Presentata e già in pista la Ferrari SF-23 Formula 1

Questa mattina poco prima delle ore 12 è stata infatti presentata la SF-23, la monoposto della Casa di Maranello per la stagione di Formula 1 che prenderà il via il 5 marzo con il Gran Premio del Bahrain. Si tratta della vettura numero sessantanove costruita dalla Ferrari per la massima categoria automobilistica.

Tifosi in tribuna. La giornata è stata ricca di sorprese, a cominciare dalla presenza dei tifosi, cinquecento dei quali sono stati ospitati su una tribuna appositamente allestita sulla pista di Fiorano per celebrare il ritorno agli eventi in presenza dopo due anni di presentazioni virtuali da remoto. Sugli spalti hanno dunque trovato posto alcuni membri degli Scuderia Ferrari Club, ma anche diversi studenti del Muner – la Motorvehicle University of Emilia-Romagna – e gli allievi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alfredo Ferrari” accompagnati dai loro insegnanti che si sono ritrovati a tu per tu con Charles Leclerc e Carlos Sainz per una breve chiacchierata prima del lancio della vettura.

Vettura in pista. La SF-23 – il cui nome torna ad unire le iniziali di Scuderia Ferrari con un numero, in questo caso l’anno agonistico, come è stato spesso nell’era ibrida della Formula 1 – è stata svelata attraverso un video dal Team Principal, Fred Vasseur, insieme a Carlos e Charles. Al termine del filmato gli appassionati hanno poi avuto la notizia che la monoposto avrebbe percorso i suoi primi chilometri di lì a pochi minuti, come non accadeva dal 2017. Per la scelta del pilota incaricato di guidare per primo ci si è affidati alla sorte. Fred Vasseur ha infatti lanciato una moneta molto speciale, che aveva i numeri di Leclerc e Sainz, il 16 e il 55, sulle due facce. A vincere il sorteggio la SF-23 per i primi due giri è stato Charles, mentre Carlos ha dovuto attendere ma ha comunque avuto modo di percorrere un giro in più una volta che la vettura è stata adattata alle sue misure.

Livrea speciale. La SF-23 ha una livrea che presenta diversi inserti in carbonio, il logo con la “Effe lunga” sull’ala posteriore e un colore rosso tutto nuovo, che è stato creato da Ferrari Design per entrambe le vetture ufficiali che saranno impegnate in un campionato del mondo. Sulla vettura di Formula 1 sarà in versione opaca, mentre sarà lucido sulla 499P, la Hypercar impegnata nelle competizioni endurance.

SF-23

Vettura
Telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo. Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio
Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro
Differenziale posteriore a controllo idraulico
Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori.
Sospensioni anteriori a puntone (schema push-rod), sospensioni posteriori a tirante (pull-rod).
Peso complessivo con acqua, olio e pilota 798 kg
Ruote anteriori e posteriori: 18”.

Power unit
Nome 066/10
Cilindrata 1600 cc
Giri max 15.000
Sovralimentazione Turbo singolo
Portata benzina 100 kg/hr max
Quantità benzina gara 110 kg
Configurazione V6 90°
Nr cilidri 6
Alesaggio 80 mm
Corsa 53 mm
Valvole 4 per cilindro
Iniezione Diretta, max 500 bar

Sistema ERS
Configurazione Sistema ibrido di recupero dell’energia attraverso motogeneratori elettrici
Pacco batteria Batterie in ioni di litio dal peso minimo di 20 kg
Energia batteria 4 MJ
Potenza MGU-K 120 kW
Giri max MGU-K 50.000
Giri max MGU-H 125.000

Ferrari annuncia una partnership pluriennale con Ecopol

Ferrari ha annunciato ieri la partnership pluriennale con Ecopol, che diventa Official Partner della Scuderia di Formula 1 così come del programma Ferrari Hypercar, che vedrà la 499P impegnata nel World Endurance Championship (WEC).

Ecopol è un’azienda innovativa che ha introdotto sul mercato pellicole solubili in acqua e biodegradabili, impiegate principalmente nell’industria dei prodotti per la cura della casa, che migliorano l’esperienza del consumatore in maniera sostenibile ed ecologica.

L’azienda ha sede a Pistoia. Il logo di Ecopol apparirà sulla livrea della SF-23, che viene presentata ufficialmente stamani, e sarà anche su quella della 499P.

Norev: 10% di sconto sui modelli Excluweb

Oggi 14 febbraio Norev offre IL 10% di sconto su tutti i modelli Excluweb in stock sul sito: https://www.norev.com/fr/3327-exclu-web . Se alcuni pezzi interessanti non sono più disponibili (qualche modello sparisce praticamente dopo un’ora o due dalla pubblicazione, altri nel giro di qualche giorno), c’è ancora l’occasione di trovare qualcosa di particolare. L’offerta è valida per un solo giorno.

Rassegna stampa: Toutes les voitures du monde – le guide 2023

Se per qualsiasi ragione, professionale o meno, siete nel mondo dell’auto, questa guida edita dalla testata francese Auto Plus fa per voi. A nostro modesto avvisto la referenza in materia resta, almeno in Francia, Toutes les voitures du monde dell’Automobile Magazine che esce a primavera inoltrata, ma questo fascicolo di Auto Plus vi aiuterà molto nei mesi che vengono, per fare il punto sulla produzione e per reperire notizie che probabilmente si trovano tutte in rete, ma per riunire le quali ci vorrebbe molto più lavoro che consultare una pubblicazione ragionata. Con le sue 372 pagine, Toutes les voitures du monde – le guide 2023 fornisce in modo rapido e dettagliato tutti i dati tecnici delle vetture commercializzate in Francia (e quindi più o meno vi viene utile per la maggior parte del mercato europeo), quelle costruite da artigiani francesi e quelle non importate. In totale fanno trecento marchi per cinquantaquattro paesi.

Apre la pubblicazione una panoramica delle principali novità attese fra il 2023 e il 2025: anche se forse avremmo preferito dimenticare, la Auto Plus ci ricorda l’arrivo della Ferrari Purosangue, della BMW XM, della Renault 5 elettrica, della Nissan Micra lei pure elettrica e via andare in un’allucinante e allucinogena teoria di mostruosi SUV quasi sempre a pile, a testimonianza che a meno che non succeda qualcosa di clamoroso (e non è detto che non succeda, consoliamoci con questo) il futuro che ci aspetta è – nel migliore dei casi – squallido e, nel peggiore, estremamente penoso.

Addentrandoci più sulla produzione attuale, per ogni costruttore vengono forniti alcuni ragguagli sulle tendenze di vendita e sulla storia societaria. Cosa alquanto utile, per ogni modello sono riportati gli anni di presentazione e quelli dei vari restyling. Davvero un lavoro certosino, che sarà benedetto soprattutto da chi ha poco tempo e necessita di un efficace strumento di consultazione per redigere schede o brevi articoli senza impazzire nei siti ufficiali delle case che non sempre forniscono tutto ciò di cui un giornalista, un blogger o magari anche un modellista hanno bisogno. Il prezzo di questo hors-série in Francia è di € 6,99 (€ 7,50 in Italia). Se lo trovate prendetelo: in Italia pubblicazioni di questo tipo mancano completamente: ci si avvicina un po’ Al Volante ma senza la ricchezza dei contenuti che trovate in questi quaderni d’oltralpe.

A proposito di easy modeling: Alfa Romeo Giulia GTAm 24 Ore di Spa 1971

testo e foto di Riccardo Fontana

Easy modeling: ultimamente ne stiamo parlando sempre più (https://pitlaneitalia.com/2023/02/10/easy-modeling-una-bella-idea/) e infatti si tratta un po’ del “succo” di ciò che il modellista medio può aspirare a realizzare.

Non sono mai stato particolarmente elitario nei miei gusti, per quanto ovviamente apprezzi i capolavori dei Maestri del modellismo, e mi sono sempre divertito come un pazzo a “cipollare” modelli vari, anche sotto forma di kit già costruiti, magari e soprattutto già costruiti male.

Nel 2010 o giù di lì trovai un’Alfa Romeo 2000 GTam della Gunze Sangyo in scala 1:24 in uno dei tanti mercatini domenicali che animano la bassa padana, e che talvolta mi diverto a frequentare: era già costruirà secondo le specifiche “da scatola”, ovvero era un mezzo giocattolone infedele e fumettesco, oltretutto verniciato abbastanza male, per quanto in maniera assolutamente coriacea.

La comprai, e la misi da parte in attesa della voglia, ma più che altro l’ispirazione, per ricavarne qualcosa di almeno vagamente intelligente.

Riposò in relativa pace fino allo sciaguratissimo primo lockdown, dove spinto dalla più nera disperazione ci misi mano e la feci diventare gialla, sulla falsariga della macchina di Toine Hezemans, che possiamo senza timore di smentita definire “La” GTam per antonomasia.

Non pago di ciò modificai l’assetto, assolutamente irrealistico sul Gunze, alzando l’asse anteriore ed abbassando la coda, e cambiai le orride gomme tassellate a profilo ultra-rialzato che caratterizzavano il kit, montando degli avanzi di una Renault 5 Alpine ESCI, ben più adatte ad ottenere un risultato almeno guardabile.

Aggiunsi poi ganci fermacofano e portatarga fotoincisi, avanzi di vecchi kit Racing 43 Bigmodel, e il bocchettone di rifornimento sul cofano posteriore, che era… Un fanale posteriore di una Stratos in scala 1:25 di Revell, solo un poco modificato.

Roba di cui vergognarsi amplissimamente, insomma.

Feci tutto ciò, e poi il modello tornò a riposare placidamente per altri tre anni: finì il lockdown, avevo una fidanzata di livello mondiale che mi aspettava all’estero, e la vita era tornata a farsi gustare.

Detti, per un po’, piena priorità alle cose importanti.

Lo status quo si è perpetrato fino a metà gennaio 2023, quando girando a caso su eBay mi sono imbattuto in un foglio di decals che sembrava fatto apposta per la mia Giulia: realizzato da Le Mans Decals e disponibile in varie scale dalla 1:87 fino alla 1:18, e relativo alla vettura vincitrice della 24 Ore di Spa 1971, era proprio la ciliegina che mancava a finire finalmente questo contortissimo modello.

Le decals non sono un granché: a tratti imprecise, in verità abbastanza costose e nemmeno fusellate, sono però completamente “in linea” con lo spirito del modello: vale a dire “alla buona”.

Ho passato una bella serata a completarmi la GTam col sorriso sulle labbra, e a parte la targa anteriore oscenamente grande (difetto comune peraltro alla super-velleitaria Autoart in scala 1:18) ne ho ricavato parecchia soddisfazione.

Ora la GTam fa bella mostra accanto alle Alfa Centenary in scala 1:24, e non è troppo dissimile dal loro livello.

Modellismo povero e senza pretese dicevamo, perché non si vive di soli capolavori e, in fin dei conti, i nostri lavori sono stralci delle nostre esistenze.

Percorsi alternativi?

testo e foto di Riccardo Fontana

Gli automodelli, molto spesso, trascendono da quello che è il mero significato di “prendipolvere” che la maggioranza dei non-addetti ai lavori conferiscono loro, come pure si discostano da quello, pure assai inflazionato, di “fotografie tridimensionali del veicolo reale” che gli attribuiscono certuni pienamente considerabili come addetti ai lavori.

Fondamentalmente, ed assai più semplicemente, i modelli sono fotografie di stati d’animo: catturano dei momenti di vita dell’appassionato rimanendo con lui, ed è per questo che, spesso, non è la pura fedeltà il motivo dominante delle nostre scelte.

E delle nostre passioni.

Ed ecco magicamente spiegato il motivo per il quale alcune – per così dire – disomogeneità nelle collezioni si raccontano e trovano compiutamente tutto il loro senso.

Ecco in buona sostanza spiegato il motivo per il quale, a meno di non essere dei paraocchiati falsi-velleitari, è possibile avere un Solido degli anni ’70 e uno speciale montato ai giorni nostri raffigurante più o meno lo stesso soggetto e goderne comunque appieno, ricavandone tutte quelle vibrazioni psicologiche tipiche di chi ha questa “malattia”.

Mi è capitato, la scorsa settimana, di poter mettere in collezione due modelli che, pur correlati, sono distantissimi per livello e concezione, e cioè una Ferrari 365 GT4 BB gialla della Serie 10 Solido da un lato e, dall’altro, la celebre BB della 24 ore di Daytona 1978, declinata in un ottimo speciale mirabilmente montato da Remember.

Modelli estremamente differenti, dunque: da un lato un classico (per quanto pregiato, ora come allora) die-cast anni ’70, figlio di un periodo ancora luminoso per Solido, e dall’altro un modello di fascia medio-alta dei giorni nostri, riproducente una declinazione differente – ma comunque assolutamente filologica rispetto al Solido – dello stesso soggetto.

Cosa accomuna dunque questi due modelli? Lo spirito essenzialmente: la BB Solido dà la precisa idea di “essere la BB”, ed in effetti a metà degli anni ’70 lo era assolutamente, forse anche più dell’AMR.

La Remember è, in un certo senso, la prosecuzione ideale del concetto Solido: frutto del lavoro minuzioso di un manipolo di validi appassionati, sembra una stratosferica elaborazione in chiave 2023 di un Solido, con lo spirito di allora e con tutti i crismi e la fedeltà, in realtà eccellente, che le tecniche odierne consentono.

È così che si può arrivare a “gustarsi” modelli così apparentemente diversi senza avere la sensazione di corpo estraneo che, forse a troppi, l’accostamento di certi oggetti può portare.

Non so se sia una verità assoluta, certamente per me è così.

Rassegna stampa: Youngtimers Hors-Série #30

L’Hors-Série numero 30 della rivista Youngtimers, in questi giorni nelle edicole, è la nuova edizione della “cote officielle”, pubblicazione sempre molto attesa dagli appassionati perché non solo fornisce i dati economici delle tendenze attuali ma è anche un’occasione per ripercorrere una quarantina d’anni di storia dell’auto attraverso numerose foto e schede sempre ben redatte, accompagnate da box di approfondimento che cambiano con ogni numero. Il fascicolo, di 152 pagine, fornisce informazioni utili per comprendere le evoluzioni del mercato, anche attraverso brevi interviste ad alcuni specialisti di settore. Il corpo della pubblicazione consiste però nei quattordici capitoli corrispondenti ad altrettante categorie (dalle utilitarie alle familiari, dalle “prestigiose” alle coupé, fino alle piccole sportive e supercar), che raggruppano i profili di centinaia di modelli, con versioni, anni di produzione, caratteristiche tecniche, quotazioni e difetti principali da tenere d’occhio. L’appendice è invece una lista completa dei modelli delle principali marche dalla fine degli anni settanta ai primi anni duemila con le quotazioni medie. Lista che ormai comprende circa 2800 modelli (ossia quasi 300 in più rispetto alla guida del 2022, corrispondente all’hors-série numero 27) e di 110 marche. In conclusione, un fascicolo sempre utile, che vale la pena acquistare anno dopo anno. Il prezzo in Francia è di € 7,90 (€ 8,90 per l’Italia).

Ford Mustang Shelby GT500 Fast Track

Detestando cordialmente nelle recensioni di modelli manfrine del tipo “se non vi bastano i cavalli della versione normale, ecco a voi i 771 della GT500″ e banalità varie, visto che chi sta dietro alle auto vere, e può permettersele, ben difficilmente passerà dieci minuti in un Leclerc a cercare un Solido da neanche 20 euro, passiamo al sodo. La Shelby GT500 è la versione top della Mustang. Il V8 da 5,2 litri sviluppa ben 771 cavalli a 7300 giri. La trazione è naturalmente posteriore e la trasmissione è robotizzata a 7 velocità. Il peso, per i pazzeschi standard odierni, è tutto sommato accettabile: 1892 kg di massa per un rapporto peso/potenza di 2,45kg/cv. La GT500 Shelby accelera da 0 a 100 km/h in tre secondi e mezzo. Per ottimizzare il comportamento, è disponibile un pacchetto Fast Track, che comprende molle più rigide, ammortizzatori intelligenti dal comportamento ancora più sportivo, alettone posteriore regolabile manualmente e cerchi da 20” in fibra di carbonio, più leggeri di 16 kg l’uno rispetto a quelli montati sulla GT500 standard.

Per la sua prima novità in scala 1:43 di quest’anno, Solido ha pensato bene di metter mano alla GT500 Shelby, modello peraltro ben conosciuto dalle parti di Josselin, essendo presente sia nella gamma GT-Spirit sia nella linea 1:18 Solido. Si è deciso per la Fast Track, producendola, come di consueto, in due colori usciti contemporaneamente: performance blue metallizzato (art. S4311501) e racing red non metallizzato (S4311502).

Esterni

Le linee della Mustang GT500 Shelby sono catturate perfettamente e del resto non c’era da dubitarne visto che, come si è già osservato, Solido aveva le matematiche in 1:18, molto ben riuscite. Nelle due versioni la qualità della verniciatura è accettabile: la metallizzazione sulle vettura blu è piuttosto fine e il colore copre bene tutte le pieghe della carrozzeria.

Sulla rossa si nota un leggero effetto di buccia d’arancia, ma nulla di particolarmente fastidioso, anche tenuto conto del prezzo. Come spesso accade nelle produzioni in serie, è possibile, col colore, cambiare anche qualche piccolo particolare e nel caso della Mustang GT500, Solido ha deciso di riprodurre lo spoiler posteriore in due diverse fogge: piatto quello della rossa, più avvolgente e con le paratie laterali quello della blu (vedere anche foto sotto).

Interni

Domina il nero. Praticamente non si vede nulla. La plastica è parecchio “cheap”, con un effetto tutt’altro che di qualità. Chiudiamo entrambi gli occhi.

Ruote

Le ruote sono verniciate in nero lucido. In realtà dovrebbero essere, come le appendici aerodinamiche, in color carbonio con le caratteristiche lamelle più chiare ma è questo un effetto assolutamente impossibile da ottenere su un modello da venti euro. Per qualcosa di più raffinato c’è il TrueScale da novanta euro, che è parecchio carino ma – appunto – costa quattro volte il Solido. Molto convincenti gli pneumatici, con una spalla giusta e un battistrada che evita l’effetto “trattore” di cui spesso non sono privi neanche marchi ben più blasonati, vedi Looskmart. Dischi e pinze freno (rosse) sono abbastanza ben riprodotti, con sufficiente definizione e un decente livello di verniciatura.

Rifiniture

La decorazione delle strisce bianche è realizzata in decal, che non in tutti gli esemplari sono applicate col massimo della cura. Sulla nostra GT500 blu si nota bene ad esempio al posteriore la traccia di una decal stesa male e verosimilmente tolta per essere sostituita da un nuovo pezzo. Peccato che della prima decal sia rimasto un lembo incastrato fra carrozzeria e paraurti. Sarà abbastanza facile rimediare ma l’effetto iniziale era davvero brutto. I vetri sono in plastica e si inseriscono bene nelle loro sedi: si notano, come al solito, graffietti e varie appannature ma tutto sommato ci siamo, così come ci siamo a livello di montaggio: su tutto il modello non rileviamo tracce di colla né imprecisioni tali da compromettere l’aspetto generale.

Nella gallery sopra avete anche un’immagine del fondino, sul quale alcuni elementi hanno ricevuto una colorazione argento.

In conclusione, questa Mustang conferma quanto di buono Solido ha fatto vedere nel corso di tutto il 2022, anno del debutto della nuova serie 1:43.

Se è lecito chiudere con una nota personale, soggetti contemporanei come questo o anche come la Giulia (già recensita su PLIT), pur se destinati a sedurre una larga fetta di pubblico, non sono i più adatti, con la chirurgica complessità delle vetture di oggi, a fare la miglior figura in una gamma economica e necessariamente semplificata come questa. D’altra parte, Solido vuole continuare a trattare anche l’attualità, una scelta che dal punto di vista commerciale ha pienamente senso. A noi sono piaciute molto di più una Mégane R26R, recensita per Modelli Auto a inizio 2022, o una Peugeot 306 S16, presentata su PLIT. Ecco perché non vediamo l’ora di recensire la Peugeot 106 Rallye phase-2 annunciata a breve. Ognuno ha le proprie fissazioni.

Il Museo di Le Mans festeggia un anno record

La 47a edizione del salone Rétromobile ha segnato l’inizio del centenario della 24 Ore di Le Mans. Il grande trofeo della 24 Ore, che sta facendo il giro del mondo, è stato esposto accanto al primo modello vincitore della corsa, la Chenard et Walcker del 1923.

Con 17 veicoli distribuiti su più spazi, le auto francesi a Le Mans e alcuni degli sviluppi tecnologici più significativi, sono rimasti sotto i riflettori nel corso della settimana di Rétromobile, che ha accolto 125.000 visitatori.

Subito prima di Rétromobile, lo spirito del centenario della 24 Ore di Le Mans ha sfilato per le strade di Parigi, davanti a luoghi emblematici della capitale, come Place de la Concorde, il Grand Palais, la Torre Eiffel e persino la Monnaie de Paris. E’ stata la Chenard e Walcker del 1923 a portare il trofeo, guidata da Tom Kristensen, ambasciatore del centenario e nove volte vincitore della gara.

Nel corso del 2022, più di 139.600 persone hanno visitato il Museo della 24 Ore di Le Mans, un record. Sono state inoltre effettuate più di 640 visite di gruppo.

Tre mostre temporanee hanno scandito il 2022 del museo: Toyota “Le temps de la victoire”, Peugeot “Allure Le Mans” e Ferrari Prototipi “La storia di Le Mans”.

Easy modeling? Una bella idea

di Elio Venegoni. Foto di David Tarallo

Esistono molte maniere di interpretare il modellismo, si sa. Limitandosi a quello che riguarda le auto, ci sono i meri collezionisti, che si limitano ad acquistare i soggetti rientranti nelle loro tematiche (più o meno vaste), senza nemmeno sfiorare un pennello od un cacciavite; all’estremo opposto esistono i modellisti “duri e puri”, ai quali interessa unicamente assemblare modelli più o meno fedeli alla realtà, talvolta anche solo per poi rivenderli a terzi. Nel mezzo abbiamo invece forse la fetta più grande, ovvero quella di coloro che collezionano e nello stesso tempo, almeno di tanto in tanto, montano kit od elaborano diecast e resincast; tra costoro rientro anch’io…

Io in verità mi limito ad elaborazioni davvero elementari, se non a semplici ritocchi: qualche tocco di pennello, qualche decal applicata o sostituita e nulla più.

Quella che accomuna quasi tutti, comunque, è la ricerca della fedeltà storica: quante ore spesso passate a ricercare fotografie di questa o quella vettura, per verificare che la miniatura acquistata od assemblata corrisponda esattamente a quella che era nella realtà storica… con tutte le problematiche del caso, naturalmente!

Riflettendo un po’ sulle tante fisime che affliggono noi collezionisti e modellisti, mi sono imbattuto pochi giorni fa in alcuni post di Mauro, un modellista di Vicenza iscritto al forum di ModelliAUTO che attualmente lavora dedicandosi ad una scala piuttosto atipica, almeno per noi italiani (altrove è invece abbastanza diffusa, soprattutto negli States), ovvero l’1:64.

Mauro, dopo un passato da modellista tradizionale, più “serio” potrebbero dire alcuni, adesso si dedica invece a quello che ho soprannominato “easy modeling”, ovvero un modo di lavorare più “spensierato”: meno rigoroso nella riproduzione dell’auto reale ma più accessibile, ovvero più economico e meno esigente in termini di tempo impiegato. Un modellismo più “easy”, appunto, in cui il fine principale è solo il divertimento, lontano dalle paranoie che ci assalgono quando trattiamo scale più tradizionali quali la classica 1:43, l’1:24, l’1:18 eccetera…

Il nostro Mauro ha avuto un’idea che mi è sembrata intelligente e subito seducente ed ho deciso così di provare a seguire il suo approccio “facile”: avevo una certa voglia di affiancare al mio modo di concepire quest’hobby una maniera di praticarlo un po’ diversa, meno pignola ma più divertente, con il quale dare sfogo anche ad un po’ di fantasia, perché no?

Lo stesso Mauro opera su modellini di basso costo quali soprattutto Hot Wheels o Matchbox, acquistati per pochissimi euro anche nei supermercati, elaborandoli ispirandosi in particolare alle auto americane degli anni Cinquanta e Sessanta ed a manifestazioni quali la NASCAR, l’IMSA, la Trans Am ed, in ultimo, la Carrera Panamericana.

Ne risultano automodelli modificati – in modo non eccessivo – negli interni e nelle livree, che spesso concedono spazio a qualche licenza poetica, e sui quali vengono poi applicate tecniche d’invecchiamento che l’assemblatore vicentino ha appreso nei suoi trascorsi da modellista militare. Auto ma non solo, bisogna aggiungere: anche i pick-up (diffusissimi in Nord America) passano per le sue mani, essendone un vero appassionato!

Io ho cominciato subito a seguire le sue orme: qualche capatina su Google, su eBay e la consultazione del vasto catalogo online di Carmodel ed ecco che immediatamente mi sì è aperto un mondo che fino ad ora conoscevo solo alla lontana grazie ad Ernesto Sacchet, un carissimo amico con il quale corrispondo via e-mail ormai da qualche anno.

La mia tematica preferita non è tra le predilette dei vari produttori – non ancora, almeno – ed in fondo è logico; le ditte più famose sono, come scritto sopra, nord americane e negli Stati Uniti la disciplina dei rally non è seguitissima…

In compenso esiste sul mercato un buon numero di modelli di auto da corsa ed ancor di più di auto stradali che (volendo) costituiscono ottime basi per elaborazioni in chiave corsaiola, anche in virtù del fatto che nell’easy modeling, come già rilevato, qualche licenza è tollerata ampiamente.

Ho acquistato qualche modellino relativo alla Carrera Panamericana, una Porsche 935 ed una Studebaker Commander Starliner e mi sono messo subito a pensare a come “pasticciarli” un po’ con le mie manine delicate (che ad onor del vero tanto delicate poi non sono).

Se e come finirà? Ovviamente non posso saperlo, magari lo saprete tra qualche tempo ma una cosa è certa: mi si prospettano all’orizzonte ore di vero spasso e questo può bastare ma ho già in mente di inventarmi anche qualche bella auto da corsa che avrei voluto guidare, se fossi stato un pilota (il mio sogno infantile)… l’easy modeling, una gran bella idea!