12 Ore Sebring 2022: il paddock dell’IMSA

La settimana di Sebring è già in pieno svolgimento, con la 12 Ore IMSA in programma sabato e con la 1000 Miglia del WEC prevista per venerdì. La convivenza dei due campionati in un circuito “antico” come quello di Sebring causa inevitabilmente qualche problema. I due paddock sono stati sistemati lungo l’Ullman Straight, con una scelta logistica sicuramente riuscita, visto il gran numero dei concorrenti. Gran parte dei rappresentanti dei media è stata sistemata nella struttura che negli anni scorsi ospitava le auto storiche. Sarebbe stato impossibile, infatti, far entrare tutti nell’angusta sala adiacente alla pitlane. Presentiamo una gallery di foto scattate stamani nel paddock IMSA e nel corso delle verifiche tecniche.

12 Ore di Sebring 2022

PLIT seguirà la 12 Ore di Sebring, il cui primo assaggio si è avuto lo scorso weekend con il prologo del WEC. Come tutti saprete, nel corso della settimana si disputeranno prove e gara della 12 Ore IMSA e della 1000 miglia valida come prima prova del WEC. Lasciando la pura cronaca a siti specializzati, ci occuperemo come sempre di aspetti più particolari nello spirito del sito, proponendo ovviamente ampie gallery. Grazie a tutti per l’attenzione. La redazione di PLIT.

Ferrari inaugura il nuovo store a Milano

Ferrari taglia un nuovo traguardo nell’ambito della strategia di estensione lifestyle del marchio con l’apertura del nuovo negozio di Milano, progettato con un triplo ingresso su Via Berchet, Via Foscolo e Via San Raffaele, all’interno di un palazzo d’epoca tra la storica cattedrale di Piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II.

Integralmente ristrutturato e riconfigurato, lo spazio si estende su una superficie di vendita di quasi 900 metri quadri disposti su tre livelli armoniosamente connessi in una dimensione fluida e dinamica, caratterizzata dal nuovo concetto già applicato al primo rinnovamento della boutique di Maranello inaugurato lo scorso mese di giugno.

Affidata allo studio d’architettura Sybarite di Londra, l’interpretazione degli interni di Milano intreccia ancora una volta i valori di innovazione, stile e performance. Il risultato è un circuito esperienziale formato da strati multipli di materiali, immagini e ispirazioni che immergono la leggenda, il fascino e l’eleganza dell’universo Ferrari nella concezione più contemporanea di spazio galleristico commerciale.

In continuità con Maranello, anche a Milano riappaiono i codici di design e i materiali iconici della nuova visione del brand, riformulati e adattati al luogo di eccellenza attraverso un’evoluzione strutturale e scenografica di grande impatto visivo.

Gli archi della facciata del palazzo sono scanditi da vetrate rosse che celebrano il colore simbolo di Ferrari sfumando in trasparenze, a rappresentazione dei valori di velocità e prestazioni. Entrando, le pareti delineano un colonnato perimetrale in terracotta elegantemente contrastato da pareti di mattoni in argilla bianca.
L’atrio centrale è dominato da un’auto di Formula 1 a grandezza reale: la vettura, sospesa tra i diversi piani, è una replica fedele della stessa monoposto con cui Michael Schumacher vinse il mondiale F.1 nel 2002.

Il negozio accoglie il visitatore in un percorso aperto e amplificato in cui ogni angolo anticipa e svela la prospettiva successiva stimolando una sensazione di scoperta continua, in orizzontale e in verticale. Ogni ambiente, distinto ma complementare agli altri, racchiude un suo storytelling e una sua funzione espositiva, componendo al tempo stesso una narrazione coerente e flessibile che spazia a più riprese dall’anima corsaiola del Cavallino, alle nuove collezioni moda create dal direttore dreativo Rocco Iannone.

Il lato destro del piano terra ospita uno schermo a scacchiera su cui scorrono video e immagini che ricordano il legame tra la Scuderia e il mondo del cinema, con le frequenti apparizioni delle quattro ruote di Maranello nei film d’autore; dal soffitto pende una struttura in alluminio spazzolato ispirata alle linee di assemblaggio della fabbrica di Maranello come metafora della connessione costante tra l’uomo e la macchina.

Nel lato sinistro, l’attenzione si concentra sul mondo della Formula 1 con un allestimento ricco di oggetti culto dedicati agli amanti e agli appassionati delle competizioni sportive, in un’atmosfera evocativa che richiama a più riprese il mito dei Gran Prix e i suoi protagonisti. Qui un maxischermo, circondato da alettoni, parti di motori e memorabilia appesi alle pareti, proietterà le gare di Formula 1 del passato e del presente.

Proseguendo verso Il piano inferiore, i visitatori potranno usufruire di un’esperienza e-sport unica nel segmento Retail, sperimentando le stesse sfide ed emozioni dei piloti Ferrari nella realtà virtuale. All’interno di un’arena-anfiteatro sovrastata dalle linee avvolgenti dell’argilla, sono disposti tre simulatori semi-professionali, per poter rivivere l’esperienza delle gare su circuito alla stessa velocità e con la stessa intensità dei campioni della Formula 1.

Al piano superiore, l’esplorazione continua attraverso un mix inedito di prodotti e installazioni. Qui l’elemento protagonista è il bolide rosso sospeso nel vuoto, ora visibile in ogni dettaglio da una distanza ravvicinata e dalle diverse angolazioni.
Le esposizioni tematiche includono anche una colonna con teche retroilluminate per prodotti ottici, l’area bambino, la parete dedicata agli accessori tessili e la zona riservata alle linee di borse, scarpe e cappelli.

Come al piano terra, anche al piano superiore è disponibile un’area camerini che introduce in modo raffinato i colori e il design delle vetture di Maranello, con pareti rivestite in alcantara gialla, porte in alluminio spazzolato e sedute in cuoio trapuntato per ricordare gli interni dell’abitacolo
di una Ferrari.

Infine, gli ospiti speciali potranno accedere alla VIP Lounge, un’area dove potersi dedicare allo shopping in un ambiente privato e rilassante. Quest’area viene delimitata da pareti in terracotta e arredata con estrema cura, grazie ad una attenta selezione di materiali e tessuti, volte
ad elevare l’esperienza di questo spazio esclusivo.

Cos’è Sybarite

“Sybarite e’ il termine inglese che definisce la devozione a tutto ciò che simboleggia lusso e raffinatezza”.
Per gli architetti Torquil McIntosh e Simon Mitchell, fondatori di Sybarite, il nome rappresentava e trasmetteva perfettamente il messaggio della cultura aziendale che volevano creare nel 2002.
Quasi vent’anni dopo questo studio di architettura e design con sede a Londra, ancora oggi, continua a innovare ed ispirare il panorama globale del lusso, nella moda, nel retail e nell’hospitality, infondendo la loro visione creativa ai progetti, rendendoli unici.
Lo studio è presente nelle principali città di tutto il mondo, attraverso i progetti realizzati per le più importanti firme della moda internazionale, presenti nel loro portfolio clienti.

Dieci anni fa Sybarite ha ricevuto il primo incarico in Asia, intervenendo nel completo restyling del centro commerciale di Shin Kong Place, a Pechino, in Cina, trasformandolo nell’attuale department store di lusso SKP Beijing.
In seguito al successo di SKP Beijing, Sybarite ha ideato SKP, il più grande concept store e punto di riferimento del lusso dell’antica capitale cinese Xi’an, che si sviluppa su 20 piani e presenta oltre 1000 marchi.
SKP-S Beijing ha aperto nel 2019, situato di fronte al negozio SKP originale ed è considerato un punto di riferimento nel settore del “retail esperienziale”.
In aggiunta, Sybarite sta lavorando ad un concept store di lusso sotterraneo, nella provincia cinese di Sichuan, che sarà il primo del suo genere e dovrebbe essere completato nel 2022.

Oltre a essere impegnato nella realizzazione di nuovi negozi in Europa e negli Stati Uniti per brand internazionali della moda, Sybarite continua a pianificare centri di marca e innumerevoli progetti di hospitality e lifestyle per SKP.

La vera Spark è Trofeu?

Vediamo di centrare alcuni concetti brevemente come si conviene a un sito web, ma anche cercando una certa visione “laterale”. Oltre venti anni fa Spark nacque per sedurre gli storici proprietari di kit in resina, con gli armadi pieni di scatole (e le scatole… piene) di modelli da verniciare e montare. Una vera scocciatura per molti. Spark, grazie alla sapiente guida di Ripert jr., si è saputa ritagliare lo spazio che oggi tutti le riconosciamo. Ma al momento attuale c’è forse un’altra marca, ben più artigianale, che incarna lo spirito che Spark voleva abbracciare – riuscendoci – all’alba degli anni duemila. Quel marchio è Trofeu, forte di una storia altrettanto lunga e interessante, e ancora sulla breccia. Come ha fatto a sopravvivere Trofeu, che pure non è né Spark né Minichamps, ma nemmeno Ixo o Neo? Con tante edizioni limitate e con un’originalità che non teme rivali. Sfruttando al meglio gli stampi sotto mano, il produttore portoghese ha avuto il coraggio di innovare, prima proponendo alcuni modelli in plastica, poi dando vita alla linea DSN43, fatta di modelli in resina stampati direttamente in 3D. I risultati sono stati eccellenti: queste scelte hanno permesso a Trofeu di diversificare la produzione, uscendo con soggetti prima impensabili. Ora DSN43 fa concorrenza a Spark, con le prime GRD e Chevron Sport (proprio qualche settimana fa, Spark aveva annunciato alcune versioni Le Mans delle Chevron). La Chevron B21/23 di Le Mans 1973 è eccellente, così come validissime sono le GRD S73. Il costo di questi DSN43 è appena superiore a uno Spark, con caratteristiche sostanzialmente simili se non a volte migliori: eccellente la pulizia del montaggio, così come la posa delle decals: e i famigerati film a raggruppare ampie porzioni di scritte e decorazioni, che sovente rovinano gli Spark, nel caso di DSN43 sono molto più rari. La produzione è in genere molto limitata: ogni versione non supera i 150 esemplari. Le ruote forse sono preferibili a quelle degli Spark, mentre gli interni sono curati a sufficienza: non abbiamo le cinture di sicurezza fotoincise ma le decals utilizzate sono piuttosto realistiche e provviste di fibbie argentate dall’ottima resa.

Trofeu ha sempre avuto lo “spirito” giusto. I suoi modelli ricordano da vicino dei vecchi Mini Racing montati, tanto per fare un esempio. Siamo leggermente sfalsati rispetto alla precisione chirurgica degli Spark, ma il risultato finale potrebbe essere addirittura più armonioso e omogeneo.

Per i nostalgici del tempo che fu, la gamma Trofeu è un viaggio nelle citazioni, come potrebbe essere una pellicola di Tim Burton o di Quentin Tarantino. E a volte è bello seguire il filo della memoria e rendersi conto che non può essere un caso se certi itinerari sono così facilmente leggibili – almeno da chi ha un po’ di anni sulle spalle. Vuol dire che la storia lascia il segno continuando a suggestionarci.

In apertura di articolo trovate la Kadett Pantashop. Non sto neanche a dirvi cosa ricorda. Mistero poi sul perché il suo primo produttore scelse proprio questa versione senz’altro meno illustre, quando avrebbe tranquillamente potuto andare su qualcosa di più classico. Ci pensò poi col kit a proporre una versione ufficiale. Ma le altre due? Ecco quella di Clarr, con targa Bouches-du-Rhône. Ricordate il kit Solido col consiglio di modificare leggermente l’anteriore? Quasi un messaggio in codice, capito forse solo da quei pochi che disponevano di foto appena decenti.

Ricordo alcune foto della Escort Heat for Hire sul TSSK: siamo in piena epoca transkit, Solido ancora alla ribalta con le sue eccezionali basi. Il Trofeu non vi sembra ancora un Solido elaborato?

Questa versione è famosa, ma a Trofeu va il plauso di riprodurre con grande continuità anche i “numeri alti” di rally come il RAC o il Portogallo: vetture Gruppo 1 o le Gruppo 2 e 4 meno prestigiose, che arrivavano quando ormai i big erano passati, lasciando ampi solchi sul terreno.

Trofeu è anche 24 Ore di Spa, la 24 Ore delle edizioni in cui si correva con le turismo. Quando il circuito odorava ancora di patatine fritte e alberi fradici di pioggia. Auto con i numeroni un po’ ovunque, semisconosciute oppure addirittura provenienti dal mondo dei rally. Le edizioni di fine anni settanta-inizio anni ottanta, poco apprezzate dalla maggior parte degli appassionati, sono ormai sepolte nella memoria. In griglia ci vedevi di tutto, come quelle Gruppo “uno e mezzo” che caratterizzavano campionati come il Trofeo Trans Europa, una specie di parente povero dell’Europeo Turismo. La Escort di Helmut Gall. Questa ha fatto qualsiasi gara, anche la 1000km del Nurburgring. Io personalmente me la ricordo alla 24 Ore del Mugello 1980, dove Gall correva con Bauer e Felder.

Le Sport. Chissà perché come primo modelli di questa serie (della gamma DSN43) Trofeu ha pensato alla GRD S73. In ogni caso ha fatto bene e la versione Lucky Strike della 9 Ore di Kyalami 1973 (Schenken/Charlton) è un piccolo capolavoro. Promettono bene (anzi benissimo) le Chevron: alla vettura Dinitrol di Le Mans 1973 ha fatto seguito la Tergal e altre versioni sono annunciate. Queste sembrano davvero dei kit montati, con tutto il fascino che ne consegue. Rare, diventeranno rare, perché molto più limitate degli Spark, ma forse la maggior parte dei collezionisti neanche se ne accorgerà.

Parlavamo di transkit: la 131 Abarth è uno dei classici di Trofeu, non lo scopriamo certo oggi. Eppure tutte queste versioni che si moltiplicano fanno, ancora una volta, pensare a quelle mitiche bustine col cartoncino blu dei fratelli Tron. Delle interminabili di teorie di Porsche 911 GT3 che escono a fiotti dai rubinetti Spark ci si può stancare. Ma della 131 Abarth mai. Eccovi, alla fine di questo percorso sul filo della memoria, la vettura di Makinen al Rally di Svezia 1977.

Le origini di Andrea Moda F.1 nella testimonianza di Alex Caffi

Alex Caffi ha corso in F.1 per Osella, Scuderia Italia, Arrows, Footwork. A inizio anni 90 arrivò vicino a firmare per l’allora top team Williams. Ma non tutti si ricordano che fu il primo pilota designato dal team Andrea Moda Formula per il Mondiale F1 del 1992. Dopo di lui firmò Enrico Bertaggia ed entrambi lasciarono la squadra di Andrea Sassetti all’indomani del GP Messico, seconda gara del campionato.

Un momento dell’intervista con Alex Caffi, a cura di Ermanno Frassoni di Motorphone TV

La parabola di Roberto Moreno e Perry McCarthy in Andrea Moda sarebbe iniziata dal Brasile con la nuova S921. Motorphone TV, il canale di Ermanno Frassoni su Youtube, ha parlato con Caffi di come avvenne il suo passaggio dalla Footwork all’Andrea Moda alla fine del 1991, del primo test sulla Coloni C4B a Misano visto che la S921 era lungi dall’essere pronta, dell’atterraggio all’aeroporto di Johannesburg salvo poi scoprire che non era stato prenotato nemmeno l’albergo e dei pochi chilometri percorsi nel weekend del primo GP in Sudafrica. Poi le speranze di poter disporre della nuova monoposto per il Messico, purtroppo disattese, la celebre foto insieme al compagno di team Bertaggia sulle tribune, il sogno di Sassetti che si scontrò quasi subito con i poteri forti della F1 e persino la vittoria a 54 primavere nel GP Montecarlo storico 2016 su Ensign N176, a 24 anni dalla conclusione dell’avventura con l’Andrea Moda.

Calenzano, borsa di scambio del 13 marzo 2022

Sarà rimasto deluso chi ha aveva deciso di dedicare una mattinata alla tradizionale borsa primaverile (o quasi) di Calenzano in cerca di automodelli. L’edizione di oggi proponeva infatti prevalentemente soldatini e qualche giocattolo d’epoca, magari in tema con le auto, ma molto molto lontano dalle aspettative della maggior parte dei collezionisti. La rappresentanza del settore del soldatino era certamente molto ampia; sulla qualità dell’offerta non sappiamo giudicare con competenza, e forse stamani gli appassionati di auto avrebbero voluto essere collezionisti di figurini per dare un senso alla loro visita alla borsa organizzata comunque con la solita professionalità da Agostino Barlacchi.

A parte i soldatini, zero assoluto: obsoleti pochissimi e quasi sempre in condizioni pessime, diecast moderni nessuno, kit non pervenuti. Fra i pochi pezzi di una certa rarità, alcuni Politoys militari in plastica e qualche Airfix 1:32, sempre militare, della serie montata commercializzata dal 1969.

Abbastanza nutrita l’editoria, ma si trattava comunque di letteratura inerente alla storia militare o al soldatino.

Alcune realizzazioni di Eric Doucet (parte 4)

Quarta gallery dei montaggi e delle trasformazioni di Eric Doucet, che i lettori di PLIT hanno dimostrato di apprezzare molto. E’ stavolta il turno di una serie di Ferrari Formula 1, che così descrive Eric: “Ces Ferrari sont des maquettes plastique Hasegawa 1/24 ou Tamiya 1/20 ou Protar 1/24 ou Rosso 1/43 ou Starter résine au 1/43 ou BBR métal au 1/43 ou Make-Up au 1/43, la plupart des maquettes sont redétaillées (tubulures, câblages, harnais, carbone) les figurines sont en résine de marque Vroom achetées sur e-Bay peintes au pinceau même si je ne suis pas un très bon figuriniste”.

Rassegna stampa: AutoModélisme n.281

Visto che lo abbiamo sempre fatto, continuiamo a inserire nella rassegna stampa AutoModélisme. Se per qualche motivo vi è sfuggito il numero 281, non vi affaticate troppo per recuperarlo, non avrete perso molto. La rivista belga continua il proprio cammino restando su un livello di mediocrità da cui non vuole o non può allontanarsi. Dodici pagine di novità già viste e stra-viste sul web costituiscono un riempitivo che può ingannare l’occhio, dando l’impressione di una ricchezza di contenuti che in realtà è lungi dall’essere tale. Prevalgono articoli tematici (“le Aston Martin stradali”, “l’Honda in Formula 1”, “La Pikes Peak”, “Le Matra stradali”), proposti in abbondanza e con foto enormi e testi piuttosto banali. Del resto, a nostro parere, in un singolo numero di una rivista, di articoli così ce ne può stare uno, al massimo due. Una tale messe di “retrospettive” dimostra l’assenza di una vera anima e una freddezza (mancanza) di fondo che finisce per soddisfare solo i tifosi e i disattenti. Il resto è ancora meno interessante, forse si salva solo l’articolo sul montaggio dell’Alfa dell’Italeri, dove peraltro mancano totalmente fotografie dei lavori in corso. Notizia positiva, AutoModélisme ha confermato l’uscita nel 2022 di due speciali, quello su Le Mans e un secondo sui rally. Speriamo siano editi come pubblicazioni ben separate dalla rivista, come faceva la vecchia gestione.

La lista degli iscritti della 24 Ore di Le Mans 2022

Les 24 Heures du Mans 2022 seront historiques à plus d’un titre. Marquée par le retour à un format plus “traditionnel”, cette 90e édition verra les 62 concurrents utiliser, pour la première fois en Sarthe, un carburant 100% renouvelable : l’Excellium Racing 100, développé par TotalEnergies. Ce carburant devrait permettre une réduction immédiate d’au moins 65% des émissions de CO2 des voitures en piste.

Pour la seconde année de l’ère Hypercar, Toyota Gazoo Racing visera un 5e succès de rang. La marque japonaise fera face, au sein de cette catégorie reine, au constructeur américain Glickenhaus, qui engage deux voitures, et à la firme dieppoise Alpine.

En catégorie LMP2, où de nombreux teams peaufinent leurs réglages avant d’épauler de grandes marques pour l’édition du centenaire en 2023, la bataille s’annonce plus indécise que jamais. WRT, équipe tenante du titre, fera notamment face au Richard Mille Racing Team, qui comptera sur l’octuple champion du monde des rallyes Sébastien Ogier pour faire la différence, à AF Corse ou encore au légendaire Team Penske. 

En LMGTE Pro, Corvette Racing tentera de s’interposer dans le duel Porsche – Ferrari, qui a offert un incroyable spectacle l’an passé. Du côté des LMGTE Am, où l’on dénombre pas moins de 23 engagés, la course s’annonce également palpitante. Dans cette catégorie où les écarts finaux sont régulièrement de quelques dizaines de secondes après 24 heures de course, Aston Martin, Porsche et Ferrari se livreront une bataille sans merci. 

Pierre Fillon, Président de l’Automobile Club de l’Ouest : “Quel plateau ! Après avoir dévoilé un programme riche en activités notamment pour le public, nous sommes très heureux de pouvoir compter sur 62 concurrents de grande qualité. Pour le 99e anniversaire des 24 Heures du Mans, ultime rendez-vous avant le centenaire prévu l’an prochain, le spectacle sera de la partie dans toutes les catégories. Nous avons désormais hâte d’être en juin, de pouvoir célébrer l’endurance et d’assister à une belle et longue semaine de compétition.”

Richard MillePrésident de la Commission d’Endurance de la FIA : “L’annonce de la liste des engagés des 24 Heures du Mans est toujours un grand moment. Nous apprenons à connaître les concurrents et cela donne le ton durant les mois qui précèdent course. La liste des engagés est plus forte que jamais, tant en termes de nombre que de qualité. Ceci ajouté au fait que l’édition 2022 de la course se déroulera devant des tribunes à nouveau pleines. Nous pourrons tous profiter des 24 Heures du Mans à leur meilleur niveau, pour le 99e anniversaire de la course !”

Frédéric Lequien, Directeur Général de LMEM : “Pour cette troisième manche du Championnat du Monde d’Endurance 2022, célébrant le dixième anniversaire du WEC, nous sommes ravis de voir nos concurrents rejoints par les meilleures écuries des championnats European Le Mans et Asian Le Mans Series. Les courses d’endurance n’ont jamais été aussi compétitives et il est certain que cette 90e édition des 24 Heures du Mans promet un spectacle incroyable.”
LA LISTE (PDF)
LA LISTE (24H-LEMANS.COM)

Alcune realizzazioni di Eric Doucet (parte 3)

Pubblichiamo una terza parte dei lavori del modellista francese Eric Doucet. Dopo Porsche e Ferrari-Maserati è la volta di una serie di Alpine-Renault. I modelli sono ricavati da basi piuttosto eterogenee: si va dagli Heller 1:24 in plastica (A110 e A210) fino ai Tamiya, AMR, Axel’R, Provence, JPS o Eaglemoss. Come sempre, la ricerca del dettaglio è notevole, ma anche la precisione di montaggio ci pare eccellente.