A proposito della Giulia GTA di Schuco/Spark: un salto indietro nel tempo

testo e foto di Riccardo Fontana

A corollario delle righe sulla prossima ventura Giulia GTA by Schuco/Spark (link: https://pitlaneitalia.com/2023/01/14/di-prossima-presentazione-lalfa-romeo-giulia-gta-1600-di-schuco/ ), proponiamo una piccola gallery di Giulia GT e GTA di ProgettoK e M4-Best-Metro “edicolose”, in nome della varietà di soggetto e, ci sia consentito, del giusto approccio nella riproduzione di automodelli, già visibile in un prodotto giocoforza obsoleto come un ProgettoK (ormai prossimo ai quarant’anni) e lapalissiano nel caso dell’umile edicolosa by gruppo M4.

Insisto nel dire che gli “edicolosini”, peraltro usciti in moltissime versioni nella fu-raccolta dell’epoca (comprese alcune da Rally che, ahimè, non comprai), siano azzeccati in maniera incredibile, e che ormai si possa dire che siano sopravvissuti bene ad una buona dose di anni.

Ogni altra considerazione la lasciamo a voi lettori.

Nuove versioni dell’Alfa Romeo 33/3 di Fast by Ciemme43

Serie di novità da Ciemme43: oltre alla riedizione di un paio di versioni, arrivano diverse varianti inedite dell’Alfa Romeo 33/3 del 1971, come le due vetture della 1000km di Buenos Aires. Alcuni modelli riproducono la particolare carrozzeria posteriore semichiusa, vista ad esempio a Monza, a Spa e a Zeltweg. Nel gruppo è presente anche l’esemplare privato sponsorizzato Spar che prese parte alla 1000km di Zeltweg con Reisch e Facetti. La versione della 1000km del Nurburgring 1970 è stata aggiornata con una colorazione più realistica dei cerchi che in quell’occasione erano in magnesio, quindi con una sfumatura leggermente più dorata. Ulteriori novità non dovrebbero tardare. I modelli sono disponibili, in esemplare unico per ciascuna versione, a questo link: https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models

Di prossima presentazione l’Alfa Romeo Giulia GTA 1600 di Schuco 1:43

di Riccardo Fontana

Recentemente, Spark ha annunciato la prossima uscita della prima esponente di quella che potrebbe diventare un nutrito, e piuttosto interessante, filone di modelli, l’Alfa Romeo Giulia Sprint GTA del 1965, che è un monumento assoluto all’automobilismo e che era francamente impossibile che sopravvivesse alle attenzioni del gruppo orientale.

Il modello, 1:43, sarà contraddistinto dal marchio Schuco, neo-proprietario di Spark, che sarà sempre maggiormente focalizzato sulle vetture stradali, o comunque alle varianti non strettamente corsaiole di auto che corsaiole lo sarebbero, e alla grande, come appunto nel caso della GTA 1600.

Come di consueto l’imprinting è con l’anticipazione resa sui canali online del gruppo, dove si può “ammirare” ciò che qui vi proponiamo (e perdonatecelo ma il dovere di cronaca ce lo impone).

Il modello, come detto, viene annunciato come una Alfa Romeo Giulia Sprint GTA del 1965, cioè la prima GTA 1600, ma osservandolo con meno di un minimo sindacale di conoscenza, una volta di più possiamo dire che non ci siamo affatto.

È bene rimarcare, per la massima onestà intellettuale, che ci troviamo di fronte ad un’anticipazione, che come già visto in molti casi può anche cambiare molto, ma in tutta sincerità non capiamo cosa abbiano esattamente preso a modello le maestranze Spark per ottenere un simile risultato, distante anni luce da una GTA 1600 prima maniera.

Tralasceremo ogni considerazione sul giro vetri della zona del parabrezza, piccolo ed alquanto irrealistico, e sulla coda che, almeno come impatto visivo, parrebbe leggermente corta, in quanto legati all’interpretazione di una linea certamente non facile e che, occorre dirlo, non è detto sia stata resa tramite CAD (anche se è assai facile, e in questo caso torna prepotentemente alla ribalta il concetto di correttezza visiva più importante di quella numerica tanto caro ad André-Marie Ruf) per concentrarci maggiormente su dettagli ancora più “macro” e disturbanti.

In primis le ruote: sul modello fotografato, qualunque cosa vi sia montato non siamo di fronte ai Campagnolo “millefori” in magnesio delle GTA 1600, e non siamo neanche di fronte a dei normali cerchi in lamiera da Giulia GT, o anche solo berlina, stradale.

Per quanto non siano fedelissimi neanche in questo caso, sembrano più essere i cerchi in lamiera della Giulietta, sopravvissuti fino alla TZ cosiddetta “uno”, ma mai visti su queste auto.

Farei notare, a tal proposito, che cerchi (e gomme Dunlop Racing) pressoché perfetti si permetteva il gruppo M4-Best ormai quasi 15 anni fa, su dei modesti edicolosi da nemmeno 10€, proponendovi un’immagine della GTA di “Riccardone” Benelli della fu-Alfa Collection in scala 1:43.

In second’ordine (si fa per dire…) la decorazione: parliamoci chiaro a questo punto, il mondo delle GTA e derivate (non tocchiamo il tasto GTam che è meglio) è un “troiaio” incredibile, in cui imbattersi in esemplari falsi o restaurati male è facilissimo, ma parliamo pur sempre di auto arcinote, su cui non solo esistono tonnellate di prove e test dell’epoca facilmente reperibili investendo dai 5 ai 15€ su eBay, ma anche intere pubblicazioni in cui vengono proposte immagini quasi “pornografiche”, da intendersi nel senso greco del termine (ossia “mania/morbosità del nascosto”) di ogni più nascosto ed insignificante dettaglio.

Quindi, alla luce di ciò: dove, esattamente, i signori Spark/Schuco hanno mai visto una GTA 1600 con le bande bianche, i quadrifogli e il Biscione sul cofano?

Quella rappresentata nell’anteprima è la livrea della GTA Junior 1300 presentata nel 1968, per la quale il modello andrebbe quasi bene non fosse per le ruote, che nella Junior erano le normali ruote di lamiera della GT stradale senza le coppe.

Ultimo (mezzo) neo, lo specchietto laterale, che di serie era assente, ma che potrebbe essere stato obbligatorio su alcuni mercati esteri, e pertanto la scelta di riprodurlo non è condannabile al 100%, per quanto spiazzi una politica in cui si “tiri” all’inverosimile sui costi dove sarebbe sconsigliabile farlo, salvo poi produrre e montare dettagli che non sarebbero neanche richiesti per riprodurre una versione corretta dell’automobile prescelta.

Tutto ciò tradotto: non è possibile fotografare la prima vettura che passa e buttarsi a copiarla a pesce se poi si ha la pretesa di vendere ad 80€ dei modelli.

Non è possibile farsi “bagnare il naso” da degli edicolosi diecast vecchi di oltre un decennio, per quanto gli “Spark-Likers” (Dio del giornalismo perdonami) tendano a fagocitare acriticamente anche il veleno.

Ecco come si presenta l’insieme cerchio/pneumatico di una “umile” GTA M4: una fedeltà sconcertante per i pochi euro che il modello richiedeva in edicola, ed un paragone assolutamente impietoso con quanto proposto da Schuco/Spark per un prezzo pari a quasi dieci volte tanto

Discorsi vecchi, ciò che rimane è che questa politica, unitamente all’aumento sempre maggiore dei costi finali, porterà probabilmente ad una resurrezione del modello speciale, che riacquisterà competitività.

Una volta in più ci chiediamo il motivo per il quale vengano proposte simili anticipazioni: scoraggiare i preorders forse?

Non lo sappiamo, ma una buona dose di smarrimento è d’uopo.

Generazione settanta

Il “secolo breve” ha avuto un decennio lungo, anzi lunghissimo: gli anni settanta. Il sottotitolo di questo corposo saggio di Miguel Gotor (“Storia del decennio più lungo del secolo breve 1966-1982”) non è un paradosso – almeno non è solo un paradosso – ma è la conclusione di una riflessione storiografica che si dipana per circa quattrocento pagine, alla ricerca di una filo conduttore tra politica, economia, sociologia, intrighi internazionali, costume, musica e sport. Gli anni settanta, come temperie intesa alla maniera di Johann Gottfried Herder, iniziarono nel… 1966, con l’accorrere in massa di giovani in aiuto della Firenze alluvionata e si conclusero nel 1982 con la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio in Spagna. In mezzo, un periodo di fermenti, lotte, rivendicazioni, violenze, alcune delle quali non hanno ancora trovato una precisa collocazione, senza parlare di attentati o rapimenti ancora privi del nome dei loro colpevoli. In Italia le lotte sindacali seguirono abbastanza frequentemente le proteste studentesche, ed è in questo modo che a fine anni sessanta nasce una nuova coscienza interclassista, forse addirittura più omogenea rispetto a paesi vicini come la Francia o la Germania. Il saggio di Gotor, documentatissimo, non si limita naturalmente all’enunciazione annalistica dei fatti, ma cerca di inquadrarli o di re-inquadrarli secondo lo studio di fonti estremamente varie. Ne esce un quadro tipicamente italiano, ma mai privo di agganci fondamentali alle esigenze superiori dei due blocchi che in quel periodo si spartivano l’egemonia militare, economica e in fin dei conti culturale dell’intero pianeta. Cercare di attribuire un’interpretazione a certi fatti (Piazza Fontana, l’assassinio di Pasolini, il rapimento di Aldo Moro, Ustica, la strage di Bologna) serve a riclassificare una serie di dati che anche a causa della loro vicinanza nel tempo, sono fatalmente soggetti ad effetti prospettici distorsivi. Non che in assoluto la distorsione sparisca allontanandosi cronologicamente da un evento ma molti dei eventi accaduti nel corso degli anni settanta continuano a influenzare il nostro presente, con conseguenze sulla ricerca storica che si possono facilmente immaginare. Dalla minuziosa analisi di Gotor emerge un periodo turbinoso, dove le contraddizioni della modernizzazione potrebbero costituire una sorta di leitmotiv che accomuna contestazione giovanile e protesta operaia, strategia della tensione, stragismo e lotta armata ma che permea anche la solidarietà nazionale, il movimento del Settantasette, il femminismo per arrivare alla fine della guerra fredda. Un volume rigoroso e imbastito con uno stile mai pesante, pur senza mai rinunciare alla serietà filologica. Questo saggio, prezioso nella sua completezza, costituisce una sintesi critica destinata a durare nel tempo.

Miguel Gotor, Generazione settanta. Storia del decennio più lungo del secolo breve 1966-1982, Einaudi, Torino 2022, pp.448, € 34,00, ISBN 978-88-06-251581

Bugattiana

Presentiamo alcuni modelli di Eric Doucet, un modellista di cui PLIT ha già pubblicato altri lavori. Stavolta il tema prescelto è la Bugatti. Nelle foto della gallery, alcuni montaggi da kit Monogram, Matchbox e Airfix 1:24 e 1:32, nonché modelli speciali CG Models di Christian Gouel. Il diorama è un Miniart, cui Doucet ha aggiunto delle ruote a raggi Le Mans Miniatures, marca cui si deve anche il figurino. I diecast Solido 1:43 sono stati infine trovati in qualche mercatino per pochi euro. Troviamo infine una T57 di Looksmart, ormai fuori produzione. Affascinante il colpo d’occhio generale, no?

Beganovic e Camara al via della F.Regional Middle Eeast

Per Dino Beganovic e Rafael Camara la pausa invernale è terminata. L’intenso calendario di gare programmato dalla Ferrari Driver Academy per la stagione 2023 scatterà il prossimo fine settimana con la tappa inaugurale del campionato di Formula Regional Middle East. La prova d’apertura si svolgerà sul circuito di Dubai, cui seguiranno altri quattro appuntamenti in programma sull’inedito circuito del Kuwait Motor Town (sede della seconda e della terza tappa) per poi tornare a Dubai prima dell’appuntamento conclusivo a Yas Marina. Sono attesi al via 28 piloti, che si confronteranno con il consueto format che prevede tre gare in ogni fine settimana.

Ritorno da campione. Per Beganovic è un ritorno nella serie che lo ha visto al via anche lo scorso anno, ma dodici mesi dopo gli obiettivi sono differenti. Dopo essersi laureato campione europeo Formula Regional 2022, la prossima sfida del 18enne svedese è il debutto nel campionato FIA Formula 3, e la sua partecipazione alle prime due tappe della serie mediorientale è mirata a riprendere confidenza con la monoposto dopo la sosta invernale. “È una buona opportunità per tornare a respirare l’aria dei weekend di gara e ritrovare gli automatismi – ha confermato il direttore di FDA, Marco Matassa –. Dino avrà inoltre la possibilità di lavorare con l’ingegnere che lo seguirà nella stagione di Formula 3, e questo consentirà di iniziare con il lavoro di affiatamento che sarà molto importante in vista dei prossimi impegni”.

Debuttante. Per Camara, che prenderà parte all’intero campionato, la serie mediorientale sarà una preziosa opportunità per familiarizzare con la nuova categoria in vista dell’esordio europeo. Il 17enne brasiliano muoverà i suoi primi passi al volante della monoposto Formula Regional, e lo farà nel contesto che dodici mesi fa lo ha visto esordire brillantemente in Formula 4, serie che ha concluso al secondo posto con sei successi di tappa. “Lo scorso anno Rafael ha stupito per la velocità con cui si è adattato alla guida della Formula 4 – ha commentato Matassa – ora ha la possibilità di intraprendere lo stesso programma al volante di una nuova monoposto con cui disputerà la stagione 2023. Il cambio di categoria è sempre un passaggio delicato, e in quest’ottica la partecipazione alla serie mediorientale è un’opportunità preziosa da sfruttare al meglio”.

Programma. Il fine settimana di Dubai entrerà nel vivo venerdì, con due sessioni di qualifica in programma alle 12.45 e 13.05 locali (9.45 e 10.05 CET), cui seguirà Gara-1 che scatterà alle 17.10 (14.10 CET). Il weekend proseguirà sabato con la seconda corsa, in programma alle 10.30 (7.30 CET), mentre Gara-3, che concluderà la prima tappa in calendario, prenderà il via alle 13.20 (10.20 CET).

Partnership fra Scuderia Ferrari e Harman

La Scuderia Ferrari ha annunciato oggi una collaborazione pluriennale con Harman Automotive in qualità di sponsor della squadra di Formula 1. Harman Automotive è una società di tecnologie elettroniche avanzate, filiale di Samsung Electronics, focalizzata sulla customer experience in campo automobilistico – ovvero l’ottimizzazione delle sensazioni del cliente in auto – che lavorerà con Ferrari su più ambiti con lo scopo di portare sul mercato un’esperienza in abitacolo all’avanguardia.

Si fondono tre importanti realtà della rete commerciale Porsche in Italia

Dal 1° gennaio 2023, le due concessionarie milanesi – Centro Porsche Milano Est e Centro Porsche Milano Nord – e il Centro Porsche Padova sono diventate un’unica realtà sotto la nuova ragione sociale Porsche Retail Italia S.r.l., di cui Porsche Italia mantiene la proprietà.

Si tratta di un cambiamento importante a vantaggio dell’efficienza gestionale e della cura del cliente. Ad essere interessati, sia l’aspetto organizzativo che commerciale, attraverso il quale ottimizzare le sinergie e uniformare i processi in funzione di strategie condivise.

Attualmente, le tre concessionarie protagoniste della fusione rappresentano il 19% dei volumi di vendita Porsche in Italia.

Non un semplice restyling ma uno spazio di incontro e di confronto allestito in modo tale da favorire innanzitutto la relazione andando oltre ai processi tipici di una concessionaria tradizionale

Organizzativamente, ogni concessionaria si avvale di uno staff dedicato, coordinato da un site manager – rispettivamente Gabriel Gobbato (Milano Nord), Nicola Reguzzoni (Milano Est) e Andreas Marin (Padova) – che riporta al direttore generale della nuova società, ruolo assunto da Andrea Angeli.

Oltre al nuovo assetto societario, nei prossimi anni le tre sedi si rinnoveranno in ottica della nuova Corporate Identity “Destination Porsche”, a partire dal Centro Porsche Milano Nord che proprio oggi ha dato il via ai lavori di ristrutturazione della sede (la concessionaria garantirà i normali servizi di vendita e assistenza durante tutto il periodo). Non un semplice restyling ma una profonda trasformazione architettonica dello spazio fisico per una nuova “customer experience”. Nella sua nuova concezione la concessionaria è luogo fisico aperto ad ogni visitatore per vivere Porsche e i suoi valori in un ambiente sempre più dinamico, multimediale e interattivo.

Partiti i lavori di rinnovamento del Centro Porsche Milano Nord secondo la nuova corporate identity “Destination Porsche”. Nella foto, a partire da sinistra: Gabriel Gobbato, site manager del Centro Porsche Milano Nord; Bernd Pfau, architetto progetti edili internazionali di Porsche AG; Pietro Innocenti, amministratore delegato di Porsche Italia e Andrea Angeli, direttore generale di Porsche Retail Italia

Uno spazio di incontro e di confronto allestito in modo tale da favorire innanzitutto la relazione andando oltre ai processi tipici di una concessionaria tradizionale.

Destination Porsche significa infatti un luogo capace di consolidare la passione dei clienti Porsche ma anche di attrarre un pubblico più ampio attraverso l’organizzazione di eventi su tematiche affini a quelle tipiche del brand.

Andrea Angeli, Direttore Generale Porsche Retail Italia S.r.l.

Si tratta di un processo di grande trasformazione che ha già iniziato a coinvolgere tutti i Centri Porsche italiani, come nel caso dei Centri Porsche di Piacenza e Perugia che hanno recentemente inaugurato le nuove sedi.

Nell’immagine di apertura: render – la facciata del nuovo Centro Porsche Milano Nord dopo i lavori di rinnovamento

Genesys diventa sponsor della Scuderia Ferrari

La Scuderia Ferrari ha annunciato oggi l’arrivo di un nuovo sponsor che si lega alla squadra con un accordo pluriennale: si tratta di Genesys, uno dei leader mondiali nelle soluzioni per la Customer Experience (ovvero la somma di tutte le sensazioni vissute da un cliente in ogni interazione con un marchio fino all’acquisto), il contact center in cloud e la gestione dei dati digitali.

Il logo dell’azienda, con uffici in cinquanta paesi del mondo e clienti in oltre cento, sarà presente sulle F.1 di Charles Leclerc e Carlos Sainz e sarà anche partner di Ferrari per le competizioni endurance e la 24 Ore di Le Mans sulla 499P.

In lieve aumento le consegne di Porsche nel 2022

L’anno fiscale 2022 si è concluso con un risultato positivo per Porsche, che ha registrato un lieve aumento delle consegne. Nonostante le numerose crisi a livello mondiale, il costruttore di Stoccarda ha consegnato complessivamente 309.884 vetture negli ultimi 12 mesi, ovvero il 3% in più rispetto al 2021.

A livello mondiale, l’anno scorso la Porsche ha consegnato 309.884 vetture ai clienti, registrando un aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

“L’anno passato è stato caratterizzato da numerose sfide legate al conflitto in Ucraina, alle interruzioni delle catene di fornitura e alla crisi dei semiconduttori, che ci hanno messo a dura prova”, ha dichiarato Detlev von Platen, membro del consiglio di amministrazione e responsabile vendite e marketing di Porsche AG. “Per questo sono ancora più orgoglioso dei risultati ottenuti da tutto il team di Porsche. In questo difficile contesto, siamo comunque riusciti a realizzare il sogno di possedere una Porsche per un numero di clienti più elevato che mai”.

Nel mercato europeo, Porsche ha consegnato 62.685 vetture nel 2022, il che corrisponde a un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. In Germania, mercato nazionale della Casa automobilistica, sono state effettuate 29.512 consegne, pari a un aumento del 3%. In Nord America, Porsche ha totalizzato 79.260 consegne, eguagliando il livello dell’anno precedente. Si tratta di un risultato particolarmente brillante alla luce delle sfide logistiche e di fornitura che hanno caratterizzato l’inizio dell’anno. In quello che rimane il mercato singolo di maggiori dimensioni della Casa, la Cina, sono state consegnate ai clienti 93.286 vetture (-2%), con una leggera flessione dovuta principalmente agli effetti del Covid. Le consegne hanno di fatto risentito delle varie ondate di contagi, delle chiusure dovute al Covid e delle difficoltà di natura logistica. L’area dei mercati emergenti e d’oltremare continua a svilupparsi in maniera positiva, registrando un incremento delle consegne del 13%. In questa regione sono state consegnate 45.141 vetture ai clienti nel corso del 2022.
Anche nel 2022, i modelli più richiesti sono stati i SUV (o tempora o mores): la Porsche Cayenne ha totalizzato 95.604 consegne; segue al secondo posto la Macan, con 86.724 esemplari consegnati. Con 40.410 consegne (+5%), anche la Porsche 911 si conferma un modello molto richiesto. La berlina sportiva Panamera è stata consegnata a 34.142 clienti (+13%). Il livello degli ordini rimane elevato per la Taycan. Nel 2022, Porsche ha consegnato 34.801 esemplari in tutto il mondo (-16%), registrando un calo dovuto ai problemi di approvvigionamento e alla limitata disponibilità di componenti, problematiche che hanno colpito in particolare le auto sportive elettriche. La 718 Boxster e la 718 Cayman consegnate ai clienti sono state 18.203.

“Sul fronte delle vendite, il 2022 ha registrato risultati positivi”, commenta von Platen. “Porsche gode di una posizione solida sulla quale continuiamo a costruire.”

    PORSCHE AG

    Consegne
    Gennaio – Dicembre
2021 2022 Differenza 
     Mondo301.915309.884+3% 
     Germania28.56529.512+3% 
     Nord America79.16679.260 0% 
     Cina95.67193.286-2% 
     Europa (esclusa la Germania)58.57662.685+7% 
     Oltremare e Mercati Emergenti39.93745.141+13%