Il gruppo olandese DBV-NL ci ha appena diramato le liste e le foto di alcune novità dei marchi prodotti e/o distribuiti. Iniziamo con Matrix, di cui notiamo anche una Porsche 911 in scala… 1:6! DBV-NL non sarà a Norimberga, considerato ormai un evento non irrinunciabile, anche perché ormai gran parte dei produttori annuncia le proprie novità solo un paio di mesi prima della commercializzazione.
MX20302-412 NEW 01 1:43 Chevrolet Suburban blue met. 1981
MX20302-413 NEW 01 1:43 Chevrolet Suburban grey met. 1981
MX30110-021 NEW 01 1:43 Austin 1300 MkIII yellow ’71-’74
MX30110-022 NEW 01 1:43 Austin 1300 MkIII maroon ’71-’74
MX40108-101 NEW 05 1:43 Aston Martin V8 Zagato red 86-90
MX40108-102 NEW 05 1:43 Aston Martin V8 Zagato green met 86-90
MX40602-041 NEW 03/04 1:43 Fiat Dino Berl. Proto. Pinin. blue met.
MX40602-042 NEW 03/04 1:43 Fiat Dino Berl. Proto. Pinin. yellow
MX40603-091 NEW 05 1:43 Ford Cortina 1600E 1967-1970 goldmet.
MX40603-092 NEW 05 1:43 Ford Cortina 1600E 1967-1970 greenmet.
MX40603-151 NEW 04 1:43 Ford Zodiac 206E 1959-1962 grey/grey
MX40603-152 NEW 04 1:43 Ford Zodiac 206E 1959-1962 maroon/grey
MX40604-121 NEW 04 1:43 Ferrari 250GT Cabrio S2 pininf. red 1960
MX40604-122 NEW 04 1:43 Ferrari 250GT Cabrio S2 pininf. blk 1960
MX41002-151 NEW 04 1:43 Jensen Interceptor SIII Coupe Blk/Sil 75
MX41002-152 NEW 04 1:43 Jensen Interceptor SIII Coupe Be/Blu 75
MX41002-153 NEW 04 1:43 Jensen Interceptor SIII Coupe Green 75
MX41002-154 NEW 04 1:43 Jensen Interceptor SIII Coupe Red 75
MX41302-262 NEW 1:43 MB Sprinter Miesen Ambulance TBA
MX41302-263 NEW 1:43 MB Sprinter Miesen Ambulance TBA
MX41706-113 NEW 01 1:43 Rover P5b Saloon Queen Elizabeth +fig
MX41801-032 NEW 1:43 Saab 900 Safari Estate blue 1981
MX41902-031 NEW 03/04 1:43 Triumph Vitesse DHC 1962-1968 white
MX41902-032 NEW 03/04 1:43 Triumph Vitesse DHC 1962-1968 blue
MX50201-091 NEW 03/04 1:43 Bentley S2 Wendler Est. Wag #LLBA9 silv
MX50201-092 NEW 03/04 1:43 Bentley S2 Wendler Est. Wag #LLBA9 grey
MX50301-101 NEW 04 1:43 Cadillac V16 DCS Phaeton open Blk 37
MX50301-102 NEW 04 1:43 Cadillac V16 DCS Phaeton open Cld 37
MX50301-151 NEW 02/03 1:43 Cadillac El Camino concept silver 54
MX50301-152 NEW 02/03 1:43 Cadillac El Camino concept black 54
MX51302-211 NEW 01 1:43 MB V114 LWB Crayford est. white 71
MX51302-212 NEW 01 1:43 MB V114 LWB Crayford est. blue 71
MX51302-241 NEW 01 1:43 MB 630K Roadster by Murphy open ’25
MX51302-242 NEW 01 1:43 MB 630K Roadster by Murphy clsd ’25
MXL0402-011 NEW 1:18 Daimler DE 36 Hooper Gr Goddess r/r 53
MXL0402-012 NEW 1:18 Daimler DE 36 Hooper Gr Goddess r/s 53
MXL0604-091 NEW Q1 1:18 Ferrari 365gtb-4 shooting br. black 75
MXR40604-023 NEW 1:43 Ferrari 365GTB/4 NART Michelotti 74
MXR40604-024 NEW 1:43 Ferrari 365GTB/4 NART presentation 75
MXR41302-021 NEW 04 1:43 MB W123 280E London Sydney win #33 ’77
MXR41302-022 NEW 04 1:43 MB W123 280E London Sydney 3rd #49 ’77
Da giornalista ricevo decine di comunicati stampa al giorno. I più interessanti finiscono anche su PLIT, a integrare quel bagaglio di notizie, magari non clamorose ma sempre utili, che danno una certa sostanza a un sito. Organizzatori, sponsor, produttori, scuderie, piloti, fornitori di servizi – citati in ordine sparso – con i loro aggiornamenti costituiscono un caleidoscopio di varia umanità. Oddio, varia: insomma. Ultimamente almeno gli organi più ufficiali (escluderei l’ACO per alcune ragioni che non sto a riassumere in questa sede) martellano con la bazza dell’elettrico, che si è aggiunta al condizionamento commerciale che almeno da cinque-sei anni a questa parte ha dato la stura a orripilanti produzioni di SUV dall’aspetto sempre più triste, anonimo e aggressivo.
Quando sul mercato ci saranno solo SUV elettrici mi comprerò un cavallo. Anzi no, andrò a piedi perché al cavallo va dato da mangiare. Ma mi sta anche bene che la schiera degli automobilisti ignoranti si compri quello che le case hanno deciso a tavolino di propinargli con la scusa che lo vuole il mercato (versione marketing del “ce lo chiede l’Europa”). In fondo i cavoli sono loro e i soldi pure. Ma una roba come quella che mi è arrivata da Alfa Romeo ieri mattina no. No, no e no. “Alfa Romeo Tonale Plug-in regina del Rallye Monte Carlo Historique 2023”. Regina? Regina di che? Cosa c’entra un cocomero con le ruote con le vetture partecipanti al Monte storico? Vorrei una risposta razionale e possibilmente documentata. Neanche il tempo di riprendersi da questa scempiaggine che ti arriva il comunicato del loro padrone, la Peugeot.
Dal 2030 la gamma europea sarà composta interamente da aspirapolveri. Ovviamente quella europea. Non quella indiana, africana, cinese o americana. Cinque anni prima del fatidico limite imposto al nostro continente. Il che ha anche una sua logica se si pensa che ormai nessun costruttore con un briciolo di senso si metterà a sviluppare una nuova gamma di motori termici sapendo che il loro ciclo di vita non supererà i dieci anni. E’ tutto ciò che è a monte ad essere assurdo e irragionevole. Spero per loro che siano almeno in malafede. E giù il commentino trionfalistico dell’amministratore delegato di Peugeot: “le projet E-LION définira la stratégie de PEUGEOT en tant que marque Electrique qui veillera à rester à l’écoute de la société pour offrir une mobilité qui respecte nos valeurs de marque.” Quali sono i valori del marchio? Notare poi l’onnipresenza delle maiuscole anche a sproposito, soprattutto quando si parla della nuova religione. Elettrico va scritto con la maiuscola perché è il nuovo nume tutelare del pensiero corretto, oltre che unico. Intossicato da tutta questa spazzatura me ne sono uscito di casa sperando in due cose (l’una non esclude l’altra): 1) che sia tutta un’enorme messa in scena; 2) di convertirmi al pensiero unico così da incavolarmi molto meno ogni volta che mi arrivano comunicati di questo genere. Ce ne sarebbe un’altra ma in questo caso tertium non datur: ignorarli. Ma non posso perché capire dove tira il vento è necessario per difendersi.
Temperature rigide ma anche, finalmente, un sole splendente hanno caratterizzato l’ultima giornata del test di “risveglio” organizzato dalla Scuderia Ferrari a Fiorano con la SF21. A calarsi in abitacolo ieri mattina è stato Charles Leclerc che è arrivato accompagnato dal fratello Arthur, pilota della Ferrari Driver Academy, che ha seguito l’intera tre giorni dal box.
Il monegasco è uscito dai box alle 10 in punto per un giro di installazione con gomme da bagnato, ma ha poi proseguito il lavoro con pneumatici da asciutto. Complici le condizioni di pista molto migliorate, Charles fino alla pausa pranzo ha percorso 56 giri, completando il programma previsto. Ad osservarlo in garage sono passati anche il Team Principal, Frederic Vasseur, e Carlos Sainz. Nel pomeriggio Leclerc ha continuato a girare con gomme slick portando il totale di giornata a 123 passaggi pari a 366 chilometri.
Sempre molto professionale CMC nell’annunciare le novità in preparazione. Pubblichiamo qui di seguito il pdf del comunicato che illustra i nuovi modelli e gli interventi di aggiornamento praticati sulle referenze già disponibili. Per il 2023 si attendono tra l’altro nuove versioni della Ferrari 250 GTO in 1:18.
C’è un universo interessante in quel variopinto e multiforme mondo rappresentato dai motori, ed è quello che più di tutti svetta per il grado di nonsense che lo contraddistingue: il mondo delle competizioni riservate ai veicoli d’epoca, siamo essi auto o moto.
In pratica cosa abbiamo? Quale che sia il numero finale delle ruote pro-veicoloo, abbiamo un certo numero di… Diciamo “anziani”? “Attempati”? Ecco, “loro”, danarosi ma appesantiti, entusiasti ma appannati, cuore ancora pronto a saltare l’ostacolo (probabilmente per l’ultima volta, date le circostanze) che corrono con delle macchine o delle moto ancora più antiche di loro cercando di distruggerle.
Marzo 2007: “support race” storica in occasione della 12 Ore di Sebring, affollamento prima della partenza nel paddock fra l’Ullman Straight e la Sunset Bend
O di distruggersi, e non è detto, soprattutto per le moto, che le due cose non possano amabilmente sovrapporsi.
Tutto molto bello, ma perché? Perché questa voglia di trascinare nella mischia delle meccaniche stanche e già vessate da mille battaglie nei loro anni “giusti”? Non sarebbe più facile, semplicemente, acquistare un mezzo moderno per dimostrare il proprio (eventuale) valore sui campi di gara?
Vetture storiche di alto livello a Barcellona in occasione della gara del CER, aprile 2009
Certo che lo sarebbe, ma il discorso è, tanto per cambiare, un attimo più articolato, e vale sicuramente la pena di sviscerarlo a dovere: molte volte, gli adepti a questo genere di manifestazioni, sono degli ex-ragazzi che, negli anni ruggenti, per un motivo o per l’altro, non potevano correre, ma a cui il tarlo per le corse, “quelle” corse, è rimasto fino ai giorni nostri, quando grazie al duro lavoro di una vita si trovano nelle condizioni di togliersi degli sfizi, tra cui quello di correre con la GTam o con lo Zundapp 125, e questa è certamente la parte più romantica ed ammirevole della storia.
Rétromobile 2019: quasi una bestemmia restaurare questa Serenissima
Cosa c’è, in fondo, di più alto e sublime di un ragazzo arso dal fuoco della passione che, dopo una vita passata a rincorrersi, raggiunge finalmente i suoi sogni?
Poca roba assai, è puro cibo per l’anima solo l’idea di riuscirci.
Il rovescio della medaglia, però, è costituito da pressappoco tutto il contorno di questa nobile causa, a cominciare dai mezzi effettivamente impiegati, e su questo mi tocca mettere un punto e iniziare un nuovo periodo, da tanto articolata e spinosa si fa la faccenda.
Avete mai presenziato ad una gara di Campionato Italiano Enduro Gruppo 5 (quello riservato alle moto d’epoca)?
Zundapp 125 con cambi da Honda 125 degli anni ’90, accensioni ad anticipo variabile come se piovesse, sospensioni allungate di dieci e più centimetri per acquistare competitività, un tripudio di follia tecnica e sportiva senza fine.
I concorrenti sono degli autentici “infoiati”, gente che quando Alessandro Gritti vinceva la Valli Bergamasche o l’Europeo Regolarità andava a scuola col cinquantino, e che oggi trova normale ingarellarsi con gente che, all’epoca era considerata alla stregua di Dio in terra.
Anacronistico, ma tutto sensato previsto nell’ordine delle cose per come sono vissute in quell’ambiente.
Si vedono trucchi, reclami e scorrettezze come non si vedevano nemmeno nelle gare vere, cose da pazzi, e non è un’espressione fatta.
Parliamo invece delle manifestazioni riservate alle auto? Quante GTam 1750/2000 ha effettivamente prodotto l’Alfa Romeo e quante, fasulle come tante monete da tre euro, ne girano ai giorni nostri?
Trovano un pezzo di telaio storto e rifanno la macchina, e non è una replica, è una ricostruzione, e tanto l’originalità o meno di un mezzo, la sua effettiva filologicità, non la decidono Madame Storia e Mademoiselle Competenza, ma quelli che hanno i soldi, spesso coadiuvati da un solido codazzo di personaggi che, per pura piaggeria, avallano ogni cosa in modo entusiasta ed acritico.
Ed anche le automobili, esattamente come le moto, sono nominalmente d’epoca ma fattualmente moderne a tutti gli effetti: non entrerò nemmeno nel merito circa i materiali ed i lubrificanti che, già solo per l’inevitabile (e mai abbastanza benedetto) progredire dei tempi portano “quei” mezzi ad essere delle entità leggermente differenti, parlerò piuttosto di certi “unifauni” come Stratos provviste di testate a quattro valvole per cilindro di fattura assolutamente moderna o di ammortizzatori da WRC contemporanea, o di 131 Abarth variopinte che si aggirano per i piazzali dei supermercati in autunno.
Perché? Non si può nemmeno dire che sia per risparmiare, perché per comprare e preparare una Lancia Stratos così, si potrebbe tranquillamente noleggiare una Puma Rally 1 per qualche appuntamento iridato e, forse, avanzarne pure.
Le Mans Classic 2016: correre o restare nel prato?
A me queste cose, nella misura in cui non offendono nulla e nessuno al di fuori della mia (estrema) suscettibilità, risultano completamente incomprensibili.
Ben vengano i musei e le rievocazioni, ma, come disse quel saggio di Gianni Giudici parlando dello stesso argomento, “perché costringere delle vecchie a fare del sesso contro natura?”.
C’è un tempo per tutto nella vita, per macchine, moto, ed anche persone.
Andrebbe accettato forse, ma ripeto, sono solo opinioni di un trentenne, lasciano il tempo che trovano.