Tokoloshe: catalogo (s)ragionato di una produzione insolita

Testo e foto di David Tarallo

Parte 1/3

Fine anni novanta: Umberto Codolo, che diamo per scontato che tutti voi conosciate almeno per sentito dire, intrattiene rapporti commerciali e amichevoli col Sudafrica. Laggiù conosce commercianti, modellisti e collezionisti come Massimo Lupini, e fa anche parte della spedizione a Kyalami dove Raffaele Tampolli ottiene il successo finale nella classe SR2 della SportRacing World Cup con le sue eccellenti vetture motorizzate Alfa Romeo 3000. In Sudafrica, Codolo raccoglie sempre un sacco di documentazione, sia sulle varie gare a Kyalami, sia sulle auto di David Piper, che laggiù correva spesso e vi ha lasciato diverse tracce. Del resto, la produzione Remember degli anni novata già testimonia con buona evidenza questo interesse. Fra il materiale raccolto, vi sono le foto di un’Alfetta Gruppo 2 sponsorizzata Telefunken, che aveva gareggiato nel 1976 a Kyalami con Arnold Chatz, conosciutissimo rivenditore locale di Alfa Romeo e di altri marchi italiani. L’idea fu originale: prendere un Progetto K e farne una serie limitata. Con Petrucci, Codolo era ovviamente in ottimi rapporti. Il capannone della Pego sorgeva a Sesto Fiorentino, a pochi chilometri dal laboratorio di Codolo a San Mauro a Signa. Per la Pego, Umberto verniciava cassettate di modelli, della gamma dei diecast e anche in resina. Disegnate e ordinate le decals, l’Alfetta non venne fatta oggetto di particolari modifiche, eccezion fatta per i fari, sostituiti da articoli speciali del catalogo Remember. Il modello venne montato su una basetta grigia con teca in plexiglass di Progetto K e con una scatolina di cartone blu.

Non essendo un modello Remember, Codolo pensò a un nome nuovo: gli venne in mente il tokoloshe, un simpatico omiciattolo leggendario dalle caratteristiche anatomiche abbastanza particolari, di cui gli avevano raccontato in Sudafrica. L’Alfetta Telefunken sarebbe uscita sotto il nome di Tokoloshe e venne quindi disegnato anche un omino stilizzato, affiancato da una scritta di stile alquanto tribale. Il modello costava poco, piacque e quello che poteva sembrare il frutto strampalato di idee buttate lì in una serata birra e carbonara si sarebbe trasformato in un autentico fenomeno modellistico. Non fu né la prima né l’ultima volta, ma questo lo sapete.

Agli inizi degli anni duemila la situazione del mercato dell’1:43 stava evolvendosi rapidamente. Marchi come Minichamps offrivano prodotti ottimi a prezzi competitivi, mentre già realtà come Spark si affacciavano alla finestra, destinate a stravolgere in breve tempo gli equilibri in campo. L’idea di produrre modelli speciali low cost era già venuta a qualcuno ma probabilmente non poteva funzionare se portata a una scala industriale medio-grande, si veda il caso di Starter-Provence Moulage. Restando invece nel piccolo di un laboratorio di provincia, la cosa poteva funzionare. Riutilizzando il marchio Tokoloshe, Codolo iniziò a produrre 1:43 montati a basso prezzo, ovviamente in resina come d’abitudine. Il segreto? Ridurre i costi della filiera, risparmiare un po’ sulle confezioni (furono ancora utilizzate basi e vetrinette Progetto K) ma non transigere su caratteristiche che a prima vista “fanno il modello”, una su tutte la verniciatura, pratica in cui da sempre Codolo è maestro. “Tanti mi chiedono – diceva – come faccio a verniciare così. Semplice: mi concentro un attimo e inizio”. La finitura che riusciva a ottenere era talmente buona che non c’era bisogno di primer, almeno per i modelli in resina. Per tenere basso il prezzo finale si sarebbero scelti soggetti semplici, con poche decals e non troppe parti aggiuntive. Era il 2001 e la “vera” gamma Tokoloshe stava per esordire.

Nota: in questa serie di articoli proporremo preferibilmente foto “d’epoca”, scattate negli anni di commercializzazione dei modelli, scartando ove possibile foto degli stessi modelli in altre gamme, che potrebbero presentare modifiche o varianti.

TOK-01 Ferrari 212 Export Uovo GP Pescara 1952 Serena/Mancini: col numero di catalogo TOK-01 fu scelto un modello già visto nella gamma di Tron, la celebre “Uovo”. Fu un successo: il prezzo al pubblico era di sessantamila lire, quando uno speciale montato – magari di qualità inferiore – ne costava almeno il doppio se non il triplo. La ruote a raggi erano M4 e il grado di finitura davvero adeguato. In seguito, com’è accaduto praticamente con ogni Tokoloshe, il modello si è rivisto, magari aggiornato e migliorato anche nella gamma Remember. In tempi più recenti la Uovo è stata riproposta in varie altre versioni (Mille Miglia, Coppa della Toscana…) con ruote a raggi migliori e qualche altro dettaglio in più.

TOK-02 Ferrari 512BB/B Bellancauto Test Vallelunga 1984: nella gamma Tavarco di metà anni novanta era già presente questa versione, fatta insieme alle Ferrarelle di Le Mans e Imola 1984. La Imola era particolarmente rara, perché quasi tutti gli esemplari della serie erano stati montati in versione Le Mans. La versione test era qualcosa di ancora diverso, che poteva interessare chi era attento allo sviluppo aerodinamico dell’auto. Nella sua semplicità, il modello faceva la sua figura e la sua carriera non si concluse con passaggio nella gamma Tokoloshe, ma continuò nella linea Remember. E’ forse utile rimarcare come le scatole dei Tokoloshe erano fatte di un cartone beige a costoni, che ricordava un po’ i pantaloni di velluto. Le etichette erano gialle, così come il cartoncino sistemato all’interno.

TOK-03 Peugeot 203 Fourgonnette: chiaramente derivato dal modello AMR, il van 203 fu il terzo modello della gamma, offerto in diverse versioni più o meno fantasiose. Vi erano quelle scelte da Ruf stesso per i suoi modelli, ma furono aggiunte altre varianti simpatiche come la Coca Cola o la Charms, quest’ultima ottenuta ritagliando le decals di una Lancia Delta Integrale da rally. Sparito poi per diverso tempo, il Peugeot van è riapparso verso il 2015 in svariate edizioni limitate con livree varie, commercializzate dal marchio Sebring1971. Lo stampo del modello è stato via via modificato in qualche piccolo dettaglio esterno. Della 203 Fourgonnette è stata realizzata anche una versione “new vintage”, sempre in resina ma senza interni, senza vetri e con cerchi in alluminio tornito. Il nome della gamma? Pinky Toys!

TOK-04 Fiat 128 Gr.2 Assetto Corsa: il modello riproduce una generica 128 da corsa con parafanghi allargati e interni racing, con tanto di rollbar. La versione base era rossa con i bolli portanumero bianci e le scritte Fiat, ma ne furono prodotte altre in colori diversi, anche con teca grande (quella normale) e scatola Remember. Venduta anche in kit, la 128 Gr.2 è servita poi da base per delle versioni storicamente esatte, come le Filipinetti del Campionato Turismo e delle cronoscalate, modelli comunque piuttosto rari perché prodotti solo occasionalmente e in piccolissime quantità.

TOK-05 Porsche 917/20 Prove Le Mans 1971 #20: il maialino prima del maialino. Questo fu un modello da subito molto richiesto, dato che in pochi (forse nessuno all’epoca) si erano messi a fare la versione bianca dei test. Successivamente passato nella gamma Remember, il modello è stato venduto anche in kit, come quasi tutti i Tokoloshe. Di recente è stata realizzata una versione rosa con i bolli portanumero bianchi ma senza le strisce e le scritte del Pink Pig. Una versione – diciamo così – intermedia.

TOK-06 Volkswagen Beetle Pick Up: a Umberto piacciono molto stranezze come questa. E’ attratto dalla 600 Multipla Abarth, dalle Ape Car che si vedono in certi video su YouTube e dalle 500 con motore Honda 2000. Questa Beetle Pick Up nella gamma Tokoloshe ci sta proprio bene. Ripresa di tanto in tanto con altre decorazioni (Coca Cola, Red Bull ecc.), simpatica anche come semplice soprammobile.

TOK-07 Porsche 911 Carrera RSR Turbo Daytona 1977 #00: Torniamo su temi di più ampio interesse. Un modello non semplice da realizzare, con una finitura multicolore. Versione già abbastanza conosciuta, a quel prezzo era comunque difficile non acquistarla. Curiosità, lo spoiler anteriore era lasciato grezzo ed ha quindi il colore della resina chiara e direi che l’effetto è molto realistico. Un’altra versione, la Vasek Polak di Mid-Ohio 1977, non entrò nella gamma Tokoloshe ma nella No Name, di cui ci occuperemo forse in futuro. No Name è l’alter ego di Tokoloshe, sempre rigorosamente low cost. Intorno al 2009 la Carrera RSR fu poi realizzata in varie versioni Martini (Le Mans, Spa, Brands Hatch, Nuerburgring, Watkins Glen) come Remember.

TOK-08 Ferrari 250 GTO 3223GT Ginevra 1962: Celebre versione presentazione. Codolo è il re della GTO e una di queste vetture non poteva mancare nella gamma Tokoloshe. In realtà fino a quel periodo (siamo intorno al 2002), Remember aveva prodotto la GTO solo col cofano apribile e riproduzione del motore. Modelli di alta gamma, molto ambiti, montati da collaboratori di Umberto quali Mario Carafa fin dai primi anni 90. Nella serie Tokoloshe sarebbero apparse altre GTO ma siccome l’appetito vien mangiando, si pensò bene di realizzare in versione chiusa un po’ tutte le vetture uscite negli anni precedenti con cofano apribile nella gamma Remember. Ne vennero quindi fuori a decine, con ogni tipologia di etichetta e confezione, finché non si decise di farle confluire nella serie Remember per semplificare in po’ le cose. Ricordo, dopo il moltiplicarsi di queste uscite, di alcuni collezionsti che chiedevano a Umberto se erano disponibili “le GTO Tokoloshe di tutti i colori”. La GTO chiusa ha poi avuto una lunghissima vita, riapparendo anche con i marchi facenti capo a MG Model e poi nuovamente come Remember o R-Models. Giusto per confondere un po’ le idee!

TOK-09 Ferrari 250 GTO 3757GT Nick Mason: Il telaio 3757GT terzo a Le Mans nel 1962 e acquistato dal batterista dei Pink Floyd nel 1978. Ideale per chi voglia un modello semplice, quasi archetipico, della GTO.

TOK-10 Ferrari 250 LM NART Le Mans 1965 #21: La vincente di Le Mans ’65 con Gregory e Rindt. Nella gamma Remember erano già apparse svariate versioni della 250 LM ma non questa. I cerchi erano quelli di M4, non quelli lusso montati sui Remember anni novanta. In seguito il modello, con cerchi tipo W15, è riapparso nella gamma Remember, così come la 250LM delle prove di Le Mans 1964 di cui ci occuperemo in seguito.

Siamo arrivati circa al 2002. Spark è ormai una realtà abbastanza conosciuta, anche se il pallino del gioco, nell’ambito dei modelli industriali, lo tiene ancora in mano Minichamps con i suoi diecast. In questo periodo molti artigiani chiudono, mentre altri tentano nuove strade, come scale diverse. Riparleremo anche di coloro che, magari spinti dall’esempio di Tokoloshe, tentarono la strada dello speciale low cost. Nella seconda parte ci occuperemo dei numeri di catalogo dal TOK-11 al TOK-20, mentre nella terza parte saranno censiti i modelli dal TOK-21 al TOK-27.

Link alla seconda parte della storia: https://pitlaneitalia.com/2023/02/19/tokoloshe-catalogo-sragionato-di-una-produzione-insolita-2/

Link alla terza parte: https://pitlaneitalia.com/2023/02/19/tokoloshe-catalogo-sragionato-di-una-produzione-insolita-3/

In distribuzione l’Alfa Romeo Giulia TI Super di Norev

Per febbraio Norev ha in serbo una buona quantità di novità abbastanza succose, fra cui la Giulia TI Super in 1:18 (art. 187970). E’ un modello in zamak senza parti apribili, ne vedete qui un paio d’immagini ufficiali. Tutte le novità Norev di questi giorni sono visibili al seguente link: https://www.norev.com/fr/3326-nouveautes?utm_source=Norev&utm_campaign=68f2a95320-EMAIL_CAMPAIGN_2023_02_17_10_00&utm_medium=email&utm_term=0_-68f2a95320-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&mc_cid=68f2a95320&mc_eid=389b9eec96

Il motore e il cambio della Ferrari Daytona SP3 in scala 1:4

Amalgam ha appena presentato una riproduzione in 1:4 del motore e cambio della Ferrari Daytona SP3. Ogni più piccolo particolare del propulsore tipo F140HC, il V12 da 6496cc capace di 840cv che equipaggia questa vettura esclusiva, presentata in occasione delle Finali Mondiali Ferrari al Mugello nell’autunno del 2021. La progettazione del modello ha richiesto circa 3500 ore di sviluppo e circa 325 ore di elaborazione degli stampi. Questa riproduzione, in serie limitata a 599 esemplari, ha un costo di € 13.495.

Ford RS200 Gr.B Rally Svezia 1986

Dagli anni settanta della Peugeot 504 Coupé agli anni ottanta della Ford RS200. Secondo articolo ricevuto oggi da Marco Nolasco, che cogliamo l’occasione per ringraziare.

Foto e testo di Marco Nolasco

“Il secondo modello è la Ford RS 200 della Rally Collection DeA, immagino di derivazione Ixo. L’ uscita è la n. 41 del 2005. Riproduce la più bella, ma non certo la più competitiva tra le Gr. B da rally nella versione giunta terza al Rally di Svezia del 1986 con Kalle Grundel e Benny Melander. Anche qui vernice originale e aggiunta di dettagli e pennellate qua e là. Anche in questo caso la foto dell’originale è di Carmodel”.

Peugeot 504 Coupé Bandama 1978 di Solido

Testo e foto di Marco Nolasco

Marco Nolasco ci invia foto e descrizione di un paio di interessanti elaborazioni. Iniziamo con la Peugeot 504 Coupé di Solido.

“Ti mando un paio di lavoretti semplici che potrebbero entrare nella categoria dell ‘easy modeling’ di cui si è parlato recentemente su PLIT.

Incomincio con un immancabile Solido, la Peugeot 504 coupé V6 che vinse il Bandama del 1978 con Jean-Pierre Nicolas e Michel Gamet. E’ il n. 1055 di catalogo ed uscì nel 1980. Ricordo che i Solido di quel periodo non erano importati in Italia. Perfino Paolo Tron aveva difficoltà a procurarmeli, in particolare questa Peugeot. Se vai in Francia e la trovi, mi disse, non fartela scappare. Andò proprio così, la trovai a Briançon, ma dovetti aspettare il marzo del 1983. 

L’intervento si limitò ad aggiungere qualche pennellata e qualche dettaglio qua e là, soprattutto nel gruppo fari anteriore. Lasciai la vernice originale. La foto dell’originale proviene da Carmodel”.

Nota di David: questi “nuovi Solido” erano effettivamente delle rarae aves in Italia. La loro ottima qualità eccitava gli appetiti dei collezionisti nostrani, ai quali non rimanevano che viaggi in auto o in treno alla volta del confine francese. Alla 504 Coupé è legato anche un mio personale ricordo: il modello me lo procurai nel luglio del 1981 in un viaggio in Svizzera coi miei. Nello stesso negozio, credo fosse il Franz Carl Weber di Lucerna, trovai anche la VW Scirocco Gr.2, la Porsche 935 e la Toyota Celica. Vedere tutti quei nuovi modelli con le caratteristiche tipiche dei Solido faceva all’epoca un bell’effetto. Sembrava di scoprire qualcosa di eccezionale. Sempre in Svizzera, ma un anno o due dopo, trovai la R5 Turbo di Saby Top43 ma questa è un’altra storia.

Le date 2024 di Rétromobile

Quella del 2023 è stata a detta di molti una delle più belle edizioni di Rétromobile. Non meno di 125.000 visitatori hanno risposto alla chiamata, scoprendo oltre 1000 veicoli, 500 espositori – fra cui 12 costruttori ufficiali – oltre a numerose esposizioni tematiche e una vendita all’asta destinata a lasciare il segno. La 48ma edizione si svolgerà dal 31 gennaio al 4 febbraio 2024.

BMW 3.0 CSL: un progetto speciale per i cinquant’anni di BMW Motorsport

Per celebrare il suo 50° compleanno, BMW M GmbH ha preparato la 3.0 CSL. Il concetto e il design di questo modello speciale, presentato nell'anno dell'anniversario 2022, rende omaggio alla leggendaria "Batmobile", la storica BMW 3.0 CSL, primo modello autonomo della BMW M GmbH. Cinquant’anni dopo, nella primavera del 2023, l'esclusiva reinterpretazione di questo classico sarà costruita presso lo stabilimento del BMW Group di Dingolfing.
La sede nella Bassa Baviera mette così in mostra la sua esperienza nella costruzione di veicoli esclusivi di piccole serie e BMW M. La BMW M4 Coupé e Cabrio, la BMW M5 e la BMW M8 Coupé, Cabrio e Gran Coupé escono già da queste linee di produzione. Includendo i modelli M Performance, la produzione di veicoli M ha raggiunto circa 50.000 unità solo nel 2022.
Sebbene la 3.0 CSL sia basata sulla BMW M4 CSL, la vettura viene modificata a Dingolfing, lo stesso sito in cui viene prodotta la carrozzeria della M4 GT4. I passaruota vengono allargati utilizzando speciali processi di bordatura e saldatura e vengono preparati per il montaggio.
La carrozzeria passa quindi attraverso il normale processo di produzione standard del reparto verniciatura. Nelle postazioni di lavoro dedicate, gli specialisti della finitura applicano manualmente la livrea specifica 3.0 CSL con le tre strisce colorate M. Parallelamente, vengono montate parti speciali, come i pannelli laterali anteriori e i paraurti, il cofano e il tetto in fibra di carbonio, che ricevono una verniciatura speciale nella sezione esterna del vicino stabilimento di componenti di BMW Group a Landshut.
La BMW 3.0 CSL viene assemblata in un'officina artigianale appositamente allestita a Moosthenning, un sito esterno gestito dallo stabilimento BMW Group di Dingolfing. Qui, il veicolo viene montato in più fasi da un team di trenta esperti. Gli speciali elementi interni sono realizzati individualmente nei laboratori di Garching e Dingolfing. Il processo di assemblaggio di un'auto richiede quasi due settimane. Ci sono in totale otto cicli di montaggio principali, ciascuno della durata di un giorno lavorativo. Alla fine del processo, la caratteristica sezione posteriore e le altre parti esterne vengono assemblate in un laboratorio separato.
Una volta completati i lavori a Moosthenning, il veicolo torna al "grande" stabilimento automobilistico di Dingolfing, dove viene inizialmente sottoposto a test standardizzati approfonditi, ad esempio su banchi di prova a rulli o banchi dinamometrici. Ciascuno degli esemplari viene quindi sottoposto a un’ulteriore ispezione finale con un programma di guida sulla pista di prova dello stabilimento.
Infine, il veicolo viene preparato per il cliente e può essere portato al BMW Welt di Monaco per una consegna personale.

Dal 17 al 19 febbraio la Mostra Scambio di Auto, Moto e Ciclo d’Epoca a Novegro

La Mostra Scambio di Auto, Moto e Ciclo d’Epoca a Novegro è tra le più importanti rassegne nazionali dedicate al mondo del due e delle quattro ruote. Due volte all’anno espositori provenienti dall’Italia e da gran parte degli stati europei si ritrovano a Novegro per dar vita a un grande mercato che, in termini di estensione, ha davvero pochi rivali. La manifestazione si sviluppa all’interno di tutta la superficie utilizzabile del quartiere fieristico, contando più di 50.000 mq di spazio espositivo. Per ogni categoria (auto, moto o ciclo) è possibile approfondirne ogni dettaglio e particolare, avendo la possibilità di vedere oggetti unici e originali.

Da oggi a domenica 19 febbraio si svolgerà la prima edizione del 2023. Qui di seguito potete scaricare la lista in pdf dei partecipanti.

La biglietteria online è chiusa dalle 21 di giovedì 16 febbraio. In ogni caso, sarà sempre possibile acquistare i ticket anche direttamente in fiera. Per maggiori informazioni: https://parcoesposizioninovegro.it/fiere/mostra-scambio-3/?mc_cid=d3df471325&mc_eid=7ad3f070c6

Alcuni record di Collectoys

di David Tarallo. Foto Collectoys

Si sente spesso dire che quella degli obsoleti è una bolla destinata a terminare, che i valori sono puramente fittizi, che tanti dei collezionisti di quei modelli credono di avere dei tesori e che invece bla bla bla, in un vano cianciare che fa puntualmente rimpiangere l’aurea discrezione del silenzio. Il discorso è molto più complesso e riguarda, come sovente accade, l’élite del prodotto. E’ vero che la maggior parte dei modelli obsoleti, prodotti in centinaia di migliaia di pezzi e quasi tutti privati delle loro confezioni, finisce in vendita per pochi euro nelle cassette della frutta di speculatori più o meno grossolani. Ma è anche vero che esiste una fascia di collezionismo e di vendita che funziona con le stesse logiche di un qualsiasi altro mercato d’antiquariato. Per questa fascia i soliti, frusti discorsi sulle generazioni che non collezionano più, sulla fine prossima di questo tipo di mondo non valgono, e assumono prospettive del tutto diverse. In passato su PLIT abbiamo invitato chi voglia disfarsi di collezioni di modelli obsoleti a stare parecchio attento su cosa vende e a chi. Se vostro padre o vostro nonno erano collezionisti seri (seri, non accumulatori di paccottiglia) di questo genere di modelli e se a voi ormai interessano solo i monopattini elettrici e non vedete l’ora di sbaraccare tutto per acquistare l’ultima versione con l’ABS e l’ASR, forse è il momento di affidarvi a qualcuno che possa seriamente valutare la collezione nelle vostre mani. Magari davvero sarà piena di Dinky sbrecciati che valgono cinque euro l’uno ma se per caso il vostro avo era un raffinato esteta e ricercatore della rarità – e non è detto che lo sappiate – conviene nel dubbio farsi valutare i lotti da qualcuno che non abbia come obiettivo primario quello di impacchettare tutto in due balletti e di liquidarvi con un tozzo di pane. Scriviamo queste note nella speranza di poter un giorno essere utili a qualche ignaro erede che capiti su PLIT facendo una ricerca su Google. In altra sede abbiamo già dato alcuni suggerimenti su come muoversi per vendere bene una collezione di obsoleti. Se poi siete disperati o magari dovete pagare domani mattina il pizzo alla mafia e avete cinque ore di tempo per trovare i soldi, allora è un altro discorso, telefonate pure a chi di dovere, il quale vi spennerà ben bene e attiverà tutto il suo circo per fare degna festa agli amati modelli del vostro antenato. In quei casi meglio essere spennato (legalmente) da un furbastro che essere fatto fuori (illegalmente) dagli scagnozzi di Totò Riina. Detto questo, giusto per curiosità, avevo pensato di passare in breve rassegna alcune cifre da record spuntate negli anni in occasione delle aste di Collectoys (https://www.collectoys.fr/), uno dei maggiori specialisti europei. Ben pochi avranno in soffitta o in cantina pezzi di questo tipo ma non si sa mai.

Dicevamo dei risultati delle aste di Collectoys. Vi proponiamo una selezione di modelli famosissimi e di altri meno conosciuti, tutti di produzione Dinky, che hanno ottenuto risultati fuori dal comune. Iniziamo con un classico britannico, il Delivery Van Bentalls Kingston on Thames, versione promozionale di tipo 2 prodotta nel 1939. Proveniente dalla collezione Hemley, è uno dei due-tre pezzi conosciuti al mondo. Venduto nel dicembre 2005 a 14.000 euro.

Modello più recente e francese, la Peugeot 403 Familiale (24F) rossa, serie limitata a un centinaio di esemplari, prodotta per la visita del Club Dinky Toys di Lione agli stabilimenti Meccano a Bobigny il 31 marzo 1958, completa del menu del pranzo in cartoncino. Asta del dicembre 2019, € 16.000 finali.

Dinky Toys France 24S, Simca 8 Sport, versione in rosso scuro con parabrezza spesso e cerchi cromati, interni crema. Questo colore è stato reperito solo in due o tre collezioni, ed è quello della Chrysler New Yorker prodotta fra il 1956 e il 1959. Questo modello dovrebbe appartenere a una piccola serie commercializzata prima del definitivo accantonamento dello stampo nel 1959. Dicembre 2015, € 20.000.

Un oggetto semi-mitico (altro che santo Graal degli sparkofili), la Simca 1500 Break Police di Dinky France, n° 507P. Questo modello è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari e venduto fuori dai canali commerciali ufficiali, con la scatola della 1500 Break civile (non è mai esistita una scatola specifica per la versione Polizia). Il modello ha il girofaro e le decals della DS Police e l’antenna in plastica. Esistono due varianti, una con l’antenna centrale, l’altra con l’antenna laterale. Febbraio 1999, € 9605. Siamo un po’ lontani nel tempo ma la particolarità del modello meritava la citazione.

Dinky France 544, Simca Aronde P60, cerchi concavi, crema con tetto rosso. E’ probabilmente il Dinky France di serie più raro. Dicembre 2014, € 11.000.

Dinky Toys France, 1414, Renault 8S color mostarda, senza pilota. Si tratta forse di una piccola serie commercializzata da Meccano nello stesso stile della Simca 1500 Break Police. Novembre 2015, € 11.000.

Altra asta ormai datata, Dinky France 24ZT Simca Versailles Taxi, rossa con tetto nero. Provvista di scatola con doppio numero che era venduta insieme al modello classico. Si tratta della primissima versione, raffigurata nel catalogo 1959, senza vetri e con il fondino recante la dicitura “Simca Versailles” e il numero 24Z. Sebbene la serie ufficiale fosse composta da modelli neri con tetto rosso, ne fu commercializzato un piccolo numero in rosso con tetto nero, di cui restano oggi solo due o tre esemplari. Questo è l’unico in condizioni perfette. Dicembre 1999, € 10.672.

Dinky France, 24E, Renault Dauphine primo stampo, color grigio chiaro. Esemplare pre-serie con interno del tetto liscio, griglie di aerazione più spaziate, senza indicatori di direzione sul tetto e scudetto del cofano piazzato in modo diverso rispetto alla versione conosciuta. E’ il solo esemplare attestato di questo tipo di stampo. Febbraio 2020, € 9500.

Dinky France, 24R, Peugeot 203 vetro grande, verde chiaro, serie limitata prodotta da Meccano per la visita degli stabilimenti di Bobigny del Club Dinky Toys Paris. Fu anche data come premio di un concorso dal titolo Êtes-vous observateurs ? organizzato dal Meccano Magazine nel 1959. Giugno 2015, € 13.000. Un esemplare simile venne venduto ancora da Collectoys nel dicembre 2000 per € 11.129 (nella foto di apertura).

Dinky Toys France, 24B, Peugeot 403, modello pre-serie in legno. Proveniente da una collezione privata, il suo proprietario l’ottenne direttamente a Bobigny prima della chiusura della filiale francese. Questo progetto del 1955, in legno dipinto (nero e argento), ha gli assi e i cerchi del modello definitivo e gli pneumatici bianchi. Novembre 2016, € 10.500.

Rassegna stampa: Automobilsport n.35

Automobilsport, edito in Germania da Sportfahrer Verlag e disponibile in inglese e in tedesco, è da alcuni anni una delle realtà più interessanti del panorama editoriale specializzato in storia dell’automobilismo. Con le sue densissime 144 pagine, la rivista propone numeri monografici, sempre di alto interesse. Il primo numero del 2023, il 35° della serie, è dedicato alla stagione 1992 del DTM, l’ultima disputata con le vetture di Gruppo A, e che vide la serrata battaglia fra Audi, BMW e Mercedes, prima dell’arrivo, nel 1993, della nuova regolamentazione FIA Classe 1. Viene riassunta con dovizia di particolari tecnici e sportivi l’intero campionato, con resoconti e interviste, come quella in cui Ulrich Baretzky, ingegnere motorista dell’Audi fino al 2020, rievoca la querelle sull’albero motore a 180° montato sull’Audi V8, che portò al ritiro della casa di Ingolstadt nel bel mezzo della stagione. Sul DTM 1992 vengono intervistati anche Klaus Ludwig, Günther Warthofer (boss dello Zakspeed BMW Junior Team dal 1987), Johnny Cecotto, Steve Soper e Leopold von Bayern. Fra gli argomenti esterni al tema monografico, la prima parte di una lunga intervista con Eddie Cheever (la seconda verrà pubblicata nel prossimo numero) o, nella rubrica fissa “Back on track”, il restauro e il ritorno in pista della Brun C91-001 Gruppo C del 1989.