AutoCult edition 2021

Puntuale come sempre, esce l’annuario di AutoCult. Il volume, di 184 pagine, interesserà gli appassionati di modelli e di automobili che vogliano conoscere numerose storie dimenticate dal tempo. Ed è in fondo questa la missione del marchio AutoCult: rievocare attraverso le miniature storie di auto rare, insolite quando non stravaganti, con un preciso rigore filologico. Questo volume è ricco di molte fotografie d’epoca, che accompagnano le immagini dei modellini 1:43 usciti quest’anno. Del libro esiste anche un’edizione speciale corredata della Tatra V855 Aeroluge del 1942. Più strano di così…

Porsche 935 IMSA Brumos Bayside 6h W.Glen 1979

La 6 Ore di Watkins Glen, disputata il 7 luglio 1979, fu valida quale settima prova del Mondiale Marche ed ebbe anche validità per la serie SCCA Trans-Am. In realtà la maggior parte degli iscritti era più interessato al punteggio Trans-Am che alle classifiche del campionato del mondo: solo 9 delle 43 vetture partenti ottemperavano al regolamento FIA. Alla gara fu iscritta anche la 935 telaio 9307700909 con i colori Brumos. Condotta da Peter Gregg, Hurley Haywood e Bruce Leven, dovette ritirarsi per rottura del motore dopo essere partita col terzo tempo. La particolarità di questa versione è l’assenza dei classici numeri di gara delle auto Brumos (59, 58, 61), a favore di un molto più insolito… numero 85.

Madyero ha appena realizzato una serie limitata di questa Porsche 935 molto particolare, montata secondo i criteri di qualità che conosciamo bene. I cerchi sono torniti con gli autoventilanti in resina, che presentano una definizione molto migliore rispetto agli standard di una Spark, tanto per fare un esempio. Gli interni sono ben dettagliati, con cinture in tessuto e fibbie fotoincise, rollbar completo e tanti altri particolari.

Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/1127034679/porsche-935-turbo-imsa-brumos-bayside-6h

L’Alfa Romeo 33TT3 dei test di Le Mans 1972

La sessione ufficiale di test per la 24 Ore di Le Mans 1972 si svolse il 18 e 19 marzo in due sessioni per complessivi 660 minuti. L’Alfa Romeo Autodelta portò in pista un solo esemplare della 33TT3 con varie configurazioni di carrozzeria, che secondo varie fonti venne pilotato da Vaccarella, Marko e Zeccoli.

La vettura ottenne il quarto posto assoluto con un miglior tempo di 3’49″8, dietro la Ferrari 312 PB di Ickx, la Matra MS660C di Cévert e la 312 PB di Regazzoni. La 33TT3 impiegata nelle prove dovrebbe essere quella che venne iscritta alla 24 Ore col numero 18 (De Adamich/Vaccarella, quarti assoluti). L’Alfa non prese invece il via alla 4 Ore, che si disputò il 19 marzo, e che vide la vittoria della Lola-Ford Cosworth T280 di Bonnier/De Fierland.

E’ uscito recentemente un bel modello della 33TT3 dei test di Le Mans 1972. Contraddistinto dal numero di catalogo 49, questo speciale in resina con fotoincisioni e molti dettagli completa la già ampia scelta di Alfa Romeo sport-prototipi del marchio artigianale fiorentino.

Finali Mondiali Ferrari al Mugello fra passato e futuro

Uno dei momenti clou di questa domenica delle Finali Mondiali al Mugello è stato lo show che si è svolto a mezzogiorno e mezzo, di fronte alla tribuna centrale, occupata dai Ferrari Club. Gli sbandieratori di Scarperia hanno aperto il programma, che è proseguito poi con alcuni giri di pista compiuti da Olivier Beretta, Giancarlo Fisichella con le F60 Formula 1 del 2009, e da Andrea Bertolini, al volante della SF70H.

Parata anche per le GT vincitrici quest’anno di trofei importanti: erano presenti le tre 488 GTE Evo vincitrici del WEC in entrambe le classi (LMGTE Pro e Am). A condurre le vetture erano James Calado, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. Alessandro Pier Guidi ha invece pilotato la 488 GT3 EVO Iron Lynx, vincitrice del GT World Challenge Europe Endurance Cup e della 24 Ore di Spa. Completava il prestigioso gruppo Liam Lawson, sulla vettura protagonista del DTM.

Dopo il presente, il passato (e il futuro): tre Ferrari del 1967, una 330 P4 coupé, una 330 P4 Spyder e una 330 P3/4, hanno accompagnato in alcuni giri di pista la Daytona SP3 stradale, presentata proprio ieri al Mugello.

Il presidente John Elkann, Piero Ferrari e l’amministratore delegato Benedetto Vigna sono intervenuti sulla linea di partenza.

Allo straordinario schieramento si sono unite tutte le Formula 1 storiche e le vetture protagoniste del programma XX che hanno girato al Mugello in questa settimana.

Foto copyright David Tarallo

Le Finali Mondiali Ferrari 2022 si svolgeranno a Imola

Sarà l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ad ospitare, dal 26 al 31 ottobre 2022, le prossime Finali Mondiali Ferrari. L’annuncio, avvenuto nel corso della serata di premiazione dei campioni del Ferrari Challenge, riporta questo grande evento sul circuito del Santerno dopo l’edizione disputata nel 1999.

Un ritorno significativo presso l’impianto che porta il nome del fondatore della Casa di Maranello, teatro tuttavia di molte edizioni del Ferrari Challenge Europe e di eventi di F1 Clienti e del Programma XX. Le Finali Mondiali permetteranno di celebrare insieme ai tifosi la conclusione della stagione sportiva, riunendo in pista tutte le principali attività della marca.

Finali Mondiali Ferrari al Mugello: finale Ferrari Challenge Trofeo Pirelli

Dopo essere stato il più giovane vincitore nella storia del Ferrari Challenge, Luka Nurmi (Formula Racing) ne diventa anche il più giovane Campione del Mondo. E’ il verdetto che arriva dalle Finali Mondiali 2021 al Mugello, dopo una sfida palpitante che ha entusiasmato il pubblico presente sulle tribune del circuito toscano. A Christian Brunsborg (Formula Racing) il titolo della Am.

Trofeo Pirelli. Dopo le due vittorie conquistate nelle due prove dell’ultimo round del campionato sul circuito toscano, Luka Nurmi parte in pole position determinato a conquistare anche il titolo mondiale. La prima fase di gara vede alcuni contatti nelle retrovie che portano all’ingresso della Safety Car ed escludono dalla sfida al vertice Roman Ziemian (FML – D2P), Thomas Neubauer (Charles Pozzi – Courage) e Luca Ludwig (Octane 126), mentre Michelle Gatting (Scuderia Niki – Iron Lynx), vincitrice del titolo Trofeo Pirelli Europe rimane leggermente attardata.

Dopo un nuovo ingresso della Safety Car per un contatto nel gruppo, la gara vive i momenti più palpitanti nel finale, con Nurmi che si difende dagli attacchi di Niccolò Schirò, mentre Cooper Macneil (Ferrari of Westlake) riesce con un’abile manovra a superare Frederik Paulsen (Formula Racing) e a conquistare la terza posizione.

Le ultime fasi della prova trascorrono tra i duelli avvincenti per il primo e il terzo posto sul podio. Nell’emozionante ultimo giro, Luka Nurmi riesce a difendersi dagli assalti di Schirò e a conquistare il titolo mondiale a coronamento di una straordinaria stagione d’esordio nel Ferrari Challenge. Alle spalle dell’italiano Schirò, il dominatore della serie nordamericana Macneil riesce a contenere il ritorno di Paulsen e a tagliare terzo il traguardo.

Trofeo Pirelli Am. Il titolo di Campione del Mondo della Am lo conquista Christian Brunsborg (Formula Racing), partito dalla pole position e deciso a riscattare la seconda posizione lasciata nel campionato Europe a Sergio Paulet (Santogal Madrid – MST Team). La prima fase, con diverse sfide al centro del gruppo, vede alcuni contatti che impongono l’ingresso della Safety Car. Brunsborg riesce comunque a tenersi fuori dalla bagarre e a mantenere la prima posizione di classe, anche dal ritorno di un sorprendente Enzo Potolicchio (Ferrari of Central Florida) che inanella una serie di giri veloci. Alle loro spalle, un inossidabile Ange Barde (SF Cote d’Azur – IB Fast) dopo aver conquistato la terza posizione riesce a difenderla dai ritorni di Hugo Delacour (Scuderia Monte-Carlo) prima e dal campione della serie europea, Sergio Paule

Foto copyright David Tarallo

Finali Mondiali Ferrari al Mugello: finale Ferrari Challenge Coppa Shell

Al termine di trenta minuti di emozioni e colpi di scena sono Ernst Kirchmayr (Baron Motorsport) e Peter Christensen (Formula Racing) a laurearsi Campioni del Mondo rispettivamente della Coppa Shell e della Coppa Shell Am, nel corso delle Finali Mondiali 2021 sul circuito toscano del Mugello, raggiunto per l’occasione dagli appassionati degli Scuderia Ferrari Club.

Coppa Shell. Partito dalla pole position, il neo campione della serie Europe della Coppa Shell, difende la posizione dagli attacchi di un arrembante Todd Coleman (Ferrari of Denver), vincitore delle ultime due gare stagionali disputate nel fine settimana al Mugello. I primi 10 minuti di gara sono però condizionati dall’ingresso a più riprese della Safety Car, a causa di alcuni contatti che tolgono dalla sfida al titolo diversi protagonisti della serie. Alla ripartenza, mentre Kirchmayr mantiene la vetta, Manny Franco (Ferrari Lake Forest) riesce a sbarazzarsi del leader della Am, Christensen, e a puntare la terza posizione di Fons Scheltema (Kessel Racing). La sfida fra i due vede il sorpasso decisivo del pilota americano a 6 minuti dal termine della prova, con un’abile manovra conclusa al termine del rettilineo del box.

A pochi minuti dalla conclusione, un altro contatto nelle retrovie impone nuovamente l’ingresso della Safety Car per la sistemazione della pista. La ripartenza avviene proprio all’ultimo giro, con tutti i piloti di nuovo vicini. Kirchmayr riesce a resistere con abilità agli ultimi assalti di Coleman e a concludere la prova tagliando per primo il traguardo conquistando così il titolo di campione del mondo. Alle sue spalle Coleman e terzo Franco.

Coppa Shell Am. La bagarre all’avvio mette fuori corsa il poleman Giuseppe Ramelli (Rossocorsa – Pellin Racing) coinvolto in un contatto con Claudio Schiavoni (Scuderia Niki – Iron Lynx). Ad approfittarne è Christensen che con una serie di giri veloci prende la leadership della classe e si inserisce nelle prime posizioni assolute. Alle sue spalle duelli avvincenti e sfide che coinvolgono tutti i piloti della classe. A guidare gli inseguitori è Joakim Olander (Scuderia Autoropa), che anche nelle ultime palpitanti fasi dopo la ripartenza dell’ultimo giro riesce a tenere la seconda posizione fino alla conclusione, davanti a Josef Schumacher (Eberlein Automobile), terzo, e a Maurizio Pitorri (CDP – Best Lap), quarto.

Entusiasmante la gara di Kirk Baerwaldt (Baerwaldt Concessionaries), autore di una strepitosa rimonta dall’ultimo posto in griglia di partenza al quattordicesimo assoluto, nono in Am, un’impresa che ha pochi precedenti.

foto copyright David Tarallo