Cronoscalata del Mont-Dore 2022: gallery n.3

Raggruppamento storiche: Championnat de France VHC (Véhicules Historiques de Compétition), VHRS (Véhicules Historiques de Régularité Sportives) e HTCC (Historiques Tourisme Champion Car).

Mont-Dore: Chambérod vince la 62ma edizione

Si è svolta in questo weekend la 62ma edizione della cronoscalata del Mont-Dore, valida per il Campionato di Francia della Montagna. L’evento si è caratterizzato per una presenza record di iscritti (circa duecento) fra vetture moderne, storiche e di scaduta omologazione. Il tracciato è quello storico – mai mutato negli anni – sulla dipartimentale 36. Le giornate di ieri e di oggi sono state densissime, tra prove il sabato mattina e i quattro passaggi dei concorrenti in gara, dei quali vengono sommati i due migliori tempi. L’assenza di Geoffrey Schatz, plurititolato del campionato, lasciava una porta aperta per i due rivali più accreditati, Billy Ritchen (Nova Proto NP01) e Damien Chambérod (Nova Proto NP01-2). E’ stato proprio quest’ultimo a dominare la scena, con un vantaggio di oltre 8” su Ritchen. Terzo assoluto Raul Ferre Matas su Silver Car CS. Tra le GT e Turismo, vittoria di Ronald Garces con la Lamborghini Huracan ST.

A settembre l’uscita della 18ma edizione del Ramsay’s British Diecast Model Toys Catalogue

Diciottesima edizione per il Ramsay’s British Diecast Model Toys Catalogue. Raggiunta la diciottesima edizione, la guida uscirà alla fine di settembre e sarà valida fino al 2024. Il “Ramsay’s” copre una gran parte della produzione diecast inglese dal 1933 al 1983, con Dinky Toys (compresa la gamma francese), Corgi, Lesney Matchbox, Tri-Ang Spot-On, Budgie Toys, Morestone, Lone Star, Britains, Crescent e molti altri marchi. L’edizione 2022 è stata aggiornata da un gruppo di esperti, che hanno rielaborato interamente diverse sezioni. Si troveranno i risultati delle vendite più recenti e nuove varianti scoperte in questi ultimi anni. Con quasi 400 pagine e 3000 modelli elencati e classificati, la guida è arricchita da foto ormai tutte a colori.

Gara che vai, gente che trovi

“Amaro per Nesti il bis di Alméras”. Avevo ricevuto in regalo per Natale Velocità & Rally 1979. A nove anni ignoravo chi fosse questo Alméras. E poi come si pronunciava? Almeràs o Almerà? (ve lo dico io, Almeràs). Quelli con qualche anno più di me avevano magari avuto l’opportunità di incontrare lui – e suo fratello Jacques – alle numerose gare alle quali partecipavano, anche italiane. Era una vita che non ritrovavo Jean-Marie Alméras. Mi è capitato nel paddock del Mont-Dore, dove si stava allineando per le ultime sessioni di prove ufficiali. Già la mattina lo avevo visto transitare dalla virage du Transfo, la prima difficoltà a circa 500 metri dalla partenza. Lo conosce a memoria, il tracciato. E anche la 935 “Silhouette”, con la quale continua a correre per conquistare un ennesimo trofeo della montagna. Più passano gli anni più sembra – come tratti del viso – a Bob Wollek ma è sicuramente più simpatico. Oggi il team Alméras scendeva in campo anche con una Carrera RSR Gruppo 5 per Guido Vivalda; nell’occasione la squadra ha scelto di montare un più tranquillo motore 2,7 al posto del 3,0 permesso dal regolamento. Tornando alla famosa 935 Silhouette, tutti o quasi sanno che non si trattava di una vera 935, ma di una 911 Turbo 3,3 modificata e completamente ricostruita nell’officina di Montpellier. La carrozzeria s’ispirava a quella della 935/2 del 1977. Oggi, come molte delle vetture preparate a quel tempo dagli Alméras, la 935 Silhouette fa ancora parte della collezione dei fratelli. “Poco è stato cambiato – conferma Jean-Marie – a parte il rollbar in acciaio che ha sostituito l’originale in alluminio. Nel corso dei decenni ci sono stati dei leggeri rifacimenti, ma la vettura è rimasta sostanzialmente quella di allora”. Chissà se i fari posteriori, un po’ scoloriti, sono proprio quelli del Giro d’Italia, o magari certi pezzi di carrozzeria opachi e leggermente crepati. Sul tetto vi è un tappino che copre l’originaria sede della base dell’antenna. Ci si perderebbero ore, a cercare quel particolare fantasticando se nel 1980 o nel 1981 fosse davvero quello oppure no. Quel che è certo, è che Jean-Alméras, classe 1943, è ancora lì a dare la paga a gente che ha un terzo dei suoi anni.

Considerevole aumento del prezzo al pubblico degli Spark 1:43

Il prezzo al pubblico degli Spark 1:43, sia della serie standard sia delle serie limitate, salirà a € 79,95 a partire dal 1° ottobre prossimo. Si tratta per i modelli standard di un aumento di ben 10 euro, mentre i modelli limitati avevano precedentemente un prezzo “consigliato” di € 74,95. Torneremo presto sull’argomento, per ora ci limitiamo a comunicare la notizia.

La JAD-BMW LW01

Nel 2018, Arnaud Jacob dette vita alla JAD Engineering a Montjoire, nel dipartimento francese dell’Alta Garonna. La JAD si è specializzata nelle competizioni e quest’anno ha presentato la LW01, un prototipo CM dotato di motore BMW motociclistico da 1000cc. La vettura, con telaio tubolare, ha carrozzeria in poliestere. La LW01 prenderà parte alla gara del Mont-Dore, valida per il Campionato francese della montagna, in programma questo weekend, con Lionel Jacob. Pubblichiamo una gallery di questa interessante vettura, che appare davvero ben costruita, in occasione della giornata di verifiche tecniche e sportive al Mont-Dore.

La 62ma edizione della cronoscalata del Mont-Dore

Si svolgerà domani e dopodomani una delle più belle gare in salita d’Europa, il Mont-Dore, che quest’anno registra un numero record di partecipanti: sono quasi 200 gli iscritti alla 62ma edizione. Il tracciato è quello storico – mai mutato – sulla dipartimentale D36 che da Moneaux, comune di Chambon-sur-Lac, arriva in cima al Col de la Croix St Robert in direzione Mont-Dore, bel villaggio termale a 1050 metri, dove si sono svolte oggi le verifiche tecniche e amministrative. Domani mattina sono in programma le prove, per le vetture moderne (Campionato di Francia della Montagna) e per le storiche dei gruppi VHC-HTCC e VHRS. Le salite valide per la classifica inizieranno domani 6 agosto dalle ore 15.35. Le foto si riferiscono all’attività di oggi a Mont-Dore.

Maxima: Ferrari 312P NART Le Mans 1970

Il nuovo marchio Maxima è stato creato in collaborazione fra Carmodel srl e Xuye Toy Limited, un’azienda di grande precisione con personale altamente qualificato e attento a ogni dettaglio. Ciascun modello della gamma, in resina, viene sottoposto a una ricerca storica accurata. La serie si arricchirà presto di altri modelli, la maggior parte dei quali inediti. Il team di Carmodel ha iniziato dalla Ferrari 312P coupé, proponendola nelle due versioni ufficiali di Le Mans 1969 e nelle versioni NART di Le Mans 1970. La prototipazione del modello è stata fatta completamente da zero e il risultato è un modello assolutamente emozionante, con molti dettagli di cui nessuno prima si era occupato, assetto realistico e tanti particolari all’esterno e all’interno che saranno apprezzati dai collezionisti. Presentiamo oggi le vetture del 1970: alla 24 Ore di Le Mans, il team NART iscrisse due 312P coupé. Ricordiamo che la 312P aveva debuttato con la squadra ufficiale nel 1969 in configurazione spyder, per poi partecipare a Le Mans con una carrozzeria coupé. La 312P era equipaggiata con un motore V12 da 2989cc, che dava una potenza di circa 420cv. La numero 39, che secondo le fonti sarebbe il telaio 0870, dovrebbe essere la vettura che l’anno prima aveva partecipato a Le Mans con David Piper e Pedro Rodriguez. Già durante le prove, la numero 39 ebbe delle noie alla pompa dell’olio. Nel corso delle prove il NART non disponeva che di tre piloti per due vetture: Chuck Parsons, Tony Adamowicz e Sam Posey. Fu probabilmente Posey a segnare il miglior tempo per la 39, in 3’55”, che avrebbe piazzato la vettura col 29° tempo in griglia. Ma, in mancanza di piloti (François Migault non riuscì ad accordarsi col team), la numero 39 non prese parte alla gara e finì nella collezione del Mas du Clos, proprietà di Pierre Bardinon. L’altra vettura del NART era verosimilmente l’ex-Amon/Schetty di Le Mans 1969, telaio 0868, ricostruito dopo un incidente alla 1000km di Monza 1969 e rinominato 0872. Già alla 24 Ore di Daytona del 1970, schierata dal NART, la vettura aveva conquistato il successo di categoria. Furono Parsons e Adamowicz a pilotare la numero 57 in una gara segnata dalla pioggia battente, passata alla storia per la prima vittoria della Porsche e per il film diretto da Steve McQueen. La 312P fu protagonista di un’ottima prestazione, rimontando svariate posizioni, dopo essere partita dal 28° posto. Grazie anche ai molti ritiri, Parsons/Adamowicz riuscirono ad arrivare all’altezza della sesta posizione, ma nell’ultimo quarto di gara conobbero svariati inconvenienti tecnici riuscendo comunque a prendere la bandiera a scacchi in decima posizione. La distanza coperta insufficiente (281 giri pari a km 3779,10) impedì però alla 312P di essere classificata. La “0872” continuò la propria carriera col NART, ricevendo una carrozzeria spyder e facendo la propria apparizione a Le Mans nel… 1974!

Trovate le Ferrari 312P di Maxima a questo link: https://www.carmodel.com/it/cerca?order=&resultsPerPage=&priceorder=&keyword=312p+mAXIMA&scale=all&country=&nuOb=&trademark=&year=&brand=&mat=&price=&enc=1