Porsche 917: una serie speciale montata da Denis Carrara

Denis Carrara riserva una parte della propria attività al montaggio di kit di altre marche, che vengono fatti oggetto di serie speciali, contraddistinti da un numero progressivo di serie e dall’anno di realizzazione. Nel dicembre del 2022, Denis ha completato otto modelli a partire da kit Fast by Ciemme43 (resina, scala 1:43).

Come d’abitudine per questa tipologia di montaggio, sono stati aggiunti molti dettagli come ganci, rivetti, particolari dell’abitacolo, decals supplementari (ad esempio i filetti sulle gomme, di provenienza Tameo), e così via, dopo aver raccolto una documentazione soddisfacente.

Le Porsche 917 sembrano tutte uguali tra loro e invece nascondono non poche insidie per chi voglia avvicinarsi alla fedeltà storica. Grande cura è stata riservata alle simmetrie, agli assetti e a vari adattamenti per impedire alcuni antiestetici effetti come indesiderati passaggi di luce attraverso varie parti, che inizialmente non chiudevano perfettamente. Da notare la verniciatura in giallo trasparente di alcune superfici vetrate che lo richiedevano (vetri laterali e posteriori), cosa spesso trascurata da modellisti e case di produzione.

In questa pagine vi proponiamo una corposa gallery dei lavori di assemblaggio e dei risultati finali. In totale sono otto modelli per sette versioni: 1000km di Zeltweg 1969 #29 Siffert/Ahrens, 1000km di Spa 1969 #31 Mitter/Schütz, 9h Kyalami 1969 #9 Piper/Attwood, 6h Watkins Glen #35 Larrousse/Van Lennep, Can-Am Watkins Glen 1971 #91 Attwood, Gulf Presentazione 1969 e Prove Le Mans 1969 #46. I modelli hanno già raggiunto da giorni le case dei loro proprietari, che siamo sicuri che siano stati più che felici di aggiungere alla collezione dei pezzi che hanno richiesto parecchie ore supplementari di lavoro rispetto ad un montaggio standard.

Comincia il 2023 della Ferrari Driver Academy

Due volti nuovi e sei allievi confermati dalla scorsa stagione: i talenti della Ferrari Driver Academy si sono radunati questa mattina nel quartier generale di Maranello per cominciare i lavori di un’annata che si preannuncia particolarmente intensa, dato che sette piloti su otto saranno all’esordio in una nuova categoria.

Ad accoglierli il Direttore di FDA, Marco Matassa, insieme al Team Principal della Scuderia, Frederic Vasseur, e al Racing Director, Laurent Mekies. Mancava all’appello Maya Weug, impegnata a Davos nella Equality Lounge dell’associazione The Female Quotient a discutere del tema “Driving Equality Forward with the Women Leading in Motorsport” (che tratta di come le donne stanno portando avanti il concetto di equità all’interno del mondo dell’automobilismo). Due le matricole: il finlandese Tuukka Taponen – vincitore delle FDA Scouting World Finals e fresco di esordio in Formula 4 UAE con due podi in tre gare – e Aurelia Nobels, brasiliana, vincitrice dell’edizione 2022 del programma FIA “Girls on Track – Rising Stars”, destinata a gareggiare in Formula 4.

Durante la settimana di inizio anno i ragazzi affronteranno il tradizionale Camp, fatto di quattro impegnative giornate che prevedono lezioni di varie materie nonché alcuni test psicofisici, parecchia attività sportiva e un giorno di karting sulla pista di Franciacorta insieme a Tony Kart, storico partner di Maranello per il programma dedicato ai giovani. Nel corso dell’anno, FDA seguirà in maniera personalizzata ciascuno dei ragazzi, con supporto, in pista e fuori, e attività specifiche pensate anche in funzione del grado di esperienza e del tipo di categoria nella quale saranno coinvolti.

I piloti della Ferrari Driver Academy saranno impegnati in quattro diverse categorie. In Formula 2 troveremo Oliver Bearman e Arthur Leclerc, entrambi provenienti dalla Formula 3. I due nel 2022 hanno percorso traiettorie simili, ottenendo una vittoria ciascuno e rimanendo in corsa per il titolo fino alle ultime fasi della stagione. Il giovane inglese, classe 2005, si è piazzato terzo e continuerà la propria avventura con il team Prema, mentre il monegasco nato nel 2001 sarà in gara con i colori della DAMS.

Dino Beganovic lo scorso anno ha dominato il campionato europeo di Formula Regional ed è naturale per lui effettuare il salto di categoria e salire dunque in Formula 3. Lo svedese classe 2004, che ha vinto quattro gare nel 2022, rimarrà nelle file del team Prema ed è pronto a lottare fin da subito per la conquista del massimo obiettivo.

Il campionato europeo di Formula Regional lo scorso anno è stato quindi terreno di conquista per la Ferrari Driver Academy, e anche nel 2023 saranno due piloti molto veloci a rappresentare la Casa di Maranello. Si tratta di Rafael Camara, brasiliano classe 2005 che nella scorsa stagione, all’esordio assoluto in monoposto, ha impressionato molto positivamente – ottenendo sei vittorie – nei campionati italiano, tedesco e UAE di Formula 4 mostrando così fin da subito di essere pronto per il salto di categoria. Sarà in gara con il team Prema. Oltre a lui ci sarà Maya Weug, classe 2004 e prima pilota della storia della Academy, che dopo aver brillato nel campionato italiano di Formula 4 nel corso della stagione 2022 è pronta per la Formula Regional con il team Kic Motorsport.

Veniamo infine a James Wharton e ai due nuovi arrivati, Aurelia e Tuukka. Tutti e tre saranno impegnati in Formula 4, e per Wharton e Taponen la stagione è già incominciata dato che sono stati entrambi protagonisti nel primo round del campionato di Formula 4 UAE dove sono saliti sul podio. A tutti gli allievi l’auguro di un anno ricco di vittorie, podi e soddisfazioni.

Marco Matassa, responsabile di Ferrari Driver Academy: “L’inizio di un nuovo anno accademico è un momento molto particolare. è bello ritrovare i ragazzi che conosciamo già ed è ancora più speciale aprire le porte ai nuovi allievi: ci aspetta una stagione particolarmente intensa perché sette su otto saranno esordienti in una nuova categoria e sono quindi attesi da una sfida ancora più impegnativa. Nel 2022 siamo tornati a vincere titoli e dal canto nostro siamo pronti a dare il massimo – con ancora più impegno sotto il profilo degli strumenti e delle persone che metteremo a disposizione dei nostri talenti – per supportarli e aiutarli a conseguire i risultati che sappiamo essere alla loro portata. Un particolare benvenuto va agli esordienti Aurelia Nobels e Tuukka Taponen che rappresentano il prodotto della nostra strategia di scouting. Aurelia entra in FDA dal programma organizzato in collaborazione con la FIA, che ci ha già dato delle soddisfazioni con Maya Weug, mentre Tuukka è stato il più brillante tra i ragazzi che abbiamo portato a Maranello per la terza edizione delle FDA Scouting World Finals, un evento nel quale i finalisti si sono dimostrati di un livello altissimo. Non vediamo l’ora di metterci al lavoro con loro e con tutti gli altri piloti con l’ambizione di vivere insieme un nuovo anno di soddisfazioni.”

Solido presente a Norimberga

Solido sarà presente col proprio stand al prossimo Salone di Norimberga, in programma dal 1° al 5 febbraio. Sono state già annunciate diverse novità per il 2023 e naturalmente l’1:18 fa (ancora?) la parte del leone. Si continuerà però anche con la scala 1:43, rivitalizzata da Solido nel 2022: nel mese corrente uscirà la Ford Mustang GT500 in due colorazioni, “performance blue” e rosso.

Guerre, crisi e battaglie dell’auto nel nuovo secolo

Se siete stanchi di biografie di piloti scritte da dilettanti semianalfabeti che neanche li hanno mai conosciuti in vita loro o di storie trite e ritrite di gare ormai cristallizzate in una sorta di immaginario fumettistico stucchevole e svenevole anzichenò, esistono per fortuna altri volumi che propongono una visione dell’auto più realistica e che meglio si presta a spunti di riflessione. Le pubblicazioni di Lotta Comunista, comunque la si pensi politicamente, non sono mai banali. Se vi è capitato di leggere i loro articoli sul mensile diffuso ancora alla vecchia maniera, vi sarete accorti che i temi trattati sono di attualità e richiedono al lettore uno sforzo di concentrazione che oggi è difficile ottenere dalla più parte del pubblico. Ma forse (anzi, sicuramente) ne vale la pena perché le sfide del mondo di oggi meritano più di uno sguardo disattento e svogliato. Il libro di Franco Palumberi, L’automobile e la sfida elettrica – Guerre, crisi e battaglie dell’auto nel nuovo secolo, uscito l’anno scorso, è un corposo tomo di circa 550 pagine, che raccoglie articoli apparsi su Lotta Comunista fra il settembre del 2000 e il gennaio del 2022. Si affrontano via via tutti i temi nodali legati alla produzione e alla diffusione dell’auto, dall’importanza sociale alle problematiche ambientali, dalle questioni delle fusioni e degli accorpamenti, fino – naturalmente – all’emergere dell’elettrificazione e alle complicazioni che questo passaggio comporta. Un libro se si vuole “scientifico”, serio che non concede spazio a divagazioni letterarie o a suggestioni sentimentali, cosa che in questo caso costituisce un indubbio merito. In particolare, per quanto riguarda il ruolo dell’auto nel presente e nel prossimo futuro, si analizza in modo particolareggiato il ruolo che i vari stati sono chiamati a ricoprire nel definire gli standard, le regolamentazioni sulle emissioni e sulla sicurezza, i sussidi e l’indirizzo generale del settore. Il volume ha assunto un titolo che richiama direttamente l’auto elettrica, un catalizzatore di “nuove tecnologie” destinate, velis nolis, a coinvolgere la società, ma ovviamente non di solo elettrico si parla, anzi: trovate nel volume analisi commerciali attuali e storiche (ad esempio la Volkswagen nazista, l’auto nella seconda guerra mondiale, l’auto americana e la crisi di Detroit, l’auto cinese), tabelle, proiezioni e considerazioni sempre sul filo delle politiche industriali ed energetiche. Un libro utile, che sia lo storico sia il giornalista interessato a occasioni originali di riflessione troveranno di grande aiuto. Ottimi anche l’apparato documentario (con foto e grafici statistici), i vari indici degli argomenti e la bibliografia.

Franco Palumberi, L’automobile e la sfida elettrica. Guerre, crisi e battaglie dell’auto nel nuovo secolo, Edizioni Lotta Comunista, 2022, pagg. 562, brossura, € 20,00 [ISBN 978-88-96901-83-0]

Lilou Wadoux, prima pilota di Ferrari Competizioni GT

La giovane promessa Lilou Wadoux è la prima pilota ufficiale di Ferrari Competizioni GT. Nata ad Amiens il 10 aprile 2001, la francese è una delle stelle nascenti nel panorama internazionale delle gare endurance nonostante la sua carriera agonistica sia iniziata nel 2017 dopo aver mosso i primi passi nel mondo del kart.

La Wadoux si è formata nei monomarca Peugeot prima di mettersi in luce nel campionato Alpine Elf Europa Cup. Il potenziale della ventunenne francese è invece emerso nel 2022, anno in cui ha debuttato nel campionato mondiale endurance in classe LMP2 per il Richard Mille Racing Team, chiudendo la stagione con quattro piazzamenti nella top ten. Per due anni consecutivi, nel 2021 e nel 2022, è stata selezionata per prendere parte al rookie test del FIA WEC e, in occasione dell’appuntamento successivo alla 8 Ore del Bahrain dello scorso novembre, è diventata la prima donna a guidare una Hypercar. Sempre nel corso di quella sessione, la Wadoux ha avuto modo di calarsi nell’abitacolo della Ferrari 488 GTE, vettura con cui disputerà il prossimo mondiale endurance nella classe LMGTE Am difendendo i colori di Richard Mille AF Corse.

La nomina della Wadoux a pilota ufficiale di Ferrari Competizioni GT conferma l’attenzione che la Casa del cavallino pone storicamente nei confronti del ruolo delle donne nell’automobilismo sportivo, come testimonia anche la partnership tra la Ferrari Driver Academy e il programma “FIA Girls on Track – Rising Stars”, creato dalla Women in Motorsport Commission della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA).

Dakar o checkpoint

di Riccardo Fontana

Spesso e volentieri io e David ci confrontiamo sulla direzione che ha preso il mondo da qualche anno a questa parte, finendo inevitabilmente per attorcigliarci sull’onnipresente “emergenza sanitaria”, che è stata l’incubo di tutti noi, nel bene e nel male, e i cui strascichi stentano ad andarsene dalle nostre menti in maniera ben più ostinata di qualsiasi long covid.

Ebbene, io come credo tanti altri, durante quel periodo ho rasentato il disastro come non mai: sono andato vicinissimo a licenziarmi (volutamente, follia estrema) per trasferirmi in un altro stato (pagando pure un affitto da formalmente disoccupato alla mia fidanzata: l’ignoranza quando decide di mordere morde, non c’è dobermann che tenga).

Fortunatamente, rinsavii all’ultimo secondo utile e me ne stetti bello sereno dov’ero, che a suicidarsi si fa sempre in tempo, magari in modi meno ansiogeni e più coreografici (facendo la Dakar in moto, rompendo i freni in Parabolica, cose così), ma la testa è rimasta bacata e, mi duole moltissimo dirlo, il covid e “l’avvocado di duddi gli idaliani” c’entrano fino ad un certo punto.

La gestione militarista della pandemia, ammesso che sia stata un tentativo dall’alto di stravolgimento dell’ordine costituito col beneplacito delle masse terrorizzate, ha “bucato”, perché grazie a Dio i lasciapassare a mo’ di check point nazisti per muoversi da A a B sono finiti, e non credo proprio che ci siano le condizioni affinché in quella situazione da circo ci si possa tornare, quindi ci ha “rotti” a livello più o meno grave (io per esempio, spesso, vado a fare dei giri completamente a caso per centinaia di km, tanto per godermi la bellezza del poterlo fare), ma il mondo aveva già imbucato una gran brutta china da prima, e certamente la situazione non sta migliorando.

Accendete la televisione: ovunque, e dico ovunque, è la fiera del fast food.

Programmi imbecilli, che rendono sempre più lieti e fieri della loro vita di merda dei perfetti idioti, che saremmo noi.

Quattro Ristoranti: alzi la mano chi, tra voi, diavolo ha mai fatto caso al senso di servizio dei camerieri o alla piega dei tovaglioli quando va fuori a mangiare.

Nessuno, fino a tre-quattro anni fa, dopodiché è stata la fiera dei redditi di cittadinanza che andavano a Defecare il Belino© a ristoratori e albergatori per i motivi più imbecilli.

Già, perché non bastava cucinare ad ogni ora del giorno e della notte come tanti piccioni, no, serviva la versione premium di quella cagata, che è per l’appunto Quattro Alberghi, con quel… Quel… Quel, di Barbieri con gli occhialini che va in posti da 4-500€ a notte e chiama indispettito la reception “perché il phon ha la bocchetta leggermente ingiallita, voglio un’altra camera!”.

Io gliela darei un’altra camera, in Est Europa magari, vedrebbe lui che docce efficienti…

E fu così che, orde di pezzenti falliti che al massimo in vita loro hanno pernottato a casa della suocera, si dispersero per il mondo lasciando recensioni terrificanti e mortificando degli onesti lavoratori.

Perché non è importante la coscienza del proprio nulla, no, se si può trattare altri come si viene trattati tutto il proprio tempo quella non conta proprio niente.

Questo è il vero e principale danno che il sistema sta facendo al mondo, fare passare il messaggio che, “sì guarda, sei uno schiavo senza vita, ma nel tuo piccolo puoi essere più stronzo di chi ti schiavizza”.

Mia madre, da brava boomer, ci vive su quei programmi demenziali, e io, che d’altronde vedo il mio nome sul rogito della casa, metto costantemente su dei bellissimi DVD a tema motoristico.

Perché sì, non crediate che i programmi automobilistici si salvino: di Cironi non intendo parlare perché mi infastidisce la sola sua esistenza, ottimo barista di fanboy quale è, ma anche le aste o, addirittura Wayne Carini, che sarebbe apparentemente il più stimabile, sono insidiosi: è vero, c’è il gusto della scoperta e del bell’oggetto, ma immediatamente tutto viene buttato in profitto, in arida speculazione.

Nasci, produci, incula il prossimo, e muori senza essere troppo di peso.

E Carini è, appunto, di gran lunga il meno peggio.

Sta nascendo un pessimo mondo, e purtroppo siamo in prima fila a godercelo.

Hanno già tutte le uscite d’emergenza, perciò togliete la lingua da in mezzo ai denti, tipo quando capottate, e divertitevi.

P.S. perdonatemi il linguaggio, se Dante nell’Inferno scrisse ciò che scrisse, Fontana su PLIT potrà pur concedersi qualche “licenza”…

Elaborazione: Bertone 850 CL 1965 di Mercury

testo e foto di Marco Nolasco

Un altro rottamino che giaceva da tempo su di una bisarca Mercury è questa Fiat 850 spider 1965 sempre Mercury, il n. 12 del catalogo, presentato, se ben ricordo, in contemporanea con la vettura reale.

Qualche anno fa l’ho recuperato realizzando però un “code 3”. Non ho foto del restauro, che in verità è stato piuttosto semplice, ma solo del risultato finale. Prima di presentarvelo, però, vi voglio tediare un poco ricordando le due vicende che mi ispirarono l’ intervento:

-Nell’ambito dell’accordo tra la Fiat e Bertone per la produzione dell’850 spider il carrozziere torinese ottenne di poterne commercializzare direttamente alcune con il proprio marchio. Per non entrare in concorrenza diretta con la versione Fiat dovette però fissare un prezzo più alto, per giustificare il quale migliorò la finitura della spider e la chiamò CL, cioè Convertibile Lusso. Le differenze erano nell’ abitacolo, più lussuoso, nelle tinte specifiche metallizzate e nello specchio di coda nero o in tinta con la carrozzeria (nelle Fiat era cromato) e percorso da un fregio specifico. Ne vendette quasi 1500 dal 1965 al 1968, quando subentrò la Racer, basata sulla seconda serie della piccola spider torinese.

-La Mercury ne realizzò un modello promozionale, oggi assai raro, che si differenziava dalla normale Fiat per la lussuosa confezione autografata da Bertone, dalla tinta bianca, anche l’ hard top, dalla mancanza, chissà perché, delle griglie di aereazione sul cofano anteriore (quelle di sfogo posteriori se le dimenticarono proprio, anche sul modello normale), dalla coda verniciata in nero e dallo stemma circolare sul cofano motore ripassato in rosso.

Il rottamino era riverniciato a pennello, il parabrezza era spezzato e mancava di schienali dei sedili e di hard top. Recuperati questi particolari in rete mi recai dal solito colorificio, dove rintracciarono una delle tinte originali, il blu Montlhéry metallizzato (anche se lo hanno definito blu Bertone metallizzato, ma mi pare lo stesso e se non lo è pazienza… tanto credo che la vettura fosse ordinabile anche in tinte particolari). Ho aggiunto un retrovisore esterno per diversificarlo un po’ dalla versione normale, ho posizionato l’hard top che purtroppo non combacia perfettamente e ho sistemato una decal “cromata” sullo specchio di coda, disegnata da Edoardo Gallini. Per vezzo ho targato il modellino come appariva in una pubblicità dell’epoca, con Umberto Maglioli come testimonial, anche se il colore di quell’ esemplare appare decisamente più chiaro di quello del modellino. Aggiungo anche un paio di foto con il confronto con un esemplare in condizioni originali.

Storia di un restauro: Fiat 850 Coupé Politoys

Testo e foto di Marco Nolasco

Io colleziono automodelli da sempre e non ho quasi mai venduto nulla, quindi ho ancora qualche obsoleto della mia infanzia e della mia adolescenza. Nella maggior parte dei casi ci giocavo con moderazione, quindi le loro condizioni sono rimaste in genere se non perfette buone, ma talvolta facevo dei veri propri scempi, come nel periodo in cui scoprii i rally, seconda metà degli anni ’60, e di conseguenza sfigurai molti modelli per ricavarne improbabili versioni corsaiole. Una delle malcapitate fu questa Fiat 850 coupé del 1965 della Politoys M, il n.517 uscito nel 1966.

Il rottame era pure incompleto, senza fregio sul muso paraurti anteriore e soprattutto con la cerniera della portiera del guidatore spezzata.

Qualche anno fa mi sono cimentato in un tentativo di restauro che vi affliggerà per il prossimo quarto d’ ora, se avrete la temerarietà di leggermi.

E’ stata la prima e finora ultima volta in cui ho dovuto riparare una cerniera spezzata. Ecco come ho proceduto:

1-ho praticato un foro da 0,8 mm nella sezione spezzata della cerniera
2-ho inserito nello stesso di un fil di ferro sagomato a T che potesse fungere da scheletro per la nuova cerniera
3-ho applicato più mani successive di stucco metallico per avvicinarmi alla forma originale
4-ho inserimento il tutto nelle asole di scocca e pianale del modellino, a stucco non ancora indurito, per ottenere la forma atta a permettere la rotazione della cerniera e la conseguente apertura della portiera

So che sembra incredibile, ma alla fine della fiera la portiera si apriva!

A questo punto mi procurai un paraurti anteriore e un fregio grazie alla rete e mi recai in un colorificio con il rottame ancora con la vernice originale, dove feci impazzire l’addetto, che per fortuna faceva modellismo e quindi aveva una idonea “forma mentis”, per ottenere una tinta la più fedele possibile.

Purtroppo, quando a casa gettai il  modello nel solvente, non feci caso ai fari posteriori che non erano verniciati, ma in plastica riportai… beh… non gradirono il solvente e pensarono bene di sciogliersi per rappresaglia, quindi dovetti ricostruirli.

E ora è tempo di lasciare spazio a qualche foto.

Nelle ultime immagini confronto le tre 850 coupé dell’epoca, il Politoys, la rossa Edil Toys e la Mercury color ocra, che però non ho ed è surrogata da una Seat 850 coupé Joal che dal Mercury deriva.

Riassumendo:

-Parti originali: scocca, pianale, vetri, cerchi, gomme, interni, cofano, portiere, fari strass anteriori, paraurti posteriore.
-Parti non originali: fregio anteriore, paraurti anteriore e targhe
-Parti rifatte: cerniera porta sx e fanali rossi posteriori.
Come forse si intravede vicino alla portiera sinistra la vernice, dopo le aperture di prova, si è leggermente ricalcata, quindi non credo che la aprirò più…
Non mi interessano gli obsoleti restaurati, ma questo è sempre stato mio e ricordo che fu un possesso “intenso”, mi piaceva molto, forse perché riproduceva un’auto che vedevo spesso, al contrario delle auto da corsa o delle Gran Turismo di lusso.

PS La “postura” inclinata delle portiere compare anche in esemplari nella rete, quindi penso che non sia un difetto del mio montaggio.

Il 19 febbraio la 73ma edizione della Borsa di Verona

E’ programmata per domenica 19 febbraio la 73ma edizione della Borsa Scambio di Automodelli e Giocattoli d’Epoca di Verona, presso la Fiera di Verona, Viale del Lavoro, 8 (uscita A4 Verona Sud). L’ingresso al pubblico è gratuito, con orario 10-15. Informazioni: Danilo Castellarin, tel. 3357726826 – 3335200073, e-mail madan@libero.it , Facebook @borsagiocattoliverona, sito www.borsagiocattoliverona.it che contiene tra l’altro delle magnifiche gallery con immagini storiche della borsa di Verona, dal 1980 ai nostri giorni.

A proposito della Giulia GTA di Schuco/Spark: un salto indietro nel tempo

testo e foto di Riccardo Fontana

A corollario delle righe sulla prossima ventura Giulia GTA by Schuco/Spark (link: https://pitlaneitalia.com/2023/01/14/di-prossima-presentazione-lalfa-romeo-giulia-gta-1600-di-schuco/ ), proponiamo una piccola gallery di Giulia GT e GTA di ProgettoK e M4-Best-Metro “edicolose”, in nome della varietà di soggetto e, ci sia consentito, del giusto approccio nella riproduzione di automodelli, già visibile in un prodotto giocoforza obsoleto come un ProgettoK (ormai prossimo ai quarant’anni) e lapalissiano nel caso dell’umile edicolosa by gruppo M4.

Insisto nel dire che gli “edicolosini”, peraltro usciti in moltissime versioni nella fu-raccolta dell’epoca (comprese alcune da Rally che, ahimè, non comprai), siano azzeccati in maniera incredibile, e che ormai si possa dire che siano sopravvissuti bene ad una buona dose di anni.

Ogni altra considerazione la lasciamo a voi lettori.