Spark, circolare n°81/2022

Con la circolare numero 81, Spark ha annunciato una serie di modelli 1:43 della 24 Ore del Nürburgring. Si tratta per ora di una serie abbastanza ristretta, soprattutto tenuto conto del numero dei partecipanti e della bellezza di alcune livree che non sono state incluse nel programma. Mancano anche le BMW, alle quali probabilmente penserà TSM, oltre ovviamente alle Ferrari e alla Porsche del Manthey Racing, esclusiva di Minichamps. Qui sotto trovate la lista. Da notare che l’anno di uscita, 2022, va corretto in 2023 (I e II trimestre). Tutti i modelli, in edizione limitata e numerata, sono inseriti nella serie tedesca.

Foto di apertura: Porsche 911 GT3 R Falken Motorsports di J.Evans/S.Müller/P.Pilet/M.Seefried, classificatasi al 9° posto assoluto (Spark SG845, foto copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com).

Rassegna stampa: Toutes les sportives du monde 2022

E’ uscito in questi giorni l’hors-série annuale di Motor Sport consacrato alle vetture sportive. Con 178 pagine, questa pubblicazione copre una novantina di marchi per circa trecento modelli e conclude la triade francese composta anche da Toutes les voitures du Monde (L’Automobile Magazine) e da Les meilleures sportives du monde (Sport Auto), già usciti negli scorsi mesi. Con questi tre titoli, chi voglia avere una panoramica anche molto approfondita sulla produzione automobilistica attuale, è praticamente a posto. In Italia non è possibile ottenere su carta informazioni così complete e ben redatte.

Rispetto a Les meilleures sportives du monde, Toutes les sportives du monde ha un’utile appendice sui modelli da competizione, sugli artigiani e sui preparatori. Fra le vetture da corsa, troviamo tutte quelle che ufficialmente possono essere acquistate dai team, ossia le GT (GTE, GT3, GT3, monomarca…), le turismo TCR e le turismo monomarca; fra gli artigiani troviamo Ariel, Brabham, Czinger, Dallara, Donkervoort e così via; fra i preparatori trovano spazio specialisti come Abt, Schnitzer, Brabus, Novitec, Mansory o Hennessey.

Ciascun modello in Toutes les sportives du monde 2022 è fotografato (da due a quattro-cinque immagini, in alcuni casi anche di più), commentato e catalogato in tutte le sue varianti con scheda tecnica e altre informazioni, come l’anno di fondazione del costruttore e le sue vendite complessive nel 2021. Un lavoro davvero ben curato, esaustivo e molto facile da consultare, oltre che dalla gradevole lettura. Il costo in Francia di questo hors-série è di € 10,90.

Nasce Firenze Motor Classic

Firenze Motor Classic è l’evento gratuito promosso dal Mini Owners Club federato ASI in programma alla Visarno Arena di Firenze sabato 17 e domenica 18 settembre. Sarà un evento per i club e per gli appassionati, con molti veicoli esposti, un’area mercatino, food truck, attività di intrattenimento e tanti altri motivi d’interesse.

Tutte le informazioni su www.firenzemotorclassic.it

La Ferrari 296 GT3, un V6 per una nuova storia sportiva

La Ferrari 296 GT3 rappresenta il futuro del Cavallino Rampante nelle competizioni per vetture gran turismo, quelle che permettono la relazione più stretta con il cliente e il travaso più consistente di tecnologie e soluzioni innovative sulle vetture di serie. La 296 GT3 nasce dalla 296 GTB, la più recente evoluzione del concetto di berlinetta sportiva a 2 posti a motore centrale-posteriore della Casa di Maranello.

La Ferrari 296 GT3 è un progetto innovativo, in pista e fuori, che la Casa del Cavallino Rampante ha deciso di sviluppare per continuare la tradizione vincente che affonda le sue radici nel 1949, quando la 166 MM si aggiudicò la 24 Ore di Le Mans. Un approccio nuovo dal punto di vista della progettazione, della gestione della vettura in tutte le fasi di un weekend di gara, dell’elettronica, fino alla nuova architettura del propulsore, un 6 cilindri turbo a 120°. Un concetto inedito, creato attorno alle esigenze dei team, dei piloti professionisti e dei gentlemen driver, storicamente al centro delle attenzioni della Casa. Una vettura studiata minuziosamente in ogni dettaglio, sotto tutti i punti di vista, secondo i dettami del nuovo regolamento dedicato alle GT3.

Motore e cambio. La 296 GT3 segna il ritorno in pista di una Ferrari equipaggiata con un propulsore 6 cilindri anche se, in osservanza dei regolamenti tecnici, non è dotata dell’unità elettrica che invece caratterizza la 296 GTB. Per il motore termico V6 della 296 GT3, che deriva da quello della gemella stradale, si è optato per l’introduzione della configurazione a ‘V’ da 120° con i turbo posizionati all’interno della ‘V’: ciò, oltre ad apportare significativi benefici in termini di compattezza e riduzione di massa, favorisce il raggiungimento di elevatissimi livelli di potenza. Il motore, da sempre al centro dei progetti Ferrari, è collocato in posizione più avanzata e abbassata rispetto alla versione stradale, a tutto vantaggio dell’abbassamento del baricentro e della rigidezza torsionale che, rispetto alla 488 GT3, segna guadagni attorno al 10%.

L’architettura è vincente per ordine di combustione, integrazione dei collettori di aspirazione e supporti motore sulle fiancate di aspirazione della testa cilindri: il motore risulta più compatto e leggero, vista l’eliminazione di polmoni e supporti esterni, e la fluidodinamica beneficia della riduzione dei volumi aumentando l’efficienza in aspirazione.

Tutta la fluidodinamica interna del motore e le componenti specifiche adottate per la versione da pista del propulsore sono state studiate e messe a punto dagli ingegneri di Ferrari e dai suoi partner per garantire prestazioni, affidabilità e guidabilità senza compromessi, da sfruttare sia nelle gare “Sprint” che in quelle “Endurance”. Proprio per questa tipologia di competizioni, sono stati adottati tutti gli accorgimenti utili a limitare in maniera significativa i consumi, senza sacrificare le performance, per consentire una maggior flessibilità nelle strategie di gara, e ridurre i tempi di intervento. L’alternatore, ad esempio, è attaccato al cambio, per migliorare la compattezza e la rigidità dell’insieme e rendere più agevole l’accesso dei tecnici.

Nella 296 GT3, il cambio è nuovo e sviluppato appositamente per questa vettura. I progettisti hanno optato per l’adozione di un’unità frizione monodisco che è dotata di sei marce, disposta trasversalmente a tutto vantaggio dell’aerodinamica e della distribuzione dei pesi. L’attuazione della frizione è ora elettronica ed è controllabile al volante, anziché essere meccanica a pedale, mentre il cambio marcia ha un’attuazione elettrica. La miniaturizzazione delle componenti e l’utilizzo di materiali nobili, ha permesso di contenere il peso del cambio Xtrac a tutto vantaggio delle performance.

Esterni e aerodinamica. Il futuro di Ferrari nel panorama delle competizioni GT assume una forma sinuosa che si sviluppa attorno ai volumi della 296 GTB, ridefinendoli in funzione delle richieste della pista e delle performance grazie al lavoro di squadra tra Centro Stile, aerodinamici e progettisti. Per questo motivo il design della vettura, al netto delle appendici o degli elementi caratteristici della versione da corsa, ha mantenuto intatto il collegamento al modello di serie che già nella sua ideazione trova validi riferimenti in vetture come la 250 LM del 1964, perfetto connubio tra semplicità e funzionalità.

L’obiettivo degli ingegneri Ferrari è stato quello di creare una configurazione aerodinamica in grado di operare all’interno dei parametri omologativi, riducendo le sensibilità alle variazioni di assetto, a tutto vantaggio delle performance velocistiche, di maneggevolezza e predicibilità della vettura. Un lavoro accurato sulle forme e sui dettagli che ha portato ad un guadagno del 20% in termini di carico verticale sulla vettura rispetto alla generazione precedente. La sfida vinta dai progettisti è stata quella di limitare la sensibilità delle forze generate dall’aerodinamica, per garantire equilibrio a tutto vantaggio della guidabilità e della confidenza del pilota. La geometria di tutte le componenti, da quelle del corpo vettura alle appendici alari, è stata studiata approfonditamente sia al variare delle condizioni operative, sia nelle mutue interazioni aerodinamiche, per ottimizzarne la performance e renderla robusta nei diversi contesti di gara anche in situazioni di scia dietro ad altre vetture. Dallo splitter anteriore all’estrattore posteriore caratterizzato da un diffusore dal sofisticato disegno tridimensionale, la 296 GT3 spicca per la raffinatezza del design funzionale al raggiungimento della massima efficienza aerodinamica.

Abitacolo. Intuitività, visibilità, accessibilità sono principi cardine attorno a cui sono stati definiti gli assi di sviluppo dell’abitacolo della 296 GT3, senza dimenticare aspetti fondamentali quali sicurezza e comfort. Nelle gare di durata, in particolare per i gentlemen driver, poter contare su queste caratteristiche è essenziale anche per la prestazione. Rispetto alla 488 GT3, l’abitacolo è stato completamente riprogettato sulla base delle indicazioni raccolte tanto dai piloti ufficiali quanto dai clienti. Il risultato è una cellula costruita per permettere al suo occupante di trovare rapidamente ed in maniera efficace la miglior posizione di guida, con le principali funzioni sempre a portata di mano, o di dita. Molti dei comandi e delle funzionalità sono state infatti trasferite sul nuovo volante, ispirato a quello delle monoposto di Formula 1, mentre la collocazione del sedile Sabelt permette una visibilità ottimale, tanto di giorno quanto di notte, oltre ad un nuovo livello di comfort anche per piloti di taglie e stature diverse che, grazie ai pedali e allo sterzo regolabili, sono in grado di trovare la migliore collocazione in vettura. L’impianto di condizionamento è stato studiato per garantire un’adeguata ventilazione in ogni condizione, a tutto vantaggio della concentrazione del pilota in ogni fase della corsa.

Telaio e dinamica veicolo. Il telaio della 296 GT3, pur attingendo all’esperienza della 488 GT3, è completamente inedito ed è realizzato in alluminio. La 296 GT3, oltre ad essere una vettura estremamente facile e divertente da guidare, è in grado di sfruttare al meglio il potenziale di aderenza offerto dagli pneumatici senza comprometterne l’integrità in pochi passaggi, a vantaggio della prestazione e della sua ripetitività. A contribuire a questo risultato è anche l’estrema leggerezza del telaio che, nella 296 GT3, consente anche una migliore e più efficiente gestione della zavorra. La struttura di sicurezza è stata studiata accuratamente facendo ricorso alle più sofisticate simulazioni e alle più innovative tecnologie e ricerche, soprattutto sul fronte delle leghe e dei materiali.

Rispetto alla controparte stradale, la 296 GT3 si caratterizza per un passo allungato, all’interno dei limiti consentiti dal regolamento, per un disegno della sospensione inedito rispetto alla 488 GT3, con cinematiche e strutture dedicate. I doppi bracci oscillanti, tanto nel gruppo anteriore, quanto in quello posteriore, sono progettati per offrire il massimo supporto in termini di aderenza anche alle alte velocità. Le sospensioni, così come le barre antirollio, offrono il più ampio spettro di regolazioni per consentire ai piloti di poter contare sul miglior assetto possibile della vettura. Anche l’impianto frenante è stato rivisto e potenziato, con pinze e dischi (ora di 400 mm all’avantreno) di nuova concezione. Completamente inediti, invece, i cerchi forgiati della 296 GT3, sviluppati e omologati in esclusiva da Rotiform per questo modello.

Nella progettazione della 296 GT3 l’attenzione degli ingegneri Ferrari si è focalizzata nel miglioramento sostanziale della rapidità di intervento sulla vettura nelle fasi di gara e in quelle che precedono il via. Da questo punto di vista, le operazioni per la modifica dell’assetto della 296 GT3 sono state agevolate rispetto al precedente modello, grazie ad un accesso facilitato alle componenti meccaniche ed elastiche. Sensibilmente migliorate anche le operazioni relative ai controlli sul propulsore o sui principali sistemi accessori, per ridurre i tempi di intervento sull’auto. La nuova Ferrari, tuttavia, si distingue in maniera importante anche rispetto ai rivali per ciò che concerne la sostituzione di parti significative della vettura. Tanto la porzione anteriore quanto quella posteriore, infatti, possono essere rimpiazzate in pochissimi secondi grazie ad una serie di accorgimenti e soluzioni che garantiscono un rapidissimo rientro in pista in caso di danni che ne compromettano l’aerodinamica o la prestazione.

Sviluppo. Lo sviluppo è stato condotto sia pensando ad un uso estremo della 296 GT3, quello tipico delle classi “Pro” dove la vittoria è l’obiettivo finale, sia all’utilizzo che ne faranno i gentlemen driver, per i quali correre è prima di tutto una fonte di divertimento. L’intera concezione del progetto è nata nel 2020 ed è entrata nel vivo con le prime simulazioni CFD e i primi modelli simulativi, per passare alla successiva fase di test indoor che ha portato alla definizione della veste aerodinamica della vettura in galleria del vento, alla messa a punto al banco del propulsore e alle verifiche di rigidezza dell’autotelaio, sottoponendo infine il veicolo completo ai più severi test di resistenza nella cella 4WD di Maranello. Dal primo shakedown avvenuto, come da tradizione, sulla pista di Fiorano il 12 aprile 2022, decine di migliaia di km sono stati coperti per preparare la nuova Ferrari alla sfida più difficile, quella della corsa.

SCHEDA TECNICA

MOTORE

Tipo F163CE, 6 cil. V 120°, 4 valvole per cilindro, 2992 cm3, GDI Turbo

Alesaggio/corsa: 88 x 82 mm

Potenza massima: circa 600 CV* a 7250 giri/min * Soggetto a BoP

Coppia massima: circa 710 Nm* a 5500 giri/min * Soggetto a BoP

CAMBIO

Cambio trasversale sequenziale, 6 velocità

E-clutch, attuatore elettronico della frizione con palette al volante

Cambio in magnesio con serbatoio recupero olio integrato

TELAIO
Carreggiata: 1726 mm anteriore / 1710 mm posteriore

Larghezza: 2050 mm max (senza specchietti)

Passo: 2660 mm

Peso a secco: 1250 kg

Sospensione anteriore e posteriore: doppio triangolo sovrapposto, bracci delle sospensioni in acciaio tubolare

Ammortizzatori regolabili a 5 vie

Cerchi: anteriore 12,5” x 18”, posteriore 13” x 18”

Pneumatici: anteriore 30/68/18, posteriore 31/71/18

Dischi freno: anteriore Ø 400×36, posteriore 332×32

Pinze freno: anteriore 6 pistoncini, posteriore 4 pistoncini

Pastiglie freno: anteriore 30 mm, posteriore 26.5 mm

BMW torna a Le Mans con la M Hybrid V8 di classe LMDh

Un anno dopo il suo debutto nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship nel 2023, la nuova BMW M Hybrid V8 prenderà anche parte al FIA-WEC. Lo scorso 25 luglio, la vettura ha completato i suoi primi giri a Varano. La M Hybrid V8 ha utilizzato il tracciato test della Dallara per i chilometri iniziali, che sono serviti ai controlli di base. Le prove sono andate avanti per alcuni giorni, con i piloti ufficiali Connor De Phillippi e Sheldon van der Linde.

Altri test europei sono stati programmati in agosto prima che il team RLL e un gruppo di tecnici di BMW M Motorsport inizino una preparazione specifica al campionato IMSA 2023 a partire da settembre. Nell’occasione, si vedranno scendere in pista anche altri piloti e in seguito saranno comunicate le formazioni degli equipaggi per la stagione americana 2023. Successivamente si saprà qualcosa in più anche sui programmi e i piloti WEC 2024.

Il 2024 sarà quindi l’anno del ritorno di un prototipo BMW a Le Mans. Ricordiamo che nel 1999 Joachim Winkelhock, Pierluigi Martini e Yannick Dalmas conquistarono la vittoria con la V12 LMR di classe LMP. Nello stesso anno la BMW si aggiudicò la 12 Ore di Sebring con J.J. Lehto, Jörg Müller e Tom Kristensen.

Ferrari al GP di Francia

Copyright Media Ferrari

Porsche 356 Speedster

I montaggi di Gualtiero Negri riscuotono sempre un grande successo di visite su PLIT. Lo ringraziamo quindi per continuare a inviarci immagini di modelli estremamente eterogenei. Stavolta tocca a un kit Le Phoenix, che è stato trasformato utilizzando varie parti Bosica e dei cerchi prototipati in 3D. La vettura riprodotta è quella appartenuta a Steve McQueen. Di McQueen, Gualtiero Negri ha montato anche la Ferrari 250 GT Lusso su base X-AMR.

Prossima alla presentazione la Porsche 911 (992) GT3 RS

Per la Porsche 911 GT3 è in arrivo una sorella maggiore. Si tratta della 911 GT3 RS, la nuova vettura di punta della gamma 911, in termini di prestazioni, che sarà presentata in anteprima mondiale il prossimo 17 agosto. Il progetto di questa sportiva altamente prestazionale è stato ispirato dai modelli da competizione 911 RSR e 911 GT3 R.

“La nuova 911 GT3 RS risulta ancora più ottimizzata per l’utilizzo in pista rispetto ai modelli precedenti. Il potente sei cilindri boxer da quattro litri, con potenza di circa 500 CV, si è dimostrato particolarmente adatto per essere utilizzato durante i track day e gli eventi sportivi dei club”, ha dichiarato Andreas Preuninger, responsabile della gamma di modelli GT. “È per questo che per lo sviluppo della nuova 911 GT3 RS ci siamo concentrati soprattutto sull’aerodinamica e sul telaio”.

Diretta il 17 agosto alle ore 17:00 CEST
L’anteprima mondiale in formato digitale della nuova Porsche 911 GT3 RS sarà trasmessa su newstv.porsche.com il 17 agosto alle ore 17:00 CEST. Il video sarà disponibile anche dopo l’evento.

Gran Turismo & Monza

Fin dagli anni cinquanta e sessanta, la storia dell’autodromo di Monza si è legata a doppio filo alla categoria GT. Basti pensare alle edizioni della Coppa Intereuropa, per arrivare poi ai passaggi del Giro d’Italia. Negli anni novanta, con la rinascita della categoria grazie al BPR ma anche al Campionato nazionale, che vedeva al via anche le Ferrari F40. La presenza delle GT fu naturalmente una costante anche nelle edizioni della 1000km, valida per il Mondiale Marche. Una fortissima ripresa delle GT si è avuta subito dopo il declinare del Superturismo e nel giro di un paio di decenni i vari campionati più o meno ufficiali si sono moltiplicati, grazie anche all’adozione del regolamento GT3.

Questo libro di Ugo Vicenzi, fotografo, appassionato di automobilismo e pilota egli stesso, ripercorre svariati decenni di gare GT a Monza. Avvalendosi di numerosi archivi fotografici (Giorgio Nada, Massimo Campi, Enrico Mapelli, Ugo Vicenzi, SRO Organization), il volume, in quasi duecento pagine riesce a dare un’eccezionale panoramica dagli anni cinquanta fino all’epoca contemporanea in cui le GT a Monza corrono spessissimo, essendo il tracciato brianzolo (che quest’anno festeggia il secolo di vita) teatro di numerosi campionati nazionali e internazionali. Le immagini la fanno da protagoniste, ma sono sempre accompagnate da didascalie puntuali e molto dettagliate, che raccontano aneddoti su auto, team e piloti. Ogni capitolo su ciascun campionato, all’interno del quale si procede in ordine cronologico, è arricchito da schede sui regolamenti, dalla descrizione più approfondita di alcune delle vetture protagoniste e dalla cronologia delle gare monzesi con i vari vincitori di classe. La documentazione fornita da questo libro è preziosa, e lo sarà ancor di più negli anni a venire. Vi troverete di tutto: WEC ed ELMS, ma anche GT Open, DTM, Creventic 24h-Series, Blancpain GT, e naturalmente le bellissime stagioni del BPR e del FIA-GT, giusto per restare in tempi abbastanza recenti. Alcune immagini a colori anni settanta e ottanta valgono da sole… il prezzo del biglietto. Salutiamo quindi con favore l’iniziativa di Giorgio Nada Editore, che vuole dedicare alla storia dei circuiti alcuni volumi che si preannunciano molto interessanti, come quello sui cinquant’anni di Misano Adriatico, in corso di preparazione.

Ugo Vicenzi, Gran Turismo & Monza, Giorgio Nada Editore, Iolo (PO), 2022, pagg.194, in brossura, € 44,00 [ISBN 978-88-7911-852-1]

La Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di Starter

Sì, lo so non è gran che ma non è questo il punto. La rubrica si chiama “Storie di modelli” e non “Modelli da concorso”. Sono modelli sul filo dei ricordi.

Un paio di settimane fa ho ritirato tre Porsche 908/3 montate di Starter, provenienti da una collezione privata orribilmente dispersa a prezzi da discount (anche questo argomento meriterebbe una trattazione a parte, e lo farò). Arrivato a casa, i tre modelli, presi insieme ad altri tre che non rientrano nel tema, sono stati svitati dalle basi, i fondini ristuccati e ho aggiunto un paio di dettagli.

I montaggi sono verosimilmente degli anni ottanta, ossia coevi all’uscita dei kit. Realizzati molto bene (tutti e tre dalla stessa mano? Verosimile), non sono però esenti dai tanti errori storici che si facevano a suo tempo, per mancanza di una documentazione completa. Li ho presi lo stesso, perché mi hanno ricordato un modello simile (ma di una versione differente, quella del team Salzburg) che montai a sedici anni, nel 1987. L’uscita di queste Porsche 908/3 della Targa Florio 1970 di Starter fu importante. Un modello valido della “3” ancora mancava e successivamente Starter avrebbe fatto anche le versioni del 1971. Prototipato da Perche, il modello se la gioca tranquillamente con la concorrenza più recente per il titolo di miglior Porsche 908/3. Lo Spark lo lasciamo volentieri ai ricercatori moderni di Santi Graal.

Verniciata con la classica bomboletta Duplicolor, la mia Porsche 908/3 numero 20 ebbe una carriera abbastanza interessante. Partecipò fra l’altro alla mostra di modellismo che si tenne da Luciano Rocchi nell’aprile del 1987, per poi finire, nel luglio del 2007, nella collezione di neanche ricordo chi, dopo una vendita su eBay. Di questa 908/3 si sono perse quindi le tracce e restano per fortuna diverse foto, fra cui un paio scattate in occasione della mostra di Rocchi.

La vedete nell’immagine in basso, in buona compagnia: Lancia Beta Montecarlo Turbo Brands Hatch 1980 di Bam-X, Ferrari 250 GTO Sebring 1962 di X-Nostalgia, Porsche 935 K3 IMSA di Starter, Ferrari 250 LM David Piper di M.G., Ferrari 512S di MPA, Porsche 934 Turbo Puerto Rico Le Mans 1980 di Solido con transkit Automany e… Jim Clark della Omen.

Ho messo temporaneamente le Porsche acquisite di recente in una scatola, nell’attesa di sistemarle meglio. Quando apro, l’odore di resina si sprigiona dal fondo. A distanza di quasi quarant’anni non accenna a diminuire. In un recente passato avevo avuto un altro di questi modelli, proprio il numero 12, montato magistralmente da Renardy e poi venduto (ogni volta che lo ricordo me ne pento). Se volete vederlo, ecco il link, merita: https://pitlaneitalia.com/2012/08/28/porsche-908-3-targa-florio-1970-starter-montaggio-renardy/

I tre modelli della collezione smembrata raccontano di una passione durata anni e anni: vi erano Starter, Provence Moulage, Record, MRE, Graphyland, Madyero, Barnini, Remember, Ciemme43, Carrara e via di seguito, alcuni dei quali sicuramente provenienti dalla mia attività commerciale e forse qualcuno dalla mia collezione privata. Impossibile correggere alcuni svarioni come il colore nero prevalente all’interno della numero 12; curiosamente anch’io, sulla mia numero 20, abbondai con il nero. Del resto il nero era il colore che all’epoca risolveva a suo modo ogni dubbio documentario. Interni? Nero opaco. E amen.

E’ come se questi tre modelli avessero un po’ rimpiazzato il vecchio kit montato nella primavera del 1987. Ricordo che la decorazione rossa mi dette parecchio filo da torcere e alla fine me la cavai sufficientemente bene raccordando i tanti “buchi” col classico rosso Humbrol numero 19. Dettagliai in qualche modo anche il posteriore, aggiungendo alcuni cavetti, tubicini e un paio di elementi del telaio, al limite della casualità. Oggi, dicevo, mi restano questi altri tre modelli: della numero 12 ho già parlato, gli altri sono la numero 7 della Targa Florio 1971 e la vettura di Joest della 1000km di Monza 1972. Sulle due della Targa, il montatore aveva scambiato un elemento centrale circolare del motore per un faretto unico, tipo Formula 1! In realtà queste vetture avevano due luci circolari, assenti nel kit, se non ricordo male.

Corretto questo errore piuttosto grossolano ed eliminate le scritte Goodyear dalla 12 (c’erano le Firestone), ho operato qualche altro piccolo restauro, come la rincollatura del nolder sulla macchina del ’70 e la rimessa in asse dei fondini in plastica, piegati dalla frettolosa avvitatura sulle basette, fatta sicuramente per facilitare il trasporto al momento della vendita. Sulla numero 12 il montatore ha scartato in modo mirabile le gomme, che hanno un aspetto consumato estremamente realistico. Le decals Goodyear erano state applicate talmente bene che sembravano tampografate e per toglierne le tracce c’è voluto dell’olio di gomito. A proposito, chi sia questo montatore non è dato sapere. Unico indizio, un gatto (?) dipinto a pennello sul fondino della numero 12. Forse è uno di quei montatori di cui si avvaleva Milano43 in quegli anni.

A nuova vita restituite, le tre 908/3 di Starter non occuperanno certo un posto primario nella mia collezione ma sicuramente avranno il loro perché nelle strane logiche della memoria.