Novità Spark e Looksmart settimana 21

Mix Diffusion ha comunicato stamani alcune novità Spark e Looksmart in uscita in questi giorni. Fra le cose più interessanti spicca il set celebrativo in 1:43 della doppietta McLaren al GP d’Italia 2021. In arrivo anche due versioni della Ferrari SF21 F.1 dell’anno scorso, in scala 1:18.

SPARK 
REFDESIGNATION
NOUVEAUTES échelle 1:18 
18S597MCLAREN MCL35M N°4 McLaren 3ème GP Monaco 2021Lando Norris avec N°3 Board
18S600ALPINE A521 N°31 Alpine F1 Team Vainqueur GP Hongrie 2021 Esteban Ocon avec Pit Board
18S601RED BULL Racing RB16B N°33 Honda Red Bull Racing Vainqueur GP Pays-Bas 2021 Max Verstappen avec Pit Board
18S605RED BULL Racing RB16B N°33 Honda Red Bull Racing2ème GP Turquie 2021 Max Verstappen
18S606RED BULL Racing RB16B N°11 Honda Red Bull Racing3ème GP Turquie 2021 Sergio Perez
18S694ORECA 07 – Gibson N°1 Richard Mille Racing Team 24H Le Mans 2021 T. Calderón – S. Flörsch – B. Visser
18S696AURUS 01 – Gibson N°26 G-Drive Racing  24H Le Mans 2021 R. Rusinov – F. Colapinto – N. de Vries
18S697ORECA 07 – Gibson N°31 Team WRT Vainqueur LMP2 class 24H Le Mans 2021 R. Frijns – F. Habsburg – C. Milesi
18S698ORECA 07 – Gibson N°34 Inter Europol Competition 10ème 24H Le Mans 2021J. Smiechowski – R. van der Zande – A. Brundle
18SB022BMW M6 GT3 N°10 Boutsen Ginion 24H Spa 2020K. Ojjeh – G. Vannelet – B. Lessennes – J. Klingmann (750ex)
18SB029LAMBORGHINI Huracán GT3 Evo N°63 Orange 1 FFF Racing Team 24H Spa 2020 D. Lind – M. Mapelli – A. Caldarelli
18SB030MERCEDES-AMG GT3 N°7 Toksport WRT 2ème Silver class 24H Spa 2021 A. Jefferies – O. Tunjo – P. Petiti – M. Dienst (300ex)
NOUVEAUTES échelle 1:43 
S7694MCLAREN MCL35M N°3 + N°4 McLaren Vainqueur GP Italie 2021 2ème GP Italie 2021 Daniel Ricciardo + Lando Norris avec Pit Board (1000ex)
LOOKSMART 
REFDESIGNATION
NOUVEAUTES échelle 1:18 
LS18F1038FERRARI Scuderia SF21 N°16 Scuderia Ferrari 2ème GP Angleterre 2021 Charles Leclerc
LS18F1039FERRARI Scuderia SF21 N°55 Scuderia Ferrari GP Angleterre 2021 Carlos Sainz Jr.
SCHUCO 
REFDESIGNATION
NOUVEAUTES échelle 1:18 
450018400MERCEDES-Maybach Ultimate Luxury 1/18ème Résine

EuroBrun, Euroracing e altre avventure: Mino Torazzi

C’è quasi sempre un possibile punto di svolta per ogni piccolo team di Formula 1 che si rispetti. Nel caso della EuroBrun, scuderia italo-svizzera che nel Circus ha ballato dal 1988 al 1990, questa sliding door si è presentata in Canada nella stagione d’esordio complice Stefano Modena vicino a chiudere in zona punti se soltanto il cambio non l’avesse tradito in quel di Montreal.

Un avvio difficile per la compagine gestita dalla Euroracing di Giampaolo Pavanello come testimonia la volontà dell’elvetico Walter Brun di sostituire a un certo punto del campionato Oscar Larrauri, compagno di Modena, con il tedesco Christian Danner. Sostituzione non avvenuta perché, come ricorda Mino Torazzi, socio e team manager EuroBrun nel 1988, Danner sulla ER188 dell’argentino proprio non riusciva ad entrarci. Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, è tornato a interpellare Torazzi per indagare sulle vicende EuroBrun oltre che per scoprire qualcosa di più sul compianto Giovanni Salvati, grande talento dell’automobilismo italiano prematuramente scomparso, sulla Tecno ammazzasette nelle formule minori, sulle differenze di carattere e di approccio alle corse dei fratelli Vittorio e Tino Brambilla e sulla stella lucente di Lella Lombardi, tutti professionisti di un motorsport pane e salame che oggi manca così tanto.

Mino Torazzi, infatti, è stato in diverse fasi della sua carriera, ben prima che l’EuroBrun approdasse in Formula 1, loro manager e consigliere, salvo poi trasferirsi in Brasile a fine anni 80 dove la propensione per l’avventura, vedi il periodo trascorso in una tribù locale nella selvaggia Amazzonia, non l’ha mai abbandonato.

Foto di apertura: Riccardo Patrese con l’Alfa Romeo 184T, progenitrice dell’EuroBrun ER188.

Ferrari al GP di Spagna F.1

Credit: Scuderia Ferrari Press Office

Toyota da una vita

Testo e foto di Riccardo Fontana (in redazione David Tarallo)

Era un sabato pomeriggio dell’estate 1995, avevo tre anni, e dopo aver accompagnato al lavoro mia madre, di turno in ospedale, mio padre mi aveva portato a fare il solito giretto, tipicamente a tema motoristico: quella volta eravamo passati alla concessionaria Toyota di San Martino Siccomario, e all’entrata ero rimasto folgorato da una grande fotografia appesa al muro dietro al bancone della reception: c’era una macchina in volo, molto staccata da terra, con dietro una montagna innevata e due neri a piedi fermi che la guardavano passare a bordo strada, impassibili e maestosi come lo stesso panorama d’Africa che li circondava.

Io all’epoca non lo sapevo, ma quella foto di McKlein, forse la più straordinaria ed evocativa di tutta la storia dei Rally, ritraeva Ian Duncan in volo con la Toyota Celica GT-Four ST 185 durante le ricognizioni del Safari 1993. Il tarlo di quel momento mi è rimasto a lungo, quindi che fare? In primis procurarsi un bel modello della Celica ritratta, e in secundis, come se n’è presentata l’occasione, procurarsi anche una bella Celica GT-Four Carlos Sainz Limited Edition vera, ma questa è un’altra storia che non approfondiremo in questa sede.

Il modello prescelto è il noto (e vetusto) kit Hasegawa in scala 1:24, nato in contemporanea all’auto reale, ma aggiornato in alcuni dettagli nel corso degli anni. Un modello per nulla privo di difetti, ma che se ben montato è comunque in grado di fare la sua figura. Innanzitutto, cominciamo col dire che il kit di partenza soffre dei tipici difetti della solita produzione Hasegawa: è troppo stretto, ha delle ruote un po’ troppo piccole (anche se sulle versioni da terra, come questa, si nota poco rispetto a quanto accade per i modelli relativi a gare “full-tarmac”), un assetto di fantasia, e dei sedili più vicini alla scala 1:32 che all’1:24 di riferimento.

Finito? No, manca completamente ogni accenno di pedaliera, che comunque non si vede (ma su 50€ tondi tondi di modello di taglia media è una dimenticanza che inizia a lasciare l’amaro in bocca anche a me che sono di bocca buona) e tutta la rete di protezione e le relative fascette di supporto da fissare al bull-bar anteriore. Finito? No, le fotoincisioni sono ridotte al minimo, e gli sponsor tabaccai sono ovviamente censurati, ma questo non è un neo imputabile ad Hasegawa, quanto alle ben note (e incomprensibili) gogne legali.

Come affrontare il montaggio di un simile modello da persona normale? Signori, io non sono Luca Cavicchi, non sono Manuel Olive Sans, ho una manualità buona ma, causa cheratocono, nonostante i miei trent’anni appena compiuti inizio a vederci pochissimo da vicino, quindi un modello per mio conto dev’essere pulito, ben realizzato, ed aderente al reale almeno per le cose “macro”. Tradotto: l’assetto deve essere giusto, la livrea deve essere giusta, i dettagli visibili devono esserci tutti e devono essere ben realizzati. Ho tralasciato la pedaliera, perché veramente, complice l’esiguità dell’abitacolo, non si nota assolutamente, ma tutto il resto ho voluto realizzarlo. Per le referenze fotografiche mi sono affidato sia alla rete che a Rally Cars di McKlein, una vera bibbia per ogni appassionato di Rally. A questo punto, prescelta la versione di Juha Kankkunen, vincitrice di quel Safari e del Mondiale dello stesso anno, c’è stata solo una cura dei dettagli e della verniciatura al massimo delle mie possibilità, con l’aggiunta a parte delle decals Marlboro e della rete anteriore. La griglia di sfogo dell’intercooler, agghiacciantemente realizzata in blocco pieno con la carrozzeria è stata aperta e completata con un pezzo di rete avanzato da un altro kit dello stesso produttore (Lancer Evo I), in modo tale da avere un livello di realismo almeno accettabile.

Il risultato finale è quello che vedete nelle foto: nessuna difficoltà particolare a parte la costruzione delle cinture e il relativo imbocco nelle (troppe) minuscole fotoincisioni che le compongono, ma quello è un problema dei miei occhi, anche se per cinquanta euro una soluzione un minimo più pratica e “pronta all’uso” si potrebbe trovare. Molto apprezzabile, da parte di Hasegawa, il completo rifacimento dei cerchi O.Z. e degli ammortizzatori, disastrosi nella prima edizione di questo kit (datata tardo 1993) ed oggi molto belli.

Confrontate questo modello con le foto che trovate su internet dei montaggi di scatole vecchie, capirete di cosa sto parlando. Come volevasi dimostrare, con ruote e assetto (quasi) perfetti, il modello cambia completamente faccia, e le pecche di forma che lo contraddistinguono (l’Hasegawa è talmente stretto che, più che una Celica GT-Four, sembra una 1.6 a trazione anteriore con la presa d’aria sul cofano della GT-Four) non si notano più.

Ho un altro modello, trovato già costruito, relativo alla vettura di Carlos Sainz del Tour de Corse 1992: il modello all’80% è lo stesso, ma il cambiamento di colpo d’occhio è disarmante. Quindi, ancora una volta possiamo dirlo: le ruote fanno quasi da sole la riuscita o meno di un modello, almeno a livello di percezione di chi guarda. Le fascette di supporto della rete della protezione anteriore sono state realizzate con del semplice fil di ferro sottile e sagomato, una cosa alla portata di molti. Alla fine, il montaggio è stato molto divertente e appagante, restano due punti fermi: il primo è relativo al costo, perché il kit è costato 50€, e poi tra bombolette, ammorbidente, boccette di colore, decals aggiuntive, rete, eccetera eccetera abbiamo superato i 100€ totali, che iniziano ad essere una signora spesa di questi tempi, e il secondo è il tempo e la cura che in simile lavoro richiede: io sono dimissionario, e con le molte ferie arretrate che ho beh, ho del tempo libero che mi permette di perdermi in questi lavori, ma non in molti potrebbero fare altrettanto, e non in molti saprebbero ricavare un modello buono da un simile kit così antiquato, anche con la visione semplice e lineare del sottoscritto.

Quindi, la domanda vera rimane: se Ixo proponesse un simile modello già pronto, anche leggermente meno curato, per una cifra oscillante tra i 25 e i 30€, in quanti semplici appassionati se la sentirebbero di spendere ancora certe cifre per un kit solo per andare incontro all’ignoto? A voi l’ardua sentenza…

Alfa Romeo GTA Varano 1973

Questo interessante kit Arena, uscito nel febbraio del 2020, riproduce la vettura con un inedito spoiler anteriore pilotata dall’altoatesino Brunner a Varano de’ Melegari nel 1973. Montaggio di Gualtiero Negri, che ha ottenuto un gran bel modello con interventi decisivi, fra cui la sistemazione delle cornici dei vetri.

La formula vincente

Qualche anno fa iniziava la coraggiosa avventura di Officina942, marchio della Società Editrice Il Cammello di Torino. L’idea – l’avevamo ribadito anche noi – era originale e audace: riproporre in scala 1:76 modelli nello stile dei primissimi diecast degli anni quaranta. Oggi, a distanza di tempo, si può dire che la scommessa sia stata vinta. Officina942 ha superato le turbolenze del decollo e sta continuando con una buona allure il proprio percorso. Nel frattempo la produzione si è diversificata: alla serie 1000 (modelli italiani dagli anni 30 all’inizio degli anni 60 in diecast) si sono affiancate altre due linee. La serie 2000, nata per coprire soggetti più di nicchia come carrozzerie speciali, prototipi e quant’altro, lascia la zamac per la resina. In questo caso le tirature sono limitate a soli 100 pezzi.

Ferrari 500 F2 nel caratteristico giallo dell’Ecurie Francorchamps, Officina942 modello 3006/B

Vi è poi la serie 3000, in diecast, che è l’ultima arrivata: qui siamo nel regno delle Formula 1 anni cinquanta, proposte nelle classiche livree dell’epoca. Troviamo quindi i classici rosso Alfa e Ferrari, ma anche il blu della scuderia di Rosier, il verde del team Whitehead o il gialloblu dell’Equipo Argentino.

I modelli della serie 3000 hanno una scatola con una grafica specifica, che ricorda il mondo delle competizioni: questa è la gloriosa Alfa Romeo 159 Formula 1 “Alfetta”

Infine, la Serie A, composta da edifici e accessori per valorizzare i modelli in vetrina. Tornando alla Serie 3000, i primi soggetti sono stati la Maserati 4CLT/48, la Ferrari 125, l’Alfa Romeo 159 e la Lancia D50, proseguendo poi con altre vetture iconiche quali Ferrari 500 F.2 e 625 F.1.

La Ferrari 625 F.1 nel blu dell’Ecurie Louis Rosier, modello n. 3007/B

La novità più recente non è una monoposto ma una Sport, la Ferrari 125S del ’47, la prima costruita. I modelli Officina942 sono qualcosa di sostanzialmente diverso dalle riproduzioni ordinarie: sono degli oggetti evocativi, adatti anche a persone che non necessariamente si interessano di miniature.

Art.3004, Lancia D50 F.1 del 1954

La scala, l’antica e gloriosa “00”, è ricca di suggestioni del passato. Un suggerimento, forse fuori luogo, forse un po’ folle ma la buttiamo là: che effetto farebbe una serie in 1:43, anche semplicemente in resina?

Ferrari les années 50. Les débuts de la légende

La rivista Enzo esce in Francia con un Hors-Série consacrato alla storia della Ferrari dagli albori fino al termine degli anni cinquanta, un periodo non sempre perfettamente conosciuto dagli appassionati. In 114 viene ripercorso il cammino della Casa di Maranello sia con le vetture stradali sia con quelle da competizione. A brevi schede riassuntive modello per modello (dotate comunque di belle foto d’epoca e attuali) si alternano articoli di storia e analisi di alcuni dei modelli più significativi, come la 166MM Uovo, la 195 Inter Vignale, la 750 Monza, la 250 GT TDF e la 250 TR58, dove si illustrano anche le procedure di restauro. Chiude la pubblicazione un interessante pezzo sulle tendenze del mercato e sui criteri di scelta di una vettura di quel periodo. Sicuramente questo Hors-Série non apporterà nulla di sconvolgente a quanto già si conosceva della storia della Ferrari, ma costituisce in ogni caso un utile complemento nell’archivio di ogni cultore dell’automobilismo d’epoca. Una lettura fresca e sempre gradevole. Prezzo in Francia: € 12,90.

Dinslaken: l’incontro degli “Amici Porsche”

Testo e foto di Nicola Lettieri (in redazione David Tarallo)

Un raduno automobilistico è un momento di aggregazione di appassionati di auto che può avere sia connotati turistici che sportivi. Sono eventi organizzati generalmente da Club e possono riguardare una particolare marca automobilistica, un particolare modello di vettura oppure un particolare tipo di automobile. I raduni possono essere espositivi, per mostrare i propri modelli in forma statica, oppure itineranti da città a città, quasi tutti “conditi” da eventi a tema ad essi collegati.

Veduta aerea dell’ippodromo di Dinslaken

In Europa, agli inizi degli anni 2000, i raduni dei possessori di vetture Porsche erano organizzati e gestiti soprattutto dai Club di appartenenza dei singoli proprietari, dislocati nelle principali città (quelli ufficiali) e nelle periferie.

In quel periodo, la nazione più attiva nell’organizzazione di incontri di appassionati del marchio Porsche ed eventi a tema di alto livello era l’Inghilterra, e fu proprio guardando ad essa che al tedesco Ingo Rübener e a sua moglie Sonja venne l’idea di organizzare un raduno dedicato ai possessori ed amanti della Porsche nella regione della Ruhr, precisamente a Dinslaken.

Trattori Porsche Diesel a Dinslaken

Ingo e Sonja Rübener, fondarono nel 1984 a Engelskirchen, città natale di Sonja, la Marathon Motorsport & Messen, un’agenzia per la pianificazione, organizzazione e realizzazione di fiere e tour speciali per motociclisti, organizzando la prima mostra motociclistica a Gummersbach, rivelatasi un successo.

Nel 1991, con l’acquisto da parte di Ingo di una Porsche 911 Carrera 3.2 “Prussian Blue Metallic”, la Marathon Motorsport & Messen iniziò a trasformarsi da semplice agenzia di organizzazione di mostre e fiere per moto, in agenzia di organizzazione di eventi automobilistici connessi anche al Motorsport. Fu proprio durante una trasferta all’autodromo di Zolder, in Belgio, che i coniugi Rübener entrarono in contatto per la prima volta con una Porsche 964 RS (che all’epoca costava troppi soldi per le loro tasche), restandone affascinati.

Ancora la Porsche di Ingo

A causa del crescente interesse per il marchio, decisero di entrare a far parte di un Club Porsche e si accorsero che poteva essere vantaggioso organizzare eventi e mostre di sport motoristici per gli appassionati e corsi di guida per i principianti.

Nel 1996, i Rübener tentarono il tutto per tutto, organizzando una mostra estremamente costosa al centro espositivo di Oldenburg, nella Bassa Sassonia. L’evento fu un successo straordinario e, sulla via del ritorno, incontrarono Michael Starke del Porsche Center Osnabrück che gli vendette la gialla Porsche 964 RS (con 40.000 chilometri all’attivo) da loro sempre sognata ed ormai diventata il marchio di famiglia ai raduni.

I coniugi Rübener abitavano (ed abitano tutt’ora) nelle immediate vicinanze della “Trabrennbahn” (ippodromo) di  Dinslaken e, avendo in mente di organizzare proprio lì un raduno di possessori di vetture Porsche, nel 2001 parlarono del loro progetto con l’amministratore delegato dell’ippodromo, ricevendo subito riscontro positivo e fissando la data per il primo “Club Day der Porschefreunde” per il 1 maggio 2001.

A fronte di un’aspettativa di partecipazione di circa 30/40 persone, quel giorno si riversarono sulla pista dell’ippodromo di Dinslaken ben 400 appassionati, che furono perfettamente gestiti dai seppur meravigliati coniugi Rübener che, non temendo il caos, conoscevano molto bene le dinamiche dei grandi eventi.

Il numero dei partecipanti raddoppiò l’anno successivo e con l’aumento del numero di visitatori, aumentarono anche gli sforzi e i costi. La chiave del successo fu l’apertura a tutti i modelli del marchio Porsche, dalle 911 ai trattori Diesel, dalle 924, 944 e 968 alle 356, dalle Cayenne alle Boxster, senza trascurare le auto da competizione e quelle pesantemente modificate (in modo più o meno condivisibile, ma tant’è!).

2013: Porsche 997 Turbo

Dopo i primi eventi, il “Club Day der Porschefreunde” del 1 maggio a Dinslaken raggiunse rapidamente lo status di raduno “cult” per un numero sempre maggiore di appassionati del marchio Porsche e ben presto si assistette ad una crescente tendenza all’internazionalizzazione con l’ampia partecipazione dei Porsche Club e degli appassionati provenienti da Inghilterra, Russia, Norvegia, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Lussemburgo e Belgio.

Il 1 maggio 2008, il “Club Day der Porschefreunde” ​ottenne addirittura l’ingresso ufficiale nel Guinness dei Primati come il più grande raduno Porsche del mondo con un totale di 2325 vetture che presero parte alla parata all’ippodromo di Dinslaken.

Il “Club Day der Porschefreunde” ha  garantito negli anni una costante e folta presenza di pubblico e di partecipanti, senza battute d’arresto, tranne per l’edizione del 2020 che a causa della pandemia da Covid19 fu dapprima rinviata al 3 ottobre del 2020, quindi al 1 maggio del 2021 ed infine si svolse il 1 agosto 2021.

Da oltre vent’anni il “Club Day der Porschefreunde” unisce piloti e appassionati Porsche della Germania e di ogni parte d’Europa, insieme alle loro vetture di tutti gli anni e di tutte le serie prodotte dalla Casa di Zuffenhausen. Qui tutti i partecipanti e i visitatori hanno l’opportunità di vedere da vicino le vetture Porsche e di scambiare opinioni, consigli e, perchè no, pettegolezzi con i loro proprietari in un’atmosfera rilassata e familiare. Non mancano gli stand dei venditori (con vestiti, libri, accessori, ecc), un’ampia scelta di cibi e bevande, nonché varie attività come il “Concours d’Elegance” (premio per i veicoli più belli) e la “Battle of Sound” (premio per i veicoli più rumorosi), dimostrazioni di veicoli, nuove presentazioni, e giri sui trattori Porsche Diesel per gli ospiti più piccoli.

Siccome “ogni mondo è paese”, anche i ladri d’automobili nel corso degli anni non hanno disdegnato i vari “Club Day der Porschefreunde”, rubando alcune Porsche parcheggiate fuori dall’area dell’evento mentre i loro proprietari si recavano in pellegrinaggio all’ippodromo di Dinslaken.  

In occasione di alcuni “Club Day der Porschefreunde”, i coniugi Rübener hanno fatto realizzare una spilla commemorativa ed una serie di modellini in scala 1/43 in serie limitata di pochissimi pezzi. Nel 2007 è stata realizzata una bianca Porsche 997 GT3 Minichamps in serie limitata di 97 pezzi, seguita nel 2008 da una bella 997 GT3 RS arancione, sempre in serie limitata di 97 pezzi.

Nel 2009 è stata la volta della Porsche 997 GT3 3.8 rossa (sempre 97 pezzi) e nel 2010 è stata realizzata una splendida Porsche 996 Turbo cromata, in serie limitata di 96 pezzi.

Nel 2011, in occasione del 10° anniversario del “Club Day der Porschefreunde” è stato realizzato un set in serie limitata e numerata di 70 pezzi con la Porsche 993 RS e la Porsche 997 GT2, entrambe di colore nero, oltre ad una Porsche 997 GT2 RS di colore rosso in serie limitata e numerata di 97 pezzi.

Nel 2012 ancora un altro set in serie limitata e numerata di 75 pezzi, questa volta con due belle Porsche 930 e 997 Speedster bianche, oltre ad una Porsche 993 Turbo bianca in serie limitata e numerata di 149 pezzi, realizzata anche in versione “Vip” (24 pezzi) con i cerchi color oro.

Nel 2013 è stata realizzata una bianca Porsche 997 Turbo “Edition 918 Spyder” in serie limitata / numerata di 97 pezzi, realizzata anche in versione “Vip” con i cerchi oro anziché rossi. Stesso discorso per il modello del “Club Day der Porschefreunde” del 2014, una Porsche 997 Turbo silver metallic, realizzata in versione “normale” con i cerchi blu in serie limitata e numerata di 97 pezzi ed in versione “Vip” con i cerchi oro.

Dopo un periodo di assenza, nel 2019 è stata realizzata un’altra Porsche 997 Turbo di colore grigio in serie limitata e numerata di 99 pezzi.

Nel 2021 è stata la volta della Porsche 991 Turbo S bianca, dedicata a tutte le vittime della pandemia da Covid19, in serie limitata e numerata di 50 pezzi. Ultima, finora, la Porsche 718 Spyder bianca con tettuccio asportabile rosso, realizzata in occasione del recentissimo “Club Day der Porschefreunde” dello scorso 1 maggio 2022, in serie limitata e numerata di 50 pezzi. Tutti questi modellini, dotati di confezioni esterne e basette personalizzate, sono molto ricercati dai collezionisti e spesso contesi su Ebay a suon di euro.

Modello del 2019: 997 Turbo

Dopo vent’anni, il recente 20° “Club Day der Porschefreunde” al “Trabrennbahn” di Dinslaken del 1 maggio 2022 è stato l’ultimo. Sul luogo dell’evento sarà infatti presto costruita una nuova area residenziale, che non potrà più ospitare né Porsche né cavalli.

Dopo tanti appuntamenti mancati causa Covid, quello buono è per il 1° agosto 2021: la Porsche 911 (991) Turbo è il modello prescelto per la serie modellistica

Questa circostanza, tuttavia, non ha scoraggiato il vulcanico Ingo che dalla sua pagina Facebook ha già dato appuntamento ai “Porschefreunden” per il prossimo incontro del 1 maggio 2023 che si svolgerà presso l’ippodromo di Mülheim an der Ruhr, non molto distante da Dinslaken.

…e siamo arrivati al maggio del 2022 con la 718 Spyder

Insomma, il binomio Porsche e cavalli, nella regione della Ruhr, è destinato a durare ancora per molti anni e ad attirare schiere sempre più folte di appassionati.

Un po’ di ossigeno per la Lancia?

«Oggi è una giornata importante – ha dichiarato Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia -. Lancia è pronta per l’Europa, facendo ancora un altro passo avanti con l’obiettivo di diventare un marchio credibile e rispettato nel mercato premium. Il nostro piano strategico a 10 anni, approvato lo scorso settembre, si sta realizzando molto velocemente, un passo dopo l’altro. Il nostro è il brand italiano dell’eleganza e questo è il nostro rinascimento. Innovazione e design senza tempo sono da sempre i nostri valori e a questi vogliamo aggiungere sostenibilità, centralità del cliente e responsabilità perché guardiamo al futuro con grande ambizione».

Queste le premesse. Secondo Stellantis, il piano decennale di Lancia inizia nel 2024 (e intanto l’hanno rimandato di due anni) con la nuova Lancia Ypsilon, lunga circa 4 metri, e appartenente al segmento B, che sarà presentata con motorizzazione 100% elettrificata (!). Nel 2026, si prosegue con la nuova ammiraglia, lunga 4.6 metri e che permetterà al marchio di entrare nel segmento più grande in Europa. Il 2028 sarà l’anno della nuova “Delta”, lunga 4.4 metri (nota a latere, ci vuole coraggio a inserire una Delta Integrale nella foto ufficiale per l’annuncio della rinascita Lancia, ma soprassediamo).


Tre nuovi modelli che copriranno il 50% del mercato e avranno il compito di contribuire a migliorare le vendite nel settore lusso di Stellantis, come previsto da “Dare Forward 2030”, il piano strategico del Gruppo.
Un piano decennale con una chiara strategia di elettrificazione. Dal 2026, il marchio lancerà solo modelli 100% elettrici e dal 2028 venderà vetture unicamente 100% elettriche. Grande attenzione al processo di elettrificazione, ma non solo. Ampio l’utilizzo di materiali innovativi, che faranno di Lancia il marchio di Stellantis con la più alta percentuale di materiali riciclati, con il 50% delle superfici che si toccano, realizzate con materiali eco-sostenibili per contribuire a costruire un mondo migliore per le generazioni future.
Prendendo ispirazione dagli esclusivi interni delle sue vetture iconiche del passato, come la Gamma, la Thema e la Flavia, le vetture della nuova generazione Lancia offriranno un ambiente accogliente, con una tecnologia di bordo semplice e intuitiva, coerente con il proprio DNA S.A.L.A.. Sound Air Light Augmented (sala in italiano significa salotto) sarà un’interfaccia virtuale, essenziale e intelligente, con cui il cliente, con l’utilizzo di un solo pulsante, avrà il controllo totale dell’abitacolo, dall’impianto audio al climatizzatore, fino all’illuminazione.

Tanti auguri alla Lancia e agli appassionati di auto. Già che ci siamo, auguri anche all’Alfa.

Debutterà a Monza la Peugeot 9X8 Hypercar

Meno di un anno dalla presentazione della maquette e solo cinque mesi dopo l’inizio del programma di prove in pista, la Peugeot ha svelato a Portimao la versione definitiva della 9X8 Hypercar. La vettura debutterà il prossimo luglio alla 6 Ore di Monza, quarta prova del FIA-WEC dopo la 1000 Miglia di Sebring, la 6 Ore di Spa e la 24 Ore di Le Mans. Sono stati diffusi anche alcuni ragguagli tecnici: sia sa già da ora che il motore sarà un V6 biturbo da 2,6 litri con una potenza di circa 520 kW. Sull’asse anteriore agirà poi un’unità elettrica da 200 kW con una batteria ad alta tensione da 900 volt. Queste le misure: lunghezza mm 4995, larghezza mm 2000, per un peso di 1030 kg. La capacità del serbatoio del carburante è di 90 litri. A livello aerodinamico viene confermata definitivamente l’assenza dell’ala posteriore, come permette il regolamento. Fin dall’inizio i tecnici di Peugeot Sport, con a capo Olivier Jansonnie, sono stati convinti della validità di questa soluzione.

I test in pista si sono già svolti su cinque circuiti: Portimão, Le Castellet, Motorland Aragon, Barcellona e Magny-Cours, con oltre 10.000 chilometri percorsi in 25 giorni di attività. In parallelo è stata perfezionata la procedura di omologazione di concerto con la FIA, mentre lo staff di François Coudrain, direttore della sezione motori, sviluppava al banco, al simulatore e in pista la nuova unità. Queste fasi essenziali hanno imposto un debutto in gara successivo alla 24 Ore di Le Mans 2022, dove peraltro Peugeot sarà presente con un importante stand. I piloti ufficiali delle due 9X8 schierate nel 2022 saranno Paul Di Resta, Loïc Duval, Mikkel Jensen, Gustavo Menezes, James Rossiter e Jean-Eric Vergne. La composizione degli equipaggi sarà ufficializzata nelle prossime settimane. Dopo Monza, le due 9X8 parteciperanno anche alle ultime due gare del FIA-WEC, la 6 Ore del Fuji in settembre e la 8 Ore del Bahrein in novembre.