più competitiva, ma consapevoli di poterci giocare le nostre carte. Negli ultimi giorni, a partire dal Test Day, abbiamo dimostrato il valore di tutta la squadra, analizzando le criticità e trovando le soluzioni migliori per poter fare una buona gara. Negli ultimi mesi, nonostante non abbiamo utilizzato alcun joker, ci siamo concentrati sulla nostra 499P con l’obiettivo di poterla migliorare in ogni singolo aspetto. In gara, anche nei momenti più difficili, abbiamo affrontato ogni problematica con concentrazione e nella fase finale, quando era il momento di attaccare, abbiamo scelto di proseguire con le gomme medium, nonostante il rischio di pioggia, capitalizzando il potenziale della nostra 499P”.

Project Cars, una nuova gamma di OttOmobile

E’ stata annunciata nei giorni scorsi una nuova serie di modelli OttOmobile in scala 1:18. Come tutti sanno, il marchio francese è fortemente orientato sulle youngtimer sportive. Di recente sono stati riprodotti soggetti più moderni e perfino auto elettriche.

Ma c’è un genere di auto che i dirigenti di Otto apprezzano particolarmente e che hanno sempre desiderato inserire nella già vasta produzione: sono le vetture preparate su delle basi che restano nello stesso spirito della collezione tradizionale.

Volendo cercare un termine per definire questo tipo di veicolo, si potrebbe usare la parola tuning, ma questo – osserva il produttore – significherebbe banalizzarle. I responsabili di OttOmobile hanno quindi pensato a “Project cars”, perché effettivamente nella maggior parte dei casi non è solo questione di una semplice aggiunta di accessori ma una reale ridefinizione da parte del creatore, per tirar fuori un’auto più originale possibile.

Le uscite di questi modelli nella gamma OttOmobile non saranno regolari: sono previsti in media uno-due soggetti al mese, senza necessariamente conservare una continuità assoluta.

Le prime due referenze della serie Project Cars, prodotte in serie limitata a 3000 esemplari, saranno la Volkswagen Golf Mk.I GTI Voomeran bianca (OT1061) e la Mazda RX7 Khyzyl Saleem rossa (OT1062).

Piaceranno? Considerata la proverbiale raffinatezza di chi colleziona modelli in 1:18, non abbiamo alcun dubbio.