Novegro Borsa Scambio torna all’interno del Padiglione C del Parco Esposizioni Novegro nella giornata di domenica 4 giugno.
La manifestazione, che conta quattro appuntamenti all’anno sempre presso il polo fieristico di Segrate, presenta un’ampia varietà di giocattoli d’epoca per collezionisti.
Durante la fiera, nello specifico, si darà spazio a ogni tipologia di balocchi vintage senza tempo: giocattoli, bambole, miniature, action figure, modellismo (ferroviario, navale, militare, aereo e automodellismo), videogiochi, giochi da tavolo, mattoncini Lego e molto altro.
Dall’Italia e dall’Europa gli espositori propongono, scambiano e trovano rarità uniche. Il tutto con una media di circa 150 stand e circa 2000 visitatori per ogni edizione. I prodotti in vendita sono per tutte le tasche, sia per chi è alla ricerca del pezzo difficile da reperire sia per chi vuole semplicemente scoprire (o riscoprire) il suo passato tramite questi affascinanti e immarcescibili oggetti.
I cancelli apriranno alle 9.30 e chiuderanno alle 16.30.
Massimo Campi, autore del libro Ferrari le Gran Turismo da corsa appena uscito per i tipi di Giorgio Nada, sarà presente sabato 27 maggio dalle 17 alle 19 presso la Libreria dell’Automobile in Corso Venezia 45 a Milano per una sessione di firma copie. Ci auguriamo di occuparci presto di un volume che si preannuncia molto interessante, per la cui pubblicazione l’autore non ha dovuto tirare fuori un euro e non ha costretto gli editor a correggere errori di ortografia e di sintassi. Scusate la (breve) digressione ma in questi tempi di storici e biografi tra il mediocre e vanitoso sono già meriti non da poco. Ovviamente i pregi del volume non si fermano qui. Li scoprirete presto.
Fra ormai meno di dieci giorni il programma della 24 Ore di Le Mans inizierà con l’apertura al pubblico dell’esposizione del centenario al museo e poi con la tradizionale pesa nel centro della città. Qui di seguito ecco l’elenco degli appuntamenti fra martedì 6 giugno e domenica 11 giugno.
Siamo nell’epoca delle Sprint Race, sia per le due che per le quattro ruote, e non sono coinvolte solo MotoGP e Formula Uno, no, i Rally sono allo stesso livello – con le famose Power Stages – e la Superbike anche, con le Superpole Races.
L’Enduro è, tanto per cambiare, la stessa storia: prologhi notturni con ostacoli artificiali e punteggi-extra dati ai primi classificati di questi dubbi eventi mediatici.
Tutto deve essere estremizzato, spettacolarizzato, accelerato ma al contempo semplificato nelle dinamiche, fatto a misura di un mondo di rincoglioniti plasmati ad immagine e somiglianza di TikTok, impossibilitati a mantenere un livello di attenzione accettabile oltre i dodici secondi: si ricerca la “fiammata” di spettacolarità, per destare una soglia di attenzione narcotizzata da decenni di sonno della ragione.
Poi ci si lamenta della pericolosità di questi improbabili nuovi format, con la MotoGP che sembra un campo di Marte di zoppi e convalescenti e la F1 che è diventata un videogioco per ricchi figli di industriali.
Data l’aria che tira, che l’Endurance stia vivendo l’era d’oro che – contro ogni previsione e speranza – sta vivendo, ha del miracoloso.
Forse il livello e l’età dei fruitori di gare di durata e GT sono maggiori, o forse è solo che in tanti – troppi – non guardano le gare, limitandosi a seguirle sui social, quando capita di farlo o, meglio ancora, a giochi già esauriti.
Siamo sempre più usa e getta: mangiamo low-cost (e questo sul deficit d’attenzione ha le sue responsabilità) corriamo come dei matti per lavori usa e getta, per dei lavori stupidi – da impiegati di basso livello – per svolgere i quali ci viene inculcato un “agonismo” che nulla ha da invidiare a quella di un pilota, con contratti a breve termine, proprio come se fossimo degli sportivi.
Tutto si è così estremizzato da rendere la vita ordinaria ancora più alienante di quanto già non lo sia di suo, che è molto: è così che accanto a Marquez che fa il buffone e ne stende cinque o sei alla volta in MotoGP, in un “qualunque” ufficio abbiamo il quasi sessantenne prossimo alla pensione che si mette in competizione col trentenne neo-arrivato per paura che il giovane gli freghi la carriera che non ha mai fatto e non farà mai, manco fosse Hamilton che si trova in casa Russell: due teste di cazzo fatte e finite, sia il vecchio che si comporta così che il giovane, che non trova il coraggio di fare l’ombrello a tutti e di andare a fare il barbone.
La tristezza estrema di fare gli “squali da pozzanghera”, un male capitale della nostra società.
Ed energy drink, energy drink ovunque, come se piovesse, massima adrenalina nel minimo tempo…
L’indirizzo che viviamo – o subiamo – ce lo siamo voluto in una vita e mezza di porcherie auto-inflitte, dalla fiducia ossessivamente data a politicanti tele-imbonitori all’assuefazione mentale che ci siamo auto-inflitti con i social, sempre più minimalisti, sempre più soporiferi per l’intelligenza: siamo arrivati all’assurdo di uno YouTube in decadenza in quanto deputato alla condivisione di contenuti troppo lunghi ed articolati, con la sua Sprint Race (TikTok) in crescita esponenziale ed apparentemente sfrenata, il tutto passando per Instagram che è stato lo step intermedio.
Se l’ISIS ha seguito i Talebani, temo all’idea di cosa seguirà TikTok.
Temo l’idea di cosa seguirà le Sprint Race: probabilmente tra vent’anni faremo i campionati del mondo in prova unica, incentrati sulle partenze al semaforo.
Il Corriere della Sera ci ha spesso regalato titoli grotteschi. La malafede, la scarsa competenza travestita da professionalismo dell’informazione, mista alla volontà (o necessità) di manipolare l’opinione pubblica oltre il lecito genera a volte effetti comici o tragicomici.
E così, dopo l’acqua, le frane e il fango, arriva la Von der Leyen. Un raggio di sole, secondo la testata turbo-capitalista.
Oppure un preludio all’arrivo delle cavallette, della serie “piove sul bagnato” (è proprio il caso di dirlo)?
O magari a un’altra ondatella di Covid. Già da qualche giorno, del resto, titoletti più meno allarmanti a questo proposito stanno emergendo dalle pagine di rincalzo alla stessa andatura ostinata e decisa di un cavallo scosso al Palio di Siena.
L’immagine di apertura, scattata oggi pomeriggio, ritrae una parte dello scaffale librario di un supermercato Cora in una città qualsiasi della Francia, comunque abbastanza lontana da Le Mans. L’edizione del centenario sta riscuotendo interesse anche a livello generalista, e in ogni caso la 24 Ore costituisce un evento che anche chi non è appassionato conosce e commenta. In Italia la situazione è lontana anni luce, basta farsi un giro su Facebook per rendersene conto. Forse con l’arrivo della Ferrari in Hypercar la situazione è destinata in qualche modo a cambiare (leggermente) ma è meglio non farsi troppe illusioni. Sia come sia, è bello vedere come in Francia anche qualche addetto alle novità di un normalissimo supermercato – e non il responsabile di una libreria specializzata – si sia preso la briga di approntare un angolino simpatico, in onore della corsa del prossimo giugno. Corsa che sta contando l’uscita di diversi volumi, alcuni dei quali piuttosto interessanti, dei quali vi parleremo nei prossimi giorni. Intanto è in corso di preparazione anche il volume ufficiale (foto sotto), che sarà pubblicato nella prima settimana di giugno. A giudicare dalle anteprime e dai commenti di chi ci ha lavorato, il risultato rischia di essere abbastanza deludente, almeno per gli appassionati di documentazione, ma vedremo poi al momento dell’uscita.
Durante le giornate in ufficio capita – con più o meno frequenza – di cazzeggiare.
A tal proposito ci sono tre categorie di persone con opinioni ben distinte al riguardo: da una parte chi è d’accordo, nel mezzo chi lo conferma, e dall’altra chi mente sapendo benissimo di mentire.
A me non capita spessissimo (sigh!), però durante le pause caffè un occhio ai social lo butto, come chiunque altro nella nostra pazza et decadente società occidentale.
E – tanto per cambiare – un ennesimo indizio del livello di follia non tanto collettiva ma a livello di mentalità mi è arrivato velocissimo oggi pomeriggio: scorrendo la bacheca di Facebook, mi imbatto in una doppia foto di Harrison Ford nei panni di Indiana Jones, la prima datata 1981 e la seconda 2023, condite da dichiarazioni riguardanti la “voglia di riposo e pensione” dello stesso Ford, che parlava in prima persona prima ancora di dare voce al suo personaggio.
E ne ha ben donde, a quasi ottantuno primavere…
Perché tutto questo? Pensate alla storia del cinema se cinquanta o sessant’anni fa avessimo (avessero) ragionato come facciamo (fanno) oggi: al cinema darebbero Via col vento – Rossella, ventisettesimo capitolo del franchising, oppure Cabiria – la Vendetta di Fulvio Axilla, centonovesimo sequel dell’universo espanso dannunziano.
Non ci saremmo inventati niente, sguazzeremmo nell’humus in cui sguazzavamo novant’anni fa, esattamente come oggi sguazziamo nel vecchio fino a rasentare il ridicolo, con un ultra-ottantenne che interpreta uno dei ruoli d’azione per antonomasia.
Torniamo alle nostre amate auto? Tra remake di 500 proposte in ogni salsa e Maggiolini che sono già al secondo remake, abbiamo il rifacimento del VW T1 elettrico, rumors di future R5 Turbo elettriche (vi scongiuro no, sono disposto anche a pagare ma questo no, pietà!), la Honda che tossisce una citycar (elettrica) con tutte le sembianze della prima Civic del ’72, eccetera eccetera eccetera.
Viviamo in un mondo di rifacimenti spannometrici di macchine vecchie di cinquant’anni – se non di settanta – magari riproposte come inutili cassoni elettrici, a dare un po’ la “carica” di nuovo necessaria.
Pensate se la Fiat nel ’57 avesse ragionato così: avremmo avuto neanche il remake della Topolino, no, direttamente quello della Fiat Zero del 1899.
Il problema del mondo non sarà – forse – l’avere smesso di immaginare il futuro per crogiolarsi nel passato senza più rischiare del proprio?
Noi occidentali viviamo beandoci della nostra decadenza, in mezzo ai simboli delle nostre “glorie” passate: è decisamente un brutto modo di finire, del resto i segnali di una possibile inversione di rotta stentano a palesarsi.
Sinonimo di velocità a livello mondiale, grazie a un layout che alterna lunghi rettilinei a poche ma impegnative varianti, lo storico Autodromo Nazionale di Monza torna a ospitare le attività di F1 Clienti e Programma XX, che il 24 e 25 maggio si ritroveranno sulla pista che venne inaugurata nel 1922. A Monza si danno appuntamento alcune delle monoposto che hanno scritto pagine di storia nel Campionato del mondo di F1 e diverse hypercar non omologate per la circolazione stradale, “laboratori” di stile e tecnologia riservati alle sole attività non agonistiche tra i cordoli.
Nel quinto appuntamento dello speciale calendario stagionale, il secondo in Italia dopo la tappa di Imola, tra le tante vetture che scenderanno in pista spicca la F1-2000 di Michael Schumacher che proprio sul circuito di Monza vinse il Gran Premio d’Italia – il terzo sigillo del campione tedesco con il Cavallino Rampante al GP d’Italia –, in una fantastica stagione con 9 successi che permisero al pilota tedesco di vincere il campionato Mondiale. Il campionato del 2000 sarà ricordato soprattutto per i record: 170 punti, 10 vittorie e 10 pole position per la Scuderia Ferrari, che oltre al titolo Piloti porta a casa anche quello Costruttori, grazie anche all’apporto di Rubens Barrichello.
Sono 33 le supercar di Ferrari, sviluppate per le attività in pista ma non competitive, che daranno vita al Programma XX: una entry list numerosa che comprende quindici esemplari di FXX-K Evo, quattro FXX K, sei 599XX Evo, due 599XX, cinque FXX Evo e una FXX.
Oggi FIAT festeggia i 100 anni del Lingotto: è passato un secolo da quando il 22 maggio 1923 fu ufficialmente inaugurato il fondamentale impianto produttivo, che si affermò immediatamente come uno dei principali poli industriali italiani. Il famoso edificio ha ora una nuova vita e uno scopo, ma continua ad essere un motore di nuove idee e ispirazioni.
Per Fiat, il Lingotto è un luogo dove il passato incontra il futuro. Nei suoi primi giorni, la sua struttura iconica e le sue caratteristiche erano un manifesto che ha veramente lanciato la Fiat nel 20° secolo. Oggi è di nuovo un manifesto della rinnovata visione del marchio nel 21° secolo.
Nel video celebrativo “Shaping the Future” Olivier Francois, CEO Fiat e Stellantis Global CMO, coglie l’occasione per anticipare alcuni dettagli delle vetture che cominceranno ad affacciarsi sul mercato a partire dal 2024. Il tema “Lingotto Inspired” rende anche esplicito l’obiettivo di Fiat: ispirare il cambiamento e rendere accessibile a tutti un futuro sostenibile. Olivier Francois ha dichiarato: “In FIAT pensiamo che il Lingotto e la pista siano un punto di riferimento tale da meritare di diventare ‘design markers’. Le loro caratteristiche hanno ispirato i designer FIAT a tracciare le linee dei futuri modelli Fiat, dall’incredibile pista sul tetto, alla rampa – una rivoluzione negli anni ’20 – che è come un manifesto della nostra tradizionale leggerezza: meno materiale, più spazio, questa è la nostra visione dell’interior design che guarda avanti. La forma ovale della “Pista 500” ispira diversi nuovi segni distintivi per gli interni, mentre la facciata, con la leggerezza delle sue finestre, diventerà anche una firma distintiva dei futuri modelli. Non vedo l’ora di lanciare tra un anno questi modelli “ispirati al Lingotto” “.
Ginevra Elkann, presidente della Pinacoteca Agnelli ha dichiarato: “Oggi è un giorno speciale: il Lingotto è stato ufficialmente inaugurato dal mio bisnonno, esattamente 100 anni fa. È stato un momento di grande orgoglio: un enorme passo avanti per FIAT e per l’industria italiana in generale. Corbusier lo definì “uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto”. Il Lingotto è stato un’icona della produzione italiana, del rinnovamento e della trasformazione e, ancora oggi, è un motore di nuove idee. Negli anni ’80 eravamo alla ricerca di un nuovo scopo, così mio nonno decise di trasformarlo in quello che si vede oggi: negozi, uffici, hotel e la cultura sostenuta dalla missione artistica della Pinacoteca Agnelli. Recentemente rilanciata attraverso un nuovo ambizioso programma di mostre ed eventi, la Pinacoteca è diventata una nuova meta per un pubblico eterogeneo e giovane. Grazie al giardino pensile della Pista 500 con le sue spettacolari installazioni artistiche, a Casa 500 e al suo FIATCafé500, la Pinacoteca Agnelli è oggi uno dei musei più visitati della città.
L’edificio del Lingotto trova la sua nuova vocazione negli anni ’80 quando viene consegnato alla città di Torino e la collezione di Giovanni e Marella Agnelli ne diventa il nucleo simbolico.
Oggi l’apertura della Pista 500 riconnette il pubblico con l’identità originale di questo sito speciale, fondendo il passato con radici nuove.
La Pista 500 è il giardino pensile più grande d’Europa e Casa 500 – che accoglie i visitatori interessati all’icona Fiat, all’arte, all’architettura e alla natura – non è solo un museo: è l’inizio di un viaggio nel futuro. Sede originaria e simbolica della Fiat da un secolo, il Lingotto è in continua evoluzione e si adatta nel tempo.
In una cornice d’eccezione con 235 mila spettatori in tribuna Ferrari scrive una pagina di storia del motorsport vincendo per la prima volta la 24 Ore del Nürburgring, una delle corse endurance più blasonate al mondo, giunta alla 51ma edizione. Il risultato è stato firmato dalla 296 GT3 del team Frikadelli con la vettura affidata a David Pittard, Felipe Laser, Nick Catsburg ed Earl Bamber che hanno festeggiato il successo passando sotto la bandiera a scacchi dopo 162 giri, la distanza più lunga mai completata durante l’evento tedesco.
Il fine settimana perfetto è stato completato dal primo posto nella classe SP9 Pro Am firmato dalla 296 GT3 del team WTM by Rinaldi Racing.
Classe SP9 (GT3). Dopo la vittoria nella gara di qualifica nel mese di aprile, la 296 GT3 di Frikadelli Racing Team si è presentata al Nürburgring con l’ambizione di ottenere un risultato importante durante l’evento che ha visto al via ben 136 equipaggi, rinnovando la tradizione di una delle gare più partecipate e complicate a livello internazionale, impegnati sul tracciato di oltre 25 chilometri, che combina l’Anello Nord e la pista GP.
Sin dalla bandiera verde, sabato alle ore 16, la squadra ha mostrato di possedere le credenziali per lottare per la vittoria mantenendosi nelle prime posizioni. Sia le prestazioni in termini di velocità sia la costanza nel passo hanno permesso ai tedeschi Pittard e Laser, all’olandese Catsburg e al neozelandese Bamber di guadagnare presto la testa della corsa e di mantenere la leadership, occupando la prima posizione per la maggior parte della gara. Nell’unico momento delicato, nelle fasi iniziali quando la 296 GT3 a causa di una foratura ha riportato alcuni danni alla carrozzeria e all’estrattore posteriore, i tecnici sono riusciti a effettuare le riparazioni a tempo di record sfruttando le caratteristiche costruttive della vettura, rimanendo all’interno della finestra temporale del pit-stop per cambio gomme e rifornimento, senza quindi accumulare alcun ritardo.
51. ADAC TotalEnergies 24h Nürburgring 2023 – Foto: Gruppe C Photography
Nel finale l’ottima strategia del team tedesco ha permesso di anticipare il ventesimo pit-stop consentendo a Pittard, al volante nell’ultimo turno, di difendere il vantaggio sulla BMW di Dries Vanthoor, che ha concluso staccata di 41 secondi.
Classe SP9 Pro Am. Il fine settimana va in archivio con un altro successo per il Cavallino Rampante grazie al primo posto di classe ottenuto dalla 296 GT3 del team WTM by Rinaldi Racing, con la vettura numero 20 affidata all’equipaggio composto da professionisti e gentlemen formato da Leonard Weiss, Jochen Krumbach, Daniel Keilwitz e Indy Dontje (settimi assoluti alla bandiera a scacchi). Un’impresa resa ancor più preziosa dal fatto che la Ferrari con il numero 20 sulla livrea è stata in grado di registrare il miglior tempo assoluto in gara pari a 8’08’’006.
La terza Ferrari 296 GT3 iscritta alla gara nella categoria SP9 Pro Am, quella di Racing One, è giunta al traguardo in quindicesima posizione assoluta e quarti di classe Christian Kohlhaas, Stefan Aust, Luca Ludwig e Johannes Stengel.
51. ADAC TotalEnergies 24h Nürburgring 2023 – Foto: Gruppe C Photography
L’albo d’oro. La nuova 296 GT3 aveva debuttato nel mese di gennaio alla 24 Ore di Daytona, primo atto dell’Endurance Cup dell’IMSA SportsCar Championship 2023.
Il primo podio di classe (SP9 Pro Am) era stato registrato a marzo, sempre al Nürburgring dal team Frikadelli, con il secondo posto nel primo round dell’NLS. Ad aprile nel medesimo campionato il team Racing One aveva ottenuto la prima vittoria di classe (SP9 Pro Am), e nella gara di Qualifica lunga 4 ore Frikadelli aveva firmato il primo successo assoluto. I podi sinora registrati dalla 296 GT3 includono un terzo posto nel primo atto della Michelin Le Mans Cup, a Barcellona, con AF Corse; e un secondo gradino in classe GT3 Pro nel primo round del GT World Challenge America a New Orleans con Conquest Racing.
Antonello Coletta, Head of Attività Sportive GT: “Quella ottenuta dalla 296 GT3 oggi, alla 24 Ore del Nürburgring, è una vittoria storica, inseguita a lungo e che ci rende estremamente felici ed orgogliosi. Essere riusciti ad interrompere un’egemonia dei costruttori tedeschi che in questa gara durava da molti anni, in quello che è uno scenario competitivo di primissimo livello, è un’impresa davvero incredibile. Imporsi su questo che è riconosciuto come il tracciato più difficile del mondo, sicuramente tra i più completi ed impegnativi, ottenendo due vittorie e portando tutte e tre le vetture al traguardo dimostra come il progetto 296 GT3 sia solido e che, con un Balance of Performance non penalizzante, le prestazioni sono all’altezza delle aspettative. Abbiamo investito idee, innovazioni, soluzioni e uno sforzo ingegneristico senza pari su questa vettura, anche per permettere alle squadre rapidità di intervento in situazioni limite, come la gara di oggi ha evidenziato nel momento della foratura sulla vettura di testa. Vorrei fare i complimenti a Frikadelli Racing, che per anni ha inseguito questa vittoria e che oggi può festeggiare con merito un successo storico, così come a Rinaldi Racing, un team con una lunga militanza con Ferrari, per essersi imposto nella classe Pro Am regalandoci un weekend davvero memorabile”.