Salone di Norimberga: le date del 2024

Dopo una positiva ripresa nel 2023, gli organizzatori della Spielwarenmesse stanno già lavorando alla 73ma edizione, che si svolgerà dal 30 gennaio al 3 febbraio 2024. Con le date del prossimo anno, la sequenza dei giorni è stata ottimizzata in modo da permettere uno svolgimento dal martedì al sabato anziché dal mercoledì alla domenica come accadeva in passato. L’esigenza di un giorno supplementare era stata fatta presente sia dai visitatori sia dagli espositori locali e internazionali.

La Peugeot 9X8 con una livrea disegnata da J.Demsky

Peugeot e l'artista J. Demsky si sono uniti per offrire un design grafico particolarmente originale della 9X8 iscritta al FIA-WEC 2023.  La Peugeot 9X8 decorata da J. Demsky sarà presente alla 24 Ore di Le Mans. J. Demsky, artista visivo poliedrico di origine spagnola, si evolve in un universo artistico moderno traendo ispirazione dagli anni '90: la sua arte parla a un'intera generazione e la sua firma grafica è unica. Immaginando la nuova livrea della 9X8, J. Demsky non si limita a decorare un'auto ma trasmette un messaggio potente, nella grande tradizione delle Art Cars che hanno segnato la storia dell'automobile, applicandolo a un'auto da competizione. Artista eclettico, J. Demsky ha disegnato anche le grafiche delle tute e dei caschi dei piloti. La presentazione di questa nuova livrea si terrà a Milano il 17 aprile 2023, alla presenza di Matthias Hossann, Peugeot Style Director, Phil York, Peugeot Marketing and Communication Director e Gustavo Menezes, pilota del team ufficiale. La 9X8 sarà esposta al pubblico fino al 23 aprile. Verrebbe da commentare che pagare un artista per rendere meno triste una vettura che fino ad oggi sprofondava nella mediocrità anche per il colore - un banalissimo grigio zecca - costa probabilmente meno che rifare un progetto nato (forse) male e rende di più a livello mediatico. Fatto sta che ormai è arrivato il momento per il team Peugeot di dimostrare qualcosa anche in pista. E a chi dice che la vettura è nata per vincere a Le Mans, va ricordato che per vincere devi per prima cosa arrivare in fondo. La teoria di guasti che ha penalizzato le due 9X8 a Sebring rivela anche un'affidabilità ancora da lontana da un livello accettabile. Del resto, con le gare del WEC che incombono (Portogallo e Belgio nel mese di aprile), di tempo per concentrarsi sullo sviluppo ce n'è poco e la concorrenza non sta a guardare.  

FIA-WEC: la lista degli iscritti di Portimão

Il FIA-WEC torna a Portimão dopo due anni: ricordiamo che nel 2021, ancora in pieno caos dovuto al Covid, la gara portoghese era stata inserita nel weekend inizialmente riservato alla 24 Ore di Le Mans, per recuperare la 1000 Miles of Sebring, annullata. La 24 Ore di Le Mans era invece stata spostata in agosto.

Qui di seguito, in formato pdf, la lista degli iscritti dell’edizione 2023, in programma a metà aprile.

Nella foto di apertura, la partenza della 6 Ore di Portimão 2021, disputata a porte chiuse.

FIA-WEC: 13 Hypercar a Spa

La lista degli iscritti per la 6 Ore di Spa-Francorchamps, in programma dal 27 al 29 aprile, terza tappa del FIA-WEC, vedrà la partecipazione di 13 Hypercar. Cadillac Racing porterà una seconda V-Series.R per Sébastien Bourdais e Renger van der Zande. Il team americano utilizzerà la vettura, col numero 3, per prepararsi al meglio in vista della 24 Ore di Le Mans. Questa Cadillac è normalmente iscritta in IMSA col numero 01.

Una new entry sarà anche la prima Porsche 963 privata, iscritta col numero 38 dell’Hertz Team Jota, struttura inglese che arriverà in categoria Hypercar dopo le gare di Sebring e Portimão disputate con la Oreca-Gibson 07 di LMP2 (foto in basso, alla 1000 Miles of Sebring). Sulla Porsche 963 si alterneranno Antonio Felix da Costa, Will Stevens e Yifei Ye.

Come risolvere un grosso dubbio… rendendo omaggio a due combattenti

di Renato Scotti di Uccio

Questo è il dubbio da cui tutto è iniziato: “Quest’auto è veramente esistita o la sua riproduzione è una “topica” colossale anche se in buona fede?” Vedi foto di apertura, Remember Ferrari 330 P3/4 4,4l 7ma Coppa Internazionale Killarney 1968.

Partiamo dall’inizio.

Nella mia collezione di 1/43 occupa uno spazio consistente una tematica a cui tengo molto: la David Piper Sports Car Collection (DPSCC) che al momento si compone di 55 modelli.

David Piper, oltre ad essere un bravo pilota, ha corso e vinto con quasi tutte le vetture più rappresentative della sua epoca. Non solo; ha anche modificato molte sue vetture per renderle competitive nel tempo, creando “materiale” gustoso per noi “malati” collezionisti.

In particolare, un’auto subì continue trasformazioni, nei tre anni passati insieme a David Piper (vincendo numerose gare). Fu appunto la Ferrari 412 P, con cui Piper corse a Brands Hatch per la Maranello Concessionaries nel 1967, per poi acquistarla e tenerla fino al 1970.

Nella foto i miei modelli con le varie versioni, alcune ancora in lavorazione.

Nel 1968, dopo la deludente (e sfortunata) prestazione alla 9h di Kyalami, Piper decise di partecipare anche alle altre gare della Springbok series con la fedele 412 P… non senza aver operato qualche consistente “ritocchino” per competere col suo principale avversario della Springbok series, Hawkins, che aveva da poco acquistato la Ferrari 350 Can Am di 4200cc.

La foto pubblicata sul libro Pipe’s (la Bibbia per i fan del genere), con Piper che osserva attentamente la vettura di Hawkins… sembra cogliere proprio il momento in cui l’inglese sta pensando a come e dove modificare ulteriormente la sua 412P, telaio 0854 (di soli 4000cc, già profondamente modificata nella linea per contenere gomme di sezione maggiorata), per competere ad armi pari con l’amico/nemico…

“Alleggerire un’auto” è sempre stato, per la Piper Racing, come “un invito a nozze”.

Ed il risultato che ottenne fu piuttosto bello!

L’auto, così modificata, si presentò, due settimane dopo, alla 3h di Cape Town con Piper e Attwood; col numero di gara n.5, si classificò al terzo posto.

Nonostante abbia fatto ricerche molto approfondite, ho trovato solo foto che la ritraggono frontalmente o con viste ¾ anteriori.

Remember ha realizzato questa versione venduta anche con il marchio MG: i modelli hanno la caratteristica di avere una coda piuttosto lunga, con la parte posteriore della fiancata simile alla 412 P, addirittura ancora con le feritoie dietro le ruote posteriori le sagome del “bagagliaio” e la ruota di scorta (come da regolamento per le gr. 6 del WC)!

Personalmente dubito molto che la vettura avesse questa linea a Cape Town, perché, già a partire dalla gara in Svezia di 3 mesi prima, quando era ancora coupè, tra le modifiche effettuate presso la Piper Racing, c’era già un nuovo cofano posteriore con eliminazione della griglia dietro le ruote posteriori.

Io credo che in realtà l’auto fosse molto più corta (visto che non aveva più la necessità di alloggiare la ruota di scorta): simile cioè a quella che ha partecipato alla 3h di Roy Hesketh, disputatasi dopo poco meno di un mese a Pietermaritzburg (visibile nella foto).

Infatti, nel caso che fossero precisi i modelli citati, la sola spiegazione potrebbe essere che Piper ha prima utilizzato un vecchio cofano della 412 P, togliendo il tetto (…ma allargando i passaggi ruote!), e poi ne ha rifatto uno nuovo, molto più corto, per la gara successiva.

Qualche anno fa ho espresso le mie perplessità all’amico Gabriele Pantosti, titolare della MG Models, che commercializzava il modello montato, al quale chiesi più volte anche di acquistarne uno in kit, con le decals (e conoscere il pantone del colore), proprio perché avevo intenzione di modificarlo nella coda.

Purtroppo il tempo è passato senza risultati, un po’ per colpa del Covid, un po’ per l’imminente chiusura della sua attività; nel contempo ho proseguito le ricerche illustrando quelle stesse perplessità in alcuni forum di modellisti italiani ed esteri senza però riuscire ad avere una documentazione esaustiva che giustificasse quella strana coda così lunga.

Con il forte dubbio che quel modello non fosse corretto, non ritenevo giusto avere in collezione qualcosa che non fosse ben documentato. A questo punto, ho preferito mettere mano al modello che avevo acquistato tempo prima per riprodurre direttamente la versione che corse a Pietermaritzburg, alla 3h di Roy Hesketh, perché di quella avevo una foto laterale, con la certezza che la vettura aveva la coda più corta.

Inoltre quella gara, col suo epilogo a sorpresa, “racconta” molto più di altre, la storia delle battaglie tra Piper ed Hawkins. Infatti Piper venne dapprima considerato vincitore davanti a Hawkins, avendolo superato all’ultimo giro… per poi essere classificato terzo, perché quel sorpasso fu giudicato dai giudici solo come uno sdoppiarsi di Piper…! Con Hawkins vincitore…! Terribile!

Il pilota inglese non ha mai accettato questa valutazione, anche se all’epoca, con grande sportività, non sporse reclamo. Non era stata la prima e non sarebbe stata l’ultima battaglia a distanza ravvicinata tra Piper ed Hawkins… tanto che nella successiva gara, ad East London, un contatto tra le loro due vetture decretò la distruzione della 412 P.

Una volta scelta la versione da riprodurre, ho quindi modificato il modello MG (montato casa), accorciandolo posteriormente, eliminando tutta la parte con la griglia dietro le ruote posteriori, rifacendo la coda priva delle forme squadrate del cosiddetto «bagagliaio» (che era obbligatorio per regolamento sulle Sport Prototipo dell’epoca ma non sulle Sport biposto Gr.7), accorciando lo spoiler posteriore e raccordando tutta la parte posteriore.

La modifica non è stata semplice perché ho dovuto risolvere i problemi del colore e ho dovuto rifare le decals.

Completata l’elaborazione, mi ritenevo abbastanza soddisfatto delle modifiche apportate, tanto che, per evidenziarle, avrei voluto esporre il modello in vetrina stando di coda… ma questa soluzione non sarebbe stata molto elegante!

Pensa e ripensa un sistema l’ho trovato: inserire l’auto in un diorama che mi consentisse di rendere ben visibili le modifiche al posteriore e che, nello stesso tempo, avesse avuto un “senso storico”, creando cioè un contesto che ricordasse l’evento.

…si materializzava così l’occasione per inserire nella mia DPSCC anche la 350 P di Hawkins (modello MG, versione 9h di Kyalami, n.6), cosa che non mi dispiaceva affatto!

Questo modello si prestava alla “conversione” per l’altra gara (n.4) con poche modifiche, quali nuove decals ed un secondo tubo di aereazione sul muso.

In questo caso non ho ritenuto necessario modificare la coda. A mio parere però anche in questo modello la parte posteriore è ancora un poco più lunga del dovuto ma considero ciò causato più da una interpretazione personale della linea piuttosto che da una reale diversità del suo disegno complessivo.

Girovagando sul web (grazie a Google e ai vari siti di motorsport), ho studiato il circuito di Pietermaritzburg, trovando una zona che facesse al caso: un rettilineo in salita dopo una ampia curva a destra, con un ponte Dunlop sullo sfondo, che lo rendeva ben riconoscibile.

Per inciso, agli interessati delle corse di quel periodo e di quei circuiti, suggerisco di guardare il bellissimo Mod di Assetto Corsa: https://www.youtube.com/watch?v=KNiF6bVS8b0. Una volta trovata la soluzione per realizzare facilmente un diorama che presentasse le caratteristiche minime di veridicità e che mi consentisse di mettere le auto a confronto (con vista posteriore), non mi rimaneva che rendere “vivi” i modellini.

Ho completato nei dettagli le due auto sia all’esterno che all’interno. Ho realizzato lo sfondo con una foto ritoccata e arricchita di qualche particolare in leggero rilievo (erba, sabbia, alberi, ponte Dunlop, etc.) e ho inserito due figurini in resina, opportunamente modificati e dipinti, per riprodurre i due “contendenti”, che ovviamente non solo si trovano compostamente alla guida… ma si guardano anche con tono di sfida!

Il risultato finale non è un plastico vero e proprio ma un piccolo diorama che, pur nella sua semplicità, rende omaggio alla precisione modellistica e alla storia dell’automobilismo sportivo: un atto di ossequio doveroso a due bei personaggi del mondo delle corse.

Come ho già accennato, nella gara successiva, a gennaio 1969, la 412P di Piper andò distrutta, prendendo fuoco; ricomparve dopo quasi un anno con una carrozzeria molto simile ma con un più vistoso allargamento dei passaggi ruote posteriori e un bel colore rosso.

Remember ed MG hanno fatto anche questa versione con una coda accorciata ma ancora un po’ troppo lunga e soprattutto ancora con la ruota di scorta e le forme squadrate per il “bagagliaio”.

Il modellino non poteva mancare nella mia DPSCC ma per il momento non è ancora in vetrina, in attesa di essere “ritoccato”… In questo caso però mi basterà sapere di avere corretto una piccola imprecisione, senza dover creare un nuovo diorama!

In conclusione, sono contento di avere risolto il mio problema perché ora so che ho un modello ben riprodotto, superando il quesito iniziale: “esiste o non esiste quella versione?”

A mio parere NON esiste. Resto però in attesa di documenti che mi smentiscano e confermino l’interpretazione di Remember e MG. In tal caso il modellino del titolo di questo articolo sarebbe imperdibile, visto l’arzigogolo costruttivo che Piper avrebbe fatto in un mese circa: un primo cofano, caratterizzato da un salto indietro (per feritoie e cofano posteriore) ed un salto in avanti (per l’eliminazione di tetto e lunotto), e poi, in meno di un mese, un secondo cofano, più corto e leggero…

Se invece si dovesse effettivamente appurare che si tratta di un errore, confido che la bravura e la competenza di Codolo lo spinga a realizzare un altro master per aggiornare la propria produzione… rivedendo anche la linea del posteriore del modello 1970!

L’importante comunque è che la mia DPSCC, come le vostre (piccole o grandi che siano), si continuino ad arricchire di interessanti e precise riproduzioni.

Foto credits: Pipe’s di Mills, Gregg, Young – Sito Racing Sport Cars – Sito Autodiva forum Piper

In margine all’Osella-BMW PA5 Le Mans 1977

La recensione dell’Osella-BMW PA5 Le Mans 1977 di Trofeu (https://pitlaneitalia.com/2023/03/27/osella-bmw-pa5-le-mans-1977/) è stata per Marco Nolasco l’occasione di inviare a Pitlaneitalia alcune foto di un kit della stessa vettura montato quarantaquattro anni fa che, vista l’età, “non corre i rischi paventati da Alfonso. E’ il kit Tron n.F2 del 1978 – spiega Marco – a cui aggiunsi delle decals di origine FDS, mi pare, con i numeri blu invece di neri. L’ interno dei fari era in effetti rosso, ma allora mi era sembrato nero e così sembra ancora adesso ad una occhiata sbrigativa di certe foto della vera”.

In realtà le coperture in plexi dei fari erano di colore blu trasparente, così come il finestrino supplementare sul cockpit, dettaglio trascurato da Trofeu.

A proposito delle Osella di Le Mans, avevo già scritto nell’articolo citato che Madyero è sempre stato un grande specialista di queste macchine. La prima a uscire fu la PA8 del 1980, che è stata realizzata anche nella versione Monza 1980 e – in numeri decisamente minori – Mugello e Dijon sempre 1980. La PA6 di Le Mans 1978 ebbe una genesi più lunga delle altre due, perché inizialmente Madiai non trovava abbastanza documentazione della parte superiore del cofano posteriore. Al di là del modello Trofeu, comunque simpatico e accattivante, posso dire senza tema di smentita che i Madyero restano tutt’oggi le migliori realizzazioni delle Osella Gruppo 6.

Bosco Ferrari cresce con un nuovo intervento di forestazione a Formigine

Bosco Ferrari si espande e si avvicina all’obiettivo di 30 ettari di aree naturalizzate nella provincia di Modena. Il nuovo intervento di forestazione, avviato oggi da Ferrari nel Comune di Formigine, assume un importante significato per il territorio non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale.

In accordo con l’amministrazione cittadina è stata infatti destinata al progetto l’area della Cava di Tabina, un terreno confiscato alla criminalità organizzata. La messa dimora delle piante verrà completata nel corso dei prossimi giorni su un’estensione di due ettari, mentre il prossimo autunno verrà creato un ampio frutteto nell’area circostante. I primi alberi e arbusti dell’area boschiva appartengono a specie autoctone della Pianura Padana, nate da semi certificati e selezionati al fine di rigenerare un ecosistema dagli alti benefici ambientali.

L’intera area verrà in seguito affidata in gestione alla Fondazione Orione 80 Onlus, una comunità educativa e residenziale che si occupa, tra gli altri progetti, di inserimento e reinserimento lavorativo dei giovani. Saranno gli stessi ospiti della Fondazione a provvedere alla manutenzione del bosco e del frutteto, per i primi tre anni con l’assistenza dell’impresa sociale no profit Rete Clima che supporta il Cavallino Rampante nella progettazione e nell’implementazione del Bosco Ferrari sin dal primo intervento realizzato a Maranello lo scorso ottobre.

Alla piantagione dei primi alberi hanno partecipato oggi una delegazione di Ferrari, il sindaco di Formigine Maria Costi con diversi esponenti della Giunta Comunale, oltre agli educatori e ai giovani della Fondazione Orione 80.

Con l’evento odierno prende il via un’ulteriore tappa del più vasto progetto climatico e ambientale della Casa di Maranello, che procede di pari passo con un’attenzione alle necessità sociali della comunità locale.

Bosco Ferrari aderisce alla Campagna Nazionale Foresta Italia, promossa da Rete Clima in partnership con Coldiretti e PEFC, che ha ricevuto il patrocinio morale del MITE (Ministero della Transizione Ecologica) e del MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

Annunciato da Tameo il kit della Ferrari 126 CK GP del Canada 1981

Col numero di catalogo TMK443 sarà presto disponibile il kit Tameo (metallo 1:43) della Ferrari 126 CK Formula 1 GP del Canada 1981, gara passata alla storia per i tre giri durante i quali Gilles Villeneuve guidò sotto l’acqua con la visuale impedita a causa dello spoiler anteriore piegato, che successivamente si staccò del tutto. Nel kit, che permetterà di ottenere anche la vettura di Didier Pironi, saranno fornite le gomme da pioggia, realizzate con un nuovo stampo.

Osella-BMW PA5 Le Mans 1977

Per anni Osella a Le Mans è stato sinonimo di Madyero. Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente quando Trofeu ha annunciato la PA5 motorizzata BMW 2000 del 1977 nella sua gamma DSN43. Da qualche tempo a questa parte la serie DSN43, stampata direttamente in 3D in materiale plastico, sta ripercorrendo, quasi parallelamente a Spark, la storia delle Gruppo 6 alla 24 Ore di Le Mans. Sono uscite diverse Chevron, alcune ancora inedite o quasi, direi anche molto riuscite, e altri soggetti seguiranno, come la Duckhams del 1972. Le Osella, dicevo: nel giro di pochi mesi, Trofeu ha infilato le tre versioni canoniche: prima la rossa Elvia del 1977, poi la Toleman del 1978 e, di prossima commercializzazione, la popolare Alpilatte-Lana Gatto del 1980. La Elvia, lo ricordiamo, partecipò con Alain Cudini, Raymond Touroul e la nostra Anna Cambiaghi. Qualificatasi diciottesima, l’Osella numero 29, iscritta nella classe 2 litri del Gruppo 6, terreno di caccia di Chevron e Lola, dovette abbandonare per il cedimento del motore.

Il modello si presenta con linee corrette e il sospetto che sia un po’… figlio del Madyero resta. D’altra parte, nel campo del modellismo (quasi) nulla si crea ma tutto si trasforma e questo vale fin dai tempi dei pionieri. Ottima la verniciatura, bella liscia e brillante quanto basta. Nei modelli DNS43, ma in generale su tutti i Trofeu, le decals sono di discreta qualità, anche se a volte tendono a screpolarsi in alcuni punti critici. Sull’esemplare delle foto la decorazione è stata applicata con cura.

Piace rimarcare come l’uso di film che uniscono diversi loghi sia particolarmente limitato, il che giova non poco al quadro d’insieme. Altro punto forte sono i cerchi in alluminio tornito, con parte interna fotoincisa. In fotoincisione sono realizzati gli elementi dell’ala posteriore così come i ganci fermacofano, il manettino dello staccabatteria e l’anello di traino posto sull’anteriore.

Certo, i DSN43 non sono economici: possiamo trovarli a 80-85 euro, ma a quel prezzo si è ormai adeguata anche Spark, con modelli prodotti in Cina e in Madagascar, mentre questi modelli sono fatti in Portogallo. Qua e là alcune note stonate, come gli interni completamente neri (strano perché altre Gruppo 6 di DSN43 hanno le parti in vista del telaio e dei serbatoi nel loro bravo alluminio satinato) o la parte retrostante alle ruote anteriori lasciata in rosso.

A mio avviso, la finestrella anteriore sinistra sulla carenatura del cockpit avrebbe dovuto essere leggermente più grande. Tornando agli interni, i DSN43, a differenza degli Spark aperti, non hanno le cinture di sicurezza in fotoincisione, ma adottano ancora le decals, per quanto sufficientemente realistiche, sia per dimensioni sia per esattezza nella riproduzione di fibbie e attacchi.

Al retrotreno non troviamo alcuna fotoincisione ma le parti a vista della meccanica (ponte, semiassi, mozzi, cambio) sono fatte in materiale 3D: la finezza di un Madyero è ovviamente lontana, ma siamo ancora nei limiti dell’accettabilità. Alcuni piccoli dettagli sono stati simulati con semplici decals, come i faretti d’illuminazione dei numeri di gara laterali e le piccole frecce, che si trovavano al centro della A nello sticker rotondo “DAS” piazzato tra i fari e i passaruota. A proposito di fari, sull’anteriore abbiamo una lente ottica, coperta da un elemento in acetato trasparente: tutto fa parecchio modello speciale. Le piccole luci posteriori, arancioni e rosse, hanno una base riflettente fotoincisa con goccia di resina colorata. In ultimo, i tappi serbatoio sono in plastica cromata.

Questa gamma DSN43 va sicuramente accolta con favore: i soggetti non sono mai banali e i numeri di produzione ancora più limitati di quelli raggiunti da Spark. L’Osella, ad esempio, è stata tirata in soli 150 pezzi (non numerati) ed è già esaurita presso il produttore e anche presso la quasi totalità dei distributori. Un modello magari non perfetto, ma nel complesso più… emozionante dei resincast cinesi. Emozionante? Se non altro più coinvolgente, diciamo così. Sono impressioni, certo, ma le impressioni nel collezionismo contano.

Ora che DNS43/Trofeu ha a disposizione il master delle varie Osella, c’è da attendersi un proliferare di versioni di altre gare, incluse le cronoscalate. Fra le ultime novità segnaliamo un paio di versioni della Chevron-Ford Cosworth B31, la numero 22 di Le Mans 1977 e la numero 27 di Le Mans 1978, che se non vado errato dovrebbero anche essere la stessa macchina.

Terza vittoria assoluta per Haas RT, che trionfa nella Hankook 12h Mugello

La Audi R8 LMS GT3 EVO II del team Haas RT (#21, Mathieu Detry / Stéphane Perrin / Frédéric Vervisch) ha avuto un impatto immediato al suo debutto nella 24H SERIES a Dubai, chiudendo con un quinto posto assoluto dalla 43esima posizione in griglia e conducendo la classifica assoluta della gara in diversi momenti. HAAS RT, primo team a rappresentare lo stato di Antigua sulla scena internazionale del motorsport, ha poi conquistato il suo primo podio alla Hankook 6H Abu Dhabi e, dopo essersi qualificati 7° per la Hankook 12H Mugello di questo fine settimana, sono riusciti a prenderne la testa già da metà gara. Successivamente, e nonostante la pressione incessante dell’Audi R8 LMS GT3 EVO II del Saintéloc Junior Team (#26, Erwan Bastard / Paul Evrard), la vettura dell’Haas RT ha condotto 178 dei 341 giri totali completati al Mugello per assicurarsi la sua prima vittoria nella 24H Series.
Attardati di soli due giri, il secondo posto assoluto segna il miglior risultato fino ad oggi nella 24H Series per il Saintéloc Junior Team, nonostante il team francese abbia per due volte perso tempo ai box pochi istanti prima che venissero lanciati due Code 60 caution. La Mercedes-AMG GT3 del team Heart of Racing by SPS (n. 27, Ian James / Gray Newell / Roman De Angelis) ha completato un’impressionante rimonta conquistando il terzo gradino del podio assoluto. Il team americano, che questo fine settimana ha collaborato ancora una volta con la tedesca SPS Automotive Performance, era arretrato a centro gruppo dopo un’uscita nella ghiaia durante la prima ora di gara, ma è stato riportato in lizza dopo un doppio stint di Gray Newell. Un guasto alla radio ha fatto sì che la domenica, verso la metà della seconda parte di gara, il giovane americano rimanesse erroneamente a bordo della Mercedes con gomme vecchie durante il suo secondo stint al volante. Lo Heart of Racing si è contemporaneamente assicurato la vittoria in classe GT3-Am davanti alla Mercedes-AMG GT3 del team Hofor-Racing (#11, Michael Kroll / Chantal Prinz / Alexander Prinz / Carsten Tilke) dopo uno straordinario finale. L’Audi R8 LMS GT3 EVO II del team Land Motorsport (#34, Dr. Johannes Kirchhoff / Ingo Vogler / Tim Vogler) sembrava sulla buona strada per chiudere 2° di classe e 4° assoluto, prima di subire una foratura alla posteriore sinistra a 12 minuti dalla fine. Un semiasse rotto ha costretto l’Audi a ritirarsi quasi in vista del traguardo.
La scomparsa del team tedesco ha permesso all’Akkodis ASP Team (#88, Mauro Ricci / Jean-Luc Beaubelique / Jérôme Policand / Benjamin Ricci), che ha chiuso al 6° posto assoluto, di salire sul gradino finale del podio della classe GT3-AM al suo debutto nella serie. Il pomeriggio era già iniziato male per Land Motorsport quando sull’Audi sorella #55 (Stefan Wieninger / Tim Müller / Christopher Mies), che ha guidato la maggior parte dell’ora di apertura di ieri, è stata trovata una perdita d’acqua durante l’intervento notturno. Alla vettura, che ha concluso la prima parte della 12 Ore al 4° posto assoluto, è stata poi inflitta una penalità di 10 giri. Per i leader delle prime battute alla fine è arrivato il 18 ° assoluto a causa di un problema all’albero a camme. Willi Motorsport by Ebimotors (#955, Fabrizio Broggi / Sergiu Nicolae / Sabino de Castro) ha ottenuto la vittoria di classe nella 992, a 12 mesi di distanza dall’incidente dell’ex 991 Team all’Hankook 12H MUGELLO dello scorso anno. Nonostante un breve scontro in pista subito dopo il riavvio con la rivale dei Centri Porsche Ticino, la Porsche 911 GT3 Cup ha guidato la classifica per le restanti sei ore, inseguendo e superando la Mercedes del team Hofor Racing nell’ultimo giro approfittando della loro necessità di risparmiare carburante. Una
performance che è valsa al team italo-romeno il premio Spirit of the Race di
radiolemans.com. Al 7° posto assoluto, e nonostante un’uscita nella ghiaia a tre quarti di gara, la Porsche 911 GT3 Cup del team Red Camel-Jordans.nl (#909, Ivo Breukers / Rik Breukers / Luc Breukers / Fabian Danz) alla fine ha vinto la lotta incredibilmente serrata per le posizioni finali del podio di classe 992 con i campioni in carica del team Red Ant Racing (#903, Ayrton Redant / Yannick Redant / Kobe de Breucker), con un distacco di soli 9.453 secondi dopo 12 ore di gara.
Una posizione più indietro, la Porsche 911 GT3 Cup dei Centri Porsche Ticino (#912,
Valerio Presezzi / Max Busnelli / Ivan Jacoma / Francesco Fenici) è sopravvissuta sia al precedente scontro con la vettura del team Willi Motorsport by Ebimotors, sia a una foratura alla posteriore sinistra durante gli ultimi 10 minuti di gara, assicurandosi gli onori della classe 992-AM precedendo di 37 secondi gli agguerriti rivali del team Neuhofer Rennsport (# 985, Felix Neuhofer / Markus Neuhofer / Michael Birkner / Martin Ragginger). Più indietro, la vettura del team Ebimotors (#973, Paolo Venerosi / Paolo Gnemmi / Gianluigi Piccioli / Gianluca Giorgi) ha completato un fine settimana positivo nella gara di casa con il 2° posto nella classe 992-AM, con RPM Racing (#907, Tracy Krohn / Niclas Jönsson / Philip Hamprecht) a completare il podio. Il ritmo della vettura Cup 992 al Mugello è stato così sostenuto che i primi otto classificati di classe sono finiti tutti tra i primi 13 della classifica assoluta. Dopo il pesante incidente nella prima parte di gara, la Mercedes-AMG GT3 di CP Racing (n. 85, Charles Putman / Charles Espenlaub / Shane Lewis) completamente riparata ha completato oltre il 50% dell’intera distanza di gara al 29° posto assoluto , accumulando punti per la classifica di campionato. Una rimonta altrettanto impressionante è stata messa in scena da Kessel Racing (#8, ‘L.M.D.V.’ / Alessandro Cutrera / Marco Talarico / Marco Frezza / David Fumanelli), che dopo aver colpito le barriere di pneumatici ha visto l’unica Ferrari 488 GT3 del gruppo risalire fino al 14° posto assoluto. Una lotta serrata in GT4 alla fine ha visto prevalere la MercedesAMG GT4 di Atlas BX Motorsports (# 403, Steven Cho / Roelof Bruins / Jongkyum Kim), nonostante il team sudcoreano abbia perso una ruota all’apice dell’intervento notturno e si sia guadagnato una penalità di cinque giri mentre venivano effettuate le riparazioni prima della ripartenza. Per tutta la domenica pomeriggio, la vettura del team AtlasBX è poi stata messa sotto pressione dalla Mercedes-AMG GT4 di Buggyra Racing (# 416, Aliyyah Koloc / David Vrsecky / Adam Lacko), nonostante il team degli Emirati sia stato costretto a rientrare ai box per una foratura pochi istanti dopo il riavvio e alla fine abbia perso quattro giri quando la Mercedes ha accusato un problema tecnico negli ultimi 15
minuti. Il podio è stato completato dalla BMW M4 GT4 del team Simpson Motorsport (#438, David Holloway / Carl Cavers / Vasily Vladykin), una giusta ricompensa per la compagine britannica che ha dovuto sostituire il telaietto posteriore rotto della BMW durante la notte. Il team Vortex V8, uno dei preferiti dagli appassionati, si è assicurato la prima vittoria in GT con la Vortex 1.0 nella 24 Horus Series, e la prima del costruttore francese indipendente dal successo nella SP3-class dalla Hankook 24H Dubai del 2019. La vittoria inizialmente sembrava destinata ad andare al RD Signs – Siauliai Racing Team (#720, Audrius Butkevicius / Nicola Michelon / Paulius Paskevicius), che ha guidato la GTX per la maggior parte dell’evento nonostante una collisione in pista all’inizio del sabato. La gara del team lituano si è però interrotta prematuramente a sole due ore dalla fine quando a causa di una macchia d’olio la Lamborghini Huracán Super Trofeo ha colpito duramente le barriere alla San Donato. La Lamborghini è stata raggiunta tra le barriere pochi istanti dopo dalla Porsche 911 GT3 Cup del team NKPP by HRT Performance (#928, Gijs Bessem / Harry Hilders), anche se fortunatamente, dopo i controlli presso la struttura medica del circuito, né Audrius Butkevicius né Harry Hilders sono rimasti feriti. L’incidente della vettura schierata dal team Rd Signs ha quindi portato la Vortex 1.0 #701 (Lionel Amrouche / Philippe Bonnel / Philippe Gruau) in testa alla classe, fino a quando il mozzo della ruota posteriore destra si è disintegrato verso l’ultima ora. La Vortex gemella 702 (Laurent Misbach / Lucas Sugliano / Pierre Fontaine) – che aveva già perso tempo a causa di diversi testacoda oltre a un’uscita nella ghiaia – ha quindi preso il primo posto, anche se non per molto. La #702 è stata riportata più volte ai box i punti di montaggio della ruota posteriore sinistra, riportando infine la #701 in rimonta al comando della classe. Questo segna la prima vittoria di classe per Vortex nella 24H Series e la prima per il costruttore indipendente francese dai tempi in cui era “GC Automobile”. Incapace di scavalcare la Lamborghini di RD Signs nelle fasi finali, la Porsche 911 GT3 Cup MR del team 9und11 Racing (#719, Georg Goder / Ralf Oehme / Martin Schlüter / Leonard Oehme) alla fine è arrivata 4a in classe GTX, con il team tedesco costretto a perdere tempo per riparare il passaruota destro, il diffusore posteriore e i freni della Porsche. Primus Racing (# 251, Peter Larsen / Johan Rosen / Hampus Hedin) ha completato una corsa impeccabile per ottenere la vittoria assoluta nella classe TCE al suo debutto nella 24H Series. La BMW M2 CS Racing del team svedese è passata sotto la bandiera a scacchi con due giri di vantaggio sul vincitore della classe TC, Hofor Racing by Bonk Motorsport (#331, Martin Kroll / Felix Partl / Michael Bonk / Max Partl), diventando il quarto vincitore diverso in TCX dalla Hankook 12H Mugello dello scorso anno. La seconda delle due BMW M2 CS Racing di Hofor Racing by Bonk Motorsport (#332, Volker Piepmeyer / Martin Kroll / Hermann Bock / Michael Bonk) sembrava destinata a completare il podio generale in TCE, ma una perdita nel radiatore dell’olio ha colpito negli ultimi 90 minuti. Dopo una miriade di problemi alla trasmissione l’Audi RS3 LMS DSG di Aikoa Racing (#147, Sandro Pelatti / Nicola Baldan / Francesco Cardone / Filippo Barberi / Franco Girolami) è riuscita a conquistare il terzo gradino del podio a soli 30 minuti dalla fine. Gli autori della pole in classe TCE, la Ligier JS2 R del team SK Racing (#215, Franck Eburderie / Franco Lemma / Jérôme Dacosta / Alain Ferté), che hanno deciso di prendersi una penalità di cinque giri per trovare la fonte dei problemi elettrici della Ligier JS2 R durante la notte, sono riusciti a concludere in quinta posizione. Dopo il Mugello, il secondo round europeo della 24h Series powered by Hankook di quest’anno, la 12h di Spa, si svolgerà il 6-7 maggio, seguito dalla Hankook 12h Monza, prevista il 10-11 giugno.